Lifestyle

Lifestyle è una categoria che va molto di moda e che riassume interessi, comportamenti, oggetti, tendenze. Con Five O clock scopriremo tutte le novità del mondo del tè. Vedremo come cambiano le abitudini e i riti. Andremo a esplorare le mode, i nuovi prodotti e gli accessori di design. Tutto ciò che riguarda il nostro rapporto tra stile di vita, lifestyle e tè, sarà presente con curiosità e post originali e suggestivi. Il tè, l'emblema di una vita slow e tranquilla, è in realtà molto dinamica che andremo a conoscere grazie al blog Five O clock.

I cocktail al tè e tisane sono sicuramente una delle ultime tendenze del settore, insieme al kombucha e al cheese tea. Lo conferma la terza edizione del concorso nazionale A.B.I Professional (Associazione Barmen Italiani) che quest’anno si è svolta a Courmayeur, in Val d’Aosta.

A vincere la sfida 2018 e a diventare il miglior barman d’Italia è stato infatti Erwan Garofano che ha usato tra gli ingredienti proprio una tisana. Si chiama “Notti in Tibet” e contiene karkadè, rosa canina, zucchero marrone, scorze d’arancio, mela, cubetti di papaya, aromi, sambuco, cannella, mandorle, bastoncini. A questo dolce e profumato infuso sono stati aggiunti sciroppo di zucchero, succo di lime e il gin alpino Vergin. Così è nato Sea in the Mountain, il cocktail che ha conquistato la giuria del concorso e ha permesso a Erwan di guadagnarsi il titolo superando gli altri 20 concorrenti.

Erwan Garofano è il miglior barman d'Italia

Al secondo posto si è classificato Giuseppe Rizzo di Taranto che con Gin Bombay Sapphire, Vermouth extra dry e Saint Germain ha creato il suo Miscere Dei.

Terzo gradino del podio invece per Valerio Vitiello che molti di voi già conoscono per aver vinto la Tea Masters Cup (TMC) Italia 2017 nella categoria Tea Mixology (secondo nella finale mondiale in Cina) e per aver partecipato all’ultima edizione di In•Tè Bologna Tè Festival, il festival del tè italiano. Alla TMC Valerio aveva usato Earl Grey e rooibos, a Bologna invece un tè oolong per un cocktail analcolico.
Al concorso A.B.I. il bartender, sardo di nascita e valdostano di adozione, ha proposto un originale kombucha con un tè verde all’osmanto, un fiore tipico del Sud della Cina dai sentori dolci e avvolgenti.

Scopriamo le ricette dei due cocktail a base di tè e tisane.

Cocktail e tisana: Sea in the Mountain

Ecco gli ingredienti della proposta del vincitore Erwan Garofano:

40 ml di Vergin
50 ml di infuso “Notti in Tibet”
20 ml di sciroppo di zucchero
20 ml di succo di lime

Decorazione: agrumi disidratati, cannella, corallo di zucchero

Erwan Garofano è un giovanissimo barman ligure. Lavora al Caravaggio Cafè di Rapallo (Ge). Ma perché questa scelta? Abbiamo fatto una brevissima intervista al miglior barman d’Italia…

Come è nato Sea in the Mountain?

La mia prerogativa e quella dello staff con cui lavoro – ci ha spiegato Erwan – è la continua ricerca di prodotti naturali e di alta qualità al servizio della clientela più esigente e con i miei titolari Paolo e Mario Gastoldi abbiamo pensato che l’utilizzo di un infuso al top di gamma rielaborato all’interno di un cocktail poteva essere una scelta vincente.

Ti capita spesso di creare cocktail con tè o infusi?

Mi capita spesso di creare nuovi cocktail. L’utilizzo di un ingrediente al posto di un altro è semplicemente una scelta di gusto e originalità, ma di sicuro i tè e gli infusi stanno prendendo sempre più piede nella cultura del bere miscelato.

Cocktail e tè: Kombucha

Vediamo ora gli ingredienti della proposta di Valerio Vitiello. Questa volta non si parla di una tisana ma di un tè verde.

Il cocktail di Valerio Vitiello kombucha a base di tè verde all'osmanto

15 ml gin puro
35 ml vodka alla vaniglia
15 ml alkermes
15 ml miele
15 ml succo di limone
tè verde all’osmanto

 

Avete mai bevuto un cocktail con tè o con una tisana? Raccontateci la vostra esperienza!

Tempo fa vi avevo parlato del cocktail al tè matcha di Izu Milano. Leggete l’articolo qui

Tra l’altro, proprio ieri la tea blogger Lu Ann Pannunzio ha pubblicato il post “Tea infused Wine“, un interessante mini guida per abbinare tè e vino.

 

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Tea: A User’s Guide è il libro scritto dal famoso tea blogger americano Tony Gebely, fondatore di World of Tea. Dopo anni di studio e un lungo periodo di lavorazione è uscito il 5 novembre 2016 ed è disponibile in inglese sia in versione cartacea che pdf o ebook. Da quando l’ho acquistato è diventato per me e per alcuni articoli di questo blog un punto di riferimento. Perché?

Perché è una guida semplice e chiara da consultare, con tante informazioni utili in uno stile leggero che rispecchia molto quello che da sempre ha caratterizzato Five o’ clock. La voce di Tony accompagna il lettore come se fosse un amico che ti racconta le ultime cose che ha visto o l’ultimo viaggio che ha fatto. Questo rende il testo (275 pagine) molto scorrevole e piacevole, facile da leggere anche per chi non è madrelingua inglese.

Tea: A User’s Guide: di che cosa parla?

Come ho accennato e come già dice il titolo, Tea: A User’s Guide di Tony Gebely è una guida, un manuale di base per iniziare a orientarsi in questo fantastico mondo. Si inizia a definire la materia: che cos’è il tè? Domanda per niente scontata se pensiamo alla confusione che da anni avvolge il rooibos

Si passa poi a parlare della coltivazione, dei tempi e delle tipologie di raccolto. Molto interessante la parte riservata alla composizione chimica delle foglie. Non si parla di salute e proprietà in questo libro (cosa che apprezzo) ma si spiega quali componenti chimici sono contenuti nelle foglie della pianta del tè e come si evolvono durante la lavorazione.

Il nostro manuale passa poi a raccontare che cosa succede alle foglie, come vengono lavorate dopo il raccolto e quali sono i tipi di tè. Questa sezione è illustrata con utili schemi sulle lavorazioni. A questo punto inizia un’altra sezione molto utile che è quella delle schede ovvero una breve descrizione di grandi protagonisti provenienti da diverse parti del mondo. Curiosa la scelta di partire dai tè verdi, suddivisi per Paese e per regione, dal Sencha giapponese al Meng Ding Gan Lu cinese (provincia del Sichuan). Si prosegue con i tè gialli, i tè bianchi (comprese alcune specialità come il Darjeeling Silver Tips o lo Sri Lanka Silver Tips) e gli oolong, con alcune informazioni specifiche sulle differenze tra Cina e Taiwan, senza dimenticare di citare la produzione thailandese. Il nostro viaggio con Tony Gebely prosegue con i tè neri di Cina, Taiwan, India, Kenya, Sri Lanka e Giappone, per finire con i tè fermentati. Anche in questo è interessante notare che non si parla solo dei ben noti puer, ma pure di qualche prezioso esempio giapponese, come il goishicha (di cui vi avevo parlato qui in occasione di Expo Milano 2015).

La carrellata di schede si conclude con la differenza tra tè aromatizzati e profumati (di cui vi avevo accennato descrivendo il tè al gelsomino) con esempi illustri come l’Earl Grey o il Genmaicha, per poi passare ai blend, al tè tostato, al tè invecchiato, al tè macinato (come il matcha) e infine deteinato.

L’ultima parte di Tea: A User’s Guide approfondisce il tema delle infusioni, dalla cinetica alla qualità dell’acqua, fino alle soluzioni per migliorare un tè troppo forte o troppo delicato. Mi piace molto il paragrafo dedicato a come sviluppare un proprio stile personale. È un tema su cui credo molto e come dico sempre: “Se uno vuole tenere un tè verde in infusione per 5 minuti perché preferisce quel tipo di sapore, chi sono io per dire di fare diversamente?”.

Tony Gebely conclude il suo racconto con consigli su come valutare e descrivere un tè con la vista, l’olfatto e il gusto e, infine, ci aiuta a capire come conservare i nostri piccoli e profumati tesori.

 

 

Foto: Five O clock
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Avete mai sentito parlare di Cheese Tea? Si tratta di un tè ricoperto di una crema al formaggio che per certi versi può ricordare il dolce americano cheesecake. Sembra che sia l’ultima tendenza in Asia per quanto riguarda il tè. Tutto è nato nel 2010 a Taiwan, patria, tra l’altro, del Bubble Tea (una bevanda a base di tè, succo di frutta e perle di tapioca di cui ho accennato qui). Da Taiwan, la pittoresca moda si è diffusa in Cina (in mandarino lo chiamano zhī shì chá), Singapore, Hong Kong, New York, Los Angeles, per poi arrivare in Europa.

Si può trovare anche in Italia?

Probabilmente questa domanda vi frulla in testa da quando avete letto il titolo dell’articolo… bene, preparatevi perché la risposta è sì. Grazie alla mia collega Chiara ho scoperto che nella zona di Chinatown a Milano il Cheese Tea c’è. Potevo non provarlo? Naturalmente no e così una mattina sono partita in esplorazione.

Ho trovato il Cheese Tea al caffè del Chateau Dufan di via Paolo Sarpi, angolo Piazzale Baiamonti. Costo: 4.50 euro. So che questo locale è famoso per il Bubble Tea ma, evidentemente, non solo… hanno due versioni di Cheese Tea, una con gli Oreo e una con i cookies. Ho scelto la seconda e, mentre me lo preparavano, ho chiesto qualche informazione per voi.

Come si prepara il Cheese Tea?

Al Chateau Dufan la base è sempre un Earl Grey, il classico tè al bergamotto che, tra l’altro, adoro. Il tè si può avere sia caldo che freddo. A questo viene aggiunto del latte liofilizzato. Il bicchiere viene riempito per 3/4 di tè e l’ultima parte è il cheese ovvero ricotta montata con la panna. Tocco finale: cookies sbriciolati per dare un po’ di croccantezza al tutto.

L’originale ricetta di Taiwan prevedeva formaggio in polvere ma sempre più spesso nel mondo ho letto che si punta a ricercare formaggi veri e propri, a volte legati a produzioni locali. Insomma, spazio alla fantasia! In Italia credo che la ricotta sia una scelta particolarmente azzeccata (anche se non è un formaggio come avevo spiegato tempo fa su Agrodolce.it). Pensate a quanti dolci a base di ricotta ci sono nella nostra tradizione…

Che sapore ha?

Qualsiasi formaggio venga usato, viene lavorato fino a renderlo schiumoso come se fosse panna montata quindi, alla fine, molti lo descrivono semplicemente come un frappè al tè, un tè freddo con panna montata o qualcosa di simile a un cheesecake.

Che cosa ne penso io? Bè, sono d’accordo con chi dice che la parte dedicata al formaggio ricorda tantissimo la panna montata. La scelta del bergamotto secondo me è ottima perché dà un po’ di freschezza e aromaticità al tutto. In più il tè in generale ha questa capacità straordinaria di pulire la bocca e quindi, tutto sommato, la ricotta con la panna va giù piacevolmente. L’unica cosa che non mi è davvero piaciuto è stato il fatto che il tè era già zuccherato e per i miei gusti era troppo troppo dolce. Panna (o qualcosa di simile sopra), super dolcezza sotto… ammetto di non essere arrivata alla fine del mio primo cheese tea.

Per il resto, un’esperienza da ripetere? Perché no. Sono sempre aperta alle novità e sarei curiosa di provare altre interpretazioni visto che ognuno nel mondo sembra che stia creando la propria ricetta di tè al formaggio. Certo una tazza di buon tè è tutto un altro film però è curioso vedere come questa bevanda millenaria venga interpretata in modo diverso in differenti momenti storici e in diversi paesi.

Foto: ©Five O' clock
Fonti: cntraveler.com; independent.co.uk; agrodolce.it; popsugar.com; marshable.com
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L’estate sta arrivando (anche se non sembra) e si inizia a parlare di tè freddo. La settimana scorsa sono stata al lancio in Italia di FUZETEA, il brand di tè ready-to-drink di Coca-Cola, distribuito da gennaio 2018 nei canali della grande distribuzione e della Ho.Re.Ca (Hotellerie-Restaurant-Café).

Tante volte mi sono sentita dire che il tè in Italia non può funzionare, che sarà sempre una nicchia. Visto il successo delle due edizioni del festival del tè In Tè Bologna Festival e dell’interesse crescente di tante persone che seguono questo blog mi sono chiesta: sarà vero? Se anche Coca-Cola ha deciso di portare il suo prodotto in Italia qualcosa sta cambiando. Vediamo allora qualche dato riferito al tè freddo…

Il mercato del tè freddo

Partiamo da una visione più generale… secondo i dati di Euromonitor International il mercato globale del tè ready-to-drink (RTD), venduto già pronto al consumo, è aumentato più del 40% in termini di dimensioni tra il 2011 e il 2016 e le previsioni indicano un’ulteriore crescita.

Dove si consuma più tè freddo? Al primo posto c’è la Cina con oltre 15mila milioni di litri all’anno (2016). Certo, stiamo parlando di un Paese molto popolato… vediamo allora chi c’è al secondo posto: il Giappone. Ve lo sareste mai aspettato? Questa situazione mi è stata confermata dall’esperto di tè giapponese Oskar Brekell e da Mr. Suzuki della prefettura di Shizuoka durante l’ultimo festival del tè. Entrambi sottolineavano che in Giappone questo tipo di prodotti stanno migliorando in termini di qualità e che ci sono bevande interessanti oggi in commercio.

Perché tanto successo? Sicuramente c’è sempre una maggiore offerta a livello internazionale: diversi gusti, diverse gradazioni di zucchero, diversi formati. È una soluzione pratica e in più questo trend positivo di inserirebbe in una più generale tendenza dei consumatori a cercare prodotti naturali, magari biologici, attenti alla salute. Per questo la scelta allora cade sempre più spesso sul tè verde a discapito del tè nero.

A questo proposito è interessante una ricerca pubblicata a gennaio 2018 da YouGov BrandIndex e riportata da World Tea News: negli Stati Uniti i millennials (adulti tra i 18 e i 34 anni) sono alla ricerca di brand di tè freddo con un minor quantitativo di zucchero, di coloranti e di aromi artificiali.

E l’Italia? Il nostro Paese è al 10 posto della classifica dei principali consumatori di tè freddo al mondo con 453 milioni di litri all’anno (2016). In Europa, sono la Germania ne consumerebbe di più. Nel canale di vendita al dettaglio, è previsto un tasso di crescita annuo di volume e valore del 3% per questi tè ready-to-drink. Si prevede che il mercato a valore raggiungerà i 449 milioni di euro nel 2021. Un articolo de Ilsole24ore, citando Euromonitor, sottolinea che il mercato del tè in Italia (non solo del tè freddo) dovrebbe avere una crescita del 14% nei prossimi tre anni.

Se volete conoscere qualcosa sui trend del tè in Italia e nel mondo vi consiglio questi articoli:

Se invece volete provare a preparare il tè freddo in casa in modo semplice e naturale cliccate qui

 

Fonti: si ringrazia l’ufficio stampa di Fuzetea per aver condiviso alcuni dati di Zenith Global “Ready-to-drink Tea Innovation Report 2017″ e di Euromonitor International – “Tea RTD 2017”; Worldteanews.com; Ilsole24ore.com
Foto: ©Nathan Dumlao
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Come posso portare il tè in ufficio? Che cosa serve? C’è qualche trucco per rendere tutto più piacevole? Ma, soprattutto, ha senso? A queste domande ho cercato di rispondere durante uno dei miei workshop (l’altro era sul matrimonio) alla seconda edizione di In Tè Bologna Tè Festival. Visto che in tantissimi hanno seguito l’incontro sia a Bologna che live su Facebook e visto che proprio questa mattina mio marito si è portato al lavoro tutto il necessario, ho pensato di riassumere i miei consigli anche qui sul blog… è un argomento interessante visto che passiamo in ufficio o comunque al lavoro gran parte della nostra settimana.

Una tazza di tè è un buon modo per rendere la giornata più piacevole, anche e soprattutto quando le cose non sembrano andare per il verso giusto, ci sentiamo stanchi e preoccupati per le troppe cose da fare. Provate: fermatevi 5 minuti. Accendete il bollitore, prendete la tazza e il vostro tè preferito. Mettetelo in infusione, filtrate e bevete un primo sorso di quello che alcuni chiamano “saggezza liquida”. Come dice Lu Ann Pannunzio nel suo libro (la recensione è qui), fate tutto questo concentrandovi solo sui vostri movimenti. Non pensate a nient’altro se non a preparare il tè, qui e ora. Riuscirete a vedere tutto quanto da una prospettiva diversa e ad arrivare a fine giornata sarà meno pesante.

Il tè rende lucidi senza agitare. In più, da un recente studio della scuola di psicologia e scienze cognitive dell’università di Pechino, riportato da The Telegraph e da The Guardian, questa bevanda aumenta la creatività, l’attenzione e il buon umore.

Vediamo ora come rendere il tutto più pratico e piacevole possibile.

Tazza – thermos

Senza tazza non si può fare un tè. C’è chi la preferisce con il bordo sottile e chi con il bordo spesso, chi alta e chi bassa,… ognuno ha le sue abitudini quindi consiglio da portare da casa una delle vostre preferite. Magari un regalo di una persona cara o il ricordo di un viaggio… tutti elementi utili per rendere questo momento più piacevole e rilassante.

L'angolo del tè su Instagram

Si può portare il thermos o la travel mug? Certo che sì se vi trovate bene. Per me questa soluzione ha solo due difetti (ma è una considerazione personale): 1) non sempre alla mattina ho tempo di preparare tutto e rischio, nella fretta, di dimenticarmi 2) e se poi finisce la mia scorta e ho comunque voglia di qualcosa di caldo? A me piace avere la possibilità di prepararmi qualcosa anche sul momento. Thermos e travel mug li uso spesso in viaggio. Ps. Se conoscete un buon thermos che mantenga a lungo la temperatura avvisatemi!

Quale tè scegliere?

A questa domanda rispondo sempre: quello che vi piace. La pausa tè deve essere un momento quotidiano di benessere quindi dovete accompagnarlo con i vostri profumi e sapori preferiti. Quando lavoravo nelle redazioni mi tenevo sempre diverse proposte: un verde, un nero (di solito aromatizzato) e una tisana. In base all’umore e al tempo atmosferico sceglievo di volta in volta che cosa preparare.

Il matcha sicuramente è un tè interessante al lavoro perché ricco di teina e il suo rilascio è più lento e prolungato di quello del caffè.

E ora la domanda fatidica: tè in foglie o no? Bisogna ammettere che le bustine sono pratiche (pure in vacanza) e iniziano a girare prodotti di media qualità. Altrimenti potrete creare la vostra bustina con i filtri monodose e il vostro tè preferito. I sacchettini che sto usando ora li trovate qui altrimenti sono famosi e diffusi nei negozi specializzati e nelle erboristerie quelli della Finum. Ci sono poi gli infusori, le teiere con il filtro incorporato, le tisaniere… le possibilità sono tante. Provate per capire quale situazione è più adatta a voi e al vostro ufficio.

Bollitore

Per preparare una tazza di tè ci vuole un bollitore. “Non posso scaldare l’acqua nel microonde?” qualcuno si starà chiedendo. Certo, può sembrare una soluzione più semplice… alcuni uffici in Italia sono già dotati di questo strumento mentre il bollitore è una cosa strana ma ora vi spiego perché cambiare abitudine. Per prima cosa: vi è mai successo di mettere una tazza nel forno microonde e dopo solo un minuto l’esterno era ustionante e il liquido all’interno solo tiepido? In più non avete il controllo delle temperature. Avete poi notato che l’infusione è più difficile se mettete prima l’acqua e poi il tè, sia in foglia che in bustina? Per colorare il vostro liquido dovete poi strapazzare il filtro nella tazza un bel po’.

Alcune siti internet tempo fa riportavano una ricerca secondo cui il tè preparato al microonde era migliore. Bene, per chi è interessato all’argomento e vuole sapere che cosa esattamente diceva lo studio (sì, anche i giornalisti sbagliano e lo dico da giornalista) vi rimando all’articolo del blog World of Tea.

Il bollitore è quindi uno strumento necessario. Potete acquistarlo in negozi di casalinghi o specializzati in tè oppure su Amazon. Li trovate in plastica, in vetro, in acciaio inox… più o meno grandi. I prezzi partono da 9,90 euro. Per sapere quali sono i consigliati dai lettori di Five o’ clock leggete qui.

Il “kit di sopravvivenza” che ho dato a mio marito:

Che cosa serve per preparare il tè in ufficio

Non ho mai sentito che in un ufficio vietassero l’uso del bollitore per motivi di sicurezza. Se avete dei dubbi, chiedete prima consiglio al vostro referente.

In riunione

E se persino durante le riunioni si potesse bere una tazza di tè? Dura di più di un caffè, è un piacere che si gusta pian piano, man mano che vanno avanti le discussioni. Abbiamo detto prima che dona lucidità e una maggiore creatività quindi il tè potrebbe essere un ottimo alleato in queste situazioni.

Stessa cosa duranti i pranzi aziendali. Spesso l’alcol è vietato e quindi possiamo accompagnare il nostro piatto di pasta o il nostro arrosto con l’acqua o… succhi di frutta. Non ridete, succede! Nella vecchia azienda di mio marito era il menu delle bevande dei pranzi aziendali di Natale: acqua e succhi di frutta. Pensate che io li ho eliminati persino dal cocktail di benvenuto del mio matrimonio, sostituendoli con dei tè freddi (preparati con l’infusione a freddo), figuriamoci in occasioni del genere… catering in ascolto, pensateci e, in caso, scrivetemi!

Condivisione

È sicuramente uno degli elementi più importanti per portare un buon tè in ufficio! È bello preparare e sorseggiare la propria tazza da soli (a volte persino utile e necessario), ma è ancora più bello poter condividere questo momento con gli altri. Ho notato che si crea un clima più affiatato e collaborativo. Quindi ben venga il tè durante le riunioni, in una pausa tra colleghi o dopo pranzo, prima di ricominciare a lavorare.

Mentre scrivevo questo articolo mi ha chiamato mio marito. Non voleva sapere che cosa avevo preparato per cena (un classico!) ma voleva raccontarmi, tutto entusiasta, del suo primo tè con i colleghi. Aveva preparato per tutti un Sencha. Hanno commentato insieme il profumo e il sapore del liquore ed era tutto contento di come era venuto il tè (“siccome l’acqua mi sembrava troppo calda l’ho tenuto in infusione 2 minuti e mezzo ed era buono, è piaciuto!”).

Ha già promesso che la prossima volta porterà il Darjeeling, il suo tè preferito… ha iniziato a lavorare in questa azienda da poco più di un mese e una tazza di tè sta diventando la scusa ideale per conoscere chi lavora con lui

Vi ho convinto che portare il tè in ufficio è un’ottima idea? 😉

Condividete le vostro foto del tè al lavoro con l’hashtag #nonlavorosenzatè e teniamoci compagnia virtualmente in ogni momento della giornata!

 

Foto di copertina: rawpixel.com - Foto da Instagram: @langolodelte
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Non mi sono stati offerti oggetti o compensi per citare i prodotti presenti
Fonti: The Telegraph; The Guardian; Tea for me please; World of Tea

E anche la seconda edizione del festival del tè, In Tè Bologna Tè Festival, è finita. È stato bellissimo incontrare molti di voi e conoscere nuove persone… forse è la parte che mi è piaciuta di più… tea friends are the best!

Per sapere cosa è successo vi rimando al racconto di Francesca qui

Ora invece vi lascio il racconto per immagini di mio marito, alla sua prima volta al festival. Non ama scrivere ma è appassionato di fotografia e ha voluto raccontare quest’esperienza in 24 fotografie:

Quali sono stati i suoi tè preferiti? L’oolong He Haung Qilai e il matcha.

 

Foto: Andrea Montebelli per Five o' clock

Si è appena conclusa la seconda edizione di In Tè Bologna Tè Festival, il festival italiano del tè. Come è stato? Che cosa è piaciuto di più?

Visto che sono troppo legata all’organizzazione dell’evento ho pensato fosse meglio lasciare la parola a una persona che si sta avvicinando da poco al mondo del tè e che vedeva per la prima volta qualcosa del genere, Francesca. Ecco come ha vissuto quest’esperienza…

Quello che è avvenuto lo scorso sabato 10 febbraio, nella singolare cornice di Palazzo Pallavicini a Bologna, potrebbe senza dubbio definirsi il mio “battesimo del tè”.
Partita all’alba da una Milano uggiosa, al mio arrivo in stazione mi accoglie una Bologna alquanto fredda e l’idea di dovermi recare a un festival del tè iniziava a convincermi sempre più. Certo, perché io e il tè non siamo andati molto d’accordo in passato, se non per ragioni di “influenze”! E anche perché – e qui parte il mea culpa – ho sempre associato il tè ad una bevanda annacquata (perdonatemi!), non corposa, non decisa nel gusto, resa piacevole solo dagli aromi o da un cucchiaino di zucchero. Fino a poco tempo fa, infatti, la mia conoscenza in materia di tè era così vasta da limitarsi entro qualche decina di centimetri degli scaffali di un supermercato di provincia: non conoscevo altro tè all’infuori di quello commerciale in bustina.
Si può ben immaginare con quanta imperizia e con quale ignoranza in materia io mi sia recata al festival “In tè” di Bologna. Ma è proprio quando sai di non sapere che scatta la viva curiosità di conoscere. E così è avvenuto durante la breve esperienza bolognese.

Non posso parlare di amore a prima vista o colpo di fulmine: il mio approccio al tè ed al suo mondo è stato graduale ma intenso allo stesso tempo. Arrivata in via san Felice, mi immetto in uno dei classici portici bolognesi. Dopo pochi passi, raggiungo presto Palazzo Pallavicini, un’elegante quinta, scelta per accogliere la kermesse del tè. Una maestosa scalinata, adornata da stucchi e statue di personaggi della mitologia greco-romana, mi introduce nel piano nobile, set del festival. Varcando la porta, sono letteralmente investita da un intenso profumo di essenze floreali, speziate, note di frutta: una combinazione feconda per le mie papille olfattive, in un primo momento, e gustative, poco dopo. E poiché anche l’occhio vuole la sua parte, facendo un rapido giro delle ampie sale espositive, vengo presto rapita dagli affreschi che le decorano e dalle loro didascalie: motti o brevi citazioni dal greco e dal latino illustrano scene di mitologia antica, nel pieno gusto neoclassico settecentesco. Deformazioni professionali e amore per l’arte neoclassica hanno giocato il loro ruolo…

 

Con l’entusiasmo di un bambino, ora che la location e i profumi avevano sedotto la vista e l’olfatto, ripercorro con calma ogni sala: adesso tocca al gusto!
Il mio tour inizia in modo soft con un caldo infuso alla rosa canina, ben presto seguito da una miscela di tè nero e tè verde con gelsomino, girasole e graviola. Della seconda, ho assaggiato sia la versione in tisana sia in liquore. I profumi che esalavano dalle ciotoline dove venivano esposti gli infusi si ritrovavano in bocca, identici, tanto intensi che anche l’aggiunta dell’alcol non ne aveva modificato le note piacevolmente dolci.

Entro, quindi, nel primo dei grandi saloni: un alto soffitto, ornato da un tripudio di muse, divinità e motti della filosofia antica, e pareti affrescate con i monumenti più rappresentativi di Bologna fanno da contorno alla mia successiva tappa di assaggi. Mi viene presto offerta una miscela avvolgente dal sapore molto speziato, accompagnato dalle note amare del caffè e del cioccolato: cosa accompagnare un gusto così deciso? Una deliziosa pasticceria mignon!

Da questo momento in poi, il mio percorso diventa veramente inesplorato. Sì, perché dopo queste prime degustazioni, arriva veramente l’ora del tè, o meglio del tè del paese ospite: il Giappone.
Dopo aver scambiato qualche parola con l’esperto giapponese allo stand e aver appreso i particolari tempi e modi di coltivazione del loro tè, decido di assaggiarne uno, fidandomi del suo consiglio, il gyokuro: nuovo colore, nuova temperatura, nuovo metodo di infusione, ma soprattutto nuovo sapore. Sì, per la prima volta assaggio un tè “salato” o, comunque, dal sapore quasi salmastro (non me ne vogliano i cultori esperti, è solo la mia sensazione). Con grande stupore da parte mia e del signore giapponese, il gyokuro mi è piaciuto e molto! Il mio battesimo del tè era appena avvenuto.

Proseguo il mio giro e mi soffermo nel bookshop, la cui posizione a circa metà del tour sembrava essere funzionale alla pausa che ci si concede bevendo un tè. La sala dedicata ai libri accoglieva, infatti, sia la grande letteratura che i brevi racconti da leggere nel tempo di un’infusione! Questo perché un tè, al pari di un libro o insieme ad esso, dà ristoro anche allo spirito.
E se non si ha così tanto tempo a disposizione da starsene seduti comodamente sul divano a leggere un libro, e magari ci si trova dietro una scrivania in ufficio, è sempre possibile sorseggiare un tè? Sì e Carlotta Mariani ce lo ha spiegato nel suo workshop “No tea, no work” e sperimentato in diretta Facebook! A dire il vero, nel rispetto delle tradizioni orientali, come molti di voi sapranno, ci sarebbe tutto un rituale da seguire, cioè una vera e propria cerimonia del tè, così come alcune giapponesi, in abiti tradizionali, hanno più volte dimostrato nel corso del festival.

La curiosità per il tè, nel frattempo, andava aumentando. Ho cambiato sala e mi sono diretta verso altri espositori: è la volta dei tè africani del Malawi. Tè bianco, tè nero, tè verde…l’espositore mi invita ad assaggiarli tutti e a sentirne anche le fragranze, cercando possibilmente di coglierne le differenze. Nonostante avessi spiegato di essere nuova del settore, mi viene lanciata comunque la sfida…e non mi sono fatta pregare due volte!

Proseguendo tra le sale, mi imbatto in un piccolo banco espositivo, sul quale trovo assaggi di biscotti e di pan focaccia. Curiosa, chiedo informazioni: uno squisito mix tra sale celtico e tè rendeva eccezionali due prodotti da forno così semplici. E poi, spostandomi di poco, assaggio miele e tisane di ogni sorta. Il mio giro sta per concludersi, a malincuore, ma non prima di aver assaggiato altri due tè: il sencha e il matcha.

Vari tipi di tè giapponese al festival del tè a Bologna

Rimango stupita dalla preparazione del primo. In genere, ci si serve di un termometro per alimenti al fine di raggiungere una temperatura dell’acqua che mantenga intatte le caratteristiche organolettiche delle foglie in infusione. L’esperto giapponese che mi invita ad assaggiare il sencha riesce a sorprendere tutti perché, tramite un sistema di raffreddamento per travaso, era capace di tastare la temperatura ottimale direttamente dalle ciotole in cui versava l’acqua calda: un tatto infallibile! E non era da meno la sua perizia nel filtrare il tè… lo versava letteralmente fino all’ultima goccia, la più importante, quella intrisa di essenze.

Da ultimo, il mio incontro con il matcha. A differenza di molti altri tè, di questo avevo già sentito parlare, ma non lo avevo mai provato in prima persona. Ne osservo le fasi della preparazione e ascolto attentamente la spiegazione: resto affascinata anche in questo caso dalla “sacralità” dei gesti.

A Luciano De Crescenzo si attribuisce un aforisma, secondo il quale il caffè sia solo una scusa per dire a un amico che gli vuoi bene. Avendo visto i tempi e i modi di preparazione, l’attenzione alle giuste temperature, la cura nella scelta delle tipologie e la precisione (si parla di pochi grammi) con cui prepararne una buona tazza, penso che si possa dire lo stesso, e forse anche di più, per il tè. Dite a voi stessi di volervi bene e poi ditelo anche agli altri.

Lasciatevi coccolare da una tazza di tè: io l’ho appena fatto!

TOP 3 DI FRANCESCA:

  1. Tè bianco del Malawi
  2. Matcha (da neofita lo sposerei con il pesce azzurro arrosto)
  3. Genmaicha, il tè pop corn (per saperne di più cliccate qui)

 

E ora aspettiamo la vostra top 3 😉

 

Foto: ©Francesca Lorefice

Siete pronti per la seconda edizione del festival del tè in Italia, In Tè Bologna Tè Festival dal 9 all’11 febbraio 2018 a Palazzo Pallavicini, Bologna? Vi ho parlato del programma, dell’ingresso gratuito, degli espositori, degli miei incontri sul tè in ufficio e nei matrimoni. Oggi voglio parlarvi delle novità di questa edizione che si preannuncia davvero ricca e interessante.

Novità tra tè e tisane

Iniziamo dall’argomento forse più curioso per chi segue questo blog. Per prima cosa, novità di quest’anno è la presenza di tre produttori, due giapponesi (Marumatsu e Maruyama) e uno dal Malawi, Africa (Satemwa Tea Estate). Potrete trovare tè neri e oolong giapponesi e il tencha samidori, tè che ha vinto diversi concorsi per matcha da cerimonia (Uji matcha). Tra le specialità, non perdetevi il tè bianco dello Sri Lanka e del Malawi e un profumato tè nero nepalese.

Non solo. Quest’anno ci saranno più proposte di tisane rispetto all’anno scorso, un caldo piacere da sorseggiare anche prima di andare a dormire.

Altra novità interessante è la linea di sali aromatizzati al tè per cucinare in modo semplice e veloce tanti piatti originali. Ho provato in anteprima il sale al Lapsang Souchong ed è stato una piacevole scoperta. Lo ho aggiunto a una vellutata di zucca all’ultimo momento, insieme a filo d’olio extravergine.

Testimonial del festival del tè: Roberta Capua

Sapete che Roberta Capua, conduttrice e vincitrice della prima edizione di Celebrity MasterChef Italia, è una super appassionata di tè? L’anno scorso è venuta al festival come visitatrice, per questa edizione di In Tè Bologna Tè Festival sarà presente come testimonial dell’evento. Se volete incontrarla e conoscere il suo rapporto con il tè non perdetevi la tavola rotonda di domenica 11 febbraio alle 10.30 in sala workshop dal titolo “Quando il tè incontra lo stile italiano”. L’ingresso è libero e gratuito. Durante questo appuntamento diversi professionisti si confronteranno sui modi che possono avvicinare questa bevanda orientale allo stile, all’estetica e al gusto italiano.

Roberta Capua testimonial del festival del tè 2018

Foto: Gianni Cristicchi

#TOBECONNECTÈD

Volete vivere il tè attraverso un’esperienza nuova? Volete entrare nel linguaggio di questa bevanda? Volete capire perché ci sono persone che non riescono più a rinunciare a una buona tazza di tè? Provate allora una delle novità dell’edizione 2018 del festival del tè: #TOBECONNECTÈD. Difficile da spiegare, è un’esperienza da vivere.

Posso dirvi che è un’idea dell’ideatrice del festival, Liana Bertolazzi, presidente dell’associazione In Tè, ispirata alla perfomance di Marina Abramović al MoMA di New York The Artist is Present. L’incontro sarà in sala Mozart sabato 10 febbraio dalle 16.30 alle 18.30. L’appuntamento è gratuito ma è necessario registrarsi scaricando il modulo qui e inviandolo compilato a info@in-te.it. Questo perché dell’esperienza verrà realizzato un video ed è necessario firmare la liberatoria.

I mieli del festival del tè

In tanti amano abbinare il tè al miele. Se anche voi siete tra questi a In Tè Bologna Tè Festival 2018 troverete una linea di mieli biologici provenienti dalle colline bolognesi. Non solo i classici acacia e millefiori, ma anche prodotti particolari come castagno, tiglio, girasole, amorpha fruticosa, coriandolo e melata di bosco.

Altra novità che vi segnalo è che domenica 11 febbraio alle 17.30 in sala workshop vi proporremo alcune idee per abbinare miele-tè per una merenda un po’ speciale.

Cultura giapponese

Come vi avevo preannunciato, il paese ospite dell’edizione 2018 del festival del tè è il Giappone. Per questo motivo tanti saranno le specialità giapponesi in sala come abbiamo visto. Ma anche nel programma di eventi si parla tanto di Giappone. Valentina Mecchia venerdì 9 febbraio alle 18.15 vi farà entrare nel mondo dell’estetica giapponese. Sabato 10 febbraio alle 13.30 Anna Poian vi spiegherà tutto quello che c’è da sapere sul matcha.

In sala Mozart si susseguiranno diversi appuntamenti con vari aspetti della cultura giapponese: il furoshiki (l’arte di impacchettare gli oggetti: 09/02 ore 15), il kintsugi (la tecnica di riparare la ceramica con l’oro: 09/02 ore 17.30; 11/02 ore 16.30 e 17.45) e la vestizione del kimono (10/02 ore 15 e 11/02 ore 15).

Se siete interessati al tè in Giappone non perdetevi le cerimonie del tè (attenzione: sono disponibili pochi posti ormai) e i corsi in sala Protea con Oscar Brekell, giovane esperto di tè giapponese, primo svedese diplomato come istruttore di tè giapponese (Nihon-Cha) in Giappone. Gli incontri sono in inglese ma Oscar sarà affiancato da Gabriella Lombardi, presidente dell’associazione di formazione Protea, per la traduzione. Per prenotare tutti gli incontri in programma cliccate qui

Foto di copertina: ©Five o’ clock

Caro Babbo Natale, amo il e quest’anno vorrei… non sapete come andare avanti? Troppo indecisi sulla lista lunghissima di tè, tazze, teiere che vorreste portarvi a casa? Non vi preoccupate, succede anche a me ogni anno 😉

C’è poi il rovescio della medaglia: vostra sorella/fratello, amico/amica, mamma/nonna, fidanzato/fidanzata… è appassionata di tè, vorreste fare un regalo di Natale a tema ma non sapete che cosa scegliere?

Per tutti quanti ho selezionato, le idee regalo del Natale 2017 per gli amanti del tè. Come li ho scelti? In alcuni casi sono cose che vorrei (non si mai, magari Babbo Natale legge questo blog…), in altri casi sono proposte che ho visto girare in rete e ho pensato potessero piacervi o ancora derivano da segnalazioni di uffici stampa e aziende. In tutte e tre le situazioni sono cose che mi piacciono e che mi fa piacere riproporvi.

Libri sul tè

Adoro chiedere in regalo un nuovo libro per Natale! Se poi siete appassionati di tè, perché non approfittare per mettere insieme queste due bellissime passioni?

Poco tempo fa ho scritto la recensione di Tea-Spiration di Lu Ann Pannuzio. In più ecco qualche altro consiglio tra le novità del settore.

Foto 1: libro da colorare ispirato a Il libro del tè di Okakura Kakuzo. Ottimo sistema per rilassarsi http://amzn.to/2BbrjC6
Foto 2: L’arte del tè di Joseph Wesley Uhl, una guida per conoscere la storia del tè, le lavorazioni, le cultivar, i metodi di preparazione, le tradizioni e alcune ricette di cocktail al tè
Foto 3: Tea-Spiration di Lu Ann Pannuzio

Tè e tisane di Natale

Un grande classico ma fa sempre piacere ricevere una miscela che riprenda i profumi e i sapori del periodo. La storia del tè di Natale inizia tanto tempo… si tratta di solito di blend speziati e dolci, come tante ricette della tradizione delle feste. Ogni anno però vengono create e proposte miscele nuove tutte da scoprire. Spesso sono poi collegate a confezioni bellissime, da collezione.

Ecco alcune idee regalo per il Natale 2017. Ne troverete tantissime altre nei negozi specializzati, ne sono certa.

Foto 1: Christmas Black Tea, una delle proposte natalizie di Babingtons con cannella, chiodi di garofano, scorza d’arancia, zenzero, calendula, mela e vaniglia
Foto 2: una delle eleganti confezioni natalizie di Dammann Fréres
Foto 3: Christmas Punch di Peter’s TeaHouse in edizione limitata, un infuso natalizio con  con uvetta e bacche di sambuco
Foto 4: le proposte di Natale de La Via del Tè a base di tè nero, tè verde e rooibos
Foto 5: Christmas Chai di Whittard in edizione limitata
Foto 6: Mariage Fréres – NOËL HAUTE COUTURE® in edizione limitata con proposte a base di tè nero, verde, bianco e oolong
Foto 7: confezione natalizia di Twinings curata graficamente dall’illustratrice Claudia Bordin e ispirata ad Alice nel paese delle meraviglie
Foto 8: uno dei nuovi titoli di Narratè dedicati ai bambini

Tazze e accessori per il tè

Chi ama il tè ha sempre una mania: collezionare tazze, teiere e qualsiasi tipo di accessorio. Capita anche a voi? Scommetto di sì! Allora il Natale può essere una buona occasione per richiedere un pezzo da aggiungere alla vostra collezione o per regalare qualcosa di utile e delizioso a chi volete bene.

Iniziamo a parlare di accessori pratici, strumenti che possono semplificare la vita di chi prepara il tè oppure renderla più divertente o più elegante a seconda delle occasioni. Tra questi vi segnalo il termometro per il tè (vi ricordate che ogni famiglia ha la sua temperatura di infusione? Se la risposta è no leggete qui), un bollitore più professionale, travel mug, ma anche simpatici filtri per non intasare le teiere.

Foto 1:  Klarstein Ostfriese bollitore elettrico • 2-in-1 • Teiera con temperatura regolabile http://amzn.to/2hKCw4R
Foto 2: infusore in silicone a forma di renna http://amzn.to/2jRHQkS
Foto 3: travel mug isotermica di Dammann Fréres
Foto 4: LibreTea travel tea mug infuser  http://amzn.to/2hG7Y4v
Foto 5:  travel mug Cambridge in fibra di bambù http://amzn.to/2jAukVh
Foto 6: contenitori per le foglie di tè ispirati allo stile della scuola rinpa del XVII secolo firmati da Sazen tea
Foto 7: teiere di realizzazione giapponese creata per Mariage Fréres
Foto 8: teiera in porcellana Viva Scandinavia http://amzn.to/2ism6ev

Per non parlare delle tazze, dalle classiche alle moderne, da quelle spiritose a quelle per intenditore (per esempio una gaiwan).

Foto 1:  Gaiwan in porcellana bianco e blu 160 ml di TeaSoul. Lo trovate qui http://amzn.to/2ANetX2
Foto 2: mug con coperchio firmata da Richard Ginori
Foto 3: tazza di gatto Moonpop con cucchiaino
Foto 4: Piao – teiera in vetro con infusore di RayPard http://amzn.to/2jBfeis

Io poi devo confessarvi una cosa: adoro i bollitori da mettere sulla fiamma. Lo so, è impossibile controllare la temperatura ma sono così belli e secondo me arredano perfettamente la casa. Al massimo si possono usare come vaso per i nostri fiori più cari 😉

Foto 1: bollitore in acciaio inox http://amzn.to/2hEqfio
Foto 2: bollitore Petite Fleur Kitchen di Villeroy & Boch http://amzn.to/2hIBIgS
Foto 3: bollitore Kitchen Craft Le’Xpress http://amzn.to/2j1ShRw

Calendario dell’avvento a tema tè

Inizio il mio elenco di idee regalo di Natale con una tendenza 2017: il calendario dell’avvento a tema tè. Sinceramente non l’avevo mai visto, ma negli ultimi mesi ho notato diverse proposte di questo tipo. Quando ero piccola i miei nonni materni mi regalavano il calendario dell’avvento ogni anno. Si apriva la casellina del giorno e si mangiava il cioccolatino al suo interno.

È uno dei ricordi legati al periodo natalizio più belli della mia infanzia e avere una versione a tema tè trovo sia un’idea stupenda!

Dove potete trovarlo? Sicuramente da Peter’s TeaHouse, Dammann Fréres, Fortnum & Mason e Tekoe.

Foto 1: calendario dell’avvento di Peter’s TeaHouse
Foto 2: calendario dell’avvento di Dammann Fréres
Foto 3: calendario dell’avvento di Fortnum and Mason
Foto 4: calendario dell’avvento di Tekoe

Per le idee regalo di Natale 2016 cliccate qui

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Host Milano è la fiera biennale dedicata all’ospitalità. Che cosa significa? Che all’interno potete trovare attrezzature, prodotti, idee, innovazioni, personaggi,… interessanti per chi si occupa del canale Ho.Re.Ca (Hotellerie-Ristoranti-Café/Catering). Tra le varie aree espositive non poteva quindi mancarne una dedicata al .

In realtà, il nome esatto era “Coffee, Tea, Bar, Coffee machines, Vending”. In pratica, il caffè aveva un ruolo da padrone indiscusso in questa zona (costituita da ben quattro padiglioni). Solo una decina di stand rappresentavano il mondo del tè.

Lo ammetto: il primo giorno la cosa mi ha un po’ infastidita. “Vogliono parlare di novità e nuove tendenze e c’è sempre e solo espresso”, ho pensato. Poi ho riflettuto e alla fine ho capito che la cosa aveva senso. Tra i visitatori c’erano tantissimi stranieri e in Italia che cosa si aspettano di trovare? Caffè, il nostro Paese è famoso in tutto il mondo per questo. All’estero, ma anche nella stessa Italia, la gente non si rende conto di quanto sia forte e interessante la nostra comunità di appassionati, ma le cose cambieranno… Quindi non disperiamo e vediamo insieme i tea trends di Host Milano 2017, tutte le tendenze del mondo del tè.

Bustine piramidali

Che cosa sono? Sono bustine dalla forma di piramide, trasparenti, in grado di contenere un tè (o una tisana) a foglia lunga. Tutte le bustine che ho visto tra gli stand erano così.

Pratiche, veloci, facili da trasportare… dalla mia esperienza, si trovano bustine di buona qualità, per questo le uso spesso quando sono in viaggio senza i miei strumenti per preparare il tè in foglia.

A Host mi hanno per esempio regalato alcuni campioni del brand americano Mighty Leaf. In questo caso le bustine sono in seta e il tè è biologico. Nel caso dell’Earl Grey il sapore è meno complesso e intenso del tè in foglia che ho casa. È anche vero quello in bustina era biologico e generalmente questo rende il gusto più delicato. L’esperienza comunque è stata positiva.

Bustine piramidali: la mia esperienza con l'Earl Grey di Mighty Leaf

Buono anche un altro campione che mi hanno regalato, ovvero l’Earl Grey di Officina Aromatica, anche se preferisco il primo, mi è sembrato meno aggressivo e più armonico per i miei gusti.

Tea to-go

A proposito di Officina Aromatica, mi hanno fatto vedere le bustine monodose di tè solubile. Era la prima volta che li vedevo in Italia dopo aver testato in questo ultimo anno due prodotti statunitensi: Pique Tea e Cusa Tea.

Solitamente sono prodotti molto pratici e di discreta qualità perché la materia prima di base punta a essere una buona selezione.

Non ho provato le proposte di Officina Aromatica ma è interessante che anche in Italia si stiano sviluppando modi di fruizione veloci e moderni per bere il tè. Se non viene messa in secondo piano la qualità, è una proposta da non sottovalutare. Pensate in ufficio, a scuola, in università, in stazione… basta un bicchiere di acqua calda o un semplice bottiglietta (persino presa dalle macchinette) per avere a portata di mano la propria bevanda preferita. Io sinceramente credo molto in nuovi metodi e occasioni per bere il tè… secondo me sono un’ottima soluzione per avvicinare sempre più persone a una bevanda che per molt(issim)i resta legata al mal di pancia. Voi che cosa ne pensate?

Caldo e freddo, la strana coppia

Sembra che questo abbinamento sia una delle novità del momento, non solo nel mondo del tè. A Host Milano infatti ho visto proporre per esempio il gelato al pesto come accompagnamento di un risotto al pomodoro.

Caldo e freddo, gli opposti che si attraggono, come si diceva anche al corso della Dilmah School of Tea. Avete mai provato a bere un tè mangiando un gelato? Il mio stomaco non me lo permette ma è un argomento su cui si sta discutendo in vari settori.

Gelato al basilico e risotto al pomodoro

Sostenibilità

Altro tema trasversale è quello della sostenibilità. Chi produce bustine, o in generale confezioni di tè, ci tiene sempre più a sottolineare l’attenzione che hanno avuto per rispettare l’ambiente, ridurre il consumo di plastica, ecc…

A proposito di sostenibilità, a Host è stata presentata un’altra importante iniziativa: CHIC Respect. L’associazione di professionisti della ristorazione Charming Italian Chef si è impegnata, attraverso i suoi soci, a una maggior attenzione alla sostenibilità. Che cosa significa? Ridurre i consumi e gli sprechi, riutilizzare gli scarti, preferire materie prime locali e prodotte nel rispetto degli uomini, degli animali e di ciò che ci circonda, avere a cuore la salute dei consumatori.

Uno di loro, lo chef Alessandro Gilmozzi, ha per esempio raccontato come recupera le foglie di una tisana dopo l’infusione. Sapete lui che cosa fa? Tiene tutto da parte in frigorifero e il giorno dopo sfrutta queste erbe, fiori, radici,… per dare aromaticità a un risotto.

Crema fredda al matcha

Concludiamo questa carrellata con una scoperta che poteva essere interessante per far conoscere il tè in Italia sotto un altro aspetto. A Host ho assaggiato la crema fredda al matcha di Foodness, marca a molti di noi nota per la classica crema fredda al caffè.

Ecco, se la versione al caffè probabilmente fa rabbrividire molti estimatori della scura bevanda, questa crema al matcha mi ha lasciato decisamente perplessa: troppo troppo dolce. Magari un consumatore medio può comunque apprezzare la ricetta, appassionarsi e, chissà, scoprire poi le mille sfumature di questo tè in polvere…

A Host ho assaggiato la crema fredda al tè matcha

Mi hanno detto che questo preparato è in commercio da circa un anno ma per me era una novità.

Il matcha dove è?

La cosa che mi ha stupito è che tra le tendenze di Host il matcha fosse davvero ben poco rappresentato. Mi aspettavo di trovarlo tra i gelati, le creazioni di pasticceria e cioccolateria, tra i preparati per i bar e le caffetterie… e invece no, l’ho visto solo nella crema fredda di cui vi ho parlato sopra.

Mi è sfuggito qualcosa? Il canale Ho.Re.Ca non è ancora pronto o la moda è già sulla parabola discendente? Io penso che ci siano ancora tanto da fare per convincere baristi, direttori di hotel e ristoranti a credere nel tè ma aspetto i vostri commenti!

 

Qual è la mia opinione generale? Gli stand dedicati al tè erano pochi ma tutte le persone con cui ho parlato mi hanno confermato che c’è un interesse crescente in Italia e che tanti bar, soprattutto quelli gestiti da ragazzi giovani, sono motivati a proporre ai propri clienti prodotti di qualità. Se impareranno anche a gestirli correttamente con un minimo di conoscenza di tempi e temperature il gioco è fatto 🙂 C’è speranza miei cari tealovers

Il tè a Host Milano 2017

Foto: Five O clock
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Sono stata al primo corso della Dilmah School of Tea in Italia. Il percorso di una giornata era incentrato sui fondamenti della cultura del tè, dalla storia alle lavorazioni fino alla corretta preparazione e alle nuove tendenze. Ecco, quest’ultima è stata la parte che mi ha incuriosito di più. Le idee trasmesse dal figlio del fondatore dell’azienda, il nostro insegnante, Dilhan C. Fernando, erano interessanti. Sono infatti tutte cose in cui credo e che sono felice di condividere con voi…

Il tè come esperienza di piacere

Parto da questo semplice concetto, un po’ per una questione cronologica e un po’ perché è anche uno degli elementi base della linea editoriale di questo blog. “Il tè non dovrebbe essere una medicina, ma un piacere“, ha ripetuto Dilhan più volte. “Andate oltre all’argomento dei benefici”.

Take that cup and elevate it to an experience

Questo è il consiglio che ha dato ai presenti, in gran parte professionisti del settore dell’ospitalità (hotel, bar, ristoranti). Come ho detto al primo festival del tè in Italia: “Preferisco dire che il tè fa stare bene piuttosto che dire che il tè fa bene”.

Anche perché è quello che chiedono le nuove generazioni di consumatori (il 25% dei bevitori del tè Dilmah ha tra i 18 e i 24 anni). Sono interessati al tema del benessere, ma vogliono anche conoscere la storia dietro un tè e vivere un’esperienza piacevole, non solo e soltanto benefica.

Proprio per questo il consiglio è quello di proporre il tè in modo divertente e originale. Il tutto a partire da menu colorati, con una breve spiegazione e magari consigli in base all’umore.

Bring tea from cup to experience!

Scopri le nuove tendenze con Dilmah School of Tea

Abbinamenti tè e cibo

Se si vuole parlare ai giovani sono d’accordo nel dire che è importante proporre nuovi metodi di fruizione. Per esempio abbinare il tè al cibo. Ne parlavamo pure con Flora Jumeau Lafond di Dammann Frères qualche settimana fa sulla pagina Facebook: il tè viene sempre più visto come un modo interessante per accompagnare i nostri pasti.

Dilhan ci ha fatto testare qualche esempio. Inizio da quello che mi ha stupito di più: pasta aglio e olio con un tè bianco dello Sri Lanka (Ceylon Silver Tips). Ottimo! Commentavamo che con un tè bianco cinese come un Bai Hao Yin Zhen (o Silver Needle) probabilmente non avrebbe funzionato. Questo tè dello Sri Lanka dal sapore mielato, piatto, leggermente fruttato con una delicata astringenza puliva bene la bocca, rendeva più equilibrato il sapore dell’aglio ed esaltava quello dell’olio extravergine. Come faceva notare Dilhan, anche a livello tattile (texture), la “morbidezza” di questo tè valorizzava la consistenza e leggera ruvidità della pasta.

Ecco gli altri abbinamenti proposti durante il corso:

Branzino all’acqua pazza – tè verde di Ceylon (Ceylon Young Hyson Green)
Bistecca con glassa di mandorle – tè verde alla menta
Mini hamburger – Brilliant Breakfast (un blend di tè neri provenienti da Dimbula, Sri Lanka)

L'hamburger si abbina bene con il tè nero

Brownie al cioccolato – tisana alla menta*
Torta di mele – camomilla
*Non solo tè quindi, ma anche tisane. La cosa particolare è che la sensazione tattile in bocca è molto diversa. L’astringenza più o meno marcata del tè pulisce molto meglio il palato. La tisana alla menta accompagnava ed esaltava i sapori del dolcetto ma non andava a modificare la pastosità e la cremosità dell’impasto al cioccolato. Giocando con gli abbinamenti potete quindi creare effetti diversi e non solo per quanto riguarda il gusto.

Dilhan ci ha infatti anche fatto provare la sensazione caldo-freddo abbinando un gelato alla vaniglia a una tazza di Darjeeling.

Tea Mixology: i cocktail al tè

Ecco un altro interessante modo per proporre il tè in modo innovativo! Il tè è un ottimo ingrediente in cucina (trovate le mie ricette qui) ma anche in quella che viene definita arte della mixology, ovvero nella creazione dei cocktail.

Durante il corso, gli esperti Robert Schinkel e Charles Flaminio ci hanno dimostrato (avete seguito le dirette su Instagram?) che la nostra bevanda preferita si abbina benissimo a vari tipi di alcolici e insieme possono poi dar vita a qualcosa di completamente nuovo e intrigante.

Per esempio Robert ha preparato un infusione a freddo del suo tè preferito, il Sencha. Lo ha poi miscelato con cetriolo, gin (Hendrick’s Gin), ghiaccio e sciroppo di camomilla. Il suo cocktail preferito è invece il Negroni Tea, una variante del classico Negroni con tè nero di Ceylon, zucchero, Vermouth bianco e scorza d’arancio.

Robert Schinkel ha creato il Negroni Tea, un fresco cocktail al tè

 

Allora, il tè è ancora la bevanda che cura il mal di pancia e basta? 😉

Diversi di voi mi hanno chiesto sui social informazioni sulla Dilmah School of Tea… al momento non sono in programma altri corsi in Italia ma sul sito potete iscrivervi a due percorsi di formazione online: www.schooloftea.org

 

Foto: Five O clock. Foto di copertina: Matthew Henry

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Come si organizza un matrimonio a tema tè? Ora che ci sono passata posso raccontarvi la mia esperienza. In realtà il mio non era volutamente un matrimonio a tema (adoro andare fuori dagli schemi!) e ho cercato di mantenere un equilibrio tra i vari gusti e le varie esigenze. Certo, è vero, come mi sono sentita ripetere fino allo sfinimento, che il matrimonio è il mio e devo decidere io. È altrettanto vero però che anche gli ospiti sono importanti. Impiegano (sacrificano?) il loro tempo per passare una giornata con te e credo sia giusto accoglierli in modo da rispettare (in parte) anche le loro aspettative e le loro preferenze. Il mio obiettivo era proprio quello di organizzare una bella festa, un’occasione per ritrovarsi e passare un paio d’ore in allegria. Non volevo cose lente, formali, noiose,… in cui alla fine non vedi l’ora che sia tutto finito. Volevo lasciare uno splendido ricordo nel maggior numero di persone possibili e così sono/siamo partiti dalla tradizione per creare qualcosa di diverso, originale, senza stravolgere completamente l’immaginario collettivo. Un po’ come fanno tantissimi chef al giorno d’oggi, se vogliamo.

In questo tentativo di dare un tocco di freschezza, non poteva mancare il .

Ora basta chiacchiere e passiamo ai miei consigli. Se avete domande specifiche scrivetemi!

Partecipazioni: tea party e bustine

Per un perfetto matrimonio a tema tè bisogna partire dalle partecipazioni adatte. All’inizio pensavo fossero un elemento secondario e invece sono fondamentali. Perché? Chi riceve l’invito capisce fin da quelle poche righe lo stile dell’evento, se sarà una cosa potenzialmente carina o no. Il mio consiglio: non sottovalutatele!

Sul sito Partecipazioni di matrimonio di Cristina Salvatori trovate due idee carine ispirate al mondo del tè: una ispirata ad Alice nel Paese delle Meraviglie (il tea party forse più famoso della storia) e una proprio con la bustina di tè.

Per questa costante ricerca di equilibrio di cui vi ho parlato io alla fine ho deciso di cambiare genere.

Come organizzare un matrimonio a tema

Ho preferito puntare sui gatti visto che è un elemento che identifica subito entrambi. Yoshi e Adel, il gatto bianco e la gattina nera sono ormai famosi tra i nostri parenti e i nostri amici.

Il progetto grafico è del sito Yes I do di Barbara Emmanuello che propone anche un’altra partecipazione ispirata ad Alice nel Paese delle Meraviglie.

Bomboniere a tema tè

Un matrimonio a tema tè richiede delle bomboniere speciali. Ci sono degli studi grafici che possono realizzare delle bustine a tema con l’immagine degli sposi. Un po’ come quelle create come souvenir in ricordo del matrimonio di Kate e William.

Oppure si possono regalare dei barattolini di tè. Quelli di latta sono migliori per conservare le foglie ma il vetro ha sempre un certo fascino. Che cosa metterci dentro? Potete scegliere blend diversi oppure uno unico che sentite particolarmente rappresentativo. Eviterei i tè puri perché sono un po’ più difficili da capire dal grande pubblico. Piuttosto potrebbe essere interessante una tisana.

Che cosa ho fatto io? Una piantina di ulivo con un sacchettino di confetti realizzato dal Centro21 di Riccione, un’associazione di volontariato fondata da familiari di persone con la sindrome di Down. Qualcosa decisamente fuori tema ma tenevo molto al significato simbolico di questo ricordo.

Ricevimento: tableau de mariage

Passiamo ora a parlare del ricevimento vero e proprio. Per un perfetto matrimonio a tema tè non può mancare un tableau de mariage ispirato a questo fantastico mondo. Che cosa è il tableau de mariage? È un modo per far trovare agli ospiti il posto assegnato con maggior facilità. All’ingresso del ricevimento, gli invitati troveranno quindi un tabellone con la suddivisione dei tavoli e i loro nomi. Per farlo, è carino (e ormai di moda) dare un nome a ogni tavolo.

Potete quindi ispirarvi al mondo del tè. Potete leggere i nomi di varie miscele su internet e giocare con quelli più romantici (per esempio Romeo e Giulietta de La Via Del Tè) oppure puntare ai grandi classici. In questo caso può essere utile mettere una breve descrizione sotto, un breve racconto che stimoli la curiosità. Magari poi lo stesso tè verrà proposto agli ospiti nella propria bomboniera.

Io non ho voluto assegnare i tavoli, ognuno poteva sedersi dove voleva e con chi voleva, ma ho voluto dare i nomi. Peccato che, per colpa del maltempo del giorno prima, il catering non abbia potuto allestire i tavoli in anticipo. Io ho appoggiato i vari cartoncini (ringrazio ufficialmente Angelo Cattaneo per avermi insegnato a impaginare!) vicino ai centro tavola sperando che provvedessero loro a distribuirli e invece non ci siamo capiti. Li ho consegnati in parte a mano a metà ricevimento. In parte non so dove siano finiti nella confusione generale. Gli imprevisti credo facciano parte del gioco…

Come organizzare un matrimonio a tema tè

Il tavolo “puer” era quello assegnato ai nonni perché è l’unico tè che migliora col passare del tempo… temo non l’abbiano capita ma le buone intenzioni c’erano! Purtroppo spesso noi tealovers siamo costretti ad affrontare queste situazioni un po’ scoraggianti… il tavolo “Earl Grey” (dieci persone tra gli 80 e i 16 anni) non avevano mai sentito nominare questo tipo di tè… vi consiglio di non dare mai niente troppo per scontato!

Bè torniamo ai nomi dei miei tavoli: Long Jing, Dong Ding, Earl Grey, Genmaicha, Bai Mudan, Nuwara Eliya, Matcha, Darjeeling, Keemun, Kukicha e Sencha. Non ho messo la descrizione ma la scritta: “Per saperne di più sul tè: www.justafiveoclocktea.com 😉 Con tutta la fatica che ci vuole per preparare un matrimonio un po’ di auto promozione ci sta!

Se siete interessati al mio progetto grafico scrivetemi a info@justafiveoclocktea.com

Ricevimento: servire il tè

Avrei voluto organizzare un tea party o un Afternoon Tea per il mio matrimonio ma la risposta è stata: “Non puoi servire alla gente tè e biscotti”. Ricordo a tutti che l’Afternoon Tea prevede una ricca selezione di ricette dolci, ma anche salate. In alcuni locali di Londra propongono persino hambuger in versione finger food (per esempio, The Arch)! Questo commento però mi ha fatto realizzare che il 90% dei miei invitati non avrebbe capito la mia idea.

Allora ho fatto così: ho inserito il tè in tante piccole varianti. La prima è stata durante il cocktail di benvenuto. Ho sostituito i classici succhi di frutta con due tè preparati con l’infusione a freddo: Genmaicha con Matcha e tè nero profumato per contatto con il succo del lychee. Il mio consiglio: assicuratevi che il catering o il ristorante metta dei cartellini identificativi.

La seconda è stata nei centro tavola. In delle grandi coppe di vetro, una per tavolo, ho messo un fiore di tè, una pallina di foglie e fiori intrecciati, che “sboccia” nell’acqua. Ho fatto varie prove e alla fine ho deciso di preparare il tutto lentamente, con l’acqua fredda. I fiori sono così sbocciati durante il ricevimento… in realtà alcuni non si sono aperti. Non mi era mai successo ma è il bello della diretta, no? Altrimenti potete metterli in infusione il giorno prima e il giorno stesso far cambiare l’acqua e posizionarli già nel pieno del loro splendore al centro del tavolo.

Come organizzare un matrimonio a tema tè

Nel buffet finale dei dolci (non ne posso più di confettate, scusatemi!) ho chiesto un dolce al matcha e mi hanno preparato i macaron al matcha. Mi hanno detto che erano buoni ma purtroppo non li ho nemmeno visti 🙁

Infine, oltre al caffè, i miei ospiti potevano scegliere tè verde al gelsomino biologico, tè nero del Nepal e la tisana digestiva allo zenzero. Come ho fatto? Il catering ha provveduto a tazze, teiere e bollitore. Io ho comprato buste da 200 g di tè e poi ho fatto tante piccole bustine con i sacchettini ecologici che ho trovato su Amazon. Le teiere sono finite e quindi non possono proprio lamentarmi. Il bollitore non aveva il controllo delle temperature e ho consigliato a tutti di diminuire i tempi di infusione del tè verde a 2 minuti. Il risultato era buono.

Come dicevo al mio incontro al festival del tè 2017, il famoso tea blogger World of Tea, per il suo matrimonio ha creato un rito particolare con la gaiwan durante la cerimonia. Una sorta di preparazione condivisa tra gli gli sposi come simbolo di unità. Potete leggere la storia completa qui

Scherzi di un matrimonio a tema tè

Questa idea è stata di mia sorella. Allo sposo ha preparato quattro tè e una tisana in bicchieri trasparenti e lui doveva indovinarne il tipo (tè verde, tè nero, tè bianco,…). A casa è un disastro in queste cose… durante il matrimonio è stato bravissimo, sono fiera del mio allievo 🙂 Ha sbagliato solo il Milky Oolong confuso per un tè bianco, due tè che, del resto, non beve mai.

Altra idea potrebbe essere quella di preparare il matcha con la schiuma perfetta oppure di usare la gaiwan, la speciale tazza-teiera cinese. Possono venire fuori delle scene divertenti… non sono però responsabile di eventuali danni 😉

Approfitto per ringraziare tutte le persone che hanno condiviso con noi questa giornata e tutti quelli che ci hanno scritto messaggi, mandato telegrammi e telefonato. Grazie di cuore!

Matrimonio a Riccione

 

Foto: Five O clock
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