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In evidenza trovate gli ultimi articoli di Five O clock, i post più cliccati o quelli più interessanti. Non perdetevi tutte le notizie dal mondo del tè in Italia e nel mondo. Avete qualche curiosità? Scrivete a Five O clock: troverete la risposta tra i post in evidenza nella home page del blog. Eventi, degustazioni, novità, notizie dal mondo, proprietà del tè. Scoprite il mondo del tè con Five O clock!

E anche la seconda edizione del festival del tè, In Tè Bologna Tè Festival, è finita. È stato bellissimo incontrare molti di voi e conoscere nuove persone… forse è la parte che mi è piaciuta di più… tea friends are the best!

Per sapere cosa è successo vi rimando al racconto di Francesca qui

Ora invece vi lascio il racconto per immagini di mio marito, alla sua prima volta al festival. Non ama scrivere ma è appassionato di fotografia e ha voluto raccontare quest’esperienza in 24 fotografie:

Quali sono stati i suoi tè preferiti? L’oolong He Haung Qilai e il matcha.

 

Foto: Andrea Montebelli per Five o' clock

Tea-spiration, Inspirational Words for Tea Lovers è il libro di Lu Ann Pannunzio, già autrice del tea blog The Cup of Life. Seguivo Lu Ann da tempo sui social e la foto della copertina di questo lavoro mi ha subito incuriosita.

Tea-spiration… che cosa vorrà dire? Appositamente non ho letto recensioni, articoli, presentazioni,… del volume per non farmi influenzare e l’ho cercato su Amazon. Dopo un piccolo disguido (ho dimenticato l’ordine del carrello 🙁 ), ecco che la copia è arrivata. Ed è stata una sorpresa: era tutto diverso da ciò che mi aspettavo

Da una parte il formato: piccolo, leggero, perfetto da stare in una mano e da portare in giro in borsa. Adoro le agende e i block notes della stessa dimensione, li trovo molto pratici da tenere sempre con me ovunque vada.

La vera scoperta però è stata un’altra: il contenuto. Non ho mai letto qualcosa del genere sul tè

Tea-spiration: di che cosa parla?

Quando ho visto il libro non ci ho pensato molto. Scritto da una tea blogger, un testo sul mondo del tè… nella mia testa immaginavo un nuovo lavoro sui vari tipi di tè, come proporlo, consigli per organizzare tea party, ricette. Il tutto accompagnato da qualche bella foto scattata da Lu Ann (curiosità: il papà è italiano). Il titolo era particolare, si parlava di emozioni,… ma nella frenesia della vita di tutti i giorni, del matrimonio da organizzare, del lavoro da cercare/gestire non ci ho fatto caso (purtroppo).

Tea-spiration è un libro che parla di come sentirsi bene e vivere meglio la propria vita proprio grazie al tè. Bellissimo!

Attenzione: non sono un’amante dei saggi motivazionali e dei motivatori (“Dai che ce la fai!”) ma questo testo è delicato e piacevole come il fumo che esce da una tazza di tè. E condivido ogni singola parola di quello che dice, del messaggio che si vuole trasmettere. È esattamente quello che vorrei fare con questo blog ed è l’obiettivo del festival del tè in Italia. Non dettare dei precetti universalmente validi, ma condividere emozioni, piacere, serenità attraverso una cosa semplice come una tazza di tè.

Lu Ann ricorda che ognuno può avere un suo modo di bere questa millenaria bevanda, gusti diversi e che, al di là delle indiscusse proprietà, il solo gesto di preparare quella tazza, annusare le foglie, sorseggiare un infuso ci può fare stare meglio e ci può fare vivere meglio la nostra vita di tutti i giorni. Io ne sono convinta. Per questo su Facebook ho preannunciato questo post mettendo la foto di una bustina di Earl Grey… foglie, bustine, estratti, tè verdi, tè neri, puri, aromatizzati, infusioni orientali, occidentali… non sono queste le cose importanti, ma ciò che conta è goderci questo momento e tutte le piccole (a volte minuscole) gioie della nostra giornata.

“Questo libro nasce per cambiare il modo in cui le persone vedono, pensano e bevono il tè”

Tea-spiration mi ha aiutato a fermarmi a pensare, a dare forma a certe sensazioni e a condividerle con voi come se fosse una tazza di tè.

Che cosa vi viene in mente pensando al tè?

È una delle prime frasi che ho sottolineato. Che cosa mi viene in mente quando penso al tè? La prima parola è benessere ma non è proprio quella giusta… per me il tè è una sensazione complessa, di piacere, di serenità, di sollievo, ma anche di forza e coraggio. È calore, è una carezza quando sei teso, triste o infreddolito. È un boccata di aria fresca in estate quando neanche l’acqua riesce a dissetarmi. È un momento di condivisione… in tanti posti in cui ho lavorato ho portato l’abitudine di bere una tazza di tè, scambiarsi due parole e ricominciare.

E per voi che cosa è il tè? Ecco le risposte che mi avete inviato sulla pagina Facebook… le riporto anche qui perché sono molto molto belle:

  • Silvia: inverno, freddo, magari in una baita in montagna immersa nella neve con un bel camino acceso
  • Claudio: Viaggio temporaneo su un pianeta deserto, felice per quello che sto facendo (bere tè), e soprattutto nessuno che rompe le scatole intorno. Viaggio che termina con l’ultima goccia di tè sorseggiata
  • Anna: Felicità è la prima cosa che mi viene in mente
  • Alessia: Connessione
  • Anna Barbara: Agatha Christie… per me questa scrittrice evoca un mondo interiore…
  • Laura: una poltrona, un libro, fuori la pioggia
  • Maria: culture; amo sia l’orientale che l’occidentale
  • NinaSilvia: un momento tutto per me fatto di profumo e calore
  • Francesca: lentezza!
  • Andrea: musica!
  • Michela: coccole
  • Ornella: soddisfazione
  • Lucia: viaggio
  • Dianella: l’inizio di un viaggio…
  • Benedetta: relax
  • Elena: Relax …
  • Micol: casa
  • Lu: il fuoco che scoppietta, lì accanto un comodo divano, cane e gatto che dormono sui loro cuscini, un bel libro e tutto il resto fuori
  • Evey: ti cito il titolo di un libro che mi è piaciuto molto “il tè e sempre una soluzione”
  • Maria Rita: i gesti: mettere l’acqua, accendere il gas, sentire il borbottio del bollore, versare l’acqua, attendere l’infusione, il caldo, la sospensione del tempo.
  • Tomas: la tazza bollente tra le mani!
  • Letizia: coccola, ovviamente!
  • Ethel: un momento solo per me
  • Stefy: coccolose sensazioni! Riscalda il cuore e l’anima
  • Anna: i campi verdi tra posti bellissimi da dove viene..
  • Claudio: calore e coccole
  • Laura: Jessica Fletcher
  • Katia: Serenità
  • Cristina: Amore a prima vista
  • Anna: il suo profumo che mi abbraccia e il suo calore che mi coccola
  • Stefania: calore

Volete conoscere un’altra opinione su questo libro? La trovate all’interno dell’intervista alla mitica Alessandra Rovetta sul tea blog Prima Infusione.

Aspetto i vostri commenti 🙂

 

Foto: Five O clock
Questo articolo concorre al programma di affiliazione Amazon
Non mi sono stati offerti oggetti o compensi per citare il libro presente

Vi capita mai di aprire il frigorifero e pensare: “Adesso che cosa mi invento?”. Mi è successo qualche giorno fa e così è nata questa ricetta facile e veloce al sapore di tè.

La base è semplicemente un hummus di ceci, a cui ho aggiungo il Lapsang Souchong, un tè nero cinese affumicato, dal forte sapore di legno e tabacco (per saperne di più cliccate qui). È un ingrediente molto interessante in cucina perché può regalare sentori unici ai nostri piatti. Provatelo per aromatizzare i vostri grissini, il risotto o una speciale carbonara vegetariana.

Ho poi deciso di spalmare l’hummus su delle melanzane grigliate e infine ho aggiunto una dadolata di pomodorini. In questo molto il mio pranzo era completo e ricco dei profumi di tutta l’estate. Potete sfruttare questo piatto come antipasto o come piatto unico, a voi la scelta. Le dosi sono calcolate per un aperitivo tra quattro persone, magari in giardino o sul terrazzo, con un calice di tè freddo. Io vi consiglio un tè nero o un tè verde cinese come il Chun Mee.

Siete pronti a sperimentare il tè Lapsang Souchong? Seguite la mia ricetta e buon appetito!

La ricetta di hummus di ceci aromatizzato con tè Lapsang Souchong

Hummus di ceci al Lapsang Souchong

1 cucchiaino di tè Lapsang Souchong

70 ml di acqua minerale naturale

300 g di ceci precotti

1/2 spicchio d’aglio (anche 1 intero se ne amate il sapore)

1 cucchiaio di succo di limone

2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva

un pizzico di sale

un pizzico di pepe nero macinato fresco

1 melanzana di media dimensione

circa 8 pomodorini pendolini maturi

Preparare questa ricetta è molto facile. Iniziamo dal : portate l’acqua a 95° C e lasciate in infusione il tè per 4 minuti. Filtrate.

Nel frattempo lavate e tagliate la melanzana a fette sottili, cercando di mantenere lo stesso spessore. Grigliate e tenete da parte.

Ora dedichiamoci alla preparazione dell’hummus di ceci. Versate in un frullatore i ceci, il tè, il pezzetto d’aglio, il limone, l’olio e un pizzico di sale e di pepe. Frullate il tutto fino a ottenere un composto cremoso. Di solito nella ricetta dell’hummus c’è pure la tahina, un preparato derivato dai semi di sesamo. Io però non lo digerisco e quindi non ne sentirete parlare in questo piatto. In compenso, se vi piacciono i sapori forti, unite nel frullatore un altro cucchiaino di foglie di tè Lapsang Sounchong e frullate nuovamente. Ricordate che le foglie di tè possono essere mangiate senza problemi.

Disponete le fette di melanzane su un tagliere o su un piatto di portata. Su ognuna spalmate uno o due cucchiaini di hummus. Infine decorate con i pomodorini tagliati piccoli e, se volete, qualche foglia di basilico.

 

Foto: ©Five O clock

Lo vediamo in Italia, lo abbiamo visto in California, lo abbiamo visto al World Tea Expo 2017. Il matcha è una delle grandi tendenze del mondo del tè. Los Angeles, città da sempre fautrice e sostenitrice di mode e novità, attenta al wellness, non poteva perdersi questa occasione.

I posti dove bere questo speciale tè verde sono quindi tantissimi. Lo trovate nei centrifugati, nei cocktail, nel latte, in drink creati appositamente, ecc. Al Grand Central Market di Los Angeles (317 S. Broadway) ho trovato pure una pasticceria francese, Valerie Confections Bakery & Café, che proponeva dolcetti al matcha: petit four (dei dolcetti da dopo pasto) e cioccolatini.

Il petit four al matcha del grand central market di Los Angeles

Vi segnalo che c’erano anche le versioni all’earl grey e al tè verde alla menta.

Ma torniamo a noi: volete sapere dove bere una tazza o un bicchiere di matcha a Los Angeles? Vi segnalo 5 posti da non perdere!

Matchabar

Cosa: questo locale specializzato in matcha è nato nel 2014 a New York, paradiso dei matcha bar. Il merito va a due fratelli, Graham e Max Fortgang. A febbraio 2017 è stata aperta la sede di Los Angeles. Nel menu trovate gli shortini, il matcha caldo o freddo e il matcha latte con vari tipi di latte ma anche qualche dolcetto al tè. C’è poi il caffè, il cappuccino e bevande speciali come il Golden Milk alla curcuma o il Chai con il latte di cocco. Al Matchabar di Los Angeles non mancano i matcha in bottiglia (classico, con mela e zenzero oppure con la menta) e si possono acquistare anche gli accessori per prepararlo e la famosa polvere verde.

Quando: da lunedì a domenica dalle 7 alle 18.

Dove: 3534 Sunset Blvd, Los Angeles, CA 90026

Nel 2017 è stato inaugurato il Matchabar a Los Angeles

American Tea Room

Cosa: un format di tearoom moderno, giovane e innovativo che oggi può contare ben tre punti vendita a Los Angeles. Nel menu dei locali (non male il loro Sencha) non possono mancare il matcha e il matcha latte sia caldi che freddi. Nell’estate 2017 sono stati lanciati dei drink che uniscono questo tè giapponese con succhi di frutta: guava, ananas, mela o arancia. All’American Tea Room, se volete, potete trovare anche in vendita un’ottima selezione di tè e di accessori.
Non perdetevi l’angolo interattivo per scoprire i profumi dei tè e la loro storia raccontata su uno grande schermo posizionato sopra i campioni!

Quando: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19. Domenica dalle 11 alle 17

Dove: io sono andata alla sede di 909 S Santa Fe Avenue, Los Angeles, CA 90021, in quello che viene definito Arts District. Vicino c’è il museo del gelato 😉

Matcha Latte all'American Tea Room di Los Angeles

Impresso

Cosa: un caffè informale, l’ideale per una mattinata o un pomeriggio di lavoro o una chiacchierata tra amici. Oltre alla carta dei tè (Art of Tea), ci sono alcune proposte di matcha. Attenzione: neanche ordinare un semplice matcha latte sarà una scelta contata. Preparatevi infatti alla domanda: “Con quale latte lo vuoi? Intero, parzialmente scremato, scremato, alle mandorle, al cocco,…”. Tra le bevande di Impresso, vi segnalo il matcha freddo, il matcha affogato (con una pallina di gelato) e il matcha blend (con gelato e latte al riso).
Viene precisato che il matcha è un grado A cinese macinato a pietra. Il sapore comunque non è affatto male.

Quando: dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 20. Sabato dalle 8.30 alle 20 e domenica dalle 9 alle 16

Dove: 115 S Hope St, Los Angeles, CA 90015

Da Impresso a Los Angeles potete bere un buon matcha latte

Starbucks

Cosa: penso che tutti voi conosciate questo brand famoso per le sue bevande al caffè. Mentre non vi consiglio il tè caldo, da Starbucks ho provato buoni matcha latte (caldi e freddi) e matcha frappuccini, sia a Los Angeles che a Las Vegas. Anche in questo caso potete scegliere il tipo di latte. Io ho ascoltato il suggerimento di mia sorella e mi sono innamorata della versione al latte di cocco (con cui preparare pure i ghiaccioli).

Quando: sempre aperto

Dove: ovunque. In particolare a Los Angeles sono stata in questi due indirizzi: 800 W. Olympic Blvd., 102, Los Angeles (attaccato allo Staples Center) e 201 World Way, Los Angeles (Los Angeles International Airport) Da provare il matcha frappuccino di Starbucks

Matcha Box

Cosa: da quello che dicono e da quello che mi risulta è il primo matcha bar, locale specializzato in matcha, aperto a Los Angeles. Al Matcha Box potete assaggiare il matcha cerimoniale, il matcha latte (anche con latte vegetale come quello di nocciola) e bevande speciali: matcha freddo con sciroppo di peperoncino jalapeno oppure matcha freddo con maraschino e zenzero, solo per fare qualche esempio.

Quando: da lunedì a venerdì dalle 11 alle 18. Sabato e domenica dalle 11 alle 17

Dove: 8036 West 3RD ST, Beverly Grove, Los Angeles

N.b. Questo è l’unico posto che non ho testato personalmente ma spero di recuperare presto 🙂

Foto: ©Five O clock e Gaia Mariani

Non mi sono stati offerti oggetti, bevande o compensi per citare i locali presenti
Andiamo alla scoperta del tè e della cultura giapponese al festival del tè 2018 a Bologna

Quante cose sappiamo sul tè giapponese? A me piace tantissimo ma non è stato facile e immediato avvicinarmi. La mia rivelazione è stato Expo Milano 2015. Grazie agli eventi del padiglione giapponese ho imparato e assaggiato tanto, ho affinato il palato e mi sono immersa in un mondo affascinante. Ma, come si dice, non si smette mai di scoprire cose nuove. Ed è quello che è successo a Food Japan, l’evento organizzato a Milano da Jetro (Japan External Trade Organization) dedicato all’eccellenze del Giappone.

Ho partecipato al seminario sul tè verde e ho parlato con alcuni produttori, interessatissimi a capire meglio le abitudini e i gusti degli italiani che bevono tè. Quando dicevo che mi preparavo il matcha tutte le mattine, gli si illuminavano gli occhi… sono molto fieri (giustamente) dei loro prodotti e delle loro tradizioni.

Tè giapponese della prefettura di Mie
Tè giapponese della prefettura di Mie

Torniamo a noi: che cosa ho scoperto sul tè giapponese? Vi riassumo tutto in 5 punti e prossimamente vi parlerò del seminario sulle proprietà del tè verde…

Breve storia del tè in Giappone

Non so se tutti voi sapete ma la storia del tè è nata in Cina migliaia di anni fa. La leggenda dice che è stato l’imperatore Shen Nong, padre della medicina cinese, a scoprire questo infuso benefico nel 2737 a.C.

La prima testimonianza del tè in Giappone è presente del Nihon Koki, uno storico testo giapponese. Si racconta che il 22 aprile dell’815 il monaco buddista Eichuu offrì del tè all’imperatore Saga. È certo che la cultura di questa bevanda si è diffusa grazie ai monaci buddisti che arrivavano in Cina per motivi di studio e scoprivano questo liquido energizzante, perfetto per sostenere lo spirito e il corpo durante le lunghe meditazioni. In particolare, importante per la storia del Paese del Sol Levante, è il monaco Eisai/Yosai (1141 –1215) che portò in Giappone i semi della pianta del tè, la Camellia Sinensis, e iniziò a coltivarli. Come ha spiegato il professore Aldo Tollini dell’università Ca’ Foscari di Venezia, Eisai si recò a Kyoto e qui ancora oggi ci sono le piantagioni giapponesi più antiche.

Fino al XIV secolo, il tè era un passatempo per gli strati alti della popolazione ed è a seguito di questo periodo che Sen No Rikyu (1522 – 1591) pose le basi della cerimonia del tè giapponese, trasformando il tè da una semplice forma di intrattenimento a una pratica filosofica, spirituale e artistica.

Geografia: le zone di coltivazione

Tempo fa ho letto sui social network che dopo il disastro di Fukushima, i giapponesi hanno spostato i giardini del tè più a Sud. In realtà, la zona vocata alla coltivazione della Camellia Sinensis era già nella zona più meridionale del Paese, dove le condizioni sono più adatte a questa pianta che cresce bene nei climi tropicali e subtropicali.

Osserviamo la cartina… questo è il Giappone

giappone

E questa è la cartina delle piantagioni giapponesi di tè che ci ha mostrato il professore Tollini durante il seminario dedicato al tè verde:

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La prefettura più importante per la produzione di tè è Shizuoka, seguita da Kagoshima e Mie.

Tipi di tè giapponese

Quali tipi di tè vengono prodotti in Giappone? Il tè verde è sicuramente quello più conosciuto e diffuso, ma esistono anche dei tè neri e oolong giapponesi. Tempo fa ho avuto il piacere di assaggiare un tè nero giapponese tempo fa e non era male, soprattutto per me che apprezzo i sapori delicati. A Expo invece avevo bevuto un tè fermentato della prefettura di Kochi, il Go-ishi-cha. Qualcuno ha sentito parlare anche di un tè bianco made in Japan.

Tra i più famosi rappresentanti del tè giapponese c’è sicuramente il Matcha, food trend del momento in Italia e non solo. Molti conoscono il Bancha e/o il Sencha. Diffusissimi sono anche il Genmaicha, il Kukicha e l’Hojicha mentre nel nostro Paese è meno nazional popolare il pregiato e raffinato Gyokuro.

Detto questo, vi sarà capitato di vedere nei negozi tè che a fianco del nome “Sencha” specificano un’altra parola. Può essere una cultivar (sì, anche nel mondo del tè esistono cultivar diverse e se vorrete ne parleremo!) come il Sencha Saemidori o il Sencha Okumidori, oppure la zona di provenienza come il il Sencha Kunamoto, il Sencha Kagoshima o il Sencha Yame.

Tè giapponese della prefettura di Mie
Alcune cultivar giapponesi

Insomma, facile dire Sencha… si possono mescolare cultivar diverse dello stesso tè oppure creare blend nuovi come quello che mi hanno regalato il mese scorso. È stato creato in un famoso laboratorio di Kyoto, il Fukujuen, ed è una miscela di Sencha (cultivar Yabukita) e Gyokuro (cultivar Gokou). Risultato sorprendente, dolcissimo, vellutato…

Il mondo del tè è davvero infinito, non si smette mai di imparare e di assaggiare ☺

Quanto tè si beve in Giappone?

Quanto tè si consuma in Giappone? Verrebbe da dire: “Tanto”. Il problema è che il consumo è in diminuzione. Il professore Tonelli ha raccontato che stanno prendendo piede altre bevande come Coca Cola, latte, caffè e drink in cui il tè c’è ma sotto “mentite spoglie”. Stiamo parlando del Matcha Latte che piace tantissimo anche in Giappone, dei cocktail al tè (es. Martini al tè verde) oppure la Matcha Beer di cui abbiamo parlato poco tempo fa. Altra moda del momento: il tè freddo.

Situazione inversa è quella italiana dove il consumo di tè, soprattutto verde, è in aumento (se pur bassissimo rispetto ad altre nazioni). Merito delle decantate proprietà? Sicuramente stanno influendo ma speriamo che i tealovers italiani sappiano andare oltre, abbiano voglia di sperimentare e assaggiare, di scoprire una cultura millenaria.

Come si prepara il tè giapponese?

Come abbiamo detto parlando della perfetta tazza di tè, ogni famiglia e ogni tipo di tè ha delle sue regole. In più cambia il metodo di infusione del tè in Occidente e in Oriente così come la dimensione delle tazze. Di questo parleremo in modo approfondito più avanti.

In Giappone si calcolano 3 grammi di tè per persona. Questi vengono versati direttamente nella teiera che è solitamente dotata di un filtro interno, una specie di retina dietro al beccuccio. Una volta che l’acqua è calda (considerate circa 120 ml per persona) viene versata nelle tazze in modo da abbassarne la temperatura. L’acqua poi viene versata nella teiera e vengono fatte infusioni brevi, di 1 – 2 minuti. N.B. Queste sono indicazioni molto generali.

A questo punto il tè viene versato nelle tazze, un poco per ciascuna fino a finire il liquido. In questo modo il sapore e l’intensità sarà uniforme altrimenti il primo rischia di bere un tè poco saporito e l’ultimo una bevanda fin troppo forte. Se vi capita, guardate con quanta attenzione i giapponesi versano l’ultima goccia nelle varie tazze: dicono sia importantissima perché qui si concentrano i sapori, i profumi e le proprietà del tè.

Ecco i consigli sulle temperature:

temperatura-te

Vediamo ora qualche suggerimento su come preparare specifici tipi di tè: il Gyokuro, quindi un tè di alta qualità, e il Bancha e l’Hojicha che son invece considerati tè da tutti i giorni.