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Londra, la regina cerca qualcuno per il tè

Elisabetta II è in cerca di qualcuno che faccia le pulizie a Buckingham Palace e che serva il delle cinque. Ebbene sì, la regina d’Inghilterra ha bisogno di un Housekepping Assistant che, tra le tante mansioni, si occupi, naturalmente, anche del tradizionale Afternoon Tea dei reali inglesi, rito tutt’altro che superato e fuori moda.

In più, lui/lei dovrà far brillare l’argenteria, tirare a lucido i pavimenti (tappeti compresi), lavare i vetri (cosa che odio), curare le antichità di Elisabetta II, rifare i letti della famiglia reale, degli ospiti, ecc…, occuparsi del guardaroba durante i ricevimenti, pulire armadi e cassetti,… insomma, da fare c’è, ma la paga non è niente male: 273 sterline a settimana, 14.200 all’anno (poco meno di 17.500 euro). Vale la pena servire il alla regina? ;-)

Fonte: Corriere.it

Frammenti di una sola vita e la piantagione di tè

Sette anni fa, un gruppo di ragazzi appassionati di libri e letteratura ha creato la casa editrice Round Robin. L’ultimo libro pubblicato è Frammenti di una vita sola di Giorgio Righetti, che verrà presentato venerdì 11 maggio a Milano alla Feltrinelli di Corso Buenos Aires 33 (la Round Robin sarà comunque presente alla Fiera del Libro di Torino questo weekend, stand M 150). Il testo è un romanzo in 366 racconti, come se fossero diverse istantanee di un unico film.

Arrivati a questo punto vi starete chiedendo: “Perché ce ne parla?”

In parte perché uno dei coraggiosi che ha creato questa casa editrice è un mio amico e in parte perché, come ho imparato in questi anni grazie alla mia creatura, il è ovunque, anche in un libro come Frammenti di una vita sola. Leggiamo insieme qualche passo…

“Mugumo osserva dalla sua baracca nella collina l’immensa piantagione di tè situata a valle. Ha da poco terminato di organizzare il lavoro per la giornata e i lavoranti sono già all’opera nei campi. Può concedersi qualche minuto di pausa, poi dovrà accogliere il solito gruppo di turisti che fa visita alla piantagione. È l’attività che più lo infastidisce, non solo perché gli ruba del tempo prezioso, ma soprattutto perché, durante il tour, deve fingersi cordiale e rispettoso. I turisti rimangono affascinati da quello spettacolo della natura e del lavoro dell’uomo, ma non sanno nulla di quanto sia faticoso dirigere quella piantagione, con decine e decine di persone che non perdono occasione per riposarsi e ridurre il ritmo di lavoro. Lui deve rispondere dei risultati e l’unico modo che conosce per mantenere alta la produttività è l’uso delle maniere forti. Ma il turista questo non lo capisce. Mugumo getta una sguardo fuori dalla finestra e vede la polvere del pullman che sta percorrendo la salita della collina. “Benvenuti, animi gentili” sussurra, “vi daremo tutto, lo spettacolo qui e il tè a buon mercato sulle vostre tavole…”

India, il tè diventerà bevanda nazionale

L’India è il primo Paese al mondo per produzione di ed è proprio qui che sabato scorso è stata presa una decisione importante: a partire dal 2013, il tè sarà dichiarato bevanda nazionale. Ad affermarlo il deputato Montek Singh Ahluwalia, vice presidente della commissione nazionale per la pianificazione, che ha poi precisato: “L’infuso riceverà lo status di bevanda nazionale entro il 17 aprile del prossimo anno, in occasione del 212esimo anniversario dalla nascita del primo coltivatore indigeno di Camelia Sinensis, Maniram Dewan“.

Il è inoltre una fonte economica molto importante per lo Stato asiatico, nonché fonte di lavoro per tantissime donne.

Nel suo discorso, Ahluwalia ha sottolineato che c’è un ingente bisogno di seguire la strategia del mercato del caffè, ovvero diversificare le varietà, e che nella regione dell’Assam, al Gauhati Tea Auction Centre, uno tra i maggiori responsabili del commercio mondiale del tè, verrà presto aperto un Chai Bar internazionale, una tea room, con annesso negozio, per assaporare e comprare tra oltre 50 tipi pregiati di foglie di Camelia Sinensis.

E dopo queste belle notizie… buon 25 aprile a tutti!!!

Fonte: Ibnlive

Festa della donna: Gabriella, dalla pubblicità al tè

Per prima cosa, auguri a tutte le lettrici di Five O clock!

Oggi 8 marzo, festa della donna, non possiamo non parlare di qualcosa di legato a questa festa dal significato profondo ma, purtroppo, come tutte le cose, ormai commercializzata e resa banale con spogliarelli e serate vuote. Il mio modo di trattare l’argomento è quello di parlare di donne che si sono distinte in qualcosa legato alla nostra bevanda preferita. L’anno scorso abbiamo parlato di Kasia Vermaire, prima donna a ottenere il titolo di tea sommelier in Olanda. Quest’anno voglio raccontarvi una storia molto più vicina a noi, una storia che ho scoperto per caso ma che mi ha da subito attirato perché ho sentito molto vicino a me.

Sto parlando di Gabriella, oggi proprietaria del Chà Tea Atelier, in passato pubblicitaria, prima in agenzia poi, dalla nascita delle due bimbe, come freelance. Una vita frenetica, senza orari, solo emergenze che la trattenevano in ufficio fino a tardi e nei weekend.

La passione per il tè di Gabriella è nata ai tempi dell’università. «L’ultimo anno l’ho trascorso a Granada – racconta – dove c’erano tantissime tetèrias in stile arabeggiante. Fu in una di queste che per la prima volta sentii un tè in foglie perché il resto non mi piaceva». Prima di quell’esperienza, Gabriella beveva solo caffè: «Per me il tè era qualcosa per quando si stava male e la mamma ti metteva in infusione una bustina per farti passare il mal di pancia». Altra cosa che trovò interessante era il rito che accompagnava questa bevanda:«Dopo l’università ci vedevamo in questi posti, bevevamo il seduti su dei grandi cuscini, chiacchieravamo, con tranquillità. Mi piaceva molto».

Tornata in Italia, Gabriella continuò a cercare tè in foglia, «soprattutto neri che sono la varietà più conosciuta in Occidente». Non era sempre facile trovarli e allora, appena si muoveva dall’Italia, ne faceva scorta o chiedeva agli amici in partenza per l’estero di portargli come pensierino. «In giro vedevo queste sale da tè, questi negoziati,… e mi piacevano tantissimo. Mi chiedevo ‘Perché in Italia non esiste niente di simile?’ ma ancora non avevo deciso di dedicarmi completamente al tè».

Gabriella iniziò a seguire i corsi dell’ADeMaThè in Italia e poi altre lezioni a Parigi.  «La vera svolta fu però quando mi iscrissiall’Università di Canton e passavo le giornate nelle piantagioni. Fu lì che capii che questa passione poteva diventare davvero il mio lavoro futuro». E così è stato. Gabriella ha aperto il suo negozietto, superando tutti i problemi burocratici («Quando vuoi aprire una nuova attività devi imparare a svincolarti da tutti i documenti, le norme,… della burocrazia e contattare tante persone perché ognuno ti dirà una cosa diversa»), creando un posto che riassume ciò che di bello ha trovato altrove. Per esempio, Gabriella ci tiene a scegliere da sola i suoi tè e poi li serve come si fa in Cina, distinguendo il servizio a seconda della varietà.

Sono passati tanti anni da quel viaggio a Granada e oggi Gabriella non riesce più a bere i tè che beveva all’inizio, «non ne ho uno
preferito, tutto dipende dalle stagioni e dal momento della giornata. Mi piacciono i tè puri verdi cinesi e gli oolong perché è una famiglia molto varia che mi sembra interessante da scoprire. I pu erh li bevo solo in autunno e in inverno, soprattutto dopo cena, mentre i bianchi non mi esaltano, non mi danno le stesse emozioni che mi danno gli altri».

Non male vero? Anch’io, sinceramente, penso spesso ‘Ma perché non apro un negozietto mio?’, lontano dalle delusioni, dalle fatiche, dagli sfruttamenti, dalla frenesia del mondo del giornalismo (che per certi versi assomiglia molto a quello della pubblicità!)? Chissà,… intanto, cari lettrici, godiamoci questa festa con un momento di relax, una tazza in mano del nostro tè preferito, un bel libro e una leggera musica di sottofondo…

 

Lipton Pyramid, piacere all’arancia e mandarino

La settimana scorsa, tra i vari appuntamenti, sono stata all’anteprima dell’iniziativa Lipton, quest’anno in collaborazione con Sephora, Ti voglio tanto bere. Mi hanno truccata e mi ha fanno offerta una tazza di tè. La stessa bustina, il Lipton Pyramid all’arancia e mandarino, l’ho portata oggi redazione e ce la siamo bevuta tutti insieme dopo pranzo. A me era piaciuto questo tè, mi sembrava un gusto ben equilibrato e fruttato, ma volevo sentire qualche altra opinione. Anche ai miei colleghi è piaciuto. Le cose che li hanno più colpiti sono la forma della bustina (a piramide, come dice il nome, perchè, mi hanno spiegata, così le foglie si allargano meglio e favoriscono l’infusione) e il profumo agrumato. Per tutti l’obiettivo che si è posto Lipton con questi prodotti, ovvero invogliare la gente a bere di più perchè idratarsi fa bene, si può raggiungere con questi prodotti. Voi avete mai sentito qualcuno dei Lipton Pyramid? Un altro elemento mi ha sorpreso. Avete mai visto al supermercato le loro confezioni? Sono più alte e strette. Mi sono sempre chiesta perchè… il motivo è che così stanno meglio in borsa e possono essere comodamente portate in ufficio, in redazione, in università,… idea carina, no?

Bene, dopo aver sentito  i pareri della redazione, ora voglio i vostri ;-) scrivete, scrivete, scrivete!

Vi ricordo che l’appuntamento per tutti è nei beauty store Sephora di tutt’Italia il 25 e il 26 febbraio!

Festa delle donne: intervista con Kasia Vermaire, female Tea Sommelier

Prima di tutto, auguri a tutte le donne!!!

Il mio post di oggi è chiaramente dedicato a tutte noi ma non solo. Oggi vi presento infatti Kasia Vermaire, prima donna a diventare sommelier del tè in Olanda e una delle poche al mondo in questo campo.

“È un mondo dominato soprattutto dagli uomini, come nel vino e nella gastromia ed è difficile, per una donna, inserirsi”, racconta la nostra sommelier, vincitrice, nel 2010, del concorso organizzato dalla Dilmah durante il Coffe&Tea Experience a Utrecht. “Da quello che vedo in Olanda, però, le cose stanno cambiando. Noi donne abbiamo un gusto più raffinato e riusciamo a distinguere meglio piccole differenze nei sapori e negli odori”.

Ho chiesto poi a Kasia cosa significhi essere una Tea Sommelier, professione non molto conosciuta, soprattutto in Italia. “Stessa cosa del vino. Il sommelier è colui che conosce tutto del prodotto con cui lavora e sa come combinarlo o abbinarlo ai cibi e ai sapori”. La nostra intervistata, per esempio, è esperta in tè e conosce benissimo “da dove viene, come usarlo correttamente, come trasmettere le sue conoscenze quotidianamente a consumatori, ristoranti e caffè, in modo che il cliente possa veramente bere una buona tazza di tè”.

Questa passione è una eredità della familia materna, di origine polacca. “Sono in parte cresciuta in Polonia e nella tradizione polacca del tè, che è molto radicata. Lì si va sempre a bere un tè tutti insieme”. (Di questo Paese vi avevo parlato nel mio mini reportage su Breslavia ma ammetto di non aver colto questo aspetto ‘teinomane’). “Quando ero piccola – continua Kasia – mia nonna mi preparava tè nero aromatizzato al bergamotto con un goccio di latte: si chiama ‘bawarka’. Lo adoro ancora oggi”. Il ricordo dell’infanzia, porta la sommelier a pensare una bellissima esperienza di qualche anno fa:  la Scuola di Tè in Sri Lanka. “L’odore delle vere foglie di tè fresche mi riportava indietro alla cucina di mia nonna”. Un’esperienza molto Proustiana ;-)

In Sri Lanka, Kasia ha trovato la massima fonte di ispirazione “guardando come il tè cresceva, come veniva trattato e, la cosa più importante, che sapore ha un buon tè”. In Sri Lanka, le foglie vengono usate in tanti modi come piatti e cocktail, “è un ingrediente multi-dimensionale”, sottolinea la sommelier. L’esperienza che più le è rimasta impressa di quel periodo orientale è l’aver visto come viene ricavato il tè.  “Sono le donne che raccolgono le foglie e il bocciolo. È un lavoro davvero duro”, dice Kasia. “Mi sono resa conto che il tè è un prodotto con una sua storia e un suo significato. Non dovremmo dimenticarcene e non dovremmo dimenticare di controllare se il marchio che compriamo rispetta le sue raccoglitrici di tè”. Messaggio importante, soprattutto oggi, festa della donna.

Sono passati anni da quella esperienza e ora Kasia è una famosa e stimata Tea Sommelier. Non ha una preferenza, “dipende dal momento della giornata, dalla stagione e dall’umore” e crede fermamente che il tè sia proprio “quella bevanda che riesce ad adattarsi alla personalità di ognuno e all’ora del giorno”. Ci possono essere anche tè più adatti agli uomini e altri più indicati per le donne. “In genere, gli uomini hanno bisogno di qualcosa di più forte e intenso”, spiega Kasia. “Ho notato che il Lapsang souchong è perfetto per i ‘maschietti’, servito in bicchieri da vino o da whisky con cubetti di ghiaccio oppure durante in pasti. Anche il Pu erh, un tè post fermentato può andare bene. Per le donne, ci vuole qualcosa che sia contemporaneamente dolce e amaro (siamo sempre complicate dico io ;-) ). Un tè bianco aromatizzato al lychee o un jasmin green tea. Anche infusioni a base di hibiscus o menta”. La sommelier comunque ricorda: “È questione di gusti. Ogni persona deve esplorare e capire che cosa gli è più affine”.

Per sapere di più su Kasia Vermaire, date un’occhiata sul suo sito http://www.kasiavermaire.com

Abbiamo la nostra band!!

Stavo girando per i siti internet quando ho scoperto una cosa eccezionale: abbiamo una nostra band!!!

Ebbene sì, cari lettori, nel mondo esiste un gruppo che si chiama Five O’ Clock Heroes.

Sono quattro ragazzi newyorkesi che hanno iniziato a suonare insieme nel 2003. Il loro primo singolo si intitola “Who” e vede la partecipazione canora della super modella inglese, Agyness Deyn (con loro nella foto a sinistra)

Il nome della band deriva da una canzone del 1982 scritta dagli inglesi The Jam. Il titolo era “Just who is the Five O’ Clock Hero?”, “ma chi è l’eroe delle 5?”. In realtà, il brano non parla di tè. La canzone racconta la vita di un operaio, senza nome e senza identità, che alterna le sue giornate tra le pause pranzo al lavoro e la televisione a casa. Una vita vuota e senza speranza, un pò come gli Hallow Men di T. S. Elliot, direi

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