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Come bere tè anche in estate

Tutti mi chiedono: “Come fai a bere il tè anche in estate?”. La soluzione c’è: con il caldo afoso cosa c’è di meglio di una bella tazza di tè freddo? Io senza tè non posso stare, soprattutto alla mattina. Caldo o freddo, estate o inverno, ho bisogno della mia tazzona per iniziare bene la giornata :-)

Penso che la voglia di continuare a bere anche in estate sia condivisa da molti, visto le richieste che vi vengono fatte in questi giorni. Ecco allora i miei “segreti”.

Gli anni scorsi preparavo il tè in modo classico, con l’infusione a caldo, e poi, se avevo fretta, aggiungevo dei cubetti di ghiaccio, altrimenti aspettavo qualche minuto prima di berlo e intanto facevo altre cose.

Quest’anno sento proprio il bisogno di bere qualcosa di fresco alla mattina e allora la soluzione è preparare il con un’infusione a freddo. Dopo cena, in una brocca (vedi foto), verso un cucchiaio di foglie di tè (se avete solo bustine mettetene due/tre per 750 ml di acqua) e poi aggiungo acqua a temperatura ambiente. Lascio tutto in frigo per una notte e la mattina dopo, a colazione, filtro e bevo insieme ai miei biscotti preferiti :-) Se vi piace bere il tè zuccherato, aggiungete un cucchiaio di zucchero assieme alle foglie del tè.

Bere tè anche in estate è utile anche quando di va in spiaggia o al lago. L’acqua, dopo qualche ora, si riscalda e, non so a voi, ma a me fa un po’ schifo, per essere sinceri… il , invece, sia che sia caldo, sia che sia freddo è sempre buono :-)

Se volete, in commercio ci sono anche bustine di tè per il tè freddo, come il Lipton Sun Tea o il Thé Glacé di due Maison d’eccezione come la Mariage Frères, la cui novità di quest’anno è l’Havana French Summer Tea (tè verde aromatizzato all’ibiscus, girasole, melograno e goji), e la Dammann Frères, che propone, per esempio, il Jaune Lemon (tè verde arricchito di lemongrass, zenzero e limone). Anch’io preferisco fare un’infusione a freddo con le foglie di tè verde, un po’ perché fa bene, e un po’ perché mi sembra più fresco da bere del tè nero o del tè oolong. Adoro per esempio fare il tè verde aromatizzato al gelsomino con l’infusione a freddo. E voi? Avete già provato?

Ecco poi i consigli di Steven de La Teiera Eclettica per quanto riguarda il tè freddo: “Tecnicamente qualsiasi tè può essere preparato con infusione a freddo, però se volete ottenere un buon risultato meglio scegliere tè poco tannici e in generale a foglia larga. Per intenderci: ottimo il ti kuan yin freddo mentre eviterei il kokeicha o tè dal darjeeling con evidente nota astringente”.

Avete altri consigli da darci?

Bevete il tè anche in estate? Se sì, come lo fate? Quali sapori preferite? Visto i commenti che stanno arrivando, potremmo fare una classifica dei migliori tè per l’infusione a freddo… che ne dite? Aspetto i vostri commenti per avere più pareri possibili!!!

Pancakes

Due giorni fa ho scoperto che la mia amica Alice, grande esperta di cucina anglosassone (ancora ricordo con l’acquolina in bocca i suoi cupcakes), stava preparando i pancakes… ne ho subito approfittato per chiederle la ricetta ;-) ed eccola qua!

Pancakes

120 g di farina;

2 cucchiai di zucchero;

2 cucchiai di miele;

un cucchiaino di lievito;

100 ml di latte;

2 uova;

una bustina di vanillina;

un po’ di cannella

Per prima cosa, sbatto con lo sbattitore le uova con il latte, il miele, lo zucchero e la cannella.

Poi aggiungo un po’ per volta la farina setacciata con il lievito e la vanillina… deve venire una pastella liquida, bella omogenea e quasi “montata”.

Scaldo un padellino appena appena unto e quando è bello caldo inizio a cuocerli. Circa due cucchiai di pastella a pancake… ci vogliono circa un paio di minuti a lato, io li giro quando i bordi iniziano a staccarsi! Devono essere dorati… il primo si bruciacchia il 90% delle volte ma è sempre così,come per le crepes :-)

Per la farcitura qui va forte la classica nutella oppure la marmellata fatta in casa (ho la sorella di mio zio che me le passa!). Personalmente li adoro con il philadelphia (non quello allo yoghurt che è troppo morbido) dolcificato con lo zucchero a velo e frutta fresca (fragole e/o frutti di bosco sono il massimo).

Uhm che bontà! Io ve li consiglio con una tazza di darjeeling (nel caso della marmellata e del philadelphia e frutta fresca) o un tè verde giapponese, preferibilmente un genmaicha (se preferite la versione nutella).

Buona domenica a tutti!!!

Frullato di tè alla pesca

Buona festa di metà autunno a tutti!!!

In Cina, per l’occasione, si mangiano i dolcetti della luna ma, visto il caldo e il sole che ci regala ancora questo settembre, vi propongo un’altra ricetta estiva: frullato di tè alla pesca. Merito di quest’idea è mia sorella che quest’estate mi ha deliziato ogni mattina con un frullato di frutta fresca diverso… un risveglio fantastico :-)

Nella mia versione non poteva mancare il tè ;-) ecco quindi la mia ricetta:

Frullato di tè alla pesca

un cucchiaio di tè alla pesca;

una pesca;

10 fragole;

mezzo vasetto di yogurt alla fragola;

latte

(ghiaccio a piacere)

Per il tè consiglio sempre un’infusione a freddo e quindi partite con un giorno in anticipo per preparare tutto. Mettete le foglie di tè in una caraffa e aggiungete mezzo litro d’acqua a temperatura ambiente. Lasciate in infusione in frigo tutta la notte.

La mattina dopo lavate e tagliate le fragole e la pesca. Mettete la frutta nel frullatore insieme a un goccio di latte e mezzo bicchiere di tè. Frullate per un minuto. Unite lo yogurt e frullate nuovamente per qualche minuto. Se volete una bevanda ghiacciata, in questa fase, aggiungete anche qualche cubetto di ghiaccio e frullate per bene.

Ora non vi resta che assaggiare… cin cin ;-)

Pane e marmellata di limoni con riduzione di tè

La ricetta che vi propongo in questa soleggiata ultima domenica di maggio è una ricetta “a quattro mani”. Io e il mio cane da tartufi ci siamo dati da fare e, mentre lui impastava, io tagliavo e cuocevo i limoni. Il risultato devo dire che non è niente male, provare per credere :-)

Marmellata di limoni e tè

1 kg di limoni;

500 g di zucchero;

2 cucchiai di tè verde aromatizzato al gelsomino

Portate a temperatura (circa 70-80° C) 250 ml d’acqua. Aggiungete le foglie di tè e lasciate in infusione per 10 minuti. Filtrate e versate il liquido in una padella ampia. Riducete il tè facendo bollire il tutto per una ventina di minuti a fiamma alta.

Sbucciate i limoni e tagliate i frutti a pezzettoni. Lavate bene alcuni pezzi di buccia e metteteli in una pentola insieme allo zucchero, alla riduzione di tè e ai pezzi di limone.

Fate bollire il tutto a fuoco alto continuando a mescolare finché il composto non inizia a solidificarsi.

Fate la “prova del cucchiaino”: prendete un cucchiaino di marmellata e versatelo su un piattino leggermente inclinato. Se scivola a fatica, se è quindi è solida, la vostra confettura è pronta :-)

Versate la marmellata bollente in un vasetto di vetro (attenti, è facile scottarsi!), chiudete bene e capovolgetelo per 24 ore in modo da fargli fare il vuoto.

E ora…

Pane

500 g di farina;

mezzo cubetto di lievito di birra;

5 cucchiai d’olio;

2 cucchiai di sale;

acqua

Fate sciogliere il lievito in mezzo bicchiere di acqua tiepida e zucchero. Versatelo in un recipiente insieme alla farina e all’olio. Impastate. Se neccessario aggiungete altra acqua tiepida. Alla fine, e solo alla fine, aggiungete il sale e amalgamate il tutto.

Fate delle pagnottine e mettetele su una teglia. Coprite e lasciate lievitare per circa un’ora.

Passato il tempo necessario, infornate a 200° C per 25 – 30 minuti.

E ora? Bè non resta che tagliare il pane e spalmarlo con la vostra marmellata di limoni e tè. Un’ottimo modo per svegliarsi o per fare merenda :-)

Bere un tè a… Torino. I 150 anni dell’Unità d’Italia

17 marzo 1861. Nasce lo Stato italiano. Torino è stata la sua prima capitale e proprio nella città piemontese, 150 anni dopo quel fatidico giorno, continua il nostro viaggio tra le tea room d’Italia e d’Europa.

Il nostro percorso parte da L’Ancienne Maison du Thé, in via della

Ancienne Maison du Thè

Rocca 2, a due passi dal cuore di Torino, piazza Vittorio Veneto. Il negozio, nato nel 1998, ha miscele provenienti dall’Assam, da Ceylon, dal Darjeeling, dalla Cina e dal Giappone oltre a un centinaio di tè firmati da Mariage Frères, storica maison

francese. Il legame con la Francia è presente anche negli scaffali, tra patès, fois gràs, biscotti, marmellate.

Il viaggio prosegue con Teapot in via Silvio Pellico18, “un locale – come si legge da un commento su internet – dove trascorrere il tempo in un’atmosfera amichevole dalla colazione in poi”. Tè, tisane, caffè, dolci casalinghi e connessione wi-fi per un momento di vero relax.

Tea&Company

Per una degustazione di tè vi consiglio la Tea&Company in via Mazzini 22/g. I prodotti, oltre a essere acquistati, possono essere assaggiati in appuntamenti ad hoc. Sabato 19 marzo, per esempio, degustazione del tè Sogno di Primavera, un tè nero aromatizzato con aroma di frutti di bosco e caramello.

Il mondo in una tazza in via Cibrario 97/D è stato aperto pochi anni fa. Tra i suoi tè, neri di Celyon, di Assam o del Darjeeling, Pu erh, Pai mu tan, bancha, gunpowder, oolong nonché infusi.

Tanta varietà anche all’erboristeria Erba Medica in corso Sebastapoli 174. Infusi alla frutta, rooibos, tè bianchi, verdi, neri, gialli, oolong e postfermentati, scelti dalla proprietaria, appassionata di tè.

Della catena Peter’s Teahouse, invece, abbiamo già parlato per le tea room di Firenze. La sede torinese è in via Micca 12.

Il nostro percorso non finisce qui. Torino è piena di locali, caffè, tea room, angoli carini… Come la Torteria Olsen, un vero paradiso per una golosa

Torteria Olsen

come me :-) Non mi dilungo su dolci e dolcetti che potrete tranquillamente andare a vedere sul sito o assaggiare di persona. Torniamo al nostro tema principale: il tè. Alla torteria ci sono varie miscele provenienti da Cina, Giappone, Formosa, India, Anhui, oltre a melange, infusi alla frutta, tisane e il tè al cioccolato… un must nella città di CioccolaTò.

Altra tazza, altro locale. Ora parliamo del Convitto Caffè in via San Francesco Da Paola 8. Pareti gialle e rosse, atmosfera tranquilla e, anche qui, torte ma non solo dolci. Ben conosciuta è, per esempio, la quiche alle zucchine e menta.

Il nostro viaggio volge purtroppo al termine. Non senza ricordare la

Tisaneria della Consolata

Tisaneria Della Consolata, via della Consolata 2. Un altro ambiente tranquillo, tazze e teiere con i fiori, ricami, stampe in bianco e nero. La proprietaria, Angiolamaria Rigamonti, vi consiglierà tra tè e tisane provenienti da tutto il mondo, accompagnate da biscotti secchi e dolci della casa. N.B. Su prenotazione si può partecipare anche a cene originali in abbinamento a infusi.

Ringrazio per i consigli Laura che mi ha segnalato anche, come “da non perdere”, l’Enodolceria di piazza Statuto, un mix tra vino, gastronomia e dolci… provare per credere ;-)

Buona festa dell’Unità a tutti!

Mole Antonelliana tricolore

il Risino di Verona

Lo scorso weekend sono stata a Verona, stupenda città, davvero. Camminando ho piacevolmente incontrato tantissime e invitanti pasticcerie. La cosa che più mi ha fatto piacere è trovare, in vetrina, un dolcetto che mangiavo sempre da piccola ma che non più trovato: il Risino. Ho letto che in Toscana lo chiamano budino di riso. La sostanza e, soprattutto, la bontà non cambia :-) Su internet ho trovato varie ricette. Ecco cosa quella che vi propongo io, sperando sia l’originale… se ne conoscete altre fatemi sapere!

Risino

Per la pasta frolla:

500 g di farina O;

200 g di zucchero;

150 g di burro;

4 uova;

un pizzico di sale

Per il ripieno:

250 ml di latte;

100 g di riso carnaroli;

25 g di zucchero;

una bustina di vanillina;

2 uova

Fare la pasta frolla è semplice. Mescolate tutti gli ingredienti e impastate. Formate una palla, come per una crostata, avvolgete in una pellicola trasparente e lasciate in frigo per almeno mezz’ora.

Intanto preparate il ripieno. Fate bollire il latte con lo zucchero. Aggiungete il riso e fate cuocere a fuoco basso per circa 30 minuti. Quando diventa cremoso, spegnete la fiamma e lasciate raffreddare. Unite il tuorli e poi gli albumi montati a neve con un pizzico di sale Amalgamate il tutto.

Foderate con la pasta frolla gli stampini (i risini originali sono piccoli e ovali ma anche gli stampi da muffin possono andare bene). Riempite con la crema di riso e infornate per 30 minuti a 180° C

Bè, buon appetito :-)

Io vedo bene questo dolce con un tè, verde o nero, aromatizzato al limone o al gelsomino. Qualcosa di fresco insomma.

E ora vi faccio vedere alcune delle mie foto di Verona… cosa ne dite? Sto cercando di diventare una fotoreporter quindi ogni critica, commento, suggerimento è ben accetto :-)

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N.b. La foto del risino non è mia!

Come cambia la colazione all’inglese

Oggi mi cade un altro mito.

Non bastava sapere che la Twinings ha trasferito gran parte della sua produzione in Cina e Polonia. Ora vengo a sapere che, secondo statistiche ufficiali diffuse l’altro ieri nel Regno Unito, gli inglesi hanno sostituito il caffè al tè, a colazione ma anche in altri momenti della giornata :-(

Anche la classica marmellata di arance, tanto amata da Winston Churchill, non è più su molte tavole. Nel 2010 sono stati venduti circa 662mila litri in meno rispetto all’anno precedente. Quasi 2 milioni di vasetti. La buona notizia è che al suo posto, c’è la nostra italianissima nutella.

Chissà se, a questo punto, un giorno il tè sostituirà il caffelatte nella colazione degli italiani?

Giorno e Notte

La settimana scorsa ci è venuta a trovare la ‘suocera’. Tra le tante cose, ha portato un dolce molto semplice ma che mi piace molto. Sarà che mi ricorda l’infanzia quando mia mamma mi faceva spesso questa torta perché mi divertiva il fatto che era bicolor :-)

Giorno e Notte

150 g di burro;

4 uova;

150 g di zucchero;

200 g di farina tipo 0;

un pizzico di sale;

un limone;

una bustina di zucchero vanigliato;

30 g di cacao in polvere

Sciogliete il burro in una padella. Intanto, in un recipiente versate i rossi delle uova, lo zucchero, il sale e mescolate. Aggiungete man mano la farina, il burro e la scorza del limone, continuando ad amalgamare il tutto.

Montate a neve i bianchi con mezza bustina di zucchero vanigliato. Uniteli all’impasto e mescolare di nuovo.

Dividete il composto in due recipienti e, in uno, aggiungete il cacao. Imburrate uno stampo da torta e riempite, alternando i due impasti, quello “bianco” e quello “nero”.

Mettete la torta in forno preriscaldato a 180° C e fate cuocere per 55 minuti.

La torta Giorno e Notte si abbina bene con un tè nero. Consiglio English Breakfast alla mattina e un Assam per la merenda ;-)

Colazione da Starbucks

Sto leggendo Colazione da Starbucks di Laura Fitzgerald. Essendo una grande fan della catena di caffetterie americane (e soprattutto del frapuccino ;-) ) sono rimasta subito attratta dal titolo…

Tami è un 27 iraniana. Riesce a ottenere un visto per gli Stati Uniti e raggiunge la sorella a Tucson, Arizona. Un sogno diventato realtà, una vita lontana dal regime, dall’oppressione, dai divieti, dallo chador. Peccato che sia solo per 90 giorni. Allo scadere del visto, Tami dovrà tornare in Iran, a meno che, non trovi qualcuno che la sposi e garantisca la cittadinanza per lei…

Colazione da Starbucks si legge molto bene, è divertente e apre uno spiraglio sulla realtà difficile delle donne nel mondo arabo. L’autrice è americana ma il marito è proprio iraniano e quindi è in grado di descrivere bene le paure, le aspirazioni, i problemi di una giovane persiana.

Vi parlo di questo romanzo perché il tè viene citato tantissime volte. Rappresenta un elemento importante della cultura e del modo di vivere iraniano. Vi propongo alcune frasi per farvi capire come l’Iran ‘sorseggi’ la nostra bevanda preferita ;-)

(Tradizione) “Molti mariti iraniani sono dolci, gentili e premurosi verso le mogli che considerano persone, non soltanto madri dei loro figli. Però non tutti sono così. Si organizzano in famiglia, scambi di doni e cene, ma capita spesso che una donna non sia mai stata sola con il proprio fidanzato prima del matrimonio”.

(Colazione) “Siamo al tavolo della cucina a fare colazione con , frutta e Sholeh-zard, uno squisito budino di riso con lo zafferano avanzato dalla sera prima”. In una altro punto del libro, Tami dice che alla mattina, nel tè mette la panna.

(Starbucks – A Tami viene proposta una nuova bibita: tè al mango e kiwi) “Il non era proprio previsto. Magari dopo il corso, tornando a casa, avrei potuto fermarmi a prenderne una tazza mentre aggiornavo il diario. Però mango e kiwi in Iran non esistono, e così decido di provare. [...] Bleah! Non è mica tè. Freddo, sa di frutta, ma è così dolce che sembra ci sia dentro un quintale di zucchero”.

(Gita al Sabino Canyon con la sorella) “Maryam suggerisce di scendere al fiume e di fare uno spuntino con gli avanzi di riso e kebab e con il thermos di bollente che ci siamo portate”.

(Incontro con un possibile pretendente) “Salaam, ci salutiamo tutti, scambiandoci cortesie sul tempo e sulle rispettive famiglie. Beviamo una tazza di in salotto e appena finito Maryam si alza e chiede di andarla ad aiutare in cucina”.

(Tami viene invitata dall’anziana vicina di casa) “Lei mette in tavola due piattini e due tazze e versa il . Si siede e spinge verso di me un vassoio di biscotti”. In un’altra parte del libro, la sorella della protagonista offre a un’amica di Tami del tè accompagnato da una ciotola di frutta.

Voi l’avete letto?


Crostata marmellata e noci

La crostata è una della mie torte preferite. Mentre andavo al supermercato a prendere tutti gli ingredienti mi è venuta in mente una aggiunta interessante: le noci. Ed ecco qua il risultato… :-)

Crostata marmellata

e noci

300 g di farina;

100 g di burro;

100 g di zucchero;

1 uovo;

mezza bustina di lievito;

sale;

400 g di marmellata d’arancia;

10 noci

In un recipiente amalgamate la farina, lo zucchero, il burro ammorbidito, il tuorlo dell’uovo, il lievito e il sale. Impastate il tutto con le mani fino a formare una palla .

Avvolgete l’impasto in una pellicola trasparente e mettete in frigo per un’oretta.

Imburrate una tortiera e riempitela con una parte della pasta. Coprite con la marmellata e poi spolverate con le noci precedentemente tritate o spezzettate. Con l’impasto rimanente, potete fare delle striscioline da disporre incrociate in modo classico oppure modellare la pasta con le formine dei biscotti (mia madre faceva sempre così quand’ero piccola).

Mettete in forno a 180° C per 30 – 40 minuti.

La marmellata d’arancia si abbina bene con un Darjeeling o un Earl grey. Se vi piacciono i gusti delicati potete accompagnare questa crostata anche da una bella tazza di tè verde puro.

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Ps. Tra pochi giorni è il primo compleanno di Five O clock… mandatemi le foto dei vostri tè/tazze per festeggiare con un bel brindisi questo primo traguardo :-)


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