Five O clock

Giornalista professionista appassionata di tè

Le Travel Mug sono la soluzione migliore per portare il tè ovunque: in treno, in metropolitana, a scuola, in ufficio, ma anche in vacanza. Preparate la vostra bevanda preferita a casa, sia con l’infusione a caldo che con l’infusione a freddo. Versatela nel contenitore e il gioco è fatto!

Forse l’unico problema è scegliere una Travel Mug tra le tantissime disponibili online e i nei negozi… per questo ho lanciato un sondaggio sulla pagina Facebook (come abbiamo fatto per i bollitori). Vediamo che cosa è venuto fuori…

Thermos o Travel Mug?

Una volta si parlava solo di thermos per portarsi in giro tè o caffè, mentre ora è più trendy parlare di Travel Mug. C’è una differenza tra i due prodotti? Se sì, qual è?

Il thermos è un recipiente (spesso dalla forma simile a una bottiglia) in materiale termoisolante. Tiene quindi il caldo o il freddo per un determinato periodo di tempo. La Travel Mug non deve essere per forza termoisolante… è una tazza da asporto, da portare via un po’ come si fa con quelle di Starbucks o locali simili.

Bene e ora vediamo quello che ho sperimentato, quello che mi hanno consigliato gli amici e quello che mi hanno segnalato i lettori di Five O clock. Volete darci altri suggerimenti? Scriveteli nei commenti! Sono tutti ben accetti 🙂

1. Travel Mug: Contigo

Mi ricordo quando nella mia vecchia redazione si preparava il tè… Due colleghe avevano la Travel Mug di Contigo, azienda belga, e ne erano entusiaste. Unica controindicazione (se proprio vogliamo): mantiene il calore in modo davvero efficace per cui, se portate la temperatura di infusione fino a 95 – 100° C, vi ci vorrà un po’ prima di poter bere il tè.

La Travel Mug di Contigo è termoisolante, con doppia parente in acciaio inox. Disponibile in vari colori, può contenere fino a 470 ml. La potete acquistare su Amazon.

2. Travel Mug: Bodum

Bodum è un marchio famoso per il tè (e non solo). Tutto è nato nel 1944 a Copenhagen grazie a Peter Bodum. La Travel Mug è in acciaio inox, termoisolante e ha una banda in silicone laterale, adatta per afferrare meglio il recipiente senza entrare in contatto diretto con il calore. E poi ormai è un po’ un segno distintivo di questi accessori.

Anche in questo caso sono disponibili vari colori e ha una capienza di 350 ml. La potete acquistare su Amazon e sul sito di Bodum.

3. Travel Mug: KeepCup

Negli ultimi mesi sono esplose in Italia le Travel Mug della KeepCup. Pratiche, colorate e create nel 2009 da due fratelli australiani con un nobile intento: realizzare delle tazze riutilizzabili in modo da evitare gli sprechi ed essere più sostenibili. In più per crearle viene usato un ridotto contenuto di plastica.

Ne esistono diversi formati e diversi colori. È pure disponibile una versione in vetro.

Trovate le Travel Mug di KeepCup in alcuni teashop italiani oppure su Amazon.

4. Travel Mug: Ecoffee Cup

Per chi ha particolarmente a cuore l’ambiente, segnalo anche le britanniche travel mug di Ecoffee Cup. Non lasciatevi ingannare dal nome, sono perfette per il tè.

L’aspetto è molto simile ai bicchieroni di Starbucks ma sono realizzate in fibre di bambù. Non terranno il calore come un thermos ma sono leggere, pratiche, colorate e si possono lavare in lavastoviglie. E poi sono ecosostenibili. Non le metterei a testa in giù in una borsa ma di certo possono essere utili da portare in mano o da tenere sulla scrivania di casa oppure dell’ufficio e mantenere un minimo di calore.

Sono disponibili in alcuni teashop italiani oppure su Amazon.

5. Travel Mug: Well Bottle

La moda delle Travel Mug è esplosa in tutto il mondo anche grazie a bellissimi ed elegantissimi contenitori in vetro. Una mia amica mi ha consigliato quelli di Well Bottle, azienda di design danese. Lei la usava anche per preparare le acqua aromatizzate.

Le pareti hanno una doppia parete in vetro borosilicato, caratteristica utile per mantenere un po’ la temperatura senza ricorrere all’acciaio. All’interno c’è un infusore in acciaio estraibile. Potete acquistarle sul sito della compagnia.

6. Travel Mug tedesche: Flow Tea e Amapodo

Simile è il caso delle Flow Tea, Travel Mug in vetro decorato, realizzate dell’azienda tedesca Eigenart. Anche in questo caso c’è una doppia parete di vetro, c’è il filtro in acciaio ma, in più, viene venduta insieme alla custodia in neopreme. Può contenere fino a 400 ml di tè. La potete acquistare in alcuni teashop italiani o su Amazon.

A proposito di vetro e di Travel Mug, vi segnalo che secondo Amazon il prodotto più venduto è la tazza in vetro con infusore in acciaio chiamata #teafavs, e prodotta da Amapodo. Sarà vero?

Amapodo è un’azienda tedesca specializzata nel mondo del tè. #teafavs contiene 450 ml di liquido e dicono che mantenga la temperatura fino a 2 ore. Ne esiste una versione in doppia parete di acciaio inox con rivestimento esterno in bambù.

Potete acquistarle su Amazon o sul sito di Amapodo.

7. Travel Mug: Acera Liven

Ecco la mia travel mug (vi risparmio di parlare del thermos/travel mug di Disneyland Paris con Olav del film d’animazione Frozen ;-)). Al Fuorisalone 2016 avevo intervistato Virginia Yu, una dei responsabile dell’azienda di Taiwan Acera Liven. Il prodotto è molto molto bello, fatto a mano, in ceramica. Devo essere sincera? Ha un difetto, secondo me: pesa abbastanza, anche vuoto. Questo articolo nasce infatti da alcune vostre domande, ma anche da un mio desiderio di comprare una Travel Mug pratica per i miei viaggi in treno. Cercavo qualcosa di elegante ma più leggero e in grado di conservare bene al temperatura.

Questa Travel Mug non è infatti termoisolante per cui è meglio bere il tè nel giro di un breve lasso di tempo (il mio consiglio: entro un’ora al massimo).

La potete acquistare su Amazon China oppure sul sito dell’Hangar Design Group, il prezzo è molto simile.

8. Travel Mug: David’s Tea

Mi hanno detto che le Travel Mug di David’s Tea, azienda canadese specializzata nel mondo del tè, sono eccezionali. Pratiche e tengono benissimo la temperatura. Ci sono di vario genere, di diverso colore e realizzate con vari materiali… unico problema: non spediscono i prodotti al di fuori dei confini di Canada e Stati Uniti.

Ho voluto però segnalarvi lo stesso questo marchio perché non si sa mai che in futuro cambino idea o che voi abbiate in programma un viaggio nel Nord America. In quest’ultimo caso, non dimenticate di visitare una piantagione di tè come la Golden Feather Tea Plantation in California.

 

Foto: Five O clock
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Conoscendo la mia passione per il tè, mi hanno invitata al ristorante Izu di Milano per provare il cocktail al tè matcha. Si chiama The Ritual e prevede tutta una serie di ingredienti che rimandano ai profumi e ai sapori giapponesi: matcha (naturalmente), sakè, vodka agli agrumi, mandarino fresco, yuzu (un agrume orientale, fiori di dushi (fiori commestibili dal sapore dolce), soda allo zenzero, shiso (erba aromatica della stessa famiglia della menta).

Devo ammetterlo: è stato il mio primo cocktail al tè matcha. So che questo tè è molto usato nella tea mixology (lo abbiamo visto protagonista anche alla Tea Masters Cup 2017 e ne abbiamo accennato parlando di come usare il matcha in modo originale) ma non avevo mai avuto occasione di provarlo in questa “veste alcolica”.

Cocktail al tè: intervista a Jin Hu

Jin Hu è il giovane titolare di Izu Milano. Insieme al bartender del ristorante ha creato negli ultimi anni una linea di signature cocktail (che potremmo brutalmente tradurre come “cocktail della casa”) pensata appositamente ai piatti del menu. The Ritual fa parte di queste ricette.

Per preparare questo cocktail al tè, mi hanno spiegato che il matcha è stato sciolto nel sakè, precedentemente intiepidito. Incuriosita, ho approfittato per fare altre domande a Jin…

Come è nata l’ispirazione per The Ritual?

The Ritual è nato ispirandosi alla cultura giapponese: si è voluto portare nella preparazione di un cocktail il rito cerimoniale del tè.

Con quale piatto di Izu abbinerebbe questo cocktail?

Si tratta di un cocktail “da pasteggio”, si abbina bene a tutti i crudi, per esempio al “ceviche di mare alla Izu”, rivisitazione del classico ceviche peruviano, con pomodorini, avocado e salsa dello chef a base di frutta, verdura e olio extra vergine d’oliva.

Il matcha è un ingrediente difficile da inserire nei cocktail?

Sì, non è semplice da usare, va ben bilanciato: bisogna calibrare il dosaggio per equilibrare al meglio il suo gusto con gli altri ingredienti del cocktail, perché potrebbe risultare troppo intenso.

Sta pensando ad altre ricette alcoliche o non con il tè?

Sì, stiamo lavorando ad altri drink che prevedono in miscelazione un tè diverso dal matcha.

Tè nel menu di un ristorante

Nella carta del ristorante, Jin ha già inserito alcuni tè (Sencha Fukuyu, Genmaicha con riso ma anche mais tostato, tè verde al gelsomino e Bancha), ma ha intenzione di ampliare la sua selezione. E vorrebbe sperimentare il tè anche in cucina. A me, per esempio, ha proposto il Mojito Fumè ovvero tagliolini di riso con gamberi, lemon grass a cui ha aggiunto appositamente una spolverata di matcha.

Nel menu ci sono già i mochi ripieni di gelato al tè verde e fe la birra al tè: la Iki Yuzu, con estratto di tè verde Sencha e agrumi.

I mochi al matcha del ristorante Izu di Milano

La cucina di Izu è una proposta fusion, dove la tradizione giapponese si mescola a ricette e a ingredienti da diverse parti del mondo. Abbiamo parlato di ceviche, ma non mancano materie prime inusuali per la cucina giapponese come foie gras, olive taggiasche, capperi di Pantelleria, pistacchi di Bronte,…

Del resto la storia del ristorante è particolare: tutto è nato dalla famiglia Hu, di origine cinese, che nel 1993 hanno aperto una gastronomia orientale a Milano. Nel 2006 lo spazio è stato trasformato in Izu, un ristorante fusion e progressivamente rinnovato e ampliato grazie al progetto dell’architetto Simone Nisi Magnoni.

 

Foto: Five O clock

Taiwan è un’isola famosa per i suoi tè oolong e tra i più noti c’è sicuramente il Dong Ding (o Tung Ting). Il nome significa “vetta congelata” ed è un tè a media ossidazione (20 – 30%).

Vi ricordate infatti che la famiglia degli oolong è quella in cui le foglie subiscono una parziale ossidazione? (se la risposta è no, cliccate qui) Il grado di ossidazione influisce sul colore delle foglie e del liquore in tazza, ma anche sul sapore. Mettete per esempio a confronto un Tie Guan Yin a bassa ossidazione con questo Dong Ding. Vi sembreranno due tè completamenti diversi…

Come si prepara il Dong Ding

Il Dong Ding è un tè semplice da preparare, vedrete. Il mio consiglio, come per gli altri oolong, è di lavare le foglie, ovvero fare una brevissima infusione (alcuni secondi) prima dell’infusione vera e propria. Queste sono le altre indicazioni che vi suggerisco (metodo occidentale):

Quantità: 3 g per tazza (circa 220 ml di acqua). Corrisponde a circa un cucchiaino da caffè e mezzo
Temperatura: acqua a 90° C
Tempo di infusione: 3-4 minuti

Se preparate il tè con una teiera Yixing o una gaiwan vi consiglio (metodo orientale):

Quantità: 5 g per Gaiwan/Yixing (circa 150 ml di acqua)
Temperatura: acqua a 90° C
Tempo di infusione: 30-40 secondi. Si possono ottenere in questo modo fino a 5 infusioni con le stesse foglie

Come si prepara il Dong Ding, uno dei più famosi tè oolong di Taiwan

Abbinamenti con il Dong Ding

Il Dong Ding ha un intenso sapore di frutta secca, con note di pesca, miele e un finale floreale delicato. Al palato è vellutato, elemento che caratterizza e contraddistingue gli oolong, specie quelli di Taiwan.

Con quale cibo si abbina bene? Provate con il cioccolato al latte, semplice o con le nocciole. Ottimo anche con i biscotti alla frutta secca, con la granola o con barrette di cereali quando si parla di colazione e merenda. Se avete in mente a un dessert, a qualcosa di più elaborato puntata al crème caramel o alla crème brûlée.

Non solo dolci, Una tazza di Dong Ding accompagna bene persino il salato, come del pesce affumicato, soprattutto salmone, o del formaggio dolce (per esempio il Cheddar).

Dong Ding: il tè di montagna

Il Dong Ding proviene dalla zona centrale dell’isola, il distretto di Nantou. Questa è stata la prima zona di produzione del tè a Taiwan nel XIX secolo. Il sito Tea From Taiwan racconta che lo studente Ling Fong Chi, dopo un periodo di studio in Cina, è tornato a casa, sul monte Dong Ding con 36 piante di tè. Le piante provenivano dai monti Wuyi, nel Fujian cinese, zona storicamente nota per i suoi tè oolong.

Le piante vennero coltivate sul monte Dong Ding con ottimi risultati. Da lì la coltivazione si estese alle aree vicine: Minjian e Jhushan.

 

Foto: Five O clock
Fonte: The Tea Book di Linda Gaylard; Teafromtaiwan.com; Il piacere del tè; Tea Sommelier di Gabriella Lombardi e Fabio Petroni; Englishteastore.com; Manuale del sommelier del tè di Victoria Bisogno e Jane Pettigrew
Il tè è un omaggio di Dammann Frères ma non mi è stato chiesto di recensirlo né sono stata pagata per scrivere questo post

Chi ha vinto la Tea Masters Cup Italia 2017 dedicata alla nuova categoria della Tea Mixology? Si chiama Valerio Vitiello, ha 29 anni e ha conquistato i giudici con il tea cocktail La via del DrinkTea a base di Earl Grey e rooibos.

Valerio lavora come bartender in Val D’Aosta ma di è origine sarda e a settembre volerà in Asia per partecipare alla finale mondiale del Tea Masters Cup 2017. Congratulazioni e forza Valerio!!! Vi immaginate che bello se il primo tea mixologist al mondo fosse italiano? 🙂

Non voglio portare sfortuna ma questo giovane bartender è molto interessante. Perché? Ora vi racconto che cosa è successo…

Tea Masters Cup Italia: il vincitore

Perché Valerio Vitiello, il vincitore della Tea Masters Cup Italia 2017, mi ha subito colpito? Premetto, io di cocktail non capisco niente, anzi da anni quando esco preferisco una birra a un drink. La cura del dettaglio di questo giovane, l’eleganza, la sicurezza però mi hanno incuriosito.

“Per questa ricetta mi sono ispirato a un viaggio“. Così ha iniziato la sua gara. Ha raccontato che ha saputo della competizione quando si trovava a casa, sull’isola de La Maddalena, e qui ha trovato l’ispirazione. Ho meglio ha trovato un personaggio da cui partire: Giuseppe Garibaldi, uomo che ha trovato in questo arcipelago la sua ultima dimora. Oltre che un patriota, Garibaldi è stato un grande viaggiatore e al tema del viaggio è dedicato il cocktail di Valerio.

La mappa

A questo punto il concorrente ha lasciato ai giudici una specie di mappa, una cartina pop up con gli ingredienti e il percorso di questa ricetta tra materie prime e tradizioni di ogni parte del mondo. La potete vedere nella foto di copertina.

Idea davvero affascinante e poi, diciamo, fa scena.

La ricetta

“Ho voluto utilizzare per questo drink – ha spiegato – un tè più classico possibile in modo che sia facilmente replicabile”. Valerio ha quindi scelto l’Earl Grey. Sono state aggiunte però delle foglie di rooibos per dare una tonalità un po’ più rossa senza influenzarne il sapore. Attenzione: il tè è stato preparato con il syphon (o sifone), strumento molto alla moda per la preparazione del caffè. Lo potete vedere su Amazon.

La ricetta è di proprietà della Tea Masters Cup per cui non possiamo sapere le dosi ma in gara sono stati detti gli ingredienti. Proseguiamo allora il viaggio… quale città possiamo associare al tè? Londra e la capitale ha fatto venire in mente a Valerio il gin.

Da qui, seguiamo Garibaldi in Messico dove il giovane bartender ha trovato la nota acida per il suo cocktail: il succo di lime, “spesso utilizzato sulle navi contro lo scorbuto e altre malattie” e quindi era presente anche sulle imbarcazioni che trasportavano il tè.

Vediamo le altre materie prime: lemongrass dalla Malesia, cardamomo dello Sri Lanka e oleo saccharum (preparazione a base di agrumi e zucchero) al pomelo, un frutto originario dell’Asia meridionale.

Il cocktail è stato poi ossigenato grazie all’aiuto di una teiera marocchina seguendo i gesti della cerimonia del tè del Marocco.

Le tazzine

Altro tocco di classe. Il cocktail vincitore della Tea Masters Cup Italia 2017 è stato servito in tazzine speciali. Valerio le ha fatte creare apposta da un’amica che lavora la ceramica ispirandosi alla forma delle campane delle navi che trasportavano il tè, i clipper.

Ora capite perché dico che pur non conoscendo il mondo della mixology e pur non avendo assaggiato il suo cocktail, questo bartender sardo secondo me è molto interessante?

Quali concorrenti mi sono piaciuti di più?

Diverse persone mi hanno fatto questa domanda… quali sono stati i miei concorrenti preferiti? Chi secondo me doveva vincere? Difficile, molto difficile dirlo perché il livello era altissimo e, cosa che mi ha molto stupita, in generale c’era una buona conoscenza del tè. Solo una persona, Valentina, veniva da questo mondo eppure quasi tutti i partecipanti dimostravano di conoscere la materia. Mi spiegate allora perché in un qualsiasi bar è impossibile bere una tazza di tè decente? 😉

Altra cosa che mi ha piacevolmente stupita è stata l’emozione. Vedere le mani di questi esperti, che armeggiano shaker ogni giorno, tremare è stato bello perché quelle mani facevano trasparire la passione e l’impegno per questa strana e innovativa competizione che è la Tea Masters Cup.

Quali tè sono stati usati?

Vediamo ora i protagonisti della Tea Masters Cup Italia 2017 e i loro cocktail in ordine di gara.

Gianmario Artosi – GinTè

Ha usato un tè dello Sri Lanka e ha ricordato i 150 anni dalla prima piantagione di tè, già tema del primo festival del tè in Italia: In Tè Bologna Festival.

Mia Terri – Fuji Komine

Ha impiegato il matcha, un ingrediente di cui abbiamo accennato qualcosa parlando di cocktail, e con questo tè ha rivisitato un Grasshopper, una classica ricetta di after drink.

Il cocktail al matcha proposto da Mia Terri

Cristian Lodi – Tra Tè e Me

Ha inserito nel suo tea cocktail un tè verde al gelsomino e un liquore preparato precedentemente con lo stesso tè. La particolarità è che ha preparato tutto in una teiera di ghisa (a parte un passaggio di alcuni ingredienti nello shaker).

Cristian ha ricordato che in età coloniale il tè veniva usato per diluire i punch quindi la tea mixology ha origini antiche.

Nicolò Macario – 3.30 p.m.

Giovanissimo, un ragazzo di 18 anni che ha messo in scena un tè rosso dello Yunnan raccolto a marzo 2017 per una nuova versione del classico punch. Nicolò ha sottolineato di aver preparato il tè mettendolo in infusione per 3 minuti a 85° C.

Tea cocktail a base di Sencha giapponese creato da Valentina MecchiaValentina Mecchia – Hanami

L’unica coraggiosa che veniva dal mondo del tè e persino astemia! Valentina, appassionata ed esperta di Giappone (vi ho parlato di lei raccontandovi del Kombucha), ha messo in infusione il tè Sencha in un’acquavite giapponese. Ha dedicato il suo primo cocktail alla fioritura dei ciliegi.

Silvia Piccinato – Santa Maria

Altro cocktail ispirato al viaggio, con ingredienti provenienti da luoghi diversi. Come tè Silvia ha usato un tè Sencha aromatizzato con cocco e ananas.

Angelo Pinelli – Fujian Fizz

Un omaggio alla Cina anche dal nome del cocktail. Il tè protagonista è il Milky Oolong cinese, un tè semi ossidato oolong dai caratteristici sentori di latte grazie a una particolare lavorazione.

Alessio Simonini – Five O clock

Questo cocktail ha un nome bellissimo ed è il mio vincitore morale 🙂 Nonostante però questo titolo un po’ britannico, il cocktail si ispira al Giappone. Alessio infatti è Sake Sommelier e ha usato un Sencha. Ha sottolineato che l’infusione è stata più lunga del solito: 10 minuti invece dei classici 3.

Alessio Simonini ha partecipato alla Tea Masters Cup Italia con un cocktail a base di Sencha

Sandro Bravi – Karma

Creare un cocktail per cercare di creare la stessa atmosfera rilassata di quando si beve il tè. Intento nobile, realizzato però con un non ben identificato tè verde.

Foto: ©Five O clock

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The o tè, come si scrive il nome della nostra bevanda preferita? Capita, a volte, di sedersi in una sala da thè e di consultare il menu per ordinare à la carte la varietà da degustare. Capita, sì. Ma è meglio se capitasse in un Paese francofono! Perché, in Italia, è meglio trovarsi in una sala da tè e non è detto che debbano essere per forza le “Five ‘o clock”… certe usanze lasciamole alla Queen!

Il nazionalismo che potrebbe trasparire da queste battute iniziali è più linguistico che di altro tipo. È bene, infatti, chiarire una volta per tutte che l’italiano beve solo tè.

Thè, the o tè: la parola agli esperti

In italiano la parola ha avuto diverse forme attestate dai dizionari (anche in quelli storici), proprio perché il termine tè è un forestierismo diffuso a livello nazionale e, come tale, può capitare sia che venga recepito dai parlanti nella forma originaria (molto spesso thè) sia che venga adattato alla struttura fonetica e morfologica della lingua d’arrivo (da qui, la forma ).

Oggi la norma prevede che sia la forma tè a essere registrata a lemma. Che cosa significa? Che tè è la forma ufficiale sui dizionari. Ne danno conferma l’Accademia della Crusca e tutta la produzione lessicografica relativa: si vedano il dizionario Sabatini-Coletti (“tè meno frequente the”), il Garzanti (“tè”). Il Nuovo De Mauro fornisce anche un’interessante attestazione del termine tè risalente al 1606.

Il Vocabolario degli accademici della Crusca, nella sua 4° edizione (1729-1738), riporta invece la forma te, trascritta quindi come variante omografa del pronome di seconda persona (che tuttavia non richiede accentazione, ndr) e l’esempio che riporta è tratto dall’opera dell’accademico Francesco Redi, Annotazioni al Ditirambo: “Il te è una bevanda usitatissima […] e si compone col tenere infusa nell’acqua bollente una certa erba chiamata Te, ovvero Cià”.

Il Tommaseo-Bellini, nell’edizione online prodotta nel 2015 dall’Accademia della Crusca (si tratta di un apposito motore di ricerca realizzato dall’informatico Daniele Fusi), è tra i dizionari più tolleranti e riporta entrambe le grafie tè e thè, con accento grave nel secondo caso. Di simile indirizzo è il Devoto-Oli, ma senza accentazioni (“The, grafia meno corrente per Tè”).

Cosa dice infine l’Accademia della Crusca?

Tuttavia, il “setaccio” finale tocca sempre all’Accademia della Crusca: esiste un termine italiano, tè, che ha adattato il primogenito cinese t’e (di cui vi avevamo accennato qui) ed è preferibile a thè o the.

E allora, the o tè? Per noi, non hanno senso di sussistere le altre forme perché sarebbero soltanto una “scorretta” fusione tra italiano e grafie straniere. E il tè, cari lettori, non va fuso…ma infuso!

Nei commenti trovate un’interessante integrazione di Luca Xanadu.

Testo di Francesca Lorefice

Foto: Five O clock

Articolo modificato il 26 maggio 2017 su consiglio di Federica

                

Maggio è il mese delle rose, delle fragole, dei primi picnic e… del . Si perché continuano in tutta Italia eventi, corsi, degustazioni e workshop imperdibili dedicati alla nostra bevanda preferita.

Per molti inizia a essere troppo caldo per una tazza di tè ma aspettate ancora un attimo, credetemi! Approfittate di queste occasioni per approfondire le vostre conoscenze e incontrare nuove persone con la vostra stessa passione, un po’ come è successo al festival del tè il mese scorso.

E poi a maggio c’è la seconda edizione della Tea Masters Cup Italia dedicata ai cocktail con il tè… insomma, è il caso di dare a questa bevanda, da molti ritenuta troppo invernale, un’altra opportunità!

Eventi a Milano e provincia

6 maggio: dalle ore 15 alla 16.30 da MisterTea (zona città Studi) degustazione di Bubble Tea e cooking show dedicato alla cucina molecolare e alla sferificazione. Evento gratuito

6 maggio: alle 16.30 appuntamento da Tête à Thè di Abbiategrasso con il rito del tè della Frisa Orientale, in Germania. Costo: 10 euro. Prenotazione obbligatoria: info@teeria.it

7 maggio: dalle 16 festeggiamo la mamma con uno speciale teatime alla teeria Tête à Thè di Abbiategrasso. Costo: 10 euro. Prenotazione obbligatoria: info@teeria.it

8 maggio: alle 21.30 da Tête à Thè di Abbiategrasso preparatevi a una serata dedicata ai tè di Ceylon (Sri Lanka) in abbinamento a ricette salate e/o dolci. Costo: 12 euro. Prenotazione obbligatoria: info@teeria.it

10 maggio: dalle 18.30 aperitivo al tè con interessanti cocktail a base di tè. Costo: 6 euro. Prenotazione consigliata: info@teieraeclettica.it

11 maggio: alle ore 10 a TUTTOFOOD (Rho Fiera Milano) esperti e appassionati si sfideranno nella gara di Tea Mixology della Tea Masters Cup Italia. Per saperne di più cliccate qui

11 maggio: alle ore 17 degustazione di tè giapponesi a cura di Alberto Moro dell’associazione Giappone in Italia e Tea Masters Cup Italia. Appuntamento alla Stamberga di via Melzo 3, Milano

15 maggio: dalle 19 i libri incontrano i tè a La Teiera Eclettica. Partecipazione libera

13 maggio: dalle 15 trovate Alessandra Celi di Tè e Teiere a parlare dei colori del tè, un corso di introduzione alla cultura del tè nel cortile di Madame Gioia Home (alzaia naviglio grande). I partecipanti avranno un buono sconto del 10% da utilizzare sull’e shop di www.teeteiere.com. Per info e prenotazioni: info@madamegioiahome.it

15 maggio: dalle 21.30 una serata da Tête à Thè di Abbiategrasso dedicata ai tè profumati con abbinamenti speciali. Costo: 12 euro. Prenotazione obbligatoria: info@teeria.it

27 maggio: dalle 11 a La Teiera Eclettica potremo degustare i nuovi raccolti di tè verdi cinesi e tè neri indiani (per esempio un Darjeeling First Flush). Costo: 30 euro. Prenotazioni: info@teieraeclettica.it

Eventi in Lombardia

13 maggio: dalle ore 9.30 un corso sui dolci al matcha (il famoso tè verde) con i ragazzi di Tea in Italy e Chiara di The Cupcake Project da Malnati Professional. Costo: 35 euro. Prenotazione consigliata: taeko@teainitaly.com

13 maggio: dalle 12.30 con Tea in Italy da Malnati Professional ci aspetta un corso per preparare bevande al tè matcha, tra cui il famoso Matcha Latte. Costo: 25 euro. Prenotazione consigliata: taeko@teainitaly.com

13 maggio: dalle 14 da Tea in Italy imparerete a preparare due tipi di onigiri e abbinarli al tè. Costo: 20 euro. Prenotazione consigliata: taeko@teainitaly.com
E se vi piace questa specialità giapponese non perdetevi il brunch dedicato da Tea in Italy sabato 20 maggio a partire dalle 10.30. Costo: 12 euro. Prenotazione consigliata: taeko@teainitaly.com

17 maggio: alle 10 oppure alle 19 potete partecipare a un corso di pittura giapponese da Parliamo di Thé a Monza. Repliche: 24 e 31 maggio, 7 giugno. Costo: 150 euro (+ 45 euro per i materiali). Per iscrizioni: okumura.shoko233@gmail.com

Eventi a Padova

14 maggio: dalle 16 un pomeriggio dedicato ai puer sheng o crudi a La finestra sul tè. Costo: 20 euro. Prenotazione obbligatoria con un messaggio sulla pagina Facebook

Eventi a Bologna

7 maggio: dalle 15.30 il Mondo di Eutepia ospita un incontro sui benefici del tè insieme al ricercatore Alessandro Stranieri. Costo: 25 euro (per i soci Aictea 22 euro). Prenotazione consigliata: info@mondodieutepia.com

10 maggio: alle 20.30 Acqua calda per il tè ospita la presentazione del libro La grotta del drago di Barbara Ristauri e Daniela Carissimi degustando una tazza di oolong.

17 maggio: dalle 17 preparatevi al Sangria Tea Party al il Mondo di Eutepia.

20 maggio: dalle 15 La Pentola del Tè presenta la versione estiva dei suoi famosi tè da passeggio: A spasso con tè Iced. Per ogni tè freddo acquistato quel pomeriggio ci sarà un omaggio. Ingresso libero

Eventi a Firenze

18 maggio: il primo di quattro incontri dedicati alla cultura del tè attraverso le varie cerimonie, organizzati da Società Toscana di Orticultura e Vania Coveri. Dalle 20 a Villa Bardini, Firenze. Costo del corso: 80 euro (+ 40 euro di tessera annuale della Società Toscana di Orticultura. Per maggiori informazioni: vania@teateller.com

25 maggio: secondo incontro del percorso organizzato da Società Toscana di Orticultura e Vania Coveri. Prossimi appuntamenti: 8 e 22 giugno. Per maggiori informazioni: vania@teateller.com

Eventi a Roma

3 maggio: alle 19 non perdetevi il Summer Tea Party da Babingtons con la presentazione del nuovo menu, tè freddi e acque aromatizzate. Cinque drinks e abbinamenti dolci e salati: 30 euro. Prenotazioni: tea@babingtons.com

7 maggio: dalle ore 15 corso di approfondimento e degustazione di tè verdi giapponesi da Tè e Teiere. Costo: 30 euro. Prenotazioni sul sito

14 maggio: dalle 15 degustazione comparata di tè oolong cinesi e di Taiwan da Tè e Teiere. Costo: 30 euro. Prenotazioni sul sito

21 maggio: dalle 17 workshop sul matcha con Alessandra Celi al mercatino giapponese dell’Ex-Dogana di Roma. Costo: 10 euro. Prenotazione obbligatoria a info@teeteiere.it

Eventi a Catania

6 – 7 maggio: dalle 10 alle 22 preparatevi alla quarta edizione di Japan Fest, il festival dedicato alla cultura giapponese. Appuntamento all’istituto Ardizzone Gioeni (via Etnea, 595) e non perdetevi la cerimonia del tè. Costo 8 euro (una giornata), 12 euro (abbonamento a entrambe le giornate).

Foto: ©Brenda Godinez

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Avete mai sentito parlare di Kombucha? Si tratta di una bevanda al tè che va molto di moda negli Stati Uniti (ve l’ho accennato parlando dei Tea Trends in California) e inizia a essere ricercata anche in Europa.

Io ho assaggiato il Kombucha qualche anno fa. Mia sorella mi aveva portato due diverse bottigliette da New York e più precisamente dal mercatino di Union Square. Avevo solo sentito parlare di questa bevanda ma non sapevo esattamente che cosa fosse e che sapore avesse. Conteneva tè e quindi d’istinto ho aperto la prima bottiglietta alla mattina, a colazione, con i biscotti…

Che sapore ha il Kombucha?

La prima volta che ho assaggiato questa bevanda ho avuto la stessa sensazione di quando, al mercato del pesce di Bergen, ho messo in bocca per la prima volta il brunost, il formaggio al caramello. Ti dicono che è formaggio, ti immagini un sapore ma il tuo palato percepisce dei sentori completamente inaspettati e va in tilt.

Stessa cosa con il Kombucha: lo verso in un bicchiere, so che contiene tè e mi immagino qualcosa di simile e invece no. In bocca mi ritrovo un liquido frizzante e leggermente alcolico. Insomma, è stato uno shock!

Che cosa è il Kombucha?

Una lunga premessa per spiegarvi che il Kombucha contiene tè ma non è tè. È una bevanda probiotica data dalla fermentazione di tè, zucchero e un ammasso di batteri e lievito noto come “scoby”. Come nel vino o nella birra, il lievito consuma lo zucchero e produce anidride carbonica e alcol (meno dell’1% ma meglio stare attenti ai bambini e in caso di gravidanza).

Sembra che le prime testimonianze del Kombucha risalgono alla dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C), in Cina. Nel XIX secolo la bevanda è arrivata in Russia e da lì alla Germania ma la passione si esaurì presto a causa della Seconda Guerra Mondiale, alla scarsità di tè e di zucchero.

Nel Kombucha c’è un fungo?

In questi anni ho sentito molti dire che per preparare il Kombucha serve un fungo… in realtà ho scoperto che ciò che serve è lo “scoby”, un ammasso gelatinoso, di colore beige, composto da batteri e lievito, che può ricordare un fungo ma non ha niente a che fare con i funghi.

Che cosa significa “scoby“? È l’acronimo di Symbiotic Colony of Bacteria and Yeast, colonia simbiotica di batteri e lievito. È l’ingrediente segreto per rendere un tè zuccherato una bevanda completamente diversa. Come si fa? Ora ve lo spiego…

La ricetta e i benefici del Kombucha, bevanda fermentata al tè

La ricetta

Potete comprare il Kombucha già pronto oppure prepararlo in casa. Vi segnalo la ricetta del libro The Tea Book di Linda Gaylard.

3,7 litri di acqua minerale natural

480 ml di Kombucha già pronto (rimasto dall’ultima fermentazione in casa oppure comprato già pronto in bottiglia)

8 cucchiaini di foglie di tè nero oppure 8 bustine

175 g di zucchero di canna

scoby (io per l’ora ho visto che lo vendono solo online, per esempio su Amazon Happy Kombucha – Scoby di misura media oppure mi hanno segnalato su Facebook il gruppo “Tutto il Kombucha del mondo”)

Come si fa il Kombucha? Scaldate l’acqua e mettete il tè in infusione per 5 minuti.

Filtrate le foglie e versate il tè in un largo barattolo di vetro.

Aggiungete lo zucchero e mescolate fino a che non sia completamente sciolto.

Coprite il contenitore con un panno e aspettate qualche ora in modo che il tè sia completamente freddo.

Aggiungete il Kombucha già pronto, mescolate con un cucchiaio di legno (con questa bevanda è sempre meglio evitare il metallo perché danneggia lo scoby).

Unite lo scoby maneggiandolo con i guanti e non a mani nude. Coprite con un panno tenuto fermo da un elastico. Conservate il Kombucha in un luogo buio e tranquillo per una settimana.

Dopo una settimana, aiutandovi con un cucchiaio di legno controllate se il liquido è leggermente frizzantino e ha raggiunto la giusta dose di sapore. Se è troppo dolce, aspettate ancora qualche giorno.

Una volta che la bevanda è pronta, trasferite lo scoby in un contenitore di vetro e coprite con circa 700 ml del Kombucha appena preparato. Conservate il tutto in frigorifero e riutilizzate entro due mesi.

Versate la restante bevanda nelle bottigliette. Consigliate sono quelle da mezzo litro, meglio se di vetro. Lasciate tutto a riposare ancora per un paio di giorni (fino a tre) a temperatura ambiente e poi conservate in frigorifero.

Se volete aggiungere dei sapori particolari potete aggiungere 1 parte di succo di frutta su 5 parti di Kombucha prima di imbottigliare.

Tè nero o tè verde?

È una domanda che mi hanno fatto più volte. Come mi ha insegnato la mia amica Valentina del blog The Soul Garden, il Kombucha si prepara con zucchero (bianco o di canna) e tè nero.

È il Jun Tea, altra bevanda fermentata, ricca di probiotici, è invece a base di tè verde, miele e una coltura che si chiama Jun. Per gli ingredienti con cui viene preparato, il Jun Tea viene definito anche come lo champagne dei Kombucha.

I benefici del Kombucha

Perché bere questa bevanda a base di tè, frizzante e leggermente alcolica? Naturalmente, a tanti interessa più per le sue proprietà più che per il suo sapore.

A che cosa serve quindi il Kombucha? Contiene vitamina B e se bevuto regolarmente sembra che aiuti la digestione, favorisca la flora batterica, stimoli il sistema immunitario, migliori la salute del fegato, prevenga il cancro e la caduta dei capelli e aiuti persino a dimagrire. Insomma, sembrerebbe un elisir di lunga vita e in effetti è così che viene chiamato.

Ci tengo, come sempre, a far notare che i miracoli non li fa nessuno. A questo proposito ho trovato un articolo del medico Brent Bauer su sito della Mayo Clinic in cui si specifica che non ci sono testimonianze scientifiche o prove cliniche tali da supportare in modo inconfutabile tutti questi benefici. In particolare vengono messi in dubbio le proprietà sul sistema immunitario, sulla digestione, il fegato e la prevenzione antitumorale.

Studi:

Se volete approfondire vi elenco gli abstract di alcuni studi sull’argomento:

Hepatoprotective properties of kombucha tea against TBHP-induced oxidative stress via suppression of mitochondria dependent apoptosis” di Bhattacharya S1, Sil PC, Gachhui R (2011)

Hepatoprotective and curative properties of Kombucha tea against carbon tetrachloride-induced toxicity” di Murugesan GS1, Jayabalan R, Sathishkumar M, Binupriya AR,Yun SE, Swaminathan K (2009)

Lead induced oxidative stress: beneficial effects of Kombucha tea” di Dipti P1, Kain AK, Yogesh B, Pauline T, Selvamurthy W, Anju B, Mongia SS, Sairam M, Singh B, Kumar GI (2003)

Studies on toxicity, anti-stress and hepato-protective properties of Kombucha tea” di Dipti P1, Kain AK, Pauline T, Yogesh B, Kumar GI, Anju B, Sairam M, Mongia SS, Selvamurthy W, Singh B (2001)

Kombucha: controindicazioni

Il dottore Brent Bauer (ma anche Kathleen Zelman in questo articolo) sottolinea anche un’altra cosa: le controindicazioni per questa bevanda. Per prima cosa le fermentazioni homemade, fatte in casa, sono a rischio di contaminazioni batteriche.

Il medico segnala che ci sono state anche reazioni allergiche da parte di alcuni bevitori e problemi allo stomaco.

Insomma, bevete con prudenza… come per tutte le cose, del resto!

 

Foto: ©Five O clock

Fonti: The Tea Book di Linda Gaylard, thekitchn.com, nourishedkitchen.com, ncbi.nlm.nih.gov, authoritynutrition.com, webmd.com
Questo post contribuisce al programma di affiliazione di Amazon

Cioccolato e tè. Due ingredienti che amo tantissimo come, credo, molti di voi. Ma avete mai provato ad abbinarli? A gustare un biscotto o una torta al cioccolato insieme a una tazza di tè?

Probabilmente la risposta è sì e vi sarete già accorti di come queste nostre due passioni siano ottime da sole ma anche in coppia. Oggi vi aggiungo solo qualche informazione in più e vi suggerisco tre modi per abbinare cioccolato e tè.

Ci sono infatti tipi di tè che si accompagnano meglio a certi tipi di cioccolato e viceversa. Per capirlo mi sono resa conto che ci possono aiutare gli studi, le indicazioni sulle analisi sensoriale, ma a volte basta semplicemente il buon senso. Se un sapore prevale e annulla l’altro qualcosa non funziona. L’uno deve esaltare l’altro. Fate delle prove (potete riciclare così il cioccolato delle uova di Pasqua), è divertente!

Io intanto vi racconto che cosa ho scoperto in questi anni (che fatica assaggiare tutto quel cioccolato 😉 ) e che cosa consigliano esperti, appassionati e tea sommelier nel mondo.

Cioccolato bianco e tè verde

Forse è l’abbinamento più scontato oggi che il tè verde matcha è diventato il protagonista indiscusso di tantissime ricette dolci. Pensate al kit kat al matcha, ai muffin al matcha e cioccolato bianco o al cioccolato al matcha.

La base è sempre il cioccolato bianco. Da una parte si spiega per motivi di colore: quella bella tonalità verde verrebbe coperta dal colore scuro di un cioccolato al latte o fondente. E poi entrambi hanno sapori non troppo aggressivi, che non si disturbano a vicenda.

Provate il cioccolato bianco anche in abbinamento ad altri tè verdi giapponesi (Genmaicha, Sencha,…), coreani, indiani, nepalesi,… Con i tè verdi cinesi invece, secondo me, bisogna fare più attenzione: le forti note tostate di un Gunpowder o di un Chun Mee, per esempio, li vedo meglio con un cioccolato fondente leggero (< 60%) o con un cioccolato alle nocciole.

Cioccolato al latte e tè oolong

La prima volta che ho letto di questo abbinamento sono rimasta perplessa, non mi convinceva. Temevo che le note complesse degli oolong potessero disturbare, alterare il sapore dolce, a volte caramelloso, del cioccolato al latte. E invece… provate!

Secondo me gli oolong migliori sono quelli a bassa o media ossidazione come può essere un Tie Guan Yin cinese o un Dong Ding di Taiwan. Quelli ad alta ossidazione mi piacciono di più con un cioccolato alle nocciole.

Nella foto vedete l’uovo di Pasqua Majani (grazie mamma per il regalo!) con uno strato esterno di cioccolato fondente e uno interno alla crema Fiat (cioccolato, nocciole e mandorle). Qui secondo me un oolong a bassa ossidazione funziona in modo sorprendente!

Se non avete in casa un tè oolong, provate con una tazza di tè nero Assam o un classico English Breakfast. Del resto, molti bevono questi tè con il latte, no?

Cioccolato fondente e puer

Il puer, il tè fermentato dello Yunnan cinese, può essere considerato un tè da meditazione. Un po’ come certi cioccolati fondenti, del resto. In più, entrambi si accompagnano bene con il rum.

Nel caso degli Shu o puer cotti/neri, secondo me meglio puntare a sapori intensi, con percentuali di cacao superiori al 70%. Nel caso degli Sheng o puer crudi/verdi, io preferisco il cioccolato fondente al 70% al massimo.

Quali sono i vostri abbinamenti preferiti?

Foto: ©Five O clock

Fonti: teacourse.com, thedailytea.com, twinings.co.uk, tea.ca

Appassionati di tè, l’11 maggio a Milano non perdetevi la Tea Masters Cup Italia 2017, la seconda edizione italiana della competizione che negli ultimi anni sfida i tealovers di tutto il mondo (per saperne di più cliccate qui). Un appuntamento importante tra gli eventi di maggio 2017!

Nell’edizione 2016 ci siamo divertiti con la categoria della degustazione, il tea tasting. Quest’anno invece la sezione protagonista sarà la tea mixology, grande novità dell’edizione mondiale del 2017.

I partecipanti dovranno quindi sfidarsi nella creazione di cocktail con il tè come ingrediente. Fantastico, no?

Tea Masters Cup Italia e TUTTOFOOD

Grande novità di TUTTOFOOD 2017 è la Tea Masters Cup Italia, le olimpiadi del tèAltra novità per quanto riguarda l’edizione italiana della Tea Masters Cup 2017 è la location. La competizione infatti sarà ospitata da TUTTOFOOD a Milano, una fiera internazionale dedicata al Food & Beverage, organizzata da Fiera Milano. La manifestazione quest’anno si svolge dall’8 all’11 maggio a Rho Fiera Milano.

La gara tra esperti e appassionati di tea mixology si terrà, più precisamente, l’11 maggio alle 10 (non più alle 10.30 come si legge nella foto) nello spazio Academy 5 del padiglione 5 della fiera. Se non riuscite ad assistere alla sfida dal vivo potete seguire la diretta sulla pagina Facebook Tea Masters Cup Italia.

Coordinatore dell’evento è l’associazione Protea che quest’anno si avvale della partnership editoriale della rivista Mixer.

Il primo tea mixologist italiano, colui o colei che riuscirà a stupire i giudici con la sua ricetta, potrà rappresentare l’Italia alla finale mondiale della Tea Masters Cup a settembre 2017. Oltre a partecipare alla competizione, potrà seguire un ricco programma di eventi all’insegna della cultura del tè, visitare le piantagioni, seguire la lavorazione delle foglie e assistere alle cerimonie del tè.

Per il vincitore della sfida italiana, i costi di viaggio, pernottamento e pasti saranno coperti dalla Tea Masters Cup Internazional.

I costi di trasferta per partecipare alla gara nazionale a TUTTOFOOD sono invece a carico dei vari concorrenti.

Tea mixology: le regole

Come funziona la categoria della tea mixology all’interno della Tea Masters Cup Italia 2017? Dovrete preparare una bevanda composta da una serie di ingredienti tra cui il tè. Il tempo è limitato: 5 minuti per la preparazione e 10 minuti per preparare la ricetta e presentarla alla giuria.

Sono ammessi sia tè puri che aromatizzati e i cocktail possono essere sia caldi che freddi, sia alcolici che analcolici.

I giudici valuteranno le tecniche di preparazione e di presentazione delle bevande, l’aspetto, le caratteristiche sensoriali, l’equilibrio tra le varie componenti della ricetta e la funzionalità.

Potete trovare il regolamento completo di questa e delle altre categorie sul sito internazionale della Tea Masters Cup www.teamasterscup.com

Per iscriversi non è necessario essere barman professionisti. L’importante è aver compiuto 18 anni d’età, avere la cittadinanza italiana o la residenza permanente in Italia e avere un passaporto in corso di validità in caso di vittoria nazionale e partecipazione alla finale mondiale.

Per ricevere il modulo di adesione o avere maggiori informazioni potete inviare una email info@proteaacademy.org

Le adesioni devono arrivare entro e non oltre il 5 maggio 2017. La competizione è a numero chiuso per motivi organizzativi quindi iscrivetevi subito!

L'11 maggio 2017 TUTTOFOOD ospita la seconda edizione della Tea Masters Cup Italia

Foto di copertina: ©Adam Jaime

Post sponsorizzato

Si è appena concluso il primo festival del tè in Italia, In Tè Bologna Festival, dal 7 al 9 aprile nel capoluogo emiliano. Ci siete stati? In questi tre giorni sono riuscita a conoscere e a chiacchierare con alcuni di voi ed è stato bellissimo, grazie! Se però non siete riusciti a venire, bè, oggi vi racconto le mie impressioni su questa manifestazione, che è stata incredibile.

Perché è stata incredibile? Partiamo dal fatto che qualcuno ha avuto il coraggio di organizzare qualcosa del genere in Italia, Paese non particolarmente famoso per il consumo di tè e in un momento storico tutt’altro che sereno. Qualcuno ci ha creduto e ha voluto investire i propri soldi e il proprio tempo per far scoprire un mondo ai più ancora sconosciuto. Liana, Patrizia, Marcella dell’associazione In Tè ma anche gli espositori, i relatori, che sono venuti apposta a Bologna per contribuire a questo grande evento.

Un grande evento sì, perché ci sono stati 5700 visitatori! C’era sempre gente in sala, tantissimi giovani e persone che erano venute apposta da tutta Italia.

Il primo festival del tè in Italia, In Tè Bologna Festival

Alcuni ospiti internazionali come Manuja Peiris, Chief Executive dell’International Tea Committee, Jean Luc Mastaki Namegabe, senior economist della Fao, e Somasena Mahadiulwewa, Minister Counsellor dell’ambasciata dello Sri Lanka, erano piacevolmente stupiti da tanta affluenza.

In Italia si beve tè!

Che cosa mi è piaciuto di più?

Il primo festival del tè in Italia ha potuto contare su 10 espositori e 30 eventi. Forse, tra gli incontri che mi sono piaciuti di più, ci sono stati quelli sul tè giapponese con Anna Poian e sul tè di Taiwan con Giovanni Majer. Molto interessante è stata poi la tavola rotonda sui consumi del tè e sull’Italia come potenziale nuovo protagonista del mercato internazionale.

Il primo festival del tè in Italia, In Tè Bologna Festival
©Rocco Casaluci

La cosa però che mi è piaciuta di più in assoluto è stata l’atmosfera. Un po’ come è successo per la prima edizione della Tea Masters Cup. È stato bellissimo ritrovarsi e dare un volto a persone che prima conoscevo solo attraverso email o i social network. È stato stupendo conoscere gente nuova con la mia stessa passione per il tè, chiacchierare del più e del meno, scambiarsi informazioni e sorrisi. È stato un festival del tè, ma anche un festival dell’amicizia.

Grazie quindi a Liana, Patrizia, Marcella, Marina, Anna, Giovanni, Paola, Adriano, Matteo, Federica, Sara, Monica, Lucio, Mattia, Lorenzo, Santa, Alessandra, Emanuela, Antonia, Federica, Rosaria, Alessandra, Maria, Lucia, Rocco,… spero di non aver dimenticato qualcuno 🙂

Che cosa mi è piaciuto meno?

Difficile rispondere a questa domanda. Credo che per la disponibilità di spazi e tempi tecnici per l’organizzazione non si potesse fare meglio di così. Magari l’anno prossimo possiamo lavorare su una nuova e più ampia location e su una varietà maggiore di eventi.

Uso la prima persona plurale perché sono fiera di dire che ho seguito tutto da molto vicino essendo la responsabile dei social network di In Tè Bologna Festival (ecco qual è il lavoro di una blogger!).

Mi è dispiaciuto non riuscire ad assaggiare il Sencha di Midoritaly ma spero di poterlo fare quanto prima!

Tea party al festival del tè

Sabato 8 aprile anche Five O clock ha avuto il suo momento di gloria con un incontro su come organizzare un tea party perfetto in diverse occasioni. A darmi una mano è stata Paola Congedo di Palazzo di Varignana che, insieme al suo staff, ha studiato alcune ricette a base di tè per accompagnare il momento.

Si parla di Tea Party e di ricette con il tè a In Tè Bologna Festival
©Rocco Casaluci

Non siete riusciti a venire? L’incontro è andato subito sold out ma prometto che pubblicherò presto i miei appunti!

Si parla di Tea Party e di ricette con il tè a In Tè Bologna Festival
© Rocco Casaluci

Che dire, per me il festival del tè è stata un’esperienza incredibile! E vedere che tanta gente è interessata e affascinata da questo mondo mi ha dato grande energia… w il tè!

Foto: ©Rocco Casaluci

Aprile 2017 sarà un mese magico per quanto riguarda gli eventi e i corsi sul tè. Perché? Per prima cosa perché dal 7 al 9 aprile ci sarà il primo festival italiano interamente dedicato al mondo del tè, In Tè Bologna Festival. È un’edizione zero ma sicuramente sarà una bella occasione per incontrarci e confrontarci. Insomma, tealovers di tutta la Penisola, ci incontriamo a Bologna!

Non solo. In tutta Italia continuano gli interessanti appuntamenti per neofiti e appassionati, tutti incontri da non perdere prima della pausa estiva e della stagione del tè freddo (per molti).

Curiosi? Scoprite allora tutti gli eventi e i corsi sul tè di aprile 2017…

Eventi a Milano e provincia

1 aprile: dalle 10 Gabriella Lombardi spiegherà come preparare la perfetta tazza di tè da Chà Tea Atelier. Costo: 30 euro. Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

1 aprile: dalle 10: Giovanni Majer ci guiderà alla scoperta del puer nella sala da tè de La Teiera Eclettica a Milano. Costo: 30 euro (seminario riservato ai soci dell’Associazione Italiana Cultura del Tè). Per info e prenotazioni: corsi.aictea@gmail.com

1 aprile: dalle 15 da Chà Tea Atelier scopriremo come abbinare tè e cibo. Costo: 30 euro. Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

1 aprile: dalle 16.30 da Tête à Thè di Abbiategrasso un pomeriggio in compagnia della tradizione russa del tè con ricette dolci e salate. Costo: 10 euro. Prenotazioni: info@teeria.it

3 aprile: una serata alla scoperta delle origini dell’Afternoon Tea dalle 21.30 da Tête à Thè di Abbiategrasso. Costo: 12 euro. Prenotazioni: info@teeria.it

8 aprile: alla teeria Tête à Thè di Abbiategrasso scopriremo come il tè è arrivato in Europa tra tazze e piattini di assaggi. Costo: 12 euro. Prenotazioni: info@teeria.it

10 aprile: questo è l’anno del tè dello Sri Lanka. Assaggiateli in una serata speciale da Tête à Thè di Abbiategrasso con abbinamenti dolci e salti. Costo: 12 euro. Prenotazioni: info@teeria.it

19 – 23 aprile: nel padiglione 4 della fiera Tempo di Libri alle 17.30 potete partecipare a una degustazione di tè Dammann Frères scelti in base alla cultura gastronomica di alcune città protagoniste del libro “Never Stop Designing Spaces” di Daniele Lago. Intervengono Anna Prandoni e Andrea W. Castellanza, ideatori e curatori del format Tavola Spigolosa, insieme a ospiti del mondo della gastronomia. Ingresso libero.

Altri eventi in Lombardia

1 aprile: dalle 15 la merenda di Tea in Italy a Varese è a base di waffles al matcha (senza lattosio) e una tazza di tè. Costo: 10 euro. Info e prenotazioni: taeko@teainitaly.com

8 aprile: dalle 20 da Parliamo di Thé di Monza potremo assistere all’esibizione del maestro Jin Gang tra la cerimonia cinese del tè Gong Fu Cha, lo spettacolo delle maschere e e il Kung Fu Tea (teiere dal becco lungo). Costo: 30 euro. Info e prenotazioni: 039 367649 o info@parliamodithe.it

23 aprile: dalle 10.30 preparatevi al brunch di Tea in Italy a base di onigiri, zuppa di miso e assaggi di tè giapponesi. Costo: 12 euro. Info e prenotazioni: taeko@teainitaly.com

27 aprile: alle ore 14.30 inizia il corso base di introduzione al tè di Ferri dal 1905, dalle leggende legate a questa bevanda a come preparare una tazza perfetta. Per informazioni sui costi e prenotazioni: info@ferridal1905.com

Eventi in Emilia-Romagna

1 aprile: dalle 15 Barbara Vola ci parlerà del tè con degustazione finale di un tè rosso cinese e di un oolong ad alta ossidazione al Podere Stuard di Parma. Per info e prenotazioni: barbaravola@gmail.com

2 aprile: alle ore 15.30 Barbara Vola terrà una lezione-degustazione sui tè ossidati e i tè fermentati all’itinere-servizi culturali di S. Ilario d’Enza (Re). Per info e prenotazioni: barbaravola@gmail.com

7 – 9 aprile: In Tè Bologna Festival, il primo festival del tè in Italia via aspetta a Palazzo De’ Toschi Salone Banca di Bologna ((piazza Minghetti 4/d), Bologna. Ingresso gratuito. Per maggiori informazioni cliccate qui

29 aprile: dalle 15 Barbara Vola parla della storia del tè in Oriente, delle varie famiglie e di tè ossidati e tè fermentati nella sede dell’associazione Ghelwo di Noceto (Pr). Per info e prenotazioni: barbaravola@gmail.com

30 aprile: dalle 15 si ripercorrono le tradizioni dei tè in varie parti del mondo con Barbara Vola nella sede dell’associazione Ghelwo di Noceto (Pr). Per info e prenotazioni: barbaravola@gmail.com

Eventi a Padova

13 aprile: alle 19.30 a La finestra sul tè di Padova, Nicoletta Tul ci farà scoprire il Long Jing e il nuovo raccolto 2017. Costo: 10 euro. Per prenotazioni: 329 1566242

20 aprile: alle 19.30 a La finestra sul tè faremo un viaggio-degustazione tra i raccolti 2017 dei tè verdi cinesi imperiali. Costo: 10 euro. Per prenotazioni: 329 1566242

22 aprile: avete mai assaggiatelo il tè giallo? Appuntamento alle 19.30 a La finestra sul tè.  Costo: 10 euro. Per prenotazioni: 329 1566242

26 aprile: dalle 19.30, una serata detox con infusi dalla Thailandia a La finestra sul tè. Costo: 10 euro. Per prenotazioni: 329 1566242

Eventi nelle Marche

22 aprile: dalle 17.30 degustazione di tè primaverili nell’aTèlier Cose di Tè di Jesi. Portate la vostra tazza! Evento gratuito

29 aprile: dalle 17.30 altra degustazione di tè ispirati alla primavera nell’aTèlier Cose di Tè di Macerata. Portate sempre la vostra tazza!

Eventi a Roma a dintorni

1 aprile: alle 17 a La bottega color cannella di Ostia Lido si parlerà di medicina tradizionale cinese e terapie detox con Silvia Amato. Costo: 5 euro (verrà interamente devoluto all’associazione “Il Giunco e la Rugiada”).

1 aprile: dalle 17 un Afternoon Tea speciale con prodotti bio a filiera corta e miscele di tè neri da Eu’s, il buono fatto bene a Roma. Costo: 20 euro. Info e prenotazioni: info@eusilbuonofattobene.it

2 aprile: dalle ore 15 scopriremo come scegliere un buon tè e prepararlo a casa con Alessandra Celi da Tè e Teiere di Roma. Costo: 30 euro. Solo prenotazioni online sul sito www.teeteiere.it

5 aprile: corso di approfondimento sull’Afternoon Tea con Chiara Bedini, Melania Lopez Francis e Carla Massi da Babingtons a Roma alle ore 18. Costo: 150 euro.Info e prenotazioni: chiara.b@babingtons.net

9 aprile: dalle 15 corso di introduzione al tè e ai suoi colori da Tè e Teiere a Roma. Costo: 30 euro. Solo prenotazioni online sul sito www.teeteiere.it

12 aprile: alla scoperta dell’acqua come ingrediente base di tè, tisane e caffè da Babingtons a Roma alle ore 19. Costo: 30 euro.Info e prenotazioni: chiara.b@babingtons.net

23 aprile: dalle 15 degustazione comparata di tè verdi, bianchi e profumati da Tè e Teiere. Costo: 30 euro. Solo prenotazioni online sul sito www.teeteiere.it

Eventi a Napoli

2 aprile: alle 10.30 Il piacere di offrire il tè ci invita a un incontro dedicato ai tè dei mercanti con degustazione di tè puer e visita al Museo Nazionale della Ceramica Duca di Martina in Villa Floridiana. Costo: 10 euro. Info e prenotazioni: info@progettomuseo.com

Corsi online

21 aprile: ultimo giorno per iscriversi al modulo TEA 104 del corso da Tea Sommelier della associazione Protea in collaborazione con la Herbal and Tea Association of Canada. Costo: 320 euro. Per informazioni: info@proteaacademy.org

 

Foto: ©Laura Ockel

Il Nuwara Eliya è uno dei miei tè dello Sri Lanka preferiti, almeno per il momento. Per molti è conosciuto come lo “champagne dei tè di Ceylon”. Si tratta di un tè nero dal sapore delicato, leggermente agrumato e floreale. Questo perché è un tè coltivato in alta quota (circa 2000 m). L’altitudine è importante per il sapore e il profumo del tè e in Sri Lanka è particolarmente evidente questo fattore.

I tè di questa isola, infatti, si dividono in low grown, mid grown e high grown, ovvero coltivati a bassa quota, a media altezza e in quota.

Che cosa significa Nuwara Eliya (si pronuncia “nurelia”)? È una regione dell’isola, una delle più famose per la coltivazione di tè (nero ma anche un prezioso tè bianco). Come per l’Assam, i tè dello Sri Lanka prendono quindi il nome dalla zona di produzione. Sulla confezione poi potete trovare indicazioni sul nome della azienda e le sigle OP, BOP, ecc… che come abbiamo visto ancora per l’Assam servono per farci capire l’aspetto delle foglie (spezzate, con germogli,…).

Nel caso del Nuwara Eliya l’altitudine si traduce in temperature fresche e una crescita lenta che favorisce lo sviluppo di note fruttate in questo tè.

Come si prepara il Nuwara Eliya

Come spesso ripeto su Facebook, io sono un’amante dei tè verdi. Esistono però delle eccezioni e il Nuwara Eliya è una di questa. Per gustarmelo davvero però devo abbreviare i tempi di infusione a 2 minuti e 30 secondi. Se anche voi preferite sapori più delicati, seguite le mie indicazioni. Altrimenti ecco i paramenti condigliati:

Quantità: 2-3 g per tazza (un po’ meno di un cucchiaio da minestra di foglie)
Temperatura dell’acqua: 85 – 90° C (l’acqua deve essere minerale naturale a basso residuo fisso)
Tempo di infusione: 3 minuti. Se vi piace il tè forte, all’inglese, potete prolungare l’infusione fino a 5 minuti.

Le note agrumate dei tè dello Sri Lanka in genere si abbinano perfettamente con una fettina di limone.

Ceylon Tea

Perché i tè dello Sri Lanka si chiamano anche tè di Ceylon? Dovete sapere che sull’isola si sono susseguite le influenze europee, fino al dominio britannico a partire dal 1796. Il Paese fu ribattezzato Ceylon e fu avviata la coltivazione del caffè per soddisfare la richiesta dei bevitori di tutta Europa.

Tutto andava alla meraviglia fino al 1867 quando l’epidemia della cosiddetta ruggine del caffè distrusse le piantagioni. In quel periodo, uno scozzese, James Taylor, vicedirettore della piantagione di caffè di Loolecondera, stava sperimentando con successo dei semi della pianta del tè che aveva acquistato in India. Così nacque la prima piantagione di tè, esattamente 150 anni fa.

Il successo di Taylor richiamò l’attenzione di un imprenditore, sempre scozzese, sir Thomas Lipton, che approfittò della svalutazione delle piantagioni di caffè per riconvertirle a piantagioni di tè. Ma questa è un’altra storia… Resta il fatto che oggi lo Sri Lanka è il quarto produttore mondiale di tè.

Nuwara Eliya significa “sopra le nuvole” ed è il tè coltivato alle altitudini più alte di tutto lo Sri Lanka. Questa area centrale dell’isola era pressoché disabitata quando arrivarono i primi esploratori inglesi nel 1818. Inizialmente, visto il panorama mozzafiato e le temperature piacevoli, il luogo diventò una zona di villeggiatura per i coloni britannici che cercavano un po’ di fresco nei mesi più caldi. Solo più tardi, nel 1875, si iniziò a coltivare tè.

Abbinamenti con il tè Nuwara Eliya

Questo tè dello Sri Lanka è perfetto a colazione ma anche al pomeriggio, per un classico tè delle 5. Colè dicevamo, si accompagna bene agli agrumi quindi abbinatelo a una torta di limone o di arancia, ma è anche ottimo con una fetta di torta di carote.

Non solo. Il Nuwara Eliya si presta bene anche a colazioni salate o a un tradizionale afternoon tea con pane, marmellata e sandwich. Abbinatelo con salumi leggeri come la fesa di tacchino o il prosciutto cotto oppure a una focaccia liscia focaccia al rosmarino.

Nuwara Eliya: cosa vedere

Se visitate questa zona non potete perdervi una visita a una piantagione di tè. La più famosa (ma mi hanno detto che è anche molto commerciale) è la Pedro Tea Estate.

Questa regione è poi famosa per le bellezze naturali. In particolare, consigliano i giardini Hakgala e il Galway’s Land National Park.

Al piacere delle degustazioni e dell’avventura, potete unire una parte un po’ più culturale e spirituale grazie alla visita del tempio indù Seetha Amman.

 

Foto: Five O clock
Fonti: The Tea Book di Linda Gaylard; L’enciclopedia della cucina – tè e tisane; Tea Sommelier di Gabriella Lombardi e Fabio Petroni; Manuale del Sommelier del Tè di Victoria Bisogno e Jane Pettigrew; Lonely Planet