Archivio per la categoria 'Letteratura'

Il tè al Salone Internazionale del Libro di Torino

Il gusto del te, Francesca Natali, Trenta editoreChe bella notizia: il quest’anno sarà al Salone Internazionale del Libro, in scena a Torino dal 16 al 20 maggio! La manifestazione sarà infatti l’occasione perfetta per la Tea Stylist Francesca Natali per presentare il suo nuovo libro: Il gusto del tè – Curiosità e ricette sulla bevanda più amata del mondo. Il volume racconta la storia del e fornisce informazioni pratiche per la vita di tutti giorni, dalle regole per un’infusione perfetta agli abbinamenti, fino alle ricette. Tra queste mi hanno segnalato, e vi propongo a mia volta, il risotto al bianco Jasmin Yin Zhen con pecorino, asparagi selvatici e pere, scampi con avocado ghiacciato al oolong, tortino di cioccolato bianco e verde matcha,… insomma, ce ne è per tutti i gusti!

Il libro Il gusto del tè, edito da Trenta Editore, sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino e l’autrice Francesca Natali il 16 maggio dalle 12 alle 16 sarà presente e disponibile a firmare le copie del suo nuovo lavoro.

Non potete andare a Torino?  Il gusto del tè è già in vendita in tutte le librerie italiane e su tutti i principali siti di vendita online al prezzo di 18 euro.

E io il 17 parto per Bergen… quali troverò? Seguitemi e lo saprete ;-)

Chiacchiere, datteri e thè

Chiacchiere, datteri e thèTempo fa sulla pagina facebook di Five O clock vi avevo parlato della presentazione di questo libro: Chiacchiere, datteri e thè di Ilaria Guidantoni. L’ho letto e devo dire che è molto interessante! Sinceramente sono appassionata di rivoluzioni, mi piace capire cosa porta un popolo a desiderare così ardentemente un cambio di rotta, quali sono i loro ideali, che cosa li muove,… ma anche cosa succede dopo, quando la “festa” finisce, si spengono i riflettori e c’è il momento più difficile, quello della costruzione. Ecco, Chiacchiere, datteri e thè ha cercato di rispondere proprio a questa domanda. Ilaria Guidantoni, che è tornata a Tunisi un anno dopo la cosiddetta “primavera araba”, tra un e l’altro, ha parlato con i tunisini. Il volume è una raccolta di chiacchierate dell’autrice con persone diverse per sesso, età, credenze religiose, idee politiche,… si passa da docenti a proprietari di librerie, da taxisti a giornalisti, da ragazze del call center ad artisti. Il tentativo è quello di capire che cosa sta succedendo, se la rivoluzione ha avuto gli effetti sperati, se si è formata una nuova Tunisia e quale sarà il suo futuro…

Leggendo Chiacchiere, datteri e thè mi ero segnata alcune frasi significative per capire che cosa sta o non sta accadendo, ma non ve le trascrivo per non rovinarvi la sorpresa ;-) Tra l’altro, domani, a Milano, alle ore 18,30 alla libreria Hellisbook l’autrice Ilaria Guidantoni presenterà Chiacchiere, datteri e thè e parlerà del futuro delle donne tunisine con la giornalista Mariarosaria Marchesano. Io purtroppo sono ancora ammalata, ma, a chi può, consiglio l’incontro!

Chiacchiere, datteri e thè è un libro molto interessante per capire la situazione, ma anche per programmare un viaggio a Tunisi perché arricchito da indicazioni sulle tradizioni, i piatti tipici, i luoghi consigliati da visitare,… con, alla fine un elenco dei posti citati dall’autrice: hotel, ristoranti, negozi (tra cui il regno dei miei amati datteri, Deyma), gallerie d’arte, librerie, luoghi di culto e di cultura. Per esempio, sapevate che la limonata profumata alla menta è la bevanda nazionale della stagione estiva, mentre il succo alla fragola di quella primaverile e quello al melograno dell’inverno?
Davvero, ho capito meglio e con più profondità la città di Tunisi leggendo questo ultimo lavoro di Ilaria piuttosto che con la Lonely Planet (secondo me, tra l’altro, in generale, la qualità delle loro guide è peggiorata… non trovate?)

L’obiettivo che si era posto l’autrice era questo: “Cogliere cosa sentono i tunisini in questo momento di attesa e passaggio verso una non ben chiara democrazia. Cosa sta cambiando nelle loro vite quotidiane? Cosa evoca la parola rivolta? Ho letto molto sulle rivoluzioni, purtroppo anche sulle restaurazioni; quasi nulle sulle transizioni, dove probabilmente emergono elementi trascurati, illuminanti sulle rivoluzioni prima, quanto predittivi di quello che verrà. Mi piacerebbe disegnare un’anatomia della transizione, in tutte le su infinite fluttuazioni”. Dopo avere letto Chiacchiere, datteri e thè posso solo dire: obiettivo raggiunto. Buon tè a tutti!

Ps. Il link per votare Five O clock su Grazia.it è http://blogger.grazia.it/blogger?id=685

Londra, bere un tè a palazzo reale

E’ stato il neo presidente francese Francois Hollande a bere un a palazzo reale con la regina Elisabetta l’altro ieri. Come ha scritto il Corriere della Sera, Hollande si è presentato al castello di Windsor puntuale per l’ora del durante la sua prima visita di Stato a Londra. Grande assente, la compagna del presidente, la giornalista Valérie Trierweiler. L’ufficio stampa dell’Eliseo ha motivato l’assenza dicendo che “per essere ricevuti dalla regina bisogna essere sposati”…. sarà? Comunque chissà come si è svolto il rito, quali hanno sorseggiato, quali specialità inglesi hanno assaggiato,…

Potremmo immaginarlo grazie al libro Invito a Corte di Enrica Roddolo, giornalista e scrittrice, che è stata invitata a uno degli ambiti tè con la regina e che ha raccontato questa sua incredibile esperienza nel suo ultimo lavoro. Non solo i reali inglesi e la regina Elisabetta II sono i protagonisti di Invito a Corte. Anche il re spagnolo Juan Carlos e presidenti come Barack Obama sono entrati del libro della Roddolo che l’Ansa ha definito: “Un viaggio appassionante, fragrante e saporito nel mondo della convivialità di corte. Una scoperta di ricette e abitudini alimentari, ma anche di riti e cerimoniali a cui è possibile ispirarsi, per sentirsi re o regine per un giorno”.

Avete per caso letto il libro?

Voi come pensate che sia bere un tè a palazzo reale?!

Aspetto i vostri commenti ;-)

Frammenti di una sola vita e la piantagione di tè

Sette anni fa, un gruppo di ragazzi appassionati di libri e letteratura ha creato la casa editrice Round Robin. L’ultimo libro pubblicato è Frammenti di una vita sola di Giorgio Righetti, che verrà presentato venerdì 11 maggio a Milano alla Feltrinelli di Corso Buenos Aires 33 (la Round Robin sarà comunque presente alla Fiera del Libro di Torino questo weekend, stand M 150). Il testo è un romanzo in 366 racconti, come se fossero diverse istantanee di un unico film.

Arrivati a questo punto vi starete chiedendo: “Perché ce ne parla?”

In parte perché uno dei coraggiosi che ha creato questa casa editrice è un mio amico e in parte perché, come ho imparato in questi anni grazie alla mia creatura, il è ovunque, anche in un libro come Frammenti di una vita sola. Leggiamo insieme qualche passo…

“Mugumo osserva dalla sua baracca nella collina l’immensa piantagione di tè situata a valle. Ha da poco terminato di organizzare il lavoro per la giornata e i lavoranti sono già all’opera nei campi. Può concedersi qualche minuto di pausa, poi dovrà accogliere il solito gruppo di turisti che fa visita alla piantagione. È l’attività che più lo infastidisce, non solo perché gli ruba del tempo prezioso, ma soprattutto perché, durante il tour, deve fingersi cordiale e rispettoso. I turisti rimangono affascinati da quello spettacolo della natura e del lavoro dell’uomo, ma non sanno nulla di quanto sia faticoso dirigere quella piantagione, con decine e decine di persone che non perdono occasione per riposarsi e ridurre il ritmo di lavoro. Lui deve rispondere dei risultati e l’unico modo che conosce per mantenere alta la produttività è l’uso delle maniere forti. Ma il turista questo non lo capisce. Mugumo getta una sguardo fuori dalla finestra e vede la polvere del pullman che sta percorrendo la salita della collina. “Benvenuti, animi gentili” sussurra, “vi daremo tutto, lo spettacolo qui e il tè a buon mercato sulle vostre tavole…”

Ten Poems about Tea

Ovvero dieci opere dedicare al tè, raccolte dall’ex modella Sophie Dahl. Tra gli altri autori troviamo lo scrittore John Betjeman, la poetessa Jo Shapcott e il giornalista commentatore di cricket John Arlott. Il libro lo trovate su sito del Guardian o su Amazon. Il costo varia dalle 3,96 alle 4,70 sterline.

Nell’introduzione Sophie Dahl scrive: “Il rituale del tè è una di quelle cose che ho sempre amato. Da bambina organizzavo tea party per le mie bambole e la cosa più bella era che loro non bevevano e non mangiavano e quindi tè me lo tenevo tutto per me… (per chi volesse continuare a leggere l’introduzione clicchi qui)”.

Ps. Grazie a Francesca per il consiglio!

Pps. Approfitto per salutare un mio concittadino a cui il destino ha fatto un brutto scherzo… Addio Marco…

Parlando di tè… attraverso la letteratura

Ieri sera,  con due care amiche, sono stata all’incontro Tè e letteratura di cui vi ho parlato la settimana scorsa… bellissimo! La serata si è svolta tra la lettura di brani dedicati alla nostra bevanda preferita e degustazioni guidate da Barbara Sighieri, consigliere dell’Associazione Italiana Cultura del Tè.

Il primo testo era preso da Kitchen di Banana Yoshimoto, autore giapponese che spesso parla esplicitamente di bancha o earl grey (sottolineando che non gli piace… quasi un’eresia in Europa) nei suoi libri. Qui citata un tè aromatizzato al gelsomino. Barbara ci ha fatto sentire quindi il Moli Bai Hao Yin Zhen, tè bianco fatto di sole gemme della provincia cinese di Fujian, con l’aggiunta di petali di gelsomino. Da tenere in infusione per 6 minuti a 75° C (attenzione: ieri ho scoperto che se l’acqua è troppo calda, le foglie danno un infuso amaro quindi controllate le temperature!).

Si è passati poi a Visto a Shanghai del giovane Qiu Xiaolong, grande ammiratore del tè. La lettura è stata accompagnata da due tazze diverse. La prima era del Xi Hu Lung Ching, un tè verde cinese della provincia Zhejiang raccolto il 5 aprile 2010 (ancora non ci sono foglie del 2011 perché in Cina è ancora freddo… immaginate in Giappone quando sarà…) durante la festa di Qing Ming. Non l’avevo mai assaggiato e mi ha stupito il suo tipico sapore di castagna bollita. Temperatura di infusione: 75 – 80° C. La seconda tazza è di BaBao Cha o tè degli otto tesori perché contiene foglie di tè verde, fiori di crisantemi (usati spessissimo in Cina perché danno un sapore più dolce all’infuso), bacche di goji, caprifoglio, biancospino, scorzetta d’arancia, semi di cassia e cristalli di zucchero. E’ un infuso famoso perché ha proprietà benefiche per il fegato e aiuta la circolazione, la digestione e allieva la fatica.

Il terzo brano appartiene un libro che da tempo mi incuriosisce: L’eleganza del riccio dell’autrice marocchina Muriel Barbery. Qui si face un confronto tra tè e caffè… il tè è definito come quella bevanda che accomuna tutti, poveri e ricchi… il caffè è invece la bevanda dei cattivi… questa cosa mi piace molto :-) Barbara ci ha fatto assaggiare il Tamaryokucha, del tè verde giapponese prodotto soprattutto nel distretto di Kyushu. A differenza dei tè verdi cinesi, ha sapore di erba fresca, appena tagliata e un colore brillante.

Ora arriva forse il tè che ho gradito di più nella serata anche perché era una assoluta novità. Si tratta di un tè nero indiano Assam Sankar (cioè a foglie sminuzzate) con… salvia! Un ottimo abbinamento all’omonimo libro Un tè alla salvia di Faqir Fadya. La bevanda è una specialità giordana, Paese di origine dell’autrice. Ha proprietà purificanti e antinfiammatorie, a volte sostituita da timo fresco. Qui si ha diritto di mettere un po’ di zucchero perché esalta i sapori della salvia così come nel tè alla menta.

Poi è stato il momento di uno dei miei libri preferiti: Il ritratto di Dorian Grey di Oscar Wilde. Giustamente Barbara lo ha abbinato a un tè nero Darjeeling Rose d’Himalaya. Ha un profumo deciso, un gusto molto persistente e accentuate note floreali che ben si prestano a interpretare il libro – simbolo dell’estetismo e del culto del bello.

Finale con il botto. Assieme alla lettura di Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust, Barbara ci ha fatto sentire madeleins al matcha e biscottini all’earl grey… buonissimi!! Prima o poi dovrò provare a farli anch’io, soprattutto i biscotti all’earl grey che erano davvero speciali.

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Osservatori del Politecnico di Milano.

Colazione da Starbucks

Sto leggendo Colazione da Starbucks di Laura Fitzgerald. Essendo una grande fan della catena di caffetterie americane (e soprattutto del frapuccino ;-) ) sono rimasta subito attratta dal titolo…

Tami è un 27 iraniana. Riesce a ottenere un visto per gli Stati Uniti e raggiunge la sorella a Tucson, Arizona. Un sogno diventato realtà, una vita lontana dal regime, dall’oppressione, dai divieti, dallo chador. Peccato che sia solo per 90 giorni. Allo scadere del visto, Tami dovrà tornare in Iran, a meno che, non trovi qualcuno che la sposi e garantisca la cittadinanza per lei…

Colazione da Starbucks si legge molto bene, è divertente e apre uno spiraglio sulla realtà difficile delle donne nel mondo arabo. L’autrice è americana ma il marito è proprio iraniano e quindi è in grado di descrivere bene le paure, le aspirazioni, i problemi di una giovane persiana.

Vi parlo di questo romanzo perché il tè viene citato tantissime volte. Rappresenta un elemento importante della cultura e del modo di vivere iraniano. Vi propongo alcune frasi per farvi capire come l’Iran ‘sorseggi’ la nostra bevanda preferita ;-)

(Tradizione) “Molti mariti iraniani sono dolci, gentili e premurosi verso le mogli che considerano persone, non soltanto madri dei loro figli. Però non tutti sono così. Si organizzano in famiglia, scambi di doni e cene, ma capita spesso che una donna non sia mai stata sola con il proprio fidanzato prima del matrimonio”.

(Colazione) “Siamo al tavolo della cucina a fare colazione con , frutta e Sholeh-zard, uno squisito budino di riso con lo zafferano avanzato dalla sera prima”. In una altro punto del libro, Tami dice che alla mattina, nel tè mette la panna.

(Starbucks – A Tami viene proposta una nuova bibita: tè al mango e kiwi) “Il non era proprio previsto. Magari dopo il corso, tornando a casa, avrei potuto fermarmi a prenderne una tazza mentre aggiornavo il diario. Però mango e kiwi in Iran non esistono, e così decido di provare. [...] Bleah! Non è mica tè. Freddo, sa di frutta, ma è così dolce che sembra ci sia dentro un quintale di zucchero”.

(Gita al Sabino Canyon con la sorella) “Maryam suggerisce di scendere al fiume e di fare uno spuntino con gli avanzi di riso e kebab e con il thermos di bollente che ci siamo portate”.

(Incontro con un possibile pretendente) “Salaam, ci salutiamo tutti, scambiandoci cortesie sul tempo e sulle rispettive famiglie. Beviamo una tazza di in salotto e appena finito Maryam si alza e chiede di andarla ad aiutare in cucina”.

(Tami viene invitata dall’anziana vicina di casa) “Lei mette in tavola due piattini e due tazze e versa il . Si siede e spinge verso di me un vassoio di biscotti”. In un’altra parte del libro, la sorella della protagonista offre a un’amica di Tami del tè accompagnato da una ciotola di frutta.

Voi l’avete letto?


Teomanzia

Si sa,  la prima cosa che si va a vedere sui giornali è l’oroscopo. Anche quello che avevo pubblicato io a gennaio aveva avuto un gran successo (http://justafiveoclocktea.wordpress.com/2010/01/15/oroscopo-2010-in-una-tazza-di-te/)

Ma il tè si spinge oltre e, per ci crede seriamente o vuole divertirsi un pò, offre la possibilità di giocare a predire il futuro leggendo nel fondo della tazza. Quest’arte si chiama Teomanzia.

Come si fa?

Ci vuole, innanzitutto un tè a foglie lunghe, tipo l’oolong. Procuratevi poi una teiera, un bollitore e una tazza circolare con il piattino largo, regolare e di colore bianco. Sembra stupido questo dettaglio ma poi capirete perché.

Bene. Fate bollire l’acqua e, se bevete il tè dolce, aggiungete a questo punto lo zucchero. Nella teiera mettete un cucchiaino di foglie per persona (N.b. Niente colino). Versate l’acqua calda sul tè e tenete in infusione per qualche minuto. Riempite la tazza e lasciate che il consultante beva, lasciando un pò di liquido sul fondo con le foglie. Ora, prendete la tazza, fatela roteare  in senso antiorario per tre volte e capovolgetela sul piattino (ecco di cosa parlavo prima).

Se dopo un paio di minuti l’interno della tazza vi sembrerà asciutto, iniziate a studiare le foglie per capire quale simbolo rappresentano. Se per esempio sono disposte a forma di lettera, indicano l’iniziale del nome di una persona importante per il consultante. Se la forma è di un carro, si prospetta un nuovo partner in arrivo. Se c’è una barca vuol dire che si avvicina un futuro poco felice ma se trovate una candela, ritrovete qualcosa che avevate perso.

Le possibilità sono tantissime. Se la cosa vi stuzzica, comprate un libro apposta altrimenti provate a inventarvi i significati a seconda di quello che vedete. Tanto tempo fa, una cara amica mi ha regalato Manuale Pratico di Teomanzia di Caterina Galloni, L’airone editrice e non è fatto male. Ha anche una ricca parte introduttiva sulla storia e la cultura del tè e non parla solo di arte divinatoria.

Bè, buon lavoro teomanti ;-)


Carlotta Mariani
carlottamariani@gmail.com
+39 347 1359771
http://www.justafiveoclocktea.wordpress.com

Da Imperium…

“Ashabad, città tranquilla. In strada di tanto in tanto passa una Volga o un ciuchino fa schioccare gli zoccoli sull’asfalto. Al mercato russo vendono tè caldo. Una teiera, venti copechi (moneta russa). Ma non è questo il modo di misurare il valore del tè. Qui il tè è la vita. Il vecchio turkmeno solleva la teiera, riempie una ciotola per sè e un’altra che porge a un biondino. “Nu (Sù)” gli dice. “Oj djadja (Oh nonno) – risponde il ragazzino – quante volte te lo devo dire: si dice na non nu“. Il nonno ride, forse pensa quel che penso anch’io: ormai nessuno può insegnargli niente. Un Turkmeno dalla barba bianca come lui sa tutto. La sua testa è piena di saggezza, i suoi occhi hanno letto il libro della vita. Quando ha posseduto il primo cammello ha conosciuto la ricchezza, quando gli è morto il gregge di pecore ha conosciuto la disgrazia della miseria. Ha visto i pozzi prosciugati, dunque sa cosa sia la disperazione; ha visto i pozzi colmi d’acqua, dunque sa cosa sia la felicità. Sa che il sole dà la vita, ma anche la morte, cosa di cui nessuno europeo si rende conto.”

Da Imperium di R. Kapuscinski.

Un libro che consiglio a tutti… c’è chi ultimamente dice che Kapuscinski non vissuto molte delle esperienze che ha descritto nei suoi libri come alcune di giornalismo di guerra ma sicuramente ha un modo di raccontare affascinante… se non è stato un bravo giornalista, è stato sicuramente un grande scrittore

Notizie dal mondo

Tè e tisane di Orietta Sala

Non solo storia, tipologie, Paesi produttori e processi di lavorazione ma anche tante ricette per ogni occasione. Te e Tisane di Orietta Sala è un libro interessante da sfogliare per conoscere meglio questo mondo e per preparare tante bevande diverse, ognuna per un’occasione: mattino, pomeriggio, digestione, energia, malattia, insonnia,…

L’autrice, Orietta Sala, è una giornalista e una scrittrice, conosciuta in tutto il mondo per le sue conoscenze in materia di rose, giardini e prodotti naturali. Si capisce quindi come nasca l’ampia e dettagliata parte del libro sulle tisane fai-da-te a base di erbe e piante come iperico, malva, alloro, timo, viola,…

Tra i suoi libri, per chi fosse interessato, vi segnalo Il giardino delle rose, Sonni felici con la natura e La distanza attraversata.

Ringrazio chi mi ha fatto una bellissima sorpresa regalandomi questo libro…


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