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Tisana alla menta peperita, fresco piacere d’estate

Che caldo! E’ arrivato il momento del tè freddo… ma anche delle tisane fredde. L’Istituto Erboristico L’Angelica ha creato una nuova tisana alla menta piperita che, può essere sorseggiata anche fredda in estate ed è una perfetta bibita dissetante, digestiva e ottima, grazie alle sue note balsamiche, sull’apparato respiratorio. Potrei farla bere al mio gattino che ha tutto il nasino chiuso…

Scherzi a parte, il potere del profumo della menta è stato decantato anche dal latino Plinio Il Vecchio, conosciuto da molti studenti come colui che è morto per studiare il Vesuvio durante la famosa eruzione che ha distrutto Ercolano e Pompei (a me avevano raccontato che era salito sul vulcano proteggendosi con un cuscino,… cosa non si fa a volte per rendere il latino interessante ;-) ). Il nome menta deriva da una storia della mitologia greca. Minta (o Menthès) era una ninfa amata da Ade (Plutone in latino), dio dell’Aldilà greco, che il primo amore del dio, Persefone (Proserpina per gli antichi Romani), per gelosia, trasformò in una pianta. La menta appunto.

Le virtù della menta sono state lodate da tanti dell’antichità. Aristotele ne sconsiglia l’uso in tempo di guerra perché, eccitando i sensi, serviva a rinvigorire lo spirito prima di una battaglia (anche amorosa essendo consigliata la menta come afrodisiaco). Il poeta Marziale ne ha ricordato le virtù digestive. L’imperatore Carlo Magno ha inserito la menta tra le piante utili alla medicina e all’uso domestico.

Con la menta, oltre alla tisana, si può fare un altro ottimo dissetante di origine orientale: il . Provatelo anche con l’aggiunta di cannella!

Tisana al finocchio ai neonati. Tossica o no?

Mi ha stupito il servizio andato in onda ieri sera al tg1 sui semi del finocchio. In sostanza, si diceva che contengono una sostanza naturale, l’estragolo, che fa male ai neonati e alle donne incinta. Tempo fa, invece, l’infuso ricavato dai semi, veniva dato ai bimbi per calmare le loro coliche e alle donne per aumentare la montata lattea.

In realtà, da quello che ho trovato su internet, il tg1 non ha “scoperto l’America”. Diciamo che doveva riempire uno spazio. La notizia è infatti di qualche mese. Compare in comunicato del 20 dicembre 2010 dell’Inran, Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione che  ha pubblicato uno studio sull’estragolo e ha riportato quanto riconosciuto nel 2001 a livello europeo, cioè che la sostanza è genotossica (in grado di alterare il Dna) e cancerogena. All’epoca, la ricerca era stata condotta dal progetto europeo Facet, di cui l’Inran svolgeva un sotto-programma sugli aromi naturali. Sono state analizzate tisane al finocchio in bustina, solubili o in semi. Ognuna è stata poi preparata con 100 ml di acqua bollente, per un tempo di infusione di 7 minuti, a eccezione dei preparati solubili in cui sono seguite le indicazioni riportate sull’etichetta. Risultato? I livelli di estragolo rilevati  sono troppo elevati perché il consumo di tisane possa essere considerato  sicuro, per lo meno nel caso dei neonati.

Stessa cosa è stata detta dall’Emea, l’Agenzia europea che si occupa della valutazione scientifica dei farmaci, secondo la quale, il consumo di tisane al finocchio non è raccomandato ai bambini al di sotto dei 4 anni, a meno di una specifica indicazione del pediatra, così come non è raccomandato nel caso di donne in gravidanza o durante l’allattamento. E per le altre categorie?

Antonio Raffo, ricercatore dell’Inran e responsabile dello studio, ha precisato che “siamo in presenza di un caso complicato in cui le informazioni a oggi disponibili non consentono di stabilire con sicurezza un livello di esposizione al di sotto del quale possiamo essere del tutto tranquilli”. Parla di “una zona grigia difficile da gestire”. Consiglia quindi precauzione soprattutto nel caso delle categorie indicate dall’Emea. “Nel caso della popolazione adulta (dove a parità di quantità ingerita l’esposizione è più bassa, dato il valore più elevato del peso corporeo, e dove si ha una minore intrinseca vulnerabilità propria dei tessuti di un organismo adulto) non si hanno indicazioni particolari, se non quelle dettate dal comune buon senso”, aggiunge il dottor Raffo.

Il finocchio è una pianta erbacea coltivata fin dal XVI secolo. La tisana viene da tempo usata come digestivo e per diminuire il gonfiore addominale.

Dove comprare tè a… Firenze

Queste belle giornate fanno venire voglia di fare lunghe passeggiate o gite fuori porta. Oggi vi voglio portare a Firenze e, naturalmente, bere una tazza di tè.

Il nostro percorso parte da piazza Ghiberti dove c’è La via del tè che proprio quest’anno festeggia i “suoi primi 50 anni”. L’azienda è stata creata da Alfredo Carrai che, affascinato dal mondo della nostra bevanda preferita, ha girato la Cina, la zona del Darjeeling,… in cerca delle foglie più pregiate. Oggi, oltre ad Alfredo ci sono la moglie e i figli a gestire un carino locale con mobili in legno scuro. Un posto tranquillo dove si può acquistare o sedersi a bere tè.

In via dei Fossi troviamo una delle sedi di Peter’s TeaHouse, l’azienda nata a Bolzano nel 1994 e oggi diffusa in tutta Italia con una ricca varietà di prodotti: più di 200 varietà di tè, infusi alla frutta, tisane, zucchero aromatizzato, biscotti, confetture… c’è ne è di tutti i tipi.

Brac

Ben fornito è anche Brac in via dei Vagellai 18, una caratteristica libreria con caffè e cucina dove fermarsi a bere una tazza della nostra bevanda preferita assieme a qualche dolcetto. Tutti gli ingredienti sono di origine biologica o prodotti localmente. Tra i tè, si possono scegliere gusti classici (English Breakfast, Ceylon, Darjeeling, Earl Grey, Bancha) e altri più particolari (Sencha Mandarin Bio, Rooibos Melenge, Tè del Deserto, Jasmin Dragon Pearls, Sweet Green Bio).

Un altro locale legato, in un certo senso, ai libri è l’Hemingway in piazza Piattellina 9. In realtà è una famosa e antica cioccolateria di Firenze ma il tè non manca e, anzi, è anche protagonista di degustazioni così come caffè, vini e liquori. Se oltre a bere, volete anche qualcosa da sgranocchiare potete trovare crepes, torte, semifreddi e, novità di quest’anno, la minestra di cioccolato.

La Raccolta in via Leopardi è un ristorante vegetariano e vegano. Al pomeriggio ci si può sedere a bere un tè o una tisana sempre in compagnia di qualche dolce. Nel locale vengono organizzati anche cene speciali, mostre e corsi di cucina.

Anche al Derb di via Faenza si può bere una buona tazza di tè in un ambiente tranquillo e accogliente, sui toni del blu (il mio colore preferito, tra l’altro). Le proprietarie sono marocchini quindi una tazza al Derb è come un tuffo nella tradizione e nella cultura maghrebina.

E per finire, il Rifrullo in via di San Niccolò 55, per una pausa tranquilla a base di tè e pasticcini.

Mi sono dimenticata di qualcuno.. se sì, come sempre, fatecelo sapere :-)

Cosa si può scoprire in una cena tra blogger

Ieri sera sono stata a cena con alcuni blogger. C’era chi scriveva di viaggi, chi di cultura, chi di aziende, chi di risparmio,… eppure ognuno aveva qualcosa da dire sul tè. Interessante, vero? ;-)

Parlando, mi hanno dato varie idee interessanti di cui vi racconterò man mano.

Oggi inizio con una cartolina che ha trovato Laura nel locale in cui ci trovavamo.

Si tratta di una iniziativa promossa dalla Lipton in collaborazione con Abni (Associazione Biologi Nutrizionisti Italiani). L’obiettivo è promuovere febbraio come Mese dell’idratazione. “Bere tè e infusi senza aggiunta di zucchero e latte, è il nuovo modo, piacevole e appagante, di contribuire all’idratazione quotidiana con gusto e senza calorie (100 ml di tè o infuso forniscono da 0 a 4 calorie” specifica il volantino.

Per altre informazioni collegatevi al sito tivogliotantobere.it

Io dire di accettare l’invito, mettere l’acqua nel bollitore o nel pentolino e assaporare la nostra bevanda preferita godendoci questo pomeriggio di sole :-)

Tisana di stagione: arancia

Il frutto che mi piace di più in questa stagione invernale è l’arancia. Si presta bene in dolci e ricette salate; perché non provarla in infuso?

Tisana all’arancia

la scorza di 1/2 arancia (lavatela bene prima);

due cucchiaini di scorza d’arancio secca;

un cucchiaino di fiori di tiglio;

un cucchiaino di karkadè;

un cucchiaino di malva

Lavate l’arancia, tagliatela a metà e grattugiate la scorza di una delle due parti.

Portate a ebollizione un pentolino di acqua.

Versate tutta la scorza che avete, secca e non e lasciate bollire per qualche minuto. Aggiungete gli altri ingredienti e spegnete la fiamma. Lasciate in infusione il tutto per una quindicina di minuti con un coperchio sopra, poi filtrate.

Se preferite bere cose calde in questa stagione, riscaldate la tisana per qualche minuto.

L’arancio, pensate, è una pianta originaria dell’Asia centrale che poi si è diffusa nell’Europa meridionale e nelle regioni calde degli Stati Uniti, come la Florida.

Grazie alla vitamina C, contenuta nella sua polpa ma anche nelle sua buccia, l’arancia è il frutto perfetto per alzare le difese immunitarie. L’infuso che vi ho proposto, inoltre, ha un forte potere digestivo e riesce ad alleviare i gas gastrici. L’arancia possiede poi la vitamina A che fa bene alla pelle e alla vista.

Arrivano i tè Pompadour

La storica azienda di tè e tisane di cui avevo già parlato per quanto riguardava i metodi naturali per conciliare il sonno, ora lancia una sua gamma di tè. Sette prodotti particolare, quattro neri e tre verdi. Quest’ultimi mi sono sembrati molto interessanti. Sono gusti infatti particolari che non ho mai visto prima (e voi?), cioè verbena&erba limoncina, camomilla&menta e arancio&zenzero. I tè neri hanno gusti più classici: Golden Tea (certificato dal FairTrade, commercio equo solidale), Earl Grey e varianti aromatizzate alla vaniglia e ai frutti rossi.

La linea tè non è l’unica. La Pompadour offre anche una tisana ‘regolarità’, un concorrente allo joghurt sponsorizzato dalla Marcuzzi ;-) Contiene finocchio, rabarbaro rosso, malva e prugna in granuli, ingredienti che aiutano a regolare il transito intestinale e stimolano la digestione.

Pubblicità divertente

Scusatemi cari lettori ma questa ve la devo proprio far vedere. Stavo girando sui siti mentre bevevo la mia tazzona di tisana al finocchio, liquirizia e cumino quando ho trovato questa pubblicità:

Lo so, è assurda ma qualche risata e qualche frivolezza ogni tanto fa bene ;-)

Tisana al fico

Settembre, stagione dei fichi… questa domenica voglio dedicare la mia ricetta proprio a loro.

Tra l’altro, a me come frutti piacciono tantissimo… e a voi?

Tisana al fico

2 tazze d’acqua

1 cucchiaio di zucchero di canna

3 fichi secchi

succo di limone

Far bollire l’acqua con i fichi secchi per circa 25 minuti. Spegnete poi la fiamma e lasciate riposare una decina di minuti con il coperchio.

Aggiungete lo zucchero e un goccio di succo di limone.

Bevete godendovi queste soleggiate giornate settembrine :)

La tisana di fichi ha un’azione lenitiva sulle mucose e quindi è utile soprattutto per combattere le infiammazioni dei bronchi e della trachea. Un infuso fatto con le foglie di questo frutto, invece, può essere un ottimo collirio per occhi stanchi e arrossati.

Il fico è originario dell’Asia Sudoccidentale ma è ormai una pianta comune in tutto il Mediterraneo e in alcune zone secche dell’America.

Il frutto è ricco di saccarosio (meglio evitarlo se siete diabetici!), vitamina A, B1, B2, C.

Mia mamma con i fichi fa anche un’ottima marmellata che si abbina bene a tè puri, non aromatizzati sia neri che verdi perché ha un gusto delicato e dolce.

Il tè dei mondiali

Stanno iniziando!! Dopo quattro anni dopo la mitica edizione in Germania che ci ha visto protagonisti, le squadre di calcio di 64 Paesi tornano a sfidarsi su un verde “campo di battaglia”.

Quest’anno è il Sud Africa a ospitare i giochi e io, a poche ore dalla cerimonia di inaugurazione, mentre si svolge la prima partita tra gli Undici dello Stato ospitante e il Messico, non posso non parlarvi dell’infuso tipico del Sud Africa: il Rooibos.

La sua tisana viene chiamata anche Red Bush o tè rosso africano ed è fatto con una pianta, appartenente alla famiglia delle leguminose, cresce solo cresce solo nella regione di Cedarberg, in Sud Africa.

Le foglie del Rooibos, dopo la raccolta, vengono tritate, fermentate e asciugate. L’infuso che ne deriva, viene bevuto dalla popolazione sudafricana con l’aggiunta di latte e zucchero. Io l’ho bevuto da solo come sempre e sinceramente non mi è piaciuto per niente… Ha un sapore strano, indefinibile, dolciastro… voi l’avete mai provato? Come vi è sembrato?

Il Rooibos però fa bene. Le foglie sono ricche di antiossidanti, di magnesio, calcio, fosforo, ferro e vitamina C. In Occidente, inizia a essere diffuso in questi ultimi anni anche per il basso contenuto di caffeina e tannini.

I primi a usare questa bevanda furono i Khoisan, una popolazione locale. Fu Benjamin Ginsberg, un colono sudafricano di origine russa, a iniziare a commerciare il Rooibos con i Khoisan nel 1904 e poi a coltivarlo.

Bè vi lascio alla partita… al prossimo tè!

Forza azzurri!!!

Tisana alla rosa

Ultima domenica di maggio. Bisogna concludere con una ricetta dedicata al fiore simbolo di questo mese: la rosa.

Tisana alla rosa

20 – 30 petali di rosa (attenzione: potrebbero essere piene di sostanze chimiche, informatevi prima di comprarle!);

un pizzico di noce moscata;

un cucchiaino di scorza di arancia;

un cucchiaino di zucchero

Fate bollire per una decina di minuti i petali di rosa. Aggiungete la noce moscata, la scorza e lo zucchero. Lasciate riposare per 5 minuti.

Potete servire la tisana calda oppure fredda in un bicchiere di vetro. In questo caso, decorate il bordo con uno spicchio di arancia e aggiungete dei cubetti di ghiaccio.

In medicina i petali di rosa vengono usati come astringenti mentre in aromaterapia l’olio di rosa è conosciuto per le sue proprietà afrodisiache, sedative, antidepressive, antidolorifiche e antisettiche.


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