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Europei 2012: io non li guardo, tè o non tè

Il post di oggi è un po’ anomalo e rappresenta un mio sfogo personale: io gli Europei 2012 in Polonia e Ucraina non li guardo, neanche se mi regalassero una piantagione di !

Ora vi spiego perché…

Non guardo gli Europei 2012 perché sono contro l’Ucraina, una dittatura mascherata (neanche tanto, a guardare bene) dove non c’è rispetto né per le persone né per gli animali. L’Ucraina è un Paese in cui esistono ancora prigionieri politici (vedi Yulia Timoshenko), l’Ucraina è un Paese dove i cani randagi sono stati trucidati per permettere i giochi (vedi servizio di Striscia la Notizia), l’Ucraina è un Paese dove lo sfruttamento sessuale non è per niente ostacolato (vedi le proteste, a volte anche un po’ fuori luogo, delle Femen). Il calcio è un gioco che deve dare risalto a valori come l’amicizia, la lealtà, il rispetto, la giustizia,… valori che non credo proprio l’Ucraina possa al momento rappresentare!

Non guardo gli Europei 2012 perché credo che il calcio non sia più quell’insieme di valori che prima ho sottolineato. Il calcio ormai è solo un gioco di scommesse tra bimbi viziati (ci sono sicuramente anche calciatori bravi, per carità) che pur di aggiungere uno 0 al loro “misero” stipendio sono pronti a giocare anche contro la propria squadra.

Non guardo gli Europei 2012, ma non per colpa della Polonia dove, anzi, anni fa a Breslavia avevo trovato un carino negozio di tè chiamato Five O Clock.

Io non guardo gli Europei 2012. E detto questo buon tè a tutti!!!

Festa delle donne: intervista con Kasia Vermaire, female Tea Sommelier

Prima di tutto, auguri a tutte le donne!!!

Il mio post di oggi è chiaramente dedicato a tutte noi ma non solo. Oggi vi presento infatti Kasia Vermaire, prima donna a diventare sommelier del tè in Olanda e una delle poche al mondo in questo campo.

“È un mondo dominato soprattutto dagli uomini, come nel vino e nella gastromia ed è difficile, per una donna, inserirsi”, racconta la nostra sommelier, vincitrice, nel 2010, del concorso organizzato dalla Dilmah durante il Coffe&Tea Experience a Utrecht. “Da quello che vedo in Olanda, però, le cose stanno cambiando. Noi donne abbiamo un gusto più raffinato e riusciamo a distinguere meglio piccole differenze nei sapori e negli odori”.

Ho chiesto poi a Kasia cosa significhi essere una Tea Sommelier, professione non molto conosciuta, soprattutto in Italia. “Stessa cosa del vino. Il sommelier è colui che conosce tutto del prodotto con cui lavora e sa come combinarlo o abbinarlo ai cibi e ai sapori”. La nostra intervistata, per esempio, è esperta in tè e conosce benissimo “da dove viene, come usarlo correttamente, come trasmettere le sue conoscenze quotidianamente a consumatori, ristoranti e caffè, in modo che il cliente possa veramente bere una buona tazza di tè”.

Questa passione è una eredità della familia materna, di origine polacca. “Sono in parte cresciuta in Polonia e nella tradizione polacca del tè, che è molto radicata. Lì si va sempre a bere un tè tutti insieme”. (Di questo Paese vi avevo parlato nel mio mini reportage su Breslavia ma ammetto di non aver colto questo aspetto ‘teinomane’). “Quando ero piccola – continua Kasia – mia nonna mi preparava tè nero aromatizzato al bergamotto con un goccio di latte: si chiama ‘bawarka’. Lo adoro ancora oggi”. Il ricordo dell’infanzia, porta la sommelier a pensare una bellissima esperienza di qualche anno fa:  la Scuola di Tè in Sri Lanka. “L’odore delle vere foglie di tè fresche mi riportava indietro alla cucina di mia nonna”. Un’esperienza molto Proustiana ;-)

In Sri Lanka, Kasia ha trovato la massima fonte di ispirazione “guardando come il tè cresceva, come veniva trattato e, la cosa più importante, che sapore ha un buon tè”. In Sri Lanka, le foglie vengono usate in tanti modi come piatti e cocktail, “è un ingrediente multi-dimensionale”, sottolinea la sommelier. L’esperienza che più le è rimasta impressa di quel periodo orientale è l’aver visto come viene ricavato il tè.  “Sono le donne che raccolgono le foglie e il bocciolo. È un lavoro davvero duro”, dice Kasia. “Mi sono resa conto che il tè è un prodotto con una sua storia e un suo significato. Non dovremmo dimenticarcene e non dovremmo dimenticare di controllare se il marchio che compriamo rispetta le sue raccoglitrici di tè”. Messaggio importante, soprattutto oggi, festa della donna.

Sono passati anni da quella esperienza e ora Kasia è una famosa e stimata Tea Sommelier. Non ha una preferenza, “dipende dal momento della giornata, dalla stagione e dall’umore” e crede fermamente che il tè sia proprio “quella bevanda che riesce ad adattarsi alla personalità di ognuno e all’ora del giorno”. Ci possono essere anche tè più adatti agli uomini e altri più indicati per le donne. “In genere, gli uomini hanno bisogno di qualcosa di più forte e intenso”, spiega Kasia. “Ho notato che il Lapsang souchong è perfetto per i ‘maschietti’, servito in bicchieri da vino o da whisky con cubetti di ghiaccio oppure durante in pasti. Anche il Pu erh, un tè post fermentato può andare bene. Per le donne, ci vuole qualcosa che sia contemporaneamente dolce e amaro (siamo sempre complicate dico io ;-) ). Un tè bianco aromatizzato al lychee o un jasmin green tea. Anche infusioni a base di hibiscus o menta”. La sommelier comunque ricorda: “È questione di gusti. Ogni persona deve esplorare e capire che cosa gli è più affine”.

Per sapere di più su Kasia Vermaire, date un’occhiata sul suo sito http://www.kasiavermaire.com

Addio cara Inghilterra

Non ci sono più le stagioni di una volta e anche il mondo del tè, ahimè sta cambiando. Quando leggi che la Twinings trasferirà gran parte della sua produzione in Polonia e in Cina ti viene da pensare che forse i Maya avevano ragione e che la fine del mondo è vicina. Non sono contro questi due Paesi, anzi ho apprezzato il tè che ho preso qualche mese fa a Breslavia, ma è l’idea di un simbolo che se ne va…

È il segno di una crisi fortissima. Quasi 400 posti di lavoro (la metà dei dipendenti britannici), infatti, sono a rischio. Tra questi, i 263 operai licenziati dalla storica fabbrica di Tyneside, nel North Shield, presto sostituiti da lavoratori polacchi. Perché? Perché costano meno.

Altri 129 posti di lavoro potrebbero venir cancellati nello stabilimento di Andover nello Hampshire, dove la società vuole investire in nuovi macchinari ad alta velocità per servire il mercato interno. Parte della produzione verrà poi spostata. La fabbrica esistente in Cina verrà raddoppiata e un nuovo impianto verrà costruito in Polonia.

Circa 4 mila inglesi hanno formato una pagina di protesta su Facebook, intitolato “Save Twinings North Shields“. Ma, per il momento, la Twinings sembra non avere altre soluzioni se vuole rimanere competitiva sul mercato internazionale.

Wraclow e il tè polacco

Approfittando e ringraziando i voli low cost, ieri sono tornata da un weekend a Breslavia (Wraclow), in Polonia.

Città molto carina, disseminata di piccole statue di gnomi che ci si può divertire a cercare tra palazzi, strade, panchine,… e, naturalmente tè :-)

In polacco si chiama Herbata ed è presente in tutti i menu, da quelli dei ristoranti, ai bar, fino ai pub. Sono stata un pò derisa dai miei compagni di viaggio quando, in un locale ho preferito un sencha aromatizzato a non so cosa (i miei tentativi di imparare il polacco non sono andati a buon fine) alle birre e alle vodke… alla fine il tè era buono e me l’hanno servito con un simpatico biscottone speziato. Poi ho scoperto che, tra i giovani polacchi non sono l’unica con questa mania…

In un centro commerciale vicino alla piazza principale ho poi trovato il mio paradiso.  Si chiamava Five o’ clock… destino?

Era un negozietto color verde bottiglia un pò nascosto dalle insegne e dai neon dell’enorme supermercato a fianco.

Dentro c’era una ricca varietà di tè e tisane, tazze, bollitori in ceramica e zucchero aromatizzato. La commessa mi ha detto che i tè più tipici erano forse quelli aromatizzati alla fragola (che, infatti, a Breslavia si trova ovunque) e ai frutti di bosco. Così ho preso un sencha alla fragola da nome Zùrawina truskawka. Al mio cane da tartufi invece ho preso un Rum Wisnia… non so cosa sia ma il profumo era buono :-) Purtroppo, ancora non ho avuto il tempo di provarli ma vi farò sapere.

Mai provato i tè polacchi?


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