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Apre la prima boutique Dammann Frères in Italia

Dammann Frères, la nota maison francese di tè, apre la sua prima boutique in Italia, a Milano. Sono stata stamattina all’inaugurazione per la stampa e mi è piaciuta! Il negozio è un locale (80 mq) intimo, elegante, dove sarete circondati da confezioni di  disposte su scaffali in legno scuro. Si trova in una zona centrale del capoluogo lombardo, piazza XXV aprile, vicino a corso Garibaldi, e ,se oggi non ci fosse stato lo sciopero dei trasporti (no comment!) sarebbe stato comodo da raggiungere, a metà strada tra le stazioni di Moscova e Porta Garibaldi. Simpatica l’idea di mettere un grande tavolo all’ingresso con tutte le foglie di tè, per far sì che, annusando, si possa avere un’idea più chiara di ciò che si sta cercando.

All’inaugurazione della boutique Dammann Frères erano presenti Stefano Guibertoni, amministratore delegato di Domori, società del gruppo Illy che distribuisce in Italia i tè della casa francese, Anna Maggia, esperta di tè e ambasciatrice del brand nel nostro Paese, e Didier Jumeau Lafond, presidente della Dammann Frères, con la giovane figlia Flora, sales manager della maison.

Alla fine della presentazione lo chef Stefano Chiodi Latini ha realizzato dei piatti davvero unici a base di tè: pacchero, pastificio Cocco, con Soleil Vert, ricotta di seiras con foglie aperte di triturate con aggiunta di caramello di pompelmo, sale e pepe; conchiglione Felicetti con tè Dune d’epieces, salsiccia di Bra e gel di tè; burnia di coniglio cotto a bassa temperatura con tè coquelicot Gourmand nero solidificato, il tutto affumicato sul momento al tè; cappasanta con tè blanc d’anjichine, estratto di carota trasformato in gel con foglia aperta di tè, sale Halem Moon e pompelmo; Comsuthè: interessante perché dal brodo di pollo ricaviamo il gusto che ben si sposa con l’infusione a caldo del con l’aggiunta di sale affumicato e di balsamico tradizionale.

La boutique Dammann Frères è l’ottava nel mondo (quarta di proprietà). Dopo le tre prestigiose location di Parigi (la prima in Place des Vosges è stata inaugurata nel settembre 2008), due punti in Giappone, uno in Austria e altri negli Emirati Arabi, ecco che il francese sbarca in Italia. All’interno troverete centinaia di tè (molti i tè di Natale) e da gennaio 2013 partirà un ricco programma di corsi sul tè, degustazioni guidate e tanto altro ancora per valorizzare e diffondere la cultura del tè. Ogni giorno sarà poi possibile assaggiare e provare il tè del giorno.

Di Dammann Frères avevamo già parlato tempo fa, ma vi ripeto qualcosa… la maison francese di tè è nata nel 1692 e da allora seleziona e produce tè di qualità. Negli anni ’50 fu la prima azienda a produrre aromatizzati con aromi naturali.
E per il futuro? “Stiamo pensando a un nuovo concept – rivela il presidente Didier Jumeau Lafond – qualcosa di diverso, di grandi dimensioni, che sia luogo di teatralizzazione del consumo e che possa sorprendere e attrarre le nuove generazioni”. Intanto, hanno da poco realizzato un nuovo formar in Svizzera: i matrimoni al tè, ovvero ogni piatto della festa nuziale e associato a un tè diverso, invece che a un vino, come avviene di solito. “Il matrimonio al tè è molto nobile, economico e chic”, aggiunge Didier Jumeau Lafond.

… ne vedremo delle belle! Intanto, se volete visitare la prima boutique Dammann Frères in Italia non vi resta che passare in piazza XXV aprile a Milano, a partire da sabato 2 dicembre ;-)

Buon a tutti!

Tirami su del Cappellaio Matto con zenzero e cioccopere

Cari amici e care amiche, la ricetta di questa domenica viene proprio da due di voi: Daniela e Irene del Tea Shop Acqua Calda per il Tè di Bologna. Si chiama:

Tirami su del Cappellaio Matto con zenzero e cioccopere

6 uova;

500 g di mascarpone;

125 g di zucchero;

50 g di cioccolato al pepe bianco;

50 g di zenzero candito;

4 biscottoni al farro;

8 cucchiai di Rum;

8 cucchiai di latte

Lavorate il mascarpone fino a renderlo morbido. Tagliate a coltello i canditi di zenzero e la cioccolata al pepe bianco e uniteli al mascarpone.

Montate le chiare a neve e, separatamente i tuorli con lo zucchero quindi aggiungeteli con delicatezza al composto al mascarpone. Versate la crema ottenuta in una ciotola.

A parte, mescolate latte e Rum e inzuppateci i biscottoni al farro. Disponeteli poi sulla crema in questo modo: il primo al centro e gli altri, spezzati a metà, intorno a raggiera.

Lasciate riposare in frigo per un giorno e servite.

Daniela consiglia di associarlo a un Earl Grey o, per spezzare a un Keemun. Cosa ne dite?

Se volete anche voi inviarmi una vostra ricetta con o in abbinamento al tè scrivetemi!!!

Tè tra Macerata, Milano, Bergamo e Bologna

Buona notizia per i lettori e le lettrici marchigiane. Da oggi apre Cose di Tè a Macerata. La proprietaria è Elvira De Bellis, romana di nascita, trasferitasi con la famiglia qualche anno fa a Treia (Mc) per vivere in un ambiente più a contatto con la natura. Hanno aperto un B&B in campagna e ora il negozio di tè in via Francesco Crispi, 2. Sinceramente non so se ci fosse già qualcosa di simile in città… conoscete tea room o tea shop carini a Macerata?

A Milano, invece, tornano gli appuntamenti organizzati dalla Teiera Eclettica. Il 6 aprile alle 20,45 ci si trova al Bistro del tempo ritrovato in via Foppa 4 per un accoppiata vincente, tè e letteratura. Prenotazioni a info@teieraeclettica.it

L’8 aprile l’Associazione Italiana Cultura del Tè ci invita a una serie di incontri all’università di Bergamo su “Cultura del tè nei Paesi orientali: Cina e Giappone”. Livio Zanini si occuperà della riscoperta e dell’invenzione dell’arte del tè cinese, nonché della sua cerimonia che verrà affrontata in modo un po’ più filosofico da Kuniko Tanaka. Il Giappone e la sua cerimonia del tè sarà invece nelle mani della maestra Eriko Iso.

Del Matcha abbiamo già accennato qualche post fa. Per saperne molto di più vi consiglio l’appuntamento al Mondo di Eutèpia di Bologna il 10 aprile alle 15. Barbara Sighieri dell’Associazione Italiana Cultura del Tè tratterà e farà assaggiare le diverse qualità di matcha accompagnate da piatti dolci e salati preparati proprio con questo tè come ingrediente. Costo: 25 euro. Per informazioni e prenotazioni: info@mondodieutepia.com

Per oggi è tutto… buon tè e buon weekend :)

Giappone: sisma, tsunami, radiazioni. Notizie per gli amanti del tè giapponese

Questo pomeriggio stavo bevendo tranquillamente una tisana ai frutti di bosco pensando alle ricette da sperimentare in questi giorni di festa (tante idee poi non farò niente, state a vedere ;-) ). Mi arriva una mail da Cose di tè sul Giappone. Mi tornano in mente le immagini di questi giorni…

Poi leggo attentamente il testo. Si parla delle piantagioni di tè. Con tutto quello che è successo mi sono completamente dimenticata che il Paese devastato è uno dei maggiori produttori di tè al mondo.

Nella tragedia, una buona notizia. Sembra che i coltivatori e i produttori giapponesi siano rimasti illesi. Si trovano infatti nella zona più a Sud dell’isola, distante dall’epicentro e dalla costa. I problemi non sono però finiti. Devono affrontare disagi nei trasporti e con l’elettricità (la prefettura di Shizuoka, la più grande area di produzione è in blackout).

Chi vende tè sta anche peggio. Nella regione orientale di Sanriku oltre 50 Tea Shop sono dispersi.

Ancora non si sa niente sulle livello delle radiazioni nei giardini. Altro problema da non sottovalutare…

Gli italiani con una tazza di tè

Un tè preso a Predazzo (TN)

Mentre guardo la partita e soffro per gli azzurri, bevo, naturalmente, tè. Nelle pause tra un’azione e l’altra, ho scoperto anche qualcosa d’interessante sul nostro Paese…

Fino ai primi decenni del Novecento, gli italiani consideravano il tè come una bevanda raffinata, aristocratica. Erano pochi i posti in cui lo si poteva bere ed erano arredati come le grandi sale da tè a Parigi e Londra.Una sola differenza rispetto ai locali inglesi e francesi: il numero dei clienti. In Italia non erano numerosi quelli che bevevano il tè, anche trai membri della nobiltà e dell’alta borghesia.

Dopo la Seconda Guerra Mondiali, con il boom economico, il cinema, la televisione e i maggior  contatti con i Paesi stranieri, l’abitudine di bere l’infuso delle foglie orientali aumentò nei vari strati della popolazione.Negli anni ’70 divenne una moda per la diffusione tra i giovani delle culture orientali. Nacquero dei locali apposta, dove tra un sorso e l’altro, si ascoltava musica indiana e si respirava i profumi dell’incenso.

Oggi il caffè, rimane la bevanda più apprezzata dagli italiani anche perché, come dicono in tutto il mondo, noi lo sappiamo fare bene. In ogni caso, sono anche tanti i nostri connazionali che bevono tè, come noi :-)

Su questo sito ho trovato un elenco di negozi sparsi sulla Penisola, dedicati a questa bevanda:

http://www.teatime.it/teashop_italia.htm

Ne conoscete altri? Fatemi sapere che sono curiosa di provarli!!

Il tè delle cinque

Il tè del pomeriggio secondo Mary Cassat

Ho iniziato questo blog dicendo che sarebbe stato aggiornato sempre alle 17 come la tradizione inglese insegna… ecco, ma come è nata questa abitudine?
Incredibile ma vero, la “colpa” è di una portoghese: Caterina di Braganza. Figlia del re di Portogallo, andò in sposa a Carlo II d’Inghilterra del 1662 e fu lei a introdurre l’usanza del tè.

Si dice, però, che fu Anna, settima duchessa di Bedford, ad “inventare” l’usanza del tè del pomeriggio, all’inizio del XVIII secolo. Prendere il tè tra le quattro e le cinque serviva ad alleggerire i morsi della fame tra pranzo e cena (concordo!!!).

Il successo di questa trovata è stata favorita da un’altra esperienza culinaria, quella del Conte di Sandwich. Pensò di mettere una farcitura tra due fette di pane e inventò il sandwich! Queste due nuove abitudini diedero il via a tanti incontri sociali e crearono una tendenza che ancora oggi influisce sul nostro modo di pensare al Regno Unito.

Tradizionalmente, un “Five ‘O Clock Tea” presuppone una tazza di tè con latte e zucchero accompagnata da tramezzini vari, panini, torte e paste particolari come la “Battemberg” (http://bronmarshall.com/?p=99) o la “Victoria Sponge” (http://cuocavvenente.blogspot.com/2009/10/victoria-sponge.html).
Oggi, gli inglesi trascorrono questa pausa nei saloni di alcuni grand hotel, nei caffè o nei Tea shop.

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