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Il panettone riciclato di Andrea Berton

Cari lettori,
oggi avete per caso visto la rubrica Gusto al tg5 delle 13? Lo chef del Trussardi, Andrea Berton, ha mostrato la ricetta di un risotto al panettone con una spolverata di tè nero affumicato!
Come ogni grande dell’alta cucina non ha detto le dosi, ha fatto vedere solo velocemente la procedura di realizzazione quindi spazio alla fantasia ;-)

Qui potete vedere il video della ricetta.

Mentre per conoscere meglio lo chef Andrea Berton, leggete qui.

Buon pomeriggio a tutti!

Tè e… cioccolato

In questo lungo ponte a casa, ho scoperto un libro di mia madre sulla degustazione del cioccolato (Gli aromi del cioccolato di Stéphan Lagorce, Edizioni Whitestar). Mi sono messa a sfogliarlo mentre bevevo un’abbondante tazza di tè verde alla vaniglia e ho trovato un capitolo dedicato a noi.

L’autore dice che il «permette di dare al cioccolato sapori sorprendenti e raffinati». Secondo lui «le combinazioni possibili sono numerose» e si può solo «suggerire qualche idea a partire dalla quale ciascuno può fare le proprie sperimentazioni».

Ecco i suoi consigli:

  • Tè verdi: «Il loro leggero amaro e le note floreali si associano piuttosto bene con un cioccolato bianco ci buona qualità, abbastanza dolce e zuccherato»
  • Tè gialli: «Abbastanza rari ma molto apprezzati dai conoscitori, i tè gialli, poco infusi, sottolineano bene le note tostate di un cru dei Caraibi»
  • Tè bianchi: «Leggeri e quasi diafiani, essi addolciscono piacevolmente la potenza dei cioccolati neri a forte percentuale di cacao (70% e oltre) se non sono serviti troppo caldi»
  • Tè rosso: «Le loro note legnose e fermentate e anche la loro soavità sono molto interessanti con cioccolatini ripieni fondenti alla ganache»

Io, sinceramente, non sono pienamente d’accordo. Ammetto di non essere un’esperta di cioccolato e di avere ancora tantissime cose da imparare sul tè ma, per mio gusto personale, preferisco altri abbinamenti.

Prima di tutto il tè verde. Secondo me la sua morte è il cioccolato fondente, soprattutto se si trattano di foglie cinesi. In più, credo che tè bianchi e tè gialli, associati alle note forti di cioccolati con percentuale di cacao al 70% e oltre, si spengano… sono troppo delicati!

Per il tè rosso posso anche concordare: è una bevanda da sapore inteso e chi lo ammazza? ;-)

Voi cosa ne pensate? Con cosa abbinereste i vostri tè?

 

Primo ricordo da Londra: un tè Twinings per William e Kate

Ecco qua le prime notizie dal mio viaggio a Londra. Anche se sono passati alcuni mesi dal matrimonio reale, William e Kate continuano a essere onnipresenti in cartoline, tazze, cuscini, piattini, e… nel tè. Non lo sapevo ma la Twinings ha dedicato un blend ad hoc per l’evento dell’anno. Si tratta di tè bianco aromatizzato al bergamotto e ai petali di rosa. Un gusto decisamente regale anche se con qualche riserva…

Le indicazioni dicevano di tenere in infusione non più di un minuto altrimenti le foglie di tè bianco danno un sapore amarognolo. Così ho fatto e secondo me è forse per questo che si sentivano soprattutto i toni decisi e agrumati del bergamotto solo lontanamente smorzati dalla rosa. Secondo il mio cane da tartufi invece era il contrario… mah! Comunque io avrei messo qualche petalo in più. Così è buono, fresco, l’ideale anche per l’estate ma per il matrimonio reale ci voleva qualcosa di più delicato e raffinato.

Se volete provarlo ma non riuscite a passare a Londra, niente paura! Sul sito della Twinings Uk si può comprare. Poi voglio sapere anche le vostre considerazioni :-)

Ps. Per chi pensa di andare a Londra, il negozio della Twinings è al 216 di Strand Street, davanti alla corte di giustizia. Fermata: Temple

Giappone. Una (ex)fonte inestimabile di tè verdi

Inizialmente (VII – VIII secolo) in Giappone il tè si beveva solo per scopi terapeutici. Era usato come antinfiammatorio del cavo orale, stimolante e diuretico. Tutto cambiò quando i samurai e gli uomini d’affari iniziarono a incontrarsi per discutere di politica e affari degustando la nostra bevanda preferita. Il tè si diffuse, invece, tra la popolazione grazie ai monaci buddisti che lo consigliavano, assieme a certi comportamenti, come metodo per elevarsi spiritualmente.

Come dicevamo la settimana scorsa, il principale centro di lavorazione si trova a Shizuoka, tra Tokyo e Osaka. In Giappone vengono prodotti solo tè verdi tra cui, i più importanti, sono:

Gyokuro è una preziosa e raffinata varietà di Sencha. Ciò che lo distingue è il fatto che le piante vengono coperte dal sole gli ultimi 20 giorni prima della raccolta. Questo provoca un aumento della teina e una diminuzione delle catechine e quindi un gusto dolce. Il nome Gyokuro significa “goccia di rugiada” per il colore brillante dell’infuso ed è stato dato dalla Yamamotoyama Tea Company che ha scoperto questo tè nel 1835. Si usa una temperatura tra i 50° e i 60° C e circa un cucchiaino e mezzo di foglie per tazza. Il più del 40% della produzione si trova a Yame, nella prefettura di Fukuoka, sull’isola di Kyushu. Spesso il Gyokuro è il protagonista della cerimonia giapponese del tè.

Sencha è uno dei tè giapponesi più diffusi e noti. Rappresenta circa l’80% della produzione giapponese. Il suo nome significa “tè decotto” perché l’infuso viene ricavato dalle foglie secche, a differenza del Matcha, di cui parleremo dopo. Si usa una temperatura di infusione di 65°-80° C.  Il sapore dipende dalle stagioni e dal luogo in cui le foglie vengono coltivate. Il primo raccolto dell’anno (tra inizio aprile e fine maggio a seconda delle zone) è il migliore al palato e si chiama Shincha. In Giappone, il Sencha, è di solito bevuto bollente in inverno e gelato in estate. Niente mezze misure.

Bancha è il nome del sencha del secondo raccolto, quello tra l’estate e l’autunno, e quindi di una qualità inferiore (ricordate la distinzione che avevo scritto l’anno scorso sul tema? Altrimenti leggete qui). Ha un colore paglierino e un sapore erbaceo. Spesso è usato come bevanda nelle diete macrobiotiche. Per altro, vi rimando all’articolo specifico che ho scritto l’anno scorso per Vita Digitale in cambio di un’intervista ;-)

Tencha è un tè speciale, non molto diffuso neanche in Giappone. E’ la base per il Matcha. Il colore è verde scuro e il sapore è dolce e delicato. Il Tencha viene prodotto solo a Uji, nella prefettura di Kyoto. Come lo Gyokuro, le temperature di infusione sono basse, sotto i 60° C. Questo perché entrambi vengono coltivati allo stesso modo ma le foglie de Tencha vengono asciugate stese e poi sbriciolate. Per il Gyokuro, le foglie vengono arrotolate e sono dopo essiccate.

Matcha è il principale tè usato nelle ricetta, come il gelato. Non si presenta in foglie ma in polvere, questo dalla dinastia Tang (618-907) quando il tè veniva polverizzato, decotto in acqua calda e salato (non sto scherzando!). Sotto la dinastia Song (960-1279) questa bevanda divenne popolare. Con il buddismo, la preparazione e l’assunzione del Matcha sono state inserite nel rituale Zen. Questo è solo un accenno. Ne parleremo più approfonditamente un’altra volta.

Hojicha è unico perché viene abbrustolito in vasi di porcellana ad alte temperature che distruggono le catechine e diminuiscono la quantità di teina. Le foglie sono quindi rossicce. Il processo è stato creato a Tokyo nel 1920. Si usano le foglie del secondo raccolto (Bancha) ma a volte anche varietà di Sencha. Viene usato di solito a cena o prima di andare a dormire per il basso contenuto di teina.

Per la situazione radiazioni, ancora la storia non è chiara. Però, se anche l’acqua corrente di Tokyo è contaminata… sinceramente ho molti dubbi sul raccolto di quest’anno. Cercherò in ogni caso notizie certe.

Se qualcuno di voi ha informazioni dirette dal Giappone, ci faccia sapere!

(960-1279)

Teavana from Las Vegas

La mia cara sorellina mi ha portato un tè, pensate, da Las Vegas :-)

Non ha capito cosa c’era dentro ma l’ha annusato, le è piaciuto e me l’ha comprato e devo dire anche il sapore è buono. Si chiama Peachberry Jasmine Sutra ed è un tè verde con aggiunta di rooibos aromatizzato alla pesca, alla fragola e ai fiori di gelsomino.

Si al gusto che al olfatto, è forte il sentore della pesca, dolce, fruttato, caldo come la stagione in cui si mangiano questi frutti. E poi con il tè verde e il rooibos fanno bene :-)

Secondo me è un tè adatto soprattutto al pomeriggio, da bere con le amiche chiacchierando del più o del meno.

La Teavana è un’azienda nata ad Atlanta, Georgia (Usa) e oggi è presente in più di 135 città tra gli Stati Uniti e il Messico. Per noi europei c’è sempre la vendita online anche se perdi il gusto di odorare i tè e di vederne le foglie ;)

Zuppetta di camomilla

Ho scoperto che a Milano c’è un locale che ha creato la zuppetta di camomilla. Si chiama Piazza Repubblica e il gestore, Matteo Bernasconi, mi ha detto che tutto è nato “dall’idea di abbinare il tartufo bianco d’Alba, vero “must” del nostro ristorante”. Si tratta di “un dolce alla crema, non troppo invadente al gusto, facile al palato e soprattutto originale”. E su quest’ultimo punto, penso che nessuno di noi abbia dubbi ;-)

La camomilla viene lasciata in infusione in latte fresco a 80°C per 12 ore.

Intanto verrà preparata la classica crema inglese. Quando sarà tutto pronto, la zuppetta verrà disposta a specchio in una fondina piccola con una pallina di gelato fior di panna al centro. Il tocco originale è la grattata di tartufo bianco sopra. Il ristorante consiglia di cospargere il piatto con dei petali di fiori edibili.
Ecco il video girato dal Cnr in onore di questo piatto:

Gelato al Rooibos

Non se ve l’ho mai detto ma la mia seconda passione culinaria, dopo il tè, è il gelato. Possono essere anche 10° sotto zero o le 3 di notte, ma non posso rinunciare a questo piacere. Ed è sempre stato così fin da piccolissima quando mangiavo solo carote, patate, piadina e… gelato :-)

A Cefalù, nelle ultime settimane di settembre, c’è una manifestazione interamente dedicata a questo dolce fresco. Si chiama Sherbeth Festival. Non sono mai riuscita ad andare ma ve ne parlo perché quest’anno ho saputo che ha fatto un gusto davvero unico: il gelato al rooibos. Di questo infuso africano ne avevamo parlato in tempo di mondiali. Il gusto è un sorbetto, in realtà, perchè non contiene latte (buona notizia per gli intolleranti al lattosio): è fatto solo con saccarosio, destrosio, acqua, rooibos, cardamomo, zenzero e farina di semi di carruba. L’abbinamento consigliato per questo gusto speciale è lo joghurt o la vaniglia.

A portare allo Sherbeth Festival questa ricetta è stata la Ice Dream di Hout Bay, Sud Africa. L’azienda, nata nello Stato africano nel 1993, è merito della passione dello zio dell’attuale gestore, Luigino Marinello, della madre Liana Lazzarotto e del loro amico Loris Molin Pradel, gelatiere di Bolzano.

Gelato al tè

Primo giorno di agosto + domenica = ricetta super estiva :-)

Gelato al tè

2 cucchiai di tè in foglie (gusto a piacere);

1/2 l di latte;

1/2 stecca di vaniglia;

4 tuorli d’uovo;

150 g di zucchero

Fate bollire il latte con la stecca di vaniglia. Lasciate in infusione 10 minuti e passate al colino.

Sbattete i tuorli con lo zucchero fino a ottenere una crema liscia. Preparate il tè e aggiungetelo al composto insieme al latte. Versate il tutto in un pentolino e mettete sul fuoco a bagnomaria.

Fate addensare la crema a fiamma bassa, mescolando delicatamente. Se iniziate a girare con fatica, vuol dire che avete quasi finito di cucina il vostro gelato fatto in casa :-)

Versate il composto in un recipiente o in delle coppette e mettete in frigo a solidificare.

Secondo me, potete decorare o dargli un tono di sapore in più, con una spruzzata di sciroppo al cioccolato ;-)

Earl Grey

Il più conosciuto fra i tè aromatizzati è l’Earl Grey che, tra l’altro, è uno dei miei preferiti. Anche il capitano Picard lo beveva in Star Trek ;-)

È una miscela di tè neri aromatizzata con olio essenziale di bergamotto che deve il suo nome a Sir Charles Grey, primo ministro inglese dal 1830 al 1834. Fu lui a berlo per primo in Europa. Secondo una leggenda, il politico avrebbe salvato la vita a un mandarino durante un suo viaggio in Cina. Il funzionario cinese, in segno di riconoscenza, avrebbe così svelata la ricetta di questo tè al bergamotto a Sir Grey che poi l’avrebbe portata in patria.

Dalla moglie del ministro inglese, prende il nome la bevanda commercializzata dalla Twinings con il nome di Lady Grey. Anche qui abbiamo una miscela di foglie nere profumate al bergamotto a cui si uniscono La scorza di limone e di arancia amara. Buono ma, secondo me, ha un sapore meno intenso e fresco.

Oggi, esistono varianti diverse di Earl Grey. Da poco, per esempio, ho sentito uno della Revolution a cui sono stati aggiunti fiori di lavanda: un gusto ancora più fresco e profumato. Le foglie usate in questo caso sono un mix di Ceylon, Darjeeling e Oolong di Formosa. Il profumo è inebriante e fa pensare a campi lilla mossi leggermente da vento in una soleggiata giornata di primavera (forse un po’ troppo poetica?).

Avete mai provato un Earl Grey speciale?

Dolce dormire: un sogno possibile

Vi è mai capitato di andare a letto stanchi morti, chiudere gli occhi e non riuscire ad addormentarsi?

Vi è mai capitato di girarvi per ore e ore tra le coperte senza (ri)prendere sonno?

Purtroppo capita… magari siamo preoccupati per qualcosa e dormire sembra un’impresa impossibile. In questo la natura non ci salva ma di certo ci aiuta. La stessa cosa possono fare alcune tisane. Abbiamo visto la camomilla e la valeriana, ora vediamo che cosa ci offre questo mondo, anche per cambiare sapore della bevanda benefica di tanto in tanto ;-)

Iniziamo con Tranquillity della Dr. Stuarts… un nome, un programma! Un mix di lime, finocchio, biancospino e scutellaria dal gusto piacevole, leggermente dolce, adatto a tutti i gusti. La scutellaria è un’erba officinale dalla proprietà calmanti e sedative così come il biancospino.

MelatoninaSIRC Relax è un prodotto nuovo, solubile, in due varianti: gusto classico o mandarino e pesca. La melatonina è un ormone prodotto naturalmente da una ghiandola che si trova sotto il nostro cervello. La sua funzione è proprio quella di regolare il ritmo di veglia-sonno. Ha inoltre proprietà antiossidanti e anti-invecchiamento. La tisana è arrichita di Lavandula Officinalis, vitamina B6, triptofano e zinco.

1001 Notte della Pompadour ha un profumo intenso di spezie e agrumi. Un profumo che ricorda luoghi esotici e magari riesce a trasportare i nostri pensieri verso luoghi più felici. L’aggiunta della vaniglia e della liquirizia danno un sapore dolce e particolare all’infuso. Poco adatto d’estate, secondo me, ma perfetto ancora in questa stagione.

Un’altra proposta è Relax e Riposo di Equilibra. Anche qui sono state selezionate erbe note per le loro caratteristiche rilassanti: tiglio, biancospino, valeriana e passiflora. Per rendere il sapore più piacevole, è stata aggiunta la buccia di arancio dolce. Io consiglio anche un cucchiaino di miele.

Concludiamo con Buon Sonno della linea di tisane istantanee Matt&Diet. Tre semplici ingredienti: camomilla, biancospino e melissa per ridurre gli effetti dello stress e formire tranquilli. Come tutti i prodotti della gamma, sono infusi solubili, dolci anche senza zucchero aggiunto grazie all’effetto naturale della fibra inulina.

Bè, a questo punto… buonanotte a tutti ;-)


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