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Secondo ricordo da Londra: Blue Sky

Il primo negozio di tè in cui sono entrata nelle mia “5-giorni” a Londra è stato il Tea Palace (già il nome dice tutto) a Covent Garden Market. E’ disposto su due piani: a piano terra c’è la vetrina e la vendita, nel seminterrato c’è un cantina con l’esposizione di , divisi per tipologia, tazze, teiere, infusori e tovagliette. Un posto davvero carino, intimo e raffinato. Le foglie sono tutte disposte in ciotole di vetro per poter essere annusate e guardate. In un angolo, sotto a una volta, c’è la degustazione: tre teiere in vetro, ognuna con un tè o un infuso diverso, tenuto in caldo da una fiammella sottostante.

Alla fine ho preso uno di questi tre. Si chiama Blue Sky ed è un sencha cinese aromatizzato con petali di rosa e fiori di malva. A dire il vero, prima di sentirne il sapore, mi sono innamorata del suo profumo fresco e intenso, l’ideale per l’estate. Il gusto è altrettanto forte e, anche se so che non c’entra niente, mi ricorda il sapore dell’arancia e del bergamotto. Non per questo è aspro, anzi, penso che anche chi è abituato a bere il tè con lo zucchero questa volta potrebbe farne tranquillamente a meno.

Tra l’altro ho letto che l’infuso tratto dai fiori di malva è un antico rimedio per curare i dolori addominali (soprattutto nel caso di irritazioni gastriche e intestinali e di colon irritabile) e il mal di gola (con l’aggiunta del miele). Fa anche bene :-)

L’altro tè che ho preso in extremis (mi stavano già facendo lo scontrino quando mi sono accorta di lui) si chiama Midsummer Mango, un nome che, considerata la mia passione per Shakespeare, non poteva di certo passare inosservato. Si tratta di un blend di tè cinesi e di Ceylon, pezzi di mango e fiori di girasole. Un altro mix decisamente estivo che si può anche bere freddo. Basta usare lo stesso procedimento del tè caldo ma poi lasciarlo raffreddare, aggiungere un cucchiaino di zucchero o di miele e qualche cubetto di ghiaccio prima di servire.

Tea Palace: Covent Garden, 12. Fermata: Covent Garden

Ps. Tra l’altro Covent Garden è un posto molto carino, pieno di negozietti particolari e piccoli artigiani, pasticcerie dove servono muffin e cupcakes originali e gustosi e luoghi dove fare un pasto completo senza spendere troppo. Spesso si possono trovare artisti di strada che intrattengono il pubblico con il mimo, musiche, giochi di prestigio e acrobazie.

Parlando di tè… attraverso la letteratura

Ieri sera,  con due care amiche, sono stata all’incontro Tè e letteratura di cui vi ho parlato la settimana scorsa… bellissimo! La serata si è svolta tra la lettura di brani dedicati alla nostra bevanda preferita e degustazioni guidate da Barbara Sighieri, consigliere dell’Associazione Italiana Cultura del Tè.

Il primo testo era preso da Kitchen di Banana Yoshimoto, autore giapponese che spesso parla esplicitamente di bancha o earl grey (sottolineando che non gli piace… quasi un’eresia in Europa) nei suoi libri. Qui citata un tè aromatizzato al gelsomino. Barbara ci ha fatto sentire quindi il Moli Bai Hao Yin Zhen, tè bianco fatto di sole gemme della provincia cinese di Fujian, con l’aggiunta di petali di gelsomino. Da tenere in infusione per 6 minuti a 75° C (attenzione: ieri ho scoperto che se l’acqua è troppo calda, le foglie danno un infuso amaro quindi controllate le temperature!).

Si è passati poi a Visto a Shanghai del giovane Qiu Xiaolong, grande ammiratore del tè. La lettura è stata accompagnata da due tazze diverse. La prima era del Xi Hu Lung Ching, un tè verde cinese della provincia Zhejiang raccolto il 5 aprile 2010 (ancora non ci sono foglie del 2011 perché in Cina è ancora freddo… immaginate in Giappone quando sarà…) durante la festa di Qing Ming. Non l’avevo mai assaggiato e mi ha stupito il suo tipico sapore di castagna bollita. Temperatura di infusione: 75 – 80° C. La seconda tazza è di BaBao Cha o tè degli otto tesori perché contiene foglie di tè verde, fiori di crisantemi (usati spessissimo in Cina perché danno un sapore più dolce all’infuso), bacche di goji, caprifoglio, biancospino, scorzetta d’arancia, semi di cassia e cristalli di zucchero. E’ un infuso famoso perché ha proprietà benefiche per il fegato e aiuta la circolazione, la digestione e allieva la fatica.

Il terzo brano appartiene un libro che da tempo mi incuriosisce: L’eleganza del riccio dell’autrice marocchina Muriel Barbery. Qui si face un confronto tra tè e caffè… il tè è definito come quella bevanda che accomuna tutti, poveri e ricchi… il caffè è invece la bevanda dei cattivi… questa cosa mi piace molto :-) Barbara ci ha fatto assaggiare il Tamaryokucha, del tè verde giapponese prodotto soprattutto nel distretto di Kyushu. A differenza dei tè verdi cinesi, ha sapore di erba fresca, appena tagliata e un colore brillante.

Ora arriva forse il tè che ho gradito di più nella serata anche perché era una assoluta novità. Si tratta di un tè nero indiano Assam Sankar (cioè a foglie sminuzzate) con… salvia! Un ottimo abbinamento all’omonimo libro Un tè alla salvia di Faqir Fadya. La bevanda è una specialità giordana, Paese di origine dell’autrice. Ha proprietà purificanti e antinfiammatorie, a volte sostituita da timo fresco. Qui si ha diritto di mettere un po’ di zucchero perché esalta i sapori della salvia così come nel tè alla menta.

Poi è stato il momento di uno dei miei libri preferiti: Il ritratto di Dorian Grey di Oscar Wilde. Giustamente Barbara lo ha abbinato a un tè nero Darjeeling Rose d’Himalaya. Ha un profumo deciso, un gusto molto persistente e accentuate note floreali che ben si prestano a interpretare il libro – simbolo dell’estetismo e del culto del bello.

Finale con il botto. Assieme alla lettura di Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust, Barbara ci ha fatto sentire madeleins al matcha e biscottini all’earl grey… buonissimi!! Prima o poi dovrò provare a farli anch’io, soprattutto i biscotti all’earl grey che erano davvero speciali.

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Osservatori del Politecnico di Milano.

Tè bianco allo zenzero

Lo scorso weekend ero in pieno clima natalizio. Volevo appendere qualche addobbo ma, nel trasloco, non sapevo più dove erano finiti. Cerca di qua, cerca di là, non solo ho trovato tutti gli alberi in gomma da mettere ai vetri, ma anche ben tre scatole di tè :-)

Oggi vi voglio parlare di una di queste che a me piace molto. Si tratta di tè bianco aromatizzato allo zenzero firmato Clipper. A me di solito non piace molto questa varietà perché la trovo troppo amara per i miei gusti ma lo zenzero gli dà davvero un tocco unico. Un prodotto fresco, leggero, digestivo, piacevole soprattutto per una pausa pomeridiana in un giorno di pioggia o di neve visto il freddo di questa ultima settimana. Quel profumo e quel sapore speziato mi mette il buon umore, non so perché… in qualche modo mi deve ricordare l’estate ;-)

Lo zenzero viene spesso usato per aromatizzare tè e infusi ma anche in cucina ultimamente. Si può infatti usare come condimento e si trova spesso nelle ricette orientali e arabe. Con acqua bollente, un paio di cucchiaini di foglie fresche o essiccate e un cucchiaino di miele potrete fare velocemente una tisana fai da te ottima per favorire la digestione. Ricordatevene tra qualche settimane, quando inizieranno i pranzi e le cene del periodo natalizio :-)

Ps. Mi scuso per la foto rimediata da internet ma purtroppo la mia fotocamera mi ha abbandonato  ;-(

Tè dei monaci tibetani

Oggi vi voglio parlare del tè che sto bevendo in questo momento. Non è nuovo nella mia “collezione” ma di solito lo bevo alla mattina, a colazione, e non mi era ancora venuto in mente di proporvelo…

Si chiama tè dei monaci tibetani ed è una miscela di tè nero da Ceylon, arricchita da fiori e aroma di gelsomino, ricorda nel profumo la vaniglia e le spezie orientali.

Non so dirvi se è la ricetta originale. Ho fatto le ricerche ma non ho trovato nessuna conferma o smentita.

Secondo una leggenda, il tè arrivò in Tibet nel 641, quando la principessa Wen Cheng, della dinastia cinese  Tang, sposò il re tibetano Songtsen Gampo. La famiglia reale e i nomadi tibetani presero l’abitudine di bere il tè perché era una bevanda calda in un paese dal clima freddo dove le alternative erano rappresentate soltanto dalla neve sciolta, il latte di yak o di capra, il latte d’orzo o il chang (birra d’orzo). Una tazza di tè al burro di yak costituiva un piccolo pasto per i pastori che si riscaldavano davanti ai fuochi nell’entroterra ventoso del Paese.

In Italia non è così freddo, soprattutto ora, ma una bella tazza di tè dei monaci tibetani non si rifiuta a nessuno ;-)

A chiunque fosse interessato di oroscopi, segnalo questa notizia:

Il sito web Oroscopo.bz, dedicato agli oroscopi e all’astrologia, annuncia una simpatica iniziativa che vedrà alcuni fortunati visitatori premiati con il loro tema natale gratuito, redatto dagli esperti astrologi del portale. Per partecipare è sufficiente inserire il proprio nome e cognome, data e luogo di nascita, nei commenti all’articolo dedicato all’iniziativa “Vinci il tuo tema natale gratis“.
I premiati vedranno quindi il loro tema natale pubblicato sul sito nei giorni seguenti e potranno scoprire come la posizione delle stelle al momento della loro nascita potrebbe aver influito sul loro carattere.
E’ possibile candidarsi per essere sorteggiati entro domenica 19 settembre.
Buona fortuna a tutti!

Gli italiani con una tazza di tè

Un tè preso a Predazzo (TN)

Mentre guardo la partita e soffro per gli azzurri, bevo, naturalmente, tè. Nelle pause tra un’azione e l’altra, ho scoperto anche qualcosa d’interessante sul nostro Paese…

Fino ai primi decenni del Novecento, gli italiani consideravano il tè come una bevanda raffinata, aristocratica. Erano pochi i posti in cui lo si poteva bere ed erano arredati come le grandi sale da tè a Parigi e Londra.Una sola differenza rispetto ai locali inglesi e francesi: il numero dei clienti. In Italia non erano numerosi quelli che bevevano il tè, anche trai membri della nobiltà e dell’alta borghesia.

Dopo la Seconda Guerra Mondiali, con il boom economico, il cinema, la televisione e i maggior  contatti con i Paesi stranieri, l’abitudine di bere l’infuso delle foglie orientali aumentò nei vari strati della popolazione.Negli anni ’70 divenne una moda per la diffusione tra i giovani delle culture orientali. Nacquero dei locali apposta, dove tra un sorso e l’altro, si ascoltava musica indiana e si respirava i profumi dell’incenso.

Oggi il caffè, rimane la bevanda più apprezzata dagli italiani anche perché, come dicono in tutto il mondo, noi lo sappiamo fare bene. In ogni caso, sono anche tanti i nostri connazionali che bevono tè, come noi :-)

Su questo sito ho trovato un elenco di negozi sparsi sulla Penisola, dedicati a questa bevanda:

http://www.teatime.it/teashop_italia.htm

Ne conoscete altri? Fatemi sapere che sono curiosa di provarli!!

Wraclow e il tè polacco

Approfittando e ringraziando i voli low cost, ieri sono tornata da un weekend a Breslavia (Wraclow), in Polonia.

Città molto carina, disseminata di piccole statue di gnomi che ci si può divertire a cercare tra palazzi, strade, panchine,… e, naturalmente tè :-)

In polacco si chiama Herbata ed è presente in tutti i menu, da quelli dei ristoranti, ai bar, fino ai pub. Sono stata un pò derisa dai miei compagni di viaggio quando, in un locale ho preferito un sencha aromatizzato a non so cosa (i miei tentativi di imparare il polacco non sono andati a buon fine) alle birre e alle vodke… alla fine il tè era buono e me l’hanno servito con un simpatico biscottone speziato. Poi ho scoperto che, tra i giovani polacchi non sono l’unica con questa mania…

In un centro commerciale vicino alla piazza principale ho poi trovato il mio paradiso.  Si chiamava Five o’ clock… destino?

Era un negozietto color verde bottiglia un pò nascosto dalle insegne e dai neon dell’enorme supermercato a fianco.

Dentro c’era una ricca varietà di tè e tisane, tazze, bollitori in ceramica e zucchero aromatizzato. La commessa mi ha detto che i tè più tipici erano forse quelli aromatizzati alla fragola (che, infatti, a Breslavia si trova ovunque) e ai frutti di bosco. Così ho preso un sencha alla fragola da nome Zùrawina truskawka. Al mio cane da tartufi invece ho preso un Rum Wisnia… non so cosa sia ma il profumo era buono :-) Purtroppo, ancora non ho avuto il tempo di provarli ma vi farò sapere.

Mai provato i tè polacchi?

Earl Grey

Il più conosciuto fra i tè aromatizzati è l’Earl Grey che, tra l’altro, è uno dei miei preferiti. Anche il capitano Picard lo beveva in Star Trek ;-)

È una miscela di tè neri aromatizzata con olio essenziale di bergamotto che deve il suo nome a Sir Charles Grey, primo ministro inglese dal 1830 al 1834. Fu lui a berlo per primo in Europa. Secondo una leggenda, il politico avrebbe salvato la vita a un mandarino durante un suo viaggio in Cina. Il funzionario cinese, in segno di riconoscenza, avrebbe così svelata la ricetta di questo tè al bergamotto a Sir Grey che poi l’avrebbe portata in patria.

Dalla moglie del ministro inglese, prende il nome la bevanda commercializzata dalla Twinings con il nome di Lady Grey. Anche qui abbiamo una miscela di foglie nere profumate al bergamotto a cui si uniscono La scorza di limone e di arancia amara. Buono ma, secondo me, ha un sapore meno intenso e fresco.

Oggi, esistono varianti diverse di Earl Grey. Da poco, per esempio, ho sentito uno della Revolution a cui sono stati aggiunti fiori di lavanda: un gusto ancora più fresco e profumato. Le foglie usate in questo caso sono un mix di Ceylon, Darjeeling e Oolong di Formosa. Il profumo è inebriante e fa pensare a campi lilla mossi leggermente da vento in una soleggiata giornata di primavera (forse un po’ troppo poetica?).

Avete mai provato un Earl Grey speciale?

Come riciclare le bustine di tè

Si accumulano nei bidoni, a volte emanando odori strani, soprattutto con il caldo.

Come si possono riutilizzare le bustine del tè e delle tisane?

Il Reader’s Digest dà qualche consiglio:

1) Alcune bustine umide posso servire sulla pelle arrossata dal sole. Vale anche per piccole scottature con i fornelli;

2) Occhi stanchi e gonfi? Mettetene due tiepide  sulle palpebre per una ventina di minuti. I tannini contenuti nel tè daranno sollievo ai vostri occhi;

3) I maschietti le possono mettere sui tagli dovuti alla rasatura;

4) Il tè può coprire anche i primi capelli bianchi in modo decisamente poco aggressivo. Mettete in infusione tre bustine; aggiungete un cucchiaio di rosmarino e uno di salvia e lasciate per un’intera notte. Lavatevi poi i capelli normalmente e, alla fine, versate il liquido sui capelli, senza risciacquare;

5) D’inverno siamo tutti un pò palliducci ma bastano due bustine di tè nero per risolvere il problema. Quando la bevanda è fredda, mettete il liquido in una bottiglietta spray e applicatelo sulla pelle. Lasciate asciugare e il gioco è fatto;

6) Il profumo del tè può essere fantastico, una vera droga. Se a fine giornata fate un pediluvio di una ventina di minuti con qualche bustina, anche i vostri piedi ne beneficeranno ;-)

7) Abbiamo visto che Twinings e Pitti uomo ora profumavano i vestiti con il tè. Potete però usare qualche bustina anche per cambiare colore al vostro guardaroba. Lasciate in infusione il tè per una mezz’oretta. Quando il liquido è freddo, immergete il vostro capo per almeno dieci minuti;

8) Oppure, perché non aprire una bustina del vostro tè o tisana preferita e lasciare asciugare le foglie su una vecchia carta da giornale? Mettete poi tutto in sacchettini per profumare cassetti e armadi;

9) Se lasciate nella terra circostante la vostra rosa delle bustine di tè, usate o meno, i fiori saranno più belli e con colori più intensi :-)

Altre idee?

Omaggio alle donne

La mimosa è il fiore simbolo di questo giorno di festa per noi femminucce. Questo perché è una pianta delicata, dal produmo dolce e sensuale.

Sembra incredibile ma è presente anche nei tè. La bevanda alla mimosa (mimosa hostilis) è consigliata a chi vuole smettere di fumare perché favorisce il buon umore e calma gli stati ansiosi dovuti all’astinenza. Utile anche per il mal di testa e per ogni situazione di nervosismo e tristezza (a volte, la mimosa viene usata come anti-depressivo naturale, così come l’iperico). Le sue proprietà riescono a combattere l’ansia, l’irritazione e l’insonnia.

Questa pianta cresce in Messico e nel Sud America. In Italia si trova per lo più in erboristeria. Altrimenti visitate il sito dell’inglese Natur Boutique.

Esiste anche un film americano del 2005: “True Love&Mimosa Tea”. Purtroppo non è molto conosciuto e non sono riuscita a trovarvi immagini o video da mostrarvi… se qualcuno di voi lo conosce o ha trovato del materiale, me lo linki pure!

E ora…

auguri a tutte le donne del mondo!!!!!!!!!!

ì

Tè al rhum

Ah i migliori amici… se non ci fossero, bisognerebbe inventarli…

Questo Natale infatti mi è arrivato in regalo un fantastico tè aromatizzato al rhum. So che confessandolo confermerò le teorie secondo cui io sarei un’alcolizzata dopo tutti i miei suggerimenti di cocktail a base di alcol e tè ;-) ma in realtà questa specialità ha un gusto più di vaniglia e fragola. Il rhum si sente nel profumo che emana, intensissimo!

La cosa che mi ha subito colpito è il fatto che è confezionato in bustine naturali: sacchettini di garza trasparenti che lasciano libere le foglie di tè di diffondere il proprio aroma.

Io ne consiglio una bella tazza soprattutto in un pomeriggio di finesettimana, quando si è più tranquilli e la si può bere godendo delle sue sfumature gustative e sensoriali. Ancora meglio un weekend di pioggia e nebbia perché è un tè che scalda e riporta il buon umore.


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