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Apre la prima boutique Dammann Frères in Italia

Dammann Frères, la nota maison francese di tè, apre la sua prima boutique in Italia, a Milano. Sono stata stamattina all’inaugurazione per la stampa e mi è piaciuta! Il negozio è un locale (80 mq) intimo, elegante, dove sarete circondati da confezioni di  disposte su scaffali in legno scuro. Si trova in una zona centrale del capoluogo lombardo, piazza XXV aprile, vicino a corso Garibaldi, e ,se oggi non ci fosse stato lo sciopero dei trasporti (no comment!) sarebbe stato comodo da raggiungere, a metà strada tra le stazioni di Moscova e Porta Garibaldi. Simpatica l’idea di mettere un grande tavolo all’ingresso con tutte le foglie di tè, per far sì che, annusando, si possa avere un’idea più chiara di ciò che si sta cercando.

All’inaugurazione della boutique Dammann Frères erano presenti Stefano Guibertoni, amministratore delegato di Domori, società del gruppo Illy che distribuisce in Italia i tè della casa francese, Anna Maggia, esperta di tè e ambasciatrice del brand nel nostro Paese, e Didier Jumeau Lafond, presidente della Dammann Frères, con la giovane figlia Flora, sales manager della maison.

Alla fine della presentazione lo chef Stefano Chiodi Latini ha realizzato dei piatti davvero unici a base di tè: pacchero, pastificio Cocco, con Soleil Vert, ricotta di seiras con foglie aperte di triturate con aggiunta di caramello di pompelmo, sale e pepe; conchiglione Felicetti con tè Dune d’epieces, salsiccia di Bra e gel di tè; burnia di coniglio cotto a bassa temperatura con tè coquelicot Gourmand nero solidificato, il tutto affumicato sul momento al tè; cappasanta con tè blanc d’anjichine, estratto di carota trasformato in gel con foglia aperta di tè, sale Halem Moon e pompelmo; Comsuthè: interessante perché dal brodo di pollo ricaviamo il gusto che ben si sposa con l’infusione a caldo del con l’aggiunta di sale affumicato e di balsamico tradizionale.

La boutique Dammann Frères è l’ottava nel mondo (quarta di proprietà). Dopo le tre prestigiose location di Parigi (la prima in Place des Vosges è stata inaugurata nel settembre 2008), due punti in Giappone, uno in Austria e altri negli Emirati Arabi, ecco che il francese sbarca in Italia. All’interno troverete centinaia di tè (molti i tè di Natale) e da gennaio 2013 partirà un ricco programma di corsi sul tè, degustazioni guidate e tanto altro ancora per valorizzare e diffondere la cultura del tè. Ogni giorno sarà poi possibile assaggiare e provare il tè del giorno.

Di Dammann Frères avevamo già parlato tempo fa, ma vi ripeto qualcosa… la maison francese di tè è nata nel 1692 e da allora seleziona e produce tè di qualità. Negli anni ’50 fu la prima azienda a produrre aromatizzati con aromi naturali.
E per il futuro? “Stiamo pensando a un nuovo concept – rivela il presidente Didier Jumeau Lafond – qualcosa di diverso, di grandi dimensioni, che sia luogo di teatralizzazione del consumo e che possa sorprendere e attrarre le nuove generazioni”. Intanto, hanno da poco realizzato un nuovo formar in Svizzera: i matrimoni al tè, ovvero ogni piatto della festa nuziale e associato a un tè diverso, invece che a un vino, come avviene di solito. “Il matrimonio al tè è molto nobile, economico e chic”, aggiunge Didier Jumeau Lafond.

… ne vedremo delle belle! Intanto, se volete visitare la prima boutique Dammann Frères in Italia non vi resta che passare in piazza XXV aprile a Milano, a partire da sabato 2 dicembre ;-)

Buon a tutti!

I posti migliori al mondo per bere tè

Oggi stavo cercando qualche notizia “alimentare” per il sito per cui lavoro e ho trovato questo interessante articolo: Come il ha conquistato il mondo! Pubblicato sulla Cnn, il che mi rende molto felice :-) Ecco la traduzione:

L’ossessione umana per il è iniziata nel 2737 a.C. quando, secondo la leggenda, delle foglie di tè caddero dentro dentro una tazza di acqua calda dell’imperatore cinese Shen Nung. Da quell’evento fortuito, il tè prese nei millenni tante forme diverse. Ecco i posti migliori per berne una tazza.

1. Cina: è il maggior esportatore di tè al mondo. Il tè verde è la varietà più comune, i fiori di tè (un mix di tè verde e petali di fiori) la più bella, mentre l’oolong è quella più premiata. Il tè in Cina viene bevuto durante quasi tutti i pasti e le case del tè sono i loro luoghi d’incontro. Una delle più note è Huxinting Teahouse fondata nel 1784 a Shanghai. Huxinting Teahouse, 257 Yu Yuan Lu, Yu Gardens and Bazaar, Città vecchia, +86 (0)21 6355 8270

2. Sri Lanka: la capitale, Colombo, ospita la più grande asta settimanale al mondo di con circa 200 aziende partecipanti e tonnellate di tè verde. La nostra bevanda preferita è talmente importante in questo Paese che l’hotel Hilton di Colombo offre anche cocktail a base di tè Hilton Colombo, 2 Sir Chittampalam A Gardiner Mw, Colombo, Sri Lanka, +94 11 249 2492, http://www.hilton.com
Se invece volete mangiare qualcosa a base di tè, il posto che fa per voi è il Hunas Falls Resort a Elkaduwa (vicino Kandy) 21012, Sri Lanka; http://www.hunasfalls.com

3. Kenya: gli abitanti sono orgogliosi del loro tè nero di qualità. Cresce lungo l’equatore dove le piante ricevono 12 ore di sole al giorno per tutto l’anno. Solo le prime foglie e i germogli sono raccolti. L’asta di tè di Mombasa è la seconda più grande al mondo e da lì il tè raggiunge l’Egitto, l’Inghilterra, gli Usa, il Pakistan, l’Afghanistan, il Sudan e persino l’India e la Cina. Se vi recate in Kenya non perdetevi i tour guidati nelle piantagioni come la Kericho Tea Estate. Zuru Africa Safaris http://www.zuruafricasafaris.com

4. Giappone: è il Paese produttore del migliore tè matcha. A volte il tè è accompagnato da dolci e dai rituali della cerimonia tradizionale del tè, anche se in alcune case da tè non guardano l’etichetta e lasciano bere il tè in modo meno formale. Prendete un tè con un monaco al tempio buddista Chosho-ji del XIII secolo. Dista circa 10 minuti a piedi dalla stazione dei treni di Itako ed è possibile anche trascorre la notte lì. 12-17 Zaimokuza 2-chome, Kamakura, Kanagawa 248-0013

5. India: la bavanda tipica è il masala chai, che può esser fatto con varie ricette, ma gli ingredienti principali restano il latte speziato con cannella, cardamomo, zenzero e pepe. Il tutto viene bollito con acqua e infuso di tè nero. Il masala chai può essere bevuto ovunque ma è raccomandato fare un salto al Mumbai’s Tea Centre in Resham Bhavan, 78 Veer Nariman Road, Churchgate; Mumbai, +91 (0)22 2281 9142

6. Inghilterra: gli inglesi amano il tè. Preferiscono il tè nero servito nelle teiere e accompagnato da latte e zucchero o con una fettina di limone. Il tè è spesso seguito da mini pasti compresi di scones, creme e marmellata. Il 17 novembre 2011 (il secondo compleanno di Five O clock) The English Cream Tea Company ha ottenuto il Guinness dei primati per il più grande evento di English Cream Tea del mondo con 334 persone. Fingle Bridge Inn, Drewsteignton, Devon; +44 (0) 1647 281 287; http://www.finglebridgeinn.com

7. Russia: il è bevuto dai russi dalla metà del Seicento, quando i commercianti cinesi arrivarono dopo aver percorso 17mila chilometri. Da allora, in Russia si è sviluppato un proprio metodo di infusione usando delle speciali teiere di metallo detti samovar. I russi preferiscono il tè nero, a volte aromatizzato con la frutta o con le erbe. La Perlov Tea House a Mosca vende tè da oltre un secolo e si trova nella strada Myasnitskaya… devo andarci la prossima volta che vado a Mosca!

8. Tibet: bevono un tè non adatto agli intolleranti al lattosio. I tibetani infatti lasciano in infusione le foglie di per ore, poi le versano in un cilindro contenente sale e burro. Questo tè è detto po cha ed è perfetto per resistere al clima difficile del Tibet. Per provare al tè tibetano, se non volete farmi invitare a casa di qualcuno, provate il Pentoc Tibetan Guesthouse & Restaurant, East Zang Yi Yuan Road, Lhasa, Tibet

9. Australia: ultimo Paese citato dalla Cnn è l’Australia. La marca più famosa di tè è la Bushells. Viene servito con latte e zucchero in una mug, magari accompagnato da un paio di biscotti. La Bushells si può trovare in ogni supermercato o nella Top Tea House, 5 Hunter St., Sydney; http://www.toptea.com.au

10. Io metto l’Italia… quali sono i vostri posti preferiti per bere ?!

Tiramisù al tè verde matcha

Martedì sono stata al corso di cucina per imparare a realizzare tiramisù originali a base di tè al Chà Tea Atelier ed ecco la prima ricetta che abbiamo fatto: tiramisù al tè verde matcha, un dolce fresco, facile e veloce da fare, l’ideale per l’estate. In più, come ci ha ricordato Gabriella, è ricco di polifenoli quindi fa anche bene :-)

Tiramisù al tè verde matcha

tè verde matcha in polvere;

3 tazze di tè verde giapponese sencha kagoshima;

3 uova;

9 cucchiai rasi di zucchero;

250 g di mascarpone;

pavesini (perfetti per le porzioni monodose) o savoiardi (se volete preparare il tiramisù in una teglia)

Separate i rossi dai bianchi d’uovo.

Sbattete i rossi d’uovo con lo zucchero fino a che saranno bianchi e spumosi. Aggiungete il mascarpone.

Montate i bianchi a neve aggiungendo un pizzico di sale.

Preparate il tè verde sencha kagoshima (acqua 75° C, 3 g per 150 ml) lasciando in infusione quattro minuti (un po’ più del tempo previsto di solito) e fate raffreddare.

Inzuppate i pavesino nel tè sencha, uno per volta e disponeteli nella teglia o nel bicchierino monodose fino a formare uno strato regolare. Coprite con un abbondante strato di crema. Spolverate la superficie con il tè verde matcha in polvere.

Ripete l’operazione (pavesino, crema, tè verde matcha) per 3/4 volte.

Raffreddate in frigo per almeno due ore prima di servire. Meglio ancora se preparato in anticipo e lasciato in frigo mezza giornata o tutta la notte.

Al Chà Tea Atelier abbiamo preparato un’altra versione golosa di tiramisù al tè… continuate a seguire ogni domenica le ricette di Five O clock e saprete di cosa si tratta :-)

La lezione è stata piacevole anche perché, per ma prima volta, ho incontrato di persona una mia lettrice, Sara che ha scattato le foto bellissime che vi allego qui sotto. Sara ha un blog dedicato al Giappone, TokyoD60, e un altro dedicato alla ecosostenibilità, Eco&Trends… temi che si legato bene al mondo del :-)

 

Degustazioni: Genmaicha con cioccolato bianco alle noci e ricotta

La degustazione di questa settimana ha come protagonista il Genmaicha, un tè verde giapponese che probabilmente molti di voi già conoscono. Detto anche “tè popcorn” (il nome Genmaicha  significa “riso naturale”), è un blend composto da foglie di tè bancha e riso tostato e soffiato (vedete quei granelli marroncini nella foto?). A volte si può trovare con dei veri pop corn all’interno.

Il Genmaicha è un tè povero, nato per allungare il tè, molto costoso, con qualcosa di cui invece il popolo giapponese era “ricco”: il riso. Veniva anche usato dalle persone abbienti come strumento di purificazione.

Come sapete, non sono un amante dei tè verdi giapponesi ma questo ha gusto decisamente particolare: fresco, con sentori leggermente amari. Per questo ho trovato interessante l’abbinamento con il cioccolato bianco che, invece, è dolcissimo. Se lo trovate, vi consiglio un cioccolato bianco con pezzi di noce: la frutta secca esalta le note aromatiche del tè, mentre il latte e lo zucchero garantiscono un maggior equilibrio di sapori.

Le mie degustazioni abbinano sempre il tè a qualcosa di dolce, ma anche a qualcosa di salato. In questo caso, l’abbinamento più indicato è la ricotta di mucca, un prodotto delicato, fresco che rafforza i sentori erbacei del tè senza annullare il sapore armonico del formaggio.

Vi ricordo che il Genmaicha deve avere un’infusione a circa 75°C per 3/4 minuti.

Per chi volesse approfondire il discorso su questo tè giapponese, su internet si trovano alcune interessanti ricette. Vi segnalo:

Involtini al salmone e Genmaicha

Udon di riso al Genmaicha

Funghi ripieni al Genmaicha hanafubuki

Gelatina al Genmaicha con pezzi di pesca

 

Degustazione in collaborazione con l’Accademia Ferri di Castel Goffredo (Mn)

Cerimonia del tè alla Triennale di Milano

 

Vi riporto un comunicato che mi è arrivato ieri dalla Triennale di Milano. L’appuntamento è domani  alle 17 (naturalmente eheh):

Ultima delle performance organizzate nell’ambito della mostra Made in Japan (fino al 1 aprile 2012).

Il CHA-NO-YU arrivò in Giappone con i monaci buddisti zen, che tornavano in patria dopo aver compiuto i loro studi in Cina, intorno al XIII secolo. Durante la seconda metà del XVI secolo, il Maestro Sen no Rikyu (1522-91), codificò il rito nella sua forma attuale.

Il CHA-NO-YU consiste nell’offrire un pasto leggero, preparare il fuoco per far bollire l’acqua e offrire un tè denso, forte e cremoso bevuto da tutti gli ospiti in una stessa tazza. Successivamente, si prepara un tè non denso, ma schiumoso, offerto singolarmente a ciascun partecipante.

Rikyu si fonda su quattro principi:

  • Armonia: relazione che si crea tra il padrone di casa e l’invitato, tra le persone e il mondo e tra le persone gli utensili e la maniera in cui essi vengono usati.
  • Rispetto: rivolto a tutte le cose come gratitudine per la loro esistenza. Questo principio spinge a unascolto empatico delle persone e a una sensibilità per le cose che ci circondano.
  • Purezza: riferita sia all’ambiente e agli oggetti, sia all’interiorità.
  • Serenità: acquisita con la pratica dei precedenti tre principi nella vita quotidiana.

La cerimonia del tè può esser considerata una forma d’educazione volta a far emergere le possibilità e a sviluppare le potenzialità dell’individuo. A volte si scontra con l’orgoglio, l’apatia, i pregiudizi, l’insoddisfazione e anche la pigrizia, fisica e mentale. Questi stati d’animo traspaiono dalle azioni quotidiane. È un’esperienza, un venire a contatto col proprio sé, nel modo più immediato possibile. Il semplice gesto quotidiano acquista ogni volta un significato nuovo, una diversa intensità, nella consapevolezza delle nostre azioni, favorendo una serenità che aumenta in sintonia col mondo.

Acqua calda per il tè nel progetto di umanizzazione ospedale (PUO)


Il CHA-NO-YU introdotta nella relazione con i malati da S. Saito Watanabe e dell’Associazione Culturale URASENKE è un evento del Progetto di Umanizzazione dell’Ospedale, responsabile dott. S. Marsicano, prodotto da AMOlavitaONLUS, presidente sig. P. Fumagalli. Quest’ultima opera a favore dell’Oncologia Medica, Ospedale S. Carlo Borromeo di Milano, direttore dott. M. Moroni, con l’obiettivo di prendersi cura degli stati di spaesamento psichici, sociali, antropologici generati per la diagnosi e durante la cura medica dei tumori.

Il Sistema Sanitario Nazionale cura i malati incurabili fin a 100 anni fa, mentre oggi il 50% guarisce. Il miglioramento della prognosi trasforma tuttavia in cronicità la guarigione del tumore, che va monitorata per prevenire e curare. Diagnosi e cura clinica scombinano le abitudini di malati, di cui il 60% è oltre i 65 anni (25% della popolazione sana) ed è più fragile, con meno risorse e trova più difficile sopportare con speranza la malattia. Il 40% dei malati è invece in età lavorativa. La malattia menoma le possibilità d’azioni lavorative e sostegno per sé e la famiglia e frena le abitudini della vita quotidiana dei malati, che regrediscono a stati di maggior dipendenza, con molta ansia.

Il PUO si prende cura delle esigenze psico-socio-antropologiche dei malati, dei loro familiari e del personale sanitario, secondo tre direttrici:

  • Ambiente: armonizza la presenza umana in ospedale con elementi comuni (alimentazione -tempo/spazio-; veglia/sonno -tempo/spazio giorno-notte-; affettività: tempo/spazio gioco, spettacolo, attività, spiritualità).
  • Formazione: iniziative per aggiornare il personale su aspetti psicosociali, comunicazione, differenze culturali.
  • Organizzazione del lavoro: iniziative per migliorare il benessere di pazienti, loro familiari e personale sanitario, proponendo soluzioni o eventi che migliorino la qualità della vita delle persone coinvolte nel corso della cura clinica. 

LA CHA-NO-YU NEL PUO è stata inserita all’inizio del 2011. Gli obiettivi che il PUO si propone di realizzare sono:

  • Contenitore ambientale d’ansia dei pazienti: realizzato con strumenti sociali abitudinari come l’alimentazione, nel rispetto dei tempi rituali della società.
  • Arte per liberare dalla cupezza del reale: rappresentazione di un rito, con trasformazione dell’affettività dei pazienti dalla cupezza alla serenità.
  • Organizzazione del lavoro: ibridazione del rito su uno esistente, cambiando la bevanda della cerimonia da tè a camomilla, somministrata ai pazienti dopo-cena e prima d’addormentarsi.

Formazione: somministrazione ostensiva (non prescrittiva come in corsi d’aggiornamento) dell’utilità benefica delle forme e delle espressioni dell’alterità, nel prendersi cura dello spaesamento che la malattia produce nei pazienti e nei loro familiari.

Roma, riprendono le degustazioni di pregiati tè

Anno nuovo, degustazioni nuove. Al Tè e Teiere di Roma ripartono il 17 febbraio le degustazioni di preziosi provenienti da Cina, Taiwan, Giappone, India e Nepal secondo i riti di infusione del Gong Fu Cha e del Sencha Do. A ogni incontro (durata: 2 ore per almeno 4 iscritti), oltre ad assaggiare le pregiate bevande, si parlerà di classificazione e preparazione del tè. Riassumiamo gli appuntamenti e i loro protagonisti:

Venerdì 17 febbraioLa Cina
Tè bianco – Bai Mu Dan – Fujian – Jianyang
Tè verde – Xin Yang Lan Hua Jian – Henan
Tè wulong – Tié Guan Yin – Fujian – Anxi
Tè wulong – Mei Zhan – Fujian – Wuyi
Tè nero – Yi Hong Mao Feng – Hubei
Tè pu er Sheng 2009 – Yunnan – Lin Cang
Tè pu er Shu 1998 – Yunnan – Mangshai

Venerdì 24 febbraioIl tè verde giapponese
Houjicha – raccolta primaverile – Kagoshima
Sencha – raccolta di luglio – Kagoshima
Tamaryokucha – raccolta primaverile – Kyushi
Kokeicha - raccolta di luglio – Shizuoka
Kabuse Matcha Genmaicha – raccolta di giugno – Kagoshima
Kabuse Gyokuro Tenko – prima raccolta di aprile – Kagoshima
Buddha Amacha Ortensia

Venerdì 2 marzoLa Cina e Taiwan, i grandi classici
Tè bianco – Bai Hao Yin Zhen – Cina Fujian – Fuding
Tè verde – Long Jing – Cina Zhejiang – Xiaoshan
Tè wulong – Ha Li Shan – Taiwan Zhong Shu
Tè wulong – Bai Hao – Taiwan Hsinchu
Tè pu er Sheng 1997 – Cina Yunnan Menghai
Tè pu er Shu 1996 – Cina Yunnan Menghai

Venerdì 9 marzoTè verde, Cina VS Giappone (molto interessante, secondo me!)
Dao Ren Mao Feng – Zhejiang Yiwu
Xin Xian Yu Lu – Zhejiang
Lu Shan Yun Wu – Jiangxi
Sencha – raccolta di luglio – Kagoshima
Kabuse Matcha Genmaicha – raccolta di giugno – Kagoshima
Kabuse Gyokuro Tenko – prima raccolta di aprile – Kagoshima

Venerdì 16 marzoI tè neri di Cina, India, Nepal
Gui Hong – Cina Guangdong
Keenum Mao Feng – Cina Anhui
Jing Ya Hong Cha – Cina Yunnan
Mangalam – India Assam
Darjeeling first flush 2011 – India
Makalu second flush 2011 – Nepal

Bere un tè a… Berlino

Come preannunciato, ecco il mio reportage su Berlino, città, secondo me, fantastica! Devo dire che la cultura del tè della capitale tedesca mi ha stupito per la sua passione per l’Earl Grey, per l’attenzione verso i bambini e per l’associazione frequente tra la nostra bevanda preferita ed eventi culturali. Vediamo insieme dove poter assaporare tutta questa ricchezza…

Il mio percorso inizia dalla via dello shopping, Kurfürstendamm, dove, al numero 66, troviamo il King’s Teagarden, un luogo dove comprare tè ma anche dove gustarlo in seminari e corsi di degustazione. Qui abbiamo vari prodotti: il Pai Mu Tan, il Jade Dong Ding, il Berlin (un ceylon aromatizzato all’albicocca, mango, kiwi, maracuja e fiori di rosa) e, perché no, il Roma, un celyon aromatizzato al limone, cioccolato e rhum.

Proseguendo su questo bel viale alberato si arriva al numero 217 dove c’è il TeeGeschwendner, un piccolo locale su due piani. A piano terra diacquista tè (vari tipi di Earl Grey, tè verdi, rooibos, infusi, miscele ayurvediche), al piano superiore si beve tè accompagnato da sushi. Cosa particolare, sia del King’s Teagarden che del TeeGeschwendner, è il fatto che ci sono tisane e tè apposta per i bambini. In Italia non avevo mai visto niente di simile, e voi?

Non tanto distante, all’interno di uno dei parchi più grandi d’Europa, il Tiergarten, si trova la Teehaus Berlin, dove si può mangiare (la specialità sono i piatti a base di pane), ascoltare concerti di musica e letture oppure visitare gallerie d’arte. Un posto d’altri tempi.

Se usciti dal grande polmone verde di Berlino dirigendovi verso sud, arriverete in uno dei punti “must” della città: Postdamer Platz. La zona è stata completamente distrutta dopo la guerra e oggi è sede di moderni palazzi. Questo è uno dei posti di Berlino che preferisco, soprattutto la sera. Qui potete bere un tè molto molto chic al Tea Lounge del Ritz Carlton. Il Christmas Afternoon Tea Buffet costa 42 euro a persona e potete scegliere tra una quarantina di tè diversi, assaggiare biscotti e scones e ascoltare un pianista che suona.

Vicino a Postdamer Platz c’è la famosa Porta di Brandeburgo e un’altro viale verde ed elegante, Unter den Linden. In fondo alla strada, poco prima di incontrare il fiume della capitale, lo Spree, sulla sinistra rimane am Festungsgraben dove al numero 1 abbiamo la Tadschikische Teestube, una sala da tè tagika (ricordiamo che fino al 1989 questa zona era sotto il dominio dell’Urss). Ci si siede su cuscini, a tavolini bassi, e si sceglie tra svariati tè serviti nel tradizionale samovar.

Se da Postdamer Platz, scendete un centinaio di metri più a sud passando in Stresemannstraße, trovate sulla sinistra Niederkirchnerstraße, dove, al numero 15, c’è Tschaikowsky, un altro interessante luogo dove assaporare il tè ma anche la cultura. Il negozio ospita mostre di fotografia e arte contemporanea, concerti e presentazioni di libri. In più tanto tè, tra cui An Ji Bai Cha, Long Jing First Grade, Gyokuro Superior, Jasminpearl, Ali Shan, Singbulli, Tie Guan Yin Wang, Golden Pu er e vari tipi di tè nero, Earl Grey (deve piacere molto in Germania per avere tanta varietà!) e infusi.

Proseguendo in direzione nord incontriamo la Berlin Teasalon (Invalidenstr. 160) con i suoi prodotti indiani, cinese, giapponese, thailandesi, nepalesi e di Ceylon. Questa è anche la sede del Berliner Teeclub.
Da qui, procedendo verso sud-ovest, superato il quartiere artistico di Oranienburger Straße, si arriva a Rosenthaler Straße 13, ovvero il ChénChè Teehaus dedicato alla cultura del tè vietnamita. Qui potete trovare ginger tea e butterfly-blueflowers tea, per esempio, e berli secondo il rito vietnamita. Ogni giorno, dalle 15 alle 18, c’è il Tea Party in cui, al costo di 9,40 euro, si può avere tè accompagnato da dolci fatti in casa, le cui ricette provengono, neanche a dirlo, dal Vietnam.

Questi sono i teashop e le tearoom più centrali. Se avete tempo di girare e spostarvi un po’, vi segnalo anche Tearoom Berlin in Marienburger Straße 49 (U2, Senefelderplatz), Tee Tea Thè in Goltzstraße 2 (U7 Eisenacher Straße) e il vicino Chinesisches Teehaus in Eisenacher Straße 99 ((U7 Eisenacher Straße).

Un tè con… Monica Meschini

Tempo fa ho avuto modo di chattare con Monica Meschini, esperta di cioccolato e… di tè. Avevamo parlato di lei per Cioccola-Tò quando era stato presentato una creazione sua e di Enric Rovira. Si trattava di un cioccolatino con il tè ma il progetto completo è molto più ampio di quello visto a Torino. “Si chiama Cioccolatè – mi ha spiegato Monica – è una confezione a forma di T (come tè) con dentro 5 tipi di bombolas cioè elementi gastronomici ricoperti di cioccolato”. Uhm, interessante e invitante ma vediamo meglio questa bella idea…

“Ogni scatola di bombolas sarà dedicata a una ritualità del tè – continua l’esperta – precisamente Inghilterra, Russia, Marocco, Cina e Giappone. Dentro ogni cubotto ci saranno elementi che includeranno i vari rituali per esempio quello marocchino avrà pinoli, menta nana marocchina, cioccolato bianco e rosa bulgata, mentre quello giapponese, un chiccho di mais salato con una copertura di cioccolato e tè genmaicha (tè verde con riso tostato, nrd.)”. Ogni rituale sarà spiegato con un depliant illustrato contenuto dentro la confezione. I prodotti Ciccolatè si potranno trovare in alcuni negozi specializzati e sul sito del cioccolatiere co-autore del progetto, Enric Rovira.

Ma non solo. Sulla pagina web di Rovira e sulla quella di Monica verranno poi pubblicati degli spot girati nei vari Paesi rappresentati nei cioccolatini. Ad Aprile, sono partiti per Marrakech, Marocco, per registrare il primo video.

Ma come è nato tutto? “Eravamo su un bus da Bogotà per le piantagioni in Colombia… pioggia, fango e brutto tempo insieme a un gruppo per un progetto che si chiamava Chocoandino. Io ed Enric ci conosciamo da 17 anni e tra noi c’è sempre stato molto feeling lavorativo. Lui ogni anno lancia un prodotto con una tematica e un concetto alla base e gli ho chiesto perchè non aveva mai pensato a una cosa molto elitaria e raffinata ma altrettanto intrigante come un prodotto al… Lui mi ha detto: “Perchè aspettavo un’esperta come te!” E sempre sul bus in due ore abbiamo realizzato il prodotto sul suo iphone. Quando siamo tornati abbiamo fatto le prove e devo dire non abbiamo avuto bisogno di correzioni”.

A questo punto, una domanda mi è sorta spontanea: ma Monica, ti piace il tè? “Direi proprio di sì. Sono stata presidente per diversi anni di un’associazione che si chiamava Italian Tea Club e mi occupo di training alle caffetterie degli hotel, aperture di locali, ecc… Nel lontano 1999 ho organizzato il primo Master per degustatori durante la prima edizione di Breakfest a Perugia. Adesso collaboro spesso con Gilles Brochard (nella foto con Monica, autore di Il cofanetto del tè), altro mio caro amico con cui faccio belle cose, e in passato ho lavorato con Jane Pettigrew a Londra”. E precisa: “Del resto tè e cioccolato sono un ottimo abbinamento”.

I suoi preferiti sono i fermentati ma in particolare Darjeeling e Assam. Naturalmente Monica, come i veri teisti, non beve caffè e spiega così le differenze tra le due bevande: “Il tè è prendersi del tempo, è una bella vasca calda dopo una giornata intensa. Il caffè è una doccia, lo si beve senza neppure chiedersi che nome e che cognome ha o da dove viene. Il tè è slow, il caffè, purtroppo per lui e per gli italiani, è fast too fast”. E la velocità, o presunta tale, del caffè è quello che fa rimanere i consumi in Italia della nostra bevanda preferita bassissimi. “Le persone vivono il tè come una moda – racconta Monica – ma continuano a bere il caffè perché dicono di non avere tempo… dicono… ma come preparano la caffettiera sul gas la sera prima potrebbero prepararsi una bustina crystal di tè per il giorno o comunque tenere già tutto quel che serve vicino a un bollitore”. Verissimo, basta veramente poco…

Monica Meschini ed Enric Rovira

La nostra chiaccherata finisce parlando di tea room. La nostra esperta ne aveva aperta una nel 1995 ed era una cosa del tutto particolare. “Era un percorso intorno al tè – spiega – un percorso museale e ludico al tempo stesso, tra storia, scienza, curiosità e buon cibo dei paesi di origine ed elaborazione gastronomiche al tè. In una tea room non solo ci deve essere una splendida e accurata selezione ma chi ci lavora deve essere informato e ad assoluta disposizione del cliente per un servizio taylordmade“.

Aspettando di vedere gli spot di Monica ed Eric e di assaggiare le loro creazioni, io mi faccio una bella tazza di tè… e voi? Di che gusto siete oggi? Io punto a un tè verde aromatizzato alla menta per rimanere in tema :-)

 

Le cerimonie del tè tra Milano e Chiaravalle

Oggi vi parlo di due iniziative carine per ricordare il Giappone devastato dal terremoto e poi dallo tsunami.

La prima si tiene a Chiaravalle (An). Si tratta dell’Hanadate, una cerimonia del tè di primavera particolare perché si ispira allo sbocciare dei fiori. La organizza Cose di Tè di Jesi all’interno della manifestazione Love for Japan. Utili per il Giappone dal 16 al 19 giugno nella suggestiva cornice dell’Abbazia Santa Maria di Castagnola a Chiaravalle (An). Protagonisti dell’evento benefico tanti aspetti della cultura giapponese, compresi film, fumetti e arti marziali.
L’Hanadate sarà il 18 giugno alle 19. Costo: 10 euro. Per Info e Prenotazioni: 335 7744001 info@cosedite.it Attenzione: i posti sono limitati!

La seconda iniziativa sarà invece a Milano il 21 giugno alle 18,30 al Cha Tea Atelier dove si farà il Chado, la tradizionale cerimonia di degustazione del tè. Parteciperanno all’evento delle esperte del settore: Elisa Bertozzi, la monaca Zen Rosella Myoren Giommetti e Marosa Myoko Agnoli, vice abate del tempio di Fudenji, vicino a Salsomaggiore Terme (Pr) dove si pratica e si insegna la cerimonia del tè.
Anche in questo caso i posti sono limitati. Prenotatevi entro il 14 giugno chiamando lo 02 89415371

Attenzione al tè giapponese

Il Wall Street Journal ci dà le ultime novità sulla situazione delle piantagioni di tè in Giappone. Purtroppo le news non sono rassicuranti.

Secondo il giornale, sono state infatti rilevate quantità di materiale radioattivo nelle foglie delle piante di molto superiori alla norma nella prefettura di Kanagawa, a sud di Tokyo. Questo sarebbe il secondo caso di contaminazione nel settore agricolo al di fuori della zona attorno a Fukushima. Il primo, secondo quanto detto dal ministro della Salute è stato registrato il 12 aprile in una coltivazione di spinaci a Ibaraki, poco più di 200 km dalle centrali.

Le autorità di Kanagawa hanno spiegato che le foglie di sono state raccolte il 9 maggio a Minamiashigara, una città a ovest della Prefettura. I test sono stati ripetuti due volte e hanno dato un risultato inaccettabile in termini di radioattività. Per questo sono state sospese le spedizioni delle foglie da tutti i porti di Kanagawa. L’articolo dice che il raccolto era appena terminato e che la merce non era ancora partita comunque, secondo me, è meglio stare attenti, soprattutto se non si è sicuri della provenienza del tè.


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