Curiosità

E anche la seconda edizione del festival del tè, In Tè Bologna Tè Festival, è finita. È stato bellissimo incontrare molti di voi e conoscere nuove persone… forse è la parte che mi è piaciuta di più… tea friends are the best!

Per sapere cosa è successo vi rimando al racconto di Francesca qui

Ora invece vi lascio il racconto per immagini di mio marito, alla sua prima volta al festival. Non ama scrivere ma è appassionato di fotografia e ha voluto raccontare quest’esperienza in 24 fotografie:

Quali sono stati i suoi tè preferiti? L’oolong He Haung Qilai e il matcha.

 

Foto: Andrea Montebelli per Five o' clock

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Degustazioni

Avete mai sentito parlare di tè affumicato? Se seguite questo blog forse sì è uno dei miei ingredienti preferiti quando si parla di cucinare con il tè. In questo caso sto parlando di uno specifico tè affumicato di origine cinese: il Lapsang Souchong. Le sue note aromatiche di legno sono decisamente interessanti per dare un profumo diverso al risotto, a i grissini, all’hummus, ecc.

Non a tutti piace berlo in purezza ma è sicuramente un tè da conoscere. Secondo me è poi una carta da sfruttare per stupire i non amanti del tè.

Attenzione: il Lapsang Souchong non è l’unico tè affumicato. Ho assaggiato altri tè affumicati, anche in California, è ognuno è diverso. Probabilmente però è il più famoso in Occidente quindi un ottimo punto di partenza per il nostro viaggio nel mondo del tè…

Il tè Lapsang Souchong è un ottimo ingrediente per la ricetta di un risotto aromatico

Come si prepara

Se volete bere il Lapsang Souchong in purezza ecco i consigli per una corretta preparazione:

Quantità: 2.5 – 3 g per tazza (ovvero un cucchiaio da minestra scarso per circa 200 ml di acqua)
Temperatura: acqua a 95° C
Tempo di infusione: 3 minuti

Si può preparare con la Gaiwan e fare l’infusione orientale? Sì anche se è un tè che forse non si presta bene alle infusioni ripetute anche per una questione pratica: le foglie piccole sono più difficili da gestire con la Gaiwan. Se volete comunque provare vi consiglio:

Quantità: 5-3 g per Gaiwan (dipende dalla dimensione)
Temperatura: acqua a 95° C
Tempo di infusione: 1 minuto. Si possono ottenere in questo modo fino a 3 infusioni con le stesse foglie.

Che cos’è il Lapsang Souchong

Il Lapsang Souchong è un tè completamente ossidato, quello che noi chiameremmo un tè nero per intenderci (trovate la spiegazione tra tè nero e tè rosso qui). È conosciuto in Cina anche con il nome di  Zheng Shan Xiao Zhong dal nome della sotto varietà di Camellia Sinensis a foglie piccole che dà origine a questo tè. Nel sistema di gradazione britannico si parla di Souchong per indicare un tè di bassa qualità (quarta scelta) perché realizzato con le foglie più basse e con meno valore.

Il tè affumicato più conosciuto è il Lapsang Souchong

Come spiega bene la tea blogger Tea For Me Please, questo fatto è dovuto a un problema di traslitterazioneXiao Zhong (o souchong) è il nome di una sotto varietà botanica. Zheng Shan significa “montagna originaria” perché questa particolare cultivar di Camellia Sinensis è originaria di una specifica zona, quella dei monti Wuyi, nel Fujian. Il Fujian è una regione nel sud-est della Cina ben nota per altri tè come il tè bianco Bai Mudan e alcuni famosi oolong cinesi (Tue Guan Yin, Da Hong Pao,…).

Torniamo al Lapsang Souchong. La sua particolarità è che viene affumicato con legno di pino o cedro. Da qui deriva il suo profumo e il suo sapore inconfondibile. Ma come è nato questo tè?

La leggenda del Lapsang Shouchong

Si narra che durante la dinastia Qing (1644-1911) un esercito si accampò in una fabbrica di tè nel villaggio Tong Mu, tra le montagne Wuyi Shan. I lavori si fermarono e le foglie appena raccolte, che dovevano essere trattate per diventare tè verde, furono abbandonate al loro destino. Non appena i militari lasciarono la fabbrica, i lavoratori ripresero subito i lavori ma avevano perso molto tempo. Per portare subito il prodotto finito sul mercato, decisero di velocizzare il processo di essiccazione facendo bruciare dei rami di pino sotto le foglie. Credevano di aver rovinato il tè e invece sembra che i mercati olandesi se ne lo apprezzarono subito facendolo diventare famoso in tutto il mondo.

Della leggenda esistono tante versioni con piccole differenze. Quel che è certo è che oggi è un tè proposto in molti lussuosi afternoon tea di Londra. Del resto, come sottolinea la tea sommelier Linda Gaylard, era il tè preferito Winston Churchill

Abbinamenti tè – cibo

Potete bere il Lapsang Souchong in purezza in qualsiasi momento della giornata, magari accompagnandolo con uno scacco di cioccolato fondente. Provatelo durante una colazione o un brunch a base di uova e pancetta. Interessante poi l’abbinamento con le ricette speziate, con lo speck o il salmone affumicato.

Questo tè ha un sapore troppo aggressivo per voi? Avete un’ottima soluzione a portata di mano: cucinatelo!

Ricette con il Lapsang Souchong

Come vi accennavo all’inizio. Questo tè è un fantastico alleato in cucina. La più famosa ricetta con il Lapsang Souchon è sicuramente la carbonara (la cui preparazione viene fatta anche da famosi chef). Provatelo anche nei risotti, nelle creme di verdure oppure per aromatizzare pane o grissini.

Ecco le ricette che ho già provato per voi:

Hummus di ceci al Lapsang Souchong e melanzane grigliate

Risotto alla pancetta e tè affumicato Lapsang Souchong

Pane aromatizzato al Lapsang Souchong

Crema di carote e Lapsang Souchong

Grissini rustici al Lapsang Souchong

Tagliatelle di porro con Lapsang Souchong, panna e piselli

Taralli al tè Lapsang Souchong

Scaloppine ai funghi e tè Lapsang Souchong

Foto: ©Five O clock
Fonti: Tea a User’s Guida di Tony Gebely; Il piacere del tèTea Sommelier di Gabriella Lombardi e Fabio Petroni; teaformeplease.com; tuttocina.it; newworldencyclopedia.org; theteastylist.com

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Cucina

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Tè e biscotti. È uno dei miei momenti preferiti. La colazione perfetta per iniziare la giornata con la giusta dose di energia e di dolcezza. La merenda ideale, soprattutto nei pomeriggi d'inverno dopo una pesante giornata o settimana di lavoro. Il gesto di bagnare i biscotti mi ricorda l'infanzia. La mamma o la nonna mi preparavano spesso una tazza di latte caldo o freddo con qualche biscotto e, anche se oggi al latte preferisco il tè, l'abitudine è rimasta. Lo fate anche voi? Se la risposta è sì, sicuramente vi siete resi conto che non tutti i biscotti si prestano a essere inzuppati. Alcuni restano troppo duri, altri si spappolano alla velocità della luce facendo diventare la nostra tazza un bagno di briciole. Qual è allora il miglior abbinamento tè e biscotti? Da questa domanda è nato questo progetto di degustazione con Gentilini, azienda che dal 1890 ci prepara dolci piaceri da sgranocchiare in diversi momenti della giornata. Probabilmente, anche voi, come me, li conoscerete per i Novellini e gli Osvego... quest'ultimi in particolare hanno fatto un po' la storia di Gentilini. Ho scoperto infatti che a fine Ottocento in Italia si stava diffondendo un biscotto secco di nome Oswego. Si trattava di un prodotto di origine anglosassone che prendeva nome della farina usata. Pietro Gentilini, fondatore di quello che allora era un piccolo laboratorio, personalizzò la ricetta e creò il famoso biscotto Osvego. Partiamo anche noi proprio da qui...

Osvego ai 5 cereali e tè al gelsomino

Gli Osvego si sono rinnovati in questi ultimi 100 anni e oggi, oltre alla ricetta classica, possiamo trovare quella arricchita da farina ai 5 cereali e integrale. Al palato si presenta più rustico e granuloso, con un sapore più complesso e intenso. Ho abbinato questo biscotto a una tazza di tè verde al gelsomino. Il forte gusto delle farine tende a prevalere sul delicato profumo del gelsomino ma l'astringenza del tè verde pulisce perfettamente la bocca dalla sensazione pastosa e ruvida lasciata dal biscotto. Perché proprio il gelsomino? Provate a bere un goccio di tè, poi date un morso al biscotto e sorseggiate di nuovo la vostra tazza. La presenza di questo fiore dolce mi sembra che esalti il sapore e la consistenza del biscotto. Viceversa l'Osvego evidenzia il floreale del gelsomino quando torniamo a bere il nostro tè. Ho provato anche con un Sencha ma non c'è questa continua esplosione di sapori che può rendere la nostra colazione o la nostra merenda più interessante.  

Nuvole alla panna e Assam

Le Nuvole Gentilini sono i classici frollini. Io ho scelto la versione alla panna per questo progetto ma ci sono anche alla panna e cacao. Dicono che la superficie porosa e lo spessore siano stati studiati per garantire l'effetto "inzupposo". Provateli... secondo me è vero, funzionano molto bene bagnati nel tè. Per questo tipo di biscotto e per il suo intenso sapore di panna e latte ho scelto una tazza di Assam, un tè nero proveniente dall'omonima regione indiana. Le note maltate e di melassa dell'Assam esaltano quelle della panna e aumentano la sensazione cremosa che il biscotto lascia in bocca. Del resto, questo è un tè che spesso di beve con l'aggiunta di latte.

Salute

Da tanto non parlavo dei benefici del tè. Non l'ho fatto per due motivi: 1) mi dispiace vedere il tè solo come una "medicina" 2) di notizie ne girano tante, a volte anche contraddittorie e voglio evitare la confusione Ora che è online la nuova versione del blog torno a parlare dell'argomento perché mi rendo conto che interessa a tantissime persone ed è quindi giusto dare risposte e farlo nel modo più professionale e affidabile possibile. Così oggi vi parlo delle proprietà del tè verde, tema di discussione del seminario organizzato da Jetro durante la manifestazione "Food Japan". In questa occasione è intervenuto Massimo Bonucci, specialista in oncologia medica nella Casa di cura San Faliciano di Roma e presidente Associazione Ricerche Terapie Oncologiche Integrate.

I benefici del tè verde

Nelle foglie del tè verde sono presente tante sostanze benefiche: polifenoli, catechine (di cui l'epigallocatechina gallato o Egcg), flavonoidi, caffeina, teofillina e minerali. Ha un'azione ipoglicemizzante e lipolitica. Quindi riduce l'assorbimento degli zuccheri e favorisce l'eliminazione dei grassi attraverso il drenaggio dei liquidi. Ecco che allora ha benefici detossinanti ed è un aiuto in caso di cellulite, ritenzione idrica o infezioni delle vie urinarie come la cistite. Riduce poi il rischio di ipertensione ed è stato da poco pubblicato uno studio sull'American Journal of Clinical Nutrition sul fatto che una tazza di tè verde al giorno aumenti la densità ossea nelle donne in menopausa. Questo perché ha una forte azione remineralizzante che aiuta il metabolismo delle ossa e dei tessuti. [caption id="attachment_7967" align="alignright" width="398"]Il professor Bonucci ci spiega i benefici del tè verde e le sue controindicazioni Matcha Shaker by Theanine[/caption]

Tè verde e catechine

Il professor Bonucci ha sottolineato che i germogli e le foglie più giovani contengono una percentuale più alta di principi antiossidanti, utili per contrastare i radicali liberi, responsabili dell'invecchiamento cellulare. I polifenoli svolgono questa funzione e sono persino più potenti delle vitamine C ed E. Ne fanno parte i flavonoidi e le catechine che contribuiscono anche a mantenere il cuore in salute e riducono i livelli di colesterolo LDL e di trigliceridi. Non è finita qui. Questa bevanda contrasta gli effetti negativi del fumo, è un ottimo antibatterico e. grazie alla presenza del fluoro e delle catechine, svolge un'azione preventiva contro le carie. I ricercatori dell'università giapponese di Tohoku hanno dimostrato che bere regolarmente tè verde fa bene al nostro cervello perché contrasta la perdita delle facoltà cognitive. In Giappone, dove il tè verde è un rito quotidiano, ci sono bassissime percentuali di forme di demenza senile. Questa bevanda è protagonista di studi per capire come e quanto il suo consumo possa prevenire e curare l'Alzheimer. Ormai poi è accertata la sua azione chemio-preventiva sulla cancerogenesi a vari livelli. Uno studio fatto in Cina e citato dal professore durante il seminario organizzato da Jetro ha confermato che il frequente consumo di tè verde diminuisce i casi di diverse forme di cancro (pelle, polmone, mammella, fegato, esofago, pancreas, intestino, prostata, vescica e glande). Non ci sono invece effetti su neoplasie gastriche.

Il tè verde fa dimagrire?

Il professor Bonucci ha sottolineato i benefici drenanti del tè verde. Può essere associato a regimi alimentari dimagranti per favorirne gli effetti grazie alla presenza di sostanze come caffeina, teobromina, teofillina che agiscono sul metabolismo. Attenzione, smetterò mai di ripeterlo: non si possono mangiare tre fette di torta al cioccolato poi bere una tazza di tè verde e dimenticare i sensi di colpa! Genmaicha tè verde giapponese

Controindicazioni del tè verde

Forse avevate già sentito parlare dei benefici del tè verde ma attenzione perché questa bevanda non è consigliata proprio a tutti e in tutti i casi. Contiene per esempio teina, sostanza eccitante non adatta a soggetti particolarmente sensibili o per chi soffre di insonnia o di disturbi legati al sonno. Ci sono tè a basso contenuto di teina ma non tutti i tè verdi lo sono. Il tè verde Matcha per esempio è super eccitante. Il professor Bonucci lo sconsiglia anche per chi ha problemi di insufficienza reale e per chi segue cure farmacologiche specifiche a base di insulina.

Tè verde in gravidanza

A proposito di controindicazioni, il tè verde (ma anche il tè nero e il tè oolong) non sono particolarmente indicati in gravidanza. Non solo per la questione della teina ma perché le catechine, e in particolare l'epigallocatechina-gallato inibiscono particolari enzimi (come il diidrofolato reduttasi) che riducono la possibilità di assorbimento di acido folico. Uno studio dell'università di Tokyo ha dimostrato che esiste una interazione tra il tè verde e l'assorbimento dell'acido folico a livello intestinale.

Quanto tè verde bisogna bere al giorno?Quanto tè bisogna bere al giorno?

Il professor Bonucci dice che sono necessarie 10 tazze che corrispondono a 500 ml di tè al giorno. Sì perché in Oriente non si usano le mug, le tazze misura XL come in Occidente, ma ciotoline più piccole e il tè si beve più spesso durante tutto l'arco della giornata. Anche durante i pasti, al posto dell'acqua. Una quantità fattibile anche per noi occidentali visto che le nostre tazze mediamente contengono 200 - 250 ml di liquido. Per trarre beneficio dal tè verde possono quindi bastarne anche due al giorno.

Infusione di 10 minuti?

Alla domanda se bisogna usare una temperatura o un tempo di infusione particolare il dottor Bonucci non mi ha saputo dare una risposta precisa. Il professor Umberto Veronesi anni fa consigliava di tenere in infusione il tè verde per 10 minuti. In Oriente è una cosa impensabile, che nessuno fa perché hanno un modo diverso di preparare il tè. Per riassumere potremmo dire che loro usano più foglie di noi ma tempi di infusione più brevi. A Expo Milano consigliavano di preparare il Sencha con una temperatura più alta dei classici 80 gradi e tenere in infusione 1 minuto per trarne i massimi benefici. Il tè in questo modo è però un po' amaro e secondo me più ricco di teina perché in quell'occasione mi era venuto il male di testa come quando provo a bere il caffè. In effetti, sui depliant che mi hanno dato durante Food Japan si attribuisce il gusto amaro della bevanda proprio alla caffeina/teina. Altro consiglio del professor Bonucci: bevete subito il tè! Tra l'altro, il tè verde cambia sapore e colore, si ossida quindi assaporatelo appena fatto. Piuttosto riducete le dosi se non avete tanto tempo di sorseggiarlo fino in fondo. Quale tè verde scegliere?

Quale tè verde scegliere?

Durante il seminario abbiamo assaggiato il Genmaicha, il Fukamushi e l'Hojicha. Il professore ha parlato di tè verdi ricchi di germogli e foglie giovani. Se volete conoscere qualcosa di più sui tè verdi giapponesi vi propongo le mie schede e sono a disposizione per qualsiasi domanda :-) Matcha Genmaicha Sencha Fukamushi Hojicha Kukicha 5 cose che ho scoperto sul tè giapponese  
Foto: ©Pexels; ©Fiveoclock
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