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Tiramisù al tè verde matcha

Martedì sono stata al corso di cucina per imparare a realizzare tiramisù originali a base di tè al Chà Tea Atelier ed ecco la prima ricetta che abbiamo fatto: tiramisù al tè verde matcha, un dolce fresco, facile e veloce da fare, l’ideale per l’estate. In più, come ci ha ricordato Gabriella, è ricco di polifenoli quindi fa anche bene :-)

Tiramisù al tè verde matcha

tè verde matcha in polvere;

3 tazze di tè verde giapponese sencha kagoshima;

3 uova;

9 cucchiai rasi di zucchero;

250 g di mascarpone;

pavesini (perfetti per le porzioni monodose) o savoiardi (se volete preparare il tiramisù in una teglia)

Separate i rossi dai bianchi d’uovo.

Sbattete i rossi d’uovo con lo zucchero fino a che saranno bianchi e spumosi. Aggiungete il mascarpone.

Montate i bianchi a neve aggiungendo un pizzico di sale.

Preparate il tè verde sencha kagoshima (acqua 75° C, 3 g per 150 ml) lasciando in infusione quattro minuti (un po’ più del tempo previsto di solito) e fate raffreddare.

Inzuppate i pavesino nel tè sencha, uno per volta e disponeteli nella teglia o nel bicchierino monodose fino a formare uno strato regolare. Coprite con un abbondante strato di crema. Spolverate la superficie con il tè verde matcha in polvere.

Ripete l’operazione (pavesino, crema, tè verde matcha) per 3/4 volte.

Raffreddate in frigo per almeno due ore prima di servire. Meglio ancora se preparato in anticipo e lasciato in frigo mezza giornata o tutta la notte.

Al Chà Tea Atelier abbiamo preparato un’altra versione golosa di tiramisù al tè… continuate a seguire ogni domenica le ricette di Five O clock e saprete di cosa si tratta :-)

La lezione è stata piacevole anche perché, per ma prima volta, ho incontrato di persona una mia lettrice, Sara che ha scattato le foto bellissime che vi allego qui sotto. Sara ha un blog dedicato al Giappone, TokyoD60, e un altro dedicato alla ecosostenibilità, Eco&Trends… temi che si legato bene al mondo del :-)

 

Il tè? Meglio farselo da sè

Secondo un recente studio presentato al Congresso dall’American Chemical Society, il tè in bottiglia ha un contenuto di polifenoli inferiore rispetto a una tazza appena preparata. È la prima volta che si fa una simile ricerca.

I ricercatori hanno comprato sei tipi diversi di bottiglie della nostra bevanda preferita. Hanno esaminato i liquidi e hanno scoperto che in  gli antiossidanti erano pochi, quasi assenti in tre casi. «In mezzo litro dei prodotti che abbiamo analizzato si trova una quantità di polifenoli variabile da 3 a 81 milligrammi. Una tazza media di tè verde o nero può contenere dai 50 ai 150 milligrammi di polifenoli: significa che in qualche caso, per ottenere l’equivalente in polifenoli di una tazza di tè appena preparato, bisognerebbe bere 20 bottiglie di tè» spiega l’autore dell’indagine, Shiming Li.

Bisogna però sottolineare che Shiming Li, lavora in un’azienda biotecnologica statunitense che si occupa di  prodotti dietetici e che sta per lanciare sul mercato un tè nero che si dichiara ricchissimo di polifenoli. Una pura azione di marketing? Forse sì o forse non solo. Nel senso che si è notato che, da quando le ricerche scientifiche hanno dimostrato le proprietà benefiche della bevanda, il consumo di tè è aumentato.

Un’altro problema della bevande in bottiglia è che, spesso, sono piene di zucchero e ne modificano il sapore. Io allora faccio così: preparo il tè, tenendolo in infusione qualche minuto in più e lo lascio raffreddare. Lo metto in una bottiglietta o in borraccia e me lo porto in giro :-) alcuni hanno un ottimo sapore anche da freddi, altri, soprattutto quelli non aromatizzati, stanno meglio con un cucchiaino di zucchero.

Comunque, il tè in bottiglia non è che faccia male, è solo che non ha tutti quei benefici che si crede… se vi piace continuate a berlo ma sorseggiate ogni tanto anche una buona tazza di tè ‘fai – da – te’ ;-)

Limone sì, limone no?

Come si beve il tè? Zucchero, limone, latte?

Secondo alcuni l’usanza di mettere una fettina di limone nel tè nasce in Russia. Qui, prima dell’arrivo delle foglie orientali, si preparavano infusi con agrumi e bacche.

Secondo i puristi, aggiungerlo alla nostra bevanda non è una buona cosa perché ne modifica il sapore.

Secondo, invece, una ricerca del 2009 guidata da Mario Ferruzzi della statunitense Purdue University di West Lafayette in Indiana, pubblicata sulla rivista Food Research International, l’aggiunta di vitamina C, presente nel limone, nel tè verde fa benissimo.  Favorisce infatti l’assorbimento delle catechine, polifenoli che aiutano a prevenire ictus, tumori, diabete e malattie cardiache.

Secondo il professor Ferruzzi, anche con il tè nero si ha la stessa “reazione” ma il tè verde è di per sè più ricco di catechine come avevamo detto tempo fa parlando di fumo.

Voi usate il limone nel tè?

Oolong, quello sconosciuto

Il tè Oolong è quel tè che subisce una lavorazione intermedia tra tè nero e tè verde. Dopo l’appassimento, le foglie vengono fermentate due volte e poi essiccate. In questo modo, diventano rossastre e l’infuso ha un colore che ricorda il tè nero ma il gusto è leggero e fresco come se fosse un tè verde… provarlo è una sensazione davvero particolare!

Il nome “oolong” letteralmente significa “drago nero” e viene prodotto in Cina e a Taiwan. Si dice che iniziò a essere prodotto sul monte Wu Yi Shan alla fine della dinastia Ming, 400 anni fa.

In Cina è spesso usato ancora oggi come farmaco. Sì, perché l’oolong ha un buon quantitativo di catechine (che come ho già detto in un articolo di aprile è un antiossidante) e moltissimi polifenoli. Questi sono molecole organiche che aiutano, tra le altre cose, a ridurre i trigliceridi nel sangue e i radicali liberi.

Se volete saperne di più, visitate il sito cinese (con uan versione anche in inglese) http://www.oolongtea.org Ci sono vari approfondimenti interessanti e facili da capire.

Gunpowder

Gunpowder o polvere da sparo per il colore e l’aspetto delle foglie accartocciate.

Questo tè verde è il più venduto al mondo e viene dalla Cina. Ha un sapore fresco, leggermente affumicato, ottimo come digestivo.

Le foglie vengono essiccate al sole o in appositi locali riscaldati. Non avviene quindi il processo di fermentazione tipico del tè nero e il Gunpowder mantiene così tutti i suoi componenti naturali: vitamine, minerali e polifenoli. Un tempo, il caratteristico arrotolamento delle foglie in sfere veniva fatto manualmente. Oggi questa operazione è riservata solo ai tè di alta qualità. Per gli altri si usano delle macchine speciali. Questo trattamento serve per proteggere le foglie da danni esterni e per conservarne l’aroma anche per una decina di anni.

Mettete due cucchiaini di Gunpowder per persona e lasciate in infusione per 3 minuti. Per la sua funzione drenante e stimolante, è spesso usato nelle diete e vengono consigliate almeno due tazze al giorno.

Per una salute di ferro

Marzo è il mese tradizionalmente dedicato alle donne e uno dei problemi di salute che accumuna il gentil sesso è l’anemia, un basso tasso di emoglobina nel sangue. Ci sentiamo deboli, stanche, siamo pallide, abbiamo giramenti di testa.

Mi è stato detto più volte che il tè diminuisce la capacità dell’organismo di assumere ferro dagli alimenti ma non ci volevo credere. Ho chiesto allora conferma alla dottoressa Carla Favaro, specialista in Scienze dell’Alimentazione all’Università Statale di Milano:”è vero che il tè, o meglio i suoi polifenoli, possono interferire”.

Nel cibo, il ferro è presente in due forme: quella «eme», facilmente assorbibile, contenuta in carne e pesce, e quella «non eme», presente negli alimenti di origine vegetale il cui assorbimento può essere influenzato dalla composizione dell’ intero pasto. Può essere infatti favorito sempre da carne, pesce oppure vitamina C ma, al contempo, può essere ostacolato dalla crusca dei cereali, dal calcio, da alcune proteine e, come abbiamo detto, dai polifenoli.

In una ricerca olandese del settembre 2000 si dice che se la dieta giornaliera è varia e ricca di alimenti conteneti ferro, i polifenoli contenuti in tè e caffè non influiscono più di tanto nell’assorbimento. Viene però consigliato di non usare queste bevande durante i pasti quindi niente paura :-)

Ecco una lista dei principali cibi in cui è presente ferro (in 100 g):

- Fegato d’oca 50,53 mg;

- Cioccolato fondente 17,4 mg :-D

- Vongole 13,98 mg;

- Muesli 8,20 mg;

- Lenticchie 7,54 mg;

- Ostrica 6,66 mg;

- Farina di soia 6,37 mg;

- Coscia di pollo 6,25 mg;

- Ceci 6,24 mg;

- Seppia 6,02 mg;

- Pinoli 5,53 mg;

- Fagioli cannellini 5,49 mg;

- Fagioli borlotti freschi 5,00 mg;

-  Nocciole 4,70 mg;

- Arachidi 4,58 mg;

- Grano duro 4,56 mg;

- Mandorle 4,51 mg

N.B. Da notare che gli spinaci non sono in pole position come tradizionalmente si crede…


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