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Teavana from Las Vegas

La mia cara sorellina mi ha portato un tè, pensate, da Las Vegas :-)

Non ha capito cosa c’era dentro ma l’ha annusato, le è piaciuto e me l’ha comprato e devo dire anche il sapore è buono. Si chiama Peachberry Jasmine Sutra ed è un tè verde con aggiunta di rooibos aromatizzato alla pesca, alla fragola e ai fiori di gelsomino.

Si al gusto che al olfatto, è forte il sentore della pesca, dolce, fruttato, caldo come la stagione in cui si mangiano questi frutti. E poi con il tè verde e il rooibos fanno bene :-)

Secondo me è un tè adatto soprattutto al pomeriggio, da bere con le amiche chiacchierando del più o del meno.

La Teavana è un’azienda nata ad Atlanta, Georgia (Usa) e oggi è presente in più di 135 città tra gli Stati Uniti e il Messico. Per noi europei c’è sempre la vendita online anche se perdi il gusto di odorare i tè e di vederne le foglie ;)

Tisana di stagione: arancia

Il frutto che mi piace di più in questa stagione invernale è l’arancia. Si presta bene in dolci e ricette salate; perché non provarla in infuso?

Tisana all’arancia

la scorza di 1/2 arancia (lavatela bene prima);

due cucchiaini di scorza d’arancio secca;

un cucchiaino di fiori di tiglio;

un cucchiaino di karkadè;

un cucchiaino di malva

Lavate l’arancia, tagliatela a metà e grattugiate la scorza di una delle due parti.

Portate a ebollizione un pentolino di acqua.

Versate tutta la scorza che avete, secca e non e lasciate bollire per qualche minuto. Aggiungete gli altri ingredienti e spegnete la fiamma. Lasciate in infusione il tutto per una quindicina di minuti con un coperchio sopra, poi filtrate.

Se preferite bere cose calde in questa stagione, riscaldate la tisana per qualche minuto.

L’arancio, pensate, è una pianta originaria dell’Asia centrale che poi si è diffusa nell’Europa meridionale e nelle regioni calde degli Stati Uniti, come la Florida.

Grazie alla vitamina C, contenuta nella sua polpa ma anche nelle sua buccia, l’arancia è il frutto perfetto per alzare le difese immunitarie. L’infuso che vi ho proposto, inoltre, ha un forte potere digestivo e riesce ad alleviare i gas gastrici. L’arancia possiede poi la vitamina A che fa bene alla pelle e alla vista.

La storia in 9 tazze di tè

Il pittore inglese G. T. Hogarth spesso rappresentava il tè nelle sue opere

Grandi personaggi storici furono estimatori di tè.

Abbiamo già parlato dell’esploratore inglese James Cook (1728 – 1779) da cui deriva il nome “Tea Tree Oil”. Nei suoi viaggi, si faceva accompagnare da un cuoco cinese che gli preparava la bevanda in qualsiasi momento della giornata. Non fu da meno un altro famoso viaggiatore: Charles Darwin (1809 – 1882). Durante l’esplorazione delle Isole Galapagos, in Sud America, scoprì che la scorta di tè della nave era finita. Il responsabile del approvigionamento gli propose in cambio caffè e alcolici ma si dice che Darwin, dopo un attacco isterico, rispose:”Non voglio rhum, non voglio caffè, desidero solo il mio tè”. Sinceramente anch’io avrei reagito come lui… toglietemi tutto ma non il mio tè ;-) Dello stesso parere lo zar Nicola II (1894 – 1917) che consumava soprattutto il matcha, un tè verde giapponese. Quando nel 1904 scoppiò la guerra tra Russia e Giappone e i rapporti commerciali tra i due Paesi si bloccarono, lo zar esclamò:” Dobbiamo vincere presto, amo troppo quel tè”.

Il compositore Richard Wagner (1813 – 1883) adorava il gunpowder e ne beveva sempre una tazza negli intervalli delle sue opere. A favore del tè verde anche Mao Tse – Tung (1893 – 1976). Gli erboristi cinesi da secoli consigliavano di sciacquare la bocca con questa varietà di tè e di masticarne le foglie. Quando il proprio medico cercò di fargli usare spazzolino e dentifricio, il presidente della Repubblica Popolare Cinese disse: “Guardate la tigre: si lava mai i denti? Eppure sono forti e belli. Io continuerò sempre e solo a fare sciacqui con il tè verde”. Nel mondo comunista, altri amavano il tè. Karl Marx (1818 – 1883), mentre scriveva “Il capitale”, arrivò a berne anche 20 tazze al giorno. Iosif Stalin (1879 – 1953)  beveva tè nero della Georgia.

Il regista John Ford (1895 – 1973) scoprì il piacere di questa bevanda durante le riprese del film “Un uomo tranquillo”, in Irlanda. Aggiungeva nella tazza un goccio di whisky locale e l’attore John Wayne commentò: “È il solo americano che conosco capace di buttare via così un buon bicchiere d’alcol”. Volendo, anch’io tempo fa avevo proposto qualche ricetta “poco innocente”… Comunque, negli Stati Uniti qualcun’altro aveva pensato più al tè che ai liquori. Il presidente Theodore Roosvelt (1858 – 1919) confessò in un’intervista che “per rilassarsi, il tè è senz’altro meglio dei brandy”.

Arizona Tea

Quando sono stata negli Stati Uniti sono subito stata attratta da delle bottiglie di tè freddo in vetro decorato. Un giorno ho scelto il colore che mi piaceva di più e ho comprata la sconosciuta bevanda scoprendo che quel tè, non solo era bello da vedere ma era pure buono :-)

Sto parlando dell’Arizona Tea

Quando quest’estate sono stata a Toronto e l’ho trovato in bustine non ho potuto non comprarlo :-) Si chiama Mandarine Orange ed è un tè verde arricchito da ginseng e aromi di miele e gelsomino. Un sapore fresco, agrumato, dolce. Il profumo è piacevole e intenso. Non è come il tè freddo ma è asoslutamente da provare.

Da poco invece una persona a me molto cara è stata in Florida e da lì mi ha portato il Blueberry White Tea, tè bianco aromatizzato al mirtillo… fantastico! Io adoro i frutti di bosco ma il succo al mirtillo, secondo me, è nauseante! La bevanda dell’Arizona invece non è stucchevole ma fresca e dissetante. Un bicchiere tira l’altro e non vedo l’ora che qualcun’altro faccia un viaggio Oltreoceano per portarmene un’altra bottiglia! Anche perché, come vi dicevo, le confezioni sono bellissime. Sono state disegnate dall’artista Jean Pettine al lancio della gamma del 1992 e si basano sulla filosofia che alla gente piacciono cose belle. Ogni gusto ha una bottiglia leggermente diversa per disegno e per colore. Il mio sogno? Collezionarle tutte e metterci dentro tanti fiori freschi :-)

L’Arizona Beverage Company è un’azienda dello Stato di New York specializzata in tè, succhi di frutta ed energy drinks (tipo Red Bull per intenderci). In Italia, sono da poco distribuiti dal gruppo Biscaldi nella Grande Distribuzione Organizzata (per esempio, Carrefour, Auchan, Coop, Conad e Esselunga) e nel canale Ho.Re.Ca (hotel, ristoranti, bar, caffè).

Sir Thomas Lipton

Il padre dell’omonima azienda Lipton nasce nella Glasgow del 1850 da una famiglia irlandese.

In casa non c’erano grandi possibilità finanziarie nè prospettive per il futuro e Thomas, a 15 anni, tentò la fortuna negli Stati Uniti facendo lavoretti vari fino a diventa caporeparto in un grande magazzino di Manhattan. Nel 1871, Thomas riuscì a tornare in Scozia e a comprare una piccola drogheria con i risparmi accumulati in America. Il negozietto si distinse subito per l’originalità nel presentare i prodotti. “Sono convinto che un uomo sia in grado di realizzare tutto quello che desidera se ne ha la volontà” ha scritto Thomas Lipton nelle sue memorie. Tutte queste caratteristiche hanno premiato il duro lavoro e già nel 1890, Thomas era proprietario di 300 negozi, alcuni nei quali anche a Londra.

In quegli anni lo scozzese James Taylor stava facendo buoni affari in India e poi a Ceylon grazie al tè.  Thomas, incuriosito, noleggiò uno yacht e partì alla volta proprio di Ceylon dove creò una sua piantagione. Qui riuscì a meccanizzare la lavorazione delle foglie e a dimezzare il prezzo di vendita.

Thomas Lipton fu il primo a creare le confezioni di tè in pacchetti sigillati sotto vuoto per garantirne la qualità. L’imprenditore scozzese si distinse anche per la sua creatività. Per l’inaugurazione della vendita di tè nei suoi negozi londinesi, per esempio, organizzò una parata in cui alcuni suoi commessi si vestirono da cingalesi. Più tardi, invece, chiamò alcuni chimici per studiare le acque delle varie città inglesi per realizzare miscele più adatte alle singole caratteristiche.

Per queste grande idee e per il successo che ne derivò, nel 1902 mister Lipton venne nominato baronetto dal re Edoardo VII.

Thomas Lipton morì nel 1931.

A un giornalista che gli domandava qual’era il segreto della sua fortuna, rispose: “E’ quello di non averne. E poi non perdere mai un’occasione per fare pubblicità”.

Secondo me, se sir Lipton fosse nato un centinaio di anni dopo, sarebbe stato il primo a creare un blog dedicato al tè ;-)


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