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Tè e Ti, una nuova linea di tè e tisane

Grazie al mio amico e prossimo collega Angelo, oggi ho scoperto una nuova linea di tè e tisane. Si chiama Tè e Ti ed è realizzata dall’azienda marchigiana Antonelli, la stessa che negli anni Ottanta ha iniziato a produrre la crema di caffè conosciuta come Il caffè del nonno.

La gamma comprende 15 diverse miscele. Nove sono tè, dai classici English Breakfast, Ceylon, Darjeling alle varietà verdi (Bancha e aromatizzato al gelsomino), oltre al tè nero deteinato e quelli aromatizzato alla ciliegia, al frutto della passione o al limone.
Le tisane Ti esplorano i sapori e le proprietà delle erbe di tutto il mondo. Troviamo il rooibos aromatizzato alla mela e cannella, l’immancabile camomilla, il finocchio, la miscela rilassante, quella digestiva e quella della bellezza, con le sue proprietà drenanti, snellenti ed energizzanti.

Giappone. Una (ex)fonte inestimabile di tè verdi

Inizialmente (VII – VIII secolo) in Giappone il tè si beveva solo per scopi terapeutici. Era usato come antinfiammatorio del cavo orale, stimolante e diuretico. Tutto cambiò quando i samurai e gli uomini d’affari iniziarono a incontrarsi per discutere di politica e affari degustando la nostra bevanda preferita. Il tè si diffuse, invece, tra la popolazione grazie ai monaci buddisti che lo consigliavano, assieme a certi comportamenti, come metodo per elevarsi spiritualmente.

Come dicevamo la settimana scorsa, il principale centro di lavorazione si trova a Shizuoka, tra Tokyo e Osaka. In Giappone vengono prodotti solo tè verdi tra cui, i più importanti, sono:

Gyokuro è una preziosa e raffinata varietà di Sencha. Ciò che lo distingue è il fatto che le piante vengono coperte dal sole gli ultimi 20 giorni prima della raccolta. Questo provoca un aumento della teina e una diminuzione delle catechine e quindi un gusto dolce. Il nome Gyokuro significa “goccia di rugiada” per il colore brillante dell’infuso ed è stato dato dalla Yamamotoyama Tea Company che ha scoperto questo tè nel 1835. Si usa una temperatura tra i 50° e i 60° C e circa un cucchiaino e mezzo di foglie per tazza. Il più del 40% della produzione si trova a Yame, nella prefettura di Fukuoka, sull’isola di Kyushu. Spesso il Gyokuro è il protagonista della cerimonia giapponese del tè.

Sencha è uno dei tè giapponesi più diffusi e noti. Rappresenta circa l’80% della produzione giapponese. Il suo nome significa “tè decotto” perché l’infuso viene ricavato dalle foglie secche, a differenza del Matcha, di cui parleremo dopo. Si usa una temperatura di infusione di 65°-80° C.  Il sapore dipende dalle stagioni e dal luogo in cui le foglie vengono coltivate. Il primo raccolto dell’anno (tra inizio aprile e fine maggio a seconda delle zone) è il migliore al palato e si chiama Shincha. In Giappone, il Sencha, è di solito bevuto bollente in inverno e gelato in estate. Niente mezze misure.

Bancha è il nome del sencha del secondo raccolto, quello tra l’estate e l’autunno, e quindi di una qualità inferiore (ricordate la distinzione che avevo scritto l’anno scorso sul tema? Altrimenti leggete qui). Ha un colore paglierino e un sapore erbaceo. Spesso è usato come bevanda nelle diete macrobiotiche. Per altro, vi rimando all’articolo specifico che ho scritto l’anno scorso per Vita Digitale in cambio di un’intervista ;-)

Tencha è un tè speciale, non molto diffuso neanche in Giappone. E’ la base per il Matcha. Il colore è verde scuro e il sapore è dolce e delicato. Il Tencha viene prodotto solo a Uji, nella prefettura di Kyoto. Come lo Gyokuro, le temperature di infusione sono basse, sotto i 60° C. Questo perché entrambi vengono coltivati allo stesso modo ma le foglie de Tencha vengono asciugate stese e poi sbriciolate. Per il Gyokuro, le foglie vengono arrotolate e sono dopo essiccate.

Matcha è il principale tè usato nelle ricetta, come il gelato. Non si presenta in foglie ma in polvere, questo dalla dinastia Tang (618-907) quando il tè veniva polverizzato, decotto in acqua calda e salato (non sto scherzando!). Sotto la dinastia Song (960-1279) questa bevanda divenne popolare. Con il buddismo, la preparazione e l’assunzione del Matcha sono state inserite nel rituale Zen. Questo è solo un accenno. Ne parleremo più approfonditamente un’altra volta.

Hojicha è unico perché viene abbrustolito in vasi di porcellana ad alte temperature che distruggono le catechine e diminuiscono la quantità di teina. Le foglie sono quindi rossicce. Il processo è stato creato a Tokyo nel 1920. Si usano le foglie del secondo raccolto (Bancha) ma a volte anche varietà di Sencha. Viene usato di solito a cena o prima di andare a dormire per il basso contenuto di teina.

Per la situazione radiazioni, ancora la storia non è chiara. Però, se anche l’acqua corrente di Tokyo è contaminata… sinceramente ho molti dubbi sul raccolto di quest’anno. Cercherò in ogni caso notizie certe.

Se qualcuno di voi ha informazioni dirette dal Giappone, ci faccia sapere!

(960-1279)

Un tè dal giappone

Questo post di oggi è una promessa per un favore ma anche un’ottima occasione per parlare, finalmente, del Giappone e dei suoi tè :-)

Nel Paese del sushi si coltivano solo tè verdi e soprattutto ai piedi del Monte Fuji, nella zona di Shizuoka, una città sulla costa tra Tokyo e Osaka.

Il più comune ed economico è il Bancha. Viene raccolto in estate ed è costituito da foglie grandi. Il sapore è fresco, con un leggero gusto amarognolo ed erbaceo. Spesso lo si consiglia ai bambini e ai malati perché ha un basso contenuto di teina ma è ricchissimo di sali e vitamine ed è delicato per lo stomaco.

In 100 grammi di foglie si trovano 720 mg di calcio, 200 mg di fosforo, 3,7 g di ferro, carotene, vitamina A, B1, B2 e C.

Viene chiamato anche “tè di mille anni” per la sua resistenza e, come tutti i tè prodotti in Giappone,  si prepara mettendo le foglie non appena l’acqua raggiunge il bollitore e si lascia in infusione per circa 10 minuti.

Si può trovare anche in due varianti. Il Hojicha è nato dall’idea di un mercante orientale che nel 1920 pensò di tostare le vecchie foglie del Bancha facendogli acquisire un sapore affumicato. Il Genmaicha, invece, è fatto dal tradizionale Bancha con l’aggiunta di chicchi di riso e di granturco. Diventa così leggermente salato e, più che per la pausa delle 5, ce lo vedo bene durante un happy hour, tra arachidi e pizzette.

Gli altri principali tè verdi giapponesi sono il Gyokuro, il Sencha, il Tencha e  il Matcha ma, come si diceva ne “La storia infinita”, un film degli anni ’80 che a me continua a piacere molto, “questa è un’altra storia”…


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