Salute

Il tè è spesso associato al tema della salute. Da millenni in Cina è usato come medicamento nella medicina tradizionale e ancora oggi è un prodotto molto studiato. Tante sono le ricerche in tutto il mondo per scoprire tutte le proprietà del tè. La funzione antiossidante, di abbassamento della pressione e del rischio cardiocircolatorio. Il tè è una bevanda ottima al palato ma anche perfetta per il nostro organismo.

Un sorso di salute

Con Five O clock parleremo degli ultimi studi e degli ultimi consigli medici nel modo più affidabile possibile. Niente false speranze! Il tè fa bene, è un elisir di lunga vita ma purtroppo non può fare miracoli. Così come può aiutare a dimagrire ma solo se associato a una dieta varia ed equilibrato e a una regolare attività fisica.

Da tanto non parlavo dei benefici del tè. Non l’ho fatto per due motivi:

1) mi dispiace vedere il tè solo come una “medicina”

2) di notizie ne girano tante, a volte anche contraddittorie e voglio evitare la confusione

Ora che è online la nuova versione del blog torno a parlare dell’argomento perché mi rendo conto che interessa a tantissime persone ed è quindi giusto dare risposte e farlo nel modo più professionale e affidabile possibile.

Così oggi vi parlo delle proprietà del tè verde, tema di discussione del seminario organizzato da Jetro durante la manifestazione “Food Japan”. In questa occasione è intervenuto Massimo Bonucci, specialista in oncologia medica nella Casa di cura San Faliciano di Roma e presidente Associazione Ricerche Terapie Oncologiche Integrate.

I benefici del tè verde

Nelle foglie del tè verde sono presente tante sostanze benefiche: polifenoli, catechine (di cui l’epigallocatechina gallato o Egcg), flavonoidi, caffeina, teofillina e minerali.

Ha un’azione ipoglicemizzante e lipolitica. Quindi riduce l’assorbimento degli zuccheri e favorisce l’eliminazione dei grassi attraverso il drenaggio dei liquidi. Ecco che allora ha benefici detossinanti ed è un aiuto in caso di cellulite, ritenzione idrica o infezioni delle vie urinarie come la cistite.

Riduce poi il rischio di ipertensione ed è stato da poco pubblicato uno studio sull’American Journal of Clinical Nutrition sul fatto che una tazza di tè verde al giorno aumenti la densità ossea nelle donne in menopausa. Questo perché ha una forte azione remineralizzante che aiuta il metabolismo delle ossa e dei tessuti.

Il professor Bonucci ci spiega i benefici del tè verde e le sue controindicazioni
Matcha Shaker by Theanine

Tè verde e catechine

Il professor Bonucci ha sottolineato che i germogli e le foglie più giovani contengono una percentuale più alta di principi antiossidanti, utili per contrastare i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare. I polifenoli svolgono questa funzione e sono persino più potenti delle vitamine C ed E.

Ne fanno parte i flavonoidi e le catechine che contribuiscono anche a mantenere il cuore in salute e riducono i livelli di colesterolo LDL e di trigliceridi.

Non è finita qui. Questa bevanda contrasta gli effetti negativi del fumo, è un ottimo antibatterico e. grazie alla presenza del fluoro e delle catechine, svolge un’azione preventiva contro le carie.

I ricercatori dell’università giapponese di Tohoku hanno dimostrato che bere regolarmente tè verde fa bene al nostro cervello perché contrasta la perdita delle facoltà cognitive. In Giappone, dove il tè verde è un rito quotidiano, ci sono bassissime percentuali di forme di demenza senile. Questa bevanda è protagonista di studi per capire come e quanto il suo consumo possa prevenire e curare l’Alzheimer.

Ormai poi è accertata la sua azione chemio-preventiva sulla cancerogenesi a vari livelli. Uno studio fatto in Cina e citato dal professore durante il seminario organizzato da Jetro ha confermato che il frequente consumo di tè verde diminuisce i casi di diverse forme di cancro (pelle, polmone, mammella, fegato, esofago, pancreas, intestino, prostata, vescica e glande). Non ci sono invece effetti su neoplasie gastriche.

Il tè verde fa dimagrire?

Il professor Bonucci ha sottolineato i benefici drenanti del tè verde. Può essere associato a regimi alimentari dimagranti per favorirne gli effetti grazie alla presenza di sostanze come caffeina, teobromina, teofillina che agiscono sul metabolismo.

Attenzione, smetterò mai di ripeterlo: non si possono mangiare tre fette di torta al cioccolato poi bere una tazza di tè verde e dimenticare i sensi di colpa!

Genmaicha tè verde giapponese

Controindicazioni del tè verde

Forse avevate già sentito parlare dei benefici del tè verde ma attenzione perché questa bevanda non è consigliata proprio a tutti e in tutti i casi. Contiene per esempio teina, sostanza eccitante non adatta a soggetti particolarmente sensibili o per chi soffre di insonnia o di disturbi legati al sonno. Ci sono tè a basso contenuto di teina ma non tutti i tè verdi lo sono. Il tè verde Matcha per esempio è super eccitante.

Il professor Bonucci lo sconsiglia anche per chi ha problemi di insufficienza reale e per chi segue cure farmacologiche specifiche a base di insulina.

Tè verde in gravidanza

A proposito di controindicazioni, il tè verde (ma anche il tè nero e il tè oolong) non sono particolarmente indicati in gravidanza. Non solo per la questione della teina ma perché le catechine, e in particolare l’epigallocatechina-gallato inibiscono particolari enzimi (come il diidrofolato reduttasi) che riducono la possibilità di assorbimento di acido folico.

Uno studio dell’università di Tokyo ha dimostrato che esiste una interazione tra il tè verde e l’assorbimento dell’acido folico a livello intestinale.

Quanto tè verde bisogna bere al giorno?Quanto tè bisogna bere al giorno?

Il professor Bonucci dice che sono necessarie 10 tazze che corrispondono a 500 ml di tè al giorno. Sì perché in Oriente non si usano le mug, le tazze misura XL come in Occidente, ma ciotoline più piccole e il tè si beve più spesso durante tutto l’arco della giornata. Anche durante i pasti, al posto dell’acqua.

Una quantità fattibile anche per noi occidentali visto che le nostre tazze mediamente contengono 200 – 250 ml di liquido. Per trarre beneficio dal tè verde possono quindi bastarne anche due al giorno.

Infusione di 10 minuti?

Alla domanda se bisogna usare una temperatura o un tempo di infusione particolare il dottor Bonucci non mi ha saputo dare una risposta precisa. Il professor Umberto Veronesi anni fa consigliava di tenere in infusione il tè verde per 10 minuti. In Oriente è una cosa impensabile, che nessuno fa perché hanno un modo diverso di preparare il tè. Per riassumere potremmo dire che loro usano più foglie di noi ma tempi di infusione più brevi.

A Expo Milano consigliavano di preparare il Sencha con una temperatura più alta dei classici 80 gradi e tenere in infusione 1 minuto per trarne i massimi benefici. Il tè in questo modo è però un po’ amaro e secondo me più ricco di teina perché in quell’occasione mi era venuto il male di testa come quando provo a bere il caffè. In effetti, sui depliant che mi hanno dato durante Food Japan si attribuisce il gusto amaro della bevanda proprio alla caffeina/teina.

Altro consiglio del professor Bonucci: bevete subito il tè! Tra l’altro, il tè verde cambia sapore e colore, si ossida quindi assaporatelo appena fatto. Piuttosto riducete le dosi se non avete tanto tempo di sorseggiarlo fino in fondo.

Quale tè verde scegliere?

Quale tè verde scegliere?

Durante il seminario abbiamo assaggiato il Genmaicha, il Fukamushi (ne parleremo prestissimo) e l’Hojicha. Il professore ha parlato di tè ricchi di germogli e foglie giovani.

Se volete conoscere qualcosa di più sui tè verdi giapponesi vi propongo le mie schede e sono a disposizione per qualsiasi domanda 🙂

Genmaicha

Sencha

Hojicha

Kukicha

5 cose che ho scoperto sul tè giapponese

Tra le tipologie di tè il tè verde è quello più ricercato in Italia, ma anche all’estero. Merito delle sue proprietà antiossidanti e del fatto che viene sponsorizzato da molti come un valido aiuto per dimagrire. Cerchiamo di approfondire l’argomento (trovate altre utili informazioni sul tè verde sul numero di gennaio/febbraio di Julienne dal 14 gennaio in edicola!).

Tè verde e tè nero

Esistono varie tipologie di tè a seconda della lavorazione che subiscono le foglie della  pianta del tè, la camellia sinensis. In che cosa allora il tè verde è diverso dal classico tè nero?

Le foglie che diventeranno tè verde, dopo la raccolta, vengono cotte in modo che non ci sia poi una ossidazione nel corso della lavorazione. Questo permette al tè verde di preservare meglio i propri componenti benefici.

matchaProprietà del tè verde

Sono tanti gli studi che in tutti il mondo i ricercatori stanno facendo sulle proprietà del tè verde. Sappiamo per certo che questa bevanda è importante come antiossidante grazie alle catechine e ad altre sostanze. Le ultime ricerche sottolineano che siano i tè verdi giapponesi, come il famoso matcha, a essere più ricchi di queste sostanze e che queste vengano rilasciate in maggior quantità in relazione al tempo di infusione. Alcuni studiosi, come Umberto Veronesi, consigliano allora di tenere le foglie di tè verde in infusione per almeno 10 minuti per avere degli effetti davvero benefici.
Inoltre il tè verde favorisce la diuresi, tiene sotto controllo i livelli di colesterolo e sembra che aiuti a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e ictus.

Capelli

Ho da poco scoperto che il tè verde ostacola la caduta dei capelli. Secondo gli studi le sostanze antiossidanti di cui è ricco aiutano a normalizzare la secrezione sebacea della cute, riducono la caduta e ne facilitano la ricrescita. Per ottenere questi benefici sarebbe sufficiente bere tè verde regolarmente o applicarne un estratto sulla cute.

La mia esperienza: bevo almeno due tazze di tè verde al giorno ma durante i cambi di stagione o quando sono molto stanca perdo comunque tanti capelli. È vero però che da quando bevo tè verde e uso shampoo e balsamo naturali (senza alcol, petrolati e lauryl sulfate) sento i miei capelli più forti e sono sparite completamente le odiate doppie punte.

Per i capelli è consigliato anche il risciacquo con l’infuso di rooibos.

Genmaicha tè verde giapponeseTè verde per dimagrire

Per i suoi effetti diuretici il tè verde è particolarmente consigliato per chi è a dieta. Anni fa c’era chi consigliava di bere 5 tazze di tè verde al giorno per dimagrire. Io ho provato ed effettivamente era stato un prezioso alleato SE affiancato a una alimentazione equilibrata e a una regolare attività fisica. Di certo non è la pozione magica, niente fa miracoli in questo campo!
In commercio esistono anche integratori di tè verde pubblicizzati come un toccasana per la prova costume. Io, personalmente, preferisco godermi una tazza di tè a colazione o a fine giornata piuttosto che mandare giù una pilotina insapore e inodore.

Tè verde e teina

Da sempre soffro di insonnia e disturbi del sonno e per questo mi era stato consigliato di eliminare caffè e tè nero e di sostituirli con il tè verde. Questo perché questa bevanda di solito contiene meno teina/caffeina (non è però vero che non ne contiene per niente). Alcuni tè verdi come il Kukicha hanno quantità di teina inferiore agli altri.

Attenzione: tutto questo è valido con delle eccezioni come il tè verde matcha che è invece molto ricco di teina ed è quindi sconsigliato per i cardiopatici e per chi ha problemi a dormire.

Tè verde cinese e tè verde giapponese

Cine e Giappone sono i due grandi Paesi produttori di tè verde, almeno per ora (a questo riguardo vi consiglio di tenere d’occhio la produzione coreana…). Se avete mai avuto modo di sentirli avrete notato una netta differenza di sapori e profumi.

Questo perché in Cina la cottura delle foglie di tè viene fatto attraverso la cottura in padelle simili a wok mentre in Giappone grazie al vapore. Per questo i tè verdi cinesi sono più decisi con note di frutta secca mentre quelli giapponesi hanno sentori più erbacei e marini.

Termometro per il tèCome si prepara

Come ricordato più volte, il segreto per preparare il tè verde è la temperatura d’infusione. Se è troppo alta la bevanda diventerà amara e non tutti gradiranno.

Di solito la temperatura di infusione del tè verde si aggira attorno ai 75 – 85° C. Sull’etichetta dovreste trovare tutte le informazioni.

Come si fa a sapere qual è la temperatura dell’acqua? In commercio esistono dei bollitori che si spengono una volta raggiunta la temperatura richiesta altrimenti esistono dei termometri appositi, acquistabili facilmente nei negozi di tè o su internet.

Sistema empirico: mettete il pentolino sul fuoco e appena vedete formarsi le prime bollicine sul fondo spegnete la fiamma.

Il tempo di infusione e la quantità di foglie dipende molto da chi prepara il tè. Il metodo occidentale prevede l’utilizzo di poche foglie e tempi di infusione più lunghi (circa 5 minuti come diceva anche George Orwell nel suo saggio A Nice Cup of Tea), il metodo orientale invece vuole molte foglie di tè e tempi di infusione brevi (30-40 secondi).
Il mio consiglio è quello di fare delle prove e scegliere l’equilibrio che si ritiene più giusto per il proprio palato.

Ecco le schede che ho preparato per voi. Il tè verde nel mondo:

Tè verde giapponese: Genmaicha

Tè verde giapponese: Kukicha

Tè verde giapponese: Sencha

Tè verde cinese: Long Jing

Più ricerche sostengono che bere una o più tazze di tè verde al giorno possa aiutare ad abbassare il rischio di cancro. Ma bere il tè non basta, serve la prevenzione!

prevenzione

Ottobre è il mese della campagna nastro rosa. Di seguito il comunicato dell’iniziativa 2013:
“Sarà Margherita Buy, nota attrice cinematografica e teatrale, la testimonial italiana dell’edizione 2013 della Campagna Nastro Rosa, dedicata alla prevenzione del tumore al seno, giunta alla XXI edizione nel mondo. A ottobre, infatti, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt) ed Estée Lauder Companies, società leader nei prodotti di bellezza di prestigio, torneranno in prima linea nella lotta contro questa grave patologia neoplastica, che registra un’incidenza sempre maggiore.
La Campagna Nastro Rosa, ideata negli Stati Uniti da Evelyn Lauder e promossa in oltre 70 Nazioni, ha l’obiettivo di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne circa l’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando correttamente il pubblico femminile anche sui sani stili di vita da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare.
LA DIAGNOSI PRECOCE DEL TUMORE AL SENO: 20 ANNI DI PROGRESSI
Il tumore al seno resta il killer numero uno per il genere femminile. La sua incidenza è in aumento. In Italia ogni anno si ammalano 45 mila donne. Un incremento dovuto all’allungamento dell’età media della popolazione femminile e all’aumento dei fattori di rischio. Occorre sottolineare che anche l’età in cui la malattia si manifesta è cambiata: il 30% circa si diagnostica prima dei 50 anni, fuori quindi dall’età prevista dai programmi di screening mammografico. Un ulteriore motivo questo per sensibilizzare tutte le donne alla cultura della prevenzione come metodo di vita e renderle sempre più protagoniste della tutela della propria salute.
“Da recenti studi si stima – afferma il prof. Francesco Schittulli, senologo-chirurgo oncologo e presidente nazionale della LILT – che in Italia siano oltre 45.000 i nuovi casi annui di carcinoma mammario. L’aumento dell’incidenza del tumore al seno è stata pari a circa il 14% negli ultimi sei anni e, in particolare, per le donne tra i 25 e i 44 anni di età l’incremento è stato del 29% circa. Le nuove tecnologie diagnostiche di imaging, sempre più precise e sofisticate, insieme alla risonanza magnetica mammaria (RMM), consentono oggi di poter individuare lesioni millimetriche in fase iniziale, vale a dire quando il grado di malignità e l’indice di aggressività del tumore sono bassi e il processo di metastizzazione è pressoché nullo. Scoprendo un carcinoma infatti al di sotto del centimetro, la probabilità di guarire sale a oltre il 90%, permettendo peraltro di eseguire interventi chirurgici conservativi, che non provocano sensibili danni estetici alla donna, a beneficio quindi dell’integrità del seno, simbolo della sua femminilità”.
Risultati impensabili solo 20 anni fa quando il cancro al seno era considerato una malattia incurabile, con una percentuale di guarigione del 30-35%. Ecco perché oggi, per questo male, si può parlare di malattia cronica.
• VISITE SENOLOGICHE
Durante il mese di ottobre i 397 punti prevenzione (ambulatori) LILT delle sezioni provinciali della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori saranno a disposizione di ogni donna per visite senologiche. Per conoscere giorni e orari di apertura dell’ambulatorio LILT più vicino, in cui poter effettuare visite ed esami diagnostici, nonché controlli, si può chiamare per informazioni il numero verde SOS LILT 800-998877 o consultare i siti www.lilt.it o www.nastrorosa.it.
• IN ROSA LE VIE DELLO SHOPPING
Le vie simbolo dello shopping di lusso di Milano si vestiranno di rosa nel primo weekend di ottobre per sostenere la lotta contro il tumore al seno. Un giorno di shopping solidale, organizzato da LILT Sezione di Milano e Associazione della Via MonteNapoleone, verrà dedicato alla Campagna Nastro Rosa. La moda, il design e il lusso delle più importanti griffe italiane e internazionali, aderenti all’iniziativa, sosterranno così il messaggio di prevenzione del tumore al seno, devolvendo il 10% degli incassi a favore della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Per l’occasione verranno illuminate di rosa Via MonteNapoleone, Via Sant’Andrea e Via Verri.
• MONUMENTI ILLUMINATI DI ROSA
Nel mese di ottobre l’Italia e il resto del mondo si tingeranno di rosa, colore simbolo della lotta contro il tumore al seno. Verranno illuminati di rosa moltissimi monumenti: una luce rosa che unirà idealmente la nostra Penisola dal Nord al Sud, con tanti edifici, monumenti, fontane, piazze, che resteranno illuminati per una o più notti a testimoniare che, grazie a un’efficace e corretta prevenzione, questa malattia tumorale si può, e si deve, vincere! Location famosissime e prestigiose nel mondo sono già state illuminate di rosa in questi anni, tra gli altri: l’Empire State Building (New York, USA), le Cascate del Niagara (Ontario, Canada), Opera House (Sidney, Australia), la Torre 101 (Taipei, Taiwan), il Ponte di Nan Pu (Shangai, Cina), la Torre di Tokyo (Tokyo, Giappone), l’Arena di Amsterdam (Amsterdam, Olanda), il Campidoglio (Roma).
• I PRODOTTI DI BELLEZZA PIÙ INNOVATIVI A SOSTEGNO DELLA LILT
Anche quest’anno Estée Lauder Companies sosterrà l’attività degli ambulatori della LILT, devolvendo €5,00 per ogni prodotto venduto nel mese di ottobre dei seguenti prodotti: il nuovo Advanced Night Repair di ESTÉE LAUDER, siero riparatore dalla tecnologia innovativa, la nuova Dramatically Different Moisturizing Lotion di CLINIQUE, lozione idratante per fornire alla pelle idratazione e la necessaria barriera protettiva, The Hand Treatment di LA MER, trattamento idratante ed emolliente per le mani, che aiuta a lenire anche la pelle più arida, Pro LS All-in-one Face Treatment di LAB SERIES, formula high-tech che lenisce e riduce all’istante arrossamenti e irritazioni da rasatura, lasciando la pelle idratata. AVEDA donerà il corrispettivo in euro di 2 dollari alla LILT per ogni prodotto venduto di Hand Relief Rosemary Mint, nuova ricca e idratante crema per le mani in edizione limitata Nastro Rosa, a base di emollienti vegetali e con aroma di rosmarino e menta. Anche DARPHIN, marchio del Gruppo, distribuito in farmacie selezionate, donerà il 10% per ogni confezione venduta in ottobre del Latte Vellutato Idratante Corpo, ricca crema idratante per il corpo con olio di albicocca.
I fondi raccolti serviranno a potenziare l’attività degli ambulatori della LILT.
• LE “STELLE OLIMPICHE” CON LA PREVENZIONE
Nel golfo di Trieste si svolgerà il 13 ottobre la Barcolana, la più numerosa e storica competizione velica del mondo. Particolarmente significativa quest’anno l’adesione delle “Stelle Olimpiche” – il team al femminile di campionesse olimpiche provenienti da tutte le discipline – e della Nazionale di vela che gareggeranno rispettivamente su “Give me Five” e “Poison” con il messaggio della LILT “La prevenzione sulle ali del vento della solidarietà”. Le atlete si faranno promotrici della sensibilizzazione alla lotta contro il tumore al seno anche in tutte le gare alle quali parteciperanno in programma per il 2013-2014.

Negli ultimi giorni sento sempre più persone lamentarsi per colite, gastroenterite, gastrite,… del resto, siamo nel bel mezzo del cambio di stagione e, per molti, in un periodo di stress e stanchezza. Tra queste persone ci sono anch’io 🙂 Da due anni soffro di colite. Perché? Perché penso troppo, non riesco a lasciarmi le cose alle spalle, mi complico la vita e forse dovrei cambiare  lavoro 🙂

Detto questo, come curare la colite?

Ci sono medicine, ma anche tante soluzioni naturali a partire da una alimentazione sana ed equilibrata, ricca di liquidi, ma non di 🙁 almeno non tè nero… al massimo, è consentita solo una tazza di tè verde o tè bianco alla mattina. Via libera invece a camomilla (un rimedio antico, ma sempre valido) e a infusi rilassanti a base di rosmarino, menta o mirtillo.

Poi è importante una dieta ricca di fibre e ortaggi di stagione, possibilmente cotti. Niente cibi grassi (come fritti e formaggi, soprattutto se si ha una minima intolleranza al lattosio) o acidi, dolci, alcol e caffè.

E poi dobbiamo imparare a lavorare su noi stessi, cosa che dico da tempo, ma che non faccio… Gli infusi, l’alimentazione, possono aiutare a contrastare la colite, ad alleviare i dolori e le conseguenze negative, ma questa tornerà se non risolviamo il problema alla radice. Noi siamo i peggiori nemici di noi stessi…
Quindi troviamo valvole di sfogo: yoga, bicicletta, zuma, corsa,… qualsiasi cosa ci aiuti a scaricare la tensione e i pensieri negativi! Dai, da oggi inizio anch’io… finisco di bere la mia camomilla e mi preparo per una bella corsetta 🙂

Oppure…

colite cstress

Non solo il tè verde fa bene alla nostra salute, ma anche il tè nero. Secondo uno studio del Data Mining International, centro specializzato nelle analisi statistiche scientifiche, pubblicato sulla rivista di medicina generale BMJ Open e sagnalato da Huffingtonpost.com, il tè nero potrebbe limitare il rischio di diabete. I ricercatori del centro, con sede in Svizzera, hanno trovato che i tassi di diabete sono più bassi in Paesi con molti bevitori di tè nero. Tra questi, l’Irlanda (dove ogni persona consuma una media di 4,4 chili di tè ogni anno), Regno Unito e Turchia. I Paesi, invece, dove si beve meno tè nero (attenzione, non tè in generale) sono Messico, Marocco, Brasile, Cina e Corea del Sud.

Studi rivelano che il tè nero aiuta a contrastare il diabete

Lo studio ha utilizzato i dati relativi al consumo di tè nero e al tasso di malattie di 50 Paesi diversi presenti nel censimento mondiale della sanità nel 2009. I ricercatori hanno esaminato malattie come il diabete, malattie cardiache, cancro, malattie respiratorie e infettive, ma non hanno trovato un legame tra le altre malattie e il consumo di tè nero, solo con il diabete. Potrebbe essere ancora presto per dire che il tè nero previene effettivamente il diabete, ma “i risultati sono coerenti con studi precedenti che hanno anche suggerito un collegamento”, ha detto un ricercatore di medicina, Ariel Béresniak.

Voi quante tazze di bevete al giorno? 😉

Buona estate cari lettori! Quando si pensa a questo periodo di luce e di calore (anche troppo, forse) non si pensano a conseguenze sgradevoli come i cattivi odori ma purtroppo ci sono, soprattutto quando si devono prendere i mezzi pubblici… ed è proprio in metropolitana che il mio caro amico Angelo ha trovato questo articolo su come eliminare i cattivi odori con le foglie di .

Basta, una volta preparato il tè, picchiettare la bustina sotto l’ascelle per avere una sensazione rinfrescante. Il rallenta anche la formazione dei batteri che possono causare i cattivi odori. E’ il caso di dire, altolà sudore 😉 E poi, le bustine di tè possono essere un rimedio naturale e utile per chi trova i classici deodoranti troppo aggressivi.

Dalla natura ci viene anche un altro aiuto. Fate un bagno aromatizzato al prezzemolo: vi sentirete più freschi e profumati.

Le bustine di tè possono essere utili per tanti altri piccoli rimedi, soprattutto estivi. Per esempio, servono a lenire la pelle arrossata dal sole o a dare sollievo agli occhi stanchi e gonfi. Non solo… leggete qua come riciclare le bustine di tè 🙂 provare per credere!

Non dimenticatevi di bere con questo caldo!! Un bel tè freddo e via 🙂

Ieri sono stata con Smartbox al Moresko Hammam Cafè di Milano… ah ci voleva proprio dopo l’ennesima settimana infernale, con la rivista da chiudere in fretta e furia e tanti, troppi colleghi che se ne fregano altamente… ma questa è un’altra storia! Torniamo all’Hammam…
Arrivata, mi sono messa in costume e mi sono accomodata in una grande stanza (Sala del Diwan) con cuscini e tavolini bassi. Al centro c’era il buffet di benvenuto con, naturalmente, due teiere di bollente (anche con la bella stagione è sempre un piacere), succhi, dolcetti mediorientali, datteri (slurp!) e albicocche secche.

Dopo il mio tè, sono entrata nel tepidarium, uno spazio caldo (circa 37-39°C con umidità di 40-60%), in pietra, immersa nella penombra, con una grande vasca idromassaggio sulla sinistra… ah relax! Dopo essermi ambientata mi sono “tuffata” nel calidarium (circa 45° C con umidità 80-90%), spalmandomi di sapone nero (ha proprietà purificanti ed esfolianti che rendono la pelle morbidissima), e dopo due visite mi sono bevuta un’altro bel bicchiere di tè. Non so se siete mai stati in un posto simile… se sì avrete notato che infusi e tè non mancano mai… è infatti importante reintegrare i liquidi dopo essere stati in ambienti tanto caldi e umidi. Altra cosa fondamentale è bagnarsi subito con acqua fredda, se non tutto il corpo, almeno caviglie e polsi (una tortura ma serve per riequilibrare la temperatura corporea).

Che la nostra bevanda preferita sia un must in questi luoghi di relax lo dimostra il fatto che la famosa maison francese Palais des Thes ha chiamato un tè proprio The du Hammam, un tè verde cinese aromatizzato alle rose, frutti rossi e acqua di fiori d’arancio… sounds good 🙂

A questo punto, iniziavo già a sentirmi meglio ma ciò che ha dato a me e alla mia cervicale la botta finale sono stati l’idromassaggio e il massaggio sull’ottagono di pietra calda posto in mezzo al tiepidarium… fantastico!

Ultimo idromassaggio, doccia e poi un oriental happy hour, accompagnato da due bravissime danzatrici del ventre… un pomeriggio del genere ci vorrebbe una volta alla settimana 🙂

Per chi fosse interessato, gli Smartbox con il Moresko Hammam Cafè sono Milano amore mio e Benessere Privilege, una delle ultime trovate dell’azienda dei famosi cofanetti.
Per noi amanti del tè, ho scoperto che con il box Degustazioni c’è la possibilità di avere un assegno regalo (valido per due persone: degustazione “Dolce”, due tè a scelta dalla “Carta dei Tè”, biscotti di pasticceria e budino al tè verde matcha variegato al cioccolato oppure degustazione “Salata”, aperitivo a base di tè, bruschette con olive di Sicilia e pancarrè tostato con salmone affumicato e burro salato) al C’è di Milano (di cui vi parlerò presto…) oppure al Babington’s di Roma (valido per due persone: degustazione “Tea for two”, tè Babington’s Special Blend o cioccolata calda con panna, scones caldi con marmellata di fragole e panna montata).

Foto di Five O clock, Donata Zanotti e Moresko Hammam Cafè

Non so voi ma io sempre avuto problemi a dormire, anche da piccolissima, per la gioia dei miei genitori che facevo stare svegli tutta la notte 🙂
Crescendo le cose non sono cambiate anzi, in questo periodo intenso stanno peggiorando e non sono riuscita ancora a trovare nulla che mi possa aiutare… ho provato valeriana, melissa, melatonina, passiflora, camomilla,… niente! Forse però ho sbagliato qualcosa…

In un articolo che ho letto qualche giorno fa sul Daily Mail, infatti, si dice che la cosa migliore in questi casi, secondo le ultime ricerche della School of Life Sciences della Northumbria University, è il succo di ciliegia Montmorency, una varietà che cresce negli Stati Uniti, in Canada e in Francia e che è in grado di aumentare il livello di melatonina (l’ormone responsabile del sonno) nel nostro corpo. In questo studio è stato chiesto a un gruppo di volontari di bere 30 ml di succo due volte al giorno per una settimana. Le persone sono state monitorate mentre dormivano e si è visto che il loro sonno profondo, in questo modo, durava 25 minuti in più del solito oltre al fatto che la qualità del loro riposo è migliorata del 6%.

Il succo di ciliegia Montmorency inoltre aiuta recuperare le forze dopo uno sforzo sportivo intenso.

La camomilla è allora da chiudere e dimenticare in un cassetto? A me sinceramente piace comunque berla alla sera mentre, stesa sul divano, mi guardo un bel film e poi se ho mangiato troppo o sto poco bene di stomaco a me fa benissimo. E voi? Abbandonerete la camomilla?

Il Wall Street Journal ci dà le ultime novità sulla situazione delle piantagioni di tè in Giappone. Purtroppo le news non sono rassicuranti.

Secondo il giornale, sono state infatti rilevate quantità di materiale radioattivo nelle foglie delle piante di molto superiori alla norma nella prefettura di Kanagawa, a sud di Tokyo. Questo sarebbe il secondo caso di contaminazione nel settore agricolo al di fuori della zona attorno a Fukushima. Il primo, secondo quanto detto dal ministro della Salute è stato registrato il 12 aprile in una coltivazione di spinaci a Ibaraki, poco più di 200 km dalle centrali.

Le autorità di Kanagawa hanno spiegato che le foglie di sono state raccolte il 9 maggio a Minamiashigara, una città a ovest della Prefettura. I test sono stati ripetuti due volte e hanno dato un risultato inaccettabile in termini di radioattività. Per questo sono state sospese le spedizioni delle foglie da tutti i porti di Kanagawa. L’articolo dice che il raccolto era appena terminato e che la merce non era ancora partita comunque, secondo me, è meglio stare attenti, soprattutto se non si è sicuri della provenienza del tè.

Ieri sera sono stata a cena con alcuni blogger. C’era chi scriveva di viaggi, chi di cultura, chi di aziende, chi di risparmio,… eppure ognuno aveva qualcosa da dire sul tè. Interessante, vero? 😉

Parlando, mi hanno dato varie idee interessanti di cui vi racconterò man mano.

Oggi inizio con una cartolina che ha trovato Laura nel locale in cui ci trovavamo.

Si tratta di una iniziativa promossa dalla Lipton in collaborazione con Abni (Associazione Biologi Nutrizionisti Italiani). L’obiettivo è promuovere febbraio come Mese dell’idratazione. “Bere tè e infusi senza aggiunta di zucchero e latte, è il nuovo modo, piacevole e appagante, di contribuire all’idratazione quotidiana con gusto e senza calorie (100 ml di tè o infuso forniscono da 0 a 4 calorie” specifica il volantino.

Per altre informazioni collegatevi al sito tivogliotantobere.it

Io dire di accettare l’invito, mettere l’acqua nel bollitore o nel pentolino e assaporare la nostra bevanda preferita godendoci questo pomeriggio di sole 🙂

Cari lettori, come si dice dalle mie parti sono una patacca, un disastro. Perché? Perché sto di nuovo male 🙁 Non è bastato il virus intestinale neanche un mesetto fa, ora ho l’influenza… febbre, dolorini muscolari e raffreddore… più classica di così non poteva essere.

Oltre alle solite aspirine, cerco di combatterla naturalmente con tè e infusi e, soprattutto con la tisana alle erbe del raffreddato.

L’avevo comprata in Val di Fiemme l’inverno scorso e anche se forse non è il rimedio più veloce ed efficace, è sicuramente ottima di sapore. Contiene i fiori e le foglie della malva, la radice dell’altea, il finocchio, l’eucaliptus, papavero, la camomilla, la catalpa bignonia siliqu, i girasoli, il lichene islandico, la radice di liquirizia, la mente peperita, le gemme di pino e i fiori di verbasco, di calcatreppa e di farfara.

Sembra quasi una pozione magica ma capiamo meglio cos’è e che effetti ha:

Malva – indicata per alleviare i sintomi influenzali, soprattutto tosse e mal di gola;

Altea – pianta le cui radici contengono zuccheri mucillaginosi che agiscono sempre su tosse e mal di gola;

Finocchio – oltre che per la digestione, è ottimo per le infiammazioni dei bronchi;

Eucalipto – l’infuso di questa pianta è perfetto per le malattie delle vie respiratorie. Attenzione a non superare la dose consigliata perché può provocare, nausea, vomito e diarrea;

Papavero – serve sia per calmare la tosse che per alleviare il mal di testa;

Camomilla – http://justafiveoclocktea.wordpress.com/2010/02/11/alla-scoperta-della-camomilla/

Catalpa – è una pianta di origine americana che agisce sulle vie respiratorie e favorisce le difese immunitarie dell’organismo;

Girasole – l’infuso ottenuto con i semi di questo fiore è efficace sulle infezioni bronchiali, il catarro e i dolori muscolari;

Lichene islandico – è un antinfiammatorio della mucosa dell’apparato gastro-intestinale e aiuta a combattere la tosse;

Liquirizia – agisce nei casi di bronchite, tosse, faringite e raucedine;

Menta Peperita – grazie alle sue proprietà analgesiche riesce ad alleviare le cefalee e le emicranie;

Pino – è indicato proprio per il raffreddore e tutte le altre malattie dell’apparato respiratorio e può essere un aiuto per chi soffre d’asma;

Verbasco – si usa come antinfiammatorio per tosse, bronchiti, faringiti e tracheiti;

Calcatreppa – è un’erba poco conosciuta utile per combattere i batteri;

Farfara – viene usata sia in erboristeria che in farmacologia per tosse e asma grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, decongestionanti e antinevralgiche.

Direi un elisir per combattere raffreddore, influenze e simili 😉

Cari lettori, dedico il post di oggi a una causa importante e legata al mondo del tè che è un potente antiossidante come abbiamo più volte detto.

Oggi via parlo del Lilt, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori

Cos’è la LILT

La LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, è l’unico Ente Pubblico su base associativa esistente in Italia con la specifica finalità di vincere il cancro. La LILT è la più antica organizzazione nazionale del settore. Venne infatti fondata nel 1922 e già nel 1927 ottenne il riconoscimento giuridico e la qualifica di “Ente Morale” con decreto di Vittorio Emanuele III, re d’Italia.

Opera senza fini di lucro su tutto il territorio nazionale, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e la vigilanza del Ministero della Salute. Collabora con lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e gli altri enti ed organismi operanti in campo oncologico. È membro dell’European Cancer Leagues (ECL), dell’Unione Internazionale Contro il Cancro (UICC) e svolge un ruolo istituzionale nell’ambito della programmazione oncologica europea. Mantiene rapporti con l’European Cancer Society e con analoghe istituzioni in Cina, Albania e Kosovo. Nel 2003 è stata insignita dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, della Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica.
Nell’agosto 2009 la LILT ha aderito al network internazionale European Men’s Health Forum (EMHF).

La “mission”

L’obiettivo principale della LILT è sconfiggere i tumori attraverso la prevenzione primaria, secondaria e terziaria. La Prevenzione, infatti, è considerata da sempre il compito istituzionale prioritario della LILT – così come ben evidenziato dallo stesso pay-off “Prevenire è vivere” – e rappresenta ancora oggi l’arma più efficace nella lotta contro il cancro. Un dato confermato dalla ridotta mortalità e dall’allungamento e miglioramento della qualità della vita del malato oncologico.

La struttura organizzativa

Attraverso la Sede Centrale a Roma, le sue 106 Sezioni Provinciali, i Comitati Regionali, le 800 Delegazioni Comunali, gli oltre 390 Punti prevenzione (ambulatori) e i suoi 5 mila volontari permanenti – che diventano oltre 25 mila in occasione degli eventi nazionali – la LILT si contraddistingue per un forte radicamento sull’intero territorio nazionale e  garantisce  sempre una presenza fisica a fianco del cittadino, del malato e della sua famiglia, per offrire concretamente sostegno e aiuto. Per questo in quasi 90 anni di attività ha saputo meritare la stima, la fiducia e il riconoscimento di quanti hanno vissuto, direttamente o indirettamente, un’esperienza di malattia.

Le attività

La LILT è, da sempre, un punto di riferimento nel panorama della prevenzione oncologica, sia in Italia che all’estero, offrendo numerosi servizi e stimolando, attraverso convenzioni e protocolli d’intesa, uno scambio di informazioni ed esperienze al fine di stabilire e realizzare proficue sinergie. Indubbiamente la promozione e l’attuazione di una cultura della prevenzione (primaria, secondaria e terziaria) come metodo di vita rappresenta l’attività principale della LILT. Per questo è la più grande associazione dedicata alla lotta contro i tumori, intesa in tutti i suoi aspetti.

Prevenzione primaria: corretta alimentazione, attività fisica ed educazione alla salute attraverso la diffusione di materiale didattico-informativo (campagne di sensibilizzazione, incontri nelle scuole, ecc.), realizzazione di eventi a carattere provinciale e regionale; manifestazioni a carattere nazionale; lotta al tabagismo (percorsi per smettere di fumare, campagne informative, linea verde SOS LILT 800 998877).

Prevenzione secondaria: visite specialistiche ed esami per la diagnosi precoce, con l’obiettivo di identificare lesioni tumorali allo stadio iniziale, aumentando così notevolmente la possibilità di completa guarigione, ricorrendo a cure sempre meno aggressive.

Prevenzione terziaria: riabilitazione fisica, psichica, sociale e occupazionale del malato oncologico. E’ questo un prezioso compito che la LILT è in grado di offrire grazie all’attività delle Sezioni Provinciali, dei punti Prevenzione (ambulatori) e in collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale.

Assistenza domiciliare: preziosa integrazione alle cure ospedaliere, tramite le Sezioni Provinciali LILT, che garantiscono un’assistenza di tipo medico, psicologico, infermieristico e in molti casi anche psico-sociale ed economico. Particolare attenzione verso il malato oncologico, per costruire attorno a lui una rete di solidarietà, di condivisione, di sicurezza e di informazione, per offrirgli la certezza di non essere solo. A tal proposito, la LILT ha contribuito in maniera sostanziale alla redazione e promozione del Manifesto dei Diritti del Malato Oncologico, che tutela il malato e la sua famiglia sia in ambito lavorativo che sociale, prendendosi cura della sua esistenza.

COME SOSTENERE LA LILT

Con una donazione

• direttamente alla Sede Nazionale:

– con carta di credito collegandosi al sito www.lilt.it;

– con un versamento su cc/p 28220002 – Codice IBAN: IT73 H076 0103 2000 0002 8220 002;

– con un versamento su cc/b Monte dei Paschi di Siena, Filiale di Roma, Via del Corso 232 – Codice IBAN: IT40 A010 3003 2000 0000 9340 323;

• direttamente alla Sezione LILT della propria Provincia, consultando il sito www.lilt.it.

5 per mille per la LILT

È possibile aiutare la LILT devolvendo il 5 per Mille dell’Irpef. È sufficiente firmare nello spazio “Finanziamento della ricerca sanitaria” per la Sede Nazionale e nello spazio “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett. a) del D.Lgs. n. 460 del 1997” per sostenere la Sezione LILT della  propria Provincia.

Per dettagli e aggiornamenti sulle iniziative, visitate il sito www.legatumori.it

Per la campagna Nastro Rosa, www.nastrorosa.it

Ultima cosa,

AUGURI A TUTTI I NONNI!!!!!!!!!!