Cucina

La cucina di Five O clock: ricette facili e veloci per cucinare con il tè tanti piatti originali. Scopriremo idee adatte in ogni stagione e altre saranno dedicate a momenti precisi dell'anno come l'estate o il Natale. Ci saranno poi piatti perfetti in ogni momento della giornata, dalla colazione all'Afternoon Tea, dal pranzo alla merenda. Ricette con il Matcha, con l'Earl Grey, con il tè affumicato,… e non solo.

Abbinamenti tè e cibo

Con la cucina di Five O clock vedrete inoltre come è semplice e divertente abbinare il tè ai vostri piatti preferiti, dalle idee dolci a quelle salate, proprio come siamo abituati a fare con il vino o con la birra.  Un modo diverso di assaporare la propria bevanda preferita.

Ricordo benissimo la prima volta che ho visto il Bubble Tea. Era l’estate del 2008 ed ero in vacanza a Berlino con la mia famiglia. In varie parti della città si poteva acquistare questa bevanda al tè con tante palline scure sul fondo. Avete visto niente di simile anche in Italia? Oggi probabilmente sì perché il Bubble Tea è una delle grande tendenze del momento per quanto riguarda il tè.

Che cos’è il Bubble Tea?

Allora, nel 2008, di Bubble Tea si sentiva parlare davvero poco. Ho iniziato a informarmi e ho scoperto che la ricetta è nata a Taiwan all’inizio degli anni ’80. Il nome “bubble” o “boba” di questa bevanda deriva dalle palline che si intravedono immerse nel liquido. Si tratta di perle di tapioca.

In tanti dicono di essere i creatori di questa bevanda ma c’è chi (tra cui la Cnn) sembra dare ragione a una donna in particolare. Il suo nome è Liu Han-Chieh, fondatrice della casa del tè Chun Shui Tang a Taichung, Taiwan. Dopo una viaggio in Giappone, dove aveva visto servire il caffè freddo, decise di proporre anche i suoi clienti il tè freddo. Poi un giorno, decise di immergere le perle di tapioca presenti nel suo pudding taiwanese Fen Yuan in una tazza di Assam freddo…

Oggi il Bubble tea è un tè caldo o freddo, aromatizzato o meno, con il succo di frutta, con il latte o senza niente ma sempre con l’aggiunta delle palline di tapioca.

Cos’è la tapioca?

La tapioca è un amido ricavato dalla manioca o cassava, un tubero simile alla patata originario dell’America centrale e meridionale. Questa materia prima viene quindi lavorata per ottenere una fecola dalla forma granulare con cui preparare zuppe, budini, dessert e bevande, proprio come il Bubble Tea.

Quando queste perle bianche vengono fatte bollire assumono una consistenza gelatinosa e gommosa. Il sapore è delicato e abbastanza neutro. Le classiche palline di tapioca per Bubble Tea di solito vengono trattate in modo che la cottura sia più pratica e veloce, che siano più belle da vedere e gustose da masticare. Per questo motivo le trovate di colore nero o con altra fantasiose tonalità.

Che cosa sono le perle di tapioca

Che sapore ha il Bubble Tea?

Il mio primo Bubble Tea è arrivato molto più tardi. L’idea di mescolare il tè con altri ingredienti come succhi di frutta non mi ispirava molto. Il tè mi sembrava già buono così senza tanti miscugli. Poi nel 2017 a Los Angeles, un’amica taiwanese di mia sorella ci ha portato a bere un tè da Tea Station. È una catena presente in California dal 1996. Il fondatore è nato a Taiwan ed immigrato negli Stati Uniti nel 1983. Qui mi sono decisa ad assaggiare il Bubble Tea e l’esperienza è stata molto più interessante del previsto. Niente a che vedere con il primo assaggio di Kombucha, quando le mie aspettative sono state inizialmente deluse.

Avevo scelto la versione succo di mango e tè verde al gelsomino e l’abbinamento è risultato vincente e ben equilibrato. Il sapore dolce del mango lasciava in un secondo tempo spazio alle note floreali e alla leggera astringenza del tè, sensazione che puliva bene la bocca e ti faceva venire voglia di berne un altro sorso e un altro ancora. Le perle di tapioca sono leggermente dolci ma sono interessanti, più che per il sapore, per la loro consistenza gommosa e per il colore scuro che rende la bevanda più divertente sia al palato che alla vista.

Bubble tea da Tea Station a Los Angeles, California

 

Ricetta del Bubble Tea

Vi ho incuriosito abbastanza? Dopo vari assaggi e vari tentativi in cucina vi propongo la mia ricetta di Bubble Tea ispirata alla bevanda che ho assaggiato per la prima volta a Los Angeles. Sulle varie combinazione di gusto vi parlerò più sotto. Le dosi sono per una persona. Vi basterrà moltiplicarle per accontentare tutti i vostri amici 😉

25-30 g di perle di tapioca per Bubble Tea

1 cucchiaio di miele

2 parti di tè verde freddo al limone o al gelsomino

1 parte di succo di pesca

Per prima cosa, ho preparato il tè verde con l‘infusione a freddo (per saperne di più cliccate qui). Dopo aver filtrato il tè, l’ho riposizionato in frigorifero e mi sono messa a lavorare sulle perle di tapioca.

Perché ho scritto “perle di tapioca per Bubble Tea”? Perché sono più veloci. Sulla confezione ci dovrebbero essere le istruzioni, comunque di solito si consiglia di portare a ebollizione in una pentola abbondante acqua (la proporzione è di 10 parti di acqua e 1 di tapioca). Quando l’acqua bolle versate le perle. Dopo qualche minuto le vedrete affiorare in superficie. Aspettate 3 minuti, mescolate, abbassate la fiamma del fornello e lasciate cuocere per altri 5 minuti.

Nel frattempo preparate una ciotola con dell’acqua fredda. Non appena le palline di tapioca saranno pronte scolatele delicatamente e versatele nella ciotola facendo attenzione a non romperle. Tenele a bagno per una quindicina di minuti in modo che si raffreddino. A questo punto scolatele nuovamente, versatele in una ciotola vuota e mescolate delicatamente insieme a un cucchiaio abbondante di miele. Perché? Da una parte serve a rendere più gustose le perle, dall’altra fa sì che non si attacchino. Al posto del miele potete usare uno sciroppo a base di zucchero.

In un bicchiere alto, tipo tumbler o in uno di quei contenitori simili ai vasi delle conserve che vanno tantto di moda, versate le perle di tapioca. Aggiungete il succo di frutta e poi il tè. Mescolate delicatamente e servite con le apposite cannucce larghe.

Il Bubble Tea si può fare con le perle di tapioca non “trattate”? Sì, ho provato e posso dirvi due cose. Prima di tutto ci vuole più tempo… per rendere queste palline bianche della giusta consistenza ci vogliono almeno 45 minuti di cottura e in estate non è il massimo. Secondo difetto è il risultato estetico, come vedete da questa fotografia del mio primo esperimento. Qual è il vantaggio? Sono sicuramente più naturali.

Una delle ricette più famose con la tapioca è il bubble tea

Quali gusti scegliere?

La cosa divertente del Bubble Tea è che ognuno può personalizzarlo come preferisce. Le possibilità sono davvero tantissime. Sul libro The Tea Book l’autrice Linda Gaylard propone alcune soluzione da cui prendere ispirazione. Per esempio tè nero Assam e succo di mango, matcha e tè verde alla menta, oolong Tie Guan Yin e succo di albicocca, camomilla con succo di arancia e succo di ananas,…

Scegliete in base al vostro umore o al vostro gusto preferito. Ricordate di trovare il giusto equilibrio: secondo me un buon Bubble Tea è quello dove gli ingredienti si percepiscono distintamente senza che nessuno sovrasti sugli altri.

Dove comprare le perle di tapioca?

Potete trovare le perle di tapioca nei supermercati specializzati in prodotti asiatici oppure online. Io alla fine ho acquistato le palline di tapioca per Bubble Tea su Amazon. Il sapore è buono, nel senso che è quello che mi aspettavo dopo aver assaggiato vari Bubble Tea in giro. Non mia entusiasmato la scritta “aromi artificiali” tra gli ingredienti ma per ora non ho trovato altro.

Come si prepara il Bubble Tea? Scopri la ricetta

 

Foto: Carlotta Mariani per Five o' clock (agosto 2018)

Fonti: The Tea book di Linda Gaylard; Agrodolce.it; My-personaltrainer.it; Cnn.com; Thekitchn.com; Chinasichuanfood.com; Tasty.co

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I cocktail al tè sono sicuramente una delle tendenze del momento come abbiamo visto all’ultimo concorso nazionale ABI Professional (vedi qui) e al primo corso Dilmah in Italia (leggi qui). So che tanti di voi stanno sperimentando ricette e anche io ogni tanto provo qualche tentativo ma non sono assolutamente un’esperta.

Avevo comunque piacere di proporvi un cocktail estivo a base di tè per brindare alle vacanze e alle giornate calde e lunghe e così ho pensato di chiedere aiuto a un professionista del settore: il barman Marco Fabbri, solo 19 anni ma tantissima passione e voglia di crescere.

Marco ha creato per tutti i lettori di Five o’ clock questa ricetta perfetta per l’estate e a base di uno dei miei tè preferiti, l’Earl Grey. Ha voluto chiamarla Duchess perché, come mi ha spiegato, si è “ispirato a colei che ha creato la tradizione del the delle 5, la Duchessa di Bedford, aggiungendo un richiamo a uno dei frutti estivi più apprezzati al mondo, le ciliegie. Il drink si presenta fresco e invitante, con sentori di timo e limone, e nonostante l’amarezza data dal tè Earl Grey e dall’arancia, dall’alcolicità data dallo Star of Bombay Gin, lascia appunto un retrogusto dolce di ciliegia al palato”.

Duchess, il cocktail all’Earl Grey

4,5 cl tè Earl Grey infuso nello Star of Bombay (un Gin speciale con sentori di bergamotto)
1,5 cl sciroppo di zucchero
1 cl spremuta fresca di limone
2 cl liquore alle ciliegie
2 dash (gocce) di bitter all’arancia
2,5 cl albume d’uovo
Tecnica: Shake and double strain. In parole semplici (molto semplici) il cockatil viene shakerato e poi filtrato due volte con l’utiIizzo di un colino.
Come si infonde l’Earl Grey nel Gin? Portate a ebollizione 6 cl di gin, aggiungete due cucchiaini da caffè di tè Earl Grey e lasciate in infusione per 5 /6 minuti affinché i due ingredienti riescano ad amalgamarsi senza sovrapporsi l’un con l’altro.
Decorazione: vaporizzazione dell’essenza di timo per dare la freschezza al drink, scorza di limone e una ciliegia.

Marco Fabbri si racconta

Ho iniziato i miei studi nel 2014 presso un piccolo centro di formazione ed è stato proprio lì che ho iniziato ad appassionarmi e ad avvicinarmi al mondo della mixology. A oggi, lavorando da 2 anni come barman/apprendista presso l’hotel Golden Palace di Torino, ho scoperto quanto possa essere vasto il mondo che riguarda i cocktail, così come è incredibile notare quante nuove tendenze nascono ogni giorno.

Credo che i cocktail a base di tè possano rappresentare una tendenza in grado di affascinare barman e cliente, perché quest’ultimo è sempre alla ricerca di nuove proposte per “evadere’”, in un certo senso, dalla solita normalità, così come anche per i barman. Parlando per esperienza personale, penso che sia incredibile notare come un tè (nonostante siamo abituati a immaginarlo come il solito tè caldo) possa andare a correggere o addirittura migliorare ed esaltare la struttura del drink stesso. Parlando personalmente, preferisco utilizzare i tè freschi e profumati, magari con sentori di fiori, come un oolong al gelsomino o l’ormai classico tè verde matcha.

Nel cocktail proposto per Five o’ clock ho voluto utilizzare un Earl Grey perché anch’esso richiama la freschezza data dal bergamotto, che ho poi voluto valorizzare all’interno dell’elaborato con la presenza di questo particolare Gin, lo Star of Bombay.

Ricordiamo che Marco Fabbri si è guadagnato la medaglia di bronzo alla Tea Masters Cup Italia 2018.
Se volete seguire il percorso e gli esperimenti di Marco lo trovate qui:
Facebook: Marco Fabbri
Instagram: marco__fabbri__
 La ricetta del cocktail all'Earl Grey del barman Marco Fabbri
Foto: ©Marco Fabbri per Five o' clock (luglio 2018)
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La ricetta del Chazuke (anche detto Ochazuke), il riso al tè della cucina giapponese, è stata una rivelazione per me. È infatti facile da preparare e divertente perché potete variare gli ingredienti in base all’umore, alla stagione, a ciò che avete in frigorifero,… vi permette di riciclare del riso avanzato il giorno prima o di rendere più appetitosa la schiscetta, il pranzo da portare in ufficio. Tutto questo grazie ai profumi e ai sapori del tè verde giapponese.

Quale tè verde? Anche in questo caso possiamo divertirci, sperimentare vari tipi di tè e poi scegliere il nostro preferito.

Oggi ho deciso di proporvi la mia ricetta vegana del Chazuke a base di verdure, ceci e tofu saltato. Come tè ho preferito usare un Genmaicha, un tè verde tradizionalmente miscelato con il riso tostato (per sapere di più leggi qui). Vi ispira? Ecco i miei consigli…

La ricetta vegana del Chazuke, il riso al tè giapponese

Chazuke: ricetta vegana

ingredienti per una persona

50 g di riso (è consigliato il riso per il sushi ma, dalla mia esperienza, anche altre varietà vanno bene)

1/4 di cipolla

1 carota media

50 g di tofu al naturale

100 g di ceci precotti

1 cucchiaino di paprika dolce

2 cucchiaini di olio extravergine d’oliva

150 ml di acqua minerale naturale

2,5 g di tè verde Genmaicha (un cucchiaio da minestra scarso)

Sale

Per prima cosa, per preparare il Chazuke, e in particolare il Chazuke veg, vi consiglio di pulire e gratuggiare le carote e tagliare la cipolla sottile. Tenete da parte.

Mescolate due cucchiaini d’olio con un cucchiaino di paprika. Versate in una padella piccola e saltate il tofu, precedentemente tagliato a cubetti, fino a renderlo saporito, colorato e croccante.

Iniziate a cuocere il riso e, a metà cottura, versate la cipolla e la carota. Unite un pizzico di sale e i ceci.

Quasi a fine cottura, preparate il tè Genmaicha. Vi consiglio di tenerlo in infusione per 3 minuti. Per sapere qualcosa di più su come si prepara un tè verde cliccate qui

Scolate il riso e le verdure e sistematelo in una ciotola capiente e colorata, insieme ai tocchetti di tofu alla paprika.

Versate il tè e buon appetito!

In Giappone di solito si aggiunge anche un goccio di salsa di soia ma ve lo sconsiglio perché copre troppo i sapori. Se il tè è buono e di qualità non avrete bisogno di altri ingredienti per rendere sfizioso il vostro Chazuke veg.

Valida anche la versione con il Genmaicha con matcha, leggermente più dolce. Si tratta comunque di un tè perfetto per il nostro piatto di cucina giapponese.

 

Foto: ©Five o' clock

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Tutti ormai hanno sentito parlare del Matcha Latte, il cappuccino verde. Ma avete mai sentito parlare dell’Hojicha Latte? Più persone mi hanno detto che questa è una delle più recenti tendenze del mondo del tè in Giappone. La prima volta che ho sentito parlare di questa novità è stato al World Tea Expo 2017. L’ultima, in ordine di tempo, è stata la produttrice Miki di Theanine che nella sua ultima visita in Italia mi ha portato un campione del suo Hojicha in polvere.

Veniamo con ordine: che cos’è l’Hojicha? È un tè verde giapponese tostato, dal profumo di legno e dal sapore caratteristico che ricorda la frutta secca, in particolare le nocciole. Per saperne di più leggete qui

L’Hojicha tradizionalmente si presenta in foglie, come tutti i tè. Il nuovo trend porta a macinare queste foglie in modo da trasformarle in una polvere fine, simile al cacao o al famoso Matcha. In questo modo il tè diventa molto pratico in cucina. Per esempio per preparare un cappuccino decisamente diverso, adatto anche ai bambini per il gusto dolce di questo tè e il basso contenuto di teina. Così nasce l’Hojicha Latte.

La ricetta dell'Hojicha Latte, il cappuccino al tè

In Giappone stanno iniziando a usare questa polvere color liquirizia anche per altre preparazioni come pasta, dolci,… e c’è qualcuno che anche in Italia lo propone nel gelato come il tea blog Prima Infusione.

Noi partiamo dalle basi: ecco la mia ricetta dell’Hojicha Latte.

Ricetta: Hojicha Latte

1 cucchiaio da caffè di polvere di Hojicha (potete acquistarla già pronta, per esempio su Amazon, oppure ridurre in polvere con il macina caffè le foglie di Hojicha)

70 ml di acqua naturale

100 ml di latte (vaccino o vegetale a vostra scelta)

Per preparare l’Hojicha Latte scaldate l’acqua a 80 – 85° C. Come si fa a capire la temperatura dell’acqua senza un apposito bollitore? Scoprite i miei trucchi qui

In una tazza versate un cucchiaio di Hojicha in polvere. Aggiungete l’acqua calda e sciogliete il tè con il chasen (il frustino di bambù per il matcha), un cucchiaio oppure una frusta da cucina. Un’altra soluzione molto pratica è uno shaker da cocktail: agitate tutti gli ingredienti e versate nella vostra tazza preferita.

Se non avete uno shaker, dover aver sciolto l’Hojicha nell’acqua, aggiungete del latte tiepido. Io adoro la schiuma del cappuccino quindi monto il latte tiepido con un montalatte (o creamer) prima di versarlo nella tazza.

Secondo me l’Hojicha ha naturalmente un sapore dolce per cui non vi consiglio di zuccherare la vostra bevanda ma di gustarla così come è.

Altro consiglio: ho provato questa ricetta con il latte di mandorla ma non mi è piaciuta. Può essere interessante il latte di nocciola ma devo ancora sperimentare nuove soluzioni.

 

Foto: ©Carlotta Mariani per Five o' clock (2018)

 

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Scrivendo un articolo per Agrodolce.it ho scoperto l’esistenza dell’ochazuke o chazuke, il riso al tè. Conoscete questo piatto della cucina giapponese? È una ricetta molto famosa e amata nel Sol Levante, un comfort food eccezionale per tutte le età e i momenti della giornata. Oltre che, sembra, un ottimo rimedio post sbornia. Non solo, l’ochazuke può essere anche una sfiziosa soluzione per riciclare del riso bianco avanzato.

Probabilmente, questo piatto è proprio nato così. Prima della diffusione del tè in Giappone, durante il periodo Heian (794-1185) si versava acqua calda sul riso del giorno prima. Un modo semplice e pratico per scaldare un cibo. Durante il periodo Edo (1603–1867) il tè iniziò a entrare nella vita quotidiana dei giapponesi e a sostituire l’acqua nella preparazione di questa ricetta. Oggi, in molti ristoranti, si usa il brodo di pesce dashi per dare più sapore al tutto ma io non potevo non usare il tè.

Ecco allora come ho preparato il mio ochazuke. Mi sono letta tantissime ricette in varie lingue e ho capito una cosa: gli ingredienti fondamentali sono il riso e il tè verde giapponese. Per il resto, spazio alla fantasia e a ciò che riserva il vostro frigorifero e la vostra dispensa. Più comfort food di così?

Ho pensato che potrebbe essere interessante anche per una schiscetta in ufficio… vi basterà aggiunger il tè sul momento e scaldare così il vostro pranzo. I miei consigli su come portare il tè in ufficio li trovate qui

Ochazuke: ricetta

ingredienti per una persona

50 g di riso (consigliano il riso da sushi ma io in casa avevo il carnaroli e il risultato non mi è dispiaciuto affatto)

un pezzo di porro (circa 30 g)

1 carota piccola

2 cucchiai di piselli surgelati

100 g di salmone affumicato

120 ml di acqua minerale naturale

2,5 g di tè verde giapponese (circa un cucchiaio da minestra). Io ho scelto un Sencha

Sale

Salsa di soia (a piacere)

Per preparare l’ochazuke ho lavato e tagliato a striscioline il pezzetto di porro. Ho fatto la stessa cosa con la carota e ho tenuto tutto da parte.

Ho poi iniziato a cuocere il riso. A circa 10 minuti dalla fine della cottura ho aggiunto il porro, la carota, i piselli e un pizzico di sale.

Una volta cotto il riso l’ho scolato e l’ho versato in una ciotola.

A questo punto non resta che preparare il tè. Su quale tè scegliere vi darò qualche consiglio più sotto. Ricordate che tradizionalmente si tratta di un tè verde. Per sapere come prepararlo al meglio leggete qui
In questo caso ho messo in infusione un cucchiaio di foglie di Sencha in 120 ml di acqua a 80° C per 3 minuti.

Aggiungete le fettine di salmone affumicato. Versate il tè e il vostro ochazuke è pronto!
Se volete potete unire un cucchiaino da tè di salsa di soia. Non vi consiglio di superare questa dose perché rischia di coprire troppo i sapori. Potete poi aggiungere alga nori, semi di sesamo, wasabi, erba cipollina, sottaceto, scaglie di tonno fermentato (katsuobushi),… come ho scritto prima, spazio alla fantasia! L’unica regola per questo piatto è mescolare il riso al tè, per il resto… divertitevi!

Quale tè usare per l’ochazuke?

Il Giappone è famoso per i suoi tè verdi quindi, tradizionalmente, per questa ricetta si usano tè verdi giapponesi. Potenzialmente tutti potrebbero andare bene. Io vi consiglio comunque di preferire prodotti non troppo delicati. Un Gyokuro o un Bancha, per esempio, rischierebbero di sparire tra questi sapori.

Ottimo il Genmaicha, il tè con il riso tostato, l’Hojicha o un Sencha ricco di umami, dal gusto intenso.

Essendoci pochi ingredienti, la qualità fa la differenza quindi vi suggerisco di non pensare, come spesso facciamo quando si tratta di piatti a base di vino, “ma tanto lo uso per cucinare”. Una materia prima buona può fare la differenza e garantire un risultato migliore. E poi, comunque, il tè in questa ricetta lo bevete, non lo buttate di certo via!

Si possono usare i tè neri? Secondo me sarebbe interessante fare un tentativo… in Giappone è il tè verde che fa da padrone ma la fantasia non ha limiti con questo piatto. Io sono quasi tentata di fare un esperimento con un buon Lapsang Souchong per esempio… che ne dite? Troppo forte come sapore?

Varianti dell’ochazuke

Al riso e al tè ho deciso di aggiungere delle verdure e del salmone affumicato. Questa è una mia scelta ma le varianti sono tantissime. Come ho scritto nell’articolo di Agrodolce.it, potete usare pesce crudo sashimi, pesce cotto alla griglia, gamberi, carne bianca, alghe, prugna fermentata (umeboshi), cracker di riso (senbei), uova,…

Le possibilità sono tante e, visto che me l’hanno chiesto più volte, trovate la mia variante vegana qui

 

Foto: ©Five o' clock

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Tè e biscotti. È uno dei miei momenti preferiti. La colazione perfetta per iniziare la giornata con la giusta dose di energia e di dolcezza. La merenda ideale, soprattutto nei pomeriggi d’inverno dopo una pesante giornata o settimana di lavoro.

Il gesto di bagnare i biscotti mi ricorda l’infanzia. La mamma o la nonna mi preparavano spesso una tazza di latte caldo o freddo con qualche biscotto e, anche se oggi al latte preferisco il tè, l’abitudine è rimasta.

Lo fate anche voi? Se la risposta è sì, sicuramente vi siete resi conto che non tutti i biscotti si prestano a essere inzuppati. Alcuni restano troppo duri, altri si spappolano alla velocità della luce facendo diventare la nostra tazza un bagno di briciole.

Qual è allora il miglior abbinamento tè e biscotti? Da questa domanda è nato questo progetto di degustazione con Gentilini, azienda che dal 1890 ci prepara dolci piaceri da sgranocchiare in diversi momenti della giornata. Probabilmente, anche voi, come me, li conoscerete per i Novellini e gli Osvego… quest’ultimi in particolare hanno fatto un po’ la storia di Gentilini. Ho scoperto infatti che a fine Ottocento in Italia si stava diffondendo un biscotto secco di nome Oswego. Si trattava di un prodotto di origine anglosassone che prendeva nome della farina usata. Pietro Gentilini, fondatore di quello che allora era un piccolo laboratorio, personalizzò la ricetta e creò il famoso biscotto Osvego. Partiamo anche noi proprio da qui…

Osvego ai 5 cereali e tè al gelsomino

Gli Osvego si sono rinnovati in questi ultimi 100 anni e oggi, oltre alla ricetta classica, possiamo trovare quella arricchita da farina ai 5 cereali e integrale. Al palato si presenta più rustico e granuloso, con un sapore più complesso e intenso.

Ho abbinato questo biscotto a una tazza di tè verde al gelsomino. Il forte gusto delle farine tende a prevalere sul delicato profumo del gelsomino ma l’astringenza del tè verde pulisce perfettamente la bocca dalla sensazione pastosa e ruvida lasciata dal biscotto.

Perché proprio il gelsomino? Provate a bere un goccio di tè, poi date un morso al biscotto e sorseggiate di nuovo la vostra tazza. La presenza di questo fiore dolce mi sembra che esalti il sapore e la consistenza del biscotto. Viceversa l’Osvego evidenzia il floreale del gelsomino quando torniamo a bere il nostro tè.

Ho provato anche con un Sencha ma non c’è questa continua esplosione di sapori che può rendere la nostra colazione o la nostra merenda più interessante.

 

Nuvole alla panna e Assam

Le Nuvole Gentilini sono i classici frollini. Io ho scelto la versione alla panna per questo progetto ma ci sono anche alla panna e cacao. Dicono che la superficie porosa e lo spessore siano stati studiati per garantire l’effetto “inzupposo“. Provateli… secondo me è vero, funzionano molto bene bagnati nel tè.

Per questo tipo di biscotto e per il suo intenso sapore di panna e latte ho scelto una tazza di Assam, un tè nero proveniente dall’omonima regione indiana. Le note maltate e di melassa dell’Assam esaltano quelle della panna e aumentano la sensazione cremosa che il biscotto lascia in bocca. Del resto, questo è un tè che spesso di beve con l’aggiunta di latte.

Vi capita mai di aprire il frigorifero e pensare: “Adesso che cosa mi invento?”. Mi è successo qualche giorno fa e così è nata questa ricetta facile e veloce al sapore di tè.

La base è semplicemente un hummus di ceci, a cui ho aggiungo il Lapsang Souchong, un tè nero cinese affumicato, dal forte sapore di legno e tabacco (per saperne di più cliccate qui). È un ingrediente molto interessante in cucina perché può regalare sentori unici ai nostri piatti. Provatelo per aromatizzare i vostri grissini, il risotto o una speciale carbonara vegetariana.

Ho poi deciso di spalmare l’hummus su delle melanzane grigliate e infine ho aggiunto una dadolata di pomodorini. In questo molto il mio pranzo era completo e ricco dei profumi di tutta l’estate. Potete sfruttare questo piatto come antipasto o come piatto unico, a voi la scelta. Le dosi sono calcolate per un aperitivo tra quattro persone, magari in giardino o sul terrazzo, con un calice di tè freddo. Io vi consiglio un tè nero o un tè verde cinese come il Chun Mee.

Siete pronti a sperimentare il tè Lapsang Souchong? Seguite la mia ricetta e buon appetito!

La ricetta di hummus di ceci aromatizzato con tè Lapsang Souchong

Hummus di ceci al Lapsang Souchong

1 cucchiaino di tè Lapsang Souchong

70 ml di acqua minerale naturale

300 g di ceci precotti

1/2 spicchio d’aglio (anche 1 intero se ne amate il sapore)

1 cucchiaio di succo di limone

2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva

un pizzico di sale

un pizzico di pepe nero macinato fresco

1 melanzana di media dimensione

circa 8 pomodorini pendolini maturi

Preparare questa ricetta è molto facile. Iniziamo dal : portate l’acqua a 95° C e lasciate in infusione il tè per 4 minuti. Filtrate.

Nel frattempo lavate e tagliate la melanzana a fette sottili, cercando di mantenere lo stesso spessore. Grigliate e tenete da parte.

Ora dedichiamoci alla preparazione dell’hummus di ceci. Versate in un frullatore i ceci, il tè, il pezzetto d’aglio, il limone, l’olio e un pizzico di sale e di pepe. Frullate il tutto fino a ottenere un composto cremoso. Di solito nella ricetta dell’hummus c’è pure la tahina, un preparato derivato dai semi di sesamo. Io però non lo digerisco e quindi non ne sentirete parlare in questo piatto. In compenso, se vi piacciono i sapori forti, unite nel frullatore un altro cucchiaino di foglie di tè Lapsang Sounchong e frullate nuovamente. Ricordate che le foglie di tè possono essere mangiate senza problemi.

Disponete le fette di melanzane su un tagliere o su un piatto di portata. Su ognuna spalmate uno o due cucchiaini di hummus. Infine decorate con i pomodorini tagliati piccoli e, se volete, qualche foglia di basilico.

 

Foto: ©Five O clock

In estate non è facile bere . Si preferiscono prodotti freschi, leggeri… come il gelato. Io spesso pranzerei pure con il gelato quando è molto caldo. Naturalmente, quando mi vengono queste “voglie” poi scopro che non niente in freezer. Non ho la gelatiera, è troppo caldo anche solo per pensare di uscire… come fare?

La mia soluzione è un ricco piatto di insalata e… i ghiaccioli! Non ci vogliono grandi studi o accessori per prepararli e in tre-quattro ore sono pronti. Se il preparo per pranzo posso gustarmeli comodamente per merenda in compagnia di un buon libro.

Tempo fa vi avevo parlato dei ghiaccioli di frutta e rooibos e dei ghiaccioli al tè matcha. Oggi ho sperimentato con successo i ghiaccioli al tè Earl Grey e pesca e sono felici di condividere con voi la mia ricetta 🙂 Buone notizie per tutti: niente latte e derivati, 100% veg.

Ricetta dei ghiaccioli al tè Earl Grey e pesca

100 g di acqua per 4 ghiaccioli
5 g di tè Earl Grey (1 cucchiaio e 1/2 di foglie di tè)
1 pesca matura
5 cubetti di ghiaccio circa
(zucchero facoltativo)

Per prima cosa preparate il tè. Io ho messo in infusione le foglie di Earl Grey per 4 minuti a 90° C.

Nel frattempo pulite la pesca e tagliatela a metà. Frullate la prima metà.

Filtrate e abbassate immediatamente la temperatura shakerando il liquore con il succo di pesca appena preparato e il ghiaccio. Attenzione a non mettere troppi cubetti perché se no si diluisce troppo il tè.

Versate il liquido nelle formine dei ghiaccioli. Tagliate l’altra metà di pesca a dadini e divideteli tra i vari quattro stampi.

Mettete i ghiaccioli al tè in freezer per almeno tre ore.

Una ricetta facile e abbastanza veloce, no? Dovete stare attenti solo agli ingredienti: il tè deve essere ben profumato e la pesca bella matura.

Quando si parla di tè matcha, questo particolare tè verde giapponese (per saperne di più cliccate qui) si parla sempre (o quasi) di ricette dolci. Dai muffin al tiramisù, dai biscotti al cioccolato. Il suo sapore in effetti si presta bene a queste preparazioni zuccherose. Ma non solo.

Oggi infatti voglio dimostrarvi la versatilità di questo tè parlando di ricette salate con il matcha. Avete mai provato? Io ho sperimentato qualcosa in questi anni e vi racconto la mia top 5.

Pop corn al tè matcha

Iniziamo da una ricetta facile e veloce di cui non potrete più fare a meno. I pop corn al matcha sono davvero irresistibili, pronti in meno di 10 minuti e perfetti in tante occasioni diverse, anche un aperitivo estivo con gli amici. Potete provare anche la variante dolce ma un pizzico di sale è perfetto per esaltare il sapore di questo tè verde.

Tramezzini al tonno e matcha

Passiamo a un’altra ricetta semplice e sfiziosa. Questi tramezzini al tonno con crema al tè matcha e formaggio spalmabile sono eccezionali per un tea party estivo, magari accompagnati da un tè verde genmaicha preparato con l’infusione a freddo.

Se preferite una ricetta vegetariana eliminate il tonno e abbondate di crema. Sentirete un sapore ancora più fresco e aromatico!

Piadina al tè matcha

Da brava romagnola, la piadina è la mia specialità e non poteva mancare tra le mie ricette salate preferite al matcha! Aggiungo questo particolare tè verde in polvere all’impasto e poi potete farcirla in tanti modi diversi, anche semplicemente con pomodoro e mozzarella.

In questa ricetta il ripieno è particolare perché tutto era stato studiato per il concorso Swiss Cheese Parade ma se la cosa vi interessa posso pensare a nuovi abbinamenti 😉

Salmone con salsa al matcha

Adoro il salmone e adoro come si accompagna a questo tè verde. Quando vivevo in Norvegia avevo quindi pensato alla ricetta del salmone con salsa verde al matcha. A completare il tutto, per restare in spirito nordico, vi consiglio le patate bollite.

Un piatto perfetto in ogni periodo dell’anno, anche se la stagione del salmone è l’estate!

Pizza al matcha

Questo è un esperimento dell’esperto di panificazione Cristian Zaghini. È interessante vedere come una persona non specializzata nel tè trovi però in questo mondo nuovi stimoli e nuovi abbinamenti. Un po’ come è successo all’ultima edizione della Tea Masters Cup Italia in cui barman da tutta Italia si sono sfidati nella categoria della Tea Mixology.

E poi trovo che il matcha sia perfetto con una classica margherita perché riprende il sapore salino del pomodoro. Penso che continuerò a sperimentare ricette salate con questo tè e questo ortaggio mi sarà di grade aiuto…

Pop corn al matcha. L’idea mi è venuta tempo fa, mentre scrivevo un articolo su uno dei trend del momento: i pop corn aromatizzati. Pensate che l’attrice Scarlett Johansson ha aperto un locale apposta a Parigi, YummyPop.

Ci sono al parmigiano, piccanti, con il curry, con il tartufo, al caramello, al cioccolato,… e al tè? Naturalmente in Giappone mi hanno detto che i pop corn al matcha esistono già, ma andarli a comprare dall’altra parte del mondo non è proprio comodissimo (per lo stesso motivo ho sperimentato la ricetta dei Kit Kat al matcha).

I pop corn sono facili e veloci da preparare in casa. Io li adoro: ancora caldi, sul divano, mentre si guarda un bel film. A voi piacciono?

E pensate che i primi estimatori di questa ricetta sono antichissimi perché le prime testimonianze risalgono a 1000 anni. I nativi americani e le popolazioni pre colombiane inca e maya facevano scoppiare i chicchi di mais con il calore. Li usavano poi come cibo o durante le cerimonie religiose.

Se anche voi siete fan di questo semplice snack, preparate padella e ciotola e provate la mia ricetta dei pop corn al matcha.

Pop corn al matcha

80 g di chicchi di mais

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

1 cucchiaino di matcha culinario

sale/zucchero

Per preparare il pop corn al matcha, per prima cosa attrezzatevi di una padella larga e un coperchio.

Versate l’olio, distribuitelo sul fondo della padella.

Aggiungete i chicchi di mais. Coprite e poi mettete la padella sui fornelli a fuoco medio.

Dopo un paio di minuti sentirete scoppiettare. Molto bene! Aspettate: quando i rumori inizieranno a diminuire, spegnete il fuoco sotto la padella ma non alzate ancora il coperchio.

Nel frattempo preparate una busta di carta. Sono perfette quelle che si usano per il pane. Potete anche versare i pop corn direttamente nella ciotola e poi aromatizzarli ma secondo me è più difficile distribuire gli ingredienti in modo uniforme.

Trasferite i pop corn nel sacchetto. Aggiungete il sale o lo zucchero in base ai vostri gusti, al momento della giornata o dell’occasione. Io di solito preferisco i pop corn salati ma devo dire che in questo caso mi è piaciuto come lo zucchero ha esaltato la dolcezza naturale del matcha. Distribuite poi la polvere del tè verde aiutandovi con un colino un po’ come si fa con lo zucchero a velo sulla torta. In questo modo si evitano i fastidiosi grumi.

Sbattete il sacchetto per amalgamare il tutto e servite. Potete abbinare i pop corn al matcha a una tazza di Sencha, un classico tè verde giapponese che riprende il sapore erbaceo e marino del matcha.

Controindicazioni del tè matcha

Non smetterò mai di ricordarvi che il matcha ha un altissimo contenuto di teina. Se siete sensibili, forse è meglio se evitate di gustare questo snack alla sera dopo cena.

Altro consiglio: i pop corn verdi alla incredibile Hulk possono divertire i bambini ma forse il matcha, con le sue proprietà eccitanti, non è l’ingrediente adatto a loro.

Se volete conoscere meglio questo tè cliccate qui

 

Fonti: lilimadeleine.com; focus.it; aoimatcha.com
Foto: Five O clock

Il cioccolato al Matcha è un’esperienza indimenticabile. Se il tè è buono, è forte la presenza di umami e come non innamorarsi del suo inconfondibile colore verde acceso? Sulla pagina Facebook di Five O clock l’avete (giustamente) ribattezzata la cioccolata di Hulk 🙂

Durante la presentazione della manifestazione I giorni del cioccolato ho avuto il piacere di partecipare a una lezione del maestro Giacomo Boidi di Giraudi e, tra le varie ricette protagoniste, c’era anche quella che vi presento oggi. Il cioccolatiere ha raccontato qualcosa su questo (non tutti sanno esattamente che cosa è… se anche voi volete saperne di più cliccate qui) e ci ha spiegato come preparare il cioccolato al Matcha.

Ricette con il tè verde matcha: il cioccolato

Condivido con voi la ricetta di Giacomo Boidi. Nella sua versione ci sono anche le Fuetille, una specie di granella fatta di cialda, che garantisce una nota più croccante al tutto, ma si possono anche tralasciare.

Come preparare il cioccolato al Matcha 

Per 1 tavoletta da 575 g

500 g di cioccolato bianco

25 g di Matcha (io consiglio di usare quello culinario)

50 g di Fuetille fine

Temperiamo il cioccolato*

*(Detto così sembra facile ma è una operazione un po’ più complessa e allo stesso tempo fondamentale per la perfetta riuscita del risultato finale. Temperare il cioccolato significa fonderlo alla corretta temperatura e poi lavorarlo su un piano di lavoro con una spatolina per farlo raffreddare, ndr.)

Bene, a questo punto versiamo il Matcha e la Fuetille.

Mescoliamo, facciamo colare nello stampo e lasciamo raffreddare.

Giacomo Boidi dice che ci vogliono solo 15 minuti, più il tempo del raffreddamento.

In questo video potete vedere la lavorazione del maestro:

Come si fa il cioccolato al matcha

Giacomo Boidi di Giraudi Cioccolato Artigianale dal 1907 ci spiega come preparare il cioccolato al matcha

Pubblicato da Five O clock su Mercoledì 23 novembre 2016

Foto e video: ©Five O clock

Ho scoperto dell’esistenza dei Kit Kat al Matcha attraverso le foto che giravano su internet e poi su Instagram. I biscotti di wafer ricoperti di cioccolato al latte o fondente in Oriente hanno varianti diverse. Tra queste, quella al tè verde Matcha.

Li ho assaggiati per la prima volta pochi anni fa quando un’amica me li ha portati dal suo viaggio di nozze in Giappone. Che cosa dire? Buonissimi! Il sapore del tè verde si sente e alla dolcezza si unisce la croccantezza dei biscotti. Sono entrati subito tra le mie ricette al matcha preferite.

Ho ritrovato questi simpatici Kit Kat da Tea in Italy a Varese. Il caso ha voluto che mi ritrovassi poco dopo a una dimostrazione del cioccolatiere Giacomo Boidi di Giraudi che ha parlato proprio del cioccolato al Matcha durante la presentazione de “I giorni del cioccolato” a Milano dall’1 al 4 dicembre 2016 in zona Piola (via Lomonaco 13/15). Questa cosa mi ha fatto pensare: si possono preparare i Kit Kat a casa?

In questi anni ho visto (e ho scritto) tanti articoli su come fare da soli le ricette di dolci famosi, dai Baci Perugina al gelato Fior di fragola, dalle Gocciole ai Ferrero Rocher. Ho cercato su internet e sia in Italia, ma soprattutto nel mondo anglosassone, sono tanti quelli che si sono cimentati nell’impresa dei Kit Kat fatti in casa. Ho messo insieme queste notizie con gli appunti che avevo preso all’incontro con Giacomo Boidi ed ecco la mia ricetta dei Kit kat al matcha.

L’aspetto non è bellissimo, anche perché la mia scarsa manualità e a voi ben nota, ma il sapore è eccezionale e molto simile all’originale giapponese, lo posso garantire.

Anche la mia lavorazione del cioccolato non è professionale, non sono un’esperta, ma la ricetta funziona.

La ricetta dei Kit Kat al matcha fatti in casa, una specialità giapponese

Kit Kat al Matcha

ingredienti per 5 – 6 biscotti

1 cucchiaino da caffè (circa 1 – 1.5 g) di Matcha culinario

10 – 12 wafer al latte (quelli alla vaniglia secondo me sono troppo dolci)

100 g di cioccolato bianco

Preparazione: il cioccolato

Per prima cosa, per preparare il Kit Kat al Matcha dobbiamo lavorare il cioccolato. Siamo abituati a scioglierlo a bagnomaria ma durante la presentazione sia il cioccolatiere Boidi che la pasticcera Elena Bosca (in arte Dear Wendy) hanno fatto notare che uno dei più grandi nemici del cioccolato è l’acqua. La soluzione migliore secondo loro è il microonde. Ho quindi spezzettato il cioccolato in una ciotola e ho messo tutto nel microonde. L’ho fatto andare a bassa temperatura controllando di minuto in minuto. Dopo 3 minuti il cioccolato era sciolto.

A questo punto ho aggiunto la mia polvere di Matcha e ho mescolato per rendere il composto il più possibile uniforme sia nel colore che nella consistenza.

Preparazione: i Kit Kat

Su un piano di lavoro o un tagliere posizionate i vostri wafer. Ho fatto due prove: nella prima ho diviso il wafer a metà per avere un biscotto più sottile e più simile all’originale. Purtroppo è facile che una parte del wafer si rompa per cui, con il senno di poi, non credo ne valga la pena. Nella seconda prova ho lasciato i biscotti così come sono.

Spalmate del cioccolato sulla superficie di un wafer e appoggiatene un’altro sopra in modo che si attacchino. Procedete allo stesso modo fino a finire i biscotti. Lasciate asciugare (bastano pochi minuti).

Trascorso questo tempo, se notate che il vostro cioccolato sciolto è meno morbido riscaldatelo con l’aiuto di un phon. Sembra assurdo ma l’ho visto fare sia da Giacomo Boidi che da Elena Bosca alla presentazione. Ho provato la stessa tecnica a casa ed è una soluzione eccezionale per riportare il cioccolato alla giusta consistenza.

I nostri Kit Kat al Matcha sono quasi pronti. Arriva però la parte secondo me più difficile. Dobbiamo ricoprire i nostri biscotti. Potete immergerli nella ciotola, facendo attenzione che ogni parte venga ricoperta e poi togliere il cioccolato in eccesso con una spatola. Potete altrimenti aiutarvi con un cucchiaino. Per me non è stato facile, devo essere sincera, ma è comunque un procedimento fattibile.

Una volta che i Kit Kat al Matcha sono ricoperti da tutti i lati lasciateli asciugare appoggiandoli su un foglio di carta da forno. I miei ci hanno messo circa due ore per essere pronti.

Trascorso questo tempo sono pronti per essere serviti o confezionati per un simpatico regalino ai vostri amici.

Ricette al Matcha

Ho iniziato ad apprezzare il Matcha prima come ingrediente in cucina che come bevanda. Se anche voi vi state appassionando a cucinare con il tè posso consigliarvi alcune delle mie ricette preferite.

Oltre ai Kit Kat al Matcha provate:

Banana Bread senza lievito al Matcha

Matcha Latte

Lingue di gatto al Matcha

Panna cotta al Matcha

Salmone norvegese con salsa verde al tè Matcha