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Typhoo Tea

La mia portinaia è inglese (non poteva essere altrimenti eheh). Qualche giorno fa, parlando di tè, mi ha detto: “Conosci il Typhoo? Ne vuoi un po’?”. Io, bluffando spudoratamente, ho risposto che lo conoscevo che se ne aveva in più ne prendevo volentieri. Me ne ha dato una confezione intera da almeno 100 bustine O_O

Naturalmente, appena entrata in casa, ho scaldato l’acqua e l’ho subito assaggiato… buono! E’ un sapore forte ma con una leggera nota finale che ricorda l’arancia. Io, come mi ha raccomandato la portinaia, l’ho tenuto in infusione solo un minuto, ma già così aveva un sapore molto deciso.

Ho fatto alcune ricerche e ho scoperto che il Typhoo è una marca di tè inglese molto famosa, lanciata a inizio Novecento a Birminghan da John Sumner Junior che creò questa miscela da poter vendere nel suo negozio. Il nome significa “dottore” in cinese. La base è tè indiano.

In Italia non viene purtroppo distribuito… se volete sentirlo avete due possibilità: 1) venire a berne una tazza a casa mia, 2) fare un giro in Inghilterra… la seconda possibilità mi sembra molto più interessante ;-)

Earl Grey Twinings: nessun cambio di sapore per l’Italia

Nuova bustina di Earl Grey

La settimana scorsa, la mia amica Marina mi aveva fatto notare che l’inviato di Repubblica a Londra aveva scritto un articolo sul fatto che la Twinings avesse cambiato la sua ricetta per l’Earl Grey. Marina voleva delle rassicurazioni e forse anche molti di voi, cari lettori, ora si chiedono che cosa ne sarà del loro tè preferito.

Ebbene ho parlato con l’ufficio stampa italiano della compagnia inglese e mi hanno risposto: “La miscela dell’Earl Grey commercializzata attualmente in Italia non ha subito alcuna modifica. Gusto, aroma e sapore sono rimasti del tutto invariati”. Il cambiamento riguarda solo il mercato inglese e nascerebbe “in accordo con alcune ricerche effettuate sui consumatori di questo settore”.

Andrew Brown, sul suo blog nel sito online del Telegraph, dice che nella nuova ricetta c’è stata una aggiunta di bergamotto e di limone per aumentare il sapore agrumato. A me sinceramente non credo mi sarebbe dispiaciuto… a voi?

Il giornale britannico Mail ha parlato di un “insulto al tè” ed era nata anche una campagna contro il nuovo prodotto su Facebook ma l’allarme è rientrato subito. Come scrive Brown, la Twinings ha deciso di rimettere in commercio la vecchia versione di Earl Grey con il nome di Earl Grey – The Classic Edition.

Quanto scritto è stato confermato anche da Pete Rowe, Customer Services Manager della casa madre della Twinings. C’è davvero di che star tranquilli ;-)

Vecchia bustina di Earl Grey – quale preferite?

Un tè con… Monica Meschini

Tempo fa ho avuto modo di chattare con Monica Meschini, esperta di cioccolato e… di tè. Avevamo parlato di lei per Cioccola-Tò quando era stato presentato una creazione sua e di Enric Rovira. Si trattava di un cioccolatino con il tè ma il progetto completo è molto più ampio di quello visto a Torino. “Si chiama Cioccolatè – mi ha spiegato Monica – è una confezione a forma di T (come tè) con dentro 5 tipi di bombolas cioè elementi gastronomici ricoperti di cioccolato”. Uhm, interessante e invitante ma vediamo meglio questa bella idea…

“Ogni scatola di bombolas sarà dedicata a una ritualità del tè – continua l’esperta – precisamente Inghilterra, Russia, Marocco, Cina e Giappone. Dentro ogni cubotto ci saranno elementi che includeranno i vari rituali per esempio quello marocchino avrà pinoli, menta nana marocchina, cioccolato bianco e rosa bulgata, mentre quello giapponese, un chiccho di mais salato con una copertura di cioccolato e tè genmaicha (tè verde con riso tostato, nrd.)”. Ogni rituale sarà spiegato con un depliant illustrato contenuto dentro la confezione. I prodotti Ciccolatè si potranno trovare in alcuni negozi specializzati e sul sito del cioccolatiere co-autore del progetto, Enric Rovira.

Ma non solo. Sulla pagina web di Rovira e sulla quella di Monica verranno poi pubblicati degli spot girati nei vari Paesi rappresentati nei cioccolatini. Ad Aprile, sono partiti per Marrakech, Marocco, per registrare il primo video.

Ma come è nato tutto? “Eravamo su un bus da Bogotà per le piantagioni in Colombia… pioggia, fango e brutto tempo insieme a un gruppo per un progetto che si chiamava Chocoandino. Io ed Enric ci conosciamo da 17 anni e tra noi c’è sempre stato molto feeling lavorativo. Lui ogni anno lancia un prodotto con una tematica e un concetto alla base e gli ho chiesto perchè non aveva mai pensato a una cosa molto elitaria e raffinata ma altrettanto intrigante come un prodotto al… Lui mi ha detto: “Perchè aspettavo un’esperta come te!” E sempre sul bus in due ore abbiamo realizzato il prodotto sul suo iphone. Quando siamo tornati abbiamo fatto le prove e devo dire non abbiamo avuto bisogno di correzioni”.

A questo punto, una domanda mi è sorta spontanea: ma Monica, ti piace il tè? “Direi proprio di sì. Sono stata presidente per diversi anni di un’associazione che si chiamava Italian Tea Club e mi occupo di training alle caffetterie degli hotel, aperture di locali, ecc… Nel lontano 1999 ho organizzato il primo Master per degustatori durante la prima edizione di Breakfest a Perugia. Adesso collaboro spesso con Gilles Brochard (nella foto con Monica, autore di Il cofanetto del tè), altro mio caro amico con cui faccio belle cose, e in passato ho lavorato con Jane Pettigrew a Londra”. E precisa: “Del resto tè e cioccolato sono un ottimo abbinamento”.

I suoi preferiti sono i fermentati ma in particolare Darjeeling e Assam. Naturalmente Monica, come i veri teisti, non beve caffè e spiega così le differenze tra le due bevande: “Il tè è prendersi del tempo, è una bella vasca calda dopo una giornata intensa. Il caffè è una doccia, lo si beve senza neppure chiedersi che nome e che cognome ha o da dove viene. Il tè è slow, il caffè, purtroppo per lui e per gli italiani, è fast too fast”. E la velocità, o presunta tale, del caffè è quello che fa rimanere i consumi in Italia della nostra bevanda preferita bassissimi. “Le persone vivono il tè come una moda – racconta Monica – ma continuano a bere il caffè perché dicono di non avere tempo… dicono… ma come preparano la caffettiera sul gas la sera prima potrebbero prepararsi una bustina crystal di tè per il giorno o comunque tenere già tutto quel che serve vicino a un bollitore”. Verissimo, basta veramente poco…

Monica Meschini ed Enric Rovira

La nostra chiaccherata finisce parlando di tea room. La nostra esperta ne aveva aperta una nel 1995 ed era una cosa del tutto particolare. “Era un percorso intorno al tè – spiega – un percorso museale e ludico al tempo stesso, tra storia, scienza, curiosità e buon cibo dei paesi di origine ed elaborazione gastronomiche al tè. In una tea room non solo ci deve essere una splendida e accurata selezione ma chi ci lavora deve essere informato e ad assoluta disposizione del cliente per un servizio taylordmade“.

Aspettando di vedere gli spot di Monica ed Eric e di assaggiare le loro creazioni, io mi faccio una bella tazza di tè… e voi? Di che gusto siete oggi? Io punto a un tè verde aromatizzato alla menta per rimanere in tema :-)

 

Sandokan e il tè

Grazie a Stefano per questo consiglio :-)

Un tè con…

Il post di oggi è dedicato a una persona speciale, a un amico e un collega che proprio questa mattina ha iniziato una nuova avventura, l’inizio di una nuova vita che sono sicura che lo porterà lontano… Un’amante del cinema (il suo blog è http://italianstardust.wordpress.com), un grande lettore di questo blog e colui che mi ha dato l’idea di intervistare Benedetta Parodi tempo fa…

Pensando a lui ho trovato un film del 1999 diretto da Franco Zeffirelli che si intitola Un tè con Mussolini… una coincidenza particolare visto che anche Five O clock ha una rubrica che si intitola proprio Un tè con… ;-)

Tutto ha inizio nel 1934 a Firenze dove vive un gruppo di signore inglese. Tra loro, Mary Wallace (Joan Plowright) con il figlioletto Luca, e Lady Hester (Maggie Smith, la professoressa McGranitt nella saga di Harry Potter) vedova dell’ambasciatore britannico in Italia e simpatizzante del fascismo. La donna riesce a farsi ricevere da Mussolini con cui beve il tè e si fa dare delle garanzie. Intanto il piccolo Luca cresce e viene mandato a studiare in Austria. Quando torna, è da poco scoppiata la Seconda Guerra Mondiale e Luca trova un’Italia molto diversa…

N.b. Nel cast c’è anche la cantante Cher

In bocca al lupo Ale :-)

 

Tea Caddy

Voi dove tenete il tè? Io all’inizio li tenevo in un’apposita scatola in plexiglass trasparente ma ora ne ho talmente tanti che li ho sparsi un po’ ovunque: scatole di latta, barattoli in vetro, sacchetti di carta decorata,…

I primi contenitori venivano chiamati Tea Caddy da una misura di peso cinese. Arrivarono nel Regno Unito nel XVII secolo con i carichi di foglie delle Compagnie delle Indie. Uno dei primissimi era fatto con una particolare varietà di grès cinese e poteva essere rosso, bruno o nero.

Gli inglesi e gli europei ne copiarono la forma compatta e modificarono i materiali di costruzioni. Dalla ceramica al legno, dall’avorio al tartaruga, dall’argento (vedi foto) al vetro. Realizzarli era diventata una vera e propria gara tra gli artigiani che iniziarono a elaborare forme sempre diverse e sempre più raffinate. Alcuni esemplari erano talmente rifiniti e preziosi, da entrare a far parte delle collezioni degli aristocratici del tempo e non solo. Ancora oggi appaiono tra gli oggetti alle aste. Un Tea Caddy del re Giorgio III (1738 – 1820) fu venduto da Christie’s (famosa casta d’aste londinese) nel 1978 alla cifra di 4.600 sterline, più di 5000 attuali euro :-O

Viaggiare con una tazza di tè

Darjeeling e il tè del Sikkim. Questo è il suggestivo nome di un viaggio nelle piantagioni indiane ai piedi dell’Himalaya con partenza il 26 marzo e il 30 aprile.

L’India, uno dei maggiori produttori di tè a livello mondiale, ha tre famose zone di coltivazione: l’Assam, il Nilgiris e il Darjeeling. Ed è in quest’ultima area è una delle mete del viaggio. Si trova a nord-est della penisola indiana, nel Bengala Occidentale e il suo nome significa “terra dei fulmini”. Qui passa la ferrovia Himalayana, patrimonio dell’Unesco. E qui viene coltivato un dei tè più famosi al mondo, detto lo “champagne del tè” per la sua raffinatezza di profumo e sapore. La coltivazione è un’eredità inglese e ha avuto iniziò del 1841 quando Mister Cambpell piantò la prima pianta nel cortile di casa. Nel giro di trent’anni i giardini-piantagioni inglesi diventarono 113 e divennero una delle principali attività economiche del Paese. Il Darjeeling era anche un luogo di villeggiatura molto apprezzato in Inghilterra per il suo clima temperato e i paesaggi affascinanti.

Durante la vacanza, i Tea Tour nelle piantagioni, saranno accompagnati da degustazioni e visite nei villaggi tradizionali. Si vedranno i processi di raccolta e la lavorazione delle foglie di tè.

Il costo del viaggio parte da 3,010 euro e comprende il volo, i trasferimenti da/per l’aeroporto, i trasporti interni in India, assistenza 24/24, pasti e pernottamenti, le attività descritte nel programma, guida e ingressi ai parchi. Rimangono fuori quindi le tasse aeroportuali, visti d’ingresso, mance, cibi e bevande non previste dal programma ed escursioni facoltative.

Per saperne di più, visitate il sito www.viaggiinavventura.it

info@viaggiinavventura.it

Tel. 06 68308106

Cucina araba

Il tè e il caffè sono le bevande più bevute nel mondo arabo. Quello nero è diffuso ovunque e si beve con lo zucchero, a volte con l’aggiunta di spezie ma mai con latte o limone.

Il tè verde è praticamente la bevanda nazionale del Marocco, detto, per questo, “il whisky marocchino”. Viene preparato con la menta fresca e gustato in ogni momento del giorno (tranne che durante i pasti) da tutte le classi sociali. Sembra che sia stato introdotto durante il regno di Moulay Ismail (1672 – 1727) che teneva prigionieri 69 cittadini inglesi. La regina Anna avrebbe quindi inviato al sultano delle “fontane a tè” di rame e del tè per addolcirne il cuore. La diffusione massiccia, però, risale alla guerra di Crimea del 1854 quando il blocco del Baltico impedì all’Inghilterra di vendere le preziose foglie ai Paesi slavi. Le teiere e le scatole che contengono gli ingredienti (foglie, menta e zucchero) sono argentanti e lo stile ricorda proprio l’argenteria inglese del Settecento.

Ecco ora una ricetta semplice da abbinare al tè marocchino:

Ghribiynet Qsentena

(Dolcetti di Costantine)

1 kg di farina;

250 g di burro;

300 g di zucchero a velo

Lasciate ammorbidire il burro poi lavoratelo in un recipiente finché non diventa malleabile. versate lo zucchero poco alla volta e continuate a impastare. Dovete ottenere una crema leggera. Aggiungete lentamente la farina e lavorate con le mani. Ungete una teglia e scaldate il forno a 100° C. Intanto, dividete l’impasto in piccoli coni appiattiti. Disponeteli sulle teglia e cuocete per 20 minuti. devono rimanere bianchi.

BIT Borsa Internazionale del Turismo

Ieri sono stata alla BIT, a manifestazione dedicata al turismo mondiale che si tiene a Milano fino a domani.

C’ero già stata gli anni scorsi per lavoro ma ieri per la prima volta sono andata per questa mia piccola creatura di blog. Ero emozionatissima di raccogliere nuovo materiale dagli enti turistici di Inghilterra, Russia, India, Marocco, Egitto, Turchia, Cina, Giappone, Thailandia,…

E invece, ogni volta che mi presentavo e chiedevo se avevano qualcosa dedicato al tè, la risposta era :”su che cosa?”… neanche bevissimo liquidi alieni :-(

E quindi dopo vari tentativi sono tornata a casa sotto la pioggia milanese con in mano solo un poster delle piantagioni di tè in India (vedi foto.. bello però vero?) e unna cartolina con il mio nome scritto in arabo…

Mi sa che dovremo impegnarci a diffondere il consumo di questa bevanda… AMANTI DI TE’ DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI ;-)

Valeriana

Una pianta officinale che si trova in Italia in nove specie diverse. Il nome deriva dal latino valere e significa “sano”.

Come dice anche un documento del 1985 firmato dal Ministero Federale Tedesco della Sanità, la valeriana agisce sugli stati di agitazione e su difficoltà nell’addormentarsi per motivi nervosi.

Il sapore dell’infuso non è male. Delicato, una buona alternativa alla camomilla per aiutare chi ha problemi di insonnia. Esistono anche delle piccole omeopatiche con estratto di valeriana.

La Dr. Stuart’s propone la confezione Valeriana Plus. La ricetta risale all’Inghilterra di fine ottocento e si arricchisce di lime, frutto della passione, finocchio e luppolo. L’infuso è buono ma quando sono veramente molto molto agitata non c’è tisana che tenga.. giusto una botta in testa può salvarmi! Per avere un maggiore effetto, bevetene una tazza prima di cena e una prima di andare a letto

http://www.drstuarts.com/functionalteas_valerianplus.htm


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