In evidenza

In evidenza trovate gli ultimi articoli di Five O clock, i post più cliccati o quelli più interessanti. Non perdetevi tutte le notizie dal mondo del tè in Italia e nel mondo. Avete qualche curiosità? Scrivete a Five O clock: troverete la risposta tra i post in evidenza nella home page del blog. Eventi, degustazioni, novità, notizie dal mondo, proprietà del tè. Scoprite il mondo del tè con Five O clock!

Questo è il momento atteso da molti, me compresa. Finalmente anche l’Italia avrà il suo festival del tè! Segnatevi allora le date e non prendete appuntamenti: dal 7 al 9 aprile nel salone della Banca di Bologna, al primo piano di Palazzo De’ Toschi (piazza Minghetti 4/d), nel centro storico di Bologna.

Che cosa troveremo al primo festival del tè italiano?

Tutte le informazioni sul primo festival del tè di Bologna

Ci saranno gli stand degli espositori e un ricco calendario di eventi che vogliono mostrare le mille sfaccettature di questa bevanda millenaria. Ci saranno infatti cerimonie del tè cinese ma anche incontri con le novità del settore. Tra questi, l’anteprima della miscela Narratè (per saperne di più cliccate qui) dedicata proprio a Bologna.

Verranno presentati libri. Potremo incontrare giovani esperti che parleranno di Taiwan (Giovanni Majer) e Giappone (Anna Pojan… per iniziare a conoscere il tè giapponese potete cliccare qui). Potremo degustare tè in sala o durante i workshop oppure berli in strada con la formula “to-go” de La Pentola del Tè. Saranno poi presenti alcuni produttori del Paese protagonista della prima edizione del festival del tè. Stiamo parlando dello Sri Lanka, che quest’anno festeggia i primi 150 anni dalla nascita della prima piantagione di tè.

Durante i tre giorni ci saranno poi dei brevi corsi di introduzione al mondo del tè a cura di ADeMaThè. Per i più piccoli, invece, ci sono due laboratori di pittura con il tè.

Non posso dimenticare di citare una piccola sorpresa del programma… vi svelerò tutto nel prossimo paragrafo.

Il festival del tè è stato organizzato dalle associazioni InTèADeMaThè, un gruppo di appassionati e di professionisti che vogliono contribuire a diffondere la cultura del tè in Italia e trasmettere l’idea di tè come mood e non come “medicina”.

La manifestazione ha il patrocinio del comune di Bologna e vede come partner Banca di Bologna, MondoThè, ADeMaThè, Ascom (provincia di Bologna), Nouvelle, Narratè e Librerie Coop.

L’ingresso è gratuito e gli orari di apertura sono: venerdì 7 aprile dalle ore 15 alle ore 20.30; sabato 08 aprile dalle ore 10 alle ore 20.30; domenica 09 aprile dalle ore 10 alle ore 20.00.

Five O clock al festival del tè

Ecco la sorpresa di cui vi ho accennato: anche Five O clock parteciperà con un incontro speciale al festival del tè. Parleremo di come organizzare un tea party, quali tè e ricette scegliere, quali tazze usare,… scopriremo come il tè si possa adattare benissimo a qualsiasi occasione e in qualsiasi momento dell’anno.

Quando? Sabato 8 aprile dalle 13.30 alle 15 nella “sala workshop” del festival.

L’incontro costa 10 euro, costo che comprende gli assaggi di finger food che stiamo escogitando per voi! Per prenotare potete cliccare qui

Bè, se l’8 aprile qualcuno di voi sarà al festival mi faccia un fischio 😉

Potete consultare il calendario completo degli eventi sul sito del festival: www.in-te.it

Post sponsorizzato

Pop corn al matcha. L’idea mi è venuta tempo fa, mentre scrivevo un articolo su uno dei trend del momento: i pop corn aromatizzati. Pensate che l’attrice Scarlett Johansson ha aperto un locale apposta a Parigi, YummyPop.

Ci sono al parmigiano, piccanti, con il curry, con il tartufo, al caramello, al cioccolato,… e al tè? Naturalmente in Giappone mi hanno detto che i pop corn al matcha esistono già, ma andarli a comprare dall’altra parte del mondo non è proprio comodissimo (per lo stesso motivo ho sperimentato la ricetta dei Kit Kat al matcha).

I pop corn sono facili e veloci da preparare in casa. Io li adoro: ancora caldi, sul divano, mentre si guarda un bel film. A voi piacciono?

E pensate che i primi estimatori di questa ricetta sono antichissimi perché le prime testimonianze risalgono a 1000 anni. I nativi americani e le popolazioni pre colombiane inca e maya facevano scoppiare i chicchi di mais con il calore. Li usavano poi come cibo o durante le cerimonie religiose.

Se anche voi siete fan di questo semplice snack, preparate padella e ciotola e provate la mia ricetta dei pop corn al matcha.

Pop corn al matcha

80 g di chicchi di mais

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

1 cucchiaino di matcha culinario

sale/zucchero

Per preparare il pop corn al matcha, per prima cosa attrezzatevi di una padella larga e un coperchio.

Versate l’olio, distribuitelo sul fondo della padella.

Aggiungete i chicchi di mais. Coprite e poi mettete la padella sui fornelli a fuoco medio.

Dopo un paio di minuti sentirete scoppiettare. Molto bene! Aspettate: quando i rumori inizieranno a diminuire, spegnete il fuoco sotto la padella ma non alzate ancora il coperchio.

Nel frattempo preparate una busta di carta. Sono perfette quelle che si usano per il pane. Potete anche versare i pop corn direttamente nella ciotola e poi aromatizzarli ma secondo me è più difficile distribuire gli ingredienti in modo uniforme.

Trasferite i pop corn nel sacchetto. Aggiungete il sale o lo zucchero in base ai vostri gusti, al momento della giornata o dell’occasione. Io di solito preferisco i pop corn salati ma devo dire che in questo caso mi è piaciuto come lo zucchero ha esaltato la dolcezza naturale del matcha. Distribuite poi la polvere del tè verde aiutandovi con un colino un po’ come si fa con lo zucchero a velo sulla torta. In questo modo si evitano i fastidiosi grumi.

Sbattete il sacchetto per amalgamare il tutto e servite. Potete abbinare i pop corn al matcha a una tazza di Sencha, un classico tè verde giapponese che riprende il sapore erbaceo e marino del matcha.

Controindicazioni del tè matcha

Non smetterò mai di ricordarvi che il matcha ha un altissimo contenuto di teina. Se siete sensibili, forse è meglio se evitate di gustare questo snack alla sera dopo cena.

Altro consiglio: i pop corn verdi alla incredibile Hulk possono divertire i bambini ma forse il matcha, con le sue proprietà eccitanti, non è l’ingrediente adatto a loro.

Se volete conoscere meglio questo tè cliccate qui

 

Fonti: lilimadeleine.com; focus.it; aoimatcha.com
Foto: Five O clock

Lo Zen e la cerimonia del tè di Kakuzo Okakura è un grande classico della letteratura dedicata al mondo del tè. Alcune delle citazioni più famose su questa straordinaria bevanda sono prese proprio da questo libro.

Di che cosa parla? È un’opera a tratti poetica, a tratti filosofica sul rapporto tra Occidente e Oriente, sul tè, su come è nata e si è sviluppata la cerimonia del tè giapponese. La tesi di base è che il tè possa spiegare o rappresentare la cultura giapponese. Un libro davvero interessante per capire qualcosa di più di questo mondo, della sua evoluzione e del suo legame con ogni aspetto della società.

Si parte da una brevissima storia del tè e di come sia nato il teismo, la filosofia del tè. Okakura poi si dedica alla scoperta del tè da parte dell’Occidente, dalla testimonianza di Marco Polo all’inizio dell’indipendenza americana.

L’autore torna a parlare di Oriente, di come si sia evoluto il modo di bere il tè dividendolo in tre fasi: “quella del tè bollito, quella del tè sbattuto, e quella del tè infuso”. Racconta di Lu Yu (per saperne di più cliccate qui) e lo definisce “il primo apostolo del tè”. Prosegue con la storia del tè, di quando “smise di essere un passatempo poetico, e divenne un mezzo per realizzare se stessi”.

Racconta di come i primi semi di Camellia Sinensis, la pianta del tè, siano arrivati in Giappone e di come si sia sviluppata la cultura di questa bevanda. “Da noi il tè, più che l’idealizzazione di una forma del bere, è divenuto una religione dell’arte del vivere”, scrive. Religione la cui massima espressione è la cerimonia del tè.

Si parla di taoismo e di zen fino ad arrivare alla descrizione della stanza del tè, di come è stata decodificata e perché. Pensate che un intero capito è dedicato ai fiori che devono adornare questa stanza: come devono essere scelti, come devono essere disposti, ecc.

L’ultimo parte del libro Lo Zen e la cerimonia del tè si sofferma sui maestri e sul ruolo che hanno avuto sulla cultura e la società giapponese. “Probabilmente la nostra ceramica non avrebbe mai raggiunto il suo alto grado di perfezione se i maestri del tè non ne fossero stati gli ispiratori”.

Perché mi è piaciuto?

Mi è piaciuto perché mi ha permesso di ripassare la storia e l’evoluzione del tè. In più ho scoperto cose nuove, come la testimonianza di Marco Polo.

È poi un libro che fa riflettere sui rapporti tra il nostro modo di vedere il mondo e quello orientale. Certo, in questo testo è più sbilanciato a favore dell’Oriente ma ci sono commenti che ci devono far riflettere. Tra l’altro questo tema è anche trattato nella canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2017, per cui è più attuale di quello che possiamo credere. E pensate che questo volume è stato scritto a inizio ‘900!

Ammetto di non amare molto la filosofia per cui alcune parti le ho trovate un po’ noiose o di non immediata comprensione ma niente da fare, se amate il tè e volete approfondire la materia vi consiglio di passare di qui.

L’autore: Kakuzo Okakura

Nato nel 1862, Kakuzo Okakura discendeva da una famiglia di samurai della provincia di Fukui. Il padre diventò poi un mercante di sete e si trasferì a Yokohama, circa 40 km da Tokyo.

È stato sovrintendente per l’arte cinese e giapponese al Museum of Fine Arts di Boston e scrisse questo libro direttamente in inglese con il titolo The Book of Tea. Questo fa capire molti commenti dell’autore sul rapporto e le differenze tra Occidente e Oriente. Nella mia edizione nella postfazione di Everett F. Bleiber si dice: “Okakura intendeva spiegare la peculiare orientalità dell’Occidente e si servì del tè come simbolo“.

Il libro, tradotto in italiano Lo Zen e la cerimonia del tè è stato scritto nel 1906, sette anni prima della sua morte.

Potete trovarlo in libreria oppure qui: Lo zen e la cerimonia del tè

Le mie citazioni preferite prese da queste libro le trovate su Twitter sotto l’hashtag #cerimoniadeltè

Foto: Five O clock
Questo articolo concorre al programma di affiliazione Amazon

Arriva la primavera e arriva marzo, mese ricco di eventi e corsi sul tè in tutta Italia, da Nord a Sud. Gli appassionati (o i semplici curiosi) potranno partecipare a degustazioni guidate, merende speciali, incontri di abbinamento tè e cibo, appuntamenti con i produttori e i protagonisti di questo entusiasmante mondo…

Siete curiosi di conoscere tutti gli eventi dedicati al tè del mese di marzo?

Cercate la vostra città o la vostra provincia in questo elenco…

Eventi a Torino

2 marzo: dalle ore 17 cucitura del Kesa, la veste tradizionale dei monaci zen, con Rita Hōkai Piana e degustazione di tè verde giapponese Shincha Yakubita da Camellia – Il tempo del tè. Costo: 10 euro. Prenotazioni: 011 7651876

12 marzo: dalle ore 10 nello spazio Camellia – Il tempo del tè Rita Hōkai Piana ci insegnerà a realizzare il cuscino da meditazione, lo zafu, sorseggiando il tè giapponese Asamushicha. Costo: 30 euro. Prenotazione consigliata: camellia@camelliate.it

Eventi a Milano e provincia, Varese e Monza

4 marzo: alle ore 15 degustazione di tè e biscotti da Tea in Italy a Varese. Costo: 10 euro. Info e prenotazioni: taeko@teainitaly.com

4 marzo: alle ore 16 si festeggia il carnevale ambrosiano con un tradizionale Afternoon Tea all’inglese alla teeria di Abbiategrasso Tête à Thè. Si consiglia abbigliamento ottocentesco. Costo: 10 euro. Info e prenotazioni: info@teeria.it

8 marzo: alle ore 20 teatime dedicato alle donne alla teeria di Abbiategrasso Tête à Thè. Si consiglia di indossare qualcosa di giallo. Costo: 10 euro. Info e prenotazioni: info@teeria.it

11 marzo: alle ore 10 degustazione comparata di tè oolong cinesi e di Taiwan da Chà Tea Atelier. Costo: 30 euro (due corsi nella stessa giornata a 50 euro). Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

11 marzo: alle 15 merenda vittoriana con tè e Victorian Sponge Cake da Tea in Italy a Varese. Costo: 10 euro. Info e prenotazioni: taeko@teainitaly.com

11 marzo: alle ore 15 corso dedicato ai dolci al matcha da Chà Tea Atelier. Costo: 30 euro (due corsi nella stessa giornata a 50 euro). Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

11 marzo: alle 17.30 corso dedicato alla preparazione dei matcha drinks da Chà Tea Atelier. Costo: 30 euro (due corsi nella stessa giornata a 50 euro). Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

12 marzo: alle ore 10 degustazione guidata di tè verdi giapponesi da Parliamo di thé a Monza.  Costo: 30 euro. Prenotazione obbligatoria previo pagamento della quota via Paypal

12 marzo: dalle ore 10 onigiri brunch con ricette tradizionali abbinate a tè giapponesi da Tea in Italy a Varese. Costo: 12 euro. Info e prenotazioni: taeko@teainitaly.com

12 marzo: alle ore 10.30 workshop dedicato al matcha con il team di Obubu Tea Farms ospitato da La Teiera Eclettica. Costo: 38 euro. Info e prenotazioni: info@teieraeclettica.it

13 marzo: alle ore 18.30 workshop dedicato all’hojicha con il team di Obubu Tea Farms ospitato da La Teiera Eclettica. Costo: 38 euro. Info e prenotazioni: info@teieraeclettica.it

18 marzo: alle ore 10 corso dedicato ai colori del tè ovvero le diverse famiglie: bianco, giallo, verde, oolong, rosso e nero. Da Chà Tea Atelier. Costo: 30 euro. Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

18 marzo: alle ore 10 inizia il laboratorio sui dolci giapponesi de La Teiera Eclettica. Costo: 45 euro a persona. Info e prenotazioni: info@teieraeclettica.it

18 marzo: alle ore 15 teatime dedicato alla festa di San Patrizio da Tea in Italy a Varese. Costo: 10 euro. Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

18 marzo: alle 16.30 un incontro dedicato alla storia e alla tradizione del tè in Russia alla teeria di Abbiategrasso Tête à Thè. Costo: 10 euro. Info e prenotazioni: info@teeria.it

20 marzo: alle 21.30 un piccolo corso dedicato all’Afternoon Tea alla teeria di Abbiategrasso Tête à Thè in cui testerete le ricette tradizionali di questo rito bevendo tè. Costo: 12 euro. Info e prenotazioni: info@teeria.it

25 marzo: alle ore 10 degustazione di tè cinesi puri o profumati, compresi gli scenografici tea bouquet. Da Chà Tea Atelier. Costo: 30 euro (due corsi nella stessa giornata a 50 euro). Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

25 marzo: alle ore 15 incontro sull’abbinamento tè e cioccolato da Chà Tea Atelier. Costo: 30 euro (due corsi nella stessa giornata a 50 euro). Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

25 marzo: alle ore 17.30 incontro sulla tea mixology: abbinamento tè-vino, infusione negli alcolici, ingrediente nei cocktail. Da Chà Tea Atelier. Costo: 30 euro (due corsi nella stessa giornata a 50 euro). Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

Eventi a Padova

2 marzo: alle ore 19.30 degustazione dei Doke Teas, tè indiani biologici da La finestra sul tè. Costo: 5 euro. Prenotazione obbligatoria

8 marzo: alle ore 19.30 degustazione di tè indiani biologici da La finestra sul tè. Costo: 5 euro. Prenotazione obbligatoria

Eventi in Emilia-Romagna

1 marzo: alle ore 20.30 incontro sulle spezie ombrellifere (curcuma, semi di finocchio, cumino,…) da Acqua Calda per il Tè. Info e prenotazioni: info@acquacaldaperilte.it

4 marzo: alle ore 15 degustazione comparata di tè verdi giapponesi, cinesi e coreani al Podere Stuard di Parma con la blogger Barbara Vola. Per info e prenotazioni: barbaravola@gmail.com

5 marzo: alle ore 15 primo incontro del corso introduttivo al mondo del tè con Barbara Vola nella sede dell’associazione Ghelwo di Noceto (Pr). Per info e prenotazioni: barbaravola@gmail.com

5 marzo: alle ore 21.30 You & Tea e l’Associazione Ombre d’Arte organizzano lo Steampunk Tea Party, un teatime dedicato al movimento letterario ispirato a personaggi come H. G. Wells e Jules Verne. Costo: 12 euro. Info e prenotazioni: info@youandtea.it

12 marzo: alle ore 16 Afternoon Tea guidato dalla blogger Barbara Vola all’itinere-servizi culturali di S. Ilario d’Enza (Re). Per info e prenotazioni: barbaravola@gmail.com

Eventi a Firenze

8 – 14 marzo: in occasione di Taste 2017 e di Fuori di Taste in tutti i punti vendita de La Via del Tè ci sarà una degustazione gratuita del tè Earl Grey imperiale e della pralina Venchi profumata proprio con questa miscela al bergamotto. Durante questa settimana verranno presentati anche i nuovi prodotti.

Eventi a Roma

1 marzo: alle ore 18 corso per scoprire il mondo dei tè puri, aromatizzati, miscelati e profumati con Melania Lopez Francis da Babingtons. Info e prenotazioni: chiara.b@babingtons.net

5 marzo: alle ore 15 degustazione guidata di tè cinesi verdi, bianchi e profumati da Tè e Teiere. Costo: 30 euro. Info e prenotazioni qui

19 marzo: alle ore 15 degustazione comparata degli oolong di Taiwan e Cina da Tè e Teiere. Costo: 30 euro. Info e prenotazioni qui

22 marzo: alle ore 19 degustazione di tè e ricette dolci e salate, il tutto legato al tema della seduzione da Babingtons. Info e prenotazioni: chiara.b@babingtons.net

Corsi online

31 marzo: data ultima per iscriversi alla replica del modulo TEA 101 del corso di formazione TAC TEA SOMMELIER® dell’associazione Protea in partnership con la Tea and Herbal Association of Canada. Info e prenotazioni: info@proteaacademy.org

Concorso letterario

Avete tempo fino al 29 giugno per partecipare al concorso letterario “Racconti di te… all’ora del tè” indetto da Edonè – L’Ora del Tè. Per consultare il regolamento leggete l’apposito modulo: BANDO CONCORSO

 

Mi sono persa qualche evento? Volete dare massima visibilità al vostro incontro o al vostro corso? Scrivete a info@justafiveoclocktea.com

 

Foto: ©Ornella Binni

La California è da sempre il luogo dove nascono tendenze e mode. Del resto qui, a inizio Novecento è nata l’industria cinematografica e il mito di Hollywood. Qui è nato ed è vissuto Steve Jobs.

Di esempi ce ne sono tanti e, anche per quanto riguarda il mondo del tè oggi, secondo me la California è interessante. È una zona degli Stati Uniti molto dinamica, attenta alla salute e al benessere. Elementi che sicuramente influiscono sul consumo di tè persino in uno Stato come questo, dove ci sono zone desertiche, forti problemi di siccità e, al Sud, sole e temperature piacevoli tutto l’anno (a eccezione di quest’anno, sembra). La cosa mi incuriosisce soprattutto confrontandola con la situazione italiana dove il tè per molti è una bevanda invernale (direi da novembre a febbraio) o da bere se si sta male. Ci vorrebbe un po’ di spirito californiano: il tè, la bevanda che ci fa sentire bene, sempre 😉

Dove bere tè a Los Angeles: Chado su Hollywood BlvdPensate che su Hollywood Boulevard (la famosa strada con le stelle e i nomi dei grandi del mondo dello spettacolo), di fianco al teatro cinese e alle impronte delle mani dei protagonisti del cinema internazionale c’è un centro commerciale. Lì c’è un negozio di tè con tea room che si chiama Chado. Hanno una selezione di centinaia di tè puri e aromatizzati. Puoi fermarti a bere e a fare l’Afternoon Tea oppure prendere un tè freddo da asporto scegliendo tra le proposte del giorno o dalla carta. Ho chiesto se era possibile farlo con un tè verde puro e mi hanno preparato un buon Gyokuro freddo. Per me è stata una piacevole sorpresa.

Eh sì, centro nevralgico è sicuramente Los Angeles ma anche San Francisco può offrire curiosità e affascinanti stimoli.

Ecco che cosa ho scoperto andando lì, seguendo i social e parlando con persone che vivono in California.

Tea Trends: Matcha

Come in Italia il Matcha spopola anche negli Stati Uniti. La città dei Matcha bar per eccellenza è New York ma a Los Angeles è facile trovare il famoso tè giapponese. Potete scegliere i classici Matcha Latte nei negozi di American Tea Room, Alfred, Peet’s Coffee o un semplice Starbucks. Ci sono tanti bar dove propongono centrifugati e frullati con il Matcha. E a febbraio 2017 la catena MatchaBar ha aperto la sua prima sede proprio a L.A.

Anche a San Francisco il Matcha riscuote successo e questo è il mio Matcha latte all’aeroporto di Sacramento:

Tea Trends: anche in California il tè verde matcha riscuote grande successo

Tea Trends: cristalli di tè

A San Francisco da poco è nata l’azienda Pique Tea che propone un nuovo modo di bere il tè. Le foglie di tè subiscono un processo di cristallizzazione che le rende solubili in acqua, tipo il Matcha. Un modo pratico, veloce per bere tè ovunque perché alla fine basta una bottiglietta d’acqua o una tazza con acqua calda, si apre la bustina, ne si rovescia il contenuto e il gioco è fatto.

Io ho provato i cristalli di Pique Tea e sono comodi, soprattutto in viaggio. I gusti Earl Grey, tè al gelsomino e tè al menta non sono male. Il Sencha, secondo me, lasciava desiderare.

Ho provato a chiedere un’intervista per saperne qualcosa di più ma la risposta è stata: “Are you currently based in Italy? Are most of your viewers based in Italy as well?” e poi il silenzio 🙁

Tea Trends: Kombucha

Come ci raccontava anche la tea blogger the Tea Squirrel il Kombucha va molto di moda negli Stati Uniti. Che cosa è? È una bevanda data dalla fermentazione di tè, zucchero e un ammasso di lieviti e batteri benefici chiamata Scoby (Symbiotic Colony of Bacteria and Yeast, dal libro The Tea Book di Linda Gaylard). In Italia molti parlano di un fungo perché questo composto ne ricorda la forma ma non c’entra niente con porcini e champignon.

I lieviti dello Scoby trasformano lo zucchero in alcol (ma la percentuale è bassissima) e anidride carbonica. La prima volta che ho assaggiato un Kombucha, la mattina, a colazione, come un qualsiasi tè, ci sono rimasta malissimo…

È una bevanda probiotica che favorisce la salute intestinale. Si può preparare a casa oppure trovare già pronta e in California ci sono tanti marchi che vendono il prodotto già fatto, imbottigliato e magari anche con aromi diversi.

Tea Trends: Tea Festival

La California non è poi così lontana da Las Vegas, dove da più di 10 anni si tiene il World Tea Expo, uno degli eventi più importanti del settore. Non solo. Negli ultimi tempi si stanno organizzando vari Tea Festival in varie città con stand di produttori, dimostrazioni, corsi, cooking show di abbinamento tè e cibo.

Uno dei più famosi è quello di San Francisco, SF International Tea Festival.

Tea Trends: piantagioni e ricerca

Come vi ho raccontato, la California ha la sua piantagione di tè ed è la Golden Feather Tea Plantation di Mike Fritts e sua moglie Donna. Negli Stati Uniti sono molto orgogliosi dei prodotti locali e non è un caso che i tè di Mike, senza che lui abbia fatto una operazione di marketing, abbiano subito trovato spazio nelle carte di ristoranti di lusso di San Francisco.

Visita alla piantagione di tè in California: Golden Feather Tea

E non lontano dalla città del Golden Gate Bridge, all’università della California di Davis, è stato creato il Global Tea Initiative, un progetto che vuole unire ricerche scientifiche, sociali, umanistiche, agricole e salutistiche con la cultura del tè e farlo in ambito universitario. Vengono quindi organizzati molto seminari che raccontano il tè sotto vari aspetti, dal design all’analisi sensoriale, dalla storia alla botanica.

Per gli studenti del campus ogni lunedì c’è il Global Tea Club, un’occasione per scoprire e degustare varie famiglie di tè, conoscere i metodi di infusione e la loro storia. Un bellissimo modo per far crescere la passione per il tè nei più giovani 🙂

Alcuni dei seminari, con ospiti internazionali, sono aperti al pubblico per cui la cultura del tè può essere accessibile davvero a tutti gli interessanti. Per esempio ha partecipato a uno degli incontri la nostra amica The Tea Squirrel e racconta la sua esperienza qui

 

Foto: ©FiveOclock

L’Assam per moltissimi è il tè nero per eccellenza. Proviene dall’omonima regione indiana, situata a nord -ovest del Paese. Pensate che questa è l’area in India dove si produce più tè (altra zona famosa è quella del Darjeeling) e una delle più produttive al mondo. Da qui infatti arriva circa il 13% del tè prodotto sul nostro pianeta. Non male, vero?

In più questo tè è molto sfruttato nei blend, come l’Earl Grey, l’Irish Breakfast o altre miscele pensate per la colazione, con un buon contenuto di teina e un gusto forte e deciso.

E ora scopriamo tutto quello che c’è da sapere su questo tè…

Tutto quello che c'è da sapere sul tè nero Assam

Come si prepara l’Assam

L’Assam è molto semplice da preparare e non necessità di particolari attenzioni, a meno che non abbiate acquistato un prodotto d’eccellenza, un primo raccolto, più delicato e ricco di germogli. In questo caso abbassate la temperatura a 85 – 90° C.

Quantità: 2-3 g per tazza
Temperatura dell’acqua: 95° C (l’acqua deve essere minerale naturale a basso residuo fisso)
Tempo di infusione: 3 minuti. Se vi piace il tè forte, all’inglese, potete prolungare l’infusione fino a 5 minuti.

Le note maltate di questo tè si abbinano perfettamente con il latte.

Abbinamenti con l’Assam

Il tè nero Assam si abbina bene al cioccolato fondentePotete gustare l’Assam da solo o accompagnarlo con alcune ricette e alcuni ingredienti. Provatelo per esempio con una ricca colazione a base di uova e bacon, con le carni rosse, il prosciutto, i funghi ma anche con il salmone. C’è chi lo abbina persino a un piatto di lasagne (anche se da romagnola preferisco un bicchiere di Sangiovese) o con il cibo messicano. E quando si arriva dal dolce, lasciatevi tentare dal mix Assam-cioccolato fondente, dagli abbinamenti con la crème brûlée, la torta alle carote oppure dolci a base di spezie.

Io aggiungo i Baci di dama come ho fatto in questa foto pubblicata tempo fa su Instagram.

Assam: proprietà del tè nero

Se siete interessati all’aspetto salutistico del tè, ricordate che le foglie della pianta del tè, la Camellia Sinensis, sono ricche di polifenoli (antiossidanti naturali), aminoacidi, carboidrati, sali minerali, pigmenti come clorofilla e carotenoidi. Con la lavorazione, alcuni componenti possono trasformarsi. Per esempio, i flavonoidi, che fanno parte della categoria dei “polifenoli”, con l’ossidazione si convertono in teaflavine e tearubigine, responsabili del colore e del sapore dei tè ossidati, come l’Assam.

Vi dico questo perché ho sentito anche frasi del tipo: “Non bevo il tè nero perché fa male“. Sul tema del tè e delle proprietà c’è tantissima confusione. Sull’argomento ho scritto qualcosa qui se è un’aspetto che vi appassiona o siete anche voi un po’ storditi dalla marea di informazioni (a volte discordanti) che si trovano o si sentono in giro.

Torniamo all’Assam e al tè nero in genere: quali sono le proprietà di questa famiglia di tè? In questi anni ho letto vari articoli che consigliavano il tè nero per prevenire malattie cardiovascolari e diabete e ridurre la pressione sanguigna. Avendola letta più volte su fonti diverse, anche a distanza di anni, mi viene da pensare che sia una notizia affidabile.

Lo rivela anche il rapporto 2015 del consiglio olandese per la salute, un organo consultivo indipendente: “Tre tazze di tè verde o cinque tazze di tè nero al giorno riducono la pressione sanguigna e negli studi clinici il consumo di tè è associato a un più basso rischio di ictus. Inoltre, il consumo di tè nero e di tè verde sono plausibilmente associati a un minor rischio di diabete” (Dutch Dietary Guidelines 2015).

Assam: dall’India con furore

Come abbiamo accennato all’inizio, l’Assam è un tè coltivato e lavorato nell’omonima regione dell’India. Piante selvatiche di tè in questa zona sono state scoperte nel 1823 da Robert Bruce. Purtroppo morì prima che la pianta che aveva individuato potesse essere classificata. È stato il fratello Charles a continuare le ricerche che hanno portato a un’interessante scoperta: si tratta di una varietà botanica diversa da quella cinese ovvero Camellia Sinensis varietà Assamica.

Questo fatto è stato ed è ancora oggi importantissimo perché questa varietà si adatta bene a climi e a suoli di diverse parti del mondo, dando vita, per esempio, ai famosi tè africani.

Ecco i dati della produzione diffusi dall’Indian Tea Association:

Dati sulla produzione dei tè indiani

Nella regione dell’Assam non si produce solo tè nero Assam ma anche piccole quantità di tè verde.

Che cosa significa Assam TGFOP?

Quando andate a comprare un Assam potrete trovare tipologie ed etichette diverse. Di solito di fianco al nome generico “assam” si aggiunge il nome della piantagione e una sigla. Che cosa significano quelle lettere strane?

È il grading, il metodo di classificazione delle foglie usato in alcuni Paesi tra cui l’India. Attenzione: è una valutazione estetica: ci permette di capire qual è l’aspetto delle foglie, non la qualità del tè. Vediamo per che cosa stanno le sigle:

SFTGFOP: Special Finest Tippy Golden Flowery Orange Pekoe

FTGFOP: Finest Tippy Golden Flowery Orange Pekoe

TGFOP: Tippy Golden Flowery Orange Pekoe

GFOP: Golden Flowery Orange Pekoe

FOP: Flowery Orange Pekoe

OP: Orange Pekoe

BOP: Broken Orange Pekoe

FBOP: Flowery Broken Orange Pekoe

GBOP: Golden Broken Orange Pekoe

GFBOP: Golden Flowery Broken Orange Pekoe

TGFBOP: Tippy Golden Flowery Broken Orange Pekoe

BP: Broken Pekoe

F: Fanning (pezzatura molto piccola)

D: Dust (polvere)

Dobbiamo impararli tutti? No ma sappiate che:

  • se c’è “flowery” significa che il tè ha un grande contenuto di germogli
  • se c’è “golden” si tratta di germogli dorati di qualità
  • se c’è “tippy” ci sono molte foglie con le punte più chiare
  • “pekoe” indica la seconda foglia sotto il germoglio
  • “orange pekoe” indica la prima foglie sotto il germoglio

Assam: orthodox o CTC?

Altre parole che potrete trovare di fianco all’etichetta di un Assam sono “orthodox” oppure “ortodosso” e “CTC”. Questa volta con questi termini si intendono due metodi diversi di lavorazione delle foglie.

Per semplificare il CTC è il tè lavorato per le bustine grazie a speciali macchine che frantumano, strappano e arricciano le foglie (CTC sta per crush, tear, curl). Nelle bustine non troviamo quindi tè di scarto ma un tè lavorato in modo diverso. Ho trovato questo video che mostra il procedimento:

Curiosità: cosa significa “Assam Marche”?

Mentre cercavo di capire come impostare questo lungo articolo ho fatto delle ricerche su Internet e ho notato che i motori di ricerca mettevano insieme le parole “Assam” e “Marche”. Ho iniziato a pensare che i marchigiani fossero dei grandissimi appassionati di questo tè nero indiano

Bè, sapete che cosa ho scoperto? Nella regione Marche esiste l’A.s.s.a.m., l’Agenzia Servizi Settore Agroalimentare Marche, un ente che fa da raccordo tra la ricerca e il mondo produttivo.

Scusate, non c’entra niente con il tè ma questo equivoco mi faceva troppo ridere. Sono stata parecchi minuti a pensare, a fantasticare, a costruire storie di amori impossibili che spiegassero la relazione tra il tè Assam e le Marche 🙂

 

Foto: ©FiveOclock
Fonti: The Tea Book di Linda Gaylard; Tea: A User’s Guide di Tony Gebely; Tea Sommelier di Gabriella Lombardi e Fabio Petroni; Manuale del Sommelier del Tè di Victoria Bisogno e Jane Pettigrew; Twinings.co.uk; Englishteastore.com; gezondheidsraad.nl; assamteaxchange.com

Il cioccolato al Matcha è un’esperienza indimenticabile. Se il tè è buono, è forte la presenza di umami e come non innamorarsi del suo inconfondibile colore verde acceso? Sulla pagina Facebook di Five O clock l’avete (giustamente) ribattezzata la cioccolata di Hulk 🙂

Durante la presentazione della manifestazione I giorni del cioccolato ho avuto il piacere di partecipare a una lezione del maestro Giacomo Boidi di Giraudi e, tra le varie ricette protagoniste, c’era anche quella che vi presento oggi. Il cioccolatiere ha raccontato qualcosa su questo (non tutti sanno esattamente che cosa è… se anche voi volete saperne di più cliccate qui) e ci ha spiegato come preparare il cioccolato al Matcha.

Ricette con il tè verde matcha: il cioccolato

Condivido con voi la ricetta di Giacomo Boidi. Nella sua versione ci sono anche le Fuetille, una specie di granella fatta di cialda, che garantisce una nota più croccante al tutto, ma si possono anche tralasciare.

Come preparare il cioccolato al Matcha 

Per 1 tavoletta da 575 g

500 g di cioccolato bianco

25 g di Matcha (io consiglio di usare quello culinario)

50 g di Fuetille fine

Temperiamo il cioccolato*

*(Detto così sembra facile ma è una operazione un po’ più complessa e allo stesso tempo fondamentale per la perfetta riuscita del risultato finale. Temperare il cioccolato significa fonderlo alla corretta temperatura e poi lavorarlo su un piano di lavoro con una spatolina per farlo raffreddare, ndr.)

Bene, a questo punto versiamo il Matcha e la Fuetille.

Mescoliamo, facciamo colare nello stampo e lasciamo raffreddare.

Giacomo Boidi dice che ci vogliono solo 15 minuti, più il tempo del raffreddamento.

In questo video potete vedere la lavorazione del maestro:

Come si fa il cioccolato al matcha

Giacomo Boidi di Giraudi Cioccolato Artigianale dal 1907 ci spiega come preparare il cioccolato al matcha

Pubblicato da Five O clock su Mercoledì 23 novembre 2016

Foto e video: ©Five O clock

Febbraio è il mese del Carnevale, delle giornate che si allungano, dei primi timidi fiorellini, ma anche di tanti eventi e corsi sul tè.

Sono tante le iniziative del nostro Paese che permettono di passare un po’ di tempo in buona compagnia, di approfondire le proprie conoscenze legate a questa millenaria bevanda, di assaggiare tè e specialità nuove e interessanti.

Siamo in attesa della primavera, dei nuovi raccolti, di grandi appuntamenti (ad aprile Bologna ospiterà il primo Tea Festival italiano… stay tuned!) e possiamo prepararci al meglio con tanti speciali incontri.

Scopriamo allora gli eventi e i corsi del tè in Italia per il mese di febbraio 2017.

Eventi a Milano e dintorni

3 – 12 febbraio: inizio con un appuntamento un po’ fuori tema ma che mi faceva comunque piacere comunicare. Dal 3 al 12 febbraio, il Pac, Padiglione di Arte Contemporanea di Milano ospita la collettiva “Ri-scatti, la ricerca della felicità”, l’intenso lavoro di tre fotografe (Donata Zanotti, Veronica Garavaglia e Alice Patriccioli,) con i ragazzi del Progetto Giovani dell’Istituto Nazionale dei Tumori (INT) milanese.

da febbraio: un tè al museo è l’iniziativa che dal mese di febbraio 2017 accompagna le mattine (ore 11) e i pomeriggi (ore 16) della visita guidata alla mostra “Il gioiello italiano del XX secolo” del museo Poldo Pezzoli di Milano. L’evento, su prenotazione, è realizzato in collaborazione con Dammann Frères Italia e table decor a cura di Guri I Zi. Per info e prenotazioni: rossi@museopoldipezzoli.it

4 febbraio: tè e cioccolato, che cosa c’è di più irresistibile? Dalle 15 alle 19 lasciatevi affascinare dagli abbinamenti creati da Tea in Italy (Varese) con tre diverse praline di pasticceria. Costo: 11 euro. Prenotazione obbligatoria: taeko@teainitaly.com (specificando orario di arrivo, nome e numero di telefono)

4 febbraio: alle ore 10 da Chà Tea Atelier (Milano) inizia l’incontro dedicato a come preparare la perfetta tazza di tè. Se avete dubbi sul tipo di acqua, sul tempo e la temperatura di infusione, questo è il corso che fa per voi! Costo: 30 euro. Prenotazione obbligatoria: info@chateaatelier.it

5 febbraio: da Parliamo di Thè (Monza) ci aspetta una mattinata per approfondire il fantastico mondo di questa antica bevanda. Alle ore 10 inizia il corso di introduzione al tè. Si parlerà di storia, di leggende, di famiglie, di benefici,… e si imparerà a preparare e a degustare correttamente una tazza di tè. Costo: 25 euro. Per informazioni e prenotazioni: info@parliamodithe.com

11 febbraio: a La teiera eclettica di Milano si festeggia la festa delle lanterne (15 giorni dopo il capodanno cinese) con una speciale degustazione di tre tè oolong: Tie Luo Han, Mi Hua Xiang Dan Cong e Mi Lan Xiang. Costo: 24 euro. Per informazioni e prenotazioni info@teieraeclettica.it

11 febbraio: i ragazzi di Tea in Italy ci invitano a una gustosa e speciale merenda a base di cioccolata calda al tè verde Matcha e marshmallow artigianali, un dolce modo per trascorrere il pomeriggio a partire dalle 15. Costo: 9 euro. Prenotazione obbligatoria: taeko@teainitaly.com (specificando orario di arrivo, nome e numero di telefono)

14 febbraio: un modo speciale per festeggiare San Valentino! Appuntamento da Tête à Thè (Abbiategrasso) per una serata ispirata al film “Il tempo delle mele”. Dalle ore 21 potrete assaggiare un cocktail di tè alle mele (sia nella versione alcolica che non alcolica), tramezzini, gamberi al tè verde, torta “Il tempo delle mele”, cuori di pasta frolla e per finire… il tè degli innamorati. Su richiesta è disponibile un menu vegano. Costo: 10 euro. Prenotazione obbligatoria entro il 13 febbraio: info@teeria.it

17 febbraio: da Tea in Italy torna il Ramen Party, un appuntamento apprezzatissimo! Costo: 12 euro. Prenotazione obbligatoria: taeko@teainitaly.com (specificando orario di arrivo, nome e numero di telefono)

20 febbraio: a grande richiesta, viene replicato il corso-degustazione di Tête à Thè (Abbiategrasso) sui tè indiani. Potrete assaggiare tè dal Darjeeling e dall’Assam in abbinamento a specialità dolci e salate. Costo: 12 euro. Prenotazione obbligatoria: info@teeria.it

25 febbraio: un pomeriggio con Jane Pettigrew. Prima dell’incontro a La Teiera Eclettica, l’esperta inglese fa tappa a La scuola de La cucina italiana per parlare di Afternoon Tea: come è nata questa cerimonia, quando e come il tè è arrivato in Inghilterra, come viene preparato il tè in Cina, l’etichetta e gli abiti, come preparare una tazza di tè. Durante il corso potremo assaggiare quattro tè scelti da La Teiera Eclettica e le ricette dolci e salate preparate dagli chef della scuola. Appuntamento alle ore 14. Corso organizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana Cultura del Tè e La Teiera Eclettica. Costo: 60 euro.

25 febbraio: merenda giapponese da Tea in Italy con un profumato tè nipponico e un tradizionale Dorayaki fresco, decorato con panna montata. Costo: 9 euro. Prenotazione consigliata: taeko@teainitaly.com (specificando orario di arrivo, nome e numero di telefono)

26 febbraio: a La Teiera Eclettica arriva la famosa esperta Jane Pettigrew, direttrice della Uk Tea Academy e scrittrice di tantissimi libri. Jane, in collaborazione con l’Associazione Italiana Cultura del Tè, guiderà un percorso di degustazione di 18 varietà di tè provenienti dallo Sri Lanka. Il seminario dura 7 ore (9,30 – 13.30 e 14.30 – 18) ed è riservato ai soci dell’associazione. Costo: 180 euro. Per informazioni e prenotazioni: corsi.aictea@gmail.com

Eventi a Padova

2 febbraio: appuntamento da non perdere per tutti gli amanti del tè giapponese! Dalle 19.30 a La finestra sul tè potremo degustare i tre migliori Gyokuro dell’anno, vincitori di premi in Giappone. Costo: 10 euro. Prenotazione obbligatoria

3 febbraio: stanchi di sentire parlare di Giappone? Allora alle 19.30 nel negozio La finestra sul tè scoprite i tè thailandesi: Siam blend, Lahu black e Five colors white. Costo: 10 euro. Prenotazione obbligatoria

8 febbraio: assaggio di tè coreani. Dalle 19.30 a La finestra sul tè lasciatevi tentare dai profumi del tè al loto, del tè verde Woojeon (raccolto primavera 2016) e del prestigioso tè nero Formay. Costo: 10 euro. Prenotazione obbligatoria

9 febbraio: sempre alle ore 19.30 preparatevi a una viaggio tra i tè della montagne della Fenice nel Guangdong, Cina. I protagonisti saranno: Ya shi xiang e Gui hua xiang. Appuntamento a La finestra sul tè. Costo: 5 euro. Prenotazione obbligatoria

Eventi a Trieste

6 febbraio: conoscete il tè bianco? Se la risposta è no, nì, forse, non perdetevi l’incontro di TeaTime. Potrete degustare sei diversi tè bianchi arrivati apposta per l’occasione. Costo: 12 euro

Eventi a Bologna e dintorni

2 febbraio: le ragazze di Acqua calda per il tè ci invitano a scoprire il miele, ingrediente spesso presente nei nostri tè e nelle nostre tisane. In particolare in questa occasione, alle ore 20.30, si parledè di miele di lavanda, erica, sulla, tiglio, corbezzolo e coriandolo con la dottoressa Rosaspina, docente del Centro Studi La Ruota. Prenotazione consigliata a info@acquacaldaperilte.it

4 febbraio: alle ore 15 la tea sommelier Barbara Vola ci invita a un incontro per conoscere le differenze tra tè ossidati e fermentati. Appuntamento al podere Stuard di Parma. Info e prenotazioni: m.furmenti@stuard.it

8 – 13 febbraio: la Pentola del tè ospita le opere dell’illustratrice Namà e il 13 febbraio, al pomeriggio, oltre a conoscere l’artista, potrete partecipare a una degustazione di miscele ispirate a San Valentino.

11 febbraio: Home Tea Room, l’Afternoon Tea a casa tua è la nuova iniziativa della tea sommelier Barbara Vola. Questo sabato l’appuntamento è a casa di Tiziana e Tonino a Sorbolo Levante (Re). Infoe prenotazioni: 339 4343365

15 febbraio: questa sera, alle 20.30, da Acqua calda per il tè si parla di spezie invernali e in particolare di zenzero, chiodi di garofano, cannella, ginepro, noce moscata, ginepro, macis papua, tutti gli ingredienti che si possono trovare in tè e tisane. Prenotazione consigliata a info@acquacaldaperilte.it

24 febbraio: nel gruppo di lettura del Mondo di Eutepia si parlerà del libro di Roberta Marasco Le regole del tè e dell’amore, un romanzo in cui anche la nostra bevanda preferita ha un ruolo da protagonista.

Eventi nelle Marche

11 febbraio: il negozio Cose di tè partecipa a ScienzArte 2017, una serie di incontri per parlare di medicina integrata, scienza, arte e cura e, perché no, degustare una tazza di tè accompagnata da dolcetti veg. Sabato 11 febbraio interviene l’insegnante Mariella Pratissoli e il professor Giacomo Rotatori con la sua fisarmonica. Appuntamento allo spazio Informagiovani Ancona, piazza Roma.

16 febbraio: sapete che lavorare ai ferri è un ottimo anti stress? Da Cose di tè di Macerata potrete imparare quest’arte sorseggiando tè e assaggiando dolcetti fatti a mano. Il primo incontro è il 16 febbraio dalle 17.30 alle 19.30. Costo: 20 euro. Prenotazione obbligatoria: edebellis.macerata@cosedite.it

25 febbraio: secondo evento di febbraio di ScienzArte 2017 sulla nuova visione della cura e della guarigione con lo psicologo psicoterapeuta Gioacchino Pagliaro. Non mancherà il tè di Cose di tè.

Eventi a Roma

8 febbraio: per tantissimi di noi il primo incontro con il tè è stato con una tazza di tè nero. Con Babingtons possiamo rivivere questo primo amore con una degustazione di cinque tè neri, puri e miscele storiche, accompagnati da ricette dolci e salate. Durante la serata (l’appuntamento inizia alle 19) Diana Bedini, discendente di una delle fondatrici della sala romana, spiegherà come si preparano gli scones. Costo: 30 euro. Prenotazione obbligatoria: chiara.b@babingtons. net

15 febbraio: divertente incontro sulla seduzione, per imparare a conquistare l’amato con il giusto dessert. Ad accompagnare la serata una degustazione speciale di cinque ricette dolci in abbinamento a cinque diversi tè. Costo: 30 euro. Appuntamento alle 19. Prenotazione obbligatoria: chiara.b@babingtons. net

19 febbraio: tornano i corsi di Tè e Teiere a partire dall’approfondimento sulle famiglie di tè, i metodi di preparazione e gli abbinamenti. Un’ottima occasione per avvicinarsi alla cultura del tè. Costo: 30 euro. Appuntamento alle ore 15. Prenotazione obbligatoria sul sito.

26 febbraio: da Nanay, a Pigneto, ci aspetta una degustazione di cinque tè diversi preparati con il metodo del gongfu cha. Il tutto sarà accompagnato da piccola pasticceria (anche senza glutine e vegana). Costo: 15 euro (+ 5 euro di tessera associativa). Informazioni e prenotazioni: alex1martini@hotmail.com; c.fab@aol.it

26 febbraio: altro corso interessante per chi vuole conoscere meglio questa bevanda. Da Tè e Teiere alle 15 potrete conoscere le diverse lavorazioni che portano a diverse famiglie di tè. Il tutto accompagnato dalla degustazione di sei pregiati tè. Costo: 30 euro. Prenotazione obbligatoria sul sito.

Eventi a Caserta

3 febbraio: SamovarCasadelThe e Manouche osteria b&b ci invitano a una cena-degustazione. Quattro tè scelti e preparati da Tatiana Guadalupo abbinati ai piatti preparati dalla cucina del Manouche. Costo: 25 euro (acqua e calice di vino compresi).

Corsi online

20 febbraio: termine ultimo per iscriversi al modulo TEA 103 del corso TAC Tea Sommelier della Protea Academy in partnership con l’associazione canadese del tè. Per poter accedere è necessario aver frequentato e superato il modulo TEA 101. Costo: 320 euro. Per info e iscrizioni: info@proteaacademy.org

Foto: ©Anda Ambrosini

Come si produce il Matcha? La domanda mi affascina perché questo tè rappresenta un mondo particolare, antichissimo e molto zen. Negli ultimi anni si è diffuso in tutto il mondo (anche in Italia) con enorme successo tanto da diventare uno dei food trend del momento. Che cosa sappiamo però di questo prodotto?

Rishouen Tea Company e il matcha

Per conoscere meglio questa polvere verde di cui ci stiamo tutti innamorando, ho iniziato a contattare dei produttori giapponesi. Dopo lo staff di Yunomi, è stata Elisa di Rishouen Tea Company a rispondere alle mie domande e a raccontami la loro esperienza.

Rishouen Tea Company è un’azienda a conduzione familiare nata a Uji nel 1947. Da tempo si occupano, non solo di produrre tè di qualità, ma anche di fare conoscere al mondo la cultura giapponese.

Produzione del Matcha

Una delle domande che io, ma anche alcuni di voi, si pongono è “Perché il Matcha costa tanto?“. La risposta va cercata nel suo metodo di produzione, molto particolare e raffinato. Fin dalla coltivazione delle piante si usano tecniche e attenzioni particolari. Come mi ha detto Elsa:

Il Matcha è tè verde in polvere, ma non tutte i tè verdi in polvere sono Matcha

Vediamo allora qualcosa di più sul processo di produzione che ci permette di avere in casa il prezioso prodotto.

Matcha e Tencha

Abbiamo bisogno di un tipo specifico di foglie di tè o di cultivar per la produzione del Matcha?

La materia prima utilizzata per fare il Matcha è chiamato Tencha. Il Tencha è una foglia di tè che è stato coltivata in un campo specifico per la produzione del Matcha, coperto dal sole prima del raccolto. La copertura può essere fatta da 20 a 60 giorni prima della raccolta a seconda del produttore e del metodo di rivestimento utilizzato. È importante per sviluppare il sapore dolce, ricco di umami, tipico del Matcha.

Dopo il raccolto, le foglie vengono lavorate nel minor tempo possibile per evitare l’ossidazione e mantenere il loro stato fresco. Le foglie vengono quindi cotte al vapore ed essiccate.

Che cos'è il Matcha? Come si prepara? La risposta nell'intervista a Rishouen Tea Co.

Importante: le foglie di Tencha non vengono arrotolate e questo differenzia la produzione del Matcha da quella del tè verde Gyokuro. Anch’esso infatti viene ombreggiato prima del raccolto e cotto al vapore ma le foglie vengono rullate e prendono la forma di aghi di pino.

Un Matcha di qualità si ottiene eliminando le nervature e il gambo dalle foglie di Tencha perché sono responsabili delle note amare del tè. Se non si è interessati alla qualità ma alla quantità, si salta questa fase e si procede alla macinazione. Il prodotto finale avrà un sapore più amaro, una qualità inferiore ma il volume della polvere sarà maggiore.

Dalle foglie alla polvere

Scopriamo qualcosa di più specifico sulla lavorazione: come si ottiene il Matcha?

Abbiamo detto che il Matcha si ottiene da foglie Tencha coltivate in campi specifici, ombreggiati. Le foglie vengono raccolte, cotte a vapore ed essiccate. Per ottenere i Matcha migliori alle foglie vengono tolte le nervature. L’ultima fase è la macinatura.

Non tutti i Matcha sono però uguali. Anche in Giappone i veri Matcha a base di Tencha non contengono la stessa qualità di foglie. La gestione dei concimi in termini di tempo e quantità, il periodo e il metodo con cui si coprono le piante, il momento e la tecnica di raccolta influiscono sulla qualità della materia grezza, il Tencha.

I Matcha migliori sono quelli macinati a pietra, le cui foglie vengono raccolte a mano in primavera. Prima del raccolto, le foglie devono essere state coperte per un lungo periodo (più di 50 giorni per i campi più prestigiosi) sotto due strati di copertura.

Le foglie vengono macinate sempre a pietra?

No, il Tencha può essere macinato in due modi:

  • Tradizionale il Tencha viene macinato a pietra. Da noi si porta avanti questa tecnica. Pensate che per produrre solo 40 g di Matcha ci vuole un’ora di tempo. Questo perché è importante che la polvere non si surriscaldi e conservi il sapore e l’aroma fresco!
  • Le macchine moderne polverizzano il Tencha attraverso un flusso d’aria. È un procedimento più veloce e meno costoso ma c’è una perdita di qualità del prodotto finito in termini di sapore e aroma.

Da che cosa dipende la qualità di un Matcha?

Il risultato finale dipende quindi da tanti fattori. Elsa li riassume così:

  • Posizione e salute delle piante di tè (esposizione, località, qualità del suolo,…)
  • Concimi (tempi e qualità dei concimi usati, fondamentali per ottenere un buon sapore umami)
  • Tempo e metodo di copertura delle piante (20 giorni o di più? La copertura è diretta o indiretta?)
  • Periodo del raccolto (si tratta di un primo raccolto, quello primaverile, o di un secondo oppure di quello autunnale?)
  • Metodo di raccolta (manuale o meccanica?)
  • Blend (quali cultivar e/o qualità di Tencha sono presenti? Ogni cultivar ha le sue caratteristiche e i maestri del tè sanno selezionarle e “accoppiarle” per creare un Matcha unico. Le noti di altre cultivar possono valorizzare quelle della cultivar principale e dare un sapore più equilibrato. Un Matcha che non contiene una miscela di diversi Tencha ha buone probabilità di avere un sapore piatto)
  • Metodo di macinatura (a pietra o a flusso d’aria?)
  • Metodo di conservazione (quanto tempo di vuole per macinare una quantità di foglie? Il Matcha è poi conservato sottovuoto, lontano da luce, calore e profumi?)

L’importanza del periodo del raccolto

Elsa ha poi voluto fare un breve approfondimento su come funziona il raccolto del tè in Giappone:

Ci sono fino a quattro raccolti in Giappone. Il raccolto primaverile è il più prestigioso e contiene la maggior parte delle sostanze nutritive e la più alta concentrazione di aminoacidi responsabili del sapore morbido umami. Nei tè giapponesi, la cosa più importante, quella che è più ricercata è il gusto umami. Umami in giapponese significa gusto delizioso (per saperne di più cliccate qui, ndr).

Il Tencha raccolto in primavera produrrà un Matcha più elegante, equilibrato, morbido, ricco di umami. Il Tencha dei raccolti successivi conterrà più catechine, responsabili del sapore amaro, e meno L-teatina, l’aminoacido responsabile invece del gusto umami.

Matcha: il tè dell’ombra

Elsa ci spiega poi come vengono coperte le piante di tè e come si creano i “tè dell’ombra“:

Ogni metodo di copertura ha le sue particolarità. In ogni caso più a lungo le foglie restano coperte, all’ombra, più saranno tenere, ricche di L-teanina e daranno vita a un Matcha cremoso, dal sapore equilibrato, dolce, senza alcuna traccia di astringenza.

La copertura diretta comporta meno lavoro di gestione ma non può essere adottata per tempi lunghi. È come avere un panno che graffia continuamente la nostra pelle: provoca irritazione. La copertura diretta, così come la raccolta meccanica, danneggia le foglie e produce un sapore più amaro.

La copertura indiretta invece permette di coprire i campi a lungo senza conseguenze. Un doppio strato di teli permette di tenere lontano il 95% di raggi solari.

Copertura indiretta delle foglie di Matcha per mantenere un sapore dolce

Come abbiamo detto, il gusto umami deriva dall’aminoacido L-teanina che dalle radici raggiunge le foglie e qui, grazie alla luce del sole, si trasforma in catechina.

Come si conserva il Matcha

Elsa ha detto che la qualità del Matcha dipende anche da come viene conservato dopo la lavorazione e ci racconta l’esperienza nella sua azienda:

Alla Rishouen Tea Company conserviamo il Tencha in sacchetti di alluminio sottovuoto in frigorifero, lontano da fonti di calore, luce e forti dori. Il Tencha viene mantenuto in questo modo, senza essere macinato, fino a quando abbiamo bisogno di spedire il Matcha.

Solo in questo momento il Tencha viene tirato fuori dal frigorifero per essere macinato. Una volta che il Tencha è diventato polvere, diventa molto sensibile al calore, all’umidità, alla luce e ai profumi. È quindi facile perderne la freschezza se non è gestito correttamente. Per questo motivo maciniamo le foglie solo all’ultimo momento e non subito dopo il raccolto (Rishouen usa le foglie solo dei primi due raccolti dell’anno).

Ops, ho rovinato il Matcha

Da queste prime risposte abbiamo capito che produrre Matcha non è proprio facilissimo. Ci sono tanti elementi da tenere conto, tanti dettagli che possono portare a un prodotto finito amaro e non equilibrato.

L’arte giapponese ha capito da tempo come ottenere un tè di qualità ma ci possono essere degli inconvenienti in campo e/o durante la lavorazione che possono danneggiare il tanto lavoro fatto?

Elsa ci risponde con un elenco che, tende a precisare, non è esaustivo:

  • Le piante di tè potrebbe possono essere troppo vecchie o malate quindi le foglie possono avere sapori sgradevoli
  • La concimazione potrebbe essere stata fatta male: non nel momento giusto, non abbastanza, …
  • La copertura può essere stata fatta male: per un periodo troppo breve (le foglie di tè appassiscono), non al momento giusto (troppo tardi e quindi ormai le foglie sono troppo grandi e risultano amare)
  • Clima e meteo: a causa del riscaldamento globale, la fase di riposo invernale potrebbe essere troppo breve perché gli inverni sono meno freddi. In questo modo i germogli del tè cominciano ad arrivare prima e potrebbero soffrire di gelo più avanti nella stagione
  • Le foglie possono venire conservate allo stato di semilavorato (Aracha) troppo lungo, portando all’ossidazione delle foglie e alla perdita di freschezza
  • Blend: il prodotto finito risultato poco equilibrato, piatto, tendenzialmente amaro perché non si è riusciti a fare il blend giusto

Matcha culinario o Matcha cerimoniale?

Quali sono le principali differenze tra il matcha culinario e il matcha di alta qualità, quello che noi chiamiamo “cerimoniale”?

La differenza sta nella trasformazione del Tencha, e/o nel metodo di macinazione. Un Matcha di qualità potrebbe essere composto da una miscela solo di un primo raccolto di Tencha, dal gusto morbido, equilibrato, ricco di umami, più elegante e meno aggressivo. Una miscela di qualità inferiore potrebbe invece essere composto da un secondo raccolto o da un raccolto autunnale.

Anche il metodo di raccolto abbiamo visto che è importante per la qualità. Ci sono Matcha realizzati con qualità inferiore di Tencha, ovvero raccolti in primavera ma in modo meccanico, non a mano. Questi Matcha sarebbero troppo amari per la preparazione di Koicha, il Matcha denso (più sotto trovate la definizione, ndr), ma sono buoni per la preparazione di un buon Usucha, il Matcha classico. Questo tipo di prodotto potrebbe essere considerato ancora un buon livello di qualità di Matcha da Rishouen. Bisogna dire che però tutto è relativo: quello che viene considerato un livello medio da noi, potrebbero essere visto come un tè di qualità al di fuori del Giappone tra persone che non conoscono ancora bene questa bevanda.

Il Tencha di qualità inferiore viene impiegato per il Matcha culinario. Il nostro Matcha culinario, per esempio, contiene Tencha raccolto a macchina ed è una miscela primo e secondo raccolto. Molti Matcha culinari sul mercato provengono da raccolti autunnali e si nota perché sono di colore verde meno acceso.

La nostra migliore qualità di Matcha culinario, il Matcha Sosori, è una miscela primo raccolto coltivato con copertura diretta e raccolto a macchina. Può essere usato in un Usucha disciolto in acqua alla temperatura di 60° C. Non sarà delizioso come gli Usucha preparati con gradi superiori di Matcha ma si può ancora bere. Dipende dai punti di vista e dalle abitudini!

Questo dimostra come la qualità venga recepita in modo diverso all’estero ma anche tra i giapponesi stessi che oggi sono sempre meno consapevoli della cultura del Matcha.

Comprare il Matcha

Come possiamo capire se il Matcha che stiamo comprando è di qualità o no?

Le caratteristiche che evidenziano la qualità sono diverse in Giappone e al di fuori del Giappone. Tuttavia, diciamo che in Giappone, per gli intenditori del Matcha, la qualità più alta è quella che non pone limiti in termini di preparazione: possono essere usati per preparare l’Usucha ma anche il Koicha.

All’assaggio di un Matcha, la prima cosa che appare è il colore della polvere. Poi arriva il sapore: un buon Matcha è equilibrato, potrebbe avere un pizzico di amaro, ma non troppo, quanto basta per completare il dolce tipico dell’umami.

Più bassa sarà la qualità, minore sarà l’intensità del colore, il sapore sarà più aggressivo, amaro, piatto.

Che cosa è il Koicha?

Il Koicha è un tè denso, preparato con la frusta di bambù (chasen) con il doppio della quantità di Matcha usato per la preparazione di Usucha e con meno della metà dell’acqua. Si tratta di un Matcha altamente concentrato.

Per la preparazione del Koicha, è necessario un Matcha di qualità superiore, in modo che il risultato finale risulti più fluido e meno amaro, quindi più gradevole. Maggiore è la qualità del Matcha, più forte sarà la bevanda preparata, senza alcun effetto indesiderato sul sapore.

Come si prepara il Matcha

Come prepari il Matcha?

A) Tirate fuori il Matcha dal frigorifero e fate sì che raggiunga la temperatura ambiente prima di aprire la confezione. Se lo fate prima si può formare dell’umidità sulla polvere con conseguente perdita di colore e freschezza e aumento dell’amaro

B) Fate bollire l’acqua e lasciatela raffreddare fino ad arrivare a 75-80° C

C) Bagnate il chasen con acqua calda per renderlo più flessibile ed evitare che si rovini

D) Aprite il Matcha ed estraete due chashaku (o un cucchiaino da tè) di polvere che corrisponde a circa 1,5 – 1,7 g di Matcha

E) Mettere la polvere di matcha in un colino sopra il chawan (ciotola). In questo modo la polvere diventerà ancora più fine e questo contribuirà allo scioglimento e alla formazione della schiuma

F) Aggiungete 60- 70 ml di acqua (alla temperatura di circa 75-80° C)

G) Posizionate il chasen tra il pollice, l’indice e il medio, e premete verso il basso con le altre dita. Iniziate a sbattere subito

H) In primo luogo passate sulle pareti in modo da raccogliere la polvere dispersa

I) Poi con il chasen fate un movimento avanti e indietro raschiando il fondo della ciotola

J) Sollevate il chasen leggermente e “frustate” il Matcha formando una M o una W nel liquido verde

L) Sollevate il chasen in superficie per rompere le bolle che potrebbero essersi formate

M) Attraverso un movimento circolare, portare il chasen al centro della ciotola. Fate una rotazione sopra lo strato superiore di schiuma e quindi rimuovete il chasen con un movimento verso l’alto

N) Bevete 🙂

Quali sono gli errori più comuni?

  • Non tenere la polvere lontano dalla luce, l’umidità, l’aria e gli odori forti
  • Non lasciare che la temperatura della polvere torni a temperatura ambiente prima di essere utilizzata
  • Non mettere abbastanza polvere
  • Troppa acqua (o non abbastanza)
  • Acqua tiepida (è più difficile fare la schiuma)
  • La mancanza di fluidità: mettere troppa forza nella spalla e nel gomito quando sbattete: è un gioco di polso!
  • Dita posizionate sul chasen troppo in alto

 

Per scaricare l’intervista integrale in lingua originale (inglese) cliccate qui: Rishouen Interview

Foto: ©Five O clock ©Rishouen Tea Company

Una piantagione di tè in California. Mai nella vita avrei pensato che il mio primo incontro con la Camellia Sinensis, la pianta del tè sarebbe stato in California!

Programmavamo le vacanze estive, sognavamo il Giappone e poi arriva la notizia: mia sorella si sarebbe trasferita a Los Angeles. Avevo promesso che sarei stata presente il giorno del suo compleanno, che non l’avrei lasciata sola e così ho rimesso nel cassetto il sogno di visitare i giardini giapponesi del tè e ho iniziato a pianificare il mio viaggio negli Stati Uniti.

Per curiosità ho fatto una ricerca e sul tea blog World of Tea si parlava di una piantagione di tè proprio lì, in California. Non ci potevo credere!

Ecco come ho scoperto Golden Feather Tea, ai piedi della catena della Sierra Nevada, a quasi due ore di auto da Sacramento, a 45 minuti da Chico e dalla Sierra Nevada Brewery dove producono la birra all’Earl Grey.

Ho contatto il titolare, Mike Fritts, che è stato gentilissimo. Mi ha spiegato la strada e lui e sua moglie ci hanno accolto a braccia aperte. Pensate: eravamo i loro primi ospiti europei!

Mike Fritts è il titolare della Golden Feather Tea, piantagione di tè in California

Tè in California

Tutto è iniziato per (quasi) caso. Problemi di salute, la necessità di frenare i ritmi, l’esperienza di 35 anni nel settore dell’orticoltura e il regalo di una prima piantina di Camellia Sinensis solo qualche anno fa (nel 2010). Oggi Mike ha circa 500 piante nel giardino di casa e produce diversi tipi di tè oolong. Ha imparato da solo che cosa fare.

Insieme alla moglie (e ai volontari che lo raggiungo da varie parti degli Stati Uniti) gestisce tutto il processo, dalla raccolta (naturalmente a mano) alla lavorazione.

La piccola piantagione viene coltivata senza uso dei prodotti chimici, seguendo il ritmo delle stagioni e della natura. Mike ci tiene molto.

Mike Fritts è il titolare della Golden Feather Tea, piantagione di tè in California

Il tè viene poi venduto a importanti ristoranti di San Francisco. Anche questo canale si è aperto per caso. Un ristoratore ha chiesto a Mike del tè per capire se la proposta poteva funzionare e l’esperimento è riuscito, i clienti hanno apprezzato e le richieste sono aumentate. Non si sarebbe mai aspettato un simile successo!

Tè e Gold Rush

Uno degli eventi chiave della storia della California è il Gold Rush, la Corsa all’oro. Le prime pepite sono state scoperte a Coloma, a est di Sacramento, nel 1848 da James W. Marshall. La notizia fece il giro del mondo scatenando il desiderio di decine di migliaia di persone. Arrivavano da altre parti degli Stati Uniti, dal Messico, dal Sud America, dall’Europa ma anche dall’Asia. Pensate che solo nel 1852 arrivarono a San Francisco 20mila cinesi e sappiamo come oggi la comunità cinese sia ancora un punto di riferimento culturale e turistico per la città (vedi l’articolo: Stati Uniti, bere tè a San Francisco).

Perché vi sto parlando di storia e di oro? Perché in quel periodo arrivarono in California anche gruppi di giapponesi e Mike sta raccogliendo le prove che le sue piante siano discendenti dei semi di Camellia Sinensis portati proprio al tempo del Gold Rush. Una storia affascinate, no?

Visita alla piantagione di tè in California: Golden Feather Tea

Mentre ero alla Golden Feather Tea ho postato una foto delle piante del tè sulla pagina Facebook e Giuseppe di Qualcosadite di Napoli ha subito chiesto se era una varietà nipponica, visto il colore delle foglie… sarà interessante seguire le ricerche di Mike!

L’aggettivo “Golden” nel nome della piantagione però non fa riferimento al Gold Rush. Golden Feather, piuma d’oro, è proprio il nome di questa zona.

Golden Feather Tea

Mike ci ha raccontato la sua storia, ci ha mostrato con orgoglio il suo giardino e le sue creature e poi ci ha invitato a prendere un in salotto.

Il primo che ci ha fatto assaggiare è stato un infuso ricavato dai fiori di Camellia Sinensis essiccati. Il sapore era dolce, floreale, delicato… mi ricordava molto un tè bianco.

I fiori della pianta del tè essiccati producono un liquore simile al tè bianco

Abbiamo poi degustato gli oolong della Golden Feather Tea. Tra questi, uno affumicato dal gusto morbido e piacevole (niente a che vedere con il famoso Lapsang Souchong che trovo troppo aggressivo) che, tra l’altro, è uno dei preferiti di Mike.

Visita alla piantagione di tè in California: Golden Feather Tea

C’è poi il 24 Carat Gold oolong, un oolong a media ossidazione dal sapore dolce, niellato, floreale con una leggera astringenza sul finale. Il sapore non è particolarmente persistente ma è comunque piacevole. E così me lo sono comprato come souvenir… potevo tornare a casa senza un tè californiano? 😉

Tè californiano: oolong a media ossidazione dal sapore dolce e floreale

Progetti futuri

La passione di Mike non si ferma qui. Sta ampliando la sua piantagione e sta costruendo una specie di agriturismo. Vuole che sia un luogo dove la gente può trovare pace e serenità, fare attività all’aria aperta, stare a contatto con la natura. Nel suo progetto ci sarà una stanza dedicata al tè che potrà ospitare eventi e cerimonie. Gli ospiti, se vogliono, potranno poi seguire la raccolta del tè.

 

La visita alla Golden Feather Tea per me è stata una esperienza bellissima. Non ero mai stata in una piantagione di tè e Mike è una persona spontanea, con una grande passione e un grande entusiasmo. Il suo obiettivo non è diventare famoso, lui vuole vivere una vita tranquilla, in mezzo alla natura, con le sue piantine, i suoi animali, sua moglie e vuole condividere questa pace con chiunque sia interessato. Una filosofia molto vicina allo stile Five O clock 😉

Buon tè!

 

Foto: ©Andrea Montebelli per Five O Clock

Milano ha scoperto il matcha! In realtà da tempo alcune sale da tè lo proponevano in modo professionale ma nell’ultimo anno la passione è esplosa, forse anche merito della ventata di freschezza portata da Expo 2015.

Milano diventerà una nuova New York, città dove spopolano i Matcha Bar, locali specializzati in bevande a base del particolare tè verde giapponese in polvere? Chissà, intanto mi sono avventurata tra i caffè, i ristoranti e le sale da tè che propongono Matcha Latte, Matcha macchiato e Matcha cappuccino ed ecco che cosa ho trovato.

Purtroppo il locale dove l’ho assaggiato la prima volta anni fa, C’è, non esiste più ma nel frattempo si sono aggiunti altri indirizzi che vi elenco semplicemente in ordine alfabetico (solo in fondo vi dico quali sono i miei preferiti, oltre al mio naturalmente 😉 )…

Chà Tea Atelier

Cosa: un negozio e sala da tè nato nel 2009 che propone tè di qualità servito in modo professionale oltre a corsi di introduzione a questo fantastico mondo e lezioni tematiche.

Quando: lunedì dalle 15.30 alle 19.30 e da martedì a sabato dalle 11 alle 14 e dalle 15.30 alle 19.30. Chiuso domenica.

Dove: via Marco D’Oggiono 7, Milano.

Bere un Matcha Latte al Chà Tea Atelier

 

Classico Restaurant & Bar

Cosa: un bar e ristorante particolarmente attento alla sostenibilità, alla salute e a materie prime di qualità, possibilmente biologiche. Del resto è collegato alla palestra Virgin di corso Como a Milano.

Quando: tutti i giorni.

Dove: via Tocqueville 9, Milano.

Matcha macchiato al Classico Restaurant & Bar di Milano

Crazy Cat Café

Cosa: il primo cat café di Milano, un bistrot e un rifugio per gli appassionati degli animali dove bere tè, leggere un libro, lavorare (c’è il wifi), pranzare, fare colazione, merenda o l’aperitivo mentre i sei padroni del locali vi delizieranno con i loro gesti buffi.

Quando: da martedì alla domenica dalle 9.30 alle 21.30.

Dove: via Napo Torriani 5, Milano.

Nota: al Crazy Cat Café il matcha si trova nel Cat Milk, una bevanda a base di latte montato con un goccio di espresso e un’aromatizzazione a scelta, tra cui il matcha.

Cat Milk al matcha al Crazy Cat Café di Milano

Frankly Bubble Tea & Coffee

Cosa: una vetrina a pochi passi da piazza Duomo, specializzata in Bubble Tea (ne parleremo presto) ma con la possibilità di bere anche il Matcha Latte sia caldo che freddo, sia grande che piccolo. Il menu offre persino tè in foglia e caffè. Il tutto è disponibile in versione take away. Un posto che insomma riesce a mettere d’accordo un po’ tutti i gusti.

Quando: dal lunedì alla domenica dalle 9 alle 21.

Dove: via Orefici 5, Milano.

La Teiera Eclettica

Cosa: un negozio dedicato al tè nato a Milano nel 2004. Inizialmente si trovava in piazzale Bacone, poi si è trasferito in zona Porta Venezia aprendo anche la sala da tè. Propone tè di qualità servito in modo professionale e organizza incontri dedicati alla letteratura e alla cucina e corsi sul mondo del tè. Potete fermarvi anche a pranzo, non solo per il classico tè delle cinque.

Quando: lunedì e domenica dalle 15.30 alle 19.30; da martedì a sabato orario continuato dalle 10.30 alle 19.30.

Dove: via Melzo 30, Milano.

Matcha Latte a La Teiera Eclettica di Milano

Macha Café

Cosa: il primo esempio di Matcha Bar a Milano. Un locale quindi dove la nostra polvere verde è protagonista in mille modi, dai frullati ai dolci, senza dimenticare il Matcha Latte caldo, freddo, con latte normale o diversi tipi di latte vegetale.

Quando: tutti i giorni dalle 9 alle 22.30

Dove: viale Crispi 15, Milano

Dove bere matcha latte a Milano: il Macha Café

Mantra Raw Vegan

Cosa: il primo ristorante esclusivamente crudista e vegano di Milano, un luogo dove assaggiare una cucina diversa dal solito da colazione a sera. Alcune specialità sono anche in vendita nel negozietto che si trova all’ingresso.

Quando: da lunedì a sabato dalle 10 alle 24.

Dove: via Panfilo Castaldi 21, Milano.

Dove bere un matcha latte a Milano: Mantra Raw Vegan

Panini Durini

Cosa: una catena di locali a Milano che punta sulla qualità della materie prime e sull’ambiente semplice ma confortevole, adatto per una colazione, per un pranzo o per un pomeriggio di lavoro (c’è il wifi).

Quando: aperto tutti i giorni.

Dove: via Durini 26; largo Donegani 3; via Bocconi 5; corso Magenta 31; corso di porta Vittoria 46; via Mengoni 4; via Mercato 24; via Buonarroti 7; via G. Leopardi 7 (il mio preferito).

Matcha cappuccino da Panini Durini a Milano

Otto

Cosa: un bistrot – co working dall’atmosfera rilassata e internazionale, un angolo davvero particolare nel cuore di Chinatown a Milano. Tra le varie proposte da bere e da mangiare c’è anche il Matcha Latte, che potete gustare a un tavolo o a un divanetto mentre lavorate o ritrovate un vecchio amico.

Quando: aperto tutti i giorni

Dove: via Sarpi 10, Milano

Dove bere matcha latte a Milano: Otto

Il mio personalissimo consiglio? Quelli che mi sono piaciuti di più sono stati quelli di Chà Tea Atelier, Classico Restaurant & bar e La Teiera Eclettica.

Se volete approfondire il tema vi consiglio l’intervista ai produttori di Matcha: Yunomi e Rishouen.

E se vi piacciono i tè giapponesi in generale cliccate qui

 

Foto ©FiveOclock

Non solo matcha cappuccino! Una delle bevande più amate del momento è il matcha latte.

Potete assaporarlo nelle migliori tea room in Italia e all’estero, soprattutto negli Stati Uniti ma anche a casa perché la ricetta base è semplicissima. Se poi volete fare delle variazioni sul tema vi consiglio il libro The Matcha Miracle dove potete trovarne alcune varianti e altre interessanti ricette al matcha. Scopriamola insieme dopo una piccola precisazione…

Matcha latte: che cos’è

Il matcha latte è una variante “verde” del classico caffè latte. Per prepararlo, invece del caffè, si usa il tè verde matcha. Che cosa è il matcha? Potete trovare la risposta qui!

Le qualità migliori (il matcha cerimoniale) sono protagoniste della cerimonia giapponese del tè, mentre prodotti più economici e meno raffinati sono usati tantissimo in cucina, anche da grandi chef. Ho per esempio assaggiato un delizioso parfait al matcha dello chef Felice Lo Basso, per non parlare della meravigliosa cheesecake al matcha dello chef Alberto Buratti.

Il matcha è un ingrediente eccezionale! In fondo al post trovate qualche mio consiglio su come usarlo in cucina ma ora vediamo la ricetta del matcha latte.

La ricetta per preparare il matcha latte

Matcha Latte ricetta

INGREDIENTI

2 g di matcha (che corrisponde a due prese di chasaku o a un cucchiaino da caffè)

100 ml di acqua minerale

200 ml di latte (anche il latte di soia, di riso o di cocco va bene)

PREPARAZIONE

Preparate il tè matcha. Versate in una ciotola il tè, aggiungete acqua calda (75-80° C) e muovete energicamente il chasen fino a creare una bella spuma. Se non avete il chasen, il tipico frullino giapponese di bambù, potete usare le fruste elettriche.

Versate il matcha in un bicchiere alto.

Aggiungete il latte caldo o freddo a piacere. Se volete potete prima montarlo per avere un effetto proprio come al bar. E il matcha latte è pronto!

Secondo me non è necessario dolcificarlo… provatelo senza zucchero e poi vedete.

E in estate provate assolutamente la mia ricetta del Matcha Latte freddo, anche in versione vegan, perché è molto dissetante ed energizzante, vi farà iniziare la giornata con il piede giusto!

Potete acquistare il Matcha con un ottimo rapporto qualità/prezzo sul sito italiano Lovely Matcha.

Questa bevanda sta conquistando il mondo (a Milano la moda è esplosa!), persino Gwyneth Paltrow che ha scritto così sul suo account instagram:

Matcha Latte Paltrow

Altre ricette con il Matcha

Abbiamo visto come si preparano il matcha latte e il matcha cappuccino. Vediamo ora altre interessanti ricette con questa polvere verde, interessante anche per le sue proprietà.

A me piace molto e quindi ho sperimentato negli anni varie ricette, sia dolci che salate:

Biscotti al tè matcha

Banana Bread al tè matcha

Muffin al Matcha e cioccolato bianco

Frullato di frutta e matcha

Salmone con salsa verde al matcha

Tramezzini al tonno e matcha

Tiramisù al matcha

Panna cotta al matcha