Dove bere tè

Dove bere tè in Italia e nel mondo? Il blog Five O clock vi segnalerà i posti più interessanti per bere una buona tazza di tè. Non solo nel Regno Unito o in Francia, nazioni famosi per le loro tea room e i loro eleganti Afternoon Tea negli hotel più esclusivi. Anche nel nostro Paese ci sono locali per veri tealovers.

Dove bere tè in Italia

Milano, Torino, Bologna, Roma… sono sempre più le città italiane a ospitare sala da tè professionali dove bere una buona tazza di tè, preparata con foglie di qualità nel rispetto delle temperature e dei tempi di infusione. Siete pronte a scoprirle con Five O clock?

Dove bere tè nel mondo

Vi porterò nei miei viaggi. Vi indicherò i migliori posti dove bere tè al di fuori dei confini dell'Italia. In Oriente ma non solo perché ci sono tante tearoom interessanti anche in Francia, Stati Uniti, ecc…

Dove si beve una buona tazza di tè a San Francisco? Chi è stato nella città californiana sa che qualcosa di caldo è molto utile in certe giornate umide e grigie…

Sono stata a San Francisco due volte ma tanti anni fa e quindi, per scrivere questo articolo, mi sono rivolta a un’esperta. Sto parlando della nostra amica Anna, autrice del blog The Tea Squirrel.

Un tè a San Francisco

San Francisco è una delle città più famose e amate della California, tappa quasi obbligata per chi è in viaggio lungo la costa occidentale degli Stati Uniti. Ecco i consigli di Anna per bere una buona tazza di tè.

Sale da tè

Quali sono i tuoi posti preferiti per bere tè a San Francisco?

In centro, nel financial district, consiglio Asha Tea House (17 Kearny St). Questa piccola sala da tè offre sia tè tradizionali sia bevande a base di tè (calde e fredde). Tra le mie preferite ci sono il matcha in versione cerimoniale, che viene preparato al tavolo con il frustino di bambù. C’è poi il tè freddo oolong di Taiwan con purea di pera nasci e il tè speziato indiano Masala Chai. Inoltre, hanno un’ottima selezione di tè in foglie e di teiere e accessori di alta qualità.

Sempre in centro, affacciata sul bel parco di Yerba Buena Gardens, si trova un’altra sala da tè, Samovar Tea Lounge (730 Howard Street), una vera e propria istituzione a San Francisco. Samovar ha due sale da tè (l’altra è nel quartiere Mission) ma questa è anche un ristorante. Da provare gli abbinamenti di tè e cibo proposti in versione giapponese, russa, inglese, cinese,…

Nel mio quartiere, Hayes Valley, consiglio Boba Guys (8 Octavia St). Questa sala da tè è specializzata in boba milk tea, una bevanda originaria di Taiwan a base di tè, latte e perle di tapioca. Ma per chi non fosse interessato a sperimentarla, all’interno, c’è un’area dedicata esclusivamente alle degustazioni di tè che si chiama Tea People. Qui si possono assaggiare parallelamente 3 tè diversi scegliendo tra le diverse degustazioni tematiche proposte. Una curiosità: il tè viene servito in piccoli becher graduati da laboratorio.

La sala Tea People di Boba Guys è un must per here un tè a San Francisco

Negozi di tè

E dopo possiamo acquistare tè?

I miei negozi preferiti per acquistare tè in foglie di qualità a San Francisco sono tre. Uno di questi è Asha Tea House, che ho menzionato prima. Hanno un buon rapporto qualità/prezzo e un’ottima selezione. Inoltre, acquistano direttamente dai piccoli produttori in Asia. Questo per me è molto importante, perché significa che dietro ci sono persone che, come me, sono veramente appassionate di tè e non multinazionali. L’elemento umano e quello ambientale mi stanno veramente a cuore e influenzano fortemente le mie scelte.

Song Tea and Ceramics (2120 Sutter Street) è un vero paradiso, tè di altissima qualità e ceramiche bellissime in un ambiente di design curato nei minimi dettagli. I prezzi non sono sempre accessibili ma la qualità è senza pari.

Red Blossom Tea Company (831 Grant Avenue) nel cuore di Chinatown è il negozio dove ho acquistato il mio gaiwan di finissima porcellana. Ottima scelta sia di tè pregiati che di accessori. In tutti e tre i negozi è possibile degustare prima di comprare.

Nella Chinatown di San Francisco si trovano interessanti negozi di tè

In vacanza a San Francisco

Che cosa consiglieresti ai tealovers italiani che vogliono venire in vacanza a San Francisco? Ci sono posti, associazioni, eventi, musei, prodotti… particolarmente interessanti da vedere/provare/visitare?

Primo fra tutti il Japanese Tea Garden all’interno del Golden Gate Park. È imperdibile e si può bere il tè nella piccola teahouse tradizionale. Poi consiglio Chinatown e Japantown per una immersione totale nelle culture che più sono legate a questa bevanda. Mi piace spesso passeggiare senza una meta precisa in questi due quartieri e lasciarmi sorprendere dalle cose che ogni volta scopro per caso. Per esempio, una chicca a Japantown è Benkyodo Co. (1747 Buchanan Street), una pasticceria giapponese che è aperta dal 1906. I dolcetti, i tradizionali wagashi a base di riso e pasta di fagioli rossi o bianchi, sono una delizia e sono perfetti per accompagnare un bel matcha.

A Chinatown invece è d’obbligo una sosta da Mister Jiu’s (28 Waverly Place) per un cocktail creativo e gourmet a base di tè.

Il tè in California

Secondo te, qual è il rapporto tra gli americani e il tè?

Il tè nero freddo servito con cubetti di ghiaccio e dolcificato è uno dei soft drink più amati. Ovviamente, si tratta di una bevanda che si avvicina più alla Coca Cola che al tè di qualità, ma è pur sempre un inizio. In America il caffè la fa da padrone ma recentemente il tè sta guadagnando sempre più seguito e popolarità. Ci sono due “fazioni”, quelli che amano il tè in purezza, i tè rari e autentici e quelli che invece amano il tè aromatizzato in tutte le sue più bizzarre varianti, ai cupcake o alla piña colada, per menzionarne solo alcuni. I gusti sono gusti.

Nuove tendenze

Durante le mie ultime vacanze in California ho visto però grande fermento verso il mondo del tè… tu che ci vivi cosa ne pensi?

Hai visto bene! C’è grandissimo fermento! A partire da piccoli negozi che offrono tè di altissima qualità e tè rari ed educano i consumatori, insegnando loro come bere il tè e farne un’esperienza dei sensi, rispettando la cultura di origine della bevanda e imparando ad apprezzarla. Inoltre, ci sono ben due piantagioni di tè (ne parleremo presto, ndr.). Qui ci tengono molto ai prodotti locali, biologici e a chilometro 0. In generale, le piantagioni di tè stanno spuntando in parecchi altri stati degli Usa e suscitano molto interesse. Sono comunque ancora in fase sperimentale. Evidentemente il clima e le proprietà del suolo non sono poi così male!

Inoltre, ci sono varie tendenze del momento che stanno riscuotendo moltissimo successo. Non sappiamo se sono qui per restare o se sono destinate ad essere superate come tutte le mode, ma è importante prenderne atto. Tra queste l’ossessione per il matcha, che è commercializzato soprattutto per i suoi benefici salutari in quanto super food. Altra tendenza di grande popolarità è la kombucha, bevanda fermentata ricca di probiotici: non molti lo sanno, ma viene prodotta proprio a partire da un infuso di foglie di camellia sinensis. Nello stato che ha dato i natali al distretto high-tech della Silicon Valley, non poteva mancare l’alta tecnologia nemmeno in fatto di tè: ci sono alcune start up che hanno creato dei macchinari per fare il tè che sarebbero in grado di estrarre più sapore dalle foglie.

E poi ho già menzionato boba milk tea, la bevanda originaria di Taiwan a base di tè, latte e perle di tapioca che è super trendy soprattutto su Instagram, ma è anche molto gradevole se fatta con ingredienti di qualità e con un pizzico di fantasia se ne possono creare numerose varianti. E per finire non si può tralasciare il metodo del cold brewing, nato per il caffè e poi applicato anche al tè, che prevede l’infusione a freddo nell’arco di alcune ore che permette di limitare le note amarognole nel prodotto finale. Esiste anche una variante più particolare, nitro brewing, che consiste nell’usare azoto liquido con i tè preparati tramite infusione a freddo per renderli più intensi e vellutati.

E per finire vi parlo dei tè invecchiati in botte. Sì, avete capito bene! Le foglie del tè prescelto (di solito tè nero ma anche verde o un rooibos) vengono messe in botti usate in precedenza per whiskey o brandy e invecchiate per mesi così che possano assorbire i profumi e gli aromi del legno e delle bevande alcoliche precedentemente contenute al loro interno. Al termine di questo procedimento le foglie vengono nuovamente essiccate. Che sia la nuova frontiera del gusto in fatto di tè?


Grazie Anna per i preziosi consigli! Potete seguirla su www.teasquirrel.com

Noi invece torneremo presto a parlare di California perché ho visitato una delle due piantagioni di tè…

Foto: ©The Tea Squirrel

Milano ha scoperto il matcha! In realtà da tempo alcune sale da tè lo proponevano in modo professionale ma nell’ultimo anno la passione è esplosa, forse anche merito della ventata di freschezza portata da Expo 2015.

Milano diventerà una nuova New York, città dove spopolano i Matcha Bar, locali specializzati in bevande a base del particolare tè verde giapponese in polvere? Chissà, intanto mi sono avventurata tra i caffè, i ristoranti e le sale da tè che propongono Matcha Latte, Matcha macchiato e Matcha cappuccino ed ecco che cosa ho trovato.

Purtroppo il locale dove l’ho assaggiato la prima volta anni fa, C’è, non esiste più ma nel frattempo si sono aggiunti altri indirizzi che vi elenco semplicemente in ordine alfabetico (solo in fondo vi dico quali sono i miei preferiti, oltre al mio naturalmente 😉 )…

Chà Tea Atelier

Cosa: un negozio e sala da tè nato nel 2009 che propone tè di qualità servito in modo professionale oltre a corsi di introduzione a questo fantastico mondo e lezioni tematiche.

Quando: lunedì dalle 15.30 alle 19.30 e da martedì a sabato dalle 11 alle 14 e dalle 15.30 alle 19.30. Chiuso domenica.

Dove: via Marco D’Oggiono 7, Milano.

Bere un Matcha Latte al Chà Tea Atelier

 

Classico Restaurant & Bar

Cosa: un bar e ristorante particolarmente attento alla sostenibilità, alla salute e a materie prime di qualità, possibilmente biologiche. Del resto è collegato alla palestra Virgin di corso Como a Milano.

Quando: tutti i giorni.

Dove: via Tocqueville 9, Milano.

Matcha macchiato al Classico Restaurant & Bar di Milano

Crazy Cat Café

Cosa: il primo cat café di Milano, un bistrot e un rifugio per gli appassionati degli animali dove bere tè, leggere un libro, lavorare (c’è il wifi), pranzare, fare colazione, merenda o l’aperitivo mentre i sei padroni del locali vi delizieranno con i loro gesti buffi.

Quando: da martedì alla domenica dalle 9.30 alle 21.30.

Dove: via Napo Torriani 5, Milano.

Nota: al Crazy Cat Café il matcha si trova nel Cat Milk, una bevanda a base di latte montato con un goccio di espresso e un’aromatizzazione a scelta, tra cui il matcha.

Cat Milk al matcha al Crazy Cat Café di Milano

Frankly Bubble Tea & Coffee

Cosa: una vetrina a pochi passi da piazza Duomo, specializzata in Bubble Tea (ne parleremo presto) ma con la possibilità di bere anche il Matcha Latte sia caldo che freddo, sia grande che piccolo. Il menu offre persino tè in foglia e caffè. Il tutto è disponibile in versione take away. Un posto che insomma riesce a mettere d’accordo un po’ tutti i gusti.

Quando: dal lunedì alla domenica dalle 9 alle 21.

Dove: via Orefici 5, Milano.

La Teiera Eclettica

Cosa: un negozio dedicato al tè nato a Milano nel 2004. Inizialmente si trovava in piazzale Bacone, poi si è trasferito in zona Porta Venezia aprendo anche la sala da tè. Propone tè di qualità servito in modo professionale e organizza incontri dedicati alla letteratura e alla cucina e corsi sul mondo del tè. Potete fermarvi anche a pranzo, non solo per il classico tè delle cinque.

Quando: lunedì e domenica dalle 15.30 alle 19.30; da martedì a sabato orario continuato dalle 10.30 alle 19.30.

Dove: via Melzo 30, Milano.

Matcha Latte a La Teiera Eclettica di Milano

Macha Café

Cosa: il primo esempio di Matcha Bar a Milano. Un locale quindi dove la nostra polvere verde è protagonista in mille modi, dai frullati ai dolci, senza dimenticare il Matcha Latte caldo, freddo, con latte normale o diversi tipi di latte vegetale.

Quando: tutti i giorni dalle 9 alle 22.30

Dove: viale Crispi 15, Milano

Dove bere matcha latte a Milano: il Macha Café

Mantra Raw Vegan

Cosa: il primo ristorante esclusivamente crudista e vegano di Milano, un luogo dove assaggiare una cucina diversa dal solito da colazione a sera. Alcune specialità sono anche in vendita nel negozietto che si trova all’ingresso.

Quando: da lunedì a sabato dalle 10 alle 24.

Dove: via Panfilo Castaldi 21, Milano.

Dove bere un matcha latte a Milano: Mantra Raw Vegan

Panini Durini

Cosa: una catena di locali a Milano che punta sulla qualità della materie prime e sull’ambiente semplice ma confortevole, adatto per una colazione, per un pranzo o per un pomeriggio di lavoro (c’è il wifi).

Quando: aperto tutti i giorni.

Dove: via Durini 26; largo Donegani 3; via Bocconi 5; corso Magenta 31; corso di porta Vittoria 46; via Mengoni 4; via Mercato 24; via Buonarroti 7; via G. Leopardi 7 (il mio preferito).

Matcha cappuccino da Panini Durini a Milano

Otto

Cosa: un bistrot – co working dall’atmosfera rilassata e internazionale, un angolo davvero particolare nel cuore di Chinatown a Milano. Tra le varie proposte da bere e da mangiare c’è anche il Matcha Latte, che potete gustare a un tavolo o a un divanetto mentre lavorate o ritrovate un vecchio amico.

Quando: aperto tutti i giorni

Dove: via Sarpi 10, Milano

Dove bere matcha latte a Milano: Otto

Il mio personalissimo consiglio? Quelli che mi sono piaciuti di più sono stati quelli di Chà Tea Atelier, Classico Restaurant & bar e La Teiera Eclettica.

Se volete approfondire il tema vi consiglio l’intervista ai produttori di Matcha: Yunomi e Rishouen.

E se vi piacciono i tè giapponesi in generale cliccate qui

 

Foto ©FiveOclock

Qualche giorno fa un’amica mi ha proposto di provare Pasta B a Milano (via Hoepli 3). Non ne avevo mai sentito parlare e prima di dire sì ho curiosato sul loro sito. Nel menu ho visto una piccola carta dei tè con descrizioni molto dettagliate anche sulla corretta preparazione e mi sono convinta: andiamo!

Nel menu del Pasta B a Milano c'è il tiramisù al matchaAppena arrivata ho visto in bacheca la scritta “Dessert del giorno: tiramisù al matcha” e ho capito di essere nel posto giusto. Dove aver capito qualcosa di più sulla filosofia del ristorante, la storia e la cucina mi sono resa anche conto che quel tiramisù non era solo un segno del destino, una soddisfazione per i palati di chi, come me, non può vivere senza tè. Quel tiramisù era molto di più. Potremmo definirlo il simbolo della cucina di Singapore, stato e centro finanziario mondiale in cui convivono persone da ogni parte del mondo. Confina con la Malaysia, a metà Ottocento ha subito un’importante flusso di immigrazione cinese, durante la seconda guerra mondiale è stata occupata dai giapponesi e oggi è una meta molto amata dagli italiani (e non solo) sia per turismo sia per le opportunità di lavoro.

Ecco che torniamo al nostro tiramisù al matcha dove si uniscono le ricette e i sapori di Italia (tiramisù), Giappone (matcha) e Cina (luogo di nascita del tè). Lo stesso mix si ripropone tradizionalmente nella cucina di Sinapore e nella gestione del locale in cui troviamo orientali e italiani lavorare insieme per conquistare i nostri palati.

La cucina di Singapore a Milano da Pasta B

Pasta B fa parte di una piccola catena nata a Singapore nel 1989 quando la famiglia Han aprì un ristorante specializzato nei ravioli. Oggi contano tre locali nel luogo d’origine (The Original Shophouse 21 Neil Road, Chinatown; Palais Renaissance 390 Orchard Road; Bugis Village 159 Rochor Road), tre in Giappone (5-9-6 Ginza, Chuo-ku, Tokyo; 1-11-3 Gakuen Minami Tsukuba City, Ibaraki, Tokyo; 2551-1 Kitashiro Hakuba Village, Kitaazumi, Nagano) e uno in Europa, a Milano appunto.

I ravioli restano una delle specialità della casa anche in Italia. Sono fatti a mano insieme ai noodle dalla sorridente signora Keiko e se passate in via Hoepli la potete vedere intenta a impastare e a tirare. Buonissimi, ma mi hanno sorpreso anche gli spaghetti mantecati con burro di nocciola, mentaiko e alga kizaminori. Ecco che torna l’alternanza di culture, sapori, profumi e tradizioni di cui parlavano prima.

E potete accompagnare i piatti con una tazza di Genmaicha, di tè al gelsomino (Jasmin Chung Hao) o di Fancy oolong di Formosa proprio come si fa in Oriente. Secondo me è un’ottima abitudine 🙂

 

Mentre vi scrivo, ho realizzato il sogno della mia vita. Anzi, l’ho superato. Sono seduta al bancone di un caffè, guardo fuori, bevo tè e scrivo. Il lavoro del giornalista me lo sono sempre immaginato così… già, avete ragione, sono proprio un’illusa… dai, diciamo una sognatrice!

Però, grazie a questo blog il mio sogno l’ho realizzato e non solo. Perché oggi sono qui che vi scrivo e bevo tè di fianco a una compagna d’eccezione. Si chiama Blondie ed è uno dei sei gattini che animano il primo cat café di Milano, il Crazy Cat Café.

Dopo Torino e Roma, anche nella città di Expo e della moda c’è ora un locale per tutti gli amanti degli amici a quattro zampe. E anche un posto perfetto per bere una buona tazza di tè. Sì perché i due giovani titolari, oltre a condividere con me la passione per i felini, condividono anche quella per questa bevanda millenaria. Il menu del Crazy Cat Café prevede quindi una selezione di tè verdi, neri e bianchi puri e aromatizzati.

Io in questo momento sto bevendo un Pai Mudan ma potete trovare anche il bancha, il tè verde Temple of Heaven, i classici English Breakfast ed Earl Grey, il chai, il tè verde pistacchio e fico (adoro!) e il tè bianco al gelsomino e albicocca. Costo: € 2.50

Tocco di classe: le tazze riprendono la sagoma di un gatto.

Bere un tè al Cat Café di Milano

Al Crazy Cat Café potete fermarvi a prendere qualcosa da bere, a fare colazione o merenda con i loro ottimi dolci (il brownies si scioglie in bocca!), mangiare qualcosa a pranzo oppure organizzarvi per un aperitivo con gli amici. Tanto il locale è aperto dalle 9.30 alle 21.30.

Ma torniamo alle vere star del Crazy Cat Café: i gatti. Qui sono ospitati sei giovani mici, tre maschietti e tre femminucce con nomi ispirati al mondo della musica (c’è anche Freddie Mercury ed è bellissimo!). Hanno voglia di giocare, di farsi coccolare ma, come tutti i gatti, anche di farsi i fatti propri e quindi è giusto non disturbarli e non stargli troppo addosso. Questa è una delle prime regole dei cat café per assicurare un clima sereno e piacevole anche per i nostri piccoli amici. I gattini del Crazy Cat Café comunque sono molto tranquilli e non sembrano affatto turbati dall’attenzione che c’è attorno a loro.

Questa è un’altra cosa bella di questo locale. Pur essendo in centro, a pochi minuti a piedi dalla stazione centrale, il clima è rilassato e potrebbe anche capitarvi di trovare qualcuno che suona il pianoforte che c’è vicino all’ingresso. È successo anche poco fa e, anche se il pianista era un po’ emozionato, è stato un bel momento, un momento di condivisione e di calore in una grigia giornata autunnale.

Il mio assistente Yoshi forse sarà un po’ geloso che oggi l’ho abbandonato per lavorare insieme ad altri gatti… o forse no: avrà già sicuramente occupato tutta la mia sedia senza tanti scrupoli. In ogni caso, ogni tanto ci vuole una pausa al cat café… almeno per far finta di aver realizzato il mio sogno.

Crazy Cat Café
Via Napo Torriani 5, Milano
Wifi gratuito
www.crazycatcafe.it
Facebook

Ecco il mio reportage fotografico in continua evoluzione e aggiornamento 😉

Che cosa fare e che cosa bere in ExpoPerché mi piace Expo? Perché posso bere un tè in Qatar, con vista sul Marocco mentre, di fianco, il Giappone prepara la parata per la sua giornata nazionale… così ho scritto su Facebook e questa la mia sensazione: senza muoversi troppo si ha la sensazione di essere contemporaneamente in tutto il mondo. E per noi appassionati di tè è un’occasione unica per assaporare tradizioni, profumi e sapori di Paesi lontani, scoprire come viene servita la nostra bevanda preferita, se si beve calda anche in estate oppure no, con o senza zucchero…

Facciamo allora un veloce giro intorno al mondo e vediamo dove bere tè a Expo!

Per comodità partirò dall’ingresso ovest, quello della metropolitana e della stazione ferroviaria..

Padiglione Corea del Sud

Il primo assaggio non si scorda mai. Sia al bar che al ristorante potete trovare due proposte sia calde che fredde: il green plum tea (tè verde alla susine verdi) e il citrus tea (infuso agli agrumi). Nei mesi meno caldi è disponibile anche il jujube tea, un infuso dolce alle giuggiole. Costo: € 3
Il padiglione è uno dei miei preferiti 🙂 Nel negozio potete comprare libri dedicati alla nostra bevanda preferita ma anche servizi da tè raffinati (anche nel prezzo). Al momento all’uscita del padiglione c’è una piccola mostra sulla cultura coreana del bere con porcellane bellissime.

Bere un tè nel padiglione della Corea a Expo

Padiglione del Sudan

Di fronte al padiglione trovate un piccolo stand in cui acquistare carcadè. Il Sudan è infatti uno dei Paesi che preferisce questa bevanda ed è tradizione offrirla agli ospiti. Costo: € 4.

All’interno trovate i fiori di ibisco dalla cui infusione nasce il carcadè.

Padiglione del Nepal

L’ultimo padiglione a essere stato completato a causa del terremoto che ha devastato il Paese poco prima dell’esposizione.

Dopo un percorso all’interno della ricostruzione di un tempio buddista trovate l’area dedicata al cibo e agli acquisti dove c’è anche il tè. È un tè nero con cardamomo, latte e zucchero. Costo: € 2.

Il padiglione del Nepal a Expo
©Gianni Mariani

Padiglione dell’India e cluster del riso

Il cluster del riso riunisce i maggiori Paesi produttori di riso. Tra questi l‘India, presente nel padiglione del Basmati, leggermente nascosto da una vera e propria risaia.

All’ingresso vi sembrerà di essere in un bazar tra tessuti e gioielli ma in fondo a sinistra c’è il ristorante e lì troverete un bicchiere di vero chai indiano. Dolce ma non troppo. Mi è piaciuto! Costo: € 2.

Il tè indiano a Expo

Padiglione Regno Unito

Non può mancare a Expo la cerimonia del tè inglese, l’Afternoon Tea. Dopo aver superato il labirinto, circondati da fiori e piante tipiche della campagna inglese, prima di entrare nell’enorme alveare vi troverete nel bar rooftop del padiglione e nel menu c’è proprio il tradizionale tè delle cinque con scones e sandwich. Costo: € 19 (per due persone).

Padiglione Italia – cardo

Il nostro Paese non è tradizionalmente associato al tè ma l’ho trovato nel punto della gelateria Rigoletto con vista serale sul palco del Cirque Du Soleil. Qui trovate la granita fragola e tè verde (che però si sente poco). Costo: € 3
Sinceramente era troppo dolce per i miei gusti ma non siamo tutti uguali. Se la provate fatemi sapere come la pensate…

Granita alla fragola e al tè verde Rigoletto

Padiglione Cile

Nella boutique all’ingresso si vendono delle eleganti confezioni in legno (TèGusta) di tè profumati a base di tè verde, tè nero o puer. Anche nel Paese famoso per il suo vino si beve tè. Costo: € 16 (100 g).

Tè e infusi al padiglione del Cile a Expo

Padiglione dell’Iran

Sotto al padiglione dell’Iran c’è un elegante ristorante a bordo piscina e uno stand dedicato al . Le teiere di porcellana bianca sono già pronte e offrono tè verde, tè nero, alla menta, alla cannella, allo zafferano e carcadè (sour tea). Costo: € 2.

Prendete il tè e fermatevi ad ascoltare lo spettacolo pomeridiano di musica e canti. Per qualche minuto sembra di non essere più a Milano ma in Iran…

Padiglione del Kuwait

A partire da settembre dalle 15.30 alle 18.30 è possibile trascorrere il vostro teatime nel padiglione del Kuwait. Vi accomodate al tavolo e vi viene servito un bicchierone di tè verde alla menta freddo in abbinamento a quattro tipi di dolci tipici. Costo: € 7,00.

Diversamente dal Marocco, il tè è poco zuccherato per compensare invece la dolcezza delle specialità del Kuwait per cui l’accoppiata è studiata e vincente.

Bere un tè a Expo nel padiglione del Kuwait

Un ringraziamento particolare a chi mi ha seguito “in Kuwait”, Manuela!

Padiglione Haiti e cluster dei cereali e dei tuberi

Nel piccolo padiglione di Haiti nel cluster dei cereali e dei tuberi trovate la moringa, una pianta da cui, tra le altre cose, si ottiene un infuso ricco di proprietà. Potete trovarla anche in Italia nei migliori negozi di tè.
La moringa è presente anche nel (bel) padiglione dell’Angola ma ho preferito dare maggior rilevanza a Haiti per due motivi: da una parte vi consiglio di visitare il cluster dei cereali e dei tuberi perché è interessante anche se purtroppo queste aree di Expo vengono spesso dimenticate. Dall’altra parte questa pianta, sull’isola devastata nel 2010 da un tremendo terremoto, è protagonista di un importante piano di educazione alimentare in collaborazione con l’università degli studi di Milano. Ne parleremo presto.

Padiglione Turchia

Alla fine del padiglione vi trovate in una piazzetta tranquilla, con fontana, tavolini e il museo del caffè. Al centro c’è il bar e qui potrete bere il tè turco (çai), del tè nero (non profumato alla mela, altra specialità turca) servito in eleganti e affusolati bicchieri di vetro. In Turchia si usano spesso le foglie coltivate nel giardino di Rize, sul mar Nero. Difficile trovare queste foglie di tè altrove perché ho letto che vengono utilizzate solo per il consumo nazionale (che deve essere massiccio). Costo: €1.50

Dove bere tè a Expo

Padiglione Marocco

Dietro al padiglione trovate un piacevole giardino mediterraneo dove potersi fermare ad assaggiare i piatti tipici marocchini, ascoltare musica tradizionale (soprattutto alla sera) e, naturalmente, bere il famoso tè marocchino, dolce e profumato con foglie di menta fresca. Viene servito in dei bicchieri di plastica sottili e bassi che ricordano quelli tradizionali. Sono usa e getta ma siccome c’è il simbolo del padiglione io per ora l’ho tenuto da conto. Costo: € 2.

Padiglione Giappone

Come poteva mancare il tè? Potete provarlo al bar presente nello spazio eventi (scalinata a destra). Nei mesi più caldi è disponibile solo freddo ed è una bevanda a base di tè verde, latte e ghiaccio… molto dissetante. Da settembre sarà disponibile anche il classico tè verde caldo. Costo: € 4

All’interno del padiglione (anche questo uno dei miei preferiti… la visita dura 50 minuti, ecco perché c’è sempre fila) c’è un’etichetta dedicata al festival della raccolta del tè nel giardino di Korakuen a Okayama e una con tutti i tipi di tè giapponesi, dal matcha (scritto maccha) al genmaicha, dal hojicha al sencha.

Attenzione: dal 27 al 30 settembre lo spazio eventi del padiglione giapponese (davanti al bar) ospita una serie di incontri sul mondo del tè. Da non perdere!

Padiglione Qatar

Qui ho assaggiato il Karak tea, un tè nero profumato con cannella, zafferano, cardamomo e latte. Consigliano di berlo senza zucchero e mi ha stupito piacevolmente. Nel menu è possibile scegliere anche il tè alla menta (diverso da quello del Marocco perché si utilizza tè nero oltre che limone, anice e menta) e il carcadè, il tipico infuso ai fiori di ibisco. Costo: Qatar € 2

Karak tea al padiglione del Qatar in Expo

Padiglione Russia

Appena entrati nel padiglione russo avrete la sensazione di essere in un laboratorio chimico. Qui, tra bolle e intrugli vari, ci sono vari samovar ed è possibile degustare tè e infusi tipici, ogni giorno diversi. L’assaggio è gratuito e si svolge ogni giorno alle 12.20, alle 14.20, alle 15.20, alle 16.20, alle 17.20, alle 18.20 e alle 19.20.

Dove bere tè a Expo

Padiglione Egitto e cluster bio-Mediterraneo

Nel cluster dedicato ai Paesi del Mediterraneo (vicino all’ingresso est) potete trovare il tè al bar del padiglione dell’Egitto. Si tratta di un tè nero con menta, chiodi di garofano e qualche goccia di succo di limone. Costo: € 3,00.

Attenzione: è incandescente! Da notare i menu: sono papiri bellissimi.

Bere un tè al padiglione Egitto in Expo

E la Cina?

Padiglione cineseAll’interno del padiglione della Cina trovate uno spazio dedicato al tè, una copia del canone del tè di Lu Yu (vedi foto), nel negozio vendono tazze e servizi per il Gong Fu Cha (la cerimonia del tè) ma nel ristorante propongono il cappuccino. Riuscire a comunicare in lingue diverse dal cinese è difficile, ma mi hanno lasciato il menu e di tè non si parla però a giugno hanno fatto una degustazione di puer.

Dietro al negozio c’è anche il cartello con gli orari e gli eventi del padiglione ma sono ben poco sponsorizzati rispetto a quelli di altri padiglioni (da non perdere i Crisoles al padiglione dell’Argentina!). Io al momento ho solo ascoltato una performance musicale (praticamente siamo entrati e abbiamo chiesto al ragazzo se ci suonava qualcosa ma non è stato semplicissimo perché parlava poco inglese… al ristorante al massimo trovate qualcuno che riesce a dire qualche parola in italiano…).

Eventi padiglione cinese

Purtroppo conoscere in anticipo gli eventi che si svolgono a Expo non è sempre facile ma spero di potervi segnalare in futuro qualcosa di interessante. Così potremo fermarci a bere un tè persino in Cina senza spostarci da Milano 😉

Padiglioni Expo: cosa vedere (secondo me)

Come a ogni Expo ci sono padiglioni che meritano di essere visti e altri no. Molto dipende dalla sensibilità e dalle risorse del Paese stesso. Ecco secondo me quelli più interessanti da vedere, quelli da cui ho imparato di più (sono in ordine di arrivo a partire dall’ingresso ovest):

  • padiglione zero
  • Nepal (è stato finito a inizio agosto per colpa del terremoto che ha devastato la regione ad aprile 2015)
  • Angola (in pieno accordo con la missione Women for Expo)
  • Belgio (piccolissimo lo spazio espositivo rispetto allo “spazio culinario” ma risponde alla domanda “Come nutrire il pianeta in futuro”)
  • Corea del sud (interpretazione particolare e le prime immagini sull’evoluzione umani sono semplici ma efficaci!)
  • Colombia
  • Kazakhstan (la fila è impressionante ma merita!)
  • Regno Unito (consiglio: visitatelo al tramonto)
  • Olanda (situazione simile al Belgio ma un’avvertenza: se vi annoiate a leggere i pannelli in questo caso non entrate neanche)
  • Santa sede (all’inizio era uno di quelli che dicevo a tutti di evitare ma oggi, all’interno, è pieno di guide che spiegano ogni singola parte e tutto il progetto acquista un significato diverso)
  • Isreale
  • Italia (fila impressionante ma l’esposizione è utile per capire che siamo un Paese bellissimo, creativo e con tante iniziative… mi hanno consigliato di provare alle 9 entrando dagli ingressi Roserio e Merlata oppure verso le 18-18.30)
  • Svizzera (forse il più bello in assoluto, quello che meglio ha interpretato il tema di Expo 2015 ma ricordatevi di prenotare la visita delle torri con qualche giorno di anticipo)
  • Marocco
  • Monaco (attenzione: anche qui vi consiglio di entrare solo se avete la pazienza di leggere qualche pannello. Interessante che i container da cui è formato, alla fine dell’esposizione, verranno utilizzati per un progetto in Africa con la collaborazione della Croce rossa)
  • Giappone (percorso molto poetico ma secondo me non vale la pena stare in fila per oltre 5 ore. Piuttosto punterei sul Kazakhstan)
  • Indonesia
  • Oman
  • spettacolo serale dell’albero della vita (un must!)

Siete stati in Expo e secondo voi sono altri i padiglioni che meritano? Scrivetelo nei commenti! Ognuno di noi aveva aspettative diverse nei confronti di questa esposizione, oltre a conoscenze di base differenti… a molti, per esempio, è piaciuto il padiglione Usa, ma a me no… confrontiamoci (magari davanti a una tazza di tè)! I gusti di ognuno di noi sono diversi ed è bello così 🙂

Biglietti Expo

I biglietti si possono acquistare online sul sito ufficiale. Vi segnalo che trovate buone offerte sul sito legato all’Alessandro Rosso Group Your Way to Expo (con corsia preferenziale all’ingresso) e sul sito di Kijiji da qualche settimana si vendono biglietti a € 19 in collaborazione con Medialease Sa. Per saperne di più cliccate qui

Attenzione: ci sono tariffe speciali per i soci Coop e per chi entra dopo le 18 (prezzo del biglietto: € 5).

Expo orari

Gli orari di Expo sono cambiati a fine agosto e c’è parecchia confusione. Vediamo di capirci qualcosa:

  • apertura anticipata alle ore 9 per gli ingressi Roserio e Merlata
  • apertura alle ore 10 per gli ingressi ovest (Triulza e Fiorenza)
  • apertura serale anticipata alle ore 18 (tutti gli ingressi)
  • chiusura dei padiglioni alle ore 21
  • chiusura alle ore 23 durante la settimana (da lunedì a venerdì) mentre alle ore 24 sabato e domenica

Foto: Five O clock

Trovo che il tè si abbini benissimo ai libri, ma anche ai gatti. A me perlomeno piacciono tantissimo (secondo pelosino in arrivo? Speriamo, ho bisogno di un altro assistente 😉 ) e quindi non potevo scoprire i cat café di Torino, i primi in Italia e tra i primi in Europa. Andiamo in ordine cronologico…

Miagola, il cat cafè di TorinoMiagola

Il primo cat café che ha aperto in Italia è Miagola, un angolo molto carino che ha spalancato le porte in via Amendola 6D, Torino, il 22 marzo 2014. Tavoli e sedie sono oggetti di recupero e sul soppalco si organizzano mostre, corsi di inglese, eventi speciali. Il posto è piccolino, soprattutto se la giornata non consente di stare fuori, e il rischio “effetto rimbombo” c’è. Però la musica classica (la titolare dice che è la preferita dai gatti) mitiga un po’ la confusione. Cosa mi è piaciuto di più? Il fatto che il locale è disseminato di libri sui gatti e la carta dei tè e delle tisane è molto originale (le miscele sono della Tea & Company di Torino). I nomi delle proposte riprendono infatti i nomi degli ospiti felini come Mia, Barney (che ho avuto modo di conoscere e accarezzare), Romeo e Sissi o comunque sempre legati al mondo gattaro (es. l’infuso “Mi lecco i baffi”). Io ho assaggiato Romeo, un tè verde sencha aromatizzato con mango, limone, noce di cocco, pepe e zenzero e ho accompagnato il tutto con una fetta di torta al cioccolato, pesche e amaretti… ottima… poi quello stampo a forma di gattino sopra era simpatico. N.B. Non pensate di arrivare e trovarvi gatti da tutte le parti, che vogliono giocare con voi o farsi fare i gratini sotto il collo… il gatto è un animale notturno e di giorno spesso e volentieri dorme. Per farlo ci sono delle cassette sopraelevate sulla parete sinistra del café oppure possono andare in una apposita stanza per soli a-mici a quattro zampe (vedrete la mini porticina di fianco alle scale che portano al soppalco).

Neko Cafè di TorinoNeko Cafè

Il secondo locale per gattari che ha aperto a Torino, a distanza di pochi giorni, è il Neko Cafè (Neko in giapponese significa “gatto”). Si trova sempre in centro (via Napione, 33), gli spazi sono leggermente più grandi, con tonalità chiare e tanti passaggi sopraelevati per gli ospiti a quattro zampe. La cosa che mi è piaciuta di più di questo posto è il messaggio forte e chiaro: i gatti presenti vengono da gattili e canile della zona e cercano casa. Sulla pagina Facebook del Neko Cafè vengono poi condivisi gli annunci dei mici in difficoltà, le storie belle, le notizie di attualità sul mondo felino. Il tè che ho ordinato era la solita bustina (sono diventata pignola, lo so… sul sito ora si parla di tè e infusi preparati ad hoc da erboristerie locali), ma il muffin era buono. Sono disponibili menu vegetariani e vegani e il locale è spesso location speciale di eventi di vario tipo, da mostre di artisti contemporanei a piccoli momenti di musica live. Sul sito del Neko Cafè si legge anche una bella notizia: a Bologna nascerà presto un cat cafè. Bologna, tra l’altro, è una città interessante anche per il tè… cercherò di farvi sapere di più! E se volete sapere dove comprare o bere tè a Torino cliccate qui

Millais Afternoon teaApprofittando della settimana dell’afternoon tea, la testata britannica The Telegraph ha deciso di testare l’offerta del Regno unito ed ecco i 20 migliori afternoon tea:

1. The Ritz, Londra
150 Piccadilly, Londra
£47 a persona (59 euro), £59 con un calice di champagne (74 euro)

2. The Goring Hotel, Londra
15 Beeston Pl, Londra
£42.50 a persona (53 euro), £52.50 con un calice di champagne (66 euro)
Ne avevamo parlato tempo fa perché questo afternoon tea è stato premiato nel 2013 come il migliore di Londra dalla Tea Guild.

3. Claridge’s, Londra
49 Brook Street, Londra
£50 a persona (62 euro), £60 con un calice di champagne (75 euro)
Particolarmente consigliati gli scones con mela e uvetta.

4. Ting Restaurant, Shangri-La at the Shard, Londra
Shangri-La Hotel, 31 St Thomas St, Londra
Classic English afternoon tea: £49 (61 euro), £57 con un calice di champagne (71 euro); afternoon tea asiatico: £54 (67 euro), £62 con un calico di champagne (78 euro)
Vista panoramica incredibile anche se non è il più alto afternoon tea di Londra:

Ting Restaurant

5. The Balmoral, Edimburgo
1 Princes St, Edimburgo
£27 a persona (34 euro), £42 con un calice di champagne (52 euro)

6. Waldorf Astoria – The Caledonian, Edimburgo
Princes St, Edimburgo
£25 a persona (31 euro), fino a £36 con un calice di Perrier Jouet Blazon Rose (45 euro)

7. Blythswood Square, Glasgow
11 Blythswood Square, Glasgow
£22 a persona (27 euro), £32.50 per un calice di Moet & Chandon (41 euro)

8. Holbeck Ghyll, Windermere
Holbeck Ln, Windermere, Cumbria
£18 a persona (22 euro)
Particolarmente consigliato il tavolo vicino al camino ma dovete prenotarlo in anticipo.

Luton Hoo Hotel9. Luton Hoo Hotel, Bedfordshire
The Mansion House | Luton Hoo, Luton LU1 3TQ
£27.50 a persona (35 euro), £37.50 con un calice di champagne Canard Duchene Leonie (47 euro)
Da assaggiare il formaggio di capra.

10. Grand Café, Southampton
1 South Western House, Southampton, Hampshire
£15.50 a persona (19 euro), £22.50 con un calice di champagne (28 euro)
Da notare: tè da tutto il mondo, frutta e le specialità dello chef.

11. Betty’s, The Belmont Room, York
6-8 St Helen’s Square, York
£26.95 a persona (34 euro), £33.95 con un calice di champagne (42 euro)
Torte fatte in casa dalla Bettys Craft Bakery e pianista… what else?

12. Combe House, Devon
Gittisham, Honiton, Devon
£22.50 a persona (28 euro), £34.50 con calice di champagne (43 euro)

13. Pennyhill Park Hotel, Surrey
London Rd, Bagshot, Surrey
£29.50 per un afternoon tea tradizionale (37 euro), fino a £49.00 per un afternoon tea speciale (61 euro)

14. RosyLee Tearooms, Manchester
11 Stevenson Square, Northern Quarter, Manchester
£18.25 a persona (23 euro)

Crewe Hall15. Crewe Hall, Cheshire
Crewe Hall, Weston Rd, Haslington, Crewe
£22 a persona (27 euro), comprende un bicchiere di sherry al vostro arrivo

16. The Pump Room Restaurant, Bath
The Pump Room, Stall Street, Bath
£21 a persona per l’afternoon tea tradizionale (26 euro), £27.50 per un calice di champagne (34 euro), £35.00 per uno champagne per le grandi occasioni (44 euro).

Stoke Park, Buckinghamshire17. Stoke Park, Buckinghamshire
Park Rd, Stoke Poges, Buckinghamshire
£32.50 a persona (41 euro)

18. Coombe Abbey Hotel, Warwickshire
Brinklow Rd, Coventry, Warwickshire
Da £16.75 (21 euro) a £22.75 (28 euro) a seconda dei giorni della settimana

Jesmond Dene House, Newcastle
Jesmond Dene Rd, Newcastle upon Tyne
£19.50 a persona (24 euro), £32 with con un calice di Pol Roger Rich NV Champagne (40 euro)

The Angel Hotel, Wales
15 Cross St, Abergavenny, Gwent
A partire da £19.80 a persona (25 euro)

Fonte: The Telegraph

rito afternoon teaDall’11 al 17 agosto 2014 nel Regno Unito si festeggia la settimana dell’afternoon tea, il tè del pomeriggio, una tradizione antica (scopri la storia dell’afternoon tea) e sempre più ricercata dai turisti e non solo. Secondo Keith Newton, fondatore del portale AfternoonTea.co.uk, questo rito fino a qualche anno fa era visto solo come un momento per le classi agiate della società ma il giubileo della regina e le olimpiadi di Londra nel 2012 hanno contribuito ad aumentare il senso di orgoglio nazionale facendo riscoprire e apprezzare vecchie tradizioni come quella dell’afternoon tea.

In che cosa consiste la settimana dell’afternoon tea? In più di 50 location nel Regno Unito sarà possibile vivere questa esperienza a prezzi scontati. È il caso dell’afternoon tea al Sanctum Soho Hotel o al The Park Tower di Londra, dell’Hilton Hotel di Cardiff, del Hyatt Regency di Birmingham, del Radisson Blu Edwardian di Manchester, del Cedar Court Grand Hotel di York fino Waldorf Astoria Edinburgh – The Caledonian di Edimburgo. La lista completa e i prezzi sono sul portale AfternoonTea.co.uk che segnala anche un’iniziativa carina: BB Bakery Bus Afternoon Tea Tour, un classico autobus rosso a due piani che vi porterà in giro tra i monumenti più importanti di Londra mentre gustate il vostro afternoon tea. Partenza dal London Eye (Westminster Bridge Rd, London , SE1 7PB) alle 15 e alle 17,30 (sabato e domenica anche alle 12,30). Il tour dura circa un’ora e mezza e costa 45 sterline a persona (circa 56 euro).

tea tour Londra

Afternoon tea

L’afternoon tea tradizionale di solito avviene in un hotel lussuoso e comprende sandwich, scones serviti con crema e confettura (come quelli che ho assaggiato da Alice’s Tea Cup a New York) e pasticcini serviti su una elegante alzata in metallo, il tutto accompagnato da una teiera di e da una flute di champagne.
Oggi l’afternoon tea non è più così posh e ci sono sempre più posti in cui non è previsto un dress code per entrare oltre al fatto che è proposto in un posti diversi da un hotel a 5 stelle con vista Buckingham Palace. Sta diventando sempre più un’attività quasi normale per passare del tempo in tranquillità con la propria famiglia e i propri amici, oltre un modo per i turisti di assaggiare la capitale e il Paese in ogni suo aspetto.

Avete mai fatto un afternoon tea nel Regno Unito? Raccontateci le vostre esperienze, consigliateci i posti in cui siete stati e fateci viaggiare con le vostre storie bevendo una tazza di tè 🙂

Fonte: The Indipendent

New York teaIl meteo a New York può essere spesso sfavorevole, neve in inverno e pioggia/diluvio in primavera. Ecco allora che è utile sapere dove bere qualcosa di caldo e di qualità, magari in un ambiente piacevole e particolare.
In una giornata uggiosa ho provato l’Alice’s Tea Cup, una tea room legata alla storia di Alice del Paese delle meraviglie e al famoso tea party raccontato nel romanzo (di cui abbiamo parlato anche per Disneyland).

L’Alice Tea Cup di New York è diviso (al momento) in tre capitoli: il primo si trova a 102 W 73rd Street (le recensioni di google dicono sia il più carino…), il secondo a 156 E 64th Street e il terzo a 220 E 81st Street.
alice nel paese delle meraviglie

Io ho visitato il primo: lo si può riconoscere dall’insegna ma per il resto esternamente è molto semplice e sobrio. Si scendono alcuni gradini e si entra nel negozio dove comprare torte, biscotti, tè e gadget dedicati al romanzo. Superato il bancone, sempre diritto si arriva alla sala da tè vera e propria con tavolini di legno scuri e tazzine in porcellana in stile inglese. Particolarità: tazze e piattini sono spesso e volentieri spaiati, diversi uno dall’altro… forse c’è stato lo zampino del Cappellaio Matto.

meteo new york

Una volta seduti vi porteranno la carta dei tè, riconoscibile dalla figura originale di Alice (a Oxford c’è un negozio interamente dedicato al libro con le stesse immagini) dove potete scegliere tra tè neri (tanti, ma del resto siamo in un Paese anglosassone quindi ti chiedono anche se si gradisce del latte con il tè), verdi, bianchi, due oolong, matè argentino, qualche deteinato e infusi. Io e le mie compagne di avventura (mia mamma e mia sorella) abbiamo preso il Casablanca, un tè verde profumato alla menta e al bergamotto. Consigliato!
gatto biancoVi porteranno una simpatica teiera (da tre tazze costa 6 dollari, da sei tazze costa 8 dollari) con salvagocce tenuto da un simpatico oggetto. Il nostro era un gatto bianco, nel tavolo di fianco a noi avevano una farfalla.

Potevamo bere solo tè? Naturalmente no e così abbiamo diviso una fetta di torta di carote (7 dollari) che, però, secondo i nostri gusti aveva troppa crema al formaggio, e scones (3,50 dollari ma la teiera piccola di tè con due scones costa 12 dollari), che è arrivato ancora tiepido ed è stato approvato da tutte noi.
Se passate per pranzo e cena potete trovare vari piatti, anche con il tè come ingrediente come il petto di pollo affumicato al lapsang o le uova al matè.

alice's tea cup

Afternoon tea

L’afternoon tea all’Alice’s Tea Cup di New York è disponibile prima o dopo mezzogiorno ed è proposto in tre varianti a seconda di quanta fame hanno i tealovers. Bit hungry, poco affamati oppure siete da soli? Per voi è prevista The Nibble ovvero una teiera di tè, uno scone e un sandwich a scelta oltre a mini biscotti (25 dollari).
Hungry, affamati oppure siete in due? Allora a tutto questo aggiungete a scelta la torta al caffè, la lemon tart o la mousse di cioccolata. Questo è l’afternoon tea Mad Hatter (37 dollari).
Famished, molto affamati oppure siete un bel gruppo? La variante The Jabberwocky propone un numero illimitato di scones e di sandwich e assaggi di torte, oltre al tè, Of Course. Costo: 60 dollari.

chelsea marketDa Alice’s Tea Cup potete comprare anche il tè presente sulla carta. Altrimenti a New York potete trovare tè in foglie al Chelsea Market (visita vivamente consigliata e, come si vede dalla fotografia a sinistra, propongono anche tè freddo!) o in alcuni supermercati di qualità come quello a Columbus Circle.

Alice’s Tea Cup, New York

  • Chapter I – 102 W 73rd St, New York
  • Chapter II – 156 E 64th St, Manhattan, NY
  • Chapter III – 220 E 81st St, Manhattan, NY

Bento sushi MilanoIl è una componente importante non solo nella cultura cinese ma anche in quella giapponese. Anche se non siete mai stati in Giappone, potete respirare tutto questo nel libro di un autore giapponese (avete mai letto Haruki Murakami o Banana Yoshimoto?) o in un buon ristorante giapponese. A Milano sono stata al Bento Sushi è lì, oltre alle teiere in ghisa come decorazione, ho trovato la carta dei tè e degli infusi.

Tra i tè naturalmente troneggiano i verdi giapponesi come il sencha, il matcha, il genmaicha e il kimono profumato ai petali di rosa e ciliegie. Non manca un classico, il tè verde cinese al gelsomino (jasmine tea), e un altro tè aromatizzato, un tè verde all’arancia, mandorle e cannella. Mi ha stupito trovare il mate argentino arricchito di tè verde e zenzero (brasilian detox).

Bento sushi milano

Altra sorpresa: tra gli infusi c’è il rooibos e non uno qualsiasi ma il rooibos verde, aromatizzato ai frutti di bosco.
Completano l’interessante offerta un infuso digestivo con scorza di limone e radice di zenzero e uno rilassante con camomilla, tiglio, malva e melissa.

sushi milano - Trilogia di TonnoIl tè viene riproposto anche nei dessert con il sorbetto al tè verde e la creme brulee al tè verde. Non li ho sentiti purtroppo ma vedrò di recuperare perché il Bento Sushi merita tranquillamente una seconda, terza, quarta,… visita. Ingredienti di qualità associati anche in modo originale e alternativo, come il maialiano cotto a bassa temperatura con cavolo bok choy, umeboshi e salsa alla senape oppure i gamberi rossi di Mazara con maionese alle carote, lemongrass e brodo freddo di olive taggiasche o la trilogia di tonno (nella foto). I tradizionalisti avranno “sushi” per i loro denti tra uromaki, nighiri, sashimi, gukan (una varietà di sushi creata abbastanza recentemente in un ristorante del lussuoso quartiere Ginza a Tokyo).

Da notare: al Bento Sushi di Milano è stata da poco introdotta la carta dei gin e delle acque toniche, che si va ad aggiungere a quella dei tè e degli infusi di cui abbiamo parlato prima, a quella dei vini, dei sakè, delle birre, dei whisky, delle grappe, dei rhum e delle vodke. Cibo e bevande non mancheranno!

Bento Sushi
corso Garibaldi 104 Milano
Aperto a pranzo (12 – 15 tranne domenica), per la cena (19 – 24) e per tapas e cocktail (18.30 – 24)
www.bentobar.com

tè bolognaDalla fine del 2013 Bologna si è arricchita di un altro posto interessante per rilassarsi e bere una tazza di tè. Stiamo parlando del ristorante veg e bio Naturasì (via Po 3) che ora ha anche una speciale sala da tè, curata dalla naturopata nutrizionista Lucia Coluccia, dal suggestivo nome “…in viaggio con Tè”. Perché questo appellativo? “Perché il tè è un viaggio, un percorso tra epoche diverse, tra culture e popoli lontani – spiega Lucia – Un viaggio tra i sensi perché il tè coinvolge tutta la nostra sfera sensoriale ed è proprio per questo che può diventare momento di conoscenza entro noi stessi, nel corpo e nello spirito”.

Dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 19.30 nella sala “…in viaggio con Tè” potrete bere una tazza di tè o infusi bio accompagnati da spuntini salati e dolci preparati dallo chef del Naturasì.

Vediamo ora la carta dei tè aggiornata:

  • Pai Mu Dan, tè bianco (Cina, provincia del Fujian) € 5,50
  • Guzhang Mao Feng, tè verde (Cina, provincia dello Hunan) € 4,00
  • Long Jing, tè verde (Cina, provincia dello Zhejiang) € 6,50
  • Sencha saga, tè verde (Giappone, provincia di Miyazaki) € 7,00
  • Jungpana Ftgfop1 – Sf Wonder Muscatel, tè nero (India, provincia del Darjeeling) € 5,50
  • Banaspaty Ftgfop1 – Ff, tè nero (India, provincia dell’Assam) € 3,50
  • Four Season, tè wulong (Taiwan, provincia di Nantou) € 4,50
  • Oriental Beauty, tè wulong (Taiwan, provincia di Nantou) € 8,00
  • Dragon Flower, tè verde con fiori di calendula e di amaranto (Cina, provincia Hunan) € 6,50
  • Sole & Luna Luminosi, tè verde con fiori di gofrena e carcadè (Cina, provincia Hunan) € 6,50
  • Jasmin Yin Zhen, tè bianco profumato al gelsomino (Cina, provincia Fujian) € 6,00
  • Green Lychee, tè verde profumato al lychee (Cina, provincia dello Hunan) € 5,50
  • Infuso digestivo 1 (anice verde, cartamo, zenzero, basilico, arancio dolce).
  • Infuso digestivo 2 (verbena odorosa, ginepro, alloro, limone scorze, pepe nero).
  • Infuso sgonfiante (anice stellato, finocchio, coriandolo, alloro, scorze di limone)
  • Infuso mediterraneo (carcadè, liquirizia, finocchio, arancia)
  • Infuso rinfrescante (achillea, menta, liquirizia, salsapariglia)
  • Infuso calmante (melissa, tiglio, cartamo, basilico)
  • Infuso invernale (achillea, malva, issopo, cannella, ginepro, pepe nero, chiodi di garofano)

Gli infusi costano € 3,00 e sono realizzati dalla dottoressa Anna Camatti dell’erboristeria Virya di Bologna.

Su richiesta si possono degustare i tè con il metodo orientale ovvero con infusioni multiple e brevi.

Questa apertura conferma che Bologna sta diventando sempre più una città interessante dal punto di vista del tè. Ricordiamo che nel 2013 ha ospitato anche una interessante mostra sulla camelia sinensis, la pianta del tè.

Vi ricordo che a Bologna potete comprare e gustare tè e infusi (nonché partecipare a interessanti incontri e iniziative) anche da:

  • Mondo di Eutepia (via A. Testoni 5/d-e)
  • Acqua Calda per il Tè (via Sigonio 13 A)
  • StregaTe tea shop (via Porta Nova, 7/a)
  • Tè per Me (via D’azeglio 66/a)
  • Giardino delle Camelie (via san Vitale)
tè oslo
Tè allo Stockfleths

Questo weekend la mia famiglia mi ha raggiunto a Oslo, capitale della Norvegia. Dopo le Lofoten, Trondheim e Bergen, potevo non farvi un reportage su dove bere un tè (o un caffè) a Oslo? E questa volta ho potuto contare su una guida d’eccezione, ovvero il produttore di tè Rajiv Lochan e suo figlio e suo figlio Vivek (lochantea.com). La figlia di Rajiv lavora e vive a Oslo e quindi conoscono bene la città e le sue tea room. Ecco che cosa mi hanno consigliato:

– Tehuset Lille Grensen (Karl Johans gate 25) si trova in pieno centro, a pochi passi dalla via dello shopping Karl Johans gate. Oltre a bere , si possono comprare foglie e accessori. Qui ho assaggiato un buon matcha cappuccino. Naturalmente qui si può bere anche caffè. Il binomio tè e caffè in Norvegia è indissolubile e lo vediamo anche nella prossima tappa…

– Black Cat (Grensen 3) è vicino al Tehuset. Questa non è una tea room, ma un negozio di tè e caffè di qualità, piccolo, ma molto grazioso e fornito. Le tazze erano spettacolari (peccato per i prezzi norvegesi… Oslo è cara)! E poi non potevo non apprezza il nome: Black Cat, gatto nero… senza offesa per il mio cucciolino che invece è tutto bianco 😉

– Tea Lounge (Thorvald Meyers gate 33c) si trova più a nord, vicino al parco di Birkelunden (autobus 11, 12, 13). Qui purtroppo non sono riuscita a passare, ma posso dirvi che è un posto dove è possibile mangiare qualcosina bevendo un tè (tè nero, tè verde, tè bianco, rooibos e infusi di frutta), un caffè o un calice di vino. Tra le specialità della casa, l‘Irish Tea con tè e Baileys

Stockfleths (Prinsens gate 6). In compenso sono stata qui, allo Stockfleths che dicono avere il migliore caffè di Oslo. Non potendo bere caffè non mi esprimo (mia sorella ha sentito il cappuccino e ha detto che era buono, ma non eccezionale), vi dico solo che qui potete trovare bianchi cinesi, tè verdi puri cinesi e giapponesi, tè veri aromatizzati, oolong cinesi e di taiwan, tè neri cinesi, indiani e di Ceylon, rooibos (in Norvegia piace molto!) e infusi. Io ho assaggiato una tazza di tè bianco Yin Zhen… molto elegante il modo di servirlo, ma il tè non era il massimo, forse l’acqua era troppo calda. Le foglie di tè si possono anche comprare.

– Cafè Edvard Munch (Tøyengata 53) aveva inaspettatamente tè in foglie e quindi ho invitato tutta la famiglia a riposarsi un attimo. Di fuori diluviava ed era la seconda esposizione di Munch a cui li trascinavo in poche ore… Abbiamo preso un tè verde Earl Grey con una fetta di crostata ai mirtilli e non era male, peccato che la crostata fosse un po’ fredda.

E ora qualche indicazione generale su Oslo:

Cosa vedere a Oslo:

  • Galleria Nazionale – Mostra Munch 150 fino al 13 ottobre, un’esposizione che raccogliere le opere di Edvard Munch dal 1882-1903. Merita: sì. Costo: 95 NOK (12 euro) ma incluso nel Munch Pass (si può comprare direttamente alla Galleria Nazionale, ma controllate che ve lo facciano davvero… cosa che a noi non è successa)
  • Munch Museum – Mostra Munch 150 fino al 13 ottobre, le opere di Edvard Munch dal 1904-1944. Merita: nì. Costo: 95 NOK (12 euro) ma incluso nel Munch Pass
  • Aula magna dell’università di Oslo, decorata da Edvard Munch nel 1911… una vera sorpresa. Merita: sì. Costo: gratis
  • Crociera sul fiordo (sightseeing sul fiordo). Si parte con Båtservice Sightseeing As dal molo 3, di fronte al municipio (Rådhus, dove viene consegnato ogni anno il Nobel per la pace). Merita: sì. Costo: 260 NOK (32 euro)
  • Opera, una costruzione moderna, vicino al nuovo quartiere (ancora in costruzione) attorno alla stazione centrale. L’edificio dovrebbe assomigliare a un iceberg e salire sul tetto sembra essere una delle attrazioni più popolari di Oslo, ma secondo me si gode un panorama molto più bello dalla fortezza. Merita: no. Costo: salire sul tetto ed entrare nella hall (ci sono i bagni) è pulito
  • Fortezza di Oslo (Akershus), una grande costruzione il cui nucleo originale risale alla fine del Duecento. Bella vista sul fiordo di Oslo e vedere le guardie (è in parte ancora un’installazione militare) che si aggirano tra antichi muri di pietra e cannoni è suggestivo. Merita: sì. Costo: passeggiare sulle mura è gratis
  • Centro Nobel per la pace, un museo con esposizioni sull’importante premio che viene consegnato nel municipio di Oslo (gli altri vengono consegnati a Stoccolma). Merita: no (gli schermi con tutti i Nobel per la pace, la parte più interessante, non funzionavano neanche bene e le scritte in inglese andavano troppo veloci). Costo: gratis in alcuni giorni, calendario sul sito
  • Parco Vigeland, un museo all’aperto delle possenti sculture di Gustav Vigeland. Merita: sì (anche se non si trova il bambino londinese che piange sponsorizzato da cartoline e Lonely Planet). Costo: gratis
  • Aker Brygge, moderno quartiere sul fiordo, vicino al municipio con ristoranti (non per pasti low cost), pub, negozi e il museo di arte contemporanea progettato da Renzo Piano, il Astrup Fearnley Museum. Merita: sì. Costo: gratis
  • Museo del folklore, un grande spazio all’aperto che mostra case e tradizioni delle varie regioni della Norvegia, compresa una stavkirke, una chiesa in legno del 1200. Merita: sì. Costo: 110 NOK (14 euro). Vicino c’è il museo delle navi vichinghe, ma non abbiamo fatto tempo ad andare
  • Damstredet, la città vecchia, sponsorizzato dalla Lonely Planet come il quartiere degli artisti. Merita: no, se non vi interessa anche il vicino cimitero che ospita Munch e Ibsen. Costo: gratis
  • Palazzo reale, al momento è in ristrutturazione (fino al 2014) e lo si vede attraverso le transenne. Merita: nì, il parco attorno è un’oasi di pace. Costo: gratis (dentro non si può entrare)

Dove mangiare a Oslo:

  • Kafe Celsius (Rådhusgata 19): provato il salmone, la zuppa di pesce, il merluzzo e il piatto vegetariano e ci sono piaciuti
  • Cafè Christiania (Nedre Vollgate 19): provato l’hamburger Christiana e ci è piaciuto (il signore italiano di fianco al nostro tavolo si è lamentato perché il filetto di salmone era troppo salato). Qui fanno anche l’Afternoon Tea dalle 16 (vedi foto)
  • Hard Rock Cafè (Karl Johans gate 45): per veri rocker! I prezzi non sono low cost
  • Egon Restaurant (Karl Johans gate 37): volete scoprire la differenza tra la pizza americana e quella italiana e i veri ingredienti delle lasagne alla bolognese e delle tagliatelle alla carbonara??? A parte questo si trovano piatti norvegesi e non (esempio buone baked potatoes) a prezzo abbordabile, ma il salmone è meglio al Kafe Celsius

Dove dormire a Oslo:

  • Smarthotel.no (St. Olavs Gate 26): location fantastica (a pochi passi dalla galleria nazionale, dalla via principale Karl Johans gate, dal teatro nazionale, dal municipio,…) però bisogna adattarsi a camere e bagni minuscoli. Colazione accettabile.