Five O clock

Giornalista professionista appassionata di tè

Il tè al gelsomino è un grande classico, conosciuto anche da chi non è esperto di tè. Lo si trova facilmente nei bar di tutta Italia e nei ristoranti cinesi. Ed è proprio in Cina che è nato non solo il tè, ma anche i primi blend, come questo di cui vi parlerò oggi.

L’arte di mescolare foglie di tè e fiori, più precisamente, si è sviluppata a partire dalla provincia cinese del Fujian circa 400 anni fa (alcuni parlano addirittura di 1000 anni). Da qui provengono ancora alcuni dei migliori tè al gelsomino. In particolare dalla zona della capitale Fuzhou, nel sud-est del Paese. Famosi sono anche i tè al gelsomino della regione autonoma di Guangxi, nella Cina meridionale, al confine con il Vietnam. Del resto, entrambe le zone sono ben note anche per i mercati dei fiori. E un buon gelsomino è sicuramente un ottimo punto di partenza.

Tè al gelsomino: preparazione

Ricordate che tradizionalmente alla base di questo tè ci sono foglie di tè verde e quindi è bene prestare un minimo di attenzione alle temperature e ai tempi di infusione. Per capire come preparare correttamente il tè verde potete cliccare qui.

Quantità: 3 g per tazza (circa 220 ml di acqua) che equivale a un cucchiaio da minestra scarso
Temperatura: acqua a 80° C
Tempo di infusione: 2 minuti e 30 secondi – 3 minuti

Tè aromatizzati o tè profumati?

Come nasce il tè al gelsomino? Si possono aggiungere gli aromi (più o meno) naturali, pezzi di altri ingredienti, estratti, oli essenziali oppure… tradizionalmente in Cina esiste un’altra procedura molto più affascinante. Il risultato? In questo secondo modo si ottiene un tè più delicato, morbido e meno aggressivo, pure all’olfatto. Posso berlo anche al mattino appena sveglia senza essere infastidita dall’odore penetrante.

Dal primo metodo derivano i tè aromatizzati (flavoured tea), dal secondo i tè profumati per contatto (scented tea).

Come si fa a “profumare” un tè? Prima di tutto ci vogliono due premesse: i fiori durante la fioritura rilasciano sostanze aromatiche; il tè è in grado di assorbire i profumi che ha vicino. Per questo motivo è meglio conservarlo lontano da odori troppo intensi. Mettete insieme queste due nozioni e non vi sarà difficile immaginare come creare il tè al gelsomino…

Tè profumati per contatto

Le foglie di tè vengono distese al suolo e ricoperte di boccioli di gelsomino. Questi devono essere raccolti all’alba, quando sono chiusi, mantenendo così all’interno i preziosi olii essenziali. Quando di notte si schiuderanno rilasceranno la loro fragranza che verrà assorbita dal tè. Questo processo viene ripetuto più volte, anche 10 per ottenere un tè di alta gamma. I fiori possono essere rimossi o meno. Per alcuni, lasciare i petali è una questione prettamente estetica. Per altri è un vero e proprio danno perché in questo modo potrebbe prevalere il sapore del gelsomino su quello del tè.

Infine il tè viene nuovamente essiccato per eliminare l’umidità lasciata dai fiori. Da questo video potete farvi un’idea del metodo della profumazione:

Questo procedimento viene fatto pure con foglie di tè nero oppure oolong. Viene evitato di solito il tè bianco perché i suoi aromi naturalmente floreali rischierebbero di rimanere schiacciati da quelli del gelsomino. Si possono poi usare altri fiori come boccioli di rose, osmanto, loto (tradizione famosa in Vietnam) o persino succo di lychee come fanno nel Guangdong cinese.

Se vi vendono del tè al gelsomino sotto forma di piccole sfere sappiate che si chiamano “perle di drago“. Le foglie più giovani e tenere possono essere infatti arrotolate a mano in piccole palline che si dischiudono man mano durante l’infusione. Un tè elegante e prezioso.

Le perle sono un elegante e prezioso tè verde al gelsomino

Abbinamenti per il tè al gelsomino

In Cina viene offerto a pranzo e a cena al posto dell’acqua. È quindi sicuramente un tè da bere a tutto pasto. In particolare vi consiglio di provare il tè al gelsomino con i cibi piccanti e speziati, piatti a base di verdure, formaggi erborinati, dolci dal sapore delicato come madeleine o una fetta di torta di carote.

Tempo fa ho preparato delle ricette con questo tipo di tè:

risotto al tè con gorgonzola e pere

crostata di mele profumata al tè al gelsomino

Tè al gelsomino: benefici

Non mi stancherò mai di ripetere: il tè dovrebbe essere bevuto al di là delle sue proprietà perché è buono, è un mondo ricco di storie, tradizioni, profumi, è divertente, è rilassante e più in generale fa stare bene.

Se però siete interessati agli effetti del tè sulla salute ricordiamo che il tè verde è ricco di polifenoli, minerali e aminoacidi. Diversi studi confermano che abbia proprietà anti infiammatorie e aiuti a prevenire l’insorgenza di diabete e problemi cardiovascolari. Ho trovato una ricerca che aveva come oggetto i possibili benefici del tè al gelsomino nella cura dei tumori gastrointestinali ma i dati risultano al momento insufficienti (la trovate qui). In particolare si dice che siano necessarie analisi ulteriori sui potenziali effetti della temperatura, della qualità del tè e dell’acqua.

Gli oli essenziali del gelsomino hanno proprietà antibatteriche e rilassanti. Sul sito doctorshealthpress.com si aggiungono benefici per la nostra pelle: questi oli idratano, aumentano l’elasticità e cancellano le cicatrici lasciate dall’acne e dalle ferite. Sembra che questo tè, lasciato raffreddare in frigorifero, sia un ottimo tonico per il viso.

Il tè al gelsomino favorisce poi la digestione (sono d’accordo!) e sembra che questo fiore sia un intrigante afrodisiaco…

Il tè al gelsomino ha proprietà digestive e calmanti

Tè al gelsomino: contiene teina?

Tra i 5 tè a basso contenuto di teina abbiamo citato anche alcuni tè verdi. Non è però vero che tutti i tè verdi contengano poca teina. Pensate al matcha oppure andate rivedere la mia esperienza con il raccolto freschissimo di un Meng Ding Gan Lu: due ore di passione tra tachicardia, tremori, mal di testa e nausea. Eppure era un tè verde…

Il tè al gelsomino non fa eccezioni. Contiene teina, non è tra quelli che ne ha meno né tra quelli che ne ha di più. Se è vero che il gelsomino ha poteri sedativi sul nostro sistema nervoso e che riesce a diminuire lo stress, questo tè potrebbe però essere considerato meno eccitante di tanti altri. Per sicurezza, se soffre di insonnia, mi sento di consigliarvi di berlo entro il primo pomeriggio, non oltre.

Tè al gelsomino dove si compra

Trovare il tè al gelsomino è facile. Più difficile è trovarlo buono visto che è un tè molto inflazionato. A volte potrebbe essere di una qualità alta ma conservato male e questo fa sì che perda gran parte del suo aroma.

Sono sicura che in tutti i negozi specializzati nella vendita dei tè possiate trovare ottimi prodotti. Magari anche più di uno, con diverse fasce di prezzo e quindi di qualità. Chiedete se si tratta di un tè aromatizzato o profumato. Provate ad annusarlo per capire se l’intensità di profumo può essere adatta a voi. Guardate le foglie: ci sono fiorellini? Sono aperte o arrotolate come sfere? Infine: provate! L’importante è che vi piaccia, no? 😉

Spesso mi chiedete dove si compra il tè online. Recentemente ho acquistato le perle di tè al gelsomino del portale cinese dragonteahouse.biz e non sono male. Sono quelle delle foto in questo articolo. Non sono eccezionali, il sapore è delicato e non molto persistente ma comunque dolce e per niente astringente.

 

Foto: ©Five O clock

Fonte:  The Tea Book di Linda Gaylard; nationalgeographic.it; teaguardian.com; Il piacere del tèTea Sommelier di Gabriella Lombardi e Fabio Petroni; teatulia.com; teaforte.com; ncbi.nlm.nih.gov; appunti corso TEA 104 Protea Academy e Tea and Herbal Association of Canada; Tea a User’s Guide di Tony Gebely; doctorshealthpress.com; englishteastore.com
Non mi sono stati offerti oggetti o compensi per citare i prodotti presenti in questo post.

Dopo la pausa estiva, torna il consueto appuntamento con gli eventi e i corsi sul tè. Scopriamo che cosa succede in Italia (e non solo) a settembre 2017 per tutti gli appassionati. Sì, da oggi in poi vi segnalerò anche i più importanti appuntamenti dedicati al tè in giro per il mondo.

L’idea è nata durante una conferenza al World Tea Expo 2017. Durante un tavola rotonda tra vari organizzatori di festival del tè è stata lanciata la proposta di creare una sorta di network tra appassionati. In effetti non si sa mai: potreste proprio essere in quella località negli stessi giorni dell’evento a New York, Singapore o Seul e queste breve indicazioni potrebbero tornarvi utili. Che ne dite?

Eventi in Lombardia

9 settembre: ottavo appuntamento con la storia del tè. Questo pomeriggio si parlerà del tè nel nuovo mondo con degustazione di due tè rossi. Dove: Tête à Thè di Abbiategrasso. Ora: 16.30. Costo: 12 euro. Prenotazione obbligatoria: info@teeria.it

9 settembre: workshop dedicato al matcha con degustazione di dolci tipici giapponesi. Dove: Tea in Italy a Varese. Ora: il primo è alle 10.30, il secondo alle 11.30. Costo: 12 euro. Prenotazione obbligatoria: taeko@teainitaly.com

11 settembre: serata per scoprire i tanti nomi del con degustazione di quattro tè. Dove: Tête à Thè di Abbiategrasso. Ora: 21.30. Costo: 13 euro. Prenotazione obbligatoria: info@teeria.it

17 settembre: prima parte del corso sulla cultura e la degustazione del tè in collaborazione con l’Associazione Italiana Cultura del Tè (Aictea). La giornata è dedicata alla geografia del tè. Il secondo appuntamento sarà il 24 settembre. Dove: La Teiera Eclettica di Milano. Ora: 10.00 – 13:30 e 14,30 – 19. Costo: 250 euro per l’intero corso di 16 ore (+ 20 euro di iscrizione per i non soci di Aictea). Prenotazione obbligatoria: corsi.aictea@gmail.com

24 settembre: seconda parte del corso sulla cultura e la degustazione del tè in collaborazione con l’Associazione Italiana Cultura del Tè (Aictea). L’argomento è la preparazione e la degustazione del tè. Dove: La Teiera Eclettica di Milano. Ora: 10.00 – 13:30 e 14,30 – 19. Costo: 250 euro per l’intero corso di 16 ore (+ 20 euro di iscrizione per i non soci di Aictea). Prenotazione obbligatoria: corsi.aictea@gmail.com

30 settembre: corso sui colori del tè ovvero le varie famiglie di tè. Dove: Chà Tea Atelier di Milano. Ora: 10. Costo: 30 euro. Prenotazione obbligatoria: info@chateaatelier.it

30 settembre: corso su come preparare una perfetta tazza di tè. Dove: Chà Tea Atelier di Milano. Ora: 15. Costo: 30 euro. Prenotazione obbligatoria: info@chateaatelier.it

Eventi in Veneto

2 settembre: lezione di Chanoyu, la cerimonia del tè giapponese con la maestra Makiko Wakita. Dove: Centro Zen Vicenza – Associazione Aretè di Vicenza. Ora: 14.30. Per informazioni sui costi e prenotazioni: info@chanoyuvicenza.it

6 settembre: lezione di Cha no yu, la cerimonia del tè giapponese con la maestra Makiko Wakita. Dove: Centro Zen Vicenza – Associazione Aretè di Vicenza. Ora: 15.00. Per informazioni sui costi e prenotazioni: info@chanoyuvicenza.it

7 settembre: approfondimento sul mondo dei tè bianchi con degustazione di sei prodotti. Dove: La finestra sul tè di Padova. Ora: 19.30. Costo: 20 euro. Prenotazione obbligatoria: messaggio privato sulla pagina Facebook.

15 settembre: degustazione di tre tè verdi al gelsomino e del gelato preparato con le perle di giada al gelsomino di “È gelato di Ruggero”. Dove: La finestra sul tè di Padova. Ora: 19.30. Costo: 15 euro. Prenotazione obbligatoria: messaggio privato sulla pagina Facebook.

16 settembre: lezione di Chanoyu, la cerimonia del tè giapponese con la maestra Makiko Wakita. Dove: Centro Zen Vicenza – Associazione Aretè di Vicenza. Ora: 14.30. Per informazioni sui costi e prenotazioni: info@chanoyuvicenza.it

21 settembre: corso introduttivo al mondo del tè. Dove: La finestra sul tè di Padova. Ora: 19.30. Costo: 10 euro. Prenotazione obbligatoria: messaggio privato sulla pagina Facebook.

23 settembre: lezione di Chanoyu, la cerimonia del tè giapponese con la maestra Makiko Wakita. Dove: Centro Zen Vicenza – Associazione Aretè di Vicenza. Ora: 14.30. Per informazioni sui costi e prenotazioni: info@chanoyuvicenza.it

27 settembre: lezione di Cha no yu, la cerimonia del tè giapponese con la maestra Makiko Wakita. Dove: Centro Zen Vicenza – Associazione Aretè di Vicenza. Ora: 15.00. Per informazioni sui costi e prenotazioni: info@chanoyuvicenza.it

30 settembre: un tè preparato da Nicoletta Tul mentre si parla di Van Gogh con Stefania Carlesso. Dove: Libreria Laformadelibro di Padova. Ora: 18.30. Costo: 15 euro. Per prenotazioni: corsi@viaventisettembre.it

Eventi a Bologna

8 – 11 settembre: 29esima edizione di Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale. Come ogni anno, saranno presenti stand di tè e tisane. Dove: fiera di Bologna. Ora: dalle 9.30 . Costo: 10 euro (8 euro se acquistato online) il biglietto giornaliero. Sconti per i possessori delle tessere Naturasì, Socio Coop e Vegan Ok. Per informazioni: sana@bolognafiere.it

16 settembre: degustazione gratuita di tè, infusi e tisane e della linea LØV. Dove: Mondo di Eutèpia. Ora: dalle 10.

Eventi in Toscana

4 settembre: il primo appuntamento con corso base di cultura e degustazione del tè organizzato da Vania Coveri (Tea Teller). I successivi incontri saranno l’11 e il 25 settembre e il 2 ottobre per un totale di quattro lezioni. Dove: Associazione Culturale Pandora di Seano – Carmignano (Po). Ora: 21. Per informazioni e iscrizioni: vania@teateller.com

7 settembre: il primo appuntamento con i modi alternativi di bere tè e altre bevande. L’argomento della serata saranno i tè freddi e i cocktail al tè. Il 18 settembre alle 20.30 sarà la volta dello Yerba Mate e il 28 settembre alle 20 si parlerà di rooibos, karkadè e lapacho. Dove: Villa Bardini, Firenze. Ora: 20. Costo: 60 euro (tesserati alla Società Toscana Orticultura) o 90 euro (non tesserati) per tutti e tre gli incontri. Per informazioni e prenotazioni: vania@teateller.com

Eventi nelle Marche

18 settembre: aperitivo veg e cooking show in collaborazione con Agriturismo Coroncina. Dove: Cose di Tè di Macerata. Ora: 18. Costo: 25 euro. Prenotazione obbligatoria

Eventi a Roma

8 settembre: tea party per presentare i nuovi tè del raccolto della primavera 2017. Dove: Tè e Teiere. Ora: dalle 18

Eventi nel mondo

7 – 10 settembre: Daegu International Tea & Craft Fair, salone dedicato al tè e all’artigianato. Dove: Daegu, Corea del Sud

9 – 10 settembre: Midwest Tea Festival. Dove: Ararat Shrine Temple Auditorium di Kansas City, Missouri, Stati Uniti. Costo: 13 dollari (biglietto giornaliero); 23 dollari (biglietto per due giornate)

9 settembre: Tea Masters Cup Kids Lituania. Dove: Kipsala International Exhibition Centre di Riga

24 – 25 settembre: Canadian Coffee & Tea Show. Dove: centro congressi di Toronto, Canada. Costo: 35 dollari (biglietto di ingresso per entrambe le giornate)11 – 14 settembre: Tea Masters Cup Russia. Dove: Expocentre, Mosca

26 – 28 settembre: Tea & Coffee World Cup. Dove: Expocentre di Singapore

29 – 30 settembre: Pennsylvania Tea Festival. Dove: The Rosemary House & Gardens – Sweet Remembrances a Mechanicsburg, in Pennsylvania, Stati Uniti. Costo: 12 euro (in prevendita); 15 euro (acquistato il giorno dell’evento)

30 settembre – 1 ottobre: Northwest Tea Festival. Dove: Exhibition Hall all’interno del Seattle Center di Seattle, Washington Stati Uniti

 

Volete segnalarmi un evento? Scrivete a info@justafiveoclocktea.com

 

Non mi sono stati offerti oggetti o compensi per citare gli eventi presenti

Foto: ©Pixabay
Fonte “mondo”: worldoftea.org

Vi capita mai di aprire il frigorifero e pensare: “Adesso che cosa mi invento?”. Mi è successo qualche giorno fa e così è nata questa ricetta facile e veloce al sapore di tè.

La base è semplicemente un hummus di ceci, a cui ho aggiungo il Lapsang Souchong, un tè nero cinese affumicato, dal forte sapore di legno e tabacco. È un ingrediente molto interessante in cucina perché può regalare sentori unici ai nostri piatti. Provatelo per aromatizzare i vostri grissini, il risotto o una speciale carbonara vegetariana.

Ho poi deciso di spalmare l’hummus su delle melanzane grigliate e infine ho aggiunto una dadolata di pomodorini. In questo molto il mio pranzo era completo e ricco dei profumi di tutta l’estate. Potete sfruttare questo piatto come antipasto o come piatto unico, a voi la scelta. Le dosi sono calcolate per un aperitivo tra quattro persone, magari in giardino o sul terrazzo, con un calice di tè freddo. Io vi consiglio un tè nero o un tè verde cinese come il Chun Mee.

Siete pronti a sperimentare il tè Lapsang Souchong? Seguite la mia ricetta e buon appetito!

La ricetta di hummus di ceci aromatizzato con tè Lapsang Souchong

Hummus di ceci al Lapsang Souchong

1 cucchiaino di tè Lapsang Souchong

70 ml di acqua minerale naturale

300 g di ceci precotti

1/2 spicchio d’aglio (anche 1 intero se ne amate il sapore)

1 cucchiaio di succo di limone

2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva

un pizzico di sale

un pizzico di pepe nero macinato fresco

1 melanzana di media dimensione

circa 8 pomodorini pendolini maturi

Preparare questa ricetta è molto facile. Iniziamo dal : portate l’acqua a 95° C e lasciate in infusione il tè per 4 minuti. Filtrate.

Nel frattempo lavate e tagliate la melanzana a fette sottili, cercando di mantenere lo stesso spessore. Grigliate e tenete da parte.

Ora dedichiamoci alla preparazione dell’hummus di ceci. Versate in un frullatore i ceci, il tè, il pezzetto d’aglio, il limone, l’olio e un pizzico di sale e di pepe. Frullate il tutto fino a ottenere un composto cremoso. Di solito nella ricetta dell’hummus c’è pure la tahina, un preparato derivato dai semi di sesamo. Io però non lo digerisco e quindi non ne sentirete parlare in questo piatto. In compenso, se vi piacciono i sapori forti, unite nel frullatore un altro cucchiaino di foglie di tè Lapsang Sounchong e frullate nuovamente. Ricordate che le foglie di tè possono essere mangiate senza problemi.

Disponete le fette di melanzane su un tagliere o su un piatto di portata. Su ognuna spalmate uno o due cucchiaini di hummus. Infine decorate con i pomodorini tagliati piccoli e, se volete, qualche foglia di basilico.

 

Foto: ©Five O clock

Avete mai assaggiato il Keemun? Probabilmente sì e non ve ne siete resi conto. Questo perché è uno degli ingredienti di blend famosi come l’English Breakfast o il Russian Caravan. Viene chiamato anche Qimen dal nome della cittadina da dove proviene, Qimen appunto. Si trova nella provincia di Anhui, nella Cina orientale, a circa 400 km da Shanghai.

Fino al 1875 solo tè verdi provenivano da questa area. Fu allora che un giovane amministratore statale rientrò nella sua terra d’origine. Si chiamava Yu Ganchen e aveva studiato la produzione dei tè ossidati nella provincia cinese del Fujian. Il ragazzo, sfruttando le cultivar fino a quel momento usate ad Anhui per i tè verdi, decise di iniziare a produrre un tè diverso, dalle foglie scure e completamente ossidate. Un tipo di tè che aveva grande successo all’estero e che presto conquistò il palato degli inglesi. “Keemun” non è altro che la traslitterazione del cinese “Qimen”.

Dicono che oggi sia il preferito della regina Elisabetta II

Il Keemun è un tè cinese

Scopriamo qualcosa di più su questo particolare tè cinese…

Come si prepara il Keemun

Il Keemun è un tè completamente ossidato per cui non presenta problemi con la temperatura di infusione. Il consiglio però è sempre quello di evitare la temperatura di ebollizione (100° C) se non per ragioni igieniche. I cinesi dicono “l’acqua bollita è acqua morta”. Per questo motivo preferisco non usare temperature superiori ai 95° C.

Se il vostro Keemun è di qualità superiore (per esempio un Keemun Mao feng, Keemun Hao Ya o un Keemun Imperial), ricco di germogli dorati, è meglio se la vostra acqua non supera i 90° C. Come si fa a misurarla? Esistono i termometri per il tè ma è ormai facile trovare dei bollitori appositi.

Quantità: 2.5 g per tazza (circa 220 ml) che equivale a un cucchiaio da minestra scarso
Temperatura dell’acqua: 90-95° C (l’acqua deve essere minerale naturale a basso residuo fisso)
Tempo di infusione: 3 minuti. Se vi piace il tè forte potete prolungare l’infusione fino a 4-5 minuti.

Il Keemun è il più famoso tè nero cinese

Sapore: Keemun VS Darjeeling e Assam

Il Keemun è spesso considerato un’alternativa ad altri due famosi tè neri, questa volta indiani: il Darjeeling e l’Assam. Il sapore dei tre tè è però molto diverso.

Il Keemun infatti è dolce, ma con note decise di tostatura, frutta secca e legno. Il Darjeeling è caratterizzato da sentori di moscatello, di mandorla e da una leggera astringenza. Questa è più intensa se si tratta di un primo raccolto. L’Assam è forse il più dolce dei tre con spiccate note di melassa e malto, soprattutto nei gradi superiori.

Nonostante siano tutti e tre tè completamente ossidati (quelli che potremmo definire tè neri) sono prodotti ben diversi l’uno dall’altro. Provare per credere!

Abbinamenti con il Keemun

Il Keemun è ottimo per un brunch o una colazione a base di uova secondo la tradizione anglosassone. Provatelo anche con formaggi saporiti, come l’Asiago, con le ricette piccanti e con la pasticceria secca.

C’è chi lo consiglia con una fetta di cheesecake ma io non sono molto d’accordo. Voi che cosa ne dite?

Tè rosso o tè nero: qual è la differenza?

Finora non avete notato niente di strano? Nel titolo ho parlato di tè rosso… sapete che cosa significa? Attenzione, non mi dimenticherò mai di dirlo: il rooibos NON è un tè quindi è sbagliato chiamarlo tè rosso. Scopriamo invece di che cosa si tratta.

Brevemente possiamo dire che quello che comunemente chiamiamo “tè nero”, in Cina viene identificato “tè rosso”. Secondo infatti la suddivisione cromatica cinese delle famiglie di tè, quello completamente ossidato è rosso. Il tè invece fermentato è nero. Fate una prova: mettete vicine una tazza di Puer (tè fermentato) e una di Keemun (tè ossidato). Il liquore del primo sarà più scuro, più simile alle tonalità della terra bagnata, mentre il secondo avrà un colore rosso ambrato come vedete in questa foto:

Qual è la differenza tra tè rosso e tè nero?

Vi ho fatto confusione? Ricordate comunque che ossidazione e fermentazione sono due reazioni chimiche diverse che non vanno confuse, nonostante a lungo i due termini siano stati usati come sinonimi. A queste due reazioni, in Cina appartengono due distinte famiglie di tè. Sottolineo che questa distinzione è specifica della Cina, Paese dove il tè è nato e unico luogo al mondo dove tradizionalmente vengono prodotti tutti e sei diversi tipi di tè: bianco, giallo, verdeoolong (o verdazzurro), rosso e nero. In India, in Sri Lanka, in Kenya,… il tè completamente ossidato è chiamato tè nero.

In conclusione, è un errore dire che il Keemun è un tè nero? No, è solo una imprecisione. L’errore è dire che il rooibos (alcuni lo fanno purtroppo anche con il puer) è un tè rosso 😉

 

Foto: ©Five O clock
Fonti: The Tea Book di Linda Gaylard; Tea Sommelier di Gabriella Lombardi e Fabio Petroni; Manuale del Sommelier del tè di Victoria Bisogno e Jane Pettigrew; teaguardian.com; englishteastore.com; serendipitea.com; appunti corso TEA 104 Protea Academy e Tea and Herbal Association of Canada

Da qualche anno a questa parte, ogni volta che parto per una vacanza una domanda mi assilla: come faccio con il tè? Non amo il caffè e in giro non è facile trovare una buona tazza di tè. Prodotti scadenti, preparati in modo sbagliato,… i problemi possono essere tanti. Il risultato è sempre lo stesso: noi tealovers soffriamo un po’ in viaggio.

Con il tempo però ho iniziato ad adottare qualche piccolo trucco per la sopravvivenza. Niente di impossibile o di troppo ingombrante. Ho lasciato perdere bollitori con le temperature, gaiwan e chasen e ho cercato una soluzione semplice e pratica al mio problema. Anzi, più di una e spero possano esservi utile. Ecco i miei 5 trucchi per bere tè anche in vacanza.

In vacanza con la travel mug

Travel mug, termos, borracce,… ho dedicato un intero articolo sull’argomento perché trovo siano accessori molto utili, sia nella vita di tutti i giorni che in vacanza. Consiglio: se le vostre travel mug non hanno un sistema di chiusura affidabile non mettetele in borsa, in valigia o nelle zaino piene ma preferite altri contenitori.

Altro suggerimento: se stiamo parlando di vacanze estive, temperature torride, sole,… e avete voglia di qualcosa di fresco non preparate il tè caldo per poi lasciarlo raffreddare. Sfruttate piuttosto il potenziale dell’infusione a freddo. È eccezionale, provare per credere!

Quest’estate in vacanza ho sperimentato poi un prodotto di The Tea Spot che mi hanno regalato alla lezione di yoga al World Tea Expo. È praticamente una bottiglia con un filtro nel tappo per evitare di bere le foglie del tè. Mi sono trovata molto bene (anche se un bambino era convinto che bevessi i vermi… vedi post su Facebook!).

5 trucchi per bere tè anche in vacanza

So che esiste un filtro della Finum che si può adattare a qualsiasi bottiglietta di plastica e permette di sfruttare lo stesso sistema. Entrambi sono perfetti persino per le acqua aromatiche.

Se è molto caldo però secondo me è meglio eliminare le foglie quando siete in esplorazione. Le alte temperature potrebbero potrebbero favorire la proliferazione batterica. Filtrate e portate con voi solo il liquido.

Matcha: energia in vacanza

Il matcha è un tè verde giapponese che si presenta tradizionalmente in polvere e si prepara semplicemente per scioglimento in acqua calda (max 80° C) o fredda. Ecco, in questa breve descrizione trovate tutti i motivi per cui il matcha è comodissimo per una vacanza all’insegna del tè.

Vi consiglio di portarlo dietro in pratiche confezioni mono dose così non avete problemi di conservazione. Versate la polvere verde in una bottiglia o in una borraccia, aggiungete acqua fredda o tiepida, shakerate per qualche minuto e il gioco è fatto.

Come vi accennavo tempo fa, al World Tea Expo ho scoperto che esistono delle travel mug pensate proprio per il matcha. Mi hanno dato per esempio da provare quella di Libre Tea e mi sono trovata bene.

5 trucchi per bere tè anche in vacanza

Che cosa ha di speciale? Ha un doppio tappo con una retina, una specie di colino, per rendere la polvere più fine (come diceva Elsa di Rishouen) ed evitare fastidiosi grumi. Aggiunto il matcha che non vi resterà che versare acqua o latte (mai provato il Matcha Latte?), shakerare per 1-2 minuti e il vostro tè è pronto per partire con voi.

Tè in polvere per una vacanza in montagna

In montagna ma non solo. Il matcha è un tè che si presenta tradizionalmente in polvere. Il procedimento può essere fatto però per altri tipi di tè e ho notato che è una tendenza molto diffusa negli Stati Uniti. L’anno scorso in California ho provato i prodotti di Pique Tea e quest’anno al World Tea Expo ho conosciuto il fondatore di Cusa Tea. Storia simpatica perché ha lavorato per un’azienda che ha sede a Bolzano e facendo trekking anche sulle nostre Alpi ha avuto l’idea di un tè pronto all’uso per gli escursionisti. Ho provato uno dei campioni di Cusa Tea quest’estate sul Lagorai, tra la Val di Fiemme e la Valsugana, in Trentino. Ho riportato quindi questo tè nella sua sede naturale, la montagna 🙂

5 trucchi per bere tè anche in vacanza

Curiosità a parte, sono due anni che provo i tè in polvere in viaggio e sono comodi. La qualità è accettabile e la praticità è indiscutibile: ti puoi trovare a 2000 m, aprire la tua bustina mono dose, rovesciare il contenuto nella tua borraccia e avere un tè discreto. Oppure in treno: comprate una bottiglietta d’acqua, rovesciate la polvere, sbattete e il gioco è fatto. Dalla mia esperienza è meglio di qualsiasi tè che possiate trovare in un rifugio in quota o nel servizio ristorazione di un treno (o di un aereo).

Estratti di tè pronti all’uso

Altro sistema che concilia praticità con una qualità discreta. Polvere o estratto, qual è il più buono? Difficile a dirlo perché dovremmo assaggiare lo stesso tipo di prodotto, per esempio un tè al gelsomino in polvere e uno sotto forma di estratto. Io ancora non ho avuto la possibilità di fare questo tipo di confronto. Sono comunque entrambi prodotti molto comodi in viaggio o in vacanza, quando non ho gli strumenti e/o il tempo per prepararmi un tè in foglie.

Attenzione, per estratti di tè in questo caso non parlo delle pillole che potete trovare facilmente anche al supermercato. Di solito sono bustine mono dose. Io ho provato in questi anni i campioni di Deepure Instant Puerh Tea e Authentea.

5 trucchi per bere tè anche in vacanza

Bustine che ti salvano la vita

A male estremi, estremi rimedi. Quando sono in giro mi porto una mia bustina di tè così sono sicura di quello che bevo. Cerco di preferire tè oolong o tè nero così non ho troppi problemi con la temperatura dell’acqua che ti servono al bar. Mi siedo e chiedo semplicemente dell’acqua calda. So che anche qualcuno di voi usa questo trucco e non solo in vacanza 😉 Io l’ho fatto sullo Sky way del Monte Bianco qualche tempo fa (vedi foto di Instagram).

5 trucchi per bere tè anche in vacanza

Chissà, magari un giorno in qualsiasi bar potremo bere una buona tazza di tè. Nell’attesa, dobbiamo ingegnarci!

Si trova del tè di buona qualità in bustina oppure c’è chi si prepara la sua bustina in casa usando i filtri di carta di Finum o di altre aziende di accessori.

Spero di avervi dato dei consigli utili. Avete sperimentato altri trucchi? Condivideteli con voi ma soprattutto: godetevi le vacanze!!!

 

Foto: ©Five O clock

Questo post contribuisce al programma di affiliazione di Amazon.
Non mi sono stati offerti compensi per citare i prodotti presenti in questo post.

Avete mai sentito parlare del Meng Ding Gan Lu? È un pregiato tè verde cinese, meno conosciuto del Gunpowder e del Chun Mee ma dal sapore davvero eccezionale. Pensate che il nome significa “dolce rugiada“, termine che ben si addice al sapore dolce, fresco, delicatamente floreale di questo tè.

Proviene dalla provincia del Sichuan, nel sud-ovest della Cina. In particolare, viene coltivato sul monte Meng Ding, ad alta quota. Pensate che questa zona è stata una delle prime per le piantagioni di Camellia Sinensis. Secondo la leggenda, il monaco taoista Wu Lizhen fu il primo a piantare il tè e lo fece proprio sulle pendici di questa montagna attorno al 53 a.C. Prima di allora, si dice che il tè venisse preparato solo con le foglie raccolte della piante selvatiche.

Con il tempo diverse dinastie hanno considerato queste piantagioni come “i giardini imperiali del tè” e le foglie raccolte venivano offerte come tributo all’imperatore. Il Meng Ding Gan Lu è stato utilizzato anche come offerta per gli antenati della casa imperiale. In questo caso venivano raccolte solo le foglie delle sette piante sacre piantate da Wu Lizhen.

Il Meng Ding Gan Lu è un tè verde cinese prezioso dal sapore particolarmente dolce

Il microclima dell’area, umido e fresco, fa sì che le foglie crescano più lentamente, aspetto che garantisce al tè un sapore più delicato ma allo stesso tempo ricco, complesso. È quello che succede con un altro tè di alta quota di cui vi ho parlato tempo fa: il Nuwara Eliya dello Sri Lanka.

Il Meng Ding Gan Lu migliore viene raccolto a inizio primavera prima del festival Qingming, l’antica festa di inizio aprile dedicata in Cina alla commemorazione dei defunti. È in gran parte formato da germogli.

Come si prepara il Meng Ding Gan Lu

Prima di tutto un consiglio appassionato: se il raccolto è freschissimo diminuite il tempo di infusione a 2 minuti per mantenere la dolcezza di questo fantastico tè. A me è piaciuto di più.

Quantità: 3 g per tazza (circa 220 ml di acqua) che equivale a un cucchiaio da minestra scarso
Temperatura: acqua a 80° C
Tempo di infusione: 2 minuti e 30 secondi

Se avete una Gaiwan e preferite le infusione orientali:

Quantità: 5-3 g per Gaiwan (dipende dalla dimensione)
Temperatura: acqua a 80° C
Tempo di infusione: 30 secondi. Si possono ottenere in questo modo fino a 3 infusioni con le stesse foglie.

Queste invece sono le indicazioni della compagnia Seven Cups Fine Chinese Tea:

Abbinamenti tè-cibo

Come abbiamo detto, il Meng Ding Gan Lu è un tè verde cinese dal sapore dolce e delicato. Secondo me si gusta al meglio, da solo, in un momento di tranquillità, magari leggendo un buon libro.

Se volete provare comunque ad accompagnarlo al cibo puntate su piatti di verdure di stagione dai sentori non aggressivi come le zucchine. Interessante l’abbinamento con il pesce azzurro condito semplicemente con un filo d’olio extravergine d’oliva, con il cioccolato bianco e i dolci dal sapore leggero.

Il Meng Ding Gan Lu è un tè verde cinese prezioso dal sapore particolarmente dolce

Foto: ©Five O clock

Fonti: Tea a User’s Guida di Tony Gebely; Teaguardian.com; Chinahighlights.com; The Teatrekker.com

In estate non è facile bere . Si preferiscono prodotti freschi, leggeri… come il gelato. Io spesso pranzerei pure con il gelato quando è molto caldo. Naturalmente, quando mi vengono queste “voglie” poi scopro che non niente in freezer. Non ho la gelatiera, è troppo caldo anche solo per pensare di uscire… come fare?

La mia soluzione è un ricco piatto di insalata e… i ghiaccioli! Non ci vogliono grandi studi o accessori per prepararli e in tre-quattro ore sono pronti. Se il preparo per pranzo posso gustarmeli comodamente per merenda in compagnia di un buon libro.

Tempo fa vi avevo parlato dei ghiaccioli di frutta e rooibos e dei ghiaccioli al tè matcha. Oggi ho sperimentato con successo i ghiaccioli al tè Earl Grey e pesca e sono felici di condividere con voi la mia ricetta 🙂 Buone notizie per tutti: niente latte e derivati, 100% veg.

Ricetta dei ghiaccioli al tè Earl Grey e pesca

100 g di acqua per 4 ghiaccioli
5 g di tè Earl Grey (1 cucchiaio e 1/2 di foglie di tè)
1 pesca matura
5 cubetti di ghiaccio circa
(zucchero facoltativo)

Per prima cosa preparate il tè. Io ho messo in infusione le foglie di Earl Grey per 4 minuti a 90° C.

Nel frattempo pulite la pesca e tagliatela a metà. Frullate la prima metà.

Filtrate e abbassate immediatamente la temperatura shakerando il liquore con il succo di pesca appena preparato e il ghiaccio. Attenzione a non mettere troppi cubetti perché se no si diluisce troppo il tè.

Versate il liquido nelle formine dei ghiaccioli. Tagliate l’altra metà di pesca a dadini e divideteli tra i vari quattro stampi.

Mettete i ghiaccioli al tè in freezer per almeno tre ore.

Una ricetta facile e abbastanza veloce, no? Dovete stare attenti solo agli ingredienti: il tè deve essere ben profumato e la pesca bella matura.

Preparate la vostra tazza preferita! Il 6 luglio 2017 alle ore 17 in tutto il mondo si festeggia lo Sri Lanka e i 150 anni della prima piantagione sull’isola, a lungo conosciuta come Ceylon. Sarà un tea party davvero incredibile, eccezionale, un Global Celylon Tea Party, a cui tutti possiamo partecipare.

Come?

Sul sito ufficiale delle celebrazioni 150 Years Pure Ceylon Tea potete registrare il vostro evento oppure trovare quello più vicino a voi. Dagli Stati Uniti al Giappone, passando per la Nuova Zelanda… in tutto il mondo siamo pronti a brindare con una buona tazza di tè dello Sri Lanka (per esempio un Nuwara Eliya).

Il 6 luglio in tutto il mondo si festeggia i 150 anni del tè dello Sri Lanka

Ceylon Tea Party in Italia

Anche in Italia il 6 luglio ci saranno tanti tea party dedicati allo Sri Lanka. Prima di tutto a Roma, nella sede dell’ambasciatore dello Sri Lanka. Io sarò lì insieme a In Tè Bologna Festival (l’isola è stata il Paese ospite dell’edizione 2017) e altri amici… vi documenterò tutto attraverso i social network, promesso 😉

E ora vediamo dove sono gli altri appuntamenti lungo tutta la Penisola:

  • La Bottega Color Cannella (via Cesare Laurenti 36/38 Ostia Lido)
  • Parliamo di Thé (via dei Mille 14 Monza)
  • Nicoletta (via martiri della libertà 4 Coccaglio)
  • Alla corte del tè (calle Legrenzi 33 Mestre)
  • Teatime (via del Monte 1, Trieste)
  • Quattro chiacchiere con tè (via Catania – Complesso palano, Messina)

Questo invece è lo “spot” realizzato dello Sri Lanka Tea Board con protagonista il (famoso) giocatore di Kumar Sangakkara:

Lo vediamo in Italia, lo abbiamo visto in California, lo abbiamo visto al World Tea Expo 2017. Il matcha è una delle grandi tendenze del mondo del tè. Los Angeles, città da sempre fautrice e sostenitrice di mode e novità, attenta al wellness, non poteva perdersi questa occasione.

I posti dove bere questo speciale tè verde sono quindi tantissimi. Lo trovate nei centrifugati, nei cocktail, nel latte, in drink creati appositamente, ecc. Al Grand Central Market di Los Angeles (317 S. Broadway) ho trovato pure una pasticceria francese, Valerie Confections Bakery & Café, che proponeva dolcetti al matcha: petit four (dei dolcetti da dopo pasto) e cioccolatini.

Il petit four al matcha del grand central market di Los Angeles

Vi segnalo che c’erano anche le versioni all’earl grey e al tè verde alla menta.

Ma torniamo a noi: volete sapere dove bere una tazza o un bicchiere di matcha a Los Angeles? Vi segnalo 5 posti da non perdere!

Matchabar

Cosa: questo locale specializzato in matcha è nato nel 2014 a New York, paradiso dei matcha bar. Il merito va a due fratelli, Graham e Max Fortgang. A febbraio 2017 è stata aperta la sede di Los Angeles. Nel menu trovate gli shortini, il matcha caldo o freddo e il matcha latte con vari tipi di latte ma anche qualche dolcetto al tè. C’è poi il caffè, il cappuccino e bevande speciali come il Golden Milk alla curcuma o il Chai con il latte di cocco. Al Matchabar di Los Angeles non mancano i matcha in bottiglia (classico, con mela e zenzero oppure con la menta) e si possono acquistare anche gli accessori per prepararlo e la famosa polvere verde.

Quando: da lunedì a domenica dalle 7 alle 18.

Dove: 3534 Sunset Blvd, Los Angeles, CA 90026

Nel 2017 è stato inaugurato il Matchabar a Los Angeles

American Tea Room

Cosa: un format di tearoom moderno, giovane e innovativo che oggi può contare ben tre punti vendita a Los Angeles. Nel menu dei locali (non male il loro Sencha) non possono mancare il matcha e il matcha latte sia caldi che freddi. Nell’estate 2017 sono stati lanciati dei drink che uniscono questo tè giapponese con succhi di frutta: guava, ananas, mela o arancia. All’American Tea Room, se volete, potete trovare anche in vendita un’ottima selezione di tè e di accessori.
Non perdetevi l’angolo interattivo per scoprire i profumi dei tè e la loro storia raccontata su uno grande schermo posizionato sopra i campioni!

Quando: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19. Domenica dalle 11 alle 17

Dove: io sono andata alla sede di 909 S Santa Fe Avenue, Los Angeles, CA 90021, in quello che viene definito Arts District. Vicino c’è il museo del gelato 😉

Matcha Latte all'American Tea Room di Los Angeles

Impresso

Cosa: un caffè informale, l’ideale per una mattinata o un pomeriggio di lavoro o una chiacchierata tra amici. Oltre alla carta dei tè (Art of Tea), ci sono alcune proposte di matcha. Attenzione: neanche ordinare un semplice matcha latte sarà una scelta contata. Preparatevi infatti alla domanda: “Con quale latte lo vuoi? Intero, parzialmente scremato, scremato, alle mandorle, al cocco,…”. Tra le bevande di Impresso, vi segnalo il matcha freddo, il matcha affogato (con una pallina di gelato) e il matcha blend (con gelato e latte al riso).
Viene precisato che il matcha è un grado A cinese macinato a pietra. Il sapore comunque non è affatto male.

Quando: dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 20. Sabato dalle 8.30 alle 20 e domenica dalle 9 alle 16

Dove: 115 S Hope St, Los Angeles, CA 90015

Da Impresso a Los Angeles potete bere un buon matcha latte

Starbucks

Cosa: penso che tutti voi conosciate questo brand famoso per le sue bevande al caffè. Mentre non vi consiglio il tè caldo, da Starbucks ho provato buoni matcha latte (caldi e freddi) e matcha frappuccini, sia a Los Angeles che a Las Vegas. Anche in questo caso potete scegliere il tipo di latte. Io ho ascoltato il suggerimento di mia sorella e mi sono innamorata della versione al latte di cocco (con cui preparare pure i ghiaccioli).

Quando: sempre aperto

Dove: ovunque. In particolare a Los Angeles sono stata in questi due indirizzi: 800 W. Olympic Blvd., 102, Los Angeles (attaccato allo Staples Center) e 201 World Way, Los Angeles (Los Angeles International Airport) Da provare il matcha frappuccino di Starbucks

Matcha Box

Cosa: da quello che dicono e da quello che mi risulta è il primo matcha bar, locale specializzato in matcha, aperto a Los Angeles. Al Matcha Box potete assaggiare il matcha cerimoniale, il matcha latte (anche con latte vegetale come quello di nocciola) e bevande speciali: matcha freddo con sciroppo di peperoncino jalapeno oppure matcha freddo con maraschino e zenzero, solo per fare qualche esempio.

Quando: da lunedì a venerdì dalle 11 alle 18. Sabato e domenica dalle 11 alle 17

Dove: 8036 West 3RD ST, Beverly Grove, Los Angeles

N.b. Questo è l’unico posto che non ho testato personalmente ma spero di recuperare presto 🙂

Foto: ©Five O clock e Gaia Mariani

Non mi sono stati offerti oggetti, bevande o compensi per citare i locali presenti

Si è da poco concluso il World Tea Expo 2017, una fiera sul tè (ma anche un luogo d’incontro) tra i più famosi e trendy al mondo. Nei giorni scorsi vi ho raccontato la mia esperienza, le mie emozioni e che cosa mi è piaciuto di più di questo grande evento.

Oggi invece vi segnalo i tea trends, le tendenze che ho osservato durante i due giorni che sono stata in fiera.

Nuove provenienze al World Tea Expo

A fianco dei grandi Paesi in cui tradizionalmente si produce tè, come Cina, Giappone, Taiwan, Sri Lanka e India, ho scoperto nuove provenienze. Alcune note, altre molto meno.

Vari espositori provenivano dalla Corea del Sud. Molti già conosceranno e ameranno i tè (in particolare verdi) di questa nazione orientale, ma la questione non è per tutti così scontata. Il fatto che ci fossero tanti stand dedicati secondo me è un segnale, un desiderio di far conoscere i propri prodotti al mondo intero. Se volete approfondire la storia del tè in questo Paese vi consiglio il libro Korean Tea Classics.

Era poi presente il Kenya, il Laos, il Nepal, la Colombia e la Nuova Zelanda. Mi soffermo su questi ultimi due Paesi.

Colombia

Abbiamo visto che si produce tè nell’America del Nord (California e non solo… peccato non essere arrivata in tempo per la conferenza sul tè hawaiiano!) ma ho potuto toccare con mano anche quello prodotto nell’America del Sud. In Colombia, nella zona montuosa di Bitaco, nel Sud Ovest del Paese, dal 2013 si coltiva tè.

Il marchio è Bitaco (appunto) e producono quattro tipi di tè nero, due di tè verde e alcuni tè aromatizzati.

Dal 2013 in Colombia si produce tè

Nuova Zelanda

La storia di questa piantagione, a coltivazione biologica, ha inizio nel 1996. Si trova vicino a Hamilton, nel nord del Paese. Si chiama Zealong. Mi hanno detto che viene usata una cultivar impiegata per gli oolong e con questa in nuova Zelanda si producono un tè nero, un tè verde, oolong con gradi diversi di ossidazione e tè aromatizzati.

Pensate che ci lavora anche una ragazza italiana ma non era presente al World Tea Expo.

Tè viola: dal Kenya con amore

Grande curiosità dell’edizione 2016 del World Tea Expo. Anche quest’anno il tè viola prodotto in Kenya, nella Rift Valley (Sud Ovest), è stato uno dei grandi protagonisti. Perché? Perché loro dicono che sia proprio una nuova tipologia di tè. Non solo viene usata una cultivar particolare, proveniente dall’India, ricca di pigmenti viola (antocianine) ma dicono di aver studiato un modo diverso di lavorare le foglie. Queste vengono fatte appassire (per mantenere la pigmentazione), cotte in padella, rullate e poi essicate a due diverse temperature.

Il tè viola del Kenya presentato al World Tea Expo

Nella foto: Boaz Katah, manager della cooperativa, e Bhavin Shah, chief operating officer dell’International Tea Importers

Altro motivo è il fatto che questo tè dà lavoro a una piccola cooperativa di piccoli agricoltori kenyoti che cercano di svincolarsi dalle logiche del grande mercato del tè nero e di creare un prodotto di qualità, a foglia lunga, unico al mondo.

Travel Mug per tutti i gusti

Altro grande tea trend del World Tea Expo sono le travel mug e i thermos per portarsi il tè ovunque noi siamo. Tantissime sono in vetro ma ne esistono anche in ceramica, alluminio, ecc…

C’erano marchi famosissimi come Bodum, proveniente dalla Germania, ma conosciuto in tutto il mondo, e altri che non avevo mai sentito.

In particolare, mi hanno date da provare due travel mug, una di The Tea Spot (ogni mattina, tra l’altro, questo brand organizzava una seduta di yoga prima dell’inizio della fiera) per tè e infusi e una specifica per il matcha firmata Libre Tea.

Libre Tea ha creato una travel mug apposta per il matcha

Tea to go: alla ricerca della praticità

Le cerimonie del tè e i rituali attorno a questa bevanda affascinano sempre. Al consumatore americano (e non solo) piace però anche qualcosa di pratico. Ecco che allora negli ultimi anni stanno arrivando sul mercato nuovi strumenti di fruizione.

Vi avevo parlato del tè in cristalli di Pique Tea e al World Tea Expo ho trovato altri prodotti simili. Tè in polvere, di solito biologici, che si sciolgono velocemente in acqua calda o fredda. Secondo me, possono essere molto interessanti soprattutto quando si è in viaggio. In più in giro ci sono prodotti di qualità buona, come il Cusa Tea.

Cusa tea, il tè in polvere, al World Tea Expo

In sintonia con l’idea di praticità e velocità senza perdere troppo in qualità è l’idea di Teforia. Di che cosa si tratta? È una specie di infusore, una macchina che, a seconda della miscela scelta, modifica la temperatura e il tempo di infusione delle foglie. È un modo interessante per combinare tradizione e nuove tecnologie.

Man mano si punterà sempre più a una maggior personalizzazione della preparazione.

I tè attualmente disponibili sono: Darjeeling (FF e SF), Dragon Tea oolong, Daybreak (tè nero), Dream of Iris tea (oolong), Earl Grey, Formosa tea (oolong), Frost Dragon Tea (oolong), Genmaicha, Golden Nectar Tea (tè giallo), Heart Dragon Tea (oolong), Hidden Summit Tea (oolong), Hojicha, Iron Age of Wisdom (tè nero), Jade Dragon (oolong), Chai tea, San Lin Xi Mountain Dragon Tea (oolong), Sencha, Siren Song Tea (oolong), Velvet Rubies Tea (tè nero), Wild Centennial Tea (oolong) più varie tisane come quella alla menta.

Durante il World Tea Expo, Allen Han, Ceo e fondatore di Teforia, mi ha mostrato come funziona questo nuovo prodotto.

Matcha come se non ci fosse un domani

A proposito di tè solubili, il matcha era ovunque al World Tea Expo 2017. Sia nella versione “premium”, protagonista di cerimonie del tè, che nelle versioni classiche, spesso e volentieri mono dose per essere preparato ovunque e comunque.

Quello che mi ha stupito è che non c’era il matcha declinato in prodotti diversi. C’erano due stand di cioccolati al tè e basta. In Italia avremmo avuto sicuramente più offerta in questo senso visto che già possiamo trovare di tutto, dal gelato ai panettoni (Tea in Italy), passando per l’uovo di Pasqua (Qualcosa di tè).

Comunque il matcha e il matcha latte piace e, tornata a Los Angeles ho fatto uno studio sull’argomento di cui vi parlerò presto. Per ora, Bye Bye Las Vegas!

 

Ps. C’è qualche distributore in ascolto? Ho dei contatti interessati al mercato italiano… scrivetemi a info@justafiveoclocktea.com

Foto: Five O clock

Quest’anno ho deciso di fare una pazzia: andare al World Tea Expo a Las Vegas, uno dei più importanti eventi dedicati al mondo del tè. Erano anni che lo volevo fare, l’anno scorso Five O clock è stato nominato ed è arrivato in finale per il titolo di miglior tea blog al mondo ma non avevo potuto lasciare il lavoro per assistere alla consegna dei premi.

Quest’anno dovevo farlo. Ho deciso che non voglio più perdere tempo, non voglio più rimandare le opportunità aspettando il momento perfetto, le condizioni perfette. Non arriveranno mai quindi bisogna buttarsi e “bere la propria tazza di tè finché è calda” 😉 . In più mia sorella al momento vive a Los Angeles quindi avevo anche la scusa buona per andare a salutarla.

Quest’anno quindi sono partita, ora raggiunto il World Tea Expo a Las Vegas e ho cercato di raccontarvi che cosa succedeva live direttamente dal Convention Center ma il wifi funzionava male e la connessione cadeva.

Ecco che allora, prima di raccontarvi le cose più interessanti che ho visto, vi parlo di come è stata la mia esperienza.

Tea friends are the best

Per prima cosa, il World Tea Expo è stata l’occasione di incontrare persone che avevo solo sentito e visto sui social network o per email. Tra questi, il blogger My Japanese Green Tea (Ricardo Caicedo), in finale quest’anno per il titolo di miglior tea blog, e mia fonte di informazione per gran parte degli articoli che vi scrivo sul tè giapponese. Non posso poi dimenticare Linda Gaylard, autrice di The Tea Book (trovate la recensione qui), volume che ha vinto il premio come miglior libro sul tè al World Tea Expo 2017. Io non sono nessuno eppure alla fine della fiera mi è venuta a cercare per salutarmi!

Ho anche conosciuto nuove persone, come Rita Fong ed Eduardo Molina Anfossi ed è stato bello confrontarsi con loro e chiacchierare del più del meno.

È stato bello rivedere Louise Roberge, presidente del Tea and Herbal Association of Canada (PS. Ragazzi, ha detto che il TEA 104 è il modulo più impegnativo quindi teniamo duro!) ed è stato stupendo partecipare alla tavola rotonda con altri tea blogger e tea writer. Probabilmente a una domanda ho risposto in una lingua molto strana e non so neanche io che cosa ho detto ma l’emozione era alle stelle. Il cuore mi batteva fortissimo! Con me c’erano Marcella di The Tea and Hat Lady, Ty di World Tea Podcast, Char di Oolong Owl, Rita di Adventure in Tealand e l’autrice Dharlene Marie Fahl. Moderava Naomi di Joy’s Teaspoon e grazie a Jo Johnson di A Gift Of Tea per la foto (non so perché sono venuta con questa faccia… sarà stato il jet lag?):

Tea bloggers roundtable

Una bella atmosfera di amicizia, di sorrisi così come è stato il festival del tè di Bologna o la Tea Masters Cup. Niente da dire, il tè è magico!

Conferenze al World Tea Expo

Il World Tea Expo ha come sempre un ricco calendario di conferenze, workshop e incontri. Alcuni sono a pagamento, altri sono compresi nel biglietto di ingresso. Io sono stata alla tavola rotonda dedicata ai festival del tè con gli organizzatori degli eventi di Los Angeles, San Francisco, Seattle, Las Vegas e il Mid-North Festival. Ho confrontato la loro esperienza (alcuni sono alla decima edizione) con la nostra e devo dire che noi italiani non siamo stati secondi a nessuno 😉 ci vediamo di nuovo a Bologna ad aprile 2018 per la seconda edizione?

Ho finalmente incontrato la tea guru Jane Pettigrew che ha presentato insieme a Bruce Richardson la nuova edizione del libro A Social History of Tea. Entrambi sono stati molto interessanti e gentili.

Jane Pettigrew

La camera di commercio giapponese ha poi organizzato una serie di incontri per raccontare i segreti, la storia e le caratteristiche dei loro tè verdi. Sapevo già alcune cose ma ho raccolto anche nuove informazioni per articoli futuri.

E poi è stato interessante ascoltare la conferenza sul purple tea, il tè viola prodotto in Kenya con una cultivar particolare e un trattamento delle foglie diverso dal solito. Appena recupero tutte le informazioni vi scrivo un articolo, promesso.

Tè viola

Tè e accessori

Il World Tea Expo è anche una fiera quindi, oltre alla parte didattica, c’è quella espositiva. Erano presenti tanti produttori cinesi, giapponesi, coreani ma c’era anche qualcosa di particolare di cui vi parlerò presto.

Non mancavano gli stand di chi vende accessori e così ho dato un’occhiata alle nuove tendenze. Più che nuove direi una conferma di quello che sta succedendo in Italia e vi assicuro che le travel mug vanno tantissimo.

Ci vediamo presto con un nuovo post specifico sui prodotti 🙂

Quando si parla di tè matcha, questo particolare tè verde giapponese (per saperne di più cliccate qui) si parla sempre (o quasi) di ricette dolci. Dai muffin al tiramisù, dai biscotti al cioccolato. Il suo sapore in effetti si presta bene a queste preparazioni zuccherose. Ma non solo.

Oggi infatti voglio dimostrarvi la versatilità di questo tè parlando di ricette salate con il matcha. Avete mai provato? Io ho sperimentato qualcosa in questi anni e vi racconto la mia top 5.

Pop corn al tè matcha

Iniziamo da una ricetta facile e veloce di cui non potrete più fare a meno. I pop corn al matcha sono davvero irresistibili, pronti in meno di 10 minuti e perfetti in tante occasioni diverse, anche un aperitivo estivo con gli amici. Potete provare anche la variante dolce ma un pizzico di sale è perfetto per esaltare il sapore di questo tè verde.

Tramezzini al tonno e matcha

Passiamo a un’altra ricetta semplice e sfiziosa. Questi tramezzini al tonno con crema al tè matcha e formaggio spalmabile sono eccezionali per un tea party estivo, magari accompagnati da un tè verde genmaicha preparato con l’infusione a freddo.

Se preferite una ricetta vegetariana eliminate il tonno e abbondate di crema. Sentirete un sapore ancora più fresco e aromatico!

Piadina al tè matcha

Da brava romagnola, la piadina è la mia specialità e non poteva mancare tra le mie ricette salate preferite al matcha! Aggiungo questo particolare tè verde in polvere all’impasto e poi potete farcirla in tanti modi diversi, anche semplicemente con pomodoro e mozzarella.

In questa ricetta il ripieno è particolare perché tutto era stato studiato per il concorso Swiss Cheese Parade ma se la cosa vi interessa posso pensare a nuovi abbinamenti 😉 Per esempio per Lovely Matcha avevo pensato a una proposta vegana con finocchio, arancia e tofu.

Salmone con salsa al matcha

Adoro il salmone e adoro come si accompagna a questo tè verde. Quando vivevo in Norvegia avevo quindi pensato alla ricetta del salmone con salsa verde al matcha. A completare il tutto, per restare in spirito nordico, vi consiglio le patate bollite.

Un piatto perfetto in ogni periodo dell’anno, anche se la stagione del salmone è l’estate!

Pizza al matcha

Questo è un esperimento dell’esperto di panificazione Cristian Zaghini. È interessante vedere come una persona non specializzata nel tè trovi però in questo mondo nuovi stimoli e nuovi abbinamenti. Un po’ come è successo all’ultima edizione della Tea Masters Cup Italia in cui barman da tutta Italia si sono sfidati nella categoria della Tea Mixology.

E poi trovo che il matcha sia perfetto con una classica margherita perché riprende il sapore salino del pomodoro. Penso che continuerò a sperimentare ricette salate con questo tè e questo ortaggio mi sarà di grade aiuto…