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Norvegia, un tè nella cattedrale

un tè nella cattedraleAvete mai bevuto un tè nella cattedrale, in una qualsiasi cattedrale del mondo? Io, in realtà no, ma sabato sono andata a visitare la cattedrale di Trondheim, la bellissima (una vera sorpresa!) Nidaros Domkirke e mi è successa una cosa davvero unica: per terra ho trovato una bustina di tè! Da qui l’idea del mio nuovo post sulla mia vita in Norvegia…

Il era una bustina di Lady Grey Twinings, un tè molto diffuso nei supermercati norvegesi, un po’ meno in quelli italiani (per saperne di più su questo tè cliccate qui). Non ho trovato il legittimo proprietario, non so come sia finita lì, ma a questo punto, vi racconto qualche cosa sulla cattedrale. Me l’avevano consigliata ed effettivamente è molto bella…. si tratta del più grande edificio medievale della Scandinavia. La costruzione dell’edificio è iniziata nel 1035, ma i lavori sono stati portati a termine nel 1300. L’altare si trova sopra la tomba originaria di Sant’Olav, il re vichingo che sostituì il paganesimo con il cristianesimo, festeggiato a Trondheim nella settimana del 29 luglio con un mercato medievale e un ricco programma di musica dal vivo (chi mi viene a trovare? ;-) )

Entrare nella cattedrale costa 70 corone (50 se si è studenti). Con 140 corone (100 per gli studenti) si può accedere anche agli edifici vicini, ovvero il museo e il tesoro della corona. Per la torre della cattedrale invece dovrò/dovremo aspettare giugno perché è aperta solo in estate (biglietto unico 30 corone).

Comunque, al di là della mia fortuna di trovare davvero un tè nella cattedrale, il si può bere tranquillamente seduti nel caffè a fianco, il Café To Tårn. Costa 30 corone e potete scegliere tra bustine di e infusi della London Fruit and Herb Company, oltre a una ricca e invitante offerto di dolci e dolcetti ;-)

God Te!

cattedrale Trondheim

Norvegia, un tè a casa di iraniani

tè a casa di iranianiIl mio secondo reportage sul in Norvegia è un po’ insolito, ma mi volevo parlare di questa esperienza fatta nel weekend a casa di una giovane coppia di iraniani tra poco trasferitasi a Trondheim per lavoro. Del resto, qui in Norvegia, è pieno di stranieri di tutte, tutte le nazionalità e forse questa sarà il primo di una serie di reportage nel reportage ;-)

Ma torniamo al nostro : l’invito era per la cena, ma come aperitivo in attesa di tutti gli ospiti ci hanno offerto una tazza di tè nero che la padrona di casa mi ha spiegato aver aromatizzato con fiori di arancio essiccati dalla madre e semi di cardamomo. Il risultato era ottimo!!! In più, per evitare di mettere lo zucchero nel , ci hanno offerto fichi secchi, uva passa e un altro tipo di frutto (che non mi hanno saputo spiegare) essiccato. Loro dicono che a casa loro si usa così e che piace inzuppare i fichi secchi nel  per rendere più dolce la bevanda. Mi dispiace non avervi fatto una foto, ma mi sentivo un po’ in difficoltà essendo persone che avevo appena conosciuto… la prossima volta recupero, promesso ;-)
Il resto dell’aperitivo era costituito da frutta fresca, pistacchi salati home made, altra frutta secca, caramelle e cioccolato.

Lo stesso ci è stato offerto anche a fine pasto come digestivo e i ragazzi norvegesi che erano alla serata con noi ci hanno spiegato che in Norvegia è un classico bere il dopo cena o durante la giornata, ma non a colazione perché si preferisce il caffè (nooooo ;-) )

A proposito della serata iraniana vi racconto una cosa divertente… arrivati, io e il mio fidanzato salutiamo i padroni di casa ed entriamo. Vedevo la padrona di casa saltellare agitata e non capivo… il marito ci chiede se vogliamo metterci comodi e togliere le scarpe e io stavo per dire di no, che stavamo bene così… nel mio attimo di esitazione la padrona di casa mi mette in mano delle sue “sobrie” ciabattine pelose e veniamo accompagnati alla porta dove vediamo tutte le scarpe degli invitati… In Norvegia, appena si entra in casa di qualcuno (ma anche nella propria) ci si toglie le scarpe e si cammina scalzi o con le calze… credo che questa regola serva per non sporcare la casa… buono a sapersi ;-)

Il mio tè a casa di iraniani mi ha insegnato quindi due cose sulla Norvegia: togliere sempre le scarpe quando entri in case altrui e bere tanto :-)

Norvegia, la mia vita a Trondheim

Tè TrondheimVi è piaciuto il mio primo reportage dalla Norvegia? Oggi vi parlo della mia vita a Trondheim, la città in cui mi sono trasferita esattamente due settimane fa… a proposito, avete visto la mia nuova rubrica sulla pagina Facebook di Five O clock? Ogni pomeriggio alle 5 pm circa vi pubblico una foto dei miei norvegesi… se volete fare lo stesso vi basterà pubblicare la foto sulla pagina e condividere con noi la vostra tazza di ;-)

Torniamo a Trondheim… non ho ancora visto molto della città perché vivo in periferia (o credo sia tale), nella zona della facoltà umanistica (non poteva essere altrimenti) di Dragvoll. Mentre vi scrivo, con una tazza di chai tea in mano, vedo un campo di grano distrutto dal freddo e dalla neve che c’era qui fino a una settimana fa… a Trondheim ancora la primavera deve arrivare e il paesaggio è un po’ brullo. Sulla destra in lontananza si vede il fiordo, il mare e le montagne innevate. Dietro di me ho invece una collinetta piena di piante di mirtilli… non vedo l’ora di andare a raccoglierli!!! Sulla collinetta c’è un rifugio, peccato che ci abbiamo costruito due file di cavi dell’alta tensione proprio di fianco!

In casa a Trondheim siamo in sei: quattro italiani (io, il mio fidanzato, un mio amico di Riccione però in partenza e un ragazzo veneto), un inglese e una tedesca, ben poco simpatica e cordiale. Di se ne beve tanto naturalmente, ma soprattutto twinings e yogi tea (a breve vi farò anche un reportage sui che si trovano nei supermercati norvegesi). Di cucinare all’inizio non ne avevo voglia perché, essendo in tanti, diciamo che la cucina non era sempre in ordine e pulita e questo mi toglieva ogni creatività, ma sto ricominciando… ho solo un problema con il lievito con cui devo prendere confidenza e soprattutto devo imparare a tradurre le istruzioni prima di usare un prodotto nuovo… purtroppo qui è tutto scritto in norvegese, bisogna andare al supermercato con il dizionario in mano… sto cercando di imparare la lingua, ma il tempo è sempre poco e sono arrivata ai numeri fino a 15 e a qualche ingrediente utile da conoscere come “carne di renna”, che per una mia sensibilità, preferirei evitare…

Purtroppo i gatti scarseggiano in questa zona, ci sono molti cani (uno tra l’altro molto simile al mio Argo, solo un po’ più in carne e adulto), ma sono un po’ freddi… insomma, in Italia se dai da dire a un cane, anche a Milano, questo si gira e si lascia coccolare… questi tirano dritto senza neanche considerarti, simbolo di una freddezza (o riservatezza) un po’ generale da queste parti…

Del resto ogni Paese ha i suoi pro e i suoi contro ;-)

Ci vediamo domenica con lo spazio ricetta e vi preannuncio che settimana prossima il mio reportage con i dalla Norvegia continuerà con la visita in un negozio di cupcake di Trondheim in cui lavora da due anni un ragazzo italiano…

Stay tuned e god te :-)

Norvegia, un tè alle Lofoten

Tè Lofoten

Colazione a Svinøya Rorbuer, Svolvær, Lofoten

Ecco il mio primo reportage sul in Norvegia. Partiamo dalle Lofoten, un arcipelago incantato a Nord della Norvegia, patria del noto stoccafisso, nonché obiettivo del mio viaggio, un press tour organizzato dal Norwegian Seafood Council.
La mia avventura alle Lofoten è iniziata da Tromsø, la città più grande della Norvegia settentrionale. È stata una piacevole sorpresa: molto suggestiva, circondata alte montagne innevate all’interno di un fiordo. Merita!
Nel volo tra Trondheim e Tromsø ho assaggiato il mio primo (in norvegese di dice te) e, per essere servito, in aereo poteva andare peggio ;-)
Purtroppo a Tromsø abbiamo passato pochissimo tempo, ma vorrei tornarci perché era proprio carina. Mi sarebbe piaciuto vedere la cattedrale artica (ovvero la Tromsdalen Kirke), il giardino botanico e la Mack Ølbryggeri, la birreria fondata da un tedesco nel 1877, chiamata la birrerie più a nord del mondo. Questo concetto dell’essere più a nord del mondo (quasi alla fine del mondo, come direbbe Papa Francesco) si ripete praticamente per qualsiasi cosa quindi a Tromsø troverete la chiesa cattolica più a nord del mondo, la chiesa luterana più a nord del mondo,… :-)
A Tromsø alloggiavamo all Clarion Hotel Bryggen e qui, a colazione, ho bevuto il mio secondo tè, un tè nero Twinings Four Fruits. Twinings e Lipton sono i due brand che si sono susseguiti durante questi giorni a Nord: verde al limone, tè nero ai mirtilli, tè nero mela e cannella, English Breakfast, Earl Grey erano i nomi più comuni :-) Erano sempre in bustina a parte nella sistemazione alle Lofoten, le Svinøya Rorbuer a Svolvær, dove ho trovato dell’English Breakfast Twinings in foglie. Altra cosa particolare di questo posto è il fatto che c’era un ragazzo che parlava timidamente italiano e abbiamo scoperto che era trentino,  venuto a fare la stagione al Nord.

Altro è stato all’aeroporto di Bodø, prima di imbarcarci con destinazione Lofoten. Era un blue fruit tea della Lipton…sinceramente non l’avevo mai visto. Del resto, in Norvegia, con tutte le montagne e i boschi che hanno i frutti di bosco sono protagonisti. Proprio domenica dietro a casa ho trovato una collinetta piena di piante di mirtilli! Non vedo l’ora facciamo i frutti :-)

Detto questo, finisce il mio primo assaggio di norvegese con un po’ di rammarico, ma entusiasta per i posti che ho visto. Da quello che avevo letto sulla guida, temevo che le Lofoten fossero più una attrazione turistica che altro e invece no, sono delle bellissime isole. Queste montagne innevate che scendono a picco sul mare e le casette dei pescatori dai colori accessi erano davvero suggestive, e che pace… unico difetto: l’odore intenso di pesce, soprattutto la sera. Le Lofoten sono infatti l’unico posto al mondo in cui ci sono le condizioni ideali per l’essiccazione dello stoccafisso. A questo proposito, sapevate che l’Italia è il maggior importatore di stoccafisso norvegese? E pensate, fin dal Medioevo! Altra cosa che mi ha stupito è il fatto che i norvegesi fino a pochi anni fa non mangiavano lo stoccafisso e ora hanno imparato a cucinarlo proprio da noi. Queste cose non c’entrano con il , ma mi hanno incuriosito anche perché era il mio primo approccio con la cucina norvegese ed è stato interessante. Altra cosa che ho imparato: in Norvegia i menu si compongono di starter (antipasto), main course (piatto unico) e dessert.

Secondo me lo stoccafisso si abbina bene a un nero darjeeling… voi che ne dite? Intanto che pensate proverò e vi farò sapere ;-)

God te!!!

Il mondo del tè tra Bologna, Jesi e Milano

tea time florealeDa un po’ non vi racconto i vari eventi italiani dedicati al mondo del tè… scusatemi, ammetto di avervi trascurato in questi mesi, ma recupererò :-) Ed ecco tre eventi da non perdere in queste settimane tra Bologna, Jesi e Milano.

Iniziamo da Bologna: continuano gli incontri delle ragazze di Acqua Calda per il Tè. Giovedì 14 marzo alle ore 21 protagonista sarà una l’autrice Emanuela Susmel, che ci accompagnerà a riflettere sulla forza dei nostri sogni e delle nostre aspirazioni. Ricordatevi di prenotare via mail info@acquacaldaperilte.it

A Jesi, a Cose di Tè, sabato 16 marzo dalle 17,30 ricordatevi di portare la vostra tazza preferita perché potrete assaggiare i tè di primavera e, grande novità, i cioccolatini pasquali al tè

Ultimo appuntamento a Milano giovedì 21 marzo alle 17. Chà Tea Atelier organizza un corso di due ore per imparare a realizzare composizioni floreali (del resto è il primo giorno di primavera) mentre si degustano . Questo è il primo di quattro appuntamenti in collaborazione con le flower designers di Fiori Regali per imparare a organizzare un perfetto tea time a tema floreale. Per info e prenotazioni: Chà Tea Atelier: 02 89415371 – Fiori Regali: 02 39445124
Per motivi organizzativi le prenotazioni dovranno pervenire entro lunedì 18 marzo. Il costo è di € 35, inclusi tutti i materiali.

E vi preannuncio che sabato 16 marzo alle 17 sarò a Weekend Donna a Milano a parlare di e di Five O clock… vi aspetto :-)

Ps. Per votarmi l’indirizzo è sempre lo stesso: http://blogger.grazia.it/blogger?id=685

Mini muffin al tè verde matcha

Ecco come promesso la ricetta di Elisa Trivellato, nostra chef  del tè: mini muffin al tè verde matcha. Mi ispira… a voi?

Mini muffin al tè matchaMini muffin al tè verde matcha

220 g farina

50 g zucchero

3 uova

120 g burro

3 cucchiai di latte

70 g cioccolato bianco

1 bustina lievito

2 cucchiaini di zucchero a velo

2 cucchiai tè verde matcha

Mescolate la farina con il lievito. Frullate o grattugiate il cioccolato bianco.
Montate a spuma lo zucchero, lo zucchero a velo, le uova e aggiungere il burro morbido e il latte, e infine incorporate il cioccolato bianco, il tè verde matcha e il composto di farina e lievito.
Riempite con l’impasto dei pirottini per mini muffin o muffin e cuocete in forno caldo a 200° C per 20 minuti. Fate sempre la prova stuzzicadenti che deve uscire sempre asciutto.
Sfornare a lasciare raffreddare.
Servire i mini muffin al tè verde matcha con zucchero a velo.

Festa della donna: Elisa, chef del tè

Elisa Trivellato tèE anche quest’anno è arrivata la festa della donna. La tradizione vuole che si regali una mimosa, io invece vi regalo un’intervista con una donna che si è distinta nel campo del , ovvero Elisa Trivellato, chef del tè.

Elisa ha 28 anni e si è diplomata alla scuola alberghiera Carlo Porta di Milano in tecnico dei servizi ristorativi con la specializzazione di cuoca tecnologia. La sua passione per la cucina è nata tempo fa: “Già quando andavo alle elementari con la mia tata ci divertivamo a fare biscotti e pane nelle forme più svariate, da quel momento la passione è aumentata e così, dopo le scuole medie, ho deciso di fare la scuola alberghiera e iniziare a mettere veramente le mani in pasta”.

Anche la passione per il è qualcosa che nasce da lontano e che è diventata più forte quando Elisa ha iniziato a lavorare per un negozio di tè. E’ qui che ho sentito parlare per la prima volta di lei. “Mentre di giorno lavoravo tra i , pensavo già a cosa sperimentare quando arrivavo a casa per la cena”. Curiosi di sapere qual è stata la prima ricetta della chef del tè? “Gnocchi verdi al tè matcha con fonduta al brie, che ho utilizzato durante una mia partecipazione alla trasmissione Cuochi e Fiamme in onda su LA7d. Ricetta che fu molto apprezzata dai giudici e anche grazie a questa ricetta ne sono uscita vittoriosa”.

Earl Grey

Cosa, secondo me, bellissima è il fatto che Elisa sia riuscita a riunire due bellissime passioni e a trasformarle anche in un lavoro:”Faccio dei corsi di cucina, insegnando alla gente a cucinare con il tè . Durante il corso spiego come il può diventare un ingrediente fondamentale all’interno di una preparazione e sto constatando un grande interesse verso l’argomento”. Fantastico, no?
A sito questo proposito, visto che non tutte le lettrici e i lettori di Five O clock sono di Milano e possono seguire i corsi della nostra chef del tè, ho chiesto a Elisa qualche consiglio per sperimentare a casa ricette a base di . “Bisogna tenere ben presenti due cose fondamentali – mi ha risposto – la qualità del che si utilizza e il modo giusto di utilizzarlo”. In ogni caso, tranquilli. Elisa ha in programma di girare l’Italia con i suoi corsi di cucina con il tè… chissà che non venga presto anche nella vostra città ;-)

Ultima domanda di rito: qual è il tuo preferito? “Il lapsang souchong, lo stesso che utilizzo molto spesso per le mie preparazioni salate, come per esempio risotto affumicato con pancetta, spuma di zucchine e tè affumicato o tagliatelle al tè affumicato con speck e asparagi. Un altro molto buono è l’earl grey, con cui faccio un olio aromatizzato, che poi si può utilizzare per condire semplicemente un’insalata oppure aggiungere a creme e passati di verdura”.

Elisa ha voluto dedicare alle donne anche una ricetta… ma per questa vi rimando, come “tradizione”, a domenica, sempre alle 17. Premetto solo che si tratta di mini muffin al matcha ;-) che bontà!

Grazie Elisa per aver condiviso il tuo tè con noi e…

Buona festa delle donne!!!

Ciambelline laziali

Mia sorella si sta dedicando alla cucina tradizionale italiana ed ecco la sua nuova ricetta: ciambelline laziali. Sono dei biscotti semplici, diffusi nella provincia di Roma, perfetti da inzuppare nel , ma anche nel vino.

Ciambelline lazialiCiambelline laziali

1 kg di farina

360 g di zucchero

3 dl d’olio extravergine d’oliva

scorza gratuggiata di un limone biologico

2 bustine di lievito per dolci

4 dl di vino bianco

sale

Per preparare le ciambelline laziali, setacciate la farina con il lievito e un pizzico di sale. Dispotela a fontana sulla spianatoia e versatevi al centro lo zucchero, l’olio, il vino e la scorza di limone.

Lavorate energicamente gli ingredienti con le mani, fino a ottenere un impasto sodo ed elastico. Formate una palla, avvolgetela in una pellicola trasparente e lasciatela riposare per trenta minuti.

Trascorso il tempo necessario, riprendete l’impasto, sistematelo sulla spianatoia e dividetelo in tanti piccoli pezzetti. Formate con ogni pezzetto un cilindro delle dimensioni di un dito e della lunghezza di 20 centimetri circa. Poi ricavate dai cilindri altrettante ciambelline.

Dispote su una placca coperta da carta da forno i biscotti e cuoceteli a 180° C per venti minuti.

Servite le ciambelline laziali fredde, accompagnate da un tè Ceylon Orange Pekoe.

E,visto che siamo in periodo elettorale, votate una certezza, votate Five O clock :-)

http://blogger.grazia.it/blogger?id=685

Un tè con Jimmy Choo

tè Jimmy ChooAppassionate/i di moda di tutto il mondo, non potete perdervi un tè con Jimmy Choo al MO Bar del The Landmark Mandarin Oriental di Hong Kong. Una meta non comodissima, ma se siete da quelle parti, approfittatene per bere un fashion grazie alla collaborazione tra la struttura di Hong Kong e uno dei marchi di lusso più famosi al mondo.

Dal 2 aprile al 5 maggio, il del pomeriggio del MO Bar si ispirerà alla collezione primavera/estate 2013 di Jimmy Choo. Qualche esempio di cosa significhi questa originale collaborazione la trovate nelle foto di questo post di Five O clock: il fascino della fine degli anni ’60 e dei primi anni ’70, colori ricchi e vivaci declinati in pelle goffrata, frange e nappe, per mettere in risalto quel lato amante del divertimento di ogni donna.
Durante il , saranno serviti sandwich con cetriolo e salmone affumicato realizzato seguendo la forma della clutche CAYLA del marchio Jimmy Choo, decorata con borchie a piramide con colori vivaci alla crema di formaggio, insieme alla borsa al cioccolato bianco che riproduce la stampa leopardo di uno dei disegni firmati Jimmy Choo. Non mancheranno stuzzicanti e curiosi bocconcini come tacchi a spillo di foie gras su croccante pane brioche, panini con mousse di prosciutto con senape Savora, sandwich con salmone affumicato, cetriolo e crema di formaggio. A concludere il tè con JiJimmy Choommy Choo, le dolci tentazioni, ovvero scarpette al cioccolato al latte, ripiene di biscotti al cacao e limone, borsette al cioccolato bianco farcite con mousse al lychee, rosa e lampone, macaron al frutto della passione e crema di mango, e verde, fragola e shooter mousse Yuzu, nonché le focaccine allo zenzero con uvetta tipiche del MO Bar di Hong Kong. Tutti gli ospiti riceveranno uno speciale omaggio, firmato Jimmy Choo, formato da un set da (fino ad esaurimento scorte).

Per prenotare il tè con Jimmy Choo al MO Bar del The Landmark Mandarin Oriental di Hong Kong è possibile telefonare al numero +852 2132 0077 o scrivere una e-mail all’indirizzo lmhkg-mobar@mohg.com.

Chi va, fa le foto per tutti? ;-)

Intanto, Five O clock continua a chiedere un vostro aiuto e supporto con un semplice click al contest di Grazia.it: http://blogger.grazia.it/blogger?id=685

Buon cari lettori

Milano, il pomeriggio di Refettorio tra tè e torte

i-pomeriggi-del-refertorio tèIeri sera mi hanno portato in un locale a me nuovo a Milano: il Refettorio Simplicitas. La cosa particolare è che ogni pomeriggio dalle 16 alle 18,30 ci si può fermare a bere (firmato Chà Tea Atelier) e mangiare fette di torte fatte in casa (vedi foto, dove c’è anche il fantastico gelato alla vaniglia del Refettorio, fatto quasi sul momento dallo chef). Potete anche scegliere un centrifugato di arance, carote e sedano oppure una tazza di cioccolata calda (che con il freddo di questi giorni non è poi una cattiva idea). La cosa originale è che ci si può fermare tutto il pomeriggio (la wi fi è gratuita), bere e mangiare quello e quanto si vuole e si paga prezzo fisso di 10 euro.

Ho deciso che un pomeriggio passo a prendermi una bella tazza di , una fetta di torta e intanto scrivo e faccio le ricerche per i miei articoli… ho sempre sognato di fare una cosa del genere :-)

Buon pomeriggio e buon a tutti!

Ps. Ultimo giorno per far sì che Five O clock diventi blog del mese di Grazia.it… votatemi cliccando qui


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