Libri

Andiamo scoprire i più interessanti libri sul tè, volumi dedicati in cui si parli di storia, tecniche di degustazione, tipi di tè, ricette. Ma anche testi della letteratura classica in cui si cita la nostra bevanda preferita. Da Johann Wolfgang Goethe a T. S. Elliot, sono stati tanti i letterati che hanno parlato di tè nei loro libri. Esistono poi vari saggi e testi che ci aiutano a capire meglio questo mondo e la sua cultura. A partire dal primo libro sul tema, il famoso Canone del tè di Lu Yu, a oggi.

Tea-spiration, Inspirational Words for Tea Lovers è il libro di Lu Ann Pannunzio, già autrice del tea blog The Cup of Life. Seguivo Lu Ann da tempo sui social e la foto della copertina di questo lavoro mi ha subito incuriosita.

Tea-spiration… che cosa vorrà dire? Appositamente non ho letto recensioni, articoli, presentazioni,… del volume per non farmi influenzare e l’ho cercato su Amazon. Dopo un piccolo disguido (ho dimenticato l’ordine del carrello 🙁 ), ecco che la copia è arrivata. Ed è stata una sorpresa: era tutto diverso da ciò che mi aspettavo

Da una parte il formato: piccolo, leggero, perfetto da stare in una mano e da portare in giro in borsa. Adoro le agende e i block notes della stessa dimensione, li trovo molto pratici da tenere sempre con me ovunque vada.

La vera scoperta però è stata un’altra: il contenuto. Non ho mai letto qualcosa del genere sul tè

Tea-spiration: di che cosa parla?

Quando ho visto il libro non ci ho pensato molto. Scritto da una tea blogger, un testo sul mondo del tè… nella mia testa immaginavo un nuovo lavoro sui vari tipi di tè, come proporlo, consigli per organizzare tea party, ricette. Il tutto accompagnato da qualche bella foto scattata da Lu Ann (curiosità: il papà è italiano). Il titolo era particolare, si parlava di emozioni,… ma nella frenesia della vita di tutti i giorni, del matrimonio da organizzare, del lavoro da cercare/gestire non ci ho fatto caso (purtroppo).

Tea-spiration è un libro che parla di come sentirsi bene e vivere meglio la propria vita proprio grazie al tè. Bellissimo!

Attenzione: non sono un’amante dei saggi motivazionali e dei motivatori (“Dai che ce la fai!”) ma questo testo è delicato e piacevole come il fumo che esce da una tazza di tè. E condivido ogni singola parola di quello che dice, del messaggio che si vuole trasmettere. È esattamente quello che vorrei fare con questo blog ed è l’obiettivo del festival del tè in Italia. Non dettare dei precetti universalmente validi, ma condividere emozioni, piacere, serenità attraverso una cosa semplice come una tazza di tè.

Lu Ann ricorda che ognuno può avere un suo modo di bere questa millenaria bevanda, gusti diversi e che, al di là delle indiscusse proprietà, il solo gesto di preparare quella tazza, annusare le foglie, sorseggiare un infuso ci può fare stare meglio e ci può fare vivere meglio la nostra vita di tutti i giorni. Io ne sono convinta. Per questo su Facebook ho preannunciato questo post mettendo la foto di una bustina di Earl Grey… foglie, bustine, estratti, tè verdi, tè neri, puri, aromatizzati, infusioni orientali, occidentali… non sono queste le cose importanti, ma ciò che conta è goderci questo momento e tutte le piccole (a volte minuscole) gioie della nostra giornata.

“Questo libro nasce per cambiare il modo in cui le persone vedono, pensano e bevono il tè”

Tea-spiration mi ha aiutato a fermarmi a pensare, a dare forma a certe sensazioni e a condividerle con voi come se fosse una tazza di tè.

Che cosa vi viene in mente pensando al tè?

È una delle prime frasi che ho sottolineato. Che cosa mi viene in mente quando penso al tè? La prima parola è benessere ma non è proprio quella giusta… per me il tè è una sensazione complessa, di piacere, di serenità, di sollievo, ma anche di forza e coraggio. È calore, è una carezza quando sei teso, triste o infreddolito. È un boccata di aria fresca in estate quando neanche l’acqua riesce a dissetarmi. È un momento di condivisione… in tanti posti in cui ho lavorato ho portato l’abitudine di bere una tazza di tè, scambiarsi due parole e ricominciare.

E per voi che cosa è il tè? Ecco le risposte che mi avete inviato sulla pagina Facebook… le riporto anche qui perché sono molto molto belle:

  • Silvia: inverno, freddo, magari in una baita in montagna immersa nella neve con un bel camino acceso
  • Claudio: Viaggio temporaneo su un pianeta deserto, felice per quello che sto facendo (bere tè), e soprattutto nessuno che rompe le scatole intorno. Viaggio che termina con l’ultima goccia di tè sorseggiata
  • Anna: Felicità è la prima cosa che mi viene in mente
  • Alessia: Connessione
  • Anna Barbara: Agatha Christie… per me questa scrittrice evoca un mondo interiore…
  • Laura: una poltrona, un libro, fuori la pioggia
  • Maria: culture; amo sia l’orientale che l’occidentale
  • NinaSilvia: un momento tutto per me fatto di profumo e calore
  • Francesca: lentezza!
  • Andrea: musica!
  • Michela: coccole
  • Ornella: soddisfazione
  • Lucia: viaggio
  • Dianella: l’inizio di un viaggio…
  • Benedetta: relax
  • Elena: Relax …
  • Micol: casa
  • Lu: il fuoco che scoppietta, lì accanto un comodo divano, cane e gatto che dormono sui loro cuscini, un bel libro e tutto il resto fuori
  • Evey: ti cito il titolo di un libro che mi è piaciuto molto “il tè e sempre una soluzione”
  • Maria Rita: i gesti: mettere l’acqua, accendere il gas, sentire il borbottio del bollore, versare l’acqua, attendere l’infusione, il caldo, la sospensione del tempo.
  • Tomas: la tazza bollente tra le mani!
  • Letizia: coccola, ovviamente!
  • Ethel: un momento solo per me
  • Stefy: coccolose sensazioni! Riscalda il cuore e l’anima
  • Anna: i campi verdi tra posti bellissimi da dove viene..
  • Claudio: calore e coccole
  • Laura: Jessica Fletcher
  • Katia: Serenità
  • Cristina: Amore a prima vista
  • Anna: il suo profumo che mi abbraccia e il suo calore che mi coccola
  • Stefania: calore

Volete conoscere un’altra opinione su questo libro? La trovate all’interno dell’intervista alla mitica Alessandra Rovetta sul tea blog Prima Infusione.

Aspetto i vostri commenti 🙂

 

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Non mi sono stati offerti oggetti o compensi per citare il libro presente

Lo Zen e la cerimonia del tè di Kakuzo Okakura è un grande classico della letteratura dedicata al mondo del tè. Alcune delle citazioni più famose su questa straordinaria bevanda sono prese proprio da questo libro.

Di che cosa parla? È un’opera a tratti poetica, a tratti filosofica sul rapporto tra Occidente e Oriente, sul tè, su come è nata e si è sviluppata la cerimonia del tè giapponese. La tesi di base è che il tè possa spiegare o rappresentare la cultura giapponese. Un libro davvero interessante per capire qualcosa di più di questo mondo, della sua evoluzione e del suo legame con ogni aspetto della società.

Si parte da una brevissima storia del tè e di come sia nato il teismo, la filosofia del tè. Okakura poi si dedica alla scoperta del tè da parte dell’Occidente, dalla testimonianza di Marco Polo all’inizio dell’indipendenza americana.

L’autore torna a parlare di Oriente, di come si sia evoluto il modo di bere il tè dividendolo in tre fasi: “quella del tè bollito, quella del tè sbattuto, e quella del tè infuso”. Racconta di Lu Yu (per saperne di più cliccate qui) e lo definisce “il primo apostolo del tè”. Prosegue con la storia del tè, di quando “smise di essere un passatempo poetico, e divenne un mezzo per realizzare se stessi”.

Racconta di come i primi semi di Camellia Sinensis, la pianta del tè, siano arrivati in Giappone e di come si sia sviluppata la cultura di questa bevanda. “Da noi il tè, più che l’idealizzazione di una forma del bere, è divenuto una religione dell’arte del vivere”, scrive. Religione la cui massima espressione è la cerimonia del tè.

Si parla di taoismo e di zen fino ad arrivare alla descrizione della stanza del tè, di come è stata decodificata e perché. Pensate che un intero capito è dedicato ai fiori che devono adornare questa stanza: come devono essere scelti, come devono essere disposti, ecc.

L’ultimo parte del libro Lo Zen e la cerimonia del tè si sofferma sui maestri e sul ruolo che hanno avuto sulla cultura e la società giapponese. “Probabilmente la nostra ceramica non avrebbe mai raggiunto il suo alto grado di perfezione se i maestri del tè non ne fossero stati gli ispiratori”.

Perché mi è piaciuto?

Mi è piaciuto perché mi ha permesso di ripassare la storia e l’evoluzione del tè. In più ho scoperto cose nuove, come la testimonianza di Marco Polo.

È poi un libro che fa riflettere sui rapporti tra il nostro modo di vedere il mondo e quello orientale. Certo, in questo testo è più sbilanciato a favore dell’Oriente ma ci sono commenti che ci devono far riflettere. Tra l’altro questo tema è anche trattato nella canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2017, per cui è più attuale di quello che possiamo credere. E pensate che questo volume è stato scritto a inizio ‘900!

Ammetto di non amare molto la filosofia per cui alcune parti le ho trovate un po’ noiose o di non immediata comprensione ma niente da fare, se amate il tè e volete approfondire la materia vi consiglio di passare di qui.

L’autore: Kakuzo Okakura

Nato nel 1862, Kakuzo Okakura discendeva da una famiglia di samurai della provincia di Fukui. Il padre diventò poi un mercante di sete e si trasferì a Yokohama, circa 40 km da Tokyo.

È stato sovrintendente per l’arte cinese e giapponese al Museum of Fine Arts di Boston e scrisse questo libro direttamente in inglese con il titolo The Book of Tea. Questo fa capire molti commenti dell’autore sul rapporto e le differenze tra Occidente e Oriente. Nella mia edizione nella postfazione di Everett F. Bleiber si dice: “Okakura intendeva spiegare la peculiare orientalità dell’Occidente e si servì del tè come simbolo“.

Il libro, tradotto in italiano Lo Zen e la cerimonia del tè è stato scritto nel 1906, sette anni prima della sua morte.

Potete trovarlo in libreria oppure qui: Lo zen e la cerimonia del tè

Le mie citazioni preferite prese da queste libro le trovate su Twitter sotto l’hashtag #cerimoniadeltè

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Ho scoperto The Tea Book di Linda Gaylard grazie a due Tea Blogger: Love for Teas e World of Tea. A loro è piaciuto e in effetti anche per me è stata una bella e piacevole scoperta.

Seguivo già l’autrice su Instagram (@Theteastylist) e grazie a questo suo lavoro (da poco tradotto in tedesco, olandese, ungherese, spagnolo e coreano… purtroppo non ancora in italiano) ho approfondito meglio la sua storia e la sua, la nostra, passione.

The Tea Book, uscito nel 2015, è secondo me un buon libro per conoscere meglio il mondo del tè a 360° C. Dalle varie famiglie, alle nuove tendenze, dai principali Paesi produttori (visitati dall’autrice) alle ricette.

A proposito di novità, se volete sapere come si prepara il famoso Kombucha qui trovate tutte le indicazioni e la spiegazione su che cosa è questa bevanda.

La prima sezione cerca di rispondere alla domanda “Che cosa è il tè?“. Si parla della Camellia Sinensis, ci sono alcune piccole note sui cloni (cercherò di raccontarvi presto qualcosa anch’io) e su come viene prodotto il tè con la distinzione tra tè “ortodossi” e CTC (le bustine per intenderci).

Ci sono poi descrizioni delle varie famiglie di tè, qualche accenno sui benefici per poi passare al capitolo dedicato a come si prepara il tè.

Non manca una breve storia del tè e un viaggio tra le tradizioni di vari Paesi come Cina, India, Giappone, Taiwan, Corea del Sud,…. questa è una parte molto interessante, con bellissime immagini che aiutano a entrare meglio in un’atmosfera lontana da noi.

C’è poi una parte sulle tisane e infine le ricette con qualche chicca come quella del Kombucha o del Bubble Tea oltre a tè freddi e cocktail.

Linda Gaylard è un nome famoso nel panorama del Nord America. Si è certificata come Tea Sommelier professionista al George Brown College di Toronto seguendo il percorso della Tea Association of Canada. Nel 2009 ha lasciato il lavoro come stylist e ha aperto il sito The Tea Stylist in cui parla della nostra bevanda preferita e delle sue esperienze come relatrice in vari conferenze, anche al noto World Tea Expo.

Dove comprare The Tea Book? Come vi dicevo non c’è ancora la traduzione in italiano ma la versione originale in inglese è disponibile su Amazon. Io l’ho trovato qui: The Tea Book

Niente da fare… parafrasando un famoso telefilm “Matcha is the new Black“. Questo tè verde giapponese sta davvero spopolando in tutto il mondo e la prova è che nel 2015 è stato pubblicato un libro specifico su questa bevanda. Si intitola The Matcha Miracle e secondo il tea blogger World of Tea è una delle pubblicazioni migliori dello scorso anno. Gli autori sono Mariza Snyder, appassionata di tematiche legate al wellness e scrittrice di libri di nutrizione, Lauren Clum, chiropratica, Anna V. Zulaica, consulente nutrizionale, e Lasheeda Perry, pastry chef. Sì perché gran parte del libro è costituito da ricette salate e dolci a base di tè verde matcha. Ben 50 proposte attente alle richieste dei consumatori moderni: attenzione alla sostenibilità, alle intolleranze, a scelte di vita vegan e alla leggerezza.

Secondo me la parte più interessante è quella iniziale sulla storia del matcha. Sapevate per esempio che ha origine in Cina?

Un libro dedicato al tè verde matcha, The Matcha Miracle

Segue un capitolo sulle proprietà del matcha, argomento molto amato dai tantissimi che si stanno avvicinando al tè più per i suoi benefici che per il suo sapore, le sue tradizioni, ecc. E il matcha, essendo una bevanda in cui si beve direttamente la foglia di tè, è molto salutare. Ricca di antiossidanti, di clorofilla (che ha un effetto detox), aminoacidi,… e chi più ne ha e più ne metta. Secondo me c’è molto di più visto che è il tè scelto per la cerimonia giapponese del tè ma niente da fare, parlare di salute attira.

Il terzo capitolo è dedicato a come usare il matcha, anche in cucina e infine si dà il via alle ricette. C’è quella della panna cotta, delle uova in camicia, della torta di carote, dei frullati, dei cocktail e di tanti piatti che possono diventare ancora più speciali con un pizzico di questo tè.

Sinceramente, mi aspettavo qualcosa di più approfondito soprattutto riguardo la parte della storia e delle tradizioni. Poi trovo che le immagini delle ricette possono essere molto utili per capire qualcosa del risultato finale comunque è sicuramente un libro interessante per approfondire un po’ la propria passione per questo tè.

Trovate il libro su Amazon a questo link: The Matcha Miracle: Boost Energy, Focus and Health With Green Tea Powder e costa 12.95 dollari (circa 11,6 euro).

Potete invece acquistare matcha con un buon rapporto qualità/prezzo sul sito italiano Lovely Matcha

Foto: Five O clock

Il mio viaggio tra i libri dedicati alla nostra bevanda preferita continua con Il libro del tè di John Blofeld edizioni Mediterranee, da non confondere con il più noto Il libro del tè di Okakura Kakuzo (di cui comunque parleremo presto).

Il sottotitolo è un’arte tradizionale, un piacere della vita, elementi che ricorrono continuamente nel testo in cui si intrecciano storia, tradizioni, riti, nozioni filosofiche e spirituali e ricordi dell’autore. John Blofeld si pone umilmente come guida per un amante occidentale del tè che voglia avventurarsi e conoscere la ricchissima cultura orientale, in particolare cinese. Un po’ come è accaduto a lui, giovane studente universitario a Cambridge perdutamente innamoratesi dell’Oriente. Blofeld ha vissuto in Cina, Tibet e Thailandia, ha studiato il buddismo e il taoismo e ha tradotto Il canone del tè di Lu Yu, il primo saggio della storia su questa millenaria bevanda.

il libro del tè di John BlofeldI primi tre capitoli riguardano la storia della Cina e del tè. Tra le varie cose si parla anche dell’origine di questa parola e di come si sia diffusa in Europa (parte che abbiamo accennato nel post come si scrive tè in italiano).

Il quarto capitolo è dedicato alle piantagioni e al racconto di una sua visita. Più interessante è la sezione successiva dedicata alle case da tè in cui ho scoperto dettagli di cui non avevo mai sentito parlare altrove.

Si passa poi ai tè, tra cui lo storico Long Jing. Blofeld si concentra su Cina e Taiwan analizzando le principali referenze, raccontando storie, leggende ed esperienze personali che rendono meno tecnico e più emozionante il tutto. Bello sotto questo aspetto anche la sezione dedicata all’acqua (capitolo 8).

Il settimo capitolo tratta del taoismo con qualche accenno alla storia del tè in Corea (se siete interessati leggete Korean Tea Classics) e il nono di componimenti dedicati alla nostra bevanda preferita per poi passare a un vero e proprio manuale per praticare l’arte del tè.

Concludiamo con due sezioni che piaceranno molto al pubblico femminile: “Il tè e la ceramica” e “Il tè e la salute“. Particolare il fatto che l’autore parli anche dell’uso esterno delle foglie, argomento di cui non si accenna spesso. Ricordiamo però che è un tè è un piacere più che una medicina…

Sono certo che in questo mondo moderno in cui il ritmo di vita è in continua accelerazione e provoca negli individui ulcere, dispepsie, apoplessie e ogni genere di disturbo mentale, varrebbe realmente la pena di imparare e praticare l’arte del tè…

La frase finisce “alla maniera cinese” perché giustamente l’autore ha vissuto sulla propria pelle soprattutto questa parte del mondo del tè ma credo che il tè sia una piacere, un rito che possa aiutarci a tornare in pace con il mondo in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.

Prendetevi un po’ di tempo e preparatevi una buona tazza di tè!

Expo Milano 2015 per me è stata un’occasione importante per imparare ed entrare in contatto diretto con culture altrimenti lontane. Ho raccolto tanto materiale e, tra le cose che ho scoperto, c’è stato questo libro: Korean Tea Classics di Hanjae Yi Mok e il venerabile Cho-ui, curato da fratello Anthony di Taizé, Hong Kyeong-Hee e Steven D. Owyoung.

L’ho comprato nel negozio del padiglione coreano ma lo potete trovare anche su Amazon. Avevano due libri in vendita: questo e The Korean Way of Tea che mi hanno detto essere più adatto per chi si sta approcciando al tè e vuole sapere come si produce, come viene raccolto, ecc… Ci farò un pensierino, mi è rimasta la curiosità… ma torniamo al nostro protagonista di oggi…

Recensione del libro sul tè Korean Tea ClassicsQuesto volume ha alcuni aspetti interessanti soprattutto nella parte introduttiva in cui i curatori raggruppano informazioni sulla cultura del tè in Corea: leggende, storia, personaggi, luoghi, traduzioni, influenze…

A proposito dei personaggi, il libro propone i testi originali affiancati da traduzione e commento dei saggi scritti dalle figure più importanti in Corea per quanto riguarda il tè: Hanjae Yi Mok (1471 – 1498) e il venerabile Cho-ui (1786 – 1866). Entrambi si ispirano al primo grande testo in materia: il canone del tè di Lu-Yu, segno di come la Cina abbia influenzato i Paesi vicini con le sue tradizioni.

Consiglio questo testo a tutti gli appassionati di tè che vogliono avere un focus sulla Corea. Peccato che non si parli dei vari tipi di tè coreani ma la parte introduttiva è molto interessante per capire qualcosa di più su questo Paese e più in generale sulla storia del tè.

Se vi state solo da poco avvicinando al tè vi consiglierei di iniziare da testi più discorsivi, questo secondo me è un po’ troppo specifico. Sicuramente potete iniziare ad assaggiare i tè coreani. A me piacciono molto, soprattutto i verdi…

Non mi resta che augurarvi buon tè!

Il canone del tè

Il canone del tè (Chajing) di Lu Yu è il più importante libro per quanto riguarda il mondo e la cultura del tè. Il testo è stato molto probabilmente composto tra il 758 e il 761 d.C. e si tratta del più antico volume esistente sulla nostra bevanda preferita, una fonte fondamentale per capire meglio le origini, il significato, la storia e la filosofia che sta dietro a quello che può sembrare una semplice tazza. Non solo. Essendo stato il primo testo di questo tipo fu utilissimo per tutti i mercanti di tè e fu il capostipite di una serie di trattati simili (ma non così esaustivi) chiamati chàshu.

Il canone del tèIl canone del tè è diviso in tre capitoli dedicati a tutte le possibili tematiche legate al mondo del tè, dagli strumenti utilizzati (descritti in modo molto preciso) alla lavorazione delle foglie, dalle indicazioni per la preparazione dell’infuso a quelle per la degustazione fino alle aree di produzione e agli aneddoti. In quest’ultima parte ci sono dei veri e propri componimenti poetici. Per esempio in una lettera scritta da Liu Kun al nipote si legge: “In me ci sono stordimento e melanconia e spesso ricorro al vero per scacciarli”. O ancora si dice che il principe di Yuzhang, dopo aver assaggiato una tazza di tè preparata da un monaco sul monte Bagongshan esclamò: “Questa è ambrosia! Perché lo chiami tè?”. Secondo poi lo Za Lu (una miscela di memorie) scritto da Tao Hongjin il tè alleggerisce il corpo e rende immortali.

Interessante anche il capitolo dedicato alla tazza migliore per il tè che deve essere di ottima porcellana con l’orlo arrotondato verso l’esterno. Altro dettaglio rilevante: deve essere verde-azzurra perché questo colore esalta le naturali sfumature del tè.

Forse può dare l’impressione, a una lettura veloce, che la preparazione del tè sia un tecnicismo, un rito con regole fin troppo precise, ma nelle parole dell’autore c’è anche tanto sentimento e, cosa che mi piace molto, voglia di condivisione.

Lu Yu

Chi è l’autore di quella che potremmo definire la “Bibbia del tè”? La storia riporta il nome di Lu Yu e, come spesso accade con personalità così importanti, la sua biografia mescola realtà e leggenda.
Dalle fonti sarebbe vissuto in Cina tra il 733 e l’804 e, grazie all’importanza della sua opera principale, Il canone del tè, è stato a lungo celebrato come il dio di questa bevanda.

Marco Ceresa

Il curatore italiano di questa opera è Marco Ceresa, un nome non nuovo a più esperti di tè in ascolto. Ceresa è infatti professore di lingua e letteratura cinese all’università Ca’ Foscari di Venezia ed è stato tra i primi a introdurre la cultura del tè nel nostro Paese. Oggi è presidente onorario dell’associazione italiana cultura del tè.
Il lavoro del curatore non è stato solo quello di tradurre l’opera e inserire le necessarie note per capire meglio quello di cui l’autore sta parlando. Nell’introduzione al libro Marco Ceresa ci aiuta a capire chi era Lu Yu, in quale periodo storico si colloca questo testo e ci regala alcune nozioni di base sulla pianta del tè, sulle tipologie (tè verde, tè oolong o wulong e tè nero) e sulla storia della bevanda in Cina e della parola che lo identifica, chá.

Consigliato? Sì, se volete avere una conoscenza più profonda del tè e di tutto ciò che lo circonda.

Un libro sul tè di Victoria Bisogno e Jane PettigrewÈ uscita la traduzione italiana di Manuale del sommelier del tè di Victoria Bisogno e Jane Pettigrew. La prima volta che ho sentito parlare di questo libro è stato al Salone del libro di Torino 2014 quando ho conosciuto la casa editrice Biglia Blu. L’avevano scovato in una enorme e fantastica libreria di Barcellona e hanno lavorato mesi per portarlo in Italia.  Finalmente il loro sforzo è giunto al termine e potete trovare il volume in libreria o a La Teiera Eclettica di Milano.

Di libri sul tè ne esistono tanti in commercio, più o meno belli, più o meno ben fatti. Il Manuale del sommelier del tè secondo me è un libro che vale la pena di leggere per conoscere meglio questa fantastica bevanda, il tè. È adatto ai neofiti, chi si sta avvicinando al tè ed è curioso di saperne di più, ma è anche adatto per chi ha delle conoscenze base e vuole specializzarsi. All’interno infatti ci sono informazioni molto precise e tecniche sull’analisi sensoriale del tè, sulle aste, sulla scelta delle foglie, sul servizio.

Si parla naturalmente del trend del momento, ovvero i cocktail a base di tè. Si possono chiudere gli occhi e immergersi nei racconti sulle varie piantagioni di tè in giro per il mondo (sapete che ora ci sono anche alle Hawaii??).

Alcuni dettagli mi hanno piacevolmente stupita:

  • la spiegazione del fatto che per tè rossi in Cina si intendono quelli che noi chiamiamo tè neri. Non è facile trovare questa precisazione, anzi, proprio poco tempo fa su un volume uscito l’anno scorso di questi tempi si dice che il tè rosso è il rooibos e lo si inserisce nel paragrafo dei tè deteinati…
  • il metodo delle cinque falangi oscillanti ovvero la tecnica utilizzata dai cinesi per sapere la temperatura dell’acqua senza utilizzare l’apposito termometro
  • il paragrafo sui tè biologici (noi abbiamo detto qualcosa sull’argomento a proposito di Arlette Rohmer)
  • il capitolo sul galateo del tè

Victoria Bisogno è un ingegnere amante del tè. Nel 2008 ha creato il teashop Charming Blends e, l’anno successivo, El club del tè, un progetto che ha come obiettivo la diffusione della cultura di questa magnifica bevanda a Buenos Aires, Barcellona e Madrid. Non a caso, l’ultimo capitolo del Manuale del sommelier del tè è proprio intitolato “Condividere il mistero”, concetto che condivido al 100%.

Jane Pettigrew è un nome del mondo del tè. Lavora come consulente, scrittrice (ha già pubblicato ben 14 testi specifici sul tè e altri sull’alimentazione) ed editrice, tiene lezioni sul tè in tutto il mondo ed è uno dei docenti dell’Esposizione mondiale del tè negli Usa.

Manuale del sommelier del tè (titolo originale: Manual del Sommelier de Tè)
di Victoria Bisogno e Jane Pettigrew
Casa editrice Biglia Blu
ISBN 978-98682-03-4
€ 16,00
Disponibile in libreria e nel negozio La Teiera Eclettica (via Melzo 30, Milano)

foglie di tèFoglie di tè di Elisabetta Lattanzio Illy è il racconto di un viaggio nei luoghi, tra la gente che produce il , un modo diverso per conoscere la bevanda più diffusa al mondo dopo l’acqua. Lo si nota già sfogliando semplicemente il libro: tra tazze e giardini compaiono i volti, le mani, i sorrisi delle donne (soprattutto) e degli uomini che ogni giorno si occupano delle foglie di tè, dalla raccolta alla distribuzione. L’idea alla base di Foglie di tè è quella di rendere più consapevoli i bevitori del lavoro che sta dietro alla loro bevanda, un progetto iniziato con il caffè e ispirato dal suocero dell’autrice, Ernesto Illy. “Mi raccontava cose meravigliose sui vari prodotti – ha spiegato Elisabetta Lattanzio Illy alla presentazione – e allora gli ho detto che dovevano scrivere tutto questo per far capire alle persone cosa c’è dietro una tazzina di caffè o una tazza di tè” e così è partita l’avventura.

Nel 2010 Elisabetta ha pubblicato L’aroma del mondo dedicato al caffè e Foglie di tè continua il progetto di ricerca e documentazione (anche fotografica) di un mondo per molti sconosciuto. “Sappiamo tutti o quasi come si produce il vino, quale lavoro ci sta dietro ma pochi sanno come nasce il tè“, ha sottolineato l’autrice. “Ci sono donne che lavorano dalla mattina alla sera, caricandosi chili di tè sulla schiena, in qualsiasi condizione atmosferica, su sentieri impervi soprattutto nel Darjeeling, spesso scalze,… ma con un sorriso che non ti può lasciare indifferente. Forse la conoscenza di ciò che sta dietro a una tazza di tè è l’unico modo di aiutarle”.

Gli argomenti trattati sono piuttosto “classici”: la storia del tè, dal giardino alla tazza, il processo del tè, l’arte della degustazione, le terre del tè in cui vengono raccontati i riti e le abitudini di ciascun Paese produttore visitato dall’autrice (Cina, India, Giappone, Sri Lanka, Nepal, Indonesia, Kenya). Quest’ultima è stata la mia parte preferita (mi piace “curiosare” nelle tradizioni e nella quotidianità di altri popoli, dai più vicini ai più lontani… un po’ come ho fatto in Norvegia).

Foglie di tè è già disponibile in libreria, edizioni Gribaudo, al prezzo di 39 euro.

tea Sommelier Gabriella LombardiState scoprendo una grande passione per il ? Vorreste saperne di più, esplorare più da vicino questo affascinante mondo? Tea Sommelier è la guida che fa per voi. Il libro è stato scritto da Gabriella Lombardi, titolare del Chà Tea Atelier di Milano, ed è stato arricchito dalle immagini del fotografo Fabio Petroni e dalle ricette del giovane chef Giovanni Ruggieri.

Come dice il sottotitolo, Tea Sommelier è un viaggio, una esplorazione attraverso la cultura e i riti del tè, un modo per conoscere meglio questo mondo. Ricordo che quando ho aperto questo blog molti mi chiedevano: “Ma come pensi di andare avanti? C’è così tanto da dire sul tè?”. Basta sfogliare questo libro per rendersi conto che la risposta è sì! Con Tea Sommelier impareremo a preparare il tè (sapevate che esistono due metodi di preparazione? Quello orientale e quello occidentale che in parte ci è già stato descritto dallo scrittore George Orwell), a gustarlo e ad accompagnarlo a delle ricette come si fa con il vino. Proprio questo particolare ha attirato l’attenzione di chi beve il tè nella quotidianità da secoli: i coreani. Alla presentazione del libro, Gabriella ha raccontato che ha avuto vari contatti con la Corea del Sud in cui c’è stato grande stupore perché nessuno aveva mai pensato di abbinare un tè diverso in base alle varie ricette.

Gabriella Lombardi
Gabriella Lombardi

In Tea Sommelier sono stati selezionati e descritti 50 tipi diversi di , 50 cru provenienti dalle più importanti zone di produzione: Cina, Giappone, India, Sri Lanka e Taiwan.

Oltre agli interessanti contenuti, quello che è ha subito attirato la mia attenzione è stata l’impaginazione, così elegante e pulita, con delle belle immagini, elementi che, secondo me, invogliano alla lettura di un volume che deve essere gustato lentamente, assaporandolo passo per passo così come si fa come una buona tazza di tè.

Edito da White Star, Tea Sommelier è stato tradotto in quattro lingue (naturalmente è disponibile in italiano) ed è già sold out in Canada. Potete trovarlo in libreria o su Amazon.

Tea Sommelier
Gli autori

A nice cup of teaGeorge Orwell amava il tè e il 12 giugno 1946 scrisse sull’Evening Standard un articolo dal titolo A Nice Cup of Tea. Potete trovare la traduzione italiana dell’articolo nella collezione de I Meridiani Mondadori dedicata a Orwell, ma visto la richiesta di Marina, sulla pagina Facebook di Five O clock vi propongo qui la mia traduzione così, almeno, da avere un’idea di cosa dice George Orwell sul  😉
(Il testo originale l’ho trovato qui: www.booksatoz.com/witsend/tea/orwell.htm)

Se cerchi la parola “” nel primo libro di cucina che ti capita fra le mani probabilmente ti accorgerai che la bevanda non è menzionata. Al massimo troverai poche righe di istruzioni incomplete, che non ti daranno nessuna indicazione su molti dei più importanti aspetti del .
Questo è curioso, non solo perché il è uno dei principali segni di civilizzazione del nostro Paese, così come nella repubblica d’Irlanda, in Australia e in Nuova Zelanda, ma perché il modo migliore di prepararlo è alla base di violente dispute.
Per quanto riguarda la mia personale ricetta per una tazza di tè perfetta, secondo me ci sono non meno di 11 punti essenziali. Su due, forse, ci può essere generale accordo, ma almeno quattro di loro sono piuttosto controversi. Ecco qui le mie 11 regole, che considero come se fosse oro:
1. Prima di tutto, bisogna usare tè indiano o di Ceylon [ricordiamo che stiamo parlando con un inglese, ndr.]. Il tè cinese ha delle virtù che non sono da disprezzare oggi giorno: è economico e si può bere senza latte. Ma non solletica molto il palato, non ci si sente più saggi, coraggiosi e positivi dopo averlo bevuto. Chiunque parli della “perfetta tazza di tè” parla di tè indiano
2. Il deve essere preparato in piccole quantità, cioè in una teiera. In quantità maggiori il tè è senza sapore; il tè dell’esercito, preparato in un calderone sa di grasso e di calce. La teiera poi deve essere in porcellana o terracotta. Le teiere in argento o in metallo Britania [lega a base di stagno e antimonio, ndr.] producono un tè di qualità inferiore, le pentole smaltate sono ancora peggiori; curiosamente una teiera di peltro [lega composta principalmente da stagno , ndr.], una rarità oggi, non è poi così male
3. La teiera dovrebbe essere preriscaldata. La cosa migliore è metterla sul piano di cottura e non versarci acqua calda come invece si fa di solito
4. Il tè deve essere forte. Per una teiera da un litro, se la si vuole riempire fino all’orlo, sono necessari sei cucchiaini colmi di tè. In tempi di crisi [siamo nel 1946, subito dopo la seconda guerra mondiale, ndr.], questo procedimento non si può fare tutti i giorni, ma sono convinto che una tazza di tè forte valga come 20 tazze di tè poco saporito. I veri amanti del tè non solo adorano il tè forte, ma, più il tempo passa, più lo apprezzano sempre più forte. Questo lo si vede dal fatto che ai pensionati danno una razione supplementare di
5. Il tè deve essere messo direttamente nella teiera. Niente sacchetti, filtri e altri aggeggi che imprigionino le foglie di tè. In alcuni Paesi, le teiere hanno dei piccoli cestini penzolanti sotto il beccuccio per catturare le foglie vaganti [l’ho visto nel 2012 a Mosca, ndr.] perché si pensa siano dannose. In realtà, una persona può ingoiare grandi quantità di foglie di tè senza avere effetti indesiderati e se queste non sono libere di muoversi nella teiera l’infusione non viene bene.
6. Bisogna portare la teiera vicino al bollitore e non viceversa. Quando l’acqua viene versata deve mantenere il bollore, il che significa che il bollitore deve essere ancora sulla fiamma mentre si versa l’acqua nella teiera. Alcuni aggiungono che deve essere usata acqua bollita solo una volta, ma non ho mai notato una grande differenza
7. A questo punto, bisognerebbe mescolare o meglio dare alla teiera una bella scossa in modo che le foglie si assestino
8. Si dovrebbe bere da una buona tazza da colazione, una tazza cilindrica, non una di quelle basse. Le tazze da colazione contengono più liquido [sono d’accordo! Ndr.] e nelle altre il è già mezzo freddo prima ancora di iniziare a berlo
9. Prima di versare il latte, è meglio se si toglie la schiuma. Un latte troppo schiumoso può rendere stucchevole il sapore del tè
10. Si dovrebbe prima versare il tè nella tazza. Questo è uno dei punti più controversi; direi che tra tutte le famiglie britanniche esistano due scuole di pensiero. La “scuola prima il latte” può avere ottimi argomenti, ma io sono convinto che la mia tesi è inconfutabile, ovvero se si versa prima il ognuno può regolare a piacere la quantità di latte desiderata mentre, se si fa il contrario, si rischia di mettere troppo latte
11. Il tè deve essere bevuto senza zucchero, altrimenti lo si beve come i russi [da un inglese non me lo aspettavo! Ndr.]. So bene di essere in minoranza su questo argomento [ah, ecco! Ndr.] ma come puoi definirti un amante del tè se ne distruggi il sapore con lo zucchero? Sarebbe allo stesso modo ragionevole aggiungere il pepe o il sale. Il tè deve essere amaro, così come la birra. Se lo zuccheri, non assaporerai più il , ma lo zucchero e potresti fare una bevanda simile semplicemente sciogliendo lo zucchero in acqua pura. Alcuni risponderanno che non gli piace il tè così come è, che lo bevono solo per scaldarsi e per svegliarsi, che hanno bisogno dello zucchero per mandarlo giù. A queste persone fuorviate direi: prova a bere il tè senza zucchero per, diciamo, una quindicina di giorni e vedrai che non rovinerai più il tè zuccherandolo.
Questi punti non sono gli unici controversi che si discutono quando si parla di bere tè, ma sono sufficienti per sottolineare a che punto è arrivata la faccenda. C’è pure una misteriosa etichetta sociale legata alla teiera (per esempio, perché è considerato volgare bere dal proprio piattino?) e molto altro potrebbe essere scritto sull’uso delle foglie di tè, come il fatto che predicano il futuro [teomanzia, ndr.] o l’arrivo degli ospiti, che curino le ustioni e puliscano il tappeto. Vale la pena focalizzarsi su dettagli come scaldare la teiera o usare acqua veramente bollente, in modo da avere di sicuro, dalla razione, 20 tazze di tè buono, forte e questo è possibile con 2 once [circa 56 grammi, ndr.] di trattate in modo corretto.

Cosa ne pensate?

Se vorreste anche voi che si parlasse di un argomento specifico, scrivetemi 🙂

Il gusto del te, Francesca Natali, Trenta editoreChe bella notizia: il quest’anno sarà al Salone Internazionale del Libro, in scena a Torino dal 16 al 20 maggio! La manifestazione sarà infatti l’occasione perfetta per la Tea Stylist Francesca Natali per presentare il suo nuovo libro: Il gusto del tè – Curiosità e ricette sulla bevanda più amata del mondo. Il volume racconta la storia del e fornisce informazioni pratiche per la vita di tutti giorni, dalle regole per un’infusione perfetta agli abbinamenti, fino alle ricette. Tra queste mi hanno segnalato, e vi propongo a mia volta, il risotto al bianco Jasmin Yin Zhen con pecorino, asparagi selvatici e pere, scampi con avocado ghiacciato al oolong, tortino di cioccolato bianco e verde matcha,… insomma, ce ne è per tutti i gusti!

Il libro Il gusto del tè, edito da Trenta Editore, sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino e l’autrice Francesca Natali il 16 maggio dalle 12 alle 16 sarà presente e disponibile a firmare le copie del suo nuovo lavoro.

Non potete andare a Torino?  Il gusto del tè è già in vendita in tutte le librerie italiane e su tutti i principali siti di vendita online al prezzo di 18 euro.

E io il 17 parto per Bergen… quali troverò? Seguitemi e lo saprete 😉