Lifestyle

Lifestyle è una categoria che va molto di moda e che riassume interessi, comportamenti, oggetti, tendenze. Con Five O clock scopriremo tutte le novità del mondo del tè. Vedremo come cambiano le abitudini e i riti. Andremo a esplorare le mode, i nuovi prodotti e gli accessori di design. Tutto ciò che riguarda il nostro rapporto tra stile di vita, lifestyle e tè, sarà presente con curiosità e post originali e suggestivi. Il tè, l'emblema di una vita slow e tranquilla, è in realtà molto dinamica che andremo a conoscere grazie al blog Five O clock.

Caro Babbo Natale, amo il e quest’anno vorrei… non sapete come andare avanti? Troppo indecisi sulla lista lunghissima di tè, tazze, teiere che vorreste portarvi a casa? Non vi preoccupate, succede anche a me ogni anno 😉

C’è poi il rovescio della medaglia: vostra sorella/fratello, amico/amica, mamma/nonna, fidanzato/fidanzata… è appassionata di tè, vorreste fare un regalo di Natale a tema ma non sapete che cosa scegliere?

Per tutti quanti ho selezionato, le idee regalo del Natale 2017 per gli amanti del tè. Come li ho scelti? In alcuni casi sono cose che vorrei (non si mai, magari Babbo Natale legge questo blog…), in altri casi sono proposte che ho visto girare in rete e ho pensato potessero piacervi o ancora derivano da segnalazioni di uffici stampa e aziende. In tutte e tre le situazioni sono cose che mi piacciono e che mi fa piacere riproporvi.

Calendario dell’avvento a tema tè

Inizio il mio elenco di idee regalo di Natale con una tendenza 2017: il calendario dell’avvento a tema tè. Sinceramente non l’avevo mai visto, ma negli ultimi mesi ho notato diverse proposte di questo tipo. Quando ero piccola i miei nonni materni mi regalavano il calendario dell’avvento ogni anno. Si apriva la casellina del giorno e si mangiava il cioccolatino al suo interno.

È uno dei ricordi legati al periodo natalizio più belli della mia infanzia e avere una versione a tema tè trovo sia un’idea stupenda!

Dove potete trovarlo? Sicuramente da Peter’s TeaHouse, Dammann Fréres, Fortnum & Mason e Tekoe.

Foto 1: calendario dell’avvento di Peter’s TeaHouse
Foto 2: calendario dell’avvento di Dammann Fréres
Foto 3: calendario dellavvento di Fortnum and Mason
Foto 4: calendario dell’avvento di Tekoe

Tè e tisane di Natale

Un grande classico ma fa sempre piacere ricevere una miscela che riprenda i profumi e i sapori del periodo. La storia del tè di Natale inizia tanto tempo… si tratta di solito di blend speziati e dolci, come tante ricette della tradizione delle feste. Ogni anno però vengono create e proposte miscele nuove tutte da scoprire. Spesso sono poi collegate a confezioni bellissime, da collezione.

Ecco alcune idee regalo per il Natale 2017. Ne troverete tantissime altre nei negozi specializzati, ne sono certa.

Foto 1: Christmas Black Tea, una delle proposte natalizie di Babingtons con cannella, chiodi di garofano, scorza d’arancia, zenzero, calendula, mela e vaniglia
Foto 2: Christmas Spiced Tea di Fortnum and Mason arricchito di scorze di mandarino e cacao
Foto 3: una delle eleganti confezioni natalizie di Dammann Fréres
Foto 4: Christmas Punch di Peter’s TeaHouse in edizione limitata, un infuso natalizio con  con uvetta e bacche di sambuco
Foto 5: le proposte di Natale de La Via del Tè a base di tè nero, tè verde e rooibos
Foto 6: Christmas Chai di Whittard in edizione limitata
Foto 7: Mariage Fréres – NOËL HAUTE COUTURE® in edizione limitata con proposte a base di tè nero, verde, bianco e oolong
Foto 8: confezione natalizia di Twinigns curata graficamente dall’illustratrice Claudia Bordin e ispirata ad Alice nel paese delle meraviglie

Tazze e accessori per il tè

Chi ama il tè ha sempre una mania: collezionare tazze, teiere e qualsiasi tipo di accessorio. Capita anche a voi? Scommetto di sì! Allora il Natale può essere una buona occasione per richiedere un pezzo da aggiungere alla vostra collezione o per regalare qualcosa di utile e delizioso a chi volete bene.

Iniziamo a parlare di accessori pratici, strumenti che possono semplificare la vita di chi prepara il tè oppure renderla più divertente o più elegante a seconda delle occasioni. Tra questi vi segnalo il termometro per il tè (vi ricordate che ogni famiglia ha la sua temperatura di infusione? Se la risposta è no leggete qui), un bollitore più professionale, travel mug, ma anche simpatici filtri per non intasare le teiere.

Foto 1:  Klarstein Ostfriese bollitore elettrico • 2-in-1 • Teiera con temperatura regolabile http://amzn.to/2hKCw4R
Foto 2: infusore in silicone a forma di gufo http://amzn.to/2jxelaH
Foto 3: travel mug isotermica di Dammann Fréres
Foto 4: LibreTea travel tea mug infuser  http://amzn.to/2hG7Y4v
Foto 5:  travel mug Cambridge in fibra di bambù http://amzn.to/2jAukVh
Foto 6: contenitori per le foglie di tè ispirati allo stile della scuola rinpa del XVII secolo firmati da Sazen tea
Foto 7: teiere di realizzazione giapponese creata per Mariage Fréres
Foto 8: teiera in porcellana Viva Scandinavia http://amzn.to/2ism6ev

Per non parlare delle tazze, dalle classiche alle moderne, da quelle spiritose a quelle per intenditore (per esempio una gaiwan).

Foto 1:  Gaiwan in porcellana bianco e blu 160 ml di TeaSoul. Lo trovate qui http://amzn.to/2ANetX2
Foto 2: mug con coperchio firmata da Richard Ginori
Foto 3: tazza di gatto Moonpop con cucchiaino
Foto 4: Piao – teiera in vetro con infusore di RayPard http://amzn.to/2jBfeis

Io poi devo confessarvi una cosa: adoro i bollitori da mettere sulla fiamma. Lo so, è impossibile controllare la temperatura ma sono così belli e secondo me arredano perfettamente la casa. Al massimo si possono usare come vaso per i nostri fiori più cari 😉

Foto 1: bollitore in acciaio inox http://amzn.to/2hEqfio
Foto 2: bollitore Petite Fleur Kitchen di Villeroy & Boch http://amzn.to/2hIBIgS
Foto 3: bollitore Kitchen Craft Le’Xpress http://amzn.to/2j1ShRw

Per le idee regalo di Natale 2016 cliccate qui

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Host Milano è la fiera biennale dedicata all’ospitalità. Che cosa significa? Che all’interno potete trovare attrezzature, prodotti, idee, innovazioni, personaggi,… interessanti per chi si occupa del canale Ho.Re.Ca (Hotellerie-Ristoranti-Café/Catering). Tra le varie aree espositive non poteva quindi mancarne una dedicata al .

In realtà, il nome esatto era “Coffee, Tea, Bar, Coffee machines, Vending”. In pratica, il caffè aveva un ruolo da padrone indiscusso in questa zona (costituita da ben quattro padiglioni). Solo una decina di stand rappresentavano il mondo del tè.

Lo ammetto: il primo giorno la cosa mi ha un po’ infastidita. “Vogliono parlare di novità e nuove tendenze e c’è sempre e solo espresso”, ho pensato. Poi ho riflettuto e alla fine ho capito che la cosa aveva senso. Tra i visitatori c’erano tantissimi stranieri e in Italia che cosa si aspettano di trovare? Caffè, il nostro Paese è famoso in tutto il mondo per questo. All’estero, ma anche nella stessa Italia, la gente non si rende conto di quanto sia forte e interessante la nostra comunità di appassionati, ma le cose cambieranno… Quindi non disperiamo e vediamo insieme i tea trends di Host Milano 2017, tutte le tendenze del mondo del tè.

Bustine piramidali

Che cosa sono? Sono bustine dalla forma di piramide, trasparenti, in grado di contenere un tè (o una tisana) a foglia lunga. Tutte le bustine che ho visto tra gli stand erano così.

Pratiche, veloci, facili da trasportare… dalla mia esperienza, si trovano bustine di buona qualità, per questo le uso spesso quando sono in viaggio senza i miei strumenti per preparare il tè in foglia.

A Host mi hanno per esempio regalato alcuni campioni del brand americano Mighty Leaf. In questo caso le bustine sono in seta e il tè è biologico. Nel caso dell’Earl Grey il sapore è meno complesso e intenso del tè in foglia che ho casa. È anche vero quello in bustina era biologico e generalmente questo rende il gusto più delicato. L’esperienza comunque è stata positiva.

Bustine piramidali: la mia esperienza con l'Earl Grey di Mighty Leaf

Buono anche un altro campione che mi hanno regalato, ovvero l’Earl Grey di Officina Aromatica, anche se preferisco il primo, mi è sembrato meno aggressivo e più armonico per i miei gusti.

Tea to-go

A proposito di Officina Aromatica, mi hanno fatto vedere le bustine monodose di tè solubile. Era la prima volta che li vedevo in Italia dopo aver testato in questo ultimo anno due prodotti statunitensi: Pique Tea e Cusa Tea.

Solitamente sono prodotti molto pratici e di discreta qualità perché la materia prima di base punta a essere una buona selezione.

Non ho provato le proposte di Officina Aromatica ma è interessante che anche in Italia si stiano sviluppando modi di fruizione veloci e moderni per bere il tè. Se non viene messa in secondo piano la qualità, è una proposta da non sottovalutare. Pensate in ufficio, a scuola, in università, in stazione… basta un bicchiere di acqua calda o un semplice bottiglietta (persino presa dalle macchinette) per avere a portata di mano la propria bevanda preferita. Io sinceramente credo molto in nuovi metodi e occasioni per bere il tè… secondo me sono un’ottima soluzione per avvicinare sempre più persone a una bevanda che per molt(issim)i resta legata al mal di pancia. Voi che cosa ne pensate?

Caldo e freddo, la strana coppia

Sembra che questo abbinamento sia una delle novità del momento, non solo nel mondo del tè. A Host Milano infatti ho visto proporre per esempio il gelato al pesto come accompagnamento di un risotto al pomodoro.

Caldo e freddo, gli opposti che si attraggono, come si diceva anche al corso della Dilmah School of Tea. Avete mai provato a bere un tè mangiando un gelato? Il mio stomaco non me lo permette ma è un argomento su cui si sta discutendo in vari settori.

Gelato al basilico e risotto al pomodoro

Sostenibilità

Altro tema trasversale è quello della sostenibilità. Chi produce bustine, o in generale confezioni di tè, ci tiene sempre più a sottolineare l’attenzione che hanno avuto per rispettare l’ambiente, ridurre il consumo di plastica, ecc…

A proposito di sostenibilità, a Host è stata presentata un’altra importante iniziativa: CHIC Respect. L’associazione di professionisti della ristorazione Charming Italian Chef si è impegnata, attraverso i suoi soci, a una maggior attenzione alla sostenibilità. Che cosa significa? Ridurre i consumi e gli sprechi, riutilizzare gli scarti, preferire materie prime locali e prodotte nel rispetto degli uomini, degli animali e di ciò che ci circonda, avere a cuore la salute dei consumatori.

Uno di loro, lo chef Alessandro Gilmozzi, ha per esempio raccontato come recupera le foglie di una tisana dopo l’infusione. Sapete lui che cosa fa? Tiene tutto da parte in frigorifero e il giorno dopo sfrutta queste erbe, fiori, radici,… per dare aromaticità a un risotto.

Crema fredda al matcha

Concludiamo questa carrellata con una scoperta che poteva essere interessante per far conoscere il tè in Italia sotto un altro aspetto. A Host ho assaggiato la crema fredda al matcha di Foodness, marca a molti di noi nota per la classica crema fredda al caffè.

Ecco, se la versione al caffè probabilmente fa rabbrividire molti estimatori della scura bevanda, questa crema al matcha mi ha lasciato decisamente perplessa: troppo troppo dolce. Magari un consumatore medio può comunque apprezzare la ricetta, appassionarsi e, chissà, scoprire poi le mille sfumature di questo tè in polvere…

A Host ho assaggiato la crema fredda al tè matcha

Mi hanno detto che questo preparato è in commercio da circa un anno ma per me era una novità.

Il matcha dove è?

La cosa che mi ha stupito è che tra le tendenze di Host il matcha fosse davvero ben poco rappresentato. Mi aspettavo di trovarlo tra i gelati, le creazioni di pasticceria e cioccolateria, tra i preparati per i bar e le caffetterie… e invece no, l’ho visto solo nella crema fredda di cui vi ho parlato sopra.

Mi è sfuggito qualcosa? Il canale Ho.Re.Ca non è ancora pronto o la moda è già sulla parabola discendente? Io penso che ci siano ancora tanto da fare per convincere baristi, direttori di hotel e ristoranti a credere nel tè ma aspetto i vostri commenti!

 

Qual è la mia opinione generale? Gli stand dedicati al tè erano pochi ma tutte le persone con cui ho parlato mi hanno confermato che c’è un interesse crescente in Italia e che tanti bar, soprattutto quelli gestiti da ragazzi giovani, sono motivati a proporre ai propri clienti prodotti di qualità. Se impareranno anche a gestirli correttamente con un minimo di conoscenza di tempi e temperature il gioco è fatto 🙂 C’è speranza miei cari tealovers

Il tè a Host Milano 2017

Foto: Five O clock
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Sono stata al primo corso della Dilmah School of Tea in Italia. Il percorso di una giornata era incentrato sui fondamenti della cultura del tè, dalla storia alle lavorazioni fino alla corretta preparazione e alle nuove tendenze. Ecco, quest’ultima è stata la parte che mi ha incuriosito di più. Le idee trasmesse dal figlio del fondatore dell’azienda, il nostro insegnante, Dilhan C. Fernando, erano interessanti. Sono infatti tutte cose in cui credo e che sono felice di condividere con voi…

Il tè come esperienza di piacere

Parto da questo semplice concetto, un po’ per una questione cronologica e un po’ perché è anche uno degli elementi base della linea editoriale di questo blog. “Il tè non dovrebbe essere una medicina, ma un piacere“, ha ripetuto Dilhan più volte. “Andate oltre all’argomento dei benefici”.

Take that cup and elevate it to an experience

Questo è il consiglio che ha dato ai presenti, in gran parte professionisti del settore dell’ospitalità (hotel, bar, ristoranti). Come ho detto al primo festival del tè in Italia: “Preferisco dire che il tè fa stare bene piuttosto che dire che il tè fa bene”.

Anche perché è quello che chiedono le nuove generazioni di consumatori (il 25% dei bevitori del tè Dilmah ha tra i 18 e i 24 anni). Sono interessati al tema del benessere, ma vogliono anche conoscere la storia dietro un tè e vivere un’esperienza piacevole, non solo e soltanto benefica.

Proprio per questo il consiglio è quello di proporre il tè in modo divertente e originale. Il tutto a partire da menu colorati, con una breve spiegazione e magari consigli in base all’umore.

Bring tea from cup to experience!

Scopri le nuove tendenze con Dilmah School of Tea

Abbinamenti tè e cibo

Se si vuole parlare ai giovani sono d’accordo nel dire che è importante proporre nuovi metodi di fruizione. Per esempio abbinare il tè al cibo. Ne parlavamo pure con Flora Jumeau Lafond di Dammann Frères qualche settimana fa sulla pagina Facebook: il tè viene sempre più visto come un modo interessante per accompagnare i nostri pasti.

Dilhan ci ha fatto testare qualche esempio. Inizio da quello che mi ha stupito di più: pasta aglio e olio con un tè bianco dello Sri Lanka (Ceylon Silver Tips). Ottimo! Commentavamo che con un tè bianco cinese come un Bai Hao Yin Zhen (o Silver Needle) probabilmente non avrebbe funzionato. Questo tè dello Sri Lanka dal sapore mielato, piatto, leggermente fruttato con una delicata astringenza puliva bene la bocca, rendeva più equilibrato il sapore dell’aglio ed esaltava quello dell’olio extravergine. Come faceva notare Dilhan, anche a livello tattile (texture), la “morbidezza” di questo tè valorizzava la consistenza e leggera ruvidità della pasta.

Ecco gli altri abbinamenti proposti durante il corso:

Branzino all’acqua pazza – tè verde di Ceylon (Ceylon Young Hyson Green)
Bistecca con glassa di mandorle – tè verde alla menta
Mini hamburger – Brilliant Breakfast (un blend di tè neri provenienti da Dimbula, Sri Lanka)

L'hamburger si abbina bene con il tè nero

Brownie al cioccolato – tisana alla menta*
Torta di mele – camomilla
*Non solo tè quindi, ma anche tisane. La cosa particolare è che la sensazione tattile in bocca è molto diversa. L’astringenza più o meno marcata del tè pulisce molto meglio il palato. La tisana alla menta accompagnava ed esaltava i sapori del dolcetto ma non andava a modificare la pastosità e la cremosità dell’impasto al cioccolato. Giocando con gli abbinamenti potete quindi creare effetti diversi e non solo per quanto riguarda il gusto.

Dilhan ci ha infatti anche fatto provare la sensazione caldo-freddo abbinando un gelato alla vaniglia a una tazza di Darjeeling.

Tea Mixology: i cocktail al tè

Ecco un altro interessante modo per proporre il tè in modo innovativo! Il tè è un ottimo ingrediente in cucina (trovate le mie ricette qui) ma anche in quella che viene definita arte della mixology, ovvero nella creazione dei cocktail.

Durante il corso, gli esperti Robert Schinkel e Charles Flaminio ci hanno dimostrato (avete seguito le dirette su Instagram?) che la nostra bevanda preferita si abbina benissimo a vari tipi di alcolici e insieme possono poi dar vita a qualcosa di completamente nuovo e intrigante.

Per esempio Robert ha preparato un infusione a freddo del suo tè preferito, il Sencha. Lo ha poi miscelato con cetriolo, gin (Hendrick’s Gin), ghiaccio e sciroppo di camomilla. Il suo cocktail preferito è invece il Negroni Tea, una variante del classico Negroni con tè nero di Ceylon, zucchero, Vermouth bianco e scorza d’arancio.

Robert Schinkel ha creato il Negroni Tea, un fresco cocktail al tè

 

Allora, il tè è ancora la bevanda che cura il mal di pancia e basta? 😉

Diversi di voi mi hanno chiesto sui social informazioni sulla Dilmah School of Tea… al momento non sono in programma altri corsi in Italia ma sul sito potete iscrivervi a due percorsi di formazione online: www.schooloftea.org

 

Foto: Five O clock. Foto di copertina: Matthew Henry

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Come si organizza un matrimonio a tema tè? Ora che ci sono passata posso raccontarvi la mia esperienza. In realtà il mio non era volutamente un matrimonio a tema (adoro andare fuori dagli schemi!) e ho cercato di mantenere un equilibrio tra i vari gusti e le varie esigenze. Certo, è vero, come mi sono sentita ripetere fino allo sfinimento, che il matrimonio è il mio e devo decidere io. È altrettanto vero però che anche gli ospiti sono importanti. Impiegano (sacrificano?) il loro tempo per passare una giornata con te e credo sia giusto accoglierli in modo da rispettare (in parte) anche le loro aspettative e le loro preferenze. Il mio obiettivo era proprio quello di organizzare una bella festa, un’occasione per ritrovarsi e passare un paio d’ore in allegria. Non volevo cose lente, formali, noiose,… in cui alla fine non vedi l’ora che sia tutto finito. Volevo lasciare uno splendido ricordo nel maggior numero di persone possibili e così sono/siamo partiti dalla tradizione per creare qualcosa di diverso, originale, senza stravolgere completamente l’immaginario collettivo. Un po’ come fanno tantissimi chef al giorno d’oggi, se vogliamo.

In questo tentativo di dare un tocco di freschezza, non poteva mancare il .

Ora basta chiacchiere e passiamo ai miei consigli. Se avete domande specifiche scrivetemi!

Partecipazioni: tea party e bustine

Per un perfetto matrimonio a tema tè bisogna partire dalle partecipazioni adatte. All’inizio pensavo fossero un elemento secondario e invece sono fondamentali. Perché? Chi riceve l’invito capisce fin da quelle poche righe lo stile dell’evento, se sarà una cosa potenzialmente carina o no. Il mio consiglio: non sottovalutatele!

Sul sito Partecipazioni di matrimonio di Cristina Salvatori trovate due idee carine ispirate al mondo del tè: una ispirata ad Alice nel Paese delle Meraviglie (il tea party forse più famoso della storia) e una proprio con la bustina di tè.

Per questa costante ricerca di equilibrio di cui vi ho parlato io alla fine ho deciso di cambiare genere.

Come organizzare un matrimonio a tema

Ho preferito puntare sui gatti visto che è un elemento che identifica subito entrambi. Yoshi e Adel, il gatto bianco e la gattina nera sono ormai famosi tra i nostri parenti e i nostri amici.

Il progetto grafico è del sito Yes I do di Barbara Emmanuello che propone anche un’altra partecipazione ispirata ad Alice nel Paese delle Meraviglie.

Bomboniere a tema tè

Un matrimonio a tema tè richiede delle bomboniere speciali. Ci sono degli studi grafici che possono realizzare delle bustine a tema con l’immagine degli sposi. Un po’ come quelle create come souvenir in ricordo del matrimonio di Kate e William.

Oppure si possono regalare dei barattolini di tè. Quelli di latta sono migliori per conservare le foglie ma il vetro ha sempre un certo fascino. Che cosa metterci dentro? Potete scegliere blend diversi oppure uno unico che sentite particolarmente rappresentativo. Eviterei i tè puri perché sono un po’ più difficili da capire dal grande pubblico. Piuttosto potrebbe essere interessante una tisana.

Che cosa ho fatto io? Una piantina di ulivo con un sacchettino di confetti realizzato dal Centro21 di Riccione, un’associazione di volontariato fondata da familiari di persone con la sindrome di Down. Qualcosa decisamente fuori tema ma tenevo molto al significato simbolico di questo ricordo.

Ricevimento: tableau de mariage

Passiamo ora a parlare del ricevimento vero e proprio. Per un perfetto matrimonio a tema tè non può mancare un tableau de mariage ispirato a questo fantastico mondo. Che cosa è il tableau de mariage? È un modo per far trovare agli ospiti il posto assegnato con maggior facilità. All’ingresso del ricevimento, gli invitati troveranno quindi un tabellone con la suddivisione dei tavoli e i loro nomi. Per farlo, è carino (e ormai di moda) dare un nome a ogni tavolo.

Potete quindi ispirarvi al mondo del tè. Potete leggere i nomi di varie miscele su internet e giocare con quelli più romantici (per esempio Romeo e Giulietta de La Via Del Tè) oppure puntare ai grandi classici. In questo caso può essere utile mettere una breve descrizione sotto, un breve racconto che stimoli la curiosità. Magari poi lo stesso tè verrà proposto agli ospiti nella propria bomboniera.

Io non ho voluto assegnare i tavoli, ognuno poteva sedersi dove voleva e con chi voleva, ma ho voluto dare i nomi. Peccato che, per colpa del maltempo del giorno prima, il catering non abbia potuto allestire i tavoli in anticipo. Io ho appoggiato i vari cartoncini (ringrazio ufficialmente Angelo Cattaneo per avermi insegnato a impaginare!) vicino ai centro tavola sperando che provvedessero loro a distribuirli e invece non ci siamo capiti. Li ho consegnati in parte a mano a metà ricevimento. In parte non so dove siano finiti nella confusione generale. Gli imprevisti credo facciano parte del gioco…

Come organizzare un matrimonio a tema tè

Il tavolo “puer” era quello assegnato ai nonni perché è l’unico tè che migliora col passare del tempo… temo non l’abbiano capita ma le buone intenzioni c’erano! Purtroppo spesso noi tealovers siamo costretti ad affrontare queste situazioni un po’ scoraggianti… il tavolo “Earl Grey” (dieci persone tra gli 80 e i 16 anni) non avevano mai sentito nominare questo tipo di tè… vi consiglio di non dare mai niente troppo per scontato!

Bè torniamo ai nomi dei miei tavoli: Long Jing, Dong Ding, Earl Grey, Genmaicha, Bai Mudan, Nuwara Eliya, Matcha, Darjeeling, Keemun, Kukicha e Sencha. Non ho messo la descrizione ma la scritta: “Per saperne di più sul tè: www.justafiveoclocktea.com 😉 Con tutta la fatica che ci vuole per preparare un matrimonio un po’ di auto promozione ci sta!

Se siete interessati al mio progetto grafico scrivetemi a info@justafiveoclocktea.com

Ricevimento: servire il tè

Avrei voluto organizzare un tea party o un Afternoon Tea per il mio matrimonio ma la risposta è stata: “Non puoi servire alla gente tè e biscotti”. Ricordo a tutti che l’Afternoon Tea prevede una ricca selezione di ricette dolci, ma anche salate. In alcuni locali di Londra propongono persino hambuger in versione finger food (per esempio, The Arch)! Questo commento però mi ha fatto realizzare che il 90% dei miei invitati non avrebbe capito la mia idea.

Allora ho fatto così: ho inserito il tè in tante piccole varianti. La prima è stata durante il cocktail di benvenuto. Ho sostituito i classici succhi di frutta con due tè preparati con l’infusione a freddo: Genmaicha con Matcha e tè nero profumato per contatto con il succo del lychee. Il mio consiglio: assicuratevi che il catering o il ristorante metta dei cartellini identificativi.

La seconda è stata nei centro tavola. In delle grandi coppe di vetro, una per tavolo, ho messo un fiore di tè, una pallina di foglie e fiori intrecciati, che “sboccia” nell’acqua. Ho fatto varie prove e alla fine ho deciso di preparare il tutto lentamente, con l’acqua fredda. I fiori sono così sbocciati durante il ricevimento… in realtà alcuni non si sono aperti. Non mi era mai successo ma è il bello della diretta, no? Altrimenti potete metterli in infusione il giorno prima e il giorno stesso far cambiare l’acqua e posizionarli già nel pieno del loro splendore al centro del tavolo.

Come organizzare un matrimonio a tema tè

Nel buffet finale dei dolci (non ne posso più di confettate, scusatemi!) ho chiesto un dolce al matcha e mi hanno preparato i macaron al matcha. Mi hanno detto che erano buoni ma purtroppo non li ho nemmeno visti 🙁

Infine, oltre al caffè, i miei ospiti potevano scegliere tè verde al gelsomino biologico, tè nero del Nepal e la tisana digestiva allo zenzero. Come ho fatto? Il catering ha provveduto a tazze, teiere e bollitore. Io ho comprato buste da 200 g di tè e poi ho fatto tante piccole bustine con i sacchettini ecologici che ho trovato su Amazon. Le teiere sono finite e quindi non possono proprio lamentarmi. Il bollitore non aveva il controllo delle temperature e ho consigliato a tutti di diminuire i tempi di infusione del tè verde a 2 minuti. Il risultato era buono.

Come dicevo al mio incontro al festival del tè 2017, il famoso tea blogger World of Tea, per il suo matrimonio ha creato un rito particolare con la gaiwan durante la cerimonia. Una sorta di preparazione condivisa tra gli gli sposi come simbolo di unità. Potete leggere la storia completa qui

Scherzi di un matrimonio a tema tè

Questa idea è stata di mia sorella. Allo sposo ha preparato quattro tè e una tisana in bicchieri trasparenti e lui doveva indovinarne il tipo (tè verde, tè nero, tè bianco,…). A casa è un disastro in queste cose… durante il matrimonio è stato bravissimo, sono fiera del mio allievo 🙂 Ha sbagliato solo il Milky Oolong confuso per un tè bianco, due tè che, del resto, non beve mai.

Altra idea potrebbe essere quella di preparare il matcha con la schiuma perfetta oppure di usare la gaiwan, la speciale tazza-teiera cinese. Possono venire fuori delle scene divertenti… non sono però responsabile di eventuali danni 😉

Approfitto per ringraziare tutte le persone che hanno condiviso con noi questa giornata e tutti quelli che ci hanno scritto messaggi, mandato telegrammi e telefonato. Grazie di cuore!

Matrimonio a Riccione

 

Foto: Five O clock
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Lo vediamo in Italia, lo abbiamo visto in California, lo abbiamo visto al World Tea Expo 2017. Il matcha è una delle grandi tendenze del mondo del tè. Los Angeles, città da sempre fautrice e sostenitrice di mode e novità, attenta al wellness, non poteva perdersi questa occasione.

I posti dove bere questo speciale tè verde sono quindi tantissimi. Lo trovate nei centrifugati, nei cocktail, nel latte, in drink creati appositamente, ecc. Al Grand Central Market di Los Angeles (317 S. Broadway) ho trovato pure una pasticceria francese, Valerie Confections Bakery & Café, che proponeva dolcetti al matcha: petit four (dei dolcetti da dopo pasto) e cioccolatini.

Il petit four al matcha del grand central market di Los Angeles

Vi segnalo che c’erano anche le versioni all’earl grey e al tè verde alla menta.

Ma torniamo a noi: volete sapere dove bere una tazza o un bicchiere di matcha a Los Angeles? Vi segnalo 5 posti da non perdere!

Matchabar

Cosa: questo locale specializzato in matcha è nato nel 2014 a New York, paradiso dei matcha bar. Il merito va a due fratelli, Graham e Max Fortgang. A febbraio 2017 è stata aperta la sede di Los Angeles. Nel menu trovate gli shortini, il matcha caldo o freddo e il matcha latte con vari tipi di latte ma anche qualche dolcetto al tè. C’è poi il caffè, il cappuccino e bevande speciali come il Golden Milk alla curcuma o il Chai con il latte di cocco. Al Matchabar di Los Angeles non mancano i matcha in bottiglia (classico, con mela e zenzero oppure con la menta) e si possono acquistare anche gli accessori per prepararlo e la famosa polvere verde.

Quando: da lunedì a domenica dalle 7 alle 18.

Dove: 3534 Sunset Blvd, Los Angeles, CA 90026

Nel 2017 è stato inaugurato il Matchabar a Los Angeles

American Tea Room

Cosa: un format di tearoom moderno, giovane e innovativo che oggi può contare ben tre punti vendita a Los Angeles. Nel menu dei locali (non male il loro Sencha) non possono mancare il matcha e il matcha latte sia caldi che freddi. Nell’estate 2017 sono stati lanciati dei drink che uniscono questo tè giapponese con succhi di frutta: guava, ananas, mela o arancia. All’American Tea Room, se volete, potete trovare anche in vendita un’ottima selezione di tè e di accessori.
Non perdetevi l’angolo interattivo per scoprire i profumi dei tè e la loro storia raccontata su uno grande schermo posizionato sopra i campioni!

Quando: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19. Domenica dalle 11 alle 17

Dove: io sono andata alla sede di 909 S Santa Fe Avenue, Los Angeles, CA 90021, in quello che viene definito Arts District. Vicino c’è il museo del gelato 😉

Matcha Latte all'American Tea Room di Los Angeles

Impresso

Cosa: un caffè informale, l’ideale per una mattinata o un pomeriggio di lavoro o una chiacchierata tra amici. Oltre alla carta dei tè (Art of Tea), ci sono alcune proposte di matcha. Attenzione: neanche ordinare un semplice matcha latte sarà una scelta contata. Preparatevi infatti alla domanda: “Con quale latte lo vuoi? Intero, parzialmente scremato, scremato, alle mandorle, al cocco,…”. Tra le bevande di Impresso, vi segnalo il matcha freddo, il matcha affogato (con una pallina di gelato) e il matcha blend (con gelato e latte al riso).
Viene precisato che il matcha è un grado A cinese macinato a pietra. Il sapore comunque non è affatto male.

Quando: dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 20. Sabato dalle 8.30 alle 20 e domenica dalle 9 alle 16

Dove: 115 S Hope St, Los Angeles, CA 90015

Da Impresso a Los Angeles potete bere un buon matcha latte

Starbucks

Cosa: penso che tutti voi conosciate questo brand famoso per le sue bevande al caffè. Mentre non vi consiglio il tè caldo, da Starbucks ho provato buoni matcha latte (caldi e freddi) e matcha frappuccini, sia a Los Angeles che a Las Vegas. Anche in questo caso potete scegliere il tipo di latte. Io ho ascoltato il suggerimento di mia sorella e mi sono innamorata della versione al latte di cocco (con cui preparare pure i ghiaccioli).

Quando: sempre aperto

Dove: ovunque. In particolare a Los Angeles sono stata in questi due indirizzi: 800 W. Olympic Blvd., 102, Los Angeles (attaccato allo Staples Center) e 201 World Way, Los Angeles (Los Angeles International Airport) Da provare il matcha frappuccino di Starbucks

Matcha Box

Cosa: da quello che dicono e da quello che mi risulta è il primo matcha bar, locale specializzato in matcha, aperto a Los Angeles. Al Matcha Box potete assaggiare il matcha cerimoniale, il matcha latte (anche con latte vegetale come quello di nocciola) e bevande speciali: matcha freddo con sciroppo di peperoncino jalapeno oppure matcha freddo con maraschino e zenzero, solo per fare qualche esempio.

Quando: da lunedì a venerdì dalle 11 alle 18. Sabato e domenica dalle 11 alle 17

Dove: 8036 West 3RD ST, Beverly Grove, Los Angeles

N.b. Questo è l’unico posto che non ho testato personalmente ma spero di recuperare presto 🙂

Foto: ©Five O clock e Gaia Mariani

Non mi sono stati offerti oggetti, bevande o compensi per citare i locali presenti

Si è da poco concluso il World Tea Expo 2017, una fiera sul tè (ma anche un luogo d’incontro) tra i più famosi e trendy al mondo. Nei giorni scorsi vi ho raccontato la mia esperienza, le mie emozioni e che cosa mi è piaciuto di più di questo grande evento.

Oggi invece vi segnalo i tea trends, le tendenze che ho osservato durante i due giorni che sono stata in fiera.

Nuove provenienze al World Tea Expo

A fianco dei grandi Paesi in cui tradizionalmente si produce tè, come Cina, Giappone, Taiwan, Sri Lanka e India, ho scoperto nuove provenienze. Alcune note, altre molto meno.

Vari espositori provenivano dalla Corea del Sud. Molti già conosceranno e ameranno i tè (in particolare verdi) di questa nazione orientale, ma la questione non è per tutti così scontata. Il fatto che ci fossero tanti stand dedicati secondo me è un segnale, un desiderio di far conoscere i propri prodotti al mondo intero. Se volete approfondire la storia del tè in questo Paese vi consiglio il libro Korean Tea Classics.

Era poi presente il Kenya, il Laos, il Nepal, la Colombia e la Nuova Zelanda. Mi soffermo su questi ultimi due Paesi.

Colombia

Abbiamo visto che si produce tè nell’America del Nord (California e non solo… peccato non essere arrivata in tempo per la conferenza sul tè hawaiiano!) ma ho potuto toccare con mano anche quello prodotto nell’America del Sud. In Colombia, nella zona montuosa di Bitaco, nel Sud Ovest del Paese, dal 2013 si coltiva tè.

Il marchio è Bitaco (appunto) e producono quattro tipi di tè nero, due di tè verde e alcuni tè aromatizzati.

Dal 2013 in Colombia si produce tè

Nuova Zelanda

La storia di questa piantagione, a coltivazione biologica, ha inizio nel 1996. Si trova vicino a Hamilton, nel nord del Paese. Si chiama Zealong. Mi hanno detto che viene usata una cultivar impiegata per gli oolong e con questa in nuova Zelanda si producono un tè nero, un tè verde, oolong con gradi diversi di ossidazione e tè aromatizzati.

Pensate che ci lavora anche una ragazza italiana ma non era presente al World Tea Expo.

Tè viola: dal Kenya con amore

Grande curiosità dell’edizione 2016 del World Tea Expo. Anche quest’anno il tè viola prodotto in Kenya, nella Rift Valley (Sud Ovest), è stato uno dei grandi protagonisti. Perché? Perché loro dicono che sia proprio una nuova tipologia di tè. Non solo viene usata una cultivar particolare, proveniente dall’India, ricca di pigmenti viola (antocianine) ma dicono di aver studiato un modo diverso di lavorare le foglie. Queste vengono fatte appassire (per mantenere la pigmentazione), cotte in padella, rullate e poi essicate a due diverse temperature.

Il tè viola del Kenya presentato al World Tea Expo

Nella foto: Boaz Katah, manager della cooperativa, e Bhavin Shah, chief operating officer dell’International Tea Importers

Altro motivo è il fatto che questo tè dà lavoro a una piccola cooperativa di piccoli agricoltori kenyoti che cercano di svincolarsi dalle logiche del grande mercato del tè nero e di creare un prodotto di qualità, a foglia lunga, unico al mondo.

Travel Mug per tutti i gusti

Altro grande tea trend del World Tea Expo sono le travel mug e i thermos per portarsi il tè ovunque noi siamo. Tantissime sono in vetro ma ne esistono anche in ceramica, alluminio, ecc…

C’erano marchi famosissimi come Bodum, proveniente dalla Germania, ma conosciuto in tutto il mondo, e altri che non avevo mai sentito.

In particolare, mi hanno date da provare due travel mug, una di The Tea Spot (ogni mattina, tra l’altro, questo brand organizzava una seduta di yoga prima dell’inizio della fiera) per tè e infusi e una specifica per il matcha firmata Libre Tea.

Libre Tea ha creato una travel mug apposta per il matcha

Tea to go: alla ricerca della praticità

Le cerimonie del tè e i rituali attorno a questa bevanda affascinano sempre. Al consumatore americano (e non solo) piace però anche qualcosa di pratico. Ecco che allora negli ultimi anni stanno arrivando sul mercato nuovi strumenti di fruizione.

Vi avevo parlato del tè in cristalli di Pique Tea e al World Tea Expo ho trovato altri prodotti simili. Tè in polvere, di solito biologici, che si sciolgono velocemente in acqua calda o fredda. Secondo me, possono essere molto interessanti soprattutto quando si è in viaggio. In più in giro ci sono prodotti di qualità buona, come il Cusa Tea.

Cusa tea, il tè in polvere, al World Tea Expo

In sintonia con l’idea di praticità e velocità senza perdere troppo in qualità è l’idea di Teforia. Di che cosa si tratta? È una specie di infusore, una macchina che, a seconda della miscela scelta, modifica la temperatura e il tempo di infusione delle foglie. È un modo interessante per combinare tradizione e nuove tecnologie.

Man mano si punterà sempre più a una maggior personalizzazione della preparazione.

I tè attualmente disponibili sono: Darjeeling (FF e SF), Dragon Tea oolong, Daybreak (tè nero), Dream of Iris tea (oolong), Earl Grey, Formosa tea (oolong), Frost Dragon Tea (oolong), Genmaicha, Golden Nectar Tea (tè giallo), Heart Dragon Tea (oolong), Hidden Summit Tea (oolong), Hojicha, Iron Age of Wisdom (tè nero), Jade Dragon (oolong), Chai tea, San Lin Xi Mountain Dragon Tea (oolong), Sencha, Siren Song Tea (oolong), Velvet Rubies Tea (tè nero), Wild Centennial Tea (oolong) più varie tisane come quella alla menta.

Durante il World Tea Expo, Allen Han, Ceo e fondatore di Teforia, mi ha mostrato come funziona questo nuovo prodotto.

Matcha come se non ci fosse un domani

A proposito di tè solubili, il matcha era ovunque al World Tea Expo 2017. Sia nella versione “premium”, protagonista di cerimonie del tè, che nelle versioni classiche, spesso e volentieri mono dose per essere preparato ovunque e comunque.

Quello che mi ha stupito è che non c’era il matcha declinato in prodotti diversi. C’erano due stand di cioccolati al tè e basta. In Italia avremmo avuto sicuramente più offerta in questo senso visto che già possiamo trovare di tutto, dal gelato ai panettoni (Tea in Italy), passando per l’uovo di Pasqua (Qualcosa di tè).

Comunque il matcha e il matcha latte piace e, tornata a Los Angeles ho fatto uno studio sull’argomento di cui vi parlerò presto. Per ora, Bye Bye Las Vegas!

 

Ps. C’è qualche distributore in ascolto? Ho dei contatti interessati al mercato italiano… scrivetemi a info@justafiveoclocktea.com

Foto: Five O clock

Le Travel Mug sono la soluzione migliore per portare il tè ovunque: in treno, in metropolitana, a scuola, in ufficio, ma anche in vacanza. Preparate la vostra bevanda preferita a casa, sia con l’infusione a caldo che con l’infusione a freddo. Versatela nel contenitore e il gioco è fatto!

Forse l’unico problema è scegliere una Travel Mug tra le tantissime disponibili online e i nei negozi… per questo ho lanciato un sondaggio sulla pagina Facebook (come abbiamo fatto per i bollitori). Vediamo che cosa è venuto fuori…

Thermos o Travel Mug?

Una volta si parlava solo di thermos per portarsi in giro tè o caffè, mentre ora è più trendy parlare di Travel Mug. C’è una differenza tra i due prodotti? Se sì, qual è?

Il thermos è un recipiente (spesso dalla forma simile a una bottiglia) in materiale termoisolante. Tiene quindi il caldo o il freddo per un determinato periodo di tempo. La Travel Mug non deve essere per forza termoisolante… è una tazza da asporto, da portare via un po’ come si fa con quelle di Starbucks o locali simili.

Bene e ora vediamo quello che ho sperimentato, quello che mi hanno consigliato gli amici e quello che mi hanno segnalato i lettori di Five O clock. Volete darci altri suggerimenti? Scriveteli nei commenti! Sono tutti ben accetti 🙂

1. Travel Mug: Contigo

Mi ricordo quando nella mia vecchia redazione si preparava il tè… Due colleghe avevano la Travel Mug di Contigo, azienda belga, e ne erano entusiaste. Unica controindicazione (se proprio vogliamo): mantiene il calore in modo davvero efficace per cui, se portate la temperatura di infusione fino a 95 – 100° C, vi ci vorrà un po’ prima di poter bere il tè.

La Travel Mug di Contigo è termoisolante, con doppia parente in acciaio inox. Disponibile in vari colori, può contenere fino a 470 ml. La potete acquistare su Amazon.

2. Travel Mug: Bodum

Bodum è un marchio famoso per il tè (e non solo). Tutto è nato nel 1944 a Copenhagen grazie a Peter Bodum. La Travel Mug è in acciaio inox, termoisolante e ha una banda in silicone laterale, adatta per afferrare meglio il recipiente senza entrare in contatto diretto con il calore. E poi ormai è un po’ un segno distintivo di questi accessori.

Anche in questo caso sono disponibili vari colori e ha una capienza di 350 ml. La potete acquistare su Amazon e sul sito di Bodum.

3. Travel Mug: KeepCup

Negli ultimi mesi sono esplose in Italia le Travel Mug della KeepCup. Pratiche, colorate e create nel 2009 da due fratelli australiani con un nobile intento: realizzare delle tazze riutilizzabili in modo da evitare gli sprechi ed essere più sostenibili. In più per crearle viene usato un ridotto contenuto di plastica.

Ne esistono diversi formati e diversi colori. È pure disponibile una versione in vetro.

Trovate le Travel Mug di KeepCup in alcuni teashop italiani oppure su Amazon.

4. Travel Mug: Ecoffee Cup

Per chi ha particolarmente a cuore l’ambiente, segnalo anche le britanniche travel mug di Ecoffee Cup. Non lasciatevi ingannare dal nome, sono perfette per il tè.

L’aspetto è molto simile ai bicchieroni di Starbucks ma sono realizzate in fibre di bambù. Non terranno il calore come un thermos ma sono leggere, pratiche, colorate e si possono lavare in lavastoviglie. E poi sono ecosostenibili. Non le metterei a testa in giù in una borsa ma di certo possono essere utili da portare in mano o da tenere sulla scrivania di casa oppure dell’ufficio e mantenere un minimo di calore.

Sono disponibili in alcuni teashop italiani oppure su Amazon.

5. Travel Mug: Well Bottle

La moda delle Travel Mug è esplosa in tutto il mondo anche grazie a bellissimi ed elegantissimi contenitori in vetro. Una mia amica mi ha consigliato quelli di Well Bottle, azienda di design danese. Lei la usava anche per preparare le acqua aromatizzate.

Le pareti hanno una doppia parete in vetro borosilicato, caratteristica utile per mantenere un po’ la temperatura senza ricorrere all’acciaio. All’interno c’è un infusore in acciaio estraibile. Potete acquistarle sul sito della compagnia.

6. Travel Mug tedesche: Flow Tea e Amapodo

Simile è il caso delle Flow Tea, Travel Mug in vetro decorato, realizzate dell’azienda tedesca Eigenart. Anche in questo caso c’è una doppia parete di vetro, c’è il filtro in acciaio ma, in più, viene venduta insieme alla custodia in neopreme. Può contenere fino a 400 ml di tè. La potete acquistare in alcuni teashop italiani o su Amazon.

A proposito di vetro e di Travel Mug, vi segnalo che secondo Amazon il prodotto più venduto è la tazza in vetro con infusore in acciaio chiamata #teafavs, prodotta da Amapodo. Sarà vero?

Amapodo è un’azienda tedesca specializzata nel mondo del tè. #teafavs contiene 450 ml di liquido e dicono che mantenga la temperatura fino a 2 ore. Ne esiste una versione in doppia parete di acciaio inox con rivestimento esterno in bambù e filtro. Potete acquistarle entrambe su Amazon o sul sito di Amapodo.

L’azienda segnala che ora esiste un nuovo modello che tiene la temperatura fino a 8 ore e contiene fino a 500 ml di liquido.

7. Travel Mug: Acera Liven

Ecco la mia travel mug (vi risparmio di parlare del thermos/travel mug di Disneyland Paris con Olav del film d’animazione Frozen ;-)). Al Fuorisalone 2016 avevo intervistato Virginia Yu, una dei responsabile dell’azienda di Taiwan Acera Liven. Il prodotto è molto molto bello, fatto a mano, in ceramica. Devo essere sincera? Ha un difetto, secondo me: pesa abbastanza, anche vuoto. Questo articolo nasce infatti da alcune vostre domande, ma anche da un mio desiderio di comprare una Travel Mug pratica per i miei viaggi in treno. Cercavo qualcosa di elegante ma più leggero e in grado di conservare bene al temperatura.

Questa Travel Mug non è infatti termoisolante per cui è meglio bere il tè nel giro di un breve lasso di tempo (il mio consiglio: entro un’ora al massimo).

La potete acquistare su Amazon China oppure sul sito dell’Hangar Design Group, il prezzo è molto simile.

8. Travel Mug: David’s Tea

Mi hanno detto che le Travel Mug di David’s Tea, azienda canadese specializzata nel mondo del tè, sono eccezionali. Pratiche e tengono benissimo la temperatura. Ci sono di vario genere, di diverso colore e realizzate con vari materiali… unico problema: non spediscono i prodotti al di fuori dei confini di Canada e Stati Uniti.

Ho voluto però segnalarvi lo stesso questo marchio perché non si sa mai che in futuro cambino idea o che voi abbiate in programma un viaggio nel Nord America. In quest’ultimo caso, non dimenticate di visitare una piantagione di tè come la Golden Feather Tea Plantation in California.

 

Foto: Five O clock
Questo post contribuisce al programma di affiliazione di Amazon.
Non mi sono stati offerti oggetti o compensi per citare i prodotti presenti in questo post.

Conoscendo la mia passione per il tè, mi hanno invitata al ristorante Izu di Milano per provare il cocktail al tè matcha. Si chiama The Ritual e prevede tutta una serie di ingredienti che rimandano ai profumi e ai sapori giapponesi: matcha (naturalmente), sakè, vodka agli agrumi, mandarino fresco, yuzu (un agrume orientale, fiori di dushi (fiori commestibili dal sapore dolce), soda allo zenzero, shiso (erba aromatica della stessa famiglia della menta).

Devo ammetterlo: è stato il mio primo cocktail al tè matcha. So che questo tè è molto usato nella tea mixology (lo abbiamo visto protagonista anche alla Tea Masters Cup 2017 e ne abbiamo accennato parlando di come usare il matcha in modo originale) ma non avevo mai avuto occasione di provarlo in questa “veste alcolica”.

Cocktail al tè: intervista a Jin Hu

Jin Hu è il giovane titolare di Izu Milano. Insieme al bartender del ristorante ha creato negli ultimi anni una linea di signature cocktail (che potremmo brutalmente tradurre come “cocktail della casa”) pensata appositamente ai piatti del menu. The Ritual fa parte di queste ricette.

Per preparare questo cocktail al tè, mi hanno spiegato che il matcha è stato sciolto nel sakè, precedentemente intiepidito. Incuriosita, ho approfittato per fare altre domande a Jin…

Come è nata l’ispirazione per The Ritual?

The Ritual è nato ispirandosi alla cultura giapponese: si è voluto portare nella preparazione di un cocktail il rito cerimoniale del tè.

Con quale piatto di Izu abbinerebbe questo cocktail?

Si tratta di un cocktail “da pasteggio”, si abbina bene a tutti i crudi, per esempio al “ceviche di mare alla Izu”, rivisitazione del classico ceviche peruviano, con pomodorini, avocado e salsa dello chef a base di frutta, verdura e olio extra vergine d’oliva.

Il matcha è un ingrediente difficile da inserire nei cocktail?

Sì, non è semplice da usare, va ben bilanciato: bisogna calibrare il dosaggio per equilibrare al meglio il suo gusto con gli altri ingredienti del cocktail, perché potrebbe risultare troppo intenso.

Sta pensando ad altre ricette alcoliche o non con il tè?

Sì, stiamo lavorando ad altri drink che prevedono in miscelazione un tè diverso dal matcha.

Tè nel menu di un ristorante

Nella carta del ristorante, Jin ha già inserito alcuni tè (Sencha Fukuyu, Genmaicha con riso ma anche mais tostato, tè verde al gelsomino e Bancha), ma ha intenzione di ampliare la sua selezione. E vorrebbe sperimentare il tè anche in cucina. A me, per esempio, ha proposto il Mojito Fumè ovvero tagliolini di riso con gamberi, lemon grass a cui ha aggiunto appositamente una spolverata di matcha.

Nel menu ci sono già i mochi ripieni di gelato al tè verde e fe la birra al tè: la Iki Yuzu, con estratto di tè verde Sencha e agrumi.

I mochi al matcha del ristorante Izu di Milano

La cucina di Izu è una proposta fusion, dove la tradizione giapponese si mescola a ricette e a ingredienti da diverse parti del mondo. Abbiamo parlato di ceviche, ma non mancano materie prime inusuali per la cucina giapponese come foie gras, olive taggiasche, capperi di Pantelleria, pistacchi di Bronte,…

Del resto la storia del ristorante è particolare: tutto è nato dalla famiglia Hu, di origine cinese, che nel 1993 hanno aperto una gastronomia orientale a Milano. Nel 2006 lo spazio è stato trasformato in Izu, un ristorante fusion e progressivamente rinnovato e ampliato grazie al progetto dell’architetto Simone Nisi Magnoni.

 

Foto: Five O clock

The o tè, come si scrive il nome della nostra bevanda preferita? Capita, a volte, di sedersi in una sala da thè e di consultare il menu per ordinare à la carte la varietà da degustare. Capita, sì. Ma è meglio se capitasse in un Paese francofono! Perché, in Italia, è meglio trovarsi in una sala da tè e non è detto che debbano essere per forza le “Five ‘o clock”… certe usanze lasciamole alla Queen!

Il nazionalismo che potrebbe trasparire da queste battute iniziali è più linguistico che di altro tipo. È bene, infatti, chiarire una volta per tutte che l’italiano beve solo tè.

Tè nero, tè verde, tè bianco, tè rosso (anche se il rooibos non è un tè),… ma sempre e solo TÈ.

Thè, the o tè: la parola agli esperti

In italiano la parola ha avuto diverse forme attestate dai dizionari (anche in quelli storici), proprio perché il termine tè è un forestierismo diffuso a livello nazionale e, come tale, può capitare sia che venga recepito dai parlanti nella forma originaria (molto spesso thè) sia che venga adattato alla struttura fonetica e morfologica della lingua d’arrivo (da qui, la forma ).

Oggi la norma prevede che sia la forma tè a essere registrata a lemma. Che cosa significa? Che tè è la forma ufficiale sui dizionari. Ne danno conferma l’Accademia della Crusca e tutta la produzione lessicografica relativa: si vedano il dizionario Sabatini-Coletti (“tè meno frequente the”), il Garzanti (“tè”). Il Nuovo De Mauro fornisce anche un’interessante attestazione del termine tè risalente al 1606.

Il Vocabolario degli accademici della Crusca, nella sua 4° edizione (1729-1738), riporta invece la forma te, trascritta quindi come variante omografa del pronome di seconda persona (che tuttavia non richiede accentazione, ndr) e l’esempio che riporta è tratto dall’opera dell’accademico Francesco Redi, Annotazioni al Ditirambo: “Il te è una bevanda usitatissima […] e si compone col tenere infusa nell’acqua bollente una certa erba chiamata Te, ovvero Cià”.

Il Tommaseo-Bellini, nell’edizione online prodotta nel 2015 dall’Accademia della Crusca (si tratta di un apposito motore di ricerca realizzato dall’informatico Daniele Fusi), è tra i dizionari più tolleranti e riporta entrambe le grafie tè e thè, con accento grave nel secondo caso. Di simile indirizzo è il Devoto-Oli, ma senza accentazioni (“The, grafia meno corrente per Tè”).

Cosa dice infine l’Accademia della Crusca?

Tuttavia, il “setaccio” finale tocca sempre all’Accademia della Crusca: esiste un termine italiano, tè, che ha adattato il primogenito cinese t’e (di cui vi avevamo accennato qui) ed è preferibile a thè o the.

E allora, the o tè? Per noi, non hanno senso di sussistere le altre forme perché sarebbero soltanto una “scorretta” fusione tra italiano e grafie straniere. E il tè, cari lettori, non va fuso…ma infuso!

Nei commenti trovate un’interessante integrazione di Luca Xanadu.

Testo di Francesca Lorefice

Foto: Five O clock

Articolo modificato il 26 maggio 2017 su consiglio di Federica

Cioccolato e tè. Due ingredienti che amo tantissimo come, credo, molti di voi. Ma avete mai provato ad abbinarli? A gustare un biscotto o una torta al cioccolato insieme a una tazza di tè?

Probabilmente la risposta è sì e vi sarete già accorti di come queste nostre due passioni siano ottime da sole ma anche in coppia. Oggi vi aggiungo solo qualche informazione in più e vi suggerisco tre modi per abbinare cioccolato e tè.

Ci sono infatti tipi di tè che si accompagnano meglio a certi tipi di cioccolato e viceversa. Per capirlo mi sono resa conto che ci possono aiutare gli studi, le indicazioni sulle analisi sensoriale, ma a volte basta semplicemente il buon senso. Se un sapore prevale e annulla l’altro qualcosa non funziona. L’uno deve esaltare l’altro. Fate delle prove (potete riciclare così il cioccolato delle uova di Pasqua), è divertente!

Io intanto vi racconto che cosa ho scoperto in questi anni (che fatica assaggiare tutto quel cioccolato 😉 ) e che cosa consigliano esperti, appassionati e tea sommelier nel mondo.

Cioccolato bianco e tè verde

Forse è l’abbinamento più scontato oggi che il tè verde matcha è diventato il protagonista indiscusso di tantissime ricette dolci. Pensate al kit kat al matcha, ai muffin al matcha e cioccolato bianco o al cioccolato al matcha.

La base è sempre il cioccolato bianco. Da una parte si spiega per motivi di colore: quella bella tonalità verde verrebbe coperta dal colore scuro di un cioccolato al latte o fondente. E poi entrambi hanno sapori non troppo aggressivi, che non si disturbano a vicenda.

Provate il cioccolato bianco anche in abbinamento ad altri tè verdi giapponesi (Genmaicha, Sencha,…), coreani, indiani, nepalesi,… Con i tè verdi cinesi invece, secondo me, bisogna fare più attenzione: le forti note tostate di un Gunpowder o di un Chun Mee, per esempio, li vedo meglio con un cioccolato fondente leggero (< 60%) o con un cioccolato alle nocciole.

Cioccolato al latte e tè oolong

La prima volta che ho letto di questo abbinamento sono rimasta perplessa, non mi convinceva. Temevo che le note complesse degli oolong potessero disturbare, alterare il sapore dolce, a volte caramelloso, del cioccolato al latte. E invece… provate!

Secondo me gli oolong migliori sono quelli a bassa o media ossidazione come può essere un Tie Guan Yin cinese o un Dong Ding di Taiwan. Quelli ad alta ossidazione mi piacciono di più con un cioccolato alle nocciole.

Nella foto vedete l’uovo di Pasqua Majani (grazie mamma per il regalo!) con uno strato esterno di cioccolato fondente e uno interno alla crema Fiat (cioccolato, nocciole e mandorle). Qui secondo me un oolong a bassa ossidazione funziona in modo sorprendente!

Se non avete in casa un tè oolong, provate con una tazza di tè nero Assam o un classico English Breakfast. Del resto, molti bevono questi tè con il latte, no?

Cioccolato fondente e puer

Il puer, il tè fermentato dello Yunnan cinese, può essere considerato un tè da meditazione. Un po’ come certi cioccolati fondenti, del resto. In più, entrambi si accompagnano bene con il rum.

Nel caso degli Shu o puer cotti/neri, secondo me meglio puntare a sapori intensi, con percentuali di cacao superiori al 70%. Nel caso degli Sheng o puer crudi/verdi, io preferisco il cioccolato fondente al 70% al massimo.

Quali sono i vostri abbinamenti preferiti?

Foto: ©Five O clock

Fonti: teacourse.com, thedailytea.com, twinings.co.uk, tea.ca

Si è appena concluso il primo festival del tè in Italia, In Tè Bologna Festival, dal 7 al 9 aprile nel capoluogo emiliano. Ci siete stati? In questi tre giorni sono riuscita a conoscere e a chiacchierare con alcuni di voi ed è stato bellissimo, grazie! Se però non siete riusciti a venire, bè, oggi vi racconto le mie impressioni su questa manifestazione, che è stata incredibile.

Perché è stata incredibile? Partiamo dal fatto che qualcuno ha avuto il coraggio di organizzare qualcosa del genere in Italia, Paese non particolarmente famoso per il consumo di tè e in un momento storico tutt’altro che sereno. Qualcuno ci ha creduto e ha voluto investire i propri soldi e il proprio tempo per far scoprire un mondo ai più ancora sconosciuto. Liana, Patrizia, Marcella dell’associazione In Tè ma anche gli espositori, i relatori, che sono venuti apposta a Bologna per contribuire a questo grande evento.

Un grande evento sì, perché ci sono stati 5700 visitatori! C’era sempre gente in sala, tantissimi giovani e persone che erano venute apposta da tutta Italia.

Il primo festival del tè in Italia, In Tè Bologna Festival

Alcuni ospiti internazionali come Manuja Peiris, Chief Executive dell’International Tea Committee, Jean Luc Mastaki Namegabe, senior economist della Fao, e Somasena Mahadiulwewa, Minister Counsellor dell’ambasciata dello Sri Lanka, erano piacevolmente stupiti da tanta affluenza.

In Italia si beve tè!

Che cosa mi è piaciuto di più?

Il primo festival del tè in Italia ha potuto contare su 10 espositori e 30 eventi. Forse, tra gli incontri che mi sono piaciuti di più, ci sono stati quelli sul tè giapponese con Anna Poian e sul tè di Taiwan con Giovanni Majer. Molto interessante è stata poi la tavola rotonda sui consumi del tè e sull’Italia come potenziale nuovo protagonista del mercato internazionale.

Il primo festival del tè in Italia, In Tè Bologna Festival
©Rocco Casaluci

La cosa però che mi è piaciuta di più in assoluto è stata l’atmosfera. Un po’ come è successo per la prima edizione della Tea Masters Cup. È stato bellissimo ritrovarsi e dare un volto a persone che prima conoscevo solo attraverso email o i social network. È stato stupendo conoscere gente nuova con la mia stessa passione per il tè, chiacchierare del più e del meno, scambiarsi informazioni e sorrisi. È stato un festival del tè, ma anche un festival dell’amicizia.

Grazie quindi a Liana, Patrizia, Marcella, Marina, Anna, Giovanni, Paola, Adriano, Matteo, Federica, Sara, Monica, Lucio, Mattia, Lorenzo, Santa, Alessandra, Emanuela, Antonia, Federica, Rosaria, Alessandra, Maria, Lucia, Rocco,… spero di non aver dimenticato qualcuno 🙂

Che cosa mi è piaciuto meno?

Difficile rispondere a questa domanda. Credo che per la disponibilità di spazi e tempi tecnici per l’organizzazione non si potesse fare meglio di così. Magari l’anno prossimo possiamo lavorare su una nuova e più ampia location e su una varietà maggiore di eventi.

Uso la prima persona plurale perché sono fiera di dire che ho seguito tutto da molto vicino essendo la responsabile dei social network di In Tè Bologna Festival (ecco qual è il lavoro di una blogger!).

Mi è dispiaciuto non riuscire ad assaggiare il Sencha di Midoritaly ma spero di poterlo fare quanto prima!

Tea party al festival del tè

Sabato 8 aprile anche Five O clock ha avuto il suo momento di gloria con un incontro su come organizzare un tea party perfetto in diverse occasioni. A darmi una mano è stata Paola Congedo di Palazzo di Varignana che, insieme al suo staff, ha studiato alcune ricette a base di tè per accompagnare il momento.

Si parla di Tea Party e di ricette con il tè a In Tè Bologna Festival
©Rocco Casaluci

Non siete riusciti a venire? L’incontro è andato subito sold out ma prometto che pubblicherò presto i miei appunti!

Si parla di Tea Party e di ricette con il tè a In Tè Bologna Festival
© Rocco Casaluci

Che dire, per me il festival del tè è stata un’esperienza incredibile! E vedere che tanta gente è interessata e affascinata da questo mondo mi ha dato grande energia… w il tè!

Foto: ©Rocco Casaluci
Post sponsorizzato

Questo è il momento atteso da molti, me compresa. Finalmente anche l’Italia avrà il suo festival del tè! Segnatevi allora le date e non prendete appuntamenti: dal 7 al 9 aprile nel salone della Banca di Bologna, al primo piano di Palazzo De’ Toschi (piazza Minghetti 4/d), nel centro storico di Bologna.

(Trovate i miei commenti del dopo festival qui)

Che cosa troveremo al primo festival del tè italiano?

Tutte le informazioni sul primo festival del tè di Bologna

Ci saranno gli stand degli espositori e un ricco calendario di eventi che vogliono mostrare le mille sfaccettature di questa bevanda millenaria. Ci saranno infatti cerimonie del tè cinese ma anche incontri con le novità del settore. Tra questi, l’anteprima della miscela Narratè (per saperne di più cliccate qui) dedicata proprio a Bologna.

Verranno presentati libri. Potremo incontrare giovani esperti che parleranno di Taiwan (Giovanni Majer) e Giappone (Anna Pojan… per iniziare a conoscere il tè giapponese potete cliccare qui). Potremo degustare tè in sala o durante i workshop oppure berli in strada con la formula “to-go” de La Pentola del Tè. Saranno poi presenti alcuni produttori del Paese protagonista della prima edizione del festival del tè. Stiamo parlando dello Sri Lanka, che quest’anno festeggia i primi 150 anni dalla nascita della prima piantagione di tè.

Durante i tre giorni ci saranno poi dei brevi corsi di introduzione al mondo del tè a cura di ADeMaThè. Per i più piccoli, invece, ci sono due laboratori di pittura con il tè.

Non posso dimenticare di citare una piccola sorpresa del programma… vi svelerò tutto nel prossimo paragrafo.

Il festival del tè è stato organizzato dalle associazioni InTèADeMaThè, un gruppo di appassionati e di professionisti che vogliono contribuire a diffondere la cultura del tè in Italia e trasmettere l’idea di tè come mood e non come “medicina”.

La manifestazione ha il patrocinio del comune di Bologna e vede come partner Banca di Bologna, MondoThè, ADeMaThè, Ascom (provincia di Bologna), Nouvelle, Narratè e Librerie Coop.

L’ingresso è gratuito e gli orari di apertura sono: venerdì 7 aprile dalle ore 15 alle ore 20.30; sabato 08 aprile dalle ore 10 alle ore 20.30; domenica 09 aprile dalle ore 10 alle ore 20.00.

Five O clock al festival del tè

Ecco la sorpresa di cui vi ho accennato: anche Five O clock parteciperà con un incontro speciale al festival del tè. Parleremo di come organizzare un tea party, quali tè e ricette scegliere, quali tazze usare,… scopriremo come il tè si possa adattare benissimo a qualsiasi occasione e in qualsiasi momento dell’anno.

Quando? Sabato 8 aprile dalle 13.30 alle 15 nella “sala workshop” del festival.

L’incontro costa 10 euro, costo che comprende gli assaggi di finger food che stiamo escogitando per voi! Per prenotare potete cliccare qui

Bè, se l’8 aprile qualcuno di voi sarà al festival mi faccia un fischio 😉

Potete consultare il calendario completo degli eventi sul sito del festival: www.in-te.it