La storia in 9 tazze di tè

Il pittore inglese G. T. Hogarth spesso rappresentava il tè nelle sue opere

Grandi personaggi storici furono estimatori di tè.

Abbiamo già parlato dell’esploratore inglese James Cook (1728 – 1779) da cui deriva il nome “Tea Tree Oil”. Nei suoi viaggi, si faceva accompagnare da un cuoco cinese che gli preparava la bevanda in qualsiasi momento della giornata. Non fu da meno un altro famoso viaggiatore: Charles Darwin (1809 – 1882). Durante l’esplorazione delle Isole Galapagos, in Sud America, scoprì che la scorta di tè della nave era finita. Il responsabile del approvigionamento gli propose in cambio caffè e alcolici ma si dice che Darwin, dopo un attacco isterico, rispose:”Non voglio rhum, non voglio caffè, desidero solo il mio tè”. Sinceramente anch’io avrei reagito come lui… toglietemi tutto ma non il mio tè ;-) Dello stesso parere lo zar Nicola II (1894 – 1917) che consumava soprattutto il matcha, un tè verde giapponese. Quando nel 1904 scoppiò la guerra tra Russia e Giappone e i rapporti commerciali tra i due Paesi si bloccarono, lo zar esclamò:” Dobbiamo vincere presto, amo troppo quel tè”.

Il compositore Richard Wagner (1813 – 1883) adorava il gunpowder e ne beveva sempre una tazza negli intervalli delle sue opere. A favore del tè verde anche Mao Tse – Tung (1893 – 1976). Gli erboristi cinesi da secoli consigliavano di sciacquare la bocca con questa varietà di tè e di masticarne le foglie. Quando il proprio medico cercò di fargli usare spazzolino e dentifricio, il presidente della Repubblica Popolare Cinese disse: “Guardate la tigre: si lava mai i denti? Eppure sono forti e belli. Io continuerò sempre e solo a fare sciacqui con il tè verde”. Nel mondo comunista, altri amavano il tè. Karl Marx (1818 – 1883), mentre scriveva “Il capitale”, arrivò a berne anche 20 tazze al giorno. Iosif Stalin (1879 – 1953)  beveva tè nero della Georgia.

Il regista John Ford (1895 – 1973) scoprì il piacere di questa bevanda durante le riprese del film “Un uomo tranquillo”, in Irlanda. Aggiungeva nella tazza un goccio di whisky locale e l’attore John Wayne commentò: “È il solo americano che conosco capace di buttare via così un buon bicchiere d’alcol”. Volendo, anch’io tempo fa avevo proposto qualche ricetta “poco innocente”… Comunque, negli Stati Uniti qualcun’altro aveva pensato più al tè che ai liquori. Il presidente Theodore Roosvelt (1858 – 1919) confessò in un’intervista che “per rilassarsi, il tè è senz’altro meglio dei brandy”.

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Grazie! Ci vediamo al prossimo tè :-)

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