Curiosità

Da qualche anno a questa parte, ogni volta che parto per una vacanza una domanda mi assilla: come faccio con il tè? Non amo il caffè e in giro non è facile trovare una buona tazza di tè. Prodotti scadenti, preparati in modo sbagliato,… i problemi possono essere tanti. Il risultato è sempre lo stesso: noi tealovers soffriamo un po’ in viaggio.

Con il tempo però ho iniziato ad adottare qualche piccolo trucco per la sopravvivenza. Niente di impossibile o di troppo ingombrante. Ho lasciato perdere bollitori con le temperature, gaiwan e chasen e ho cercato una soluzione semplice e pratica al mio problema. Anzi, più di una e spero possano esservi utile. Ecco i miei 5 trucchi per bere tè anche in vacanza.

In vacanza con la travel mug

Travel mug, termos, borracce,… ho dedicato un intero articolo sull’argomento perché trovo siano accessori molto utili, sia nella vita di tutti i giorni che in vacanza. Consiglio: se le vostre travel mug non hanno un sistema di chiusura affidabile non mettetele in borsa, in valigia o nelle zaino piene ma preferite altri contenitori.

Altro suggerimento: se stiamo parlando di vacanze estive, temperature torride, sole,… e avete voglia di qualcosa di fresco non preparate il tè caldo per poi lasciarlo raffreddare. Sfruttate piuttosto il potenziale dell’infusione a freddo. È eccezionale, provare per credere!

Quest’estate in vacanza ho sperimentato poi un prodotto di The Tea Spot che mi hanno regalato alla lezione di yoga al World Tea Expo. È praticamente una bottiglia con un filtro nel tappo per evitare di bere le foglie del tè. Mi sono trovata molto bene (anche se un bambino era convinto che bevessi i vermi… vedi post su Facebook!).

5 trucchi per bere tè anche in vacanza

So che esiste un filtro della Finum che si può adattare a qualsiasi bottiglietta di plastica e permette di sfruttare lo stesso sistema. Entrambi sono perfetti persino per le acqua aromatiche.

Se è molto caldo però secondo me è meglio eliminare le foglie quando siete in esplorazione. Le alte temperature potrebbero potrebbero favorire la proliferazione batterica. Filtrate e portate con voi solo il liquido.

Matcha: energia in vacanza

Il matcha è un tè verde giapponese che si presenta tradizionalmente in polvere e si prepara semplicemente per scioglimento in acqua calda (max 80° C) o fredda. Ecco, in questa breve descrizione trovate tutti i motivi per cui il matcha è comodissimo per una vacanza all’insegna del tè.

Vi consiglio di portarlo dietro in pratiche confezioni mono dose così non avete problemi di conservazione. Versate la polvere verde in una bottiglia o in una borraccia, aggiungete acqua fredda o tiepida, shakerate per qualche minuto e il gioco è fatto.

Come vi accennavo tempo fa, al World Tea Expo ho scoperto che esistono delle travel mug pensate proprio per il matcha. Mi hanno dato per esempio da provare quella di Libre Tea e mi sono trovata bene.

5 trucchi per bere tè anche in vacanza

Che cosa ha di speciale? Ha un doppio tappo con una retina, una specie di colino, per rendere la polvere più fine (come diceva Elsa di Rishouen) ed evitare fastidiosi grumi. Aggiunto il matcha che non vi resterà che versare acqua o latte (mai provato il Matcha Latte?), shakerare per 1-2 minuti e il vostro tè è pronto per partire con voi.

Tè in polvere per una vacanza in montagna

In montagna ma non solo. Il matcha è un tè che si presenta tradizionalmente in polvere. Il procedimento può essere fatto però per altri tipi di tè e ho notato che è una tendenza molto diffusa negli Stati Uniti. L’anno scorso in California ho provato i prodotti di Pique Tea e quest’anno al World Tea Expo ho conosciuto il fondatore di Cusa Tea. Storia simpatica perché ha lavorato per un’azienda che ha sede a Bolzano e facendo trekking anche sulle nostre Alpi ha avuto l’idea di un tè pronto all’uso per gli escursionisti. Ho provato uno dei campioni di Cusa Tea quest’estate sul Lagorai, tra la Val di Fiemme e la Valsugana, in Trentino. Ho riportato quindi questo tè nella sua sede naturale, la montagna 🙂

5 trucchi per bere tè anche in vacanza

Curiosità a parte, sono due anni che provo i tè in polvere in viaggio e sono comodi. La qualità è accettabile e la praticità è indiscutibile: ti puoi trovare a 2000 m, aprire la tua bustina mono dose, rovesciare il contenuto nella tua borraccia e avere un tè discreto. Oppure in treno: comprate una bottiglietta d’acqua, rovesciate la polvere, sbattete e il gioco è fatto. Dalla mia esperienza è meglio di qualsiasi tè che possiate trovare in un rifugio in quota o nel servizio ristorazione di un treno (o di un aereo).

Estratti di tè pronti all’uso

Altro sistema che concilia praticità con una qualità discreta. Polvere o estratto, qual è il più buono? Difficile a dirlo perché dovremmo assaggiare lo stesso tipo di prodotto, per esempio un tè al gelsomino in polvere e uno sotto forma di estratto. Io ancora non ho avuto la possibilità di fare questo tipo di confronto. Sono comunque entrambi prodotti molto comodi in viaggio o in vacanza, quando non ho gli strumenti e/o il tempo per prepararmi un tè in foglie.

Attenzione, per estratti di tè in questo caso non parlo delle pillole che potete trovare facilmente anche al supermercato. Di solito sono bustine mono dose. Io ho provato in questi anni i campioni di Deepure Instant Puerh Tea e Authentea.

5 trucchi per bere tè anche in vacanza

Bustine che ti salvano la vita

A male estremi, estremi rimedi. Quando sono in giro mi porto una mia bustina di tè così sono sicura di quello che bevo. Cerco di preferire tè oolong o tè nero così non ho troppi problemi con la temperatura dell’acqua che ti servono al bar. Mi siedo e chiedo semplicemente dell’acqua calda. So che anche qualcuno di voi usa questo trucco e non solo in vacanza 😉 Io l’ho fatto sullo Sky way del Monte Bianco qualche tempo fa (vedi foto di Instagram).

5 trucchi per bere tè anche in vacanza

Chissà, magari un giorno in qualsiasi bar potremo bere una buona tazza di tè. Nell’attesa, dobbiamo ingegnarci!

Si trova del tè di buona qualità in bustina oppure c’è chi si prepara la sua bustina in casa usando i filtri di carta di Finum o di altre aziende di accessori.

Spero di avervi dato dei consigli utili. Avete sperimentato altri trucchi? Condivideteli con voi ma soprattutto: godetevi le vacanze!!!

 

Foto: ©Five O clock

Questo post contribuisce al programma di affiliazione di Amazon.
Non mi sono stati offerti compensi per citare i prodotti presenti in questo post.

Condividi...

Degustazioni

Il tè al gelsomino è un grande classico, conosciuto anche da chi non è esperto di tè. Lo si trova facilmente nei bar di tutta Italia e nei ristoranti cinesi. Ed è proprio in Cina che è nato non solo il tè, ma anche i primi blend, come questo di cui vi parlerò oggi.

L’arte di mescolare foglie di tè e fiori, più precisamente, si è sviluppata a partire dalla provincia cinese del Fujian circa 400 anni fa (alcuni parlano addirittura di 1000 anni). Da qui provengono ancora alcuni dei migliori tè al gelsomino. In particolare dalla zona della capitale Fuzhou, nel sud-est del Paese. Famosi sono anche i tè al gelsomino della regione autonoma di Guangxi, nella Cina meridionale, al confine con il Vietnam. Del resto, entrambe le zone sono ben note anche per i mercati dei fiori. E un buon gelsomino è sicuramente un ottimo punto di partenza.

Tè al gelsomino: preparazione

Ricordate che tradizionalmente alla base di questo tè ci sono foglie di tè verde e quindi è bene prestare un minimo di attenzione alle temperature e ai tempi di infusione. Per capire come preparare correttamente il tè verde potete cliccare qui.

Quantità: 3 g per tazza (circa 220 ml di acqua) che equivale a un cucchiaio da minestra scarso
Temperatura: acqua a 80° C
Tempo di infusione: 2 minuti e 30 secondi – 3 minuti

Tè aromatizzati o tè profumati?

Come nasce il tè al gelsomino? Si possono aggiungere gli aromi (più o meno) naturali, pezzi di altri ingredienti, estratti, oli essenziali oppure… tradizionalmente in Cina esiste un’altra procedura molto più affascinante. Il risultato? In questo secondo modo si ottiene un tè più delicato, morbido e meno aggressivo, pure all’olfatto. Posso berlo anche al mattino appena sveglia senza essere infastidita dall’odore penetrante.

Dal primo metodo derivano i tè aromatizzati (flavoured tea), dal secondo i tè profumati per contatto (scented tea).

Come si fa a “profumare” un tè? Prima di tutto ci vogliono due premesse: i fiori durante la fioritura rilasciano sostanze aromatiche; il tè è in grado di assorbire i profumi che ha vicino. Per questo motivo è meglio conservarlo lontano da odori troppo intensi. Mettete insieme queste due nozioni e non vi sarà difficile immaginare come creare il tè al gelsomino…

Tè profumati per contatto

Le foglie di tè vengono distese al suolo e ricoperte di boccioli di gelsomino. Questi devono essere raccolti all’alba, quando sono chiusi, mantenendo così all’interno i preziosi olii essenziali. Quando di notte si schiuderanno rilasceranno la loro fragranza che verrà assorbita dal tè. Questo processo viene ripetuto più volte, anche 10 per ottenere un tè di alta gamma. I fiori possono essere rimossi o meno. Per alcuni, lasciare i petali è una questione prettamente estetica. Per altri è un vero e proprio danno perché in questo modo potrebbe prevalere il sapore del gelsomino su quello del tè.

Infine il tè viene nuovamente essiccato per eliminare l’umidità lasciata dai fiori. Da questo video potete farvi un’idea del metodo della profumazione:

Questo procedimento viene fatto pure con foglie di tè nero oppure oolong. Viene evitato di solito il tè bianco perché i suoi aromi naturalmente floreali rischierebbero di rimanere schiacciati da quelli del gelsomino. Si possono poi usare altri fiori come boccioli di rose, osmanto, loto (tradizione famosa in Vietnam) o persino succo di lychee come fanno nel Guangdong cinese.

Se vi vendono del tè al gelsomino sotto forma di piccole sfere sappiate che si chiamano “perle di drago“. Le foglie più giovani e tenere possono essere infatti arrotolate a mano in piccole palline che si dischiudono man mano durante l’infusione. Un tè elegante e prezioso.

Le perle sono un elegante e prezioso tè verde al gelsomino

Abbinamenti per il tè al gelsomino

In Cina viene offerto a pranzo e a cena al posto dell’acqua. È quindi sicuramente un tè da bere a tutto pasto. In particolare vi consiglio di provare il tè al gelsomino con i cibi piccanti e speziati, piatti a base di verdure, formaggi erborinati, dolci dal sapore delicato come madeleine o una fetta di torta di carote.

Tempo fa ho preparato delle ricette con questo tipo di tè:

risotto al tè con gorgonzola e pere

crostata di mele profumata al tè al gelsomino

Tè al gelsomino: benefici

Non mi stancherò mai di ripetere: il tè dovrebbe essere bevuto al di là delle sue proprietà perché è buono, è un mondo ricco di storie, tradizioni, profumi, è divertente, è rilassante e più in generale fa stare bene.

Se però siete interessati agli effetti del tè sulla salute ricordiamo che il tè verde è ricco di polifenoli, minerali e aminoacidi. Diversi studi confermano che abbia proprietà anti infiammatorie e aiuti a prevenire l’insorgenza di diabete e problemi cardiovascolari. Ho trovato una ricerca che aveva come oggetto i possibili benefici del tè al gelsomino nella cura dei tumori gastrointestinali ma i dati risultano al momento insufficienti (la trovate qui). In particolare si dice che siano necessarie analisi ulteriori sui potenziali effetti della temperatura, della qualità del tè e dell’acqua.

Gli oli essenziali del gelsomino hanno proprietà antibatteriche e rilassanti. Sul sito doctorshealthpress.com si aggiungono benefici per la nostra pelle: questi oli idratano, aumentano l’elasticità e cancellano le cicatrici lasciate dall’acne e dalle ferite. Sembra che questo tè, lasciato raffreddare in frigorifero, sia un ottimo tonico per il viso.

Il tè al gelsomino favorisce poi la digestione (sono d’accordo!) e sembra che questo fiore sia un intrigante afrodisiaco…

Il tè al gelsomino ha proprietà digestive e calmanti

Tè al gelsomino: contiene teina?

Tra i 5 tè a basso contenuto di teina abbiamo citato anche alcuni tè verdi. Non è però vero che tutti i tè verdi contengano poca teina. Pensate al matcha oppure andate rivedere la mia esperienza con il raccolto freschissimo di un Meng Ding Gan Lu: due ore di passione tra tachicardia, tremori, mal di testa e nausea. Eppure era un tè verde…

Il tè al gelsomino non fa eccezioni. Contiene teina, non è tra quelli che ne ha meno né tra quelli che ne ha di più. Se è vero che il gelsomino ha poteri sedativi sul nostro sistema nervoso e che riesce a diminuire lo stress, questo tè potrebbe però essere considerato meno eccitante di tanti altri. Per sicurezza, se soffre di insonnia, mi sento di consigliarvi di berlo entro il primo pomeriggio, non oltre.

Tè al gelsomino dove si compra

Trovare il tè al gelsomino è facile. Più difficile è trovarlo buono visto che è un tè molto inflazionato. A volte potrebbe essere di una qualità alta ma conservato male e questo fa sì che perda gran parte del suo aroma.

Sono sicura che in tutti i negozi specializzati nella vendita dei tè possiate trovare ottimi prodotti. Magari anche più di uno, con diverse fasce di prezzo e quindi di qualità. Chiedete se si tratta di un tè aromatizzato o profumato. Provate ad annusarlo per capire se l’intensità di profumo può essere adatta a voi. Guardate le foglie: ci sono fiorellini? Sono aperte o arrotolate come sfere? Infine: provate! L’importante è che vi piaccia, no? 😉

Spesso mi chiedete dove si compra il tè online. Recentemente ho acquistato le perle di tè al gelsomino del portale cinese dragonteahouse.biz e non sono male. Sono quelle delle foto in questo articolo. Non sono eccezionali, il sapore è delicato e non molto persistente ma comunque dolce e per niente astringente.

 

Foto: ©Five O clock

Fonte:  The Tea Book di Linda Gaylard; nationalgeographic.it; teaguardian.com; Il piacere del tèTea Sommelier di Gabriella Lombardi e Fabio Petroni; teatulia.com; teaforte.com; ncbi.nlm.nih.gov; appunti corso TEA 104 Protea Academy e Tea and Herbal Association of Canada; Tea a User’s Guide di Tony Gebely; doctorshealthpress.com; englishteastore.com
Non mi sono stati offerti oggetti o compensi per citare i prodotti presenti in questo post.

Condividi...

Cucina

Vi capita mai di aprire il frigorifero e pensare: "Adesso che cosa mi invento?". Mi è successo qualche giorno fa e così è nata questa ricetta facile e veloce al sapore di tè. La base è semplicemente un hummus di ceci, a cui ho aggiungo il Lapsang Souchong, un tè nero cinese affumicato, dal forte sapore di legno e tabacco. È un ingrediente molto interessante in cucina perché può regalare sentori unici ai nostri piatti. Provatelo per aromatizzare i vostri grissini, il risotto o una speciale carbonara vegetariana. Ho poi deciso di spalmare l'hummus su delle melanzane grigliate e infine ho aggiunto una dadolata di pomodorini. In questo molto il mio pranzo era completo e ricco dei profumi di tutta l'estate. Potete sfruttare questo piatto come antipasto o come piatto unico, a voi la scelta. Le dosi sono calcolate per un aperitivo tra quattro persone, magari in giardino o sul terrazzo, con un calice di tè freddo. Io vi consiglio un tè nero o un tè verde cinese come il Chun Mee. Siete pronti a sperimentare il tè Lapsang Souchong? Seguite la mia ricetta e buon appetito! La ricetta di hummus di ceci aromatizzato con tè Lapsang Souchong

Hummus di ceci al Lapsang Souchong

1 cucchiaino di tè Lapsang Souchong

70 ml di acqua minerale naturale

300 g di ceci precotti

1/2 spicchio d'aglio (anche 1 intero se ne amate il sapore)

1 cucchiaio di succo di limone

2 cucchiai d'olio extravergine d'oliva

un pizzico di sale

un pizzico di pepe nero macinato fresco

1 melanzana di media dimensione

circa 8 pomodorini pendolini maturi

Preparare questa ricetta è molto facile. Iniziamo dal : portate l'acqua a 95° C e lasciate in infusione il tè per 4 minuti. Filtrate. Nel frattempo lavate e tagliate la melanzana a fette sottili, cercando di mantenere lo stesso spessore. Grigliate e tenete da parte. Ora dedichiamoci alla preparazione dell'hummus di ceci. Versate in un frullatore i ceci, il tè, il pezzetto d'aglio, il limone, l'olio e un pizzico di sale e di pepe. Frullate il tutto fino a ottenere un composto cremoso. Di solito nella ricetta dell'hummus c'è pure la tahina, un preparato derivato dai semi di sesamo. Io però non lo digerisco e quindi non ne sentirete parlare in questo piatto. In compenso, se vi piacciono i sapori forti, unite nel frullatore un altro cucchiaino di foglie di tè Lapsang Sounchong e frullate nuovamente. Ricordate che le foglie di tè possono essere mangiate senza problemi. Disponete le fette di melanzane su un tagliere o su un piatto di portata. Su ognuna spalmate uno o due cucchiaini di hummus. Infine decorate con i pomodorini tagliati piccoli e, se volete, qualche foglia di basilico.   Foto: ©Five O clock

Salute

Da tanto non parlavo dei benefici del tè. Non l'ho fatto per due motivi: 1) mi dispiace vedere il tè solo come una "medicina" 2) di notizie ne girano tante, a volte anche contraddittorie e voglio evitare la confusione Ora che è online la nuova versione del blog torno a parlare dell'argomento perché mi rendo conto che interessa a tantissime persone ed è quindi giusto dare risposte e farlo nel modo più professionale e affidabile possibile. Così oggi vi parlo delle proprietà del tè verde, tema di discussione del seminario organizzato da Jetro durante la manifestazione "Food Japan". In questa occasione è intervenuto Massimo Bonucci, specialista in oncologia medica nella Casa di cura San Faliciano di Roma e presidente Associazione Ricerche Terapie Oncologiche Integrate.

I benefici del tè verde

Nelle foglie del tè verde sono presente tante sostanze benefiche: polifenoli, catechine (di cui l'epigallocatechina gallato o Egcg), flavonoidi, caffeina, teofillina e minerali. Ha un'azione ipoglicemizzante e lipolitica. Quindi riduce l'assorbimento degli zuccheri e favorisce l'eliminazione dei grassi attraverso il drenaggio dei liquidi. Ecco che allora ha benefici detossinanti ed è un aiuto in caso di cellulite, ritenzione idrica o infezioni delle vie urinarie come la cistite. Riduce poi il rischio di ipertensione ed è stato da poco pubblicato uno studio sull'American Journal of Clinical Nutrition sul fatto che una tazza di tè verde al giorno aumenti la densità ossea nelle donne in menopausa. Questo perché ha una forte azione remineralizzante che aiuta il metabolismo delle ossa e dei tessuti. [caption id="attachment_7967" align="alignright" width="398"]Il professor Bonucci ci spiega i benefici del tè verde e le sue controindicazioni Matcha Shaker by Theanine[/caption]

Tè verde e catechine

Il professor Bonucci ha sottolineato che i germogli e le foglie più giovani contengono una percentuale più alta di principi antiossidanti, utili per contrastare i radicali liberi, responsabili dell'invecchiamento cellulare. I polifenoli svolgono questa funzione e sono persino più potenti delle vitamine C ed E. Ne fanno parte i flavonoidi e le catechine che contribuiscono anche a mantenere il cuore in salute e riducono i livelli di colesterolo LDL e di trigliceridi. Non è finita qui. Questa bevanda contrasta gli effetti negativi del fumo, è un ottimo antibatterico e. grazie alla presenza del fluoro e delle catechine, svolge un'azione preventiva contro le carie. I ricercatori dell'università giapponese di Tohoku hanno dimostrato che bere regolarmente tè verde fa bene al nostro cervello perché contrasta la perdita delle facoltà cognitive. In Giappone, dove il tè verde è un rito quotidiano, ci sono bassissime percentuali di forme di demenza senile. Questa bevanda è protagonista di studi per capire come e quanto il suo consumo possa prevenire e curare l'Alzheimer. Ormai poi è accertata la sua azione chemio-preventiva sulla cancerogenesi a vari livelli. Uno studio fatto in Cina e citato dal professore durante il seminario organizzato da Jetro ha confermato che il frequente consumo di tè verde diminuisce i casi di diverse forme di cancro (pelle, polmone, mammella, fegato, esofago, pancreas, intestino, prostata, vescica e glande). Non ci sono invece effetti su neoplasie gastriche.

Il tè verde fa dimagrire?

Il professor Bonucci ha sottolineato i benefici drenanti del tè verde. Può essere associato a regimi alimentari dimagranti per favorirne gli effetti grazie alla presenza di sostanze come caffeina, teobromina, teofillina che agiscono sul metabolismo. Attenzione, smetterò mai di ripeterlo: non si possono mangiare tre fette di torta al cioccolato poi bere una tazza di tè verde e dimenticare i sensi di colpa! Genmaicha tè verde giapponese

Controindicazioni del tè verde

Forse avevate già sentito parlare dei benefici del tè verde ma attenzione perché questa bevanda non è consigliata proprio a tutti e in tutti i casi. Contiene per esempio teina, sostanza eccitante non adatta a soggetti particolarmente sensibili o per chi soffre di insonnia o di disturbi legati al sonno. Ci sono tè a basso contenuto di teina ma non tutti i tè verdi lo sono. Il tè verde Matcha per esempio è super eccitante. Il professor Bonucci lo sconsiglia anche per chi ha problemi di insufficienza reale e per chi segue cure farmacologiche specifiche a base di insulina.

Tè verde in gravidanza

A proposito di controindicazioni, il tè verde (ma anche il tè nero e il tè oolong) non sono particolarmente indicati in gravidanza. Non solo per la questione della teina ma perché le catechine, e in particolare l'epigallocatechina-gallato inibiscono particolari enzimi (come il diidrofolato reduttasi) che riducono la possibilità di assorbimento di acido folico. Uno studio dell'università di Tokyo ha dimostrato che esiste una interazione tra il tè verde e l'assorbimento dell'acido folico a livello intestinale.

Quanto tè verde bisogna bere al giorno?Quanto tè bisogna bere al giorno?

Il professor Bonucci dice che sono necessarie 10 tazze che corrispondono a 500 ml di tè al giorno. Sì perché in Oriente non si usano le mug, le tazze misura XL come in Occidente, ma ciotoline più piccole e il tè si beve più spesso durante tutto l'arco della giornata. Anche durante i pasti, al posto dell'acqua. Una quantità fattibile anche per noi occidentali visto che le nostre tazze mediamente contengono 200 - 250 ml di liquido. Per trarre beneficio dal tè verde possono quindi bastarne anche due al giorno.

Infusione di 10 minuti?

Alla domanda se bisogna usare una temperatura o un tempo di infusione particolare il dottor Bonucci non mi ha saputo dare una risposta precisa. Il professor Umberto Veronesi anni fa consigliava di tenere in infusione il tè verde per 10 minuti. In Oriente è una cosa impensabile, che nessuno fa perché hanno un modo diverso di preparare il tè. Per riassumere potremmo dire che loro usano più foglie di noi ma tempi di infusione più brevi. A Expo Milano consigliavano di preparare il Sencha con una temperatura più alta dei classici 80 gradi e tenere in infusione 1 minuto per trarne i massimi benefici. Il tè in questo modo è però un po' amaro e secondo me più ricco di teina perché in quell'occasione mi era venuto il male di testa come quando provo a bere il caffè. In effetti, sui depliant che mi hanno dato durante Food Japan si attribuisce il gusto amaro della bevanda proprio alla caffeina/teina. Altro consiglio del professor Bonucci: bevete subito il tè! Tra l'altro, il tè verde cambia sapore e colore, si ossida quindi assaporatelo appena fatto. Piuttosto riducete le dosi se non avete tanto tempo di sorseggiarlo fino in fondo. Quale tè verde scegliere?

Quale tè verde scegliere?

Durante il seminario abbiamo assaggiato il Genmaicha, il Fukamushi (ne parleremo prestissimo) e l'Hojicha. Il professore ha parlato di tè ricchi di germogli e foglie giovani. Se volete conoscere qualcosa di più sui tè verdi giapponesi vi propongo le mie schede e sono a disposizione per qualsiasi domanda :-) Genmaicha Sencha Hojicha Kukicha 5 cose che ho scoperto sul tè giapponese

shares