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Kusmi Tea a Milano con la sua prima boutique di tè

kusmi tea milano five o clock teaA conferma del fatto che Milano sta diventando la città del tè, in questi giorni ha aperto nel capoluogo anche la prima boutique monomarca di Kusmi Tea, il francese nato in Russia nel 1867. Lo conoscete? Probabilmente avrete già visto le confezioni in latta che si fanno notare per i colori sgargianti e lo stile moderno… si trovavano da qualche anno a La Rinascente a Milano ma ora c’è un posticino dedicato interamente a loro. Si trova a Brera, il quartiere dell’Accademia di Arte, una zona che adoro perché tranquilla e rilassante, un piccolo paradiso nel bel mezzo del caos milanese. Tra l’altro la boutique Kusmi Tea è in via Fiori Chiari 24, proprio davanti a un’ottima gelateria, Amorino. Circa un mese fa, mentre mangiavo un gelato, ho visto l’insegna “Kusmi Tea coming soon” e ora il negozio ha aperto i battenti… Magari avete visto il mio reportage fotografico sulla pagina Facebook, ma ecco qualche notizia in più…

Lo stile della boutique è semplice, con scaffali e pareti bianche per risaltare le tante colorate scatole di . L’ambiente mi è piaciuto, lo trovo in linea con l’immagine di questo tè. Forse un po’ freddo ma è soggettivo :-) Kusmi Tea propone oltre 80 referenze di mèlange di foglie di tè provenienti da Cina, India e Cylon e aromatizzate con le essenze di Grasse, regno francese dei profumi, della Calabria o del Madagascar. Potete trovare anche infusi… insomma se cercate un regalo di Natale, eccovi soddisfatti!
Se siete indecisi sui gusti, approfittate delle degustazioni giornaliere

Kusmi Tea è stato in passato il tè degli Zar. Nel 1867, Pavel Michailovitch Kousmichoff fondò a San Pietroburgo, in Russia la maison di tè Kousmichoff, che divenne rapidamente una delle principali case di tè in Russia, amata anche dai nobili e dai reali. Pavel, nel 1888, creò Prince Wladimir per celebrare i 900 anni della Santa Russia ad opera dello zar Wladimir il Grande. Nel 1907, il figlio aprì una succursale a Londra della Maison Kousmichoff e creò i tè Windsor e Victoria, ancora oggi tra le referenze disponibili nella carta di Kusmi Tea. La storia francese della casa di tè iniziò nel 1917 quando i Kousmichoff scapparono a Parigi per sfuggire alla rivoluzione russa. Nella capitale francese la maison Kousmichoff divenne Kusmi Tea. I laboratori originari in Avenue Niel, vicino all’Arco di Trionfo, sono stati conservati con gli arredi di allora e rappresentano l’indirizzo storico del marchio (quando si va a Parigi?). Dopo varie vicessitudini la maison viene ceduta nel 1972 al limite del fallimento. Dal 2003, Kusmi Tea è di proprietà della famiglia Orebi, presente sul mercato del sin dal 1935 e discendente di una lunga generazione di commercianti in materie prime.

Se volete visitare tutte le boutique firmate Kusmi Tea, ecco gli indirizzi:
Boutique, via Fiori Chiari 24, Milano. Tel. 02-89093956 – aperta 7 giorni su 7
Corner La Rinascente Duomo, Food Market 7° piano, Milano. Tel. 02-8852510
Boutique historique 75, avenue Niel – Paris 17
Boutique 56, rue de Seine – Paris 06
Boutique 25, rue Danielle Casanova – Paris 01
Boutique 56, rue des Rosiers – Paris 04
Boutique 15, rue des Abbesses – Paris 18
Boutique Les Quatre Temps – La Défense
Boutique 10, place du Marché – Neuilly
Boutique Galerie Commerciale Saint Lazare – Paris 8
Boutique 33, avenue de l’Opéra – Paris 02 (estate 2012)
Boutique 71, avenue des Champs-Elysées – Paris 08 (autunno 2012)
Boutique 63, rue Porte Dijeaux – Bordeaux
Boutique 29, rue des Hallebardes – Strasbourg
Boutique 39, rue Boulbonne – Toulouse
Boutique 76 ter, rue Eugène Colas – Deauville
Boutique CC Confluence – Lyon
Boutique 2, rue des Bagniers – Aix-en-Provence
Boutique 77, rue Edouard Herriot – Lyon (septembre 2012)
Corner BHV Rivoli – Paris 04
Corner Galeries Lafayette Haussmann – Paris 09
Corner Lafayette Maison – Toulouse
Corner Galeries Lafayette – Nantes
Boutique 3875 Saint-Denis – Montréal
Boutique 1037 3rd Avenue – New York
Boutique Plaza Food Hall – New York
Corner Alsterhaus – Hambourg
Corner Magasin du Nord – Copenhague
Corner Magasin du Nord – Lyngby
Corner Bloomingdale’s – New York

http://www.kusmitea.com

ecco alcune delle mie foto:

I posti migliori al mondo per bere tè

Oggi stavo cercando qualche notizia “alimentare” per il sito per cui lavoro e ho trovato questo interessante articolo: Come il ha conquistato il mondo! Pubblicato sulla Cnn, il che mi rende molto felice :-) Ecco la traduzione:

L’ossessione umana per il è iniziata nel 2737 a.C. quando, secondo la leggenda, delle foglie di tè caddero dentro dentro una tazza di acqua calda dell’imperatore cinese Shen Nung. Da quell’evento fortuito, il tè prese nei millenni tante forme diverse. Ecco i posti migliori per berne una tazza.

1. Cina: è il maggior esportatore di tè al mondo. Il tè verde è la varietà più comune, i fiori di tè (un mix di tè verde e petali di fiori) la più bella, mentre l’oolong è quella più premiata. Il tè in Cina viene bevuto durante quasi tutti i pasti e le case del tè sono i loro luoghi d’incontro. Una delle più note è Huxinting Teahouse fondata nel 1784 a Shanghai. Huxinting Teahouse, 257 Yu Yuan Lu, Yu Gardens and Bazaar, Città vecchia, +86 (0)21 6355 8270

2. Sri Lanka: la capitale, Colombo, ospita la più grande asta settimanale al mondo di con circa 200 aziende partecipanti e tonnellate di tè verde. La nostra bevanda preferita è talmente importante in questo Paese che l’hotel Hilton di Colombo offre anche cocktail a base di tè Hilton Colombo, 2 Sir Chittampalam A Gardiner Mw, Colombo, Sri Lanka, +94 11 249 2492, http://www.hilton.com
Se invece volete mangiare qualcosa a base di tè, il posto che fa per voi è il Hunas Falls Resort a Elkaduwa (vicino Kandy) 21012, Sri Lanka; http://www.hunasfalls.com

3. Kenya: gli abitanti sono orgogliosi del loro tè nero di qualità. Cresce lungo l’equatore dove le piante ricevono 12 ore di sole al giorno per tutto l’anno. Solo le prime foglie e i germogli sono raccolti. L’asta di tè di Mombasa è la seconda più grande al mondo e da lì il tè raggiunge l’Egitto, l’Inghilterra, gli Usa, il Pakistan, l’Afghanistan, il Sudan e persino l’India e la Cina. Se vi recate in Kenya non perdetevi i tour guidati nelle piantagioni come la Kericho Tea Estate. Zuru Africa Safaris http://www.zuruafricasafaris.com

4. Giappone: è il Paese produttore del migliore tè matcha. A volte il tè è accompagnato da dolci e dai rituali della cerimonia tradizionale del tè, anche se in alcune case da tè non guardano l’etichetta e lasciano bere il tè in modo meno formale. Prendete un tè con un monaco al tempio buddista Chosho-ji del XIII secolo. Dista circa 10 minuti a piedi dalla stazione dei treni di Itako ed è possibile anche trascorre la notte lì. 12-17 Zaimokuza 2-chome, Kamakura, Kanagawa 248-0013

5. India: la bavanda tipica è il masala chai, che può esser fatto con varie ricette, ma gli ingredienti principali restano il latte speziato con cannella, cardamomo, zenzero e pepe. Il tutto viene bollito con acqua e infuso di tè nero. Il masala chai può essere bevuto ovunque ma è raccomandato fare un salto al Mumbai’s Tea Centre in Resham Bhavan, 78 Veer Nariman Road, Churchgate; Mumbai, +91 (0)22 2281 9142

6. Inghilterra: gli inglesi amano il tè. Preferiscono il tè nero servito nelle teiere e accompagnato da latte e zucchero o con una fettina di limone. Il tè è spesso seguito da mini pasti compresi di scones, creme e marmellata. Il 17 novembre 2011 (il secondo compleanno di Five O clock) The English Cream Tea Company ha ottenuto il Guinness dei primati per il più grande evento di English Cream Tea del mondo con 334 persone. Fingle Bridge Inn, Drewsteignton, Devon; +44 (0) 1647 281 287; http://www.finglebridgeinn.com

7. Russia: il è bevuto dai russi dalla metà del Seicento, quando i commercianti cinesi arrivarono dopo aver percorso 17mila chilometri. Da allora, in Russia si è sviluppato un proprio metodo di infusione usando delle speciali teiere di metallo detti samovar. I russi preferiscono il tè nero, a volte aromatizzato con la frutta o con le erbe. La Perlov Tea House a Mosca vende tè da oltre un secolo e si trova nella strada Myasnitskaya… devo andarci la prossima volta che vado a Mosca!

8. Tibet: bevono un tè non adatto agli intolleranti al lattosio. I tibetani infatti lasciano in infusione le foglie di per ore, poi le versano in un cilindro contenente sale e burro. Questo tè è detto po cha ed è perfetto per resistere al clima difficile del Tibet. Per provare al tè tibetano, se non volete farmi invitare a casa di qualcuno, provate il Pentoc Tibetan Guesthouse & Restaurant, East Zang Yi Yuan Road, Lhasa, Tibet

9. Australia: ultimo Paese citato dalla Cnn è l’Australia. La marca più famosa di tè è la Bushells. Viene servito con latte e zucchero in una mug, magari accompagnato da un paio di biscotti. La Bushells si può trovare in ogni supermercato o nella Top Tea House, 5 Hunter St., Sydney; http://www.toptea.com.au

10. Io metto l’Italia… quali sono i vostri posti preferiti per bere ?!

Un tè con… Monica Meschini

Tempo fa ho avuto modo di chattare con Monica Meschini, esperta di cioccolato e… di tè. Avevamo parlato di lei per Cioccola-Tò quando era stato presentato una creazione sua e di Enric Rovira. Si trattava di un cioccolatino con il tè ma il progetto completo è molto più ampio di quello visto a Torino. “Si chiama Cioccolatè – mi ha spiegato Monica – è una confezione a forma di T (come tè) con dentro 5 tipi di bombolas cioè elementi gastronomici ricoperti di cioccolato”. Uhm, interessante e invitante ma vediamo meglio questa bella idea…

“Ogni scatola di bombolas sarà dedicata a una ritualità del tè – continua l’esperta – precisamente Inghilterra, Russia, Marocco, Cina e Giappone. Dentro ogni cubotto ci saranno elementi che includeranno i vari rituali per esempio quello marocchino avrà pinoli, menta nana marocchina, cioccolato bianco e rosa bulgata, mentre quello giapponese, un chiccho di mais salato con una copertura di cioccolato e tè genmaicha (tè verde con riso tostato, nrd.)”. Ogni rituale sarà spiegato con un depliant illustrato contenuto dentro la confezione. I prodotti Ciccolatè si potranno trovare in alcuni negozi specializzati e sul sito del cioccolatiere co-autore del progetto, Enric Rovira.

Ma non solo. Sulla pagina web di Rovira e sulla quella di Monica verranno poi pubblicati degli spot girati nei vari Paesi rappresentati nei cioccolatini. Ad Aprile, sono partiti per Marrakech, Marocco, per registrare il primo video.

Ma come è nato tutto? “Eravamo su un bus da Bogotà per le piantagioni in Colombia… pioggia, fango e brutto tempo insieme a un gruppo per un progetto che si chiamava Chocoandino. Io ed Enric ci conosciamo da 17 anni e tra noi c’è sempre stato molto feeling lavorativo. Lui ogni anno lancia un prodotto con una tematica e un concetto alla base e gli ho chiesto perchè non aveva mai pensato a una cosa molto elitaria e raffinata ma altrettanto intrigante come un prodotto al… Lui mi ha detto: “Perchè aspettavo un’esperta come te!” E sempre sul bus in due ore abbiamo realizzato il prodotto sul suo iphone. Quando siamo tornati abbiamo fatto le prove e devo dire non abbiamo avuto bisogno di correzioni”.

A questo punto, una domanda mi è sorta spontanea: ma Monica, ti piace il tè? “Direi proprio di sì. Sono stata presidente per diversi anni di un’associazione che si chiamava Italian Tea Club e mi occupo di training alle caffetterie degli hotel, aperture di locali, ecc… Nel lontano 1999 ho organizzato il primo Master per degustatori durante la prima edizione di Breakfest a Perugia. Adesso collaboro spesso con Gilles Brochard (nella foto con Monica, autore di Il cofanetto del tè), altro mio caro amico con cui faccio belle cose, e in passato ho lavorato con Jane Pettigrew a Londra”. E precisa: “Del resto tè e cioccolato sono un ottimo abbinamento”.

I suoi preferiti sono i fermentati ma in particolare Darjeeling e Assam. Naturalmente Monica, come i veri teisti, non beve caffè e spiega così le differenze tra le due bevande: “Il tè è prendersi del tempo, è una bella vasca calda dopo una giornata intensa. Il caffè è una doccia, lo si beve senza neppure chiedersi che nome e che cognome ha o da dove viene. Il tè è slow, il caffè, purtroppo per lui e per gli italiani, è fast too fast”. E la velocità, o presunta tale, del caffè è quello che fa rimanere i consumi in Italia della nostra bevanda preferita bassissimi. “Le persone vivono il tè come una moda – racconta Monica – ma continuano a bere il caffè perché dicono di non avere tempo… dicono… ma come preparano la caffettiera sul gas la sera prima potrebbero prepararsi una bustina crystal di tè per il giorno o comunque tenere già tutto quel che serve vicino a un bollitore”. Verissimo, basta veramente poco…

Monica Meschini ed Enric Rovira

La nostra chiaccherata finisce parlando di tea room. La nostra esperta ne aveva aperta una nel 1995 ed era una cosa del tutto particolare. “Era un percorso intorno al tè – spiega – un percorso museale e ludico al tempo stesso, tra storia, scienza, curiosità e buon cibo dei paesi di origine ed elaborazione gastronomiche al tè. In una tea room non solo ci deve essere una splendida e accurata selezione ma chi ci lavora deve essere informato e ad assoluta disposizione del cliente per un servizio taylordmade“.

Aspettando di vedere gli spot di Monica ed Eric e di assaggiare le loro creazioni, io mi faccio una bella tazza di tè… e voi? Di che gusto siete oggi? Io punto a un tè verde aromatizzato alla menta per rimanere in tema :-)

 

Limone sì, limone no?

Come si beve il tè? Zucchero, limone, latte?

Secondo alcuni l’usanza di mettere una fettina di limone nel tè nasce in Russia. Qui, prima dell’arrivo delle foglie orientali, si preparavano infusi con agrumi e bacche.

Secondo i puristi, aggiungerlo alla nostra bevanda non è una buona cosa perché ne modifica il sapore.

Secondo, invece, una ricerca del 2009 guidata da Mario Ferruzzi della statunitense Purdue University di West Lafayette in Indiana, pubblicata sulla rivista Food Research International, l’aggiunta di vitamina C, presente nel limone, nel tè verde fa benissimo.  Favorisce infatti l’assorbimento delle catechine, polifenoli che aiutano a prevenire ictus, tumori, diabete e malattie cardiache.

Secondo il professor Ferruzzi, anche con il tè nero si ha la stessa “reazione” ma il tè verde è di per sè più ricco di catechine come avevamo detto tempo fa parlando di fumo.

Voi usate il limone nel tè?

La storia in 9 tazze di tè

Il pittore inglese G. T. Hogarth spesso rappresentava il tè nelle sue opere

Grandi personaggi storici furono estimatori di tè.

Abbiamo già parlato dell’esploratore inglese James Cook (1728 – 1779) da cui deriva il nome “Tea Tree Oil”. Nei suoi viaggi, si faceva accompagnare da un cuoco cinese che gli preparava la bevanda in qualsiasi momento della giornata. Non fu da meno un altro famoso viaggiatore: Charles Darwin (1809 – 1882). Durante l’esplorazione delle Isole Galapagos, in Sud America, scoprì che la scorta di tè della nave era finita. Il responsabile del approvigionamento gli propose in cambio caffè e alcolici ma si dice che Darwin, dopo un attacco isterico, rispose:”Non voglio rhum, non voglio caffè, desidero solo il mio tè”. Sinceramente anch’io avrei reagito come lui… toglietemi tutto ma non il mio tè ;-) Dello stesso parere lo zar Nicola II (1894 – 1917) che consumava soprattutto il matcha, un tè verde giapponese. Quando nel 1904 scoppiò la guerra tra Russia e Giappone e i rapporti commerciali tra i due Paesi si bloccarono, lo zar esclamò:” Dobbiamo vincere presto, amo troppo quel tè”.

Il compositore Richard Wagner (1813 – 1883) adorava il gunpowder e ne beveva sempre una tazza negli intervalli delle sue opere. A favore del tè verde anche Mao Tse – Tung (1893 – 1976). Gli erboristi cinesi da secoli consigliavano di sciacquare la bocca con questa varietà di tè e di masticarne le foglie. Quando il proprio medico cercò di fargli usare spazzolino e dentifricio, il presidente della Repubblica Popolare Cinese disse: “Guardate la tigre: si lava mai i denti? Eppure sono forti e belli. Io continuerò sempre e solo a fare sciacqui con il tè verde”. Nel mondo comunista, altri amavano il tè. Karl Marx (1818 – 1883), mentre scriveva “Il capitale”, arrivò a berne anche 20 tazze al giorno. Iosif Stalin (1879 – 1953)  beveva tè nero della Georgia.

Il regista John Ford (1895 – 1973) scoprì il piacere di questa bevanda durante le riprese del film “Un uomo tranquillo”, in Irlanda. Aggiungeva nella tazza un goccio di whisky locale e l’attore John Wayne commentò: “È il solo americano che conosco capace di buttare via così un buon bicchiere d’alcol”. Volendo, anch’io tempo fa avevo proposto qualche ricetta “poco innocente”… Comunque, negli Stati Uniti qualcun’altro aveva pensato più al tè che ai liquori. Il presidente Theodore Roosvelt (1858 – 1919) confessò in un’intervista che “per rilassarsi, il tè è senz’altro meglio dei brandy”.

Da Imperium…

“Ashabad, città tranquilla. In strada di tanto in tanto passa una Volga o un ciuchino fa schioccare gli zoccoli sull’asfalto. Al mercato russo vendono tè caldo. Una teiera, venti copechi (moneta russa). Ma non è questo il modo di misurare il valore del tè. Qui il tè è la vita. Il vecchio turkmeno solleva la teiera, riempie una ciotola per sè e un’altra che porge a un biondino. “Nu (Sù)” gli dice. “Oj djadja (Oh nonno) – risponde il ragazzino – quante volte te lo devo dire: si dice na non nu“. Il nonno ride, forse pensa quel che penso anch’io: ormai nessuno può insegnargli niente. Un Turkmeno dalla barba bianca come lui sa tutto. La sua testa è piena di saggezza, i suoi occhi hanno letto il libro della vita. Quando ha posseduto il primo cammello ha conosciuto la ricchezza, quando gli è morto il gregge di pecore ha conosciuto la disgrazia della miseria. Ha visto i pozzi prosciugati, dunque sa cosa sia la disperazione; ha visto i pozzi colmi d’acqua, dunque sa cosa sia la felicità. Sa che il sole dà la vita, ma anche la morte, cosa di cui nessuno europeo si rende conto.”

Da Imperium di R. Kapuscinski.

Un libro che consiglio a tutti… c’è chi ultimamente dice che Kapuscinski non vissuto molte delle esperienze che ha descritto nei suoi libri come alcune di giornalismo di guerra ma sicuramente ha un modo di raccontare affascinante… se non è stato un bravo giornalista, è stato sicuramente un grande scrittore

Notizie dal mondo

BIT Borsa Internazionale del Turismo

Ieri sono stata alla BIT, a manifestazione dedicata al turismo mondiale che si tiene a Milano fino a domani.

C’ero già stata gli anni scorsi per lavoro ma ieri per la prima volta sono andata per questa mia piccola creatura di blog. Ero emozionatissima di raccogliere nuovo materiale dagli enti turistici di Inghilterra, Russia, India, Marocco, Egitto, Turchia, Cina, Giappone, Thailandia,…

E invece, ogni volta che mi presentavo e chiedevo se avevano qualcosa dedicato al tè, la risposta era :”su che cosa?”… neanche bevissimo liquidi alieni :-(

E quindi dopo vari tentativi sono tornata a casa sotto la pioggia milanese con in mano solo un poster delle piantagioni di tè in India (vedi foto.. bello però vero?) e unna cartolina con il mio nome scritto in arabo…

Mi sa che dovremo impegnarci a diffondere il consumo di questa bevanda… AMANTI DI TE’ DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI ;-)

чай, viaggio in Russia

Le prime notizie sul tè arrivarono nel 1567 grazie a due viaggiatori russi di ritorno dalla Cina. Solo all’inizio del Seicento, però, che la bevanda arrivò nella corte dello zar Michail Romanov come dono di una delegazione cinese e ci mise una cinquantina d’anni a diffondersi. Nel 1689, dopo la definizione dei confini tra i due imperi, la Cina iniziò a portare le foglie del tè in Russia attraverso il lungo viaggio di carovane di cammelli.

Nel XIX secolo venne introdotto il samovar (che significa, “bolle da solo”), un recipiente di metallo, già usato dai Mongoli, in cui si può mantenere l’acqua calda per preparare in ogni momento il чай (tè in russo).

Ai russi piacciono gusti molto forti. Per addolcire il sapore, spesso si beve l’infuso tenendo in bocca una zolletta di zucchero o un cucchiaio di marmellata. Il tè può essere servito anche con fettine di limone o di arancia.


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