Manuale del sommelier del tè di Victoria Bisogno e Jane Pettigrew

Un libro sul tè di Victoria Bisogno e Jane PettigrewÈ uscita la traduzione italiana di Manuale del sommelier del tè di Victoria Bisogno e Jane Pettigrew. La prima volta che ho sentito parlare di questo libro è stato al Salone del libro di Torino 2014 quando ho conosciuto la casa editrice Biglia Blu. L’avevano scovato in una enorme e fantastica libreria di Barcellona e hanno lavorato mesi per portarlo in Italia.  Finalmente il loro sforzo è giunto al termine e potete trovare il volume in libreria o a La Teiera Eclettica di Milano.

Di libri sul tè ne esistono tanti in commercio, più o meno belli, più o meno ben fatti. Il Manuale del sommelier del tè secondo me è un libro che vale la pena di leggere per conoscere meglio questa fantastica bevanda, il tè. È adatto ai neofiti, chi si sta avvicinando al tè ed è curioso di saperne di più, ma è anche adatto per chi ha delle conoscenze base e vuole specializzarsi. All’interno infatti ci sono informazioni molto precise e tecniche sull’analisi sensoriale del tè, sulle aste, sulla scelta delle foglie, sul servizio.

Si parla naturalmente del trend del momento, ovvero i cocktail a base di tè. Si possono chiudere gli occhi e immergersi nei racconti sulle varie piantagioni di tè in giro per il mondo (sapete che ora ci sono anche alle Hawaii??).

Alcuni dettagli mi hanno piacevolmente stupita:

  • la spiegazione del fatto che per tè rossi in Cina si intendono quelli che noi chiamiamo tè neri. Non è facile trovare questa precisazione, anzi, proprio poco tempo fa su un volume uscito l’anno scorso di questi tempi si dice che il tè rosso è il rooibos e lo si inserisce nel paragrafo dei tè deteinati…
  • il metodo delle cinque falangi oscillanti ovvero la tecnica utilizzata dai cinesi per sapere la temperatura dell’acqua senza utilizzare l’apposito termometro
  • il paragrafo sui tè biologici (noi abbiamo detto qualcosa sull’argomento a proposito di Arlette Rohmer)
  • il capitolo sul galateo del tè

Victoria Bisogno è un ingegnere amante del tè. Nel 2008 ha creato il teashop Charming Blends e, l’anno successivo, El club del tè, un progetto che ha come obiettivo la diffusione della cultura di questa magnifica bevanda a Buenos Aires, Barcellona e Madrid. Non a caso, l’ultimo capitolo del Manuale del sommelier del tè è proprio intitolato “Condividere il mistero”, concetto che condivido al 100%.

Jane Pettigrew è un nome del mondo del tè. Lavora come consulente, scrittrice (ha già pubblicato ben 14 testi specifici sul tè e altri sull’alimentazione) ed editrice, tiene lezioni sul tè in tutto il mondo ed è uno dei docenti dell’Esposizione mondiale del tè negli Usa.

Manuale del sommelier del tè (titolo originale: Manual del Sommelier de Tè)
di Victoria Bisogno e Jane Pettigrew
Casa editrice Biglia Blu
ISBN 978-98682-03-4
€ 16,00
Disponibile in libreria e nel negozio La Teiera Eclettica (via Melzo 30, Milano)

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Bere un tè ai cat café di Torino

Trovo che il tè si abbini benissimo ai libri, ma anche ai gatti. A me perlomeno piacciono tantissimo (secondo pelosino in arrivo? Speriamo, ho bisogno di un altro assistente ;-) ) e quindi non potevo scoprire i cat café di Torino, i primi in Italia e tra i primi in Europa. Andiamo in ordine cronologico…

Miagola, il cat cafè di TorinoMiagola

Il primo cat café che ha aperto in Italia è Miagola, un angolo molto carino che ha spalancato le porte in via Amendola 6D, Torino, il 22 marzo 2014. Tavoli e sedie sono oggetti di recupero e sul soppalco si organizzano mostre, corsi di inglese, eventi speciali. Il posto è piccolino, soprattutto se la giornata non consente di stare fuori, e il rischio “effetto rimbombo” c’è. Però la musica classica (la titolare dice che è la preferita dai gatti) mitiga un po’ la confusione.
Cosa mi è piaciuto di più? Il fatto che il locale è disseminato di libri sui gatti e la carta dei tè e delle tisane è molto originale (le miscele sono della Tea & Company di Torino). I nomi delle proposte riprendono infatti i nomi degli ospiti felini come Mia, Barney (che ho avuto modo di conoscere e accarezzare), Romeo e Sissi o comunque sempre legati al mondo gattaro (es. l’infuso Mi lecco i baffi). Io ho assaggiato Romeo, un tè verde sencha aromatizzato con mango, limone, noce di cocco, pepe e zenzero e ho accompagnato il tutto con una fetta di torta al cioccolato, pesche e amaretti… ottima… poi quello stampo a forma di gattino sopra era simpatico.
N.B. Non pensate di arrivare e trovarvi gatti da tutte le parti, che vogliono giocare con voi o farsi fare i gratini sotto il collo… il gatto è un animale notturno e di giorno spesso e volentieri dorme. Per farlo ci sono delle cassette sopraelevate sulla parete sinistra del café oppure possono andare in una apposita stanza per soli a-mici a quattro zampe (vedrete la mini porticina di fianco alle scale che portano al soppalco).

Neko Cafè di TorinoNeko Cafè

Il secondo locale per gattari che hanno aperto a Torino, a distanza di pochi giorni, è il Neko Cafè (Neko in giapponese significa “gatto”). Si trova sempre in centro (via Napione, 33), gli spazi sono leggermente più grandi, con tonalità chiare e tanti passaggi sopraelevati per gli ospiti a quattro zampe. La cosa che mi è piaciuta di più di questo posto è il messaggio forte chiaro: i gatti presenti vengono da gattili e canile della zona e cercano casa. Sulla pagina Facebook del Neko Cafè vengono poi condivisi gli annunci dei mici in difficoltà, le storie belle, le notizie di attualità sul mondo felino.
Il tè che ho ordinato era la solita bustina (sono diventata pignola, lo so… sul sito ora si parla di tè e infusi preparati ad hoc da erboristerie locali), ma il muffin era buono.
Sono disponibili menu vegetariani e vegani e il locale è spesso location speciale di eventi di vario tipo, da mostre di artisti contemporanei a piccoli momenti di musica live.
Sul sito del Neko Cafè si legge anche una bella notizia: a Bologna nascerà presto un cat cafè. Bologna, tra l’altro, è una città interessante anche per il tè… cercherò di farvi sapere di più!

E se volete sapere dove comprare o bere tè a Torino cliccate qui

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Grissini rustici al Lapsang souchong

Adoro il profumo che il tè affumicato Lapsang Souchong riesce a dare in cucina! L’ho sperimentato in vellutate, nei taralli e oggi ho voluto provarlo in un’altra ricetta: i grissini. Del resto se vogliamo realizzare un perfetto Afternoon Tea in stile inglese abbiamo bisogno di proporre dolcetti ma anche snack salati e questi grissini fanno al caso nostro. Ecco la mia ricetta:

Ricetta dei grissiniGrissini rustici al Lapsang Souchong

500 g di farina (nel mio caso la farina Cerealia Wellness di grano tenero tipo 2)

2 cucchiaini di tè affumicato Lapsang Souchong

350 ml di acqua minerale naturale

mezzo cubetto di lievito di birra

30 g di olio extravergine d’oliva

2 cucchiaini di zucchero di canna

sale e pepe

Per prima cosa preparate il tè lasciando in infusione le foglie di Lapsang Souchong fino a che l’infuso sarà tiepido (circa 30° C come per la pizza). A questo punto aggiungete lo zucchero e sciogliete il lievito di birra.

Su un piano di lavoro disponete la farina a fontana. Al centro versate il tè (senza filtrare così diamo anche una nota di colore) delicatamente e amalgamate in modo che la farina assorba il liquido. Aggiungete infine l’olio e impastate fino a ottenere un impasto omogeneo. Coprite con un panno umido e lasciate lievitare per circa un’ora.

Trascorso il tempo necessario, regolate di sale e di pepe, impastate nuovamente e prelevate dall’impasto delle porzioni delle dimensione di una pallina da golf. Stendetelo con le mani in modo da dare la classica forma dei grissini.

Trasferite i grissini su una teglia coperta da carta da forno. Spennellateli con olio extravergine d’oliva e cuocete in forno a 200° C per 15-20 minuti. La superficie deve essere dorata.

CerealiaCerealia è una nuova azienda che unisce tre mulini tra Piemonte e Lombardia e Piemonte e che propongono la farina Wellness, una farina bianca ricca di fibre ma senza le parti più esterne della buccia, tipiche della farina integrale. Con la stessa farina ho realizzato i muffin al cioccolato e zucca.

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Muffin al cioccolato e zucca

Adoro la zucca. Mi piaceva aggiungerla in mille ricette diverse, dai risotti alla vellutate, ma questa volta ho voluto provare anche la strada del dolce. L’unico tentativo che avevo fatto l’anno scorso non mi aveva convinta del tutto ma questa volta con qualche attenzione in più sulla quantità di zucchero e grazie all’aiuto del tè… ecco i miei muffin al cioccolato e zucca!
Provate e fatemi sapere. Noi a casa li abbiamo divorati, persino a colazione con una tazza di darjeeling on un infusosi frutta.

La ricetta per preparare i muffin

Muffin al cioccolato e zucca

100 g di zucca (io ho utilizzato una zucca della varietà butternut, quella con la buccia di colore verde chiaro-ocra e dalla forma allungata, simile a una enorme pera)

100 g di farina (io ho utilizzato la farina di grano tenero tipo 2 di Cerealia Wellness, in fondo vi spiego di che cosa si tratta)

50 g di fecola di patate

80 g di acqua minerale naturale

1 cucchiaino di tè nero darjeeling

50 g di burro

50 g di zucchero di canna

2 uova

1/2 bustina di lievito

1 cucchiaino di bicarbonato

1 pizzico di sale

gocce di cioccolato fondente

Per prima cosa preparate il tè lasciando in infusione per circa 10 minuti le foglie di darjeeling in 80 g di acqua minerale naturale portata a una temperatura di 90 – 100° C.

Filtrate il tè e versatelo in un pentolino con la zucca tagliata a tocchetti. Portate a bollore e fate cuocere per 5 minuti. Frullate.

Intanto in una ciotola versate le farine, lo zucchero, il lievito, il bicarbonato, il sale.

Unite gli ingredienti morbidi ovvero la purea di zucchero, il burro ammorbidito e le uova. Amalgamate.

Infine aggiungete le gocce di cioccolato, mescolate delicatamente e riempiti i pirottini da muffin per 3/4 (anche un po’ di più secondo me.

A questo punto non vi resta che infornare a 180° C per 20 minuti.

Muffin al cioccolato e zuccaI muffin di zucca e cioccolato sono ottimi anche per una festicciola di Halloween così come i cake pops, i cioccolatini colorati o i biscotti salati.

Cerealia è una realtà che raccoglie tre mulini tra Lombardia e Piemonte. La loro prima proposta per affacciarsi al mercato è la farina Wellness, ricca di fibre ma senza il classico sapore dei prodotti integrali (non a tutti graditi). Questo perché non contiene le parti più esterne della buccia.
Perché tutti parlano dell’importanza delle fibre? Perché sono utili per la regolarità intestinale, per contrastare livelli di colesterolo o glicemia alta, i radicali liberi e diverse patologie. In più aumentano il senso di sazietà e rallentano l’assorbimento di zuccheri e grassi. In questa ricetta, grazie all’aiuto del tè, potremmo anche non mettere il burro e renderla ancora più light!.

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Arlette Rohmer e i tè equo e bio Les Jardins de Gaïa

Les Jardins de GaiaIn un freddo pomeriggio di ottobre ho avuto il piacere di conoscere Arlette Rohmer, fondatrice della maison francese di tè Les Jardins de Gaïa che da 20 anni esatti (è stata fondata nel 1994) si caratterizza per i suoi prodotti equosolidali ed equosostenibili.
Ci siamo incontrate nella tea room milanese Chà Tea Atelier. La titolare Gabriella Lombardi ha conosciuto Arlette nella piantagione sudcoreana di Boseong e le ha proposto di venire in Italia a presentare i suoi tè. Detto, fatto!

Così, tra un sorso e l’altro, assaporando un darjeeling proveniente dal giardino Gaia Bari (che ha dato il nome alla maison. In indiano significa infatti i giardini di Gaia), guardando le foto delle piantagioni di rooibos in Sud Africa, io e Arlette abbiamo parlato per ore di questa fantastica bevanda, il .

Gaia Bari, in francese Les Jardins De Gaia

Gaia Bari, in francese Les Jardins De Gaia

Arlette mi ha spiegato che non è facile lavorare con piccole aziende o cooperative ma che è importante per poter mantenere certi livelli di qualità. Mi ha raccontato che il tè che stavamo bevendo veniva da una piantagione indiana con cui ha lavorato fin dall’inizio. Gli ha pagato l’impianto d’irrigazione dopo aver visto che una ragazzina doveva scendere la collina per andare a prendere l’acqua dal fiume per innaffiare le piante di Camelia Sinensis. A una cooperativa sudafricana con cui lavora ha comprato un trattore per aiutarli nel lavoro. “Non faccio così con tutti – ha sottolineato – ma se c’è bisogno…”. Arlette mi ha spiegato che ormai sono come una grande famiglia, la famiglia del tè. C’è un legame molto forte, ha spesso visto i loro figli crescere,… e poi quella frase: “Sorridi e la gente ti sorriderà” e mi dimentico di essere in una grande e caotica città, di avere mille cose da fare, poche certezze e tante preoccupazioni. In quel momento eravamo solo io e lei, sospese nel tempo a condividere un sorriso e una tazza di tè. Ecco uno dei motivi per cui mi piace questo mondo: dona serenità. Non trovate?
Ad Arlette il tè piace perché offre infinite possibilità e poi ti permette di vedere posti fantastici. Come darle torno… guardate qui le sue foto:

Arlette non ha un tè preferito, dipende da tante cose come l’umore, dal momento della giornata in cui ci troviamo…

Tea tasting, la degustazione del tè in India

Tea tasting, la degustazione del tè in India

Di una cosa è assolutamente certa: “Organic is better”, il biologico è meglio. Quando ha iniziato 20 anni fa le dicevano che era pazza (è stata la prima in Francia) ma ora anche alcune grandi aziende (ma non le multinazionali) stanno cambiando il loro atteggiamento verso la natura e le persone. Arlette si è avvicina al biologico quando aveva 17/18 anni e lavorava come volontaria in una cooperativa che aveva aperto il primo negozio bio nella sua zona, l’Alsazia. Lei ha sempre saputo che avrebbe voluto lavorare correttamente e così ha fatto.

In 20 anni il mondo del tè è cambiato molto in Francia. Mi ha raccontato che quando ha aperto Les Jardins de Gaïa il tè si trovava al supermercato ma non c’era la varietà di oggi. “E poi le persone ne sapevano poco, non conoscevano l’esistenza di tutte le tipologie, di quali processi interessavano queste foglie, di come si prepara il tè”. Come hanno fatto le cose a cambiare? “Grazie alle fiere, agli eventi e anche noi nel nostro piccolo facciamo cultura del tè spiegando, facendo assaggiare e mettendo tutte le indicazioni necessarie sulle etichette delle confezioni”. Ancora c’è da fare… Arlette mi ha fatto notare che ancora molto dipende dalle mode e spesso i media danno informazioni incomplete. Un esempio è il tè verde… “fa bene, ha tante proprietà ma dipende da quante tazze bevi e dalla qualità di quello che bevi. Poi tutti lo vogliono perché aiuta la diuresi ma tutto il tè è diuretico”.

Giustamente mi ha fatto notare che qualcuno si lamenta che il tè di qualità costa “ma se pensi che bastano 2 grammi per tazza e che puoi riutilizzare le foglie più volte… il tè è la seconda bevanda più economica al mondo dopo l’acqua”. Altra regola che condivido: “Less but better“, meglio poco ma di qualità.

Arlette mi ha fatto viaggiare con la fantasia… mi ha raccontato dei suoi viaggi in Cina (dove il tè migliore è riservato agli amici), in India, in Sud Africa,… del suo desiderio di realizzare un reportage fotografico per raccontare i luoghi e le persone che stanno dietro a una tazza di tè.

Non resta che chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dai profumi della bevanda più buona del mondo… al prossimo viaggio!

Ps. Se passate in Alsazia, Arlette vi aspetta nella maison de Les Jardins de Gaïa, un piccolo angolo di paradiso in mezzo alla natura con giardino zen, arredi semplici e naturali. Qui potete fermarvi a bere tè o semplicemente acquistarlo.
Les Jardins de Gaïa - www.jardinsdegaia.com
ZA – 6 rue de l’Ecluse F-67820 Wittisheim
Io solo a vederne le foto me ne sono innamorata :-)

Pps. Dedico questo post a mia sorella… del resto si chiama Gaia ;-)

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La cerimonia del tè in Marocco

the maroccoCon l’aiuto di Mariagrazia che mi ha prestato il libro Il fastoso Marocco di Rita El Khayat ho scoperto molto di più sulla cerimonia del tè in questo Paese. Conoscevo il loro fantastico tè alla menta ma ora so molto di più e voglio raccontarvi tutto…

Partiamo dall’inizio: il tè è arrivato in Marocco grazie agli inglesi nel 1854. Prima si bevevano infusi di menta e di assenzio mentre oggi il tè è presente in tutte le case. Ci si ritrova seduti su sofà, cuscini e materassi bassi e si sorseggia tè o caffè. In particolare a Rabat, seconda città del Marocco, di solito si beve un tè leggero a colazione e uno più forte a metà mattina insieme a dolcetti e biscotti leggeri. Il tornava a essere presente a fine giornata insieme a dolci più pesanti come il Kaab el ghzal a base di farina bianca, farina di mandorle, uova, burro, cannella e acqua di fiori d’arancio.
Il tè è poi un classico in abbinamento ad alcuni piatti come il Khlii-bel-bed (carne affumicata e uova) o le Rghayf (tipo crespelle).

the mentaTorniamo alla cerimonia del tè… il tè viene preparato e presentato da un cerimoniere, così come si fa anche con il matè argentino. Può essere il padrone di casa o un invitato particolare a compiere questa funzione. Il tutto viene fatto davanti ai partecipanti in modo che possano seguire tutte le fasi e lasciarsi incantare dal profumo del tè, della menta, dello zucchero, ma possono anche esserci anche assenzio, salvia o basilico. L’acqua viene tenuta in caldo nel tipico samovar marocchino chiamato babor.
Il cerimoniere lava la teiera, lava e asciuga le foglie di tè e quelle di menta. Versa la giusta quantità di tè e di menta, aggiunge l’acqua appena raggiunto il bollore e infine lo zucchero e lascia riposare. Infine mescola con un cucchiaio d’argento e versa l’infuso nel suo bicchiere per assaggiarlo. Poi versa del tè in un bicchiere di vetro trasparente per controllare il colore del tè e se è soddisfatto del risultato versa il contenuto agli invitati tenendo la teiera in alto, ben distante. Se si forma una schiumina su ogni bicchiere (sono appoggiati rigorosamente su un unico vassoio) vuol dire che il cerimoniere ha fatto un buon lavoro.

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Regno Unito, i 20 migliori afternoon tea

Millais Afternoon teaApprofittando della settimana dell’afternoon tea, la testata britannica The Telegraph ha deciso di testare l’offerta del Regno unito ed ecco i 20 migliori afternoon tea:

1. The Ritz, Londra
150 Piccadilly, Londra
£47 a persona (59 euro), £59 con un calice di champagne (74 euro)

2. The Goring Hotel, Londra
15 Beeston Pl, Londra
£42.50 a persona (53 euro), £52.50 con un calice di champagne (66 euro)
Ne avevamo parlato tempo fa perché questo afternoon tea è stato premiato nel 2013 come il migliore di Londra dalla Tea Guild.

3. Claridge’s, Londra
49 Brook Street, Londra
£50 a persona (62 euro), £60 con un calice di champagne (75 euro)
Particolarmente consigliati gli scones con mela e uvetta.

4. Ting Restaurant, Shangri-La at the Shard, Londra
Shangri-La Hotel, 31 St Thomas St, Londra
Classic English afternoon tea: £49 (61 euro), £57 con un calice di champagne (71 euro); afternoon tea asiatico: £54 (67 euro), £62 con un calico di champagne (78 euro)
Vista panoramica incredibile anche se non è il più alto afternoon tea di Londra:

Ting Restaurant

5. The Balmoral, Edimburgo
1 Princes St, Edimburgo
£27 a persona (34 euro), £42 con un calice di champagne (52 euro)

6. Waldorf Astoria – The Caledonian, Edimburgo
Princes St, Edimburgo
£25 a persona (31 euro), fino a £36 con un calice di Perrier Jouet Blazon Rose (45 euro)

7. Blythswood Square, Glasgow
11 Blythswood Square, Glasgow
£22 a persona (27 euro), £32.50 per un calice di Moet & Chandon (41 euro)

8. Holbeck Ghyll, Windermere
Holbeck Ln, Windermere, Cumbria
£18 a persona (22 euro)
Particolarmente consigliato il tavolo vicino al camino ma dovete prenotarlo in anticipo.

Luton Hoo Hotel9. Luton Hoo Hotel, Bedfordshire
The Mansion House | Luton Hoo, Luton LU1 3TQ
£27.50 a persona (35 euro), £37.50 con un calice di champagne Canard Duchene Leonie (47 euro)
Da assaggiare il formaggio di capra.

10. Grand Café, Southampton
1 South Western House, Southampton, Hampshire
£15.50 a persona (19 euro), £22.50 con un calice di champagne (28 euro)
Da notare: tè da tutto il mondo, frutta e le specialità dello chef.

11. Betty’s, The Belmont Room, York
6-8 St Helen’s Square, York
£26.95 a persona (34 euro), £33.95 con un calice di champagne (42 euro)
Torte fatte in casa dalla Bettys Craft Bakery e pianista… what else?

12. Combe House, Devon
Gittisham, Honiton, Devon
£22.50 a persona (28 euro), £34.50 con calice di champagne (43 euro)

13. Pennyhill Park Hotel, Surrey
London Rd, Bagshot, Surrey
£29.50 per un afternoon tea tradizionale (37 euro), fino a £49.00 per un afternoon tea speciale (61 euro)

14. RosyLee Tearooms, Manchester
11 Stevenson Square, Northern Quarter, Manchester
£18.25 a persona (23 euro)

Crewe Hall15. Crewe Hall, Cheshire
Crewe Hall, Weston Rd, Haslington, Crewe
£22 a persona (27 euro), comprende un bicchiere di sherry al vostro arrivo

16. The Pump Room Restaurant, Bath
The Pump Room, Stall Street, Bath
£21 a persona per l’afternoon tea tradizionale (26 euro), £27.50 per un calice di champagne (34 euro), £35.00 per uno champagne per le grandi occasioni (44 euro).

Stoke Park, Buckinghamshire17. Stoke Park, Buckinghamshire
Park Rd, Stoke Poges, Buckinghamshire
£32.50 a persona (41 euro)

18. Coombe Abbey Hotel, Warwickshire
Brinklow Rd, Coventry, Warwickshire
Da £16.75 (21 euro) a £22.75 (28 euro) a seconda dei giorni della settimana

Jesmond Dene House, Newcastle
Jesmond Dene Rd, Newcastle upon Tyne
£19.50 a persona (24 euro), £32 with con un calice di Pol Roger Rich NV Champagne (40 euro)

The Angel Hotel, Wales
15 Cross St, Abergavenny, Gwent
A partire da £19.80 a persona (25 euro)

Fonte: The Telegraph

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