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Lipton Ice Tea Sparkling, il tè con le bollicine

Per l’estate 2012 la Lipton è frizzante di novità! Dopo il Lipton Sun Tea, ecco il tè freddo frizzante, il Lipton Ice Tea Sparkling. In pratica al classico Lipton Ice Tea al limone sono state aggiunte le bollicine… mi sono sempre chiesta come sarebbe stato bere un tè frizzante ed ecco la risposta :-)

In redazione ce ne hanno mandata una lattina campione e l’abbiamo assaggiata in tre. Parere? Bè, di sicuro non è tè. Il Lipton Ice Tea Sparkling è una bevanda piacevole, dissetante, fresca, ma non è , è qualcos’altro. A me e a un altro ragazzo non è dispiaciuta mentre il terzo assaggiatore se ne è andato via con la faccia schifata… ai posteri l’ardua sentenza ;-)

Lipton Ice Tea Sparkling è disponibile, da giugno, in esclusiva per il canale horeca (hotel, ristoranti, bar, caffè) nel nuovo formato lattina sleek da 33cl e sarà supportato da un tour che toccherà le località balneari italiane più cool. A tutti sarà data di conoscere e assaggiare il prodotto quindi occhi aperti e fateci arrivare i vostri commenti sul sito o sulla pagina Facebook.

A proposito di lattine… quest’estate il classico Lipton Ice Tea si rinnova nel formato presentando una serie di lattine in Limited Edition realizzate durante un concorso tra gli studenti di graphic design e art direction della nuova accademia di belle arti (NABA) di Milano.

Volete conoscere la storia del brand Lipton? Cliccate qui

Ancora non conoscete i nuovissimi Lipton Sun Tea? Cliccate qui

Volete preparate un ottimo tè freddo in casa? Allora non vi resta che cliccare qui e… buon :-)

Starbucks aprirà un negozio dedicato al tè

Starbucks si converte al . La famosa catena americana di caffetterie aprirà in autunno un negozio dedicato solamente al vicino al suo quartier generale a Seattle, Usa. Questa è una grande notizia per gli amanti del , me compresa! Se siete infatti mai stati in uno Starbucks in giro per il mondo avrete sicuramente potuto notare l’attenzione per le varie bevande a base di caffè e solo pochissime (di solito due) scelte per quanto riguarda il . Sicuramente questo è un segnale di cambiamento: il tè sta pian piano cercando di conquistare lo stesso status del caffè!

Il negozio, che avrà come brand Tazo Tea, un sottomarchio di Starbucks, offrirà più di 80 tipi di foglie di tè, oltre a tè freddi e bevande con l’aggiunta di latte (non c’è niente da fare, agli americani piacciono i miscugli). Nel nuovo “Tea Starbucks” si potrà bere tè appena fatto o portare a casa le foglie con cui fare le infusioni quando si vuole, consigliati da personale specializzato. “Il negozio sarà un modo per personalizzare, interagire e immergersi in tutto ciò che riguarda il tè – spiega Holly Hart, portavoce di Starbucks – Non vuole essere una tradizionale esperienza toccata e fuga”. Del resto, il mondo del , a differenza di quello del caffè, è calma, condivisione, tranquillità, relax. Una pausa da vivere seduti, senza fretta, in compagnia di amici o di un bel libro, no? ;-)

Holly Hart sottolinea che il nuovo Starbucks sarà un’esperienza simile a quella che si vive in un’enoteca: “Pensate alla degustazione di un vino. Si sta lì, si assapora, si parla degli aromi del prodotto. Questo è quello che succederà anche nel nuovo Starbucks Store.

Al momento Starbucks non ha intenzione di aprire altri punti vendita legati al tè oltre a quello di Seattle ma, you never know ;-)

Approfitto per ricordarvi un libro molto carino su questo tema che ho letto l’anno scorso: Colazione da Starbucks di Laura Fitzgerald.

Fonte: Cnn

Las Vegas, ai nastri di partenza il World Tea Expo 2012

Torno a scrivere di per parlarvi un evento tutto da bere: il World Tea Expo 2012. Dall’1 al 3 giugno Las Vegas ospiterà la decima edizione dell’evento mondiale dedicato al tè e a tutto ciò che fa parte di questo incredibile mondo. Verranno presentati nuovi prodotti e saranno presenti più di 200 fornitori di tè di alta qualità. In programma anche degustazioni in collaborazione con sette diversi Paesi produttori per conoscere meglio il tè, la sua cultura e come nasce la nostra bevanda preferita.

Domani alle 17,30 ci sarà il 2012 World Tea Expo Wu-Wo Tea Ceremony, una cerimonia di origine taiwanese a cui tutti sono invitati a partecipare, indipendentemente dall’età, dal sesso, dalla nazionalità, dalle conoscenze sul tè. Vi ricordate? L’hanno fatto anche le amiche di Acqua calda per il tè e Slow Food Bologna pochissimo tempo fa.
Altro evento da non perdere, il Tea Infusion Challenge, una gara tra professionisti per conoscere il più esperto tra i tea sommelier (ricordiamo che l’anno scorso aveva vinto Steven Downer, mentre la nostra amica Kasia Vermaire si era aggiudicata il secondo posto, vedi foto in alto). Chi vincerà quest’anno? Lo sapremo il 3 giugno.
Verranno poi presentati tanti nuovi prodotti, alcuni dei quali hanno già vinto dei premi:

  • il miglior articolo per il tè è stata la tazza 1660 Tasting Cups disegnate da Peter Ting e Timothy d’Offay per poter assaporare meglio tutti gli aromi del tè;
  • l’oggetto più innovativo è stato l’infusore portatile di Slim Steeper;
  • i premi per i miglior tè come ingrediente sono andati a Swirl Green Tea, una bustina tanto sottile da entrare in una bottiglietta d’acqua per un’infusione pratica e veloce sia a freddo che a caldo (un po’ come i nuovi Lipton Sun Tea), e al tè di Indie Tea aromatizzato ai FUNGHI PORCINI con aggiunta di sale e spezie, l’ideale per dare sapore a piatti vegetariani o di carne;
  • i migliori accessori sono stati Tea Traveler Tasting Collection, un pratico pacchetto di ottimo tè da portare in viaggio, e i Tea-Themed Greeting Card Line, una linea di bigliettini d’auguri che include un rinomato campione di tè (lo voglio!!!);
  • non poteva mancare un premio per il cibo da accompagnare al tè che è stato assegnato a ai biscotti Farmhouse English Biscuits importati da Tri-Connect, Inc.;
  • il miglior libro è stato The User’s Guide To Scone Making and Scone Mixes edito da The Tea House Times, una guida per preparare ottimi scones;
  • infine, per la sezione packaging ha vinto Wild Tea Qi per aver creato per il tè Pu erh una soluzione riciclabile e subito pronta all’uso.

Novità di quest’anno è che il sindaco di Las Vegas Carolyn G. Goodman ha stabilito che giugno sarà il Mese del tè per celebrare i dieci anni dal primo World Tea Expo.

L’obiettivo della manifestazione più “tèosa” al mondo è quello di diffondere la cultura del tè, visto che, non solo in Italia, è ancora qualcosa che non sembra meritare la stessa considerazione del caffè :-(

Purtroppo il mio gattino non sta tanto bene ma domenica tornerò in azione con una gustosa ricetta, promesso :-)

India, il tè diventerà bevanda nazionale

L’India è il primo Paese al mondo per produzione di ed è proprio qui che sabato scorso è stata presa una decisione importante: a partire dal 2013, il tè sarà dichiarato bevanda nazionale. Ad affermarlo il deputato Montek Singh Ahluwalia, vice presidente della commissione nazionale per la pianificazione, che ha poi precisato: “L’infuso riceverà lo status di bevanda nazionale entro il 17 aprile del prossimo anno, in occasione del 212esimo anniversario dalla nascita del primo coltivatore indigeno di Camelia Sinensis, Maniram Dewan“.

Il è inoltre una fonte economica molto importante per lo Stato asiatico, nonché fonte di lavoro per tantissime donne.

Nel suo discorso, Ahluwalia ha sottolineato che c’è un ingente bisogno di seguire la strategia del mercato del caffè, ovvero diversificare le varietà, e che nella regione dell’Assam, al Gauhati Tea Auction Centre, uno tra i maggiori responsabili del commercio mondiale del tè, verrà presto aperto un Chai Bar internazionale, una tea room, con annesso negozio, per assaporare e comprare tra oltre 50 tipi pregiati di foglie di Camelia Sinensis.

E dopo queste belle notizie… buon 25 aprile a tutti!!!

Fonte: Ibnlive

Chi beve tè in Italia?

Vi è mai capitato di andare al bar, chiedere una tazza di ed essere guardati come degli appestati? A me sì, tante volte, ma cosa ci posso fare se mi piace il tè e sono intollerante al caffè? Sfogo a parte, il problema è che nel nostro Paese sono ancora poche le persone che condividono il piacere della nostra bevanda preferita. Le cose stanno, per fortuna, cambiando. Da un recente report di Marco Bertona, esperto dell’ADeMaThe, la diffusione del tè in Italia sta aumentando e nel 2010 interessava il 60% della popolazione.

Le varietà più apprezzate sono il tè nero, il tè verde, per le sue proprietà salutari, e gli infusi, perché considerati rilassanti, digestivi e dimagranti. Ancora poco conosciuti il tè bianco e il rooibos.

La compagnia leader del settore è la Twinings, nota soprattutto per i suoi tè neri. Seguono Star – Stabilimento Alimentare SpA per il tè verde e gli infusi Sogni d’Oro, e Unilever/Lipton.

Secondo Marco Bertona, il consumo tenderà ad aumentare nei prossimi anni perché gli italiani stanno iniziando a conoscere i benefici sulla salute del tè e sono sempre più attenti a quello che bevono. Io credo che il merito sia anche delle tante persone che si danno da fare per diffondere la cultura di questa bevanda con corsi, degustazioni, eventi,… continuate così! :-)

Che cosa ne pensate? In Italia si beve sempre più tè? Anche voi ne bevete di più? Che cosa preferite bere?
Il mio consumo è ormai stabile da anni e varia da 1 a 5 tazze al giorno a seconda degli impegni della giornata. Il mio tè preferito, come ho più volte detto è il tè verde cinese ma alla fine bevo tutto :-) Che mondo sarebbe senza una tazza di tè?

Fonte: World Tea News 

Degustazione di tè Dammann Frères

Oggi pomeriggio sono stata a un’interessante degustazione di tè Dammann Frères allo spazio High-Tech in piazza XXV aprile 12 di Milano. A presentare le varie tazze c’era Aline Guglielmino, flavorist autrice di mélange della famosa casa francese. Un’esperienza davvero particolare!

Siamo partite da tè più leggeri per non appesantire il palato. Il primo è stato il Goût Russe Douchka, lo storico blend della Dammann Frères, creato negli anni Cinquanta da Jean Jumeau-Lafond in omaggio alla moglie Douchka che non amava il bergamotto e quindi è stato coperto il tè dagli aromi di limone e arancio. Il risultato? Un prodotto molto fresco, adatto con biscotti di pasticceria o scorzette d’arancia.

La seconda tazza era di Macaron Cassis Violette, un sencha cinese aromatizzato al ribes nero, violetta e amaretto. Chi ama il sapore della mandorla non può non sentirlo almeno una volta nella vita ;-) Sia al naso che al palato, in questo tè si sente molto. Aline ha spiegato che è così perché la mandorla è un aroma poco volatile rispetto agli altri perché ha un peso molecolare maggiore (se non si era capito, Aline è laureata in bio-chimica… interessante, no?!). Compito del tea blender è quello di far sì che i vari profumi, anche se all’olfatto arrivano in modo diverso, si sentano tutti insieme, invece, al palato. Bella impresa…

Passiamo al terzo tè, chiamato Bali, ovvero un altro sencha cinese aromatizzato al gelsomino, petali di rosa, lychee e pompelmo. Aline ha raccontato che, a seconda che sia servito freddo o caldo, prevale più il sapore del lychee o quello del pompelmo. Diciamo che è un tè adatto per ogni stagione :-)

La quarta tazza era un tè nero dal nome chiccoso Coquelicot Gourmand, aromatizzato al papavero, ai petali di peonia rosa, mandorla, mirtillo e biscotto. Aline ha spiegato che in realtà il papavero è una suggestione perché è un fiore senza odore né sapore. A lei ricorda la granatina. A me, assaggiandola a occhi chiusi, faceva venire in mente i campi di grano maturi di giugno… un po’ troppo poetica? Forse, ma vi assicuro che è la verità! Se l’avete provato o lo proverete, fatemi sapere cosa ne pensate, sono curiosa!

E ora un tè dedicato alla stagione. La quinta tazza era un Christmans Tea molto particolare perché non aveva spezie ma aromi di arancia, ananas, maraschino (si sentiva davvero tanto!) e scorze d’arancia. Questo blend è stato creato, pensate, nel 1988, ed è consigliato con i biscottini al caffè e caramello prodotti a San Patrignano.

A questo punto Aline mi ha chiesto quale mi era piaciuto di più e io sinceramente non ho saputo rispondere, ero troppo inebriata da tutti quegli odori e quei sapori. Lei mi ha guardato e mi ha detto: “Il prossimo ti piacerà!”. E non poteva essere altrimenti visto che si chiama come me, Charlotte au chocolat. Questo tè è incredibile, sembra di bere davvero del cacao e invece non c’è nessuna aggiunta di aromi di cioccolato. Si tratta di un tè nero cinese Keenum che naturalmente ha un sapore che ricorda il cacao. Il nome del prodotto è stato dato perché con questo mélange hanno voluto creare un bevanda simile all’omonimo dolce.

Arriviamo alla settima e ultima tazza di tè, un Tourbillon, un tè nero aromatizzato all’albicocca candita, fiori d’arancio, caramello e marron glacés… decisamente particolare! Poi io adoro i marron glacés!!!

Se volete acquistare i tè Dammann Frères li trovate su internet oppure distribuiti da Illy al canale Horeca o in alcuni punti vendita come lo Spaccio di San Patrignano (Rn) o High Tech a Milano. In quest’ultimo ci sono anche teiere in diversi materiali, set da tè, filtri, scatole, clessidra per infusioni, cofanetti-regalo, fiori e Christmas Tea, di cui vi parlerò presto in un apposito post.
Bè qualche idea per farmi un pensierino di Natale ora ce l’avete ;-)

Un tè con… Monica Meschini

Tempo fa ho avuto modo di chattare con Monica Meschini, esperta di cioccolato e… di tè. Avevamo parlato di lei per Cioccola-Tò quando era stato presentato una creazione sua e di Enric Rovira. Si trattava di un cioccolatino con il tè ma il progetto completo è molto più ampio di quello visto a Torino. “Si chiama Cioccolatè – mi ha spiegato Monica – è una confezione a forma di T (come tè) con dentro 5 tipi di bombolas cioè elementi gastronomici ricoperti di cioccolato”. Uhm, interessante e invitante ma vediamo meglio questa bella idea…

“Ogni scatola di bombolas sarà dedicata a una ritualità del tè – continua l’esperta – precisamente Inghilterra, Russia, Marocco, Cina e Giappone. Dentro ogni cubotto ci saranno elementi che includeranno i vari rituali per esempio quello marocchino avrà pinoli, menta nana marocchina, cioccolato bianco e rosa bulgata, mentre quello giapponese, un chiccho di mais salato con una copertura di cioccolato e tè genmaicha (tè verde con riso tostato, nrd.)”. Ogni rituale sarà spiegato con un depliant illustrato contenuto dentro la confezione. I prodotti Ciccolatè si potranno trovare in alcuni negozi specializzati e sul sito del cioccolatiere co-autore del progetto, Enric Rovira.

Ma non solo. Sulla pagina web di Rovira e sulla quella di Monica verranno poi pubblicati degli spot girati nei vari Paesi rappresentati nei cioccolatini. Ad Aprile, sono partiti per Marrakech, Marocco, per registrare il primo video.

Ma come è nato tutto? “Eravamo su un bus da Bogotà per le piantagioni in Colombia… pioggia, fango e brutto tempo insieme a un gruppo per un progetto che si chiamava Chocoandino. Io ed Enric ci conosciamo da 17 anni e tra noi c’è sempre stato molto feeling lavorativo. Lui ogni anno lancia un prodotto con una tematica e un concetto alla base e gli ho chiesto perchè non aveva mai pensato a una cosa molto elitaria e raffinata ma altrettanto intrigante come un prodotto al… Lui mi ha detto: “Perchè aspettavo un’esperta come te!” E sempre sul bus in due ore abbiamo realizzato il prodotto sul suo iphone. Quando siamo tornati abbiamo fatto le prove e devo dire non abbiamo avuto bisogno di correzioni”.

A questo punto, una domanda mi è sorta spontanea: ma Monica, ti piace il tè? “Direi proprio di sì. Sono stata presidente per diversi anni di un’associazione che si chiamava Italian Tea Club e mi occupo di training alle caffetterie degli hotel, aperture di locali, ecc… Nel lontano 1999 ho organizzato il primo Master per degustatori durante la prima edizione di Breakfest a Perugia. Adesso collaboro spesso con Gilles Brochard (nella foto con Monica, autore di Il cofanetto del tè), altro mio caro amico con cui faccio belle cose, e in passato ho lavorato con Jane Pettigrew a Londra”. E precisa: “Del resto tè e cioccolato sono un ottimo abbinamento”.

I suoi preferiti sono i fermentati ma in particolare Darjeeling e Assam. Naturalmente Monica, come i veri teisti, non beve caffè e spiega così le differenze tra le due bevande: “Il tè è prendersi del tempo, è una bella vasca calda dopo una giornata intensa. Il caffè è una doccia, lo si beve senza neppure chiedersi che nome e che cognome ha o da dove viene. Il tè è slow, il caffè, purtroppo per lui e per gli italiani, è fast too fast”. E la velocità, o presunta tale, del caffè è quello che fa rimanere i consumi in Italia della nostra bevanda preferita bassissimi. “Le persone vivono il tè come una moda – racconta Monica – ma continuano a bere il caffè perché dicono di non avere tempo… dicono… ma come preparano la caffettiera sul gas la sera prima potrebbero prepararsi una bustina crystal di tè per il giorno o comunque tenere già tutto quel che serve vicino a un bollitore”. Verissimo, basta veramente poco…

Monica Meschini ed Enric Rovira

La nostra chiaccherata finisce parlando di tea room. La nostra esperta ne aveva aperta una nel 1995 ed era una cosa del tutto particolare. “Era un percorso intorno al tè – spiega – un percorso museale e ludico al tempo stesso, tra storia, scienza, curiosità e buon cibo dei paesi di origine ed elaborazione gastronomiche al tè. In una tea room non solo ci deve essere una splendida e accurata selezione ma chi ci lavora deve essere informato e ad assoluta disposizione del cliente per un servizio taylordmade“.

Aspettando di vedere gli spot di Monica ed Eric e di assaggiare le loro creazioni, io mi faccio una bella tazza di tè… e voi? Di che gusto siete oggi? Io punto a un tè verde aromatizzato alla menta per rimanere in tema :-)

 

Parlando di tè… attraverso la letteratura

Ieri sera,  con due care amiche, sono stata all’incontro Tè e letteratura di cui vi ho parlato la settimana scorsa… bellissimo! La serata si è svolta tra la lettura di brani dedicati alla nostra bevanda preferita e degustazioni guidate da Barbara Sighieri, consigliere dell’Associazione Italiana Cultura del Tè.

Il primo testo era preso da Kitchen di Banana Yoshimoto, autore giapponese che spesso parla esplicitamente di bancha o earl grey (sottolineando che non gli piace… quasi un’eresia in Europa) nei suoi libri. Qui citata un tè aromatizzato al gelsomino. Barbara ci ha fatto sentire quindi il Moli Bai Hao Yin Zhen, tè bianco fatto di sole gemme della provincia cinese di Fujian, con l’aggiunta di petali di gelsomino. Da tenere in infusione per 6 minuti a 75° C (attenzione: ieri ho scoperto che se l’acqua è troppo calda, le foglie danno un infuso amaro quindi controllate le temperature!).

Si è passati poi a Visto a Shanghai del giovane Qiu Xiaolong, grande ammiratore del tè. La lettura è stata accompagnata da due tazze diverse. La prima era del Xi Hu Lung Ching, un tè verde cinese della provincia Zhejiang raccolto il 5 aprile 2010 (ancora non ci sono foglie del 2011 perché in Cina è ancora freddo… immaginate in Giappone quando sarà…) durante la festa di Qing Ming. Non l’avevo mai assaggiato e mi ha stupito il suo tipico sapore di castagna bollita. Temperatura di infusione: 75 – 80° C. La seconda tazza è di BaBao Cha o tè degli otto tesori perché contiene foglie di tè verde, fiori di crisantemi (usati spessissimo in Cina perché danno un sapore più dolce all’infuso), bacche di goji, caprifoglio, biancospino, scorzetta d’arancia, semi di cassia e cristalli di zucchero. E’ un infuso famoso perché ha proprietà benefiche per il fegato e aiuta la circolazione, la digestione e allieva la fatica.

Il terzo brano appartiene un libro che da tempo mi incuriosisce: L’eleganza del riccio dell’autrice marocchina Muriel Barbery. Qui si face un confronto tra tè e caffè… il tè è definito come quella bevanda che accomuna tutti, poveri e ricchi… il caffè è invece la bevanda dei cattivi… questa cosa mi piace molto :-) Barbara ci ha fatto assaggiare il Tamaryokucha, del tè verde giapponese prodotto soprattutto nel distretto di Kyushu. A differenza dei tè verdi cinesi, ha sapore di erba fresca, appena tagliata e un colore brillante.

Ora arriva forse il tè che ho gradito di più nella serata anche perché era una assoluta novità. Si tratta di un tè nero indiano Assam Sankar (cioè a foglie sminuzzate) con… salvia! Un ottimo abbinamento all’omonimo libro Un tè alla salvia di Faqir Fadya. La bevanda è una specialità giordana, Paese di origine dell’autrice. Ha proprietà purificanti e antinfiammatorie, a volte sostituita da timo fresco. Qui si ha diritto di mettere un po’ di zucchero perché esalta i sapori della salvia così come nel tè alla menta.

Poi è stato il momento di uno dei miei libri preferiti: Il ritratto di Dorian Grey di Oscar Wilde. Giustamente Barbara lo ha abbinato a un tè nero Darjeeling Rose d’Himalaya. Ha un profumo deciso, un gusto molto persistente e accentuate note floreali che ben si prestano a interpretare il libro – simbolo dell’estetismo e del culto del bello.

Finale con il botto. Assieme alla lettura di Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust, Barbara ci ha fatto sentire madeleins al matcha e biscottini all’earl grey… buonissimi!! Prima o poi dovrò provare a farli anch’io, soprattutto i biscotti all’earl grey che erano davvero speciali.

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Osservatori del Politecnico di Milano.

Come cambia la colazione all’inglese

Oggi mi cade un altro mito.

Non bastava sapere che la Twinings ha trasferito gran parte della sua produzione in Cina e Polonia. Ora vengo a sapere che, secondo statistiche ufficiali diffuse l’altro ieri nel Regno Unito, gli inglesi hanno sostituito il caffè al tè, a colazione ma anche in altri momenti della giornata :-(

Anche la classica marmellata di arance, tanto amata da Winston Churchill, non è più su molte tavole. Nel 2010 sono stati venduti circa 662mila litri in meno rispetto all’anno precedente. Quasi 2 milioni di vasetti. La buona notizia è che al suo posto, c’è la nostra italianissima nutella.

Chissà se, a questo punto, un giorno il tè sostituirà il caffelatte nella colazione degli italiani?

Un tè con chef Kumalè

Un giornalista, un buongustaio, un esperto, un viaggiatore, un curioso. Ci sono tanti modi per descrivere lo Chef Kumalè, nonché Vittorio Castellani, uno dei maggiori conoscitori in Italia delle tradizioni culinarie internazionali. Una passione che si è sviluppata nel tempo grazie all’attenzione al gusto ereditata dalla famiglia e alle opportunità di lavorare in Europa “dove la cucina del mondo si diffusa molto prima che da noi” ha sottolineato Castellani. Non parla di ‘etnico’, perché “in Francia e in Inghilterra il termine si usa per indicare i ristoranti aperti nei nuovi Paesi dagli immigrati. Io mi occupo di studiare e conoscere la cucina del mondo”.

Nei suoi viaggi, lo chef Kumalè ha avuto modo di assistere alla cerimonia del tè a Hong Kong (dove il cibo è sempre abbinato alla nostra bevanda preferita) e a Pechino. “Sono rimasto molto stupito – ha detto – perché noi italiani siamo abituati a bere il tè in bustina con lo zucchero”. Lì invece c’è una vera e propria cultura legata alle foglie della Camelia Sinensis.  Lo ha definito “un mondo complesso simile a quello del vino nel nostro Paese”.

Dalla Cina, il suo racconto passa in India dove si beve il Chai, molto speziato come gli altri infusi di quei luoghi, “eccezionale, mi piace più del gunpowder“. Il tè indiano è sempre servito con il latte. Un’altra particolarità è che viene fatto bollire a lungo. “In Cina e in Giappone è il contrario. Lì sono ossessionati dalla temperatura dell’acqua”.

“Il tè è molto presente anche nel mondo arabo” ha sottolineato Castellani.  “In Turchia si beve più del caffè”. A differenza dell’India, in Medio Oriente e nei Balcani, la nostra bevanda preferita non è arricchita di spezie, ” come è invece il caffè da quelle parti”. Questa abitudine è diffusa soprattutto al sud dove gli aromi “hanno anche un valore medicinale”. Nella tradizione berbera si “usano molto le erbe aromatiche mentre i tunisini aggiungono i pinoli tostati in una sorta di ‘mangia e bevi’. Lo chef Kumalè ha aggiunto che “durante il Ramadan, è molto zuccherato perché deve dare forza”.

Insomma, Paese che vai, tradizione che trovi.

Tra tutte le varietà e specialità locali, Castellani preferisce il Chai, il Jasmine Tea e il Matcha “soprattutto in cucina”. A questo proposito, mi ha spiegato che ha fatto un reportage culinario in Svezia e che lì usano il tè per fare delle affumicature leggere. “In Cina, come ingrediente, invece, esiste solo nella cucina moderna”. Lo chef Kumalè ha anche una passione per “i tè verdi marocchini alla menta o allo zafferano”.

Ascoltare le sue parole mi ha fatto venire una gran voglia di partire, con una tazza in mano per sentire tutte le varianti della nostra bevanda preferita in giro per il mondo. In particolare sono rimasta affascinata da una sua idea. Tempo fa, Castellani ha fatto “un viaggio alle radici del caffè” raccontato nel libro Coffe Roots. Dall’Etiopia alla Turchia, passando per Yemen, Egitto, Siria, Libano, Giordania, Tunisia, Senegal e Indonesia. Lo chef Kumalè ha ripercorso le strade di origine e di diffusione del caffè. “Mi piacerebbe realizzare un progetto simile sul tè ma mancano gli sponsor”. Sarebbe fantastico, non trovate? Bè, se c’è qualcuno disposto a finanziare l’impresa, parliamone davanti a una bella tazza fumante ;-)


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