Curiosità

Questo è il momento atteso da molti, me compresa. Finalmente anche l’Italia avrà il suo festival del tè! Segnatevi allora le date e non prendete appuntamenti: dal 7 al 9 aprile nel salone della Banca di Bologna, al primo piano di Palazzo De’ Toschi (piazza Minghetti 4/d), nel centro storico di Bologna.

Che cosa troveremo al primo festival del tè italiano?

Tutte le informazioni sul primo festival del tè di Bologna

Ci saranno gli stand degli espositori e un ricco calendario di eventi che vogliono mostrare le mille sfaccettature di questa bevanda millenaria. Ci saranno infatti cerimonie del tè cinese ma anche incontri con le novità del settore. Tra questi, l’anteprima della miscela Narratè (per saperne di più cliccate qui) dedicata proprio a Bologna.

Verranno presentati libri. Potremo incontrare giovani esperti che parleranno di Taiwan (Giovanni Majer) e Giappone (Anna Pojan… per iniziare a conoscere il tè giapponese potete cliccare qui). Potremo degustare tè in sala o durante i workshop oppure berli in strada con la formula “to-go” de La Pentola del Tè. Saranno poi presenti alcuni produttori del Paese protagonista della prima edizione del festival del tè. Stiamo parlando dello Sri Lanka, che quest’anno festeggia i primi 150 anni dalla nascita della prima piantagione di tè.

Durante i tre giorni ci saranno poi dei brevi corsi di introduzione al mondo del tè a cura di ADeMaThè. Per i più piccoli, invece, ci sono due laboratori di pittura con il tè.

Non posso dimenticare di citare una piccola sorpresa del programma… vi svelerò tutto nel prossimo paragrafo.

Il festival del tè è stato organizzato dalle associazioni InTèADeMaThè, un gruppo di appassionati e di professionisti che vogliono contribuire a diffondere la cultura del tè in Italia e trasmettere l’idea di tè come mood e non come “medicina”.

La manifestazione ha il patrocinio del comune di Bologna e vede come partner Banca di Bologna, MondoThè, ADeMaThè, Ascom (provincia di Bologna), Nouvelle, Narratè e Librerie Coop.

L’ingresso è gratuito e gli orari di apertura sono: venerdì 7 aprile dalle ore 15 alle ore 20.30; sabato 08 aprile dalle ore 10 alle ore 20.30; domenica 09 aprile dalle ore 10 alle ore 20.00.

Five O clock al festival del tè

Ecco la sorpresa di cui vi ho accennato: anche Five O clock parteciperà con un incontro speciale al festival del tè. Parleremo di come organizzare un tea party, quali tè e ricette scegliere, quali tazze usare,… scopriremo come il tè si possa adattare benissimo a qualsiasi occasione e in qualsiasi momento dell’anno.

Quando? Sabato 8 aprile dalle 13.30 alle 15 nella “sala workshop” del festival.

L’incontro costa 10 euro, costo che comprende gli assaggi di finger food che stiamo escogitando per voi! Per prenotare potete cliccare qui

Bè, se l’8 aprile qualcuno di voi sarà al festival mi faccia un fischio 😉

Potete consultare il calendario completo degli eventi sul sito del festival: www.in-te.it

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Degustazioni

Il Nuwara Eliya è uno dei miei tè dello Sri Lanka preferiti, almeno per il momento. Per molti è conosciuto come lo “champagne dei tè di Ceylon”. Si tratta di un tè nero dal sapore delicato, leggermente agrumato e floreale. Questo perché è un tè coltivato in alta quota (circa 2000 m). L’altitudine è importante per il sapore e il profumo del tè e in Sri Lanka è particolarmente evidente questo fattore.

I tè di questa isola, infatti, si dividono in low grown, mid grown e high grown, ovvero coltivati a bassa quota, a media altezza e in quota.

Che cosa significa Nuwara Eliya (si pronuncia “nurelia”)? È una regione dell’isola, una delle più famose per la coltivazione di tè (nero ma anche un prezioso tè bianco). Come per l’Assam, i tè dello Sri Lanka prendono quindi il nome dalla zona di produzione. Sulla confezione poi potete trovare indicazioni sul nome della azienda e le sigle OP, BOP, ecc… che come abbiamo visto ancora per l’Assam servono per farci capire l’aspetto delle foglie (spezzate, con germogli,…).

Nel caso del Nuwara Eliya l’altitudine si traduce in temperature fresche e una crescita lenta che favorisce lo sviluppo di note fruttate in questo tè.

Come si prepara il Nuwara Eliya

Come spesso ripeto su Facebook, io sono un’amante dei tè verdi. Esistono però delle eccezioni e il Nuwara Eliya è una di questa. Per gustarmelo davvero però devo abbreviare i tempi di infusione a 2 minuti e 30 secondi. Se anche voi preferite sapori più delicati, seguite le mie indicazioni. Altrimenti ecco i paramenti condigliati:

Quantità: 2-3 g per tazza (un po’ meno di un cucchiaio da minestra di foglie)
Temperatura dell’acqua: 85 – 90° C (l’acqua deve essere minerale naturale a basso residuo fisso)
Tempo di infusione: 3 minuti. Se vi piace il tè forte, all’inglese, potete prolungare l’infusione fino a 5 minuti.

Le note agrumate dei tè dello Sri Lanka in genere si abbinano perfettamente con una fettina di limone.

Ceylon Tea

Perché i tè dello Sri Lanka si chiamano anche tè di Ceylon? Dovete sapere che sull’isola si sono susseguite le influenze europee, fino al dominio britannico a partire dal 1796. Il Paese fu ribattezzato Ceylon e fu avviata la coltivazione del caffè per soddisfare la richiesta dei bevitori di tutta Europa.

Tutto andava alla meraviglia fino al 1867 quando l’epidemia della cosiddetta ruggine del caffè distrusse le piantagioni. In quel periodo, uno scozzese, James Taylor, vicedirettore della piantagione di caffè di Loolecondera, stava sperimentando con successo dei semi della pianta del tè che aveva acquistato in India. Così nacque la prima piantagione di tè, esattamente 150 anni fa.

Il successo di Taylor richiamò l’attenzione di un imprenditore, sempre scozzese, sir Thomas Lipton, che approfittò della svalutazione delle piantagioni di caffè per riconvertirle a piantagioni di tè. Ma questa è un’altra storia… Resta il fatto che oggi lo Sri Lanka è il quarto produttore mondiale di tè.

Nuwara Eliya significa “sopra le nuvole” ed è il tè coltivato alle altitudini più alte di tutto lo Sri Lanka. Questa area centrale dell’isola era pressoché disabitata quando arrivarono i primi esploratori inglesi nel 1818. Inizialmente, visto il panorama mozzafiato e le temperature piacevoli, il luogo diventò una zona di villeggiatura per i coloni britannici che cercavano un po’ di fresco nei mesi più caldi. Solo più tardi, nel 1875, si iniziò a coltivare tè.

Abbinamenti con il tè Nuwara Eliya

Questo tè dello Sri Lanka è perfetto a colazione ma anche al pomeriggio, per un classico tè delle 5. Colè dicevamo, si accompagna bene agli agrumi quindi abbinatelo a una torta di limone o di arancia, ma è anche ottimo con una fetta di torta di carote.

Non solo. Il Nuwara Eliya si presta bene anche a colazioni salate o a un tradizionale afternoon tea con pane, marmellata e sandwich. Abbinatelo con salumi leggeri come la fesa di tacchino o il prosciutto cotto oppure a una focaccia liscia focaccia al rosmarino.

Nuwara Eliya: cosa vedere

Se visitate questa zona non potete perdervi una visita a una piantagione di tè. La più famosa (ma mi hanno detto che è anche molto commerciale) è la Pedro Tea Estate.

Questa regione è poi famosa per le bellezze naturali. In particolare, consigliano i giardini Hakgala e il Galway’s Land National Park.

Al piacere delle degustazioni e dell’avventura, potete unire una parte un po’ più culturale e spirituale grazie alla visita del tempio indù Seetha Amman.

 

Foto: Five O clock
Fonti: The Tea Book di Linda Gaylard; L’enciclopedia della cucina – tè e tisane; Tea Sommelier di Gabriella Lombardi e Fabio Petroni; Manuale del Sommelier del Tè di Victoria Bisogno e Jane Pettigrew; Lonely Planet

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Cucina

Pop corn al matcha. L'idea mi è venuta tempo fa, mentre scrivevo un articolo su uno dei trend del momento: i pop corn aromatizzati. Pensate che l'attrice Scarlett Johansson ha aperto un locale apposta a Parigi, YummyPop. Ci sono al parmigiano, piccanti, con il curry, con il tartufo, al caramello, al cioccolato,… e al tè? Naturalmente in Giappone mi hanno detto che i pop corn al matcha esistono già, ma andarli a comprare dall'altra parte del mondo non è proprio comodissimo (per lo stesso motivo ho sperimentato la ricetta dei Kit Kat al matcha). I pop corn sono facili e veloci da preparare in casa. Io li adoro: ancora caldi, sul divano, mentre si guarda un bel film. A voi piacciono? E pensate che i primi estimatori di questa ricetta sono antichissimi perché le prime testimonianze risalgono a 1000 anni. I nativi americani e le popolazioni pre colombiane inca e maya facevano scoppiare i chicchi di mais con il calore. Li usavano poi come cibo o durante le cerimonie religiose. Se anche voi siete fan di questo semplice snack, preparate padella e ciotola e provate la mia ricetta dei pop corn al matcha.

Pop corn al matcha

80 g di chicchi di mais

1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva

1 cucchiaino di matcha culinario

sale/zucchero

Per preparare il pop corn al matcha, per prima cosa attrezzatevi di una padella larga e un coperchio. Versate l'olio, distribuitelo sul fondo della padella. Aggiungete i chicchi di mais. Coprite e poi mettete la padella sui fornelli a fuoco medio. Dopo un paio di minuti sentirete scoppiettare. Molto bene! Aspettate: quando i rumori inizieranno a diminuire, spegnete il fuoco sotto la padella ma non alzate ancora il coperchio. Nel frattempo preparate una busta di carta. Sono perfette quelle che si usano per il pane. Potete anche versare i pop corn direttamente nella ciotola e poi aromatizzarli ma secondo me è più difficile distribuire gli ingredienti in modo uniforme. Trasferite i pop corn nel sacchetto. Aggiungete il sale o lo zucchero in base ai vostri gusti, al momento della giornata o dell'occasione. Io di solito preferisco i pop corn salati ma devo dire che in questo caso mi è piaciuto come lo zucchero ha esaltato la dolcezza naturale del matcha. Distribuite poi la polvere del tè verde aiutandovi con un colino un po' come si fa con lo zucchero a velo sulla torta. In questo modo si evitano i fastidiosi grumi. Sbattete il sacchetto per amalgamare il tutto e servite. Potete abbinare i pop corn al matcha a una tazza di Sencha, un classico tè verde giapponese che riprende il sapore erbaceo e marino del matcha.

Controindicazioni del tè matcha

Non smetterò mai di ricordarvi che il matcha ha un altissimo contenuto di teina. Se siete sensibili, forse è meglio se evitate di gustare questo snack alla sera dopo cena. Altro consiglio: i pop corn verdi alla incredibile Hulk possono divertire i bambini ma forse il matcha, con le sue proprietà eccitanti, non è l'ingrediente adatto a loro. Se volete conoscere meglio questo tè cliccate qui  
Fonti: lilimadeleine.com; focus.it; aoimatcha.com
Foto: Five O clock

Salute

Da tanto non parlavo dei benefici del tè. Non l'ho fatto per due motivi: 1) mi dispiace vedere il tè solo come una "medicina" 2) di notizie ne girano tante, a volte anche contraddittorie e voglio evitare la confuzione Ora che è online la nuova versione del blog torno a parlare dell'argomento perché mi rendo conto che interessa a tantissime persone ed è quindi giusto dare risposte e farlo nel modo più professionale e affidabile possibile. Così oggi vi parlo delle proprietà del tè verde, tema di discussione del seminario organizzato da Jetro durante la manifestazione "Food Japan". In questa occasione è intervenuto Massimo Bonucci, specialista in oncologia medica nella Casa di cura San Faliciano di Roma e presidente Associazione Ricerche Terapie Oncologiche Integrate.

I benefici del tè verde

Nelle foglie del tè verde sono presente tante sostanze benefiche: polifenoli, catechine (di cui l'epigallocatechina gallato o Egcg), flavonoidi, caffeina, teofillina e minerali. Ha un'azione ipoglicemizzante e lipolitica. Quindi riduce l'assorbimento degli zuccheri e favorisce l'eliminazione dei grassi attraverso il drenaggio dei liquidi. Ecco che allora ha benefici detossinanti ed è un aiuto in caso di cellulite, ritenzione idrica o infezioni delle vie urinarie come la cistite. Riduce poi il rischio di ipertensione ed è stato da poco pubblicato uno studio sull'American Journal of Clinical Nutrition sul fatto che una tazza di tè verde al giorno aumenti la densità ossea nelle donne in menopausa. Questo perché ha una forte azione remineralizzante che aiuta il metabolismo delle ossa e dei tessuti. [caption id="attachment_7967" align="alignright" width="398"]Il professor Bonucci ci spiega i benefici del tè verde e le sue controindicazioni Matcha Shaker by Theanine[/caption]

Tè verde e catechine

Il professor Bonucci ha sottolineato che i germogli e le foglie più giovani contengono una percentuale più alta di principi antiossidanti, utili per contrastare i radicali liberi, responsabili dell'invecchiamento cellulare. I polifenoli svolgono questa funzione e sono persino più potenti delle vitamine C ed E. Ne fanno parte i flavonoidi e le catechine che contribuiscono anche a mantenere il cuore in salute e riducono i livelli di colesterolo LDL e di trigliceridi. Non è finita qui. Questa bevanda contrasta gli effetti negativi del fumo, è un ottimo antibatterico e. grazie alla presenza del fluoro e delle catechine, svolge un'azione preventiva contro le carie. I ricercatori dell'università giapponese di Tohoku hanno dimostrato che bere regolarmente tè verde fa bene al nostro cervello perché contrasta la perdita delle facoltà cognitive. In Giappone, dove il tè verde è un rito quotidiano, ci sono bassissime percentuali di forme di demenza senile. Questa bevanda è protagonista di studi per capire come e quanto il suo consumo possa prevenire e curare l'Alzheimer. Ormai poi è accertata la sua azione chemio-preventiva sulla cancerogenesi a vari livelli. Uno studio fatto in Cina e citato dal professore durante il seminario organizzato da Jetro ha confermato che il frequente consumo di tè verde diminuisce i casi di diverse forme di cancro (pelle, polmone, mammella, fegato, esofago, pancreas, intestino, prostata, vescica e glande). Non ci sono invece effetti su neoplasie gastriche.

Il tè verde fa dimagrire?

Il professor Bonucci ha sottolineato i benefici drenanti del tè verde. Può essere associato a regimi alimentari dimagranti per favorirne gli effetti grazie alla presenza di sostanze come caffeina, teobromina, teofillina che agiscono sul metabolismo. Attenzione, smetterò mai di ripeterlo: non si possono mangiare tre fette di torta al cioccolato poi bere una tazza di tè verde e dimenticare i sensi di colpa! Genmaicha tè verde giapponese

Controindicazioni del tè verde

Forse avevate già sentito parlare dei benefici del tè verde ma attenzione perché questa bevanda non è consigliata proprio a tutti e in tutti i casi. Contiene per esempio teina, sostanza eccitante non adatta a soggetti particolarmente sensibili o per chi soffre di insonnia o di disturbi legati al sonno. Ci sono tè a basso contenuto di teina ma non tutti i tè verdi lo sono. Il tè verde Matcha per esempio è super eccitante. Il professor Bonucci lo sconsiglia anche per chi ha problemi di insufficienza reale e per chi segue cure farmacologiche specifiche a base di insulina.

Tè verde in gravidanza

A proposito di controindicazioni, il tè verde (ma anche il tè nero e il tè oolong) non sono particolarmente indicati in gravidanza. Non solo per la questione della teina ma perché le catechine, e in particolare l'epigallocatechina-gallato inibiscono particolari enzimi (come il diidrofolato reduttasi) che riducono la possibilità di assorbimento di acido folico. Uno studio dell'università di Tokyo ha dimostrato che esiste una interazione tra il tè verde e l'assorbimento dell'acido folico a livello intestinale.

Quanto tè verde bisogna bere al giorno?Quanto tè bisogna bere al giorno?

Il professor Bonucci dice che sono necessarie 10 tazze che corrispondono a 500 ml di tè al giorno. Sì perché in Oriente non si usano le mug, le tazze misura XL come in Occidente, ma ciotoline più piccole e il tè si beve più spesso durante tutto l'arco della giornata. Anche durante i pasti, al posto dell'acqua. Una quantità fattibile anche per noi occidentali visto che le nostre tazze mediamente contengono 200 - 250 ml di liquido. Per trarre beneficio dal tè verde possono quindi bastarne anche due al giorno.

Infusione di 10 minuti?

Alla domanda se bisogna usare una temperatura o un tempo di infusione particolare il dottor Bonucci non mi ha saputo dare una risposta precisa. Il professor Umberto Veronesi anni fa consigliava di tenere in infusione il tè verde per 10 minuti. In Oriente è una cosa impensabile, che nessuno fa perché hanno un modo diverso di preparare il tè. Per riassumere potremmo dire che loro usano più foglie di noi ma tempi di infusione più brevi. A Expo Milano consigliavano di preparare il Sencha con una temperatura più alta dei classici 80 gradi e tenere in infusione 1 minuto per trarne i massimi benefici. Il tè in questo modo è però un po' amaro e secondo me più ricco di teina perché in quell'occasione mi era venuto il male di testa come quando provo a bere il caffè. In effetti, sui depliant che mi hanno dato durante Food Japan si attribuisce il gusto amaro della bevanda proprio alla caffeina/teina. Altro consiglio del professor Bonucci: bevete subito il tè! Tra l'altro, il tè verde cambia sapore e colore, si ossida quindi assaporatelo appena fatto. Piuttosto riducete le dosi se non avete tanto tempo di sorseggiarlo fino in fondo. Quale tè verde scegliere?

Quale tè verde scegliere?

Durante il seminario abbiamo assaggiato il Genmaicha, il Fukamushi (ne parleremo prestissimo) e l'Hojicha. Il professore ha parlato di tè ricchi di germogli e foglie giovani. Se volete conoscere qualcosa di più sui tè verdi giapponesi vi propongo le mie schede e sono a disposizione per qualsiasi domanda :-) Genmaicha Sencha Hojicha Kukicha 5 cose che ho scoperto sul tè giapponese

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