Pane con pasta madre aromatizzato al lapsang souchong

Grazie a un corso sulla pasta madre a California Bakery sono entrata nel mondo della lievitazione naturale ed è stata una piacevolissima scoperta. Preparare il pane in casa, coltivare il proprio lievito è davvero un gesto d’amore così come preparare una tazza di controllando la temperatura dell’acqua, la quantità di foglie necessarie, il tipo di tazza, ecc…

Perché allora non unire le due cose? Ecco la ricetta del pane aromatizzato al tè

pane - ricetta

Pane con pasta madre aromatizzato al lapsang souchong

100 g farina integrale

200 g farina buratto

100 g di pasta madre

12 g di foglie di tè lapsang souchong

100 g di acqua minerale naturale

un pugno di semi di girasole (ma anche le noci ci stanno bene)

10 g di olio extravergine d’oliva

un cucchiaino di sale

Preparate il tè lasciando in infusione per 10 minuti 100 g di acqua con 12 g di foglie di lapsang souchong.

In una ciotola mescolate le farine, unite il sale, il tè, l’olio la pasta madre e i semi di girasole e impastate.

Lasciate lievitare per tre ore a una temperatura che si aggira intorno a 26° C.

Trascorso il tempo necessario impastate nuovamente e fate lievitare per altre tre ore.

Cuocete infine il pane per 10 minuti a temperatura massima e per una ventina di minuti a 180° C.

Vi consiglio di assaggiare questo pane al mattino con un cucchiaino di miele d’acacia o come aperitivo con una fettina di formaggio asiago, un pizzico di sale e di pepe nero e un filo d’olio extravergine d’oliva.

Pubblicato in Cucina | Lascia un commento

Quanto tè bevono gli italiani?

Quanto tè bevono gli italiani? È una domanda che mi sono fatta spesso visto che l’Italia è il Paese dell’espresso e del cappuccino e dove quanto dici “non bevo caffè” vieni vista come un alieno.
In ogni caso ci sono anche italiani che bevono tè e lo possiamo vedere dalla tabella del consumo di cibo in Italia in tempo reale pubblicata sul sito di Quandoo.it, servizio online per prenotare ristoranti (di qualsiasi tipo, dall’agriturismo ai locali stellati) nella propria città.

Il consumo giornaliero di tè in Italia equivale a 11,549.233 kg e sul portale potete vedere scorrere il risultato in tempo reale. Ecco giusto un frame per avere un’idea:

Quanto tè bevono gli italiani

Interessante è anche vedere la quantità di tè bevuta dagli inglesi. Il caffè, soprattutto tra le nuove generazioni, sta prendendo piede ma nella terra della regina spopolano ancora le bustine di tè (191,486,777.260 al giorno secondo la tabella di Quandoo Uk).

Quanto tè bevono gli inglesi

I dati che avete visto fanno parte di uno studio della Commissione Europea dal titolo “Cibi: dalla fattoria alla forchetta”. Naturalmente si parla di stime ma sono comunque interessanti per avere un’idea generale del fenomeno.

Pubblicato in Novità | Lascia un commento

XIE XIE, nasce un nuovo approccio al tè oolong

Xie XieIn Italia, ormai, quando si parla di tè si parla quasi sempre di tè verde ma il mondo di questa bevanda è estremamente ampio e interessante. XIE XIE, così specifico sul tè oolong, così elegante, pratico e glamour può essere un buon modo per far conoscere un altro aspetto di questa variegata realtà.

Ma facciamo un passo indietro: che cosa è XIE XIE? È un brand di tè specializzato in oolong, dal design molto particolare, un design che, dopo il progetto NarraTè, conferma nuovamente il legame tra tè e libri. La confezione, esternamente, sembra infatti un libricino, le cui pagine sono costituite dalle bustine.

Le foglie di tè contenute subiscono un trattamento particolare: vengono essiccate e poi mescolate con erbe e fiori tipicamente europei come camomilla, mirto, petali di rosa, ma anche con profumi e sapori mediterranei ed esotici. In questo modo, l’aromatizzazione avviene in modo naturale, senza aromi aggiunti.

XIE XIE (che dal cinese significa “grazie”) è disponibile nelle versioni zenzero e mirto, camomilla e citronella con scorze d’arancia, alla rosa, alla menta con liquirizia e fiordaliso, un blend con tè nero e due puri: oolong torrefatto a carbone e oolong delicato.

Xie Xie con petali di rosa

XIE XIE con petali di rosa

XIE XIE può subire sia l’infusione a freddo che a caldo.

Sarà disponibile in Italia da aprile e sicuramente sarà in vendita in un concept store in corso Buenos Aires a Milano. XIE XIE sarà inoltre partner del Brera Design District durante il salone del mobile 2015 (14 – 19 aprile) con tea time organizzati in particolari showroom.

Pubblicato in | Contrassegnato | Lascia un commento

NarraTè, quando tè e libri si incontrano

narrate expoNarraTè è un’idea semplicemente geniale perché mette insieme due passioni che sono nate per stare unite: il tè e i libri (ne Il libro del tè di John Blofeld di cui vi racconterò presto, si parla continuamente di tè e poesia).

Che cosa è NarraTè?

NarraTè è un progetto di food design, di enterTEAinment culturale, nato da un’idea dell’architetto Adriano Giannini che ha pensato di allegare alle classiche bustine di tè dei mini racconti perfetti per essere letti tutti d’un fiato nel tempo di infusione della nostra bevanda preferita.

Adriano Giannini (Credit: Mara Rinaldi)

Adriano Giannini (Credit: Mara Rinaldi)

Ecco i due primissimi esempi:

Qui vediamo NarraTè – L’essenza di Expo in un tè ovvero una miscela di tè nero, rooibos, cioccolato, cardamomo e vaniglia. Il testo da leggere nei 5 minuti di infusione è scritto da Stefano D’Andrea e Giacomo Biraghi che è fondatore di Secolo Urbano nonché dell’hashtag #expottimisti e coordinatore per la camera di commercio di Milano dei tavoli tematici di Expo 2015.

L’esposizione mondiale è sempre più vicina e non a caso il secondo NarraTè si chiama L’essenza di Milano in un tè e contiene tè nero, cannella e zafferano, l’ingrediente essenziale di ogni risotto alla milanese che si rispetti :-)

Il lancio verrà fatto proprio a Milano in occasione di Expo 2015 e il progetto è pensato come food souvenir della città che ospita l’esposizione universale e dove il tè è tra l’altro presente in tante tea room e negozi di tè di qualità.

Sottolineiamo che il progetto ha ricevuto la menzione d’onore al premio Alimet2Talent 2014 e ha vinto il bando per le start up culturali e creative della Lombardia 2014 e credo che continuerà a far parlare di sé…

Voi che ne dite?

Credit: Mara Rinaldi

Credit: Mara Rinaldi

Per saperne di più il sito è www.narrateworld.com

Contatti: adrianogiannini@gmail.com

Pubblicato in Novità | Contrassegnato | 4 commenti

Castagnole al matcha

Il mio dolce preferito di carnevale? Le castagnole, senza dubbio. Forse mi piace l’idea che si possano riempire a piacere, con il cioccolato, con la crema pasticcera (magari al matcha),… oppure forse perché mi ricordano casa. Infatti io parlo di castagnole perché in Romagna si chiamo così quelle palline dolci fritte tipiche di questo periodo, ma so che in altre zone d’Italia vengono chiamate tortelli o bugie.
Io sono voluta tornare alla tradizione di famiglia e ho chiesto la ricetta delle mitiche castagnole della mia mamma. Da questa sono partita per creare la mia personalissima ricetta arricchita di tè, più per la precisione il matcha.

castagnole al matcha

Castagnole al matcha

320 g di farina 00

2 cucchiaini di tè matcha

100 g di zucchero

2 uova

50 g di burro ammorbidito

1 bustina di lievito

olio per friggere (se possibile olio d’oliva di qualità, è il più sano)

zucchero a velo

Preparare le castagnole è semplicissimo, è più difficile cuocerle ma ne parleremo più tardi.

1. In una ciotola versate gli ingredienti ovvero farina, matcha, zucchero, uova, lievito e burro. Amalgamate il tutto in modo che il composto sia omogeneo.

2. In una casseruola scaldate abbondante olio per friggere.

3. Versate nell’olio un cucchiaino di impasto delle castagnole (meglio poco perché si cuoce meglio). Fate dorare su tutti i lati per qualche minuto e scolate su un piatto ricoperto di carta assorbente.

4. Ripete l’operazione (anche cuocendo più castagnole alla volta) fino a finire l’impasto. Asciugare il tutto con la carta assorbente e, una volta che i dolcetti sono freddi, coprite le castagnole di zucchero a velo (a cui se volete potete aggiungere anche un cucchiaino di matcha) e servite accompagnando con una tazza di tè sencha.

La ricetta di mia mamma prevede l’aggiunta di mele, gherigli di noci e uva passa… una bontà!

Le castagnole possono essere perfette anche per un tea party di carnevale, magari ispirato al romanzo Alice nel paese delle meraviglie!

castagnole al fornoHo provato anche a fare le castagnole al forno con questa ricetta ma non sono la stessa cosa… il sapore è buono, anche se molto simile a quello dei biscotti, però non sono rimaste tonde e alla fine non sembrano più castagnole. Ogni tanto vale la pena peccare!

Pubblicato in Cucina | Contrassegnato | Lascia un commento

Tè nero indiano: darjeeling

Iniziamo questo viaggio all’interno dei vari tipi di tè con il darjeeling, quello che viene definito lo champagne dei tè.

Darjeeling

Come si prepara

Quantità: 3 g per tazza
Temperatura dell’acqua: 90° C (l’acqua deve essere minerale naturale a basso residuo fisso)
Tempo di infusione: 3 minuti.

Abbinamenti

Il darjeeling è perfetto per un classico afternoon tea all’inglese come un tea party ispirato al romando di Alice nel paese delle meraviglie. Quindi si adatta bene a scones, biscotti, muffin, sandwich.
Il darjeeling è ottimo anche a colazione. Il suo aroma intenso, fruttato (ma anche floreale quando si tratta di un First Flush, primo raccolto) che ricorda l’uva moscato, le castagne, le mandorle, oltre alla medio-bassa astringenza lo rende adatto a ricette sia dolci che salate.

Classificazione

I tè darjeeling si distinguono in base alla zona specifica di provenienza (esistono circa 86 giardini di tè) e al momento del raccolto. Di solito il First Flush (primo raccolto) avviene dopo l’inverno, il Second Flush (secondo raccolto) tra maggio e giugno e poi esistono i darjeeling estivi, caratterizzati in certi casi dalla denominazione “muscatel” per il tipico sapore di moscato.

Darjeeling

Darjeeling Accademia Ferri

 

Proprietà

Anche se si parla ormai sempre e solo delle proprietà del tè verde anche il tè nero fa bene. Favorisce infatti la diuresi e contiene antiossidanti anche se in misura minore rispetto al tè verde per il modo diverso di trattare le foglie.
Inoltre, secondo alcuni recenti studi, il tè nero aiuta a tenere sotto controllo o addirittura a prevenire il diabete e diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari.

India e tè

Con darjeeling si intende solitamente un tè nero proveniente dall’omonima regione dell’India, nel distretto del Bengala, nel nord-est del Paese, ai piedi dell’Himalaya. Una zona bellissima, conosciuta in tutto il mondo per il tè anche per la Darjeeling Himalayan Railway, la linea ferroviaria montana patrimonio dell’Unesco.
La produzione di tè in India iniziò nel XIX secolo ma la qualità e la quantità era inferiore a quella dei cugini cinesi e, in particolar modo, nel 1833 la East India Company perse il suo monopolio a favore del commercio di tè cinese. Fu allora che il maggiore Robert Bruce scoprì che anche nella regione indiana dell’Assam c’erano piante di tè e decise di importarle in Darjeeling. Le condizioni climatiche erano però ben diverse (l’Assam ha un clima più caldo) e il primo raccolto, venduto a Calcutta nel 1836, era di scarsa qualità. Gli inglesi però capirono le potenzialità della regione asmatica e, grazie anche a esperti cinesi, iniziarono a produrre con successo tè in questa regione.
Negli anni successivi, grazie ai tentativi del sovrintendente del Darjeeling Arthur Campbell e poi del botanico Robert Fortune, la produzione di tè in questa area dell’India migliorò in termini di quantità e di qualità. Grazie a questi sforzi oggi il darjeeling è conosciuto in tutto il mondo come il tè per eccellenza.

Fonti: Tea sommelier di Gabriella Lombardi e Fabio Petroni; Manuale del sommelier del tè di Victoria Bisogno e Jane Pettigrew; darjeeling-tourism.com; theteatalk.com
Pubblicato in | Contrassegnato | 1 commento

Muffin al matcha e gocciole di cioccolato bianco

Sono sempre alla ricerca della ricetta perfetta per preparare i muffin. Oggi mi sono ispirata a una ricetta a base di pistacchi americani, rielaborata per aggiungere come ingrediente il tè e in particolare il tè matcha, un prodotto che amo molto in cucina.

Muffin al matcha e cioccolato bianco

Muffin al matcha e gocciole di cioccolato bianco

(circa 6 muffin)

60 g farina integrale di kamut

30 g farina 00

10 g di matcha

100 ml di acqua minerale naturale (possibilmente a basso residuo fisso)

60 g di zucchero

50 g di burro

1 tuorlo

2 albumi

1 pizzico di sale

1/2 cucchiaino da tè di bicarbonato

1 cucchiaio da tè di cremor tartaro

2 cucchiai di gocciole di cioccolato bianco

1. Per realizzare i muffin al matcha e gocciole di cioccolato bianco iniziate a preparare il matcha secondo le indicazioni che trovate qui.

2. In una ciotola capiente fate ammorbidire il burro, aggiungete lo zucchero e il tuorlo e mescolate energicamente fino a ottenere un composto spumoso.

3. Unite le farine, il cremor tartaro e il bicarbonato. Aggiungete il matcha e amalgamate.

4. A parte montate a neve gli albumi con un pizzico di sale. Versate nella ciotola insiemeGocciole cioccolato bianco alle gocciole di cioccolato e amalgamate delicatamente per non smontare gli albumi.

5. Mettete due cucchiai di impasto nei pirottini o negli stampi per muffin (devono essere pieni per 3/4) e infornate a 190° C per 12-15 minuti. Togliete dagli stampi solo quando i muffin sono freddi.

Servire i muffin possibilmente con una tazza di tè sencha o comunque un tè verde dal sapore delicato.

Pubblicato in Cucina | 1 commento