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Torta di pere alle spezie e pepe

Ieri avevo una cena tra amici e ho riproposto la mia torta di pere e cioccolato, questa volta mescolando le pere a tocchetti all’impasto… buona!! Super cioccolatosa!!! ;-) Del resto ieri sera a Milano diluvia (letteralmente!), ci voleva proprio qualcosa del genere!
Questa domenica invece voglio proporvi la torta di pere alle spezie e pepe delle nostre amiche di Acqua calda per il tè di Bologna… magari potrete proporla ai vostri amici il prossimo weekend ;-)

Torta di pere alle spezie e pepe

200 g farina;
100 g burro;
un uovo;
100 g zucchero;
700 g pere decana;
4 cucchiai di Cognac;
2 dl di panna fresca;
pepe;
sale;
un chiodo di garofano;
½ cucchiaino di cannella
Sbucciate le pere e tagliatele a dadini in una terrina, unite 70 g di zucchero, il Cognac, una buona macinata di pepe, il chiodo di garofano e la cannella.
Coprite con la pellicola e lasciate riposare un’ora, mescolando di tanto in tanto.
Impastate la farina con il burro morbido, lo zucchero rimasto un pizzico di sale e l’uovo, avvolgete nella pellicola e mettete in frigo ½ ora.
Stendete metà della pasta in un disco spesso 3 mm su uno stampo di 20 cm.
Togliete dalle pere il chiodo di garofano, sgocciolatele e adagiatele sopra la pasta. Coprite con la pasta rimasta stesa sottile.
Bucherellate la superficie e cuocete in forno  a 200° C per 40 minuti.
Mescolate la panna freddissima con la marinata delle pere e servitela con la torta ancora tiepida.
Con questa torta di pere alle spezie e pepe consiglio una bella tazza di tè Assam.
Approfitto dell’occasione per segnalarvi che le ragazze di Acqua calda per il tè di Bologna organizzano per mercoledì 13 giugno alle 20,30 un nuovo tè con l’autrice. Parteciperà Caterina Cavina, penna dietro ai libri ”La Merla” e “Le ciccione lo fanno meglio”. La scrittrice Caterina presenterà i suoi libri e, tra una tazza di e l’altra, racconterà l’avventura e il piacere dello scrivere.
Buona domenica a tutti!!!

Risotto al tè nero con spuma di carciofi, mentuccia e more

Lo scorso weekend sono stata a Firenze (città davvero stupenda) e sfogliando il giornale del frecciarossa su cui stavo viaggiando ho trovato questa ricetta che vi voglio proporre in questa giornata grigia e fredda. Ringrazio Trenitalia per averci fornito l’idea.

Risotto al tè nero

150 g di riso Carnaroli;

2 carciofi cimaroli a purea;

50 g di purea di more;

35 g di panna;

75 g di albumi;

2 scalogni tritati;

200 g di tè nero (io consiglio un Assam o di origine africana);

5 biscotti Gentilini;

spicchio d’aglio;

mentuccia;

sale;

olio;

pepe;

brodo vegetale;

burro;

grana padano

Cuocete a bagnomaria la purea di carciofi con la panna e gli albumi. Quando si è un po’ rappreso, salate, pepate e mescolate con il frullatore.

Preparate il tè tenendo le foglie di infusione per una decina di minuti. Calcolate circa un litro d’acqua.

Sbriciolate i biscotti e insaporiteli con la mentuccia tritata. Preparate un fondo di scalogno e aglio tagliati finemente in una casseruola con un filo d’olio. Aggiungete il riso e tostatelo. Unite man mano il tè e il brodo vegetale, precedentemente sciolto. Mantecate infine con burro e grana.

Sistemate il risotto su un piatto piano. Con l’aiuto di uno stampino (o di un bicchiere) create un disco di biscotti e versate la spuma di carciofi, una venatura di purea di more e un filo d’olio.

Ammetto che la ricetta è molto audace, però si può adattare a varie esigenze. I più tradizionalisti possono tenere buono solo io riso cotto nel tè nero mentre altri possono provarla in toto.

Tornando a Firenze, se volete sapere dove comprare il tè guardate qui

Cioccolatini al tè

Questo weekend sono tornata a casa dalla mamma J Lei adoro il cioccolato e tra i suoi mille libri di cucina ho trovato una ricetta interessante e molto golosa:

Cioccolatini al tè

500 g di cioccolato fondente in scaglie;

200 ml di panna;

2 cucchiaini di foglie di tè al bergamotto;

500 g di cioccolata fondente

Fate bollire la panna poi aggiungete le foglie di tè. Lasciate in infusione per una decina di minuti. Filtrate e portate di nuovo in ebollizione la panna. Unite il cioccolato a scaglie e mescolate, lontano dal fuoco, finché non si è completamente sciolto.

Foderate una teglia con la carta da forno. Rovesciate la panna al cioccolato aromatizzata al tè in modo che abbia lo spessore di un centimetro. Lasciate in frigo per 12 ore.

Tagliate il tutto a rettangoli utilizzando un coltello precedentemente scaldato nell’acqua bollente e poi asciugato.

Fate fondere la cioccolata fondente a bagnomaria e immergete i rettangoli et voilà, i cioccolatini sono pronti J

Io adoro il cioccolato fondente con il tè verde. In questo caso potete offrire i cioccolatini anche una tazza di tè al bergamotto.

Colazione da Starbucks

Sto leggendo Colazione da Starbucks di Laura Fitzgerald. Essendo una grande fan della catena di caffetterie americane (e soprattutto del frapuccino ;-) ) sono rimasta subito attratta dal titolo…

Tami è un 27 iraniana. Riesce a ottenere un visto per gli Stati Uniti e raggiunge la sorella a Tucson, Arizona. Un sogno diventato realtà, una vita lontana dal regime, dall’oppressione, dai divieti, dallo chador. Peccato che sia solo per 90 giorni. Allo scadere del visto, Tami dovrà tornare in Iran, a meno che, non trovi qualcuno che la sposi e garantisca la cittadinanza per lei…

Colazione da Starbucks si legge molto bene, è divertente e apre uno spiraglio sulla realtà difficile delle donne nel mondo arabo. L’autrice è americana ma il marito è proprio iraniano e quindi è in grado di descrivere bene le paure, le aspirazioni, i problemi di una giovane persiana.

Vi parlo di questo romanzo perché il tè viene citato tantissime volte. Rappresenta un elemento importante della cultura e del modo di vivere iraniano. Vi propongo alcune frasi per farvi capire come l’Iran ‘sorseggi’ la nostra bevanda preferita ;-)

(Tradizione) “Molti mariti iraniani sono dolci, gentili e premurosi verso le mogli che considerano persone, non soltanto madri dei loro figli. Però non tutti sono così. Si organizzano in famiglia, scambi di doni e cene, ma capita spesso che una donna non sia mai stata sola con il proprio fidanzato prima del matrimonio”.

(Colazione) “Siamo al tavolo della cucina a fare colazione con , frutta e Sholeh-zard, uno squisito budino di riso con lo zafferano avanzato dalla sera prima”. In una altro punto del libro, Tami dice che alla mattina, nel tè mette la panna.

(Starbucks – A Tami viene proposta una nuova bibita: tè al mango e kiwi) “Il non era proprio previsto. Magari dopo il corso, tornando a casa, avrei potuto fermarmi a prenderne una tazza mentre aggiornavo il diario. Però mango e kiwi in Iran non esistono, e così decido di provare. [...] Bleah! Non è mica tè. Freddo, sa di frutta, ma è così dolce che sembra ci sia dentro un quintale di zucchero”.

(Gita al Sabino Canyon con la sorella) “Maryam suggerisce di scendere al fiume e di fare uno spuntino con gli avanzi di riso e kebab e con il thermos di bollente che ci siamo portate”.

(Incontro con un possibile pretendente) “Salaam, ci salutiamo tutti, scambiandoci cortesie sul tempo e sulle rispettive famiglie. Beviamo una tazza di in salotto e appena finito Maryam si alza e chiede di andarla ad aiutare in cucina”.

(Tami viene invitata dall’anziana vicina di casa) “Lei mette in tavola due piattini e due tazze e versa il . Si siede e spinge verso di me un vassoio di biscotti”. In un’altra parte del libro, la sorella della protagonista offre a un’amica di Tami del tè accompagnato da una ciotola di frutta.

Voi l’avete letto?


Colazione da Vite

Ripresa dall’influenza e da problemi vari, torno a scrivervi cari lettori, questa volta con una ricetta del tutto particolare. Merito del pasticcere Franco Aliberti del ristorante Vite di San Patrignano, una realtà enogastronomica unica perché gestita dai ragazzi della comunità con gran parte dei prodotti che loro stessi coltivano.

Cremoso al tè nero affumicato

480 g di panna;

14 g  di tè nero affumicato;

60 g di glucosio;

60 g di zucchero invertito;

420 g di cioccolato tanariva lactee;

8 g di colla di pesce;

1 kg di panna fredda


Portare ad ebollizione la panna e mettere in infusione il tè nero affumicato per tre minuti, coprendo con la pellicola la pentola. Passare al colino e controllare il peso, aggiungere il glucosio e lo zucchero invertito e potare di nuovo a bollore, non eccessivamente per evitare che l’essenza del tè possa accentuare il suo gusto amarognolo.

Unire la colla di pesce precedentemente messa in ammollo e versare sul cioccolato mescolando al centro, creando così, un cuore elastico e lucido. In questo modo si ha un ottima emulsione. Unire poi, con l’aiuto di un mix, la panna fredda lentamente continuando a mixare. Lasciar riposare in un contenitore basso per una notte… e come sempre, buon appetito ;-)

Carne e tè

Visto che devo recuperare una settimana di articoli e che ieri sera sono andata a un ristorante thailandese veramente carino, vi voglio riproporre la mia cena, naturalmente abbinata a varie tazze di tè ;-)

Paneag Kai

500 g di petto di pollo;

1 cipolla;

1 peperone rosso;

1 carota;

2 cucchiai di curry;

10 dl di panna;

olio extravergine d’oliva;

sale

Tagliata la carne a bocconcini e saltate in padella con l’olio.

Pulite e tagliate a strisce cipolla, peperone e carota. Aggiungete le verdure alla carne e rosolate. Unite la panna e il curry; mescolate il tutto.

Regolate di sale e fate cuocere per una ventina di minuti a fuoco lento. Se volete, servite con del riso basmati in bianco.

Io ho mangiato questo piatto assieme a un tè verde al gelsomino e devo dire che ci stava proprio bene.

Un tè con… Ernst Knam

Torniamo a parlare di Inter, anche noi appassionati di tè.  Sì, perché dopo l’appuntamento con Benedetta Parodi, oggi prendiamo il tè con Ernst Knam, lo chef tedesco, milanese d’adozione, che la settimana scorsa, prima della finale di Champions Legue al Corriere ha detto «Sono socio del Bayern e amico di Rummenigge e Beckenbauer. Ho Monaco nel cuore, però in Italia tifo Inter».

Knam, 47 anni, nel 1992 ha aperto la sua pasticceria in via Anfossi a Milano, zona Porta Vittoria. Qui, dopo la vittoria interista dello scudetto qualche settimana fa, ha creato per il presidente della squadra Massimo Moratti dei cioccolatini neroazzurri. La sua fantasia ha avuto un’idea anche per l’ultima sfida della Champions: cioccolatini alla crema di frutta con i colori delle due squadre finaliste.

Il cioccolato è infatti la sua specialità.

Campione Italiano di cioccolateria 2009/2010, un anno come calciatore di serie B in Germania, Ernst Knam è unico nell’interpretare questo ingrediente. Insieme al suo tè preferito, il Lapsang Suochong, lo chef consiglia quindi una crostata al cioccolato, zenzero candito e pepe di Sarawak:

Pasta frolla nera
150 g di burro;
150 g di zucchero semolato;
3 uova;
275 g di farina;
25 g di cacao in polvere;
2,5 g di sale;
7 g di lievito chimico in polvere;
vaniglia

Lavorate burro e zucchero, unire le uova e la farina con gli aromi. Fate riposare in frigo per alcune ore.

Crema pasticcera
215 g di latte intero;
½ di stecca di vaniglia;
12 g di farina 00;
4 g di fecola di patate;
2 tuorli (40 g);
35 g di zucchero semolato;
zucchero semolato per spolverizzare

Versate il latte in una casseruola, aggiungete la stecca di vaniglia tagliata a metà in senso longitudinale; mescolate e mettete sul fuoco a scaldare.
Intanto, mettete in una ciotola ampia la farina e la fecola e aggiungetevi i tuorli leggermente sbattuti con lo zucchero. Stemperate il composto con un po’ di latte caldo e lavoratelo con la frusta. Quando il latte bolle, eliminate la stecca di vaniglia e aggiungete il composto di uova e farina. Fate cuocere per circa 3 minuti, continuando a mescolare bene con la frusta per evitare che si formino grumi. Infine versate la crema pasticcera in un’apposita ciotola e spolverizzatela con un po’ di zucchero semolato, per evitare che si formi una pellicola sulla superficie.

La crema pasticcera si conserva in frigorifero per 2 giorni al massimo.


Crema ganache

120 g di panna liquida;
180 g di cioccolato fondente in pastiglie o a pezzetti

Versate la panna in una casseruola e mettetela a scaldare sul fuoco. Portate a ebollizione, poi aggiungete il cioccolato fondente. Mescolate accuratamente con un cucchiaio di legno, finché il cioccolato non si sarà completamento sciolto e ben amalgamato con la panna.


Crema al cioccolato

300 g di crema pasticcera;
300 g di crema ganache;
150 g di zenzero candito a pezzettini;
pepe di Sarawak estremo nero

In una casseruola, preparate la crema pasticcera. Mescolatela bene con un cucchiaio di legno quindi mettetela da parte.
In un’altra casseruola preparate la crema ganache.
Trasferite la crema pasticcera in una terrina; aggiungetevi la crema ganache e mescolate accuratamente con un cucchiaio di legno.
Amalgamate perfettamente le due creme fino ad ottenere un composto omogeneo e alla fine aggiungete lo
zenzero.
Tirate la pasta frolla al cioccolato con il mattarello a uno spessore di 3 mm. Quindi imburrate degli stampi del
diametro di circa 10 cm e foderateli con la frolla. Non usate tutta la pasta, ma mettetene da parte i ritagli per la
decorazione della crostata.
Preparate ora la crema al cioccolato e riempite con essa lo stampo rivestito con la pasta frolla, livellando bene
la superficie con un cucchiaio.
Procedete ora con la decorazione della torta: ricavate dalla frolla rimasta alcune strisce di pasta larghe circa 1
cm e disponetele sul dolce parallele fra loro; quindi sovrapponete una seconda serie di strisce, sempre
parallele, in modo che formino con le prime un motivo decorativo a griglia.
Cuocete la crostata in forno preriscaldato a 180°C per 35 minuti circa, quindi lasciatela raffreddare, toglietela
delicatamente dalla tortiera, pepate con lo Sarawak estremo nero e servitela insieme a una tazza di Lapsang Suochong, un tè rosso cinese corposo e ricco di varie sfumature olfattive dovute all’affumicatura e all’ossidazione al quale viene sottoposto, dopo la raccolta.

Versate il latte in una casseruola, aggiungete la stecca di vaniglia tagliata a metà in senso longitudinale; mescolate e mettete sul fuoco a scaldare.
Intanto, mettete in una ciotola ampia la farina e la fecola e aggiungetevi i tuorli leggermente sbattuti con lo zucchero. Stemperate il composto con un po’ di latte caldo e lavoratelo con la frusta. Quando il latte bolle, eliminate la stecca di vaniglia e aggiungete il composto di uova e farina. Fate cuocere per circa 3 minuti, continuando a mescolare bene con la frusta per evitare che si formino grumi. Infine versate la crema pasticcera in un’apposita ciotola e spolverizzatela con un po’ di zucchero semolato, per evitare che si formi una pellicola sulla superficie.

La crema pasticcera si conserva in frigorifero per 2 giorni al massimo.

Mousse al cioccolato aromatizzata al tè

Auguri a tutte le mamme

Oggi è la loro festa e bisogna festeggiare con una ricetta speciale :-)

Siccome la mia adora il cioccolato, non potevo provorvi qualcosa che non contenesse questo ingrediente. Quindi per voi e per tutte le mamme del mondo:

mousse al cioccolato

aromatizzata al tè

250 g di cioccolato fondente;

1 cucchiaio di foglie di tè Jasmin;

3,5 dl di panna;

2 albumi;

2 cucchiai di zucchero

Versate in una padella 2 dl di panna e fatela scaldare sul fuoco. Preparate un infuso con il tè lasciandolo in infusione per 3 minuti; aggiungete alla panna e mescolate.

Alzate il fuoco e, quando la panna avrà raggiunto il bollore, unite il cioccolato a pezzetti. Lasciate infondere, senza mescolare. Versate il resto della panna e amalgamate il tutto.

Montate a neve gli albumi. Aggiungete il tutto al cioccolato; unite lo zucchero e mascolate lentamente dal basso verso l’alto.

Mettete la mousse nel frigorifero e lasciate riposare per 6 ore.

E poi, cucchiaini alla mano e… buon appetito :-)


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