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Clafoutis di mirtilli

La settimana scorsa era il compleanno del mio cane da tartufi e come torta di compleanno ho preparato il Clafoutis di mirtilli. Lui adora le torte di mele ma anche i mirtilli e così ho voluto provare questa ricetta un po’ diversa ma perfetta per ogni occasione importante e per ogni festa. La ricetta è semplice e veloce e il gusto è assicurato ;-)

Clafoutis di mirtilli

100 g di farina

250 g di mirtilli freschi

100 g di zucchero

4 uova

1/2 bicchiere di latte

50 g di burro

lievito

Fate ammorbidire il burro a bagnomaria.

Unite in una ciotola la farina, lo zucchero e due uova intere. Aggiungete il burro e il latte.

Montate a neve due albumi con un pizzico di sale. Unite alla ciotola e amalgamate il tutto.

Aggiungete infine il lievito e i mirtilli e mescolate delicatamente, dal basso verso l’alto, stando attenti a non rovinare i piccoli frutti.

Versate l’impasto in una tortiera e lasciate in forno a 170° C per 45 minuti.

Decorate a piacere il vostro Clafoutis di mirtilli. Io ho usato i colori alimentari per una bella scritta a tema :-)

Il tè più adatto per un Clafoutis di mirtilli? Un tè nero Assam, un gusto deciso ma non troppo per non coprire il sapore delicato dei mirtilli

Ineke Otto e la collana di tazzine

Vi starete chiedendo, chi è Ineke Otto? Stessa cosa ho pensato io quando ho ricevuto una sua mail con le sue creazioni e le sue novità e mi sono illuminata: tè!

Ineke Otto è un’artista olandese di gioielli moderni e tra le sue opere c’è anche una simpatica collana di tazzine. Sul suo sito ci sono anche le immagini di un bracciale simile, con tazze di varie dimensioni e disegni blu, di un braccialetto con le teiere (vedi foto a sinistra) e di lei con una lunga collana in cui palline si alternano a tazze di varie dimensioni.

Ineke, nel 2012 sarà al 19esimo posto della classifica dei migliori artisti olandesi e presto (21 – 28 ottobre) presenterà le sue collezioni in Cina, al Canton Fair. Secondo me, sono carinissimi anche i suoi gioielli con la frutta.

Saporbio, un tè con Marco Columbro

Ieri sono stata all’inaugurazione di Saporbio, festival del biologico e del benessere creato cinque anni fa dal presentatore Marco Columbro e da Stefania Santini. Tra i vari stand di olii, biscotti, creme, prodotti per celiaci, agriturismi,… ho trovato un nostro caro amico: il tè. E’ quello dell’azienda austriaca Sonnentor che dice ci credere “fortemente che nella natura si trova la miglior ricetta per una lunga e sana vita” e che “l’agricoltura biologica è l’unica alternativa al crescente problema della monocoltura e sovrapproduzione”.

Usano tè nero indiano (sia puro che aromatizzato), tè verde cinese (anche arricchito da gelsomino, arancia, vaniglia e lemongrass), tè bianco dalla Cina (hanno un blend con l’aggiunta di fiori di sambuco, verbena e fiori di girasole, erbe adatte a stimolare il sistema immunitario), nonché infusi, dal rooibos (si trova pure aromatizzato all’arancia, alla vaniglia e… al cioccolato!) a tisane alle spezie (ovvero miscele biologiche di semi, frutti e spezie senza l’aggiunta di tè al contrario dei prodotti ayurvedici) e a tisane alle erbe o alla frutta con funzioni stimolanti, equilibratrici, rinfrescanti o di semplice piacere per il palato.

Avete mai provato i prodotti Sonnentor?

Per chi fosse interessato a Saporbio trova qui il programma completo degli eventi e degli stand. C’è tempo fino a domani per visitare la manifestazione ospitata a Milano, nel palazzo Giureconsulti, piazza Mercanti 2 (fermata Duomo).

Io mi sa che ci faccio un altro giro in questi giorni… ho trovato una crema di nocciola che penso possa adattarsi benissimo alla mia tavola a colazione ;-)

Bere un tè a… Dublino

È un po’ che non aggiorno la sezione dedicata alle tea room in Italia e nel mondo… bè torno a parlarvi di questo argomento alle porte di settembre, mese in cui, tanti anni fa, sono stata per la prima volta nella bellissima e verdissima Irlanda. Ci siete mai stati? È stato uno dei miei primi viaggi all’estero e mi è talmente piaciuta che a Dublino ci sono stata poi altre due volte. La città che ha dato i natali a tanti scrittori e artisti, da Oscar Wilde (uno dei miei autori preferiti!) a James Joyce, dal cantante degli U2 Bono a Bob Geldof, solo per citarne alcuni.

Dublino è una città suggestiva e molto viva. È sede di tre importanti università e vari musei e gallerie d’arte. Nonostante sia capitale, Dublino è tranquilla e vivibile grazie anche al grande parco Phoenix Park di oltre 700 ettari, vero polmone della città ma non unico spazio verde. Vicino al Merrion Square Park troviamo uno dei posti che mi hanno consigliato per bere il tè. Si tratta del The Art Tea al Merrion Hotel (Upper Merrion Street), un posto molto elegante, dallo stile Ottocentesco.

Altri posti chiccosi sono il Bewleys Café in Grafton Street, il locale dell’omonimo teatro che mette in scena opere teatrali all’ora di pranzo e serate a base di musica jazz e cabaret alla sera, e la tea room al Clarence (Wellington Quay) con menu studiati ad hoc dallo chef Mathieu Melin. Le tazze di tè (Earl Grey, tè verde cinese, Clarence Breakfast Tea, tè bianco, rooibos e infusi) possono essere accompagnate da sandwich, pasticcini e frutta.

Il Clarence e il Merrion non sono gli unici hotel dove gustarsi in tranquillità un afternoon tea. Lo trovate anche al Westbury Hotel in Grafton Street e al The Gresham Hotel in Upr. O’Connell Street. Nel primo potete bere tazze di Earl Grey, Irish Breakfast Tea, Jungpana, Sweet Chai Darjeeling, Lapsang souchong, Jasmine pearl, Morgentau (Sencha), tè verde del Darjeeling e infusi, accompagnate da vari stuzzichini dolci e salati. Al Gresham, il tè si prende al Writer’s Lounge, un nome un programma ;-)

Un po’ meno raffinata ma con un menu vario sia di tè che di caffé è la catena Butlers Irish Chocolate Café. Potete trovare i punti vendita in vari punti di Dublino (Liffey Street, Chatham Street, Henry Street, Nassau Street,…) e gustarvi una bella tazza di Earl Grey, di Irish Breakfast, di Irish Afternoon (mi piace tantissimo!), di tè verde o di un infuso, sempre accompagnata da un cioccolatino. 

Altra tappa del nostro viaggio nella Dublino del tè è Lemon Crepe and Coffee Company in South William Street, angolo Dawson Street, vicino al bellissimo Trinity College. Non distante c’è anche Café en Seine (Dawson Street, 39, nella foto a sinistra), nome che farebbe pensare più a Parigi e invece no ;-) Domenica fanno persino un bruch con sottofondo jazz.

Dopo aver bevuto tanto, se volete portare a casa un ricordino da Dublino, il posto che fa per voi è l’Organic Power Flower in Berkeley Street. Vende anche i cosiddetti fiori di tè oltre a svariati neri dell’Assam, del Darjeeling, del Nepal, di Ceylon, del Keenum e dalla Cina, vari verdi (dal sencha cinese al Bancha Arashiyama), oolong, tè bianchi e gialli, infusi, rooibos e mate (ecco la risposta a chi mi aveva chiesto se è legale…).

Non resta che augurarvi buon tè ;-)

Torta rustica alle ciliegie

Giugno è il mese delle ciliegie ma io ne ho veramente troppe, il frigo è pieno! Visto che la credenza è già piena di marmellate, ho pensato di usare tutta questa frutta per una bella torta.

Torta rustica alla ciliegie

700 g di ciliegie mature;

150 g di burro;

2 uova;

100 g di zucchero di canna;

50 g di farina di grano saraceno;

200 g di farina;

un pizzico di sale;

1/2 bicchiere di latte;

1/2 bustina di lievito;

zucchero a velo

Tirate fuori il burro dal frigo. In attesa che si ammorbidisca, lavate e snocciolate le ciliegie, operazione un po’ noiosa ma utile per il gusto finale.

Tagliate il burro e unitelo allo zucchero e al sale. Mescolate. Aggiungete le uova, la vanillina, il latte, il lievito e la farina. Amalgamate per bene il tutto. Unite al composto le ciliegie e mescolate delicatamente.

Imburrate e infarinate una tortierae versatevi l’impasto.

Cuocete in forno a 180° C per circa un’ora. Sfornate e, non appena la torta si è raffreddata, cospargetela di zucchero a velo.

Io la gustarei con un tè nero classico o aromatizzato alla rosa.

Di ricette con le ciliegie ce ne sono tante. Voi ne conoscete altre?

Tè di maggio aromatizzato alla fragola

In questo periodo, non so voi, non faccio che mangiare fragole. Le adoro!!! Poi essendo di stagione è anchc meglio :-)

Quest ricetta è dedicata a chi, come me, ama questo dolce frutto rosso

Tè di maggio

2 cucchiai di tè nero Assam;

2 cucchiaini di zucchero;

250 g di fragole fresche e mature;

4 cucchiai di succo di mirtillo

Portate a temperatura l’acqua e versate il tè nero. Lasciate in infusione 5 minuti poi filtrate e zuccherate (la quantità dello zucchero può essere aumentata o diminuita a piacere, naturalmente).

Intanto lavate e tagliate le fragole a pezzettoni. Unitele al tè una volta che questo è freddo.

Aggiungete il succo di mirtillo e assaporate. Se volete, preferite, potete lasciare tutto in frigo per un’oretta e poi servire fresco. Fa molto estate, no?

Purtroppo non riesco a caricare le mie foto ma spero di poterlo tornare a fare presto :-)

Un corso in onore della giornata mondiale del tè

Frutta gelatinata al tè, il dessert del corso

Il 3 maggio è la giornata mondiale del tè. Per tutte le iniziative vi farò sapere al più presto (l’anno scorso c’erano stati eventi in tutta Italia).

Intanto vi annuncio un evento carino per il 2 maggio. Si tratta di un nuovo corso di cucina a base di tè gestito sempre da Gabriella Fantuz.

Il menu di questa lezione è proprio dedicato alla giornata mondiale del tè e si parte con una piccola tartare di pesce azzurro, coriandolo fresco e Formosa Puochong.  A seguire, linguine con gamberi marinati al Bancha Bio e crema di asparagi verdi. Il secondo è composto da petti di pollo cotti “senza fuoco” in infusione di oolong Formosa di Taiwan. E per finire, frutta gelatinata al tè aromatizzato ai frutti Cocktail di bosco. Uhm, mi viene già l’acquolina in bocca, a quest’ora poi…

Novità di questo appuntamento è la presenza dell’esperta Luisa Fabbri della boutique l’Essenza del The che, alla fine della serata, presenterà l’infusione a freddo dei tè estivi.

Per partecipare, bisogna prenotarsi. Basta scrivere a info@artedelconvivio.it, tel. 02 48024825. Il tutto durerà dalle 19,30 alle 22,30.

Location della lezione sarà di nuovo la sede dell’Arte del Convivio in C.so Magenta, 46 Milano.

Un tè poco innocente III

Era da un po’ che non vi proponevo più cocktail a base di tè ma vedo, dalle classifiche, che, invece, sono tra gli articoli più letti…

Questa domenica, allora, torno parlarvi di una ricetta poco innocente, liberamente tratta dal sito della Pompadour.

Sangria invernale

al tè bianco

un’arancia rossa;

mezza mela Golden matura;

4 litchi;

10 fiori di garofano;

una stecca di cannella;

zenzero;

2 cucchiai di zucchero

tè bianco;

10 dl di vodka

 

Riscaldate mezzo litro d’acqua. Prima di raggiungere la temperatura di ebollizione, spegnete il fuoco e versate il tè, lo zucchero e le spezie (chiodi di garofano, cannella e zenzero). Lasciate in infusione per una decina di minuti.

Lavate, sbucciate e tagliate la frutta a pezzettoni. Unitela all’infuso dopo aver filtrato il tè e dopo aver versato il liquido in una caraffa. Fate riposare il tutto per una trentina di minuti.

Aggiungete la vodka e servite a temperatura ambiente. Se volete potete decorare i bicchieri con un’arancia tagliata a fettine sottili.

Cin cin :-)

Colazione da Starbucks

Sto leggendo Colazione da Starbucks di Laura Fitzgerald. Essendo una grande fan della catena di caffetterie americane (e soprattutto del frapuccino ;-) ) sono rimasta subito attratta dal titolo…

Tami è un 27 iraniana. Riesce a ottenere un visto per gli Stati Uniti e raggiunge la sorella a Tucson, Arizona. Un sogno diventato realtà, una vita lontana dal regime, dall’oppressione, dai divieti, dallo chador. Peccato che sia solo per 90 giorni. Allo scadere del visto, Tami dovrà tornare in Iran, a meno che, non trovi qualcuno che la sposi e garantisca la cittadinanza per lei…

Colazione da Starbucks si legge molto bene, è divertente e apre uno spiraglio sulla realtà difficile delle donne nel mondo arabo. L’autrice è americana ma il marito è proprio iraniano e quindi è in grado di descrivere bene le paure, le aspirazioni, i problemi di una giovane persiana.

Vi parlo di questo romanzo perché il tè viene citato tantissime volte. Rappresenta un elemento importante della cultura e del modo di vivere iraniano. Vi propongo alcune frasi per farvi capire come l’Iran ‘sorseggi’ la nostra bevanda preferita ;-)

(Tradizione) “Molti mariti iraniani sono dolci, gentili e premurosi verso le mogli che considerano persone, non soltanto madri dei loro figli. Però non tutti sono così. Si organizzano in famiglia, scambi di doni e cene, ma capita spesso che una donna non sia mai stata sola con il proprio fidanzato prima del matrimonio”.

(Colazione) “Siamo al tavolo della cucina a fare colazione con , frutta e Sholeh-zard, uno squisito budino di riso con lo zafferano avanzato dalla sera prima”. In una altro punto del libro, Tami dice che alla mattina, nel tè mette la panna.

(Starbucks – A Tami viene proposta una nuova bibita: tè al mango e kiwi) “Il non era proprio previsto. Magari dopo il corso, tornando a casa, avrei potuto fermarmi a prenderne una tazza mentre aggiornavo il diario. Però mango e kiwi in Iran non esistono, e così decido di provare. [...] Bleah! Non è mica tè. Freddo, sa di frutta, ma è così dolce che sembra ci sia dentro un quintale di zucchero”.

(Gita al Sabino Canyon con la sorella) “Maryam suggerisce di scendere al fiume e di fare uno spuntino con gli avanzi di riso e kebab e con il thermos di bollente che ci siamo portate”.

(Incontro con un possibile pretendente) “Salaam, ci salutiamo tutti, scambiandoci cortesie sul tempo e sulle rispettive famiglie. Beviamo una tazza di in salotto e appena finito Maryam si alza e chiede di andarla ad aiutare in cucina”.

(Tami viene invitata dall’anziana vicina di casa) “Lei mette in tavola due piattini e due tazze e versa il . Si siede e spinge verso di me un vassoio di biscotti”. In un’altra parte del libro, la sorella della protagonista offre a un’amica di Tami del tè accompagnato da una ciotola di frutta.

Voi l’avete letto?


Pesche al forno

Cari lettori, oggi vi voglio rendere partecipi del mio ‘dramma’. Tempo fa ho fatto sentire al mio cane da tartufi una ricetta semplice ed efficace: le pesche al forno. Ecco, gli sono talmente tanto piaciute che sono settimane che mi chiede di rifargliele. Visto che oramai ho condiviso questa ricetta con lui, non posso non farlo con voi  ;-)

Pesche al forno

4 pesche;

amaretti;

burro;

Disaronno o rhum

Lavate bene le pesche e tagliatele a metà. Togliete il nocciolo e scavate leggermente attorno, su entrambe le pacche. Mettete la frutta in una teglia da forno.

Sbriciolate in una tazza un pugno di amaretti (2-3 per pesca) con un batticarne o un bicchiere. Aggiungete una noce di burro e un goccio di Disaronno. Amalgamate il tutto e aggiungete il liquore se il composto non è abbastanza cremoso.

Versate gli amaretti nel centro delle pesche e mettete in forno per una ventina di minuti a 175°C.

Meglio gustarle fredde e sono buonissime, forse anche più saporite, il giorno dopo.

Abbinatele a un tè verde.

Ops ma dove sono finite le mie pesche al forno???? :-)

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