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Parigi, il tè al museo

A Parigi, il tè non è solo in splendide tea room, ma anche al museo. Dal 3 ottobre 2012 al 7 gennaio 2013 il museo Guimet della capitale francese dedica una mostra alla nostra bevanda preferita dal titolo “Le Thé – Histoires d’une boisson millénaire” ovvero Tè – la storia di una bevanda millenaria.
L’esposizione racconta i 2000 anni di storia del , passando attraverso tre fasi: l’età del tè bollito della dinastia Tang (618-907), l’età del tè della dinastia Song (960-1279) e, infine, l’età del tè fermentato durante la dinastia Ming (1368-1644).

Il tè al museo regala anche tante iniziative interessanti: il 14 novembre alle ore 14,30 ci sarà un workshop sugli utensili e la cerimonia del tè con Yuko Takaoka della maison de thé, Yu an Paris. La lezione costa 26 euro (Prenotazione obbligatoria).
Il 3 novembre alle ore 11, alle 14 e alle 15,30 ci sarà una lezione e degustazione di tè verde giapponese sencha a cura di Sylvie Guichard-Anguis, scrittrice e membro del centro di ricerche sull’Estremo Oriente dell’Università Sorbona. Costo 12 euro.
Il 15 novembre, il curatore della mostra Le Thé – Histoires d’une boisson millénaire, Jean-Paul Desroches, terrà un incontro sulle strade del alle ore 12,15.
Il 16 novembre alle ore 18,30 invece, se siete a Parigi non perdetevi la conferenza Ikkyu e l’arte del tè dedicata al monaco Ikkyu Sojun (1394-1481), che ha giocato un ruolo chiave nello sviluppo di principi per la cerimonia del tè.
Gli incontri al museo del tè continuano il 1 dicembre alle ore 14,30 con una lezione su inchiostro e , poesie calligrafia con l’artista Yuuko Suzuki. Prezzo intero: 6,30 euro. Tariffa ridotta: € 4,80.
Ci sono anche momenti speciali dedicati ai bambini. Il 5 dicembre, Carine Baudry, direttrice della scuola di tè della maison francese Palais des thés, farà fare ai più piccoli un viaggio pittorico attraverso le piantagioni di tè in tutto il mondo. Potranno seguire il percorso della Camellia Sinensis, visualizzare i vari Paesi produttori, capire le diverse fasi della trasformazione della foglia di per la preparazione di una tazza di tè. Prenotazione obbligatoria
L’8 dicembre alle ore 14,30 la fotografa Claire Xuan ci porterà invece a fare un giro lungo il percorso del tè e i templi in Corea. Prezzo intero: 6,30 euro. Tariffa ridotta: € 4.80.
Durante tutto il periodo della mostra dedicata al tè, nel cuore del pantheon buddista del Museo Guimet sarà possibile seguire possibile partecipare alla cerimonia del tè al costo di 12 euro.

La mostra Le Thé – Histoires d’une boisson millénaire del museo Guimet di Parigi è nata in collaborazione con la tea room Le Palais des Thes e con i media francesi A Nous Paris, Art aujourd’hui, Chine plus, le Figaroscope, grazie agli sponsor Fondazione AREVA, patron storico del Musée Guimet, Mandarin Oriental Hotel Group e Terre Entière.

Informazioni, prenotazioni: +33 0140738818 – auditorium@guimet.fr

Bene, non so a voi, ma a me è venuta una grandissima voglia di tornare a Parigi;-)

Omini di biscotto

Da tempo volevo fare i biscotti e questa settimana finalmente sono riuscita nel mio intento. Era una vita che non mettevo le mani in pasta in questo modo :-) Bellissimo!!!

Omini di biscotto

300 g di farina;

50 g di burro;

4 cucchiai di zucchero;

1 uovo;

1 tuorlo;

1 arancia;

1 bustina di lievito;

1 bustina di vanillina;

latte

Fate ammorbidire il burro. Unitelo alla farina, allo zucchero, a un uovo intero e un tuorlo. Amalgamate. Aggiungete del latte se l’impasto rimane duro. Io ho usato circa mezzo bicchiere.

Aggiungete la vanillina, il lievito e la scorza di un’arancia. Amalgamate a mano, formate una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e tenete per mezz’ora in frigo.

Trascorso il tempo previsto, riportate l’impasto a temperatura ambiente e dopo un paio di minuti stende il tutto con l’aiuto di un matterello. La pasta è meglio se ha uno spessore inferiore a un centimetro.

Fate i biscotti usando gli stampi a forma di omino (si trovano facilmente in questo periodo natalizio). Trasportate il tutto su un teglia ricoperta da carta da forno e infornate a 180° C per mezz’ora circa.

Una volta freddi, se volete, potete decorare con colori alimentari come ho fatto io. Ci si diverte :-)

Questi biscotti sono ottimi soprattutto con i tè neri.

 

Bere un tè a… Berlino

Come preannunciato, ecco il mio reportage su Berlino, città, secondo me, fantastica! Devo dire che la cultura del tè della capitale tedesca mi ha stupito per la sua passione per l’Earl Grey, per l’attenzione verso i bambini e per l’associazione frequente tra la nostra bevanda preferita ed eventi culturali. Vediamo insieme dove poter assaporare tutta questa ricchezza…

Il mio percorso inizia dalla via dello shopping, Kurfürstendamm, dove, al numero 66, troviamo il King’s Teagarden, un luogo dove comprare tè ma anche dove gustarlo in seminari e corsi di degustazione. Qui abbiamo vari prodotti: il Pai Mu Tan, il Jade Dong Ding, il Berlin (un ceylon aromatizzato all’albicocca, mango, kiwi, maracuja e fiori di rosa) e, perché no, il Roma, un celyon aromatizzato al limone, cioccolato e rhum.

Proseguendo su questo bel viale alberato si arriva al numero 217 dove c’è il TeeGeschwendner, un piccolo locale su due piani. A piano terra diacquista tè (vari tipi di Earl Grey, tè verdi, rooibos, infusi, miscele ayurvediche), al piano superiore si beve tè accompagnato da sushi. Cosa particolare, sia del King’s Teagarden che del TeeGeschwendner, è il fatto che ci sono tisane e tè apposta per i bambini. In Italia non avevo mai visto niente di simile, e voi?

Non tanto distante, all’interno di uno dei parchi più grandi d’Europa, il Tiergarten, si trova la Teehaus Berlin, dove si può mangiare (la specialità sono i piatti a base di pane), ascoltare concerti di musica e letture oppure visitare gallerie d’arte. Un posto d’altri tempi.

Se usciti dal grande polmone verde di Berlino dirigendovi verso sud, arriverete in uno dei punti “must” della città: Postdamer Platz. La zona è stata completamente distrutta dopo la guerra e oggi è sede di moderni palazzi. Questo è uno dei posti di Berlino che preferisco, soprattutto la sera. Qui potete bere un tè molto molto chic al Tea Lounge del Ritz Carlton. Il Christmas Afternoon Tea Buffet costa 42 euro a persona e potete scegliere tra una quarantina di tè diversi, assaggiare biscotti e scones e ascoltare un pianista che suona.

Vicino a Postdamer Platz c’è la famosa Porta di Brandeburgo e un’altro viale verde ed elegante, Unter den Linden. In fondo alla strada, poco prima di incontrare il fiume della capitale, lo Spree, sulla sinistra rimane am Festungsgraben dove al numero 1 abbiamo la Tadschikische Teestube, una sala da tè tagika (ricordiamo che fino al 1989 questa zona era sotto il dominio dell’Urss). Ci si siede su cuscini, a tavolini bassi, e si sceglie tra svariati tè serviti nel tradizionale samovar.

Se da Postdamer Platz, scendete un centinaio di metri più a sud passando in Stresemannstraße, trovate sulla sinistra Niederkirchnerstraße, dove, al numero 15, c’è Tschaikowsky, un altro interessante luogo dove assaporare il tè ma anche la cultura. Il negozio ospita mostre di fotografia e arte contemporanea, concerti e presentazioni di libri. In più tanto tè, tra cui An Ji Bai Cha, Long Jing First Grade, Gyokuro Superior, Jasminpearl, Ali Shan, Singbulli, Tie Guan Yin Wang, Golden Pu er e vari tipi di tè nero, Earl Grey (deve piacere molto in Germania per avere tanta varietà!) e infusi.

Proseguendo in direzione nord incontriamo la Berlin Teasalon (Invalidenstr. 160) con i suoi prodotti indiani, cinese, giapponese, thailandesi, nepalesi e di Ceylon. Questa è anche la sede del Berliner Teeclub.
Da qui, procedendo verso sud-ovest, superato il quartiere artistico di Oranienburger Straße, si arriva a Rosenthaler Straße 13, ovvero il ChénChè Teehaus dedicato alla cultura del tè vietnamita. Qui potete trovare ginger tea e butterfly-blueflowers tea, per esempio, e berli secondo il rito vietnamita. Ogni giorno, dalle 15 alle 18, c’è il Tea Party in cui, al costo di 9,40 euro, si può avere tè accompagnato da dolci fatti in casa, le cui ricette provengono, neanche a dirlo, dal Vietnam.

Questi sono i teashop e le tearoom più centrali. Se avete tempo di girare e spostarvi un po’, vi segnalo anche Tearoom Berlin in Marienburger Straße 49 (U2, Senefelderplatz), Tee Tea Thè in Goltzstraße 2 (U7 Eisenacher Straße) e il vicino Chinesisches Teehaus in Eisenacher Straße 99 ((U7 Eisenacher Straße).

Giorno e Notte

La settimana scorsa ci è venuta a trovare la ‘suocera’. Tra le tante cose, ha portato un dolce molto semplice ma che mi piace molto. Sarà che mi ricorda l’infanzia quando mia mamma mi faceva spesso questa torta perché mi divertiva il fatto che era bicolor :-)

Giorno e Notte

150 g di burro;

4 uova;

150 g di zucchero;

200 g di farina tipo 0;

un pizzico di sale;

un limone;

una bustina di zucchero vanigliato;

30 g di cacao in polvere

Sciogliete il burro in una padella. Intanto, in un recipiente versate i rossi delle uova, lo zucchero, il sale e mescolate. Aggiungete man mano la farina, il burro e la scorza del limone, continuando ad amalgamare il tutto.

Montate a neve i bianchi con mezza bustina di zucchero vanigliato. Uniteli all’impasto e mescolare di nuovo.

Dividete il composto in due recipienti e, in uno, aggiungete il cacao. Imburrate uno stampo da torta e riempite, alternando i due impasti, quello “bianco” e quello “nero”.

Mettete la torta in forno preriscaldato a 180° C e fate cuocere per 55 minuti.

La torta Giorno e Notte si abbina bene con un tè nero. Consiglio English Breakfast alla mattina e un Assam per la merenda ;-)

La nuova strategia Usa delle tre tazze di tè

“Tre tazze di tè” è il titolo di un libro dello scrittore americano Greg Mortenson e del giornalista David Oliver Relin.

Nel 1992, Mortenson perde la sorella per una grave forma di epilessia. L’anno dopo, per commemorarla, decide di scalare il K2, la seconda cima più alta del mondo. Il gruppo, composto da cinque persone, dopo più di 70 giorni a un arresto. Uno degli scalatori è in pericolo e gli altri cercano di aiutarlo. Il salvataggio portò via tempo ed energie e Mortenson decise di rinunciare alla vetta e scese a valle. L’americano era esausto, sbagliò strada e si ritrovò nel piccolo villaggio di Korphe. Gli abitanti si presero cura di lui e Mortenson decise di ripagarli costruendo una scuola. “Tre tazze di tè” è la storia di come l’americano è riuscito a mantenere la promessa nonostante i sacrifici, le difficoltà, le delusioni.

Nel libro si dice che “la prima volta che ti invito a bere una tazza di tè sei uno sconosciuto, la seconda un ospite onorato, la terza diventi parte della famiglia”. Queste semplici parole sono alla base della nuova strategia Usa in Afghanistan. Da quest’estate, i soldati girano nei villaggi attorno a Kandahar, zona ad alta concentrazione talebana, per conoscere i contadini e ottenere la loro fiducia.

Mortenson è riuscito a costruire 55 scuole in Pakistan e in Afghanistan, per oltre un totale di 3000 bambini e bambine. Sì perché l’americano, crede fondamentale l’educazione femminile e continua a portare avanti questa idea nonostante le minacce dei talebanti Secondo Mortenson, la lotta al terrorismo si combatte “promuovendo la pace”  proprio attraverso l’istruzione. D’accordo con lui il generale Petraeus, capo delle truppe a Kabul ma ammette che l’educazione femminile in Afghanistan ha bisogno di una o due generazioni per aver impatto e generare il cambiamento.

Basteranno le tre tazze di tè di Mortenson per mettere fine a una guerra interminabile?

Biscotti al cioccolato

Un intramontabile, un must. Questa ricetta non è molto originale ma non può mancare nei nostri ricettari e poi, visto il tempo piovoso nonostante la primavera inoltrata, il cioccolato è un bel modo per tirarsi sù.

Biscotti al cioccolato

300 g di farina OO;

100 g di burro;

100 g di latte;

120 g di zucchero;

1 uovo;

100 g di cioccolato fondente;

25 g di cacao amaro in polvere

Mettete in una ciotola la farina e il cacao. Lavorateli a mano insieme al burro ammorbidito e al latte fino ad avere un composto sbriciolato. Unite lo zucchero, l’uovo e impastate. Avvolgete la pasta in una pellicola trasparente e lasciate in frigo per un’ora.

Passato il tempo necessario, stendete la pasta su un ripiano e ricavatene dei biscotti con gli stampini che preferite. Ricoprite una teglia con carta da forno e disponete i vostri biscotti. Mettete in forno a 180° C per 15 minuti e sfornate.

Mentre i biscotti si raffreddano, sciogliete il cioccolato a bagnomaria. Immergete parte dei biscotti e appoggiateli su un foglio di carta da forno. Aspettate che il cioccolato si raffreddi e servite con una bella tazza di Oolong tea.

Un tè dal giappone

Questo post di oggi è una promessa per un favore ma anche un’ottima occasione per parlare, finalmente, del Giappone e dei suoi tè :-)

Nel Paese del sushi si coltivano solo tè verdi e soprattutto ai piedi del Monte Fuji, nella zona di Shizuoka, una città sulla costa tra Tokyo e Osaka.

Il più comune ed economico è il Bancha. Viene raccolto in estate ed è costituito da foglie grandi. Il sapore è fresco, con un leggero gusto amarognolo ed erbaceo. Spesso lo si consiglia ai bambini e ai malati perché ha un basso contenuto di teina ma è ricchissimo di sali e vitamine ed è delicato per lo stomaco.

In 100 grammi di foglie si trovano 720 mg di calcio, 200 mg di fosforo, 3,7 g di ferro, carotene, vitamina A, B1, B2 e C.

Viene chiamato anche “tè di mille anni” per la sua resistenza e, come tutti i tè prodotti in Giappone,  si prepara mettendo le foglie non appena l’acqua raggiunge il bollitore e si lascia in infusione per circa 10 minuti.

Si può trovare anche in due varianti. Il Hojicha è nato dall’idea di un mercante orientale che nel 1920 pensò di tostare le vecchie foglie del Bancha facendogli acquisire un sapore affumicato. Il Genmaicha, invece, è fatto dal tradizionale Bancha con l’aggiunta di chicchi di riso e di granturco. Diventa così leggermente salato e, più che per la pausa delle 5, ce lo vedo bene durante un happy hour, tra arachidi e pizzette.

Gli altri principali tè verdi giapponesi sono il Gyokuro, il Sencha, il Tencha e  il Matcha ma, come si diceva ne “La storia infinita”, un film degli anni ’80 che a me continua a piacere molto, “questa è un’altra storia”…

Sfogliatelle di mele

Uhm le adoro fin da quando ero piccola. Una ricetta semplice ma decisamente gustosa

1 foglio di pasta sfoglia;

3 mele Golden;

1 limone;

40 g di burro;

zucchero di canna;

cannella in polvere;

farina OO

Lavate e sbucciate le mele; strofinatele con la polpa di un limone in modo che non anneriscano poi tagliatele a fette sottili.

Stendete la pasta sfoglia sul piano di lavoro precedentemente infarinato. Mettete le strisce di mela a gruppi sulla sfoglia distanziando una porzione dall’altra. Ritagliate la pasta attorno a ciascun gruppo, lasciando un centimetro di bordo. Ripiegate verso l’interno il margine della pasta.

Foderate una teglia con carta da forno e appoggiate le vostre sfogliatine. Dopo aver fuso il burro, spennellatelo sulle mele e la pasta. Cospargete poi con lo zucchero  e la cannella.

Accendete il forno a 200° C e, una volta caldo, infornate. Cuocete per 15 minuti circa, controllando che le mele non diventino troppo scure e secche.

A questo punto potete accompagnare il tutto con del gelato alla crema o una bella tazza di earl grey o daarjeeling vintage.


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