Five O clock

Giornalista professionista appassionata di tè

Cioccolato e tè. Due ingredienti che amo tantissimo come, credo, molti di voi. Ma avete mai provato ad abbinarli? A gustare un biscotto o una torta al cioccolato insieme a una tazza di tè?

Probabilmente la risposta è sì e vi sarete già accorti di come queste nostre due passioni siano ottime da sole ma anche in coppia. Oggi vi aggiungo solo qualche informazione in più e vi suggerisco tre modi per abbinare cioccolato e tè.

Ci sono infatti tipi di tè che si accompagnano meglio a certi tipi di cioccolato e viceversa. Per capirlo mi sono resa conto che ci possono aiutare gli studi, le indicazioni sulle analisi sensoriale, ma a volte basta semplicemente il buon senso. Se un sapore prevale e annulla l’altro qualcosa non funziona. L’uno deve esaltare l’altro. Fate delle prove (potete riciclare così il cioccolato delle uova di Pasqua), è divertente!

Io intanto vi racconto che cosa ho scoperto in questi anni (che fatica assaggiare tutto quel cioccolato 😉 ) e che cosa consigliano esperti, appassionati e tea sommelier nel mondo.

Cioccolato bianco e tè verde

Forse è l’abbinamento più scontato oggi che il tè verde matcha è diventato il protagonista indiscusso di tantissime ricette dolci. Pensate al kit kat al matcha, ai muffin al matcha e cioccolato bianco o al cioccolato al matcha.

La base è sempre il cioccolato bianco. Da una parte si spiega per motivi di colore: quella bella tonalità verde verrebbe coperta dal colore scuro di un cioccolato al latte o fondente. E poi entrambi hanno sapori non troppo aggressivi, che non si disturbano a vicenda.

Provate il cioccolato bianco anche in abbinamento ad altri tè verdi giapponesi (Genmaicha, Sencha,…), coreani, indiani, nepalesi,… Con i tè verdi cinesi invece, secondo me, bisogna fare più attenzione: le forti note tostate di un Gunpowder o di un Chun Mee, per esempio, li vedo meglio con un cioccolato fondente leggero (< 60%) o con un cioccolato alle nocciole.

Cioccolato al latte e tè oolong

La prima volta che ho letto di questo abbinamento sono rimasta perplessa, non mi convinceva. Temevo che le note complesse degli oolong potessero disturbare, alterare il sapore dolce, a volte caramelloso, del cioccolato al latte. E invece… provate!

Secondo me gli oolong migliori sono quelli a bassa o media ossidazione come può essere un Tie Guan Yin cinese o un Dong Ding di Taiwan. Quelli ad alta ossidazione mi piacciono di più con un cioccolato alle nocciole.

Nella foto vedete l’uovo di Pasqua Majani (grazie mamma per il regalo!) con uno strato esterno di cioccolato fondente e uno interno alla crema Fiat (cioccolato, nocciole e mandorle). Qui secondo me un oolong a bassa ossidazione funziona in modo sorprendente!

Se non avete in casa un tè oolong, provate con una tazza di tè nero Assam o un classico English Breakfast. Del resto, molti bevono questi tè con il latte, no?

Cioccolato fondente e puer

Il puer, il tè fermentato dello Yunnan cinese, può essere considerato un tè da meditazione. Un po’ come certi cioccolati fondenti, del resto. In più, entrambi si accompagnano bene con il rum.

Nel caso degli Shu o puer cotti/neri, secondo me meglio puntare a sapori intensi, con percentuali di cacao superiori al 70%. Nel caso degli Sheng o puer crudi/verdi, io preferisco il cioccolato fondente al 70% al massimo.

Quali sono i vostri abbinamenti preferiti?

Foto: ©Five O clock

Fonti: teacourse.com, thedailytea.com, twinings.co.uk, tea.ca

Appassionati di tè, l’11 maggio a Milano non perdetevi la Tea Masters Cup Italia 2017, la seconda edizione italiana della competizione che negli ultimi anni sfida i tealovers di tutto il mondo (per saperne di più cliccate qui).

Nell’edizione 2016 ci siamo divertiti con la categoria della degustazione, il tea tasting. Quest’anno invece la sezione protagonista sarà la tea mixology, grande novità dell’edizione mondiale del 2017.

I partecipanti dovranno quindi sfidarsi nella creazione di cocktail con il tè come ingrediente. Fantastico, no?

Tea Masters Cup Italia e TUTTOFOOD

Grande novità di TUTTOFOOD 2017 è la Tea Masters Cup Italia, le olimpiadi del tèAltra novità per quanto riguarda l’edizione italiana della Tea Masters Cup 2017 è la location. La competizione infatti sarà ospitata da TUTTOFOOD a Milano, una fiera internazionale dedicata al Food & Beverage, organizzata da Fiera Milano. La manifestazione quest’anno si svolge dall’8 all’11 maggio a Rho Fiera Milano.

La gara tra esperti e appassionati di tea mixology si terrà, più precisamente, l’11 maggio alle 10 (non più alle 10.30) nello spazio Academy 5 del padiglione 5 della fiera. Se non riuscite ad assistere alla sfida dal vivo potete seguire la diretta sulla pagina Facebook Tea Masters Cup Italia.

Coordinatore dell’evento è l’associazione Protea che quest’anno si avvale della partnership editoriale della rivista Mixer.

Il primo tea mixologist italiano, colui o colei che riuscirà a stupire i giudici con la sua ricetta, potrà rappresentare l’Italia alla finale mondiale della Tea Masters Cup a settembre 2017. Oltre a partecipare alla competizione, potrà seguire un ricco programma di eventi all’insegna della cultura del tè, visitare le piantagioni, seguire la lavorazione delle foglie e assistere alle cerimonie del tè.

Per il vincitore della sfida italiana, i costi di viaggio, pernottamento e pasti saranno coperti dalla Tea Masters Cup Internazional.

I costi di trasferta per partecipare alla gara nazionale a TUTTOFOOD sono invece a carico dei vari concorrenti,

Tea mixology: le regole

Come funziona la categoria della tea mixology all’interno della Tea Masters Cup Italia 2017? Dovrete preparare una bevanda composta da una serie di ingredienti tra cui il tè. Il tempo è limitato: 5 minuti per la mise en place e 10 minuti per preparare la ricetta e presentarla alla giuria. Se si supera

Sono ammessi sia tè puri che aromatizzati e i cocktail possono essere sia caldi che freddi, sia alcolici che analcolici.

I giudici valuteranno le tecniche di preparazione e di presentazione delle bevande, l’aspetto, le caratteristiche sensoriali, l’equilibrio tra le varie componenti della ricetta e la funzionalità.

Potete trovare il regolamento completo di questa e delle altre categorie sul sito internazionale della Tea Masters Cup www.teamasterscup.com

Per iscriversi non è necessario essere barman professionisti. L’importante è aver compiuto 18 anni d’età, avere la cittadinanza italiana o la residenza permanente in Italia e avere un passaporto in corso di validità in caso di vittoria nazionale e partecipazione alla finale mondiale.

Per ricevere il modulo di adesione o avere maggiori informazioni potete inviare una email info@proteaacademy.org

Le adesioni devono arrivare entro e non oltre il 5 maggio 2017. La competizione è a numero chiuso per motivi organizzativi quindi iscrivetevi subito!

L'11 maggio 2017 TUTTOFOOD ospita la seconda edizione della Tea Masters Cup Italia

Post sponsorizzato

Foto di copertina: ©Adam Jaime

Si è appena concluso il primo festival del tè in Italia, In Tè Bologna Festival, dal 7 al 9 aprile nel capoluogo emiliano. Ci siete stati? In questi tre giorni sono riuscita a conoscere e a chiacchierare con alcuni di voi ed è stato bellissimo, grazie! Se però non siete riusciti a venire, bè, oggi vi racconto le mie impressioni su questa manifestazione, che è stata incredibile.

Perché è stata incredibile? Partiamo dal fatto che qualcuno ha avuto il coraggio di organizzare qualcosa del genere in Italia, Paese non particolarmente famoso per il consumo di tè e in un momento storico tutt’altro che sereno. Qualcuno ci ha creduto e ha voluto investire i propri soldi e il proprio tempo per far scoprire un mondo ai più ancora sconosciuto. Liana, Patrizia, Marcella dell’associazione In Tè ma anche gli espositori, i relatori, che sono venuti apposta a Bologna per contribuire a questo grande evento.

Un grande evento sì, perché ci sono stati 5700 visitatori! C’era sempre gente in sala, tantissimi giovani e persone che erano venute apposta da tutta Italia.

Il primo festival del tè in Italia, In Tè Bologna Festival

Alcuni ospiti internazionali come Manuja Peiris, Chief Executive dell’International Tea Committee, Jean Luc Mastaki Namegabe, senior economist della Fao, e Somasena Mahadiulwewa, Minister Counsellor dell’ambasciata dello Sri Lanka, erano piacevolmente stupiti da tanta affluenza.

In Italia si beve tè!

Che cosa mi è piaciuto di più?

Il primo festival del tè in Italia ha potuto contare su 10 espositori e 30 eventi. Forse, tra gli incontri che mi sono piaciuti di più, ci sono stati quelli sul tè giapponese con Anna Poian e sul tè di Taiwan con Giovanni Majer. Molto interessante è stata poi la tavola rotonda sui consumi del tè e sull’Italia come potenziale nuovo protagonista del mercato internazionale.

Il primo festival del tè in Italia, In Tè Bologna Festival
©Rocco Casaluci

La cosa però che mi è piaciuta di più in assoluto è stata l’atmosfera. Un po’ come è successo per la prima edizione della Tea Masters Cup. È stato bellissimo ritrovarsi e dare un volto a persone che prima conoscevo solo attraverso email o i social network. È stato stupendo conoscere gente nuova con la mia stessa passione per il tè, chiacchierare del più e del meno, scambiarsi informazioni e sorrisi. È stato un festival del tè, ma anche un festival dell’amicizia.

Grazie quindi a Liana, Patrizia, Marcella, Marina, Anna, Giovanni, Paola, Adriano, Matteo, Federica, Sara, Monica, Lucio, Mattia, Lorenzo, Santa, Alessandra, Emanuela, Antonia, Federica, Rosaria, Alessandra, Maria, Lucia, Rocco,… spero di non aver dimenticato qualcuno 🙂

Che cosa mi è piaciuto meno?

Difficile rispondere a questa domanda. Credo che per la disponibilità di spazi e tempi tecnici per l’organizzazione non si potesse fare meglio di così. Magari l’anno prossimo possiamo lavorare su una nuova e più ampia location e su una varietà maggiore di eventi.

Uso la prima persona plurale perché sono fiera di dire che ho seguito tutto da molto vicino essendo la responsabile dei social network di In Tè Bologna Festival (ecco qual è il lavoro di una blogger!).

Mi è dispiaciuto non riuscire ad assaggiare il Sencha di Midoritaly ma spero di poterlo fare quanto prima!

Tea party al festival del tè

Sabato 8 aprile anche Five O clock ha avuto il suo momento di gloria con un incontro su come organizzare un tea party perfetto in diverse occasioni. A darmi una mano è stata Paola Congedo di Palazzo di Varignana che, insieme al suo staff, ha studiato alcune ricette a base di tè per accompagnare il momento.

Si parla di Tea Party e di ricette con il tè a In Tè Bologna Festival
©Rocco Casaluci

Non siete riusciti a venire? L’incontro è andato subito sold out ma prometto che pubblicherò presto i miei appunti!

Si parla di Tea Party e di ricette con il tè a In Tè Bologna Festival
© Rocco Casaluci

Che dire, per me il festival del tè è stata un’esperienza incredibile! E vedere che tanta gente è interessata e affascinata da questo mondo mi ha dato grande energia… w il tè!

Foto: ©Rocco Casaluci

Aprile 2017 sarà un mese magico per quanto riguarda gli eventi e i corsi sul tè. Perché? Per prima cosa perché dal 7 al 9 aprile ci sarà il primo festival italiano interamente dedicato al mondo del tè, In Tè Bologna Festival. È un’edizione zero ma sicuramente sarà una bella occasione per incontrarci e confrontarci. Insomma, tealovers di tutta la Penisola, ci incontriamo a Bologna!

Non solo. In tutta Italia continuano gli interessanti appuntamenti per neofiti e appassionati, tutti incontri da non perdere prima della pausa estiva e della stagione del tè freddo (per molti).

Curiosi? Scoprite allora tutti gli eventi e i corsi sul tè di aprile 2017…

Eventi a Milano e provincia

1 aprile: dalle 10 Gabriella Lombardi spiegherà come preparare la perfetta tazza di tè da Chà Tea Atelier. Costo: 30 euro. Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

1 aprile: dalle 10: Giovanni Majer ci guiderà alla scoperta del puer nella sala da tè de La Teiera Eclettica a Milano. Costo: 30 euro (seminario riservato ai soci dell’Associazione Italiana Cultura del Tè). Per info e prenotazioni: corsi.aictea@gmail.com

1 aprile: dalle 15 da Chà Tea Atelier scopriremo come abbinare tè e cibo. Costo: 30 euro. Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

1 aprile: dalle 16.30 da Tête à Thè di Abbiategrasso un pomeriggio in compagnia della tradizione russa del tè con ricette dolci e salate. Costo: 10 euro. Prenotazioni: info@teeria.it

3 aprile: una serata alla scoperta delle origini dell’Afternoon Tea dalle 21.30 da Tête à Thè di Abbiategrasso. Costo: 12 euro. Prenotazioni: info@teeria.it

8 aprile: alla teeria Tête à Thè di Abbiategrasso scopriremo come il tè è arrivato in Europa tra tazze e piattini di assaggi. Costo: 12 euro. Prenotazioni: info@teeria.it

10 aprile: questo è l’anno del tè dello Sri Lanka. Assaggiateli in una serata speciale da Tête à Thè di Abbiategrasso con abbinamenti dolci e salti. Costo: 12 euro. Prenotazioni: info@teeria.it

19 – 23 aprile: nel padiglione 4 della fiera Tempo di Libri alle 17.30 potete partecipare a una degustazione di tè Dammann Frères scelti in base alla cultura gastronomica di alcune città protagoniste del libro “Never Stop Designing Spaces” di Daniele Lago. Intervengono Anna Prandoni e Andrea W. Castellanza, ideatori e curatori del format Tavola Spigolosa, insieme a ospiti del mondo della gastronomia. Ingresso libero.

Altri eventi in Lombardia

1 aprile: dalle 15 la merenda di Tea in Italy a Varese è a base di waffles al matcha (senza lattosio) e una tazza di tè. Costo: 10 euro. Info e prenotazioni: taeko@teainitaly.com

8 aprile: dalle 20 da Parliamo di Thé di Monza potremo assistere all’esibizione del maestro Jin Gang tra la cerimonia cinese del tè Gong Fu Cha, lo spettacolo delle maschere e e il Kung Fu Tea (teiere dal becco lungo). Costo: 30 euro. Info e prenotazioni: 039 367649 o info@parliamodithe.it

23 aprile: dalle 10.30 preparatevi al brunch di Tea in Italy a base di onigiri, zuppa di miso e assaggi di tè giapponesi. Costo: 12 euro. Info e prenotazioni: taeko@teainitaly.com

27 aprile: alle ore 14.30 inizia il corso base di introduzione al tè di Ferri dal 1905, dalle leggende legate a questa bevanda a come preparare una tazza perfetta. Per informazioni sui costi e prenotazioni: info@ferridal1905.com

Eventi in Emilia-Romagna

1 aprile: dalle 15 Barbara Vola ci parlerà del tè con degustazione finale di un tè rosso cinese e di un oolong ad alta ossidazione al Podere Stuard di Parma. Per info e prenotazioni: barbaravola@gmail.com

2 aprile: alle ore 15.30 Barbara Vola terrà una lezione-degustazione sui tè ossidati e i tè fermentati all’itinere-servizi culturali di S. Ilario d’Enza (Re). Per info e prenotazioni: barbaravola@gmail.com

7 – 9 aprile: In Tè Bologna Festival, il primo festival del tè in Italia via aspetta a Palazzo De’ Toschi Salone Banca di Bologna ((piazza Minghetti 4/d), Bologna. Ingresso gratuito. Per maggiori informazioni cliccate qui

29 aprile: dalle 15 Barbara Vola parla della storia del tè in Oriente, delle varie famiglie e di tè ossidati e tè fermentati nella sede dell’associazione Ghelwo di Noceto (Pr). Per info e prenotazioni: barbaravola@gmail.com

30 aprile: dalle 15 si ripercorrono le tradizioni dei tè in varie parti del mondo con Barbara Vola nella sede dell’associazione Ghelwo di Noceto (Pr). Per info e prenotazioni: barbaravola@gmail.com

Eventi a Padova

13 aprile: alle 19.30 a La finestra sul tè di Padova, Nicoletta Tul ci farà scoprire il Long Jing e il nuovo raccolto 2017. Costo: 10 euro. Per prenotazioni: 329 1566242

20 aprile: alle 19.30 a La finestra sul tè faremo un viaggio-degustazione tra i raccolti 2017 dei tè verdi cinesi imperiali. Costo: 10 euro. Per prenotazioni: 329 1566242

22 aprile: avete mai assaggiatelo il tè giallo? Appuntamento alle 19.30 a La finestra sul tè.  Costo: 10 euro. Per prenotazioni: 329 1566242

26 aprile: dalle 19.30, una serata detox con infusi dalla Thailandia a La finestra sul tè. Costo: 10 euro. Per prenotazioni: 329 1566242

Eventi nelle Marche

22 aprile: dalle 17.30 degustazione di tè primaverili nell’aTèlier Cose di Tè di Jesi. Portate la vostra tazza! Evento gratuito

29 aprile: dalle 17.30 altra degustazione di tè ispirati alla primavera nell’aTèlier Cose di Tè di Macerata. Portate sempre la vostra tazza!

Eventi a Roma a dintorni

1 aprile: alle 17 a La bottega color cannella di Ostia Lido si parlerà di medicina tradizionale cinese e terapie detox con Silvia Amato. Costo: 5 euro (verrà interamente devoluto all’associazione “Il Giunco e la Rugiada”).

1 aprile: dalle 17 un Afternoon Tea speciale con prodotti bio a filiera corta e miscele di tè neri da Eu’s, il buono fatto bene a Roma. Costo: 20 euro. Info e prenotazioni: info@eusilbuonofattobene.it

2 aprile: dalle ore 15 scopriremo come scegliere un buon tè e prepararlo a casa con Alessandra Celi da Tè e Teiere di Roma. Costo: 30 euro. Solo prenotazioni online sul sito www.teeteiere.it

5 aprile: corso di approfondimento sull’Afternoon Tea con Chiara Bedini, Melania Lopez Francis e Carla Massi da Babingtons a Roma alle ore 18. Costo: 150 euro.Info e prenotazioni: chiara.b@babingtons.net

9 aprile: dalle 15 corso di introduzione al tè e ai suoi colori da Tè e Teiere a Roma. Costo: 30 euro. Solo prenotazioni online sul sito www.teeteiere.it

12 aprile: alla scoperta dell’acqua come ingrediente base di tè, tisane e caffè da Babingtons a Roma alle ore 19. Costo: 30 euro.Info e prenotazioni: chiara.b@babingtons.net

23 aprile: dalle 15 degustazione comparata di tè verdi, bianchi e profumati da Tè e Teiere. Costo: 30 euro. Solo prenotazioni online sul sito www.teeteiere.it

Eventi a Napoli

2 aprile: alle 10.30 Il piacere di offrire il tè ci invita a un incontro dedicato ai tè dei mercanti con degustazione di tè puer e visita al Museo Nazionale della Ceramica Duca di Martina in Villa Floridiana. Costo: 10 euro. Info e prenotazioni: info@progettomuseo.com

Corsi online

21 aprile: ultimo giorno per iscriversi al modulo TEA 104 del corso da Tea Sommelier della associazione Protea in collaborazione con la Herbal and Tea Association of Canada. Costo: 320 euro. Per informazioni: info@proteaacademy.org

 

Foto: ©Laura Ockel

Il Nuwara Eliya è uno dei miei tè dello Sri Lanka preferiti, almeno per il momento. Per molti è conosciuto come lo “champagne dei tè di Ceylon”. Si tratta di un tè nero dal sapore delicato, leggermente agrumato e floreale. Questo perché è un tè coltivato in alta quota (circa 2000 m). L’altitudine è importante per il sapore e il profumo del tè e in Sri Lanka è particolarmente evidente questo fattore.

I tè di questa isola, infatti, si dividono in low grown, mid grown e high grown, ovvero coltivati a bassa quota, a media altezza e in quota.

Che cosa significa Nuwara Eliya (si pronuncia “nurelia”)? È una regione dell’isola, una delle più famose per la coltivazione di tè (nero ma anche un prezioso tè bianco). Come per l’Assam, i tè dello Sri Lanka prendono quindi il nome dalla zona di produzione. Sulla confezione poi potete trovare indicazioni sul nome della azienda e le sigle OP, BOP, ecc… che come abbiamo visto ancora per l’Assam servono per farci capire l’aspetto delle foglie (spezzate, con germogli,…).

Nel caso del Nuwara Eliya l’altitudine si traduce in temperature fresche e una crescita lenta che favorisce lo sviluppo di note fruttate in questo tè.

Come si prepara il Nuwara Eliya

Come spesso ripeto su Facebook, io sono un’amante dei tè verdi. Esistono però delle eccezioni e il Nuwara Eliya è una di questa. Per gustarmelo davvero però devo abbreviare i tempi di infusione a 2 minuti e 30 secondi. Se anche voi preferite sapori più delicati, seguite le mie indicazioni. Altrimenti ecco i paramenti condigliati:

Quantità: 2-3 g per tazza (un po’ meno di un cucchiaio da minestra di foglie)
Temperatura dell’acqua: 85 – 90° C (l’acqua deve essere minerale naturale a basso residuo fisso)
Tempo di infusione: 3 minuti. Se vi piace il tè forte, all’inglese, potete prolungare l’infusione fino a 5 minuti.

Le note agrumate dei tè dello Sri Lanka in genere si abbinano perfettamente con una fettina di limone.

Ceylon Tea

Perché i tè dello Sri Lanka si chiamano anche tè di Ceylon? Dovete sapere che sull’isola si sono susseguite le influenze europee, fino al dominio britannico a partire dal 1796. Il Paese fu ribattezzato Ceylon e fu avviata la coltivazione del caffè per soddisfare la richiesta dei bevitori di tutta Europa.

Tutto andava alla meraviglia fino al 1867 quando l’epidemia della cosiddetta ruggine del caffè distrusse le piantagioni. In quel periodo, uno scozzese, James Taylor, vicedirettore della piantagione di caffè di Loolecondera, stava sperimentando con successo dei semi della pianta del tè che aveva acquistato in India. Così nacque la prima piantagione di tè, esattamente 150 anni fa.

Il successo di Taylor richiamò l’attenzione di un imprenditore, sempre scozzese, sir Thomas Lipton, che approfittò della svalutazione delle piantagioni di caffè per riconvertirle a piantagioni di tè. Ma questa è un’altra storia… Resta il fatto che oggi lo Sri Lanka è il quarto produttore mondiale di tè.

Nuwara Eliya significa “sopra le nuvole” ed è il tè coltivato alle altitudini più alte di tutto lo Sri Lanka. Questa area centrale dell’isola era pressoché disabitata quando arrivarono i primi esploratori inglesi nel 1818. Inizialmente, visto il panorama mozzafiato e le temperature piacevoli, il luogo diventò una zona di villeggiatura per i coloni britannici che cercavano un po’ di fresco nei mesi più caldi. Solo più tardi, nel 1875, si iniziò a coltivare tè.

Abbinamenti con il tè Nuwara Eliya

Questo tè dello Sri Lanka è perfetto a colazione ma anche al pomeriggio, per un classico tè delle 5. Colè dicevamo, si accompagna bene agli agrumi quindi abbinatelo a una torta di limone o di arancia, ma è anche ottimo con una fetta di torta di carote.

Non solo. Il Nuwara Eliya si presta bene anche a colazioni salate o a un tradizionale afternoon tea con pane, marmellata e sandwich. Abbinatelo con salumi leggeri come la fesa di tacchino o il prosciutto cotto oppure a una focaccia liscia focaccia al rosmarino.

Nuwara Eliya: cosa vedere

Se visitate questa zona non potete perdervi una visita a una piantagione di tè. La più famosa (ma mi hanno detto che è anche molto commerciale) è la Pedro Tea Estate.

Questa regione è poi famosa per le bellezze naturali. In particolare, consigliano i giardini Hakgala e il Galway’s Land National Park.

Al piacere delle degustazioni e dell’avventura, potete unire una parte un po’ più culturale e spirituale grazie alla visita del tempio indù Seetha Amman.

 

Foto: Five O clock
Fonti: The Tea Book di Linda Gaylard; L’enciclopedia della cucina – tè e tisane; Tea Sommelier di Gabriella Lombardi e Fabio Petroni; Manuale del Sommelier del Tè di Victoria Bisogno e Jane Pettigrew; Lonely Planet

Questo è il momento atteso da molti, me compresa. Finalmente anche l’Italia avrà il suo festival del tè! Segnatevi allora le date e non prendete appuntamenti: dal 7 al 9 aprile nel salone della Banca di Bologna, al primo piano di Palazzo De’ Toschi (piazza Minghetti 4/d), nel centro storico di Bologna.

(Trovate i miei commenti del dopo festival qui)

Che cosa troveremo al primo festival del tè italiano?

Tutte le informazioni sul primo festival del tè di Bologna

Ci saranno gli stand degli espositori e un ricco calendario di eventi che vogliono mostrare le mille sfaccettature di questa bevanda millenaria. Ci saranno infatti cerimonie del tè cinese ma anche incontri con le novità del settore. Tra questi, l’anteprima della miscela Narratè (per saperne di più cliccate qui) dedicata proprio a Bologna.

Verranno presentati libri. Potremo incontrare giovani esperti che parleranno di Taiwan (Giovanni Majer) e Giappone (Anna Pojan… per iniziare a conoscere il tè giapponese potete cliccare qui). Potremo degustare tè in sala o durante i workshop oppure berli in strada con la formula “to-go” de La Pentola del Tè. Saranno poi presenti alcuni produttori del Paese protagonista della prima edizione del festival del tè. Stiamo parlando dello Sri Lanka, che quest’anno festeggia i primi 150 anni dalla nascita della prima piantagione di tè.

Durante i tre giorni ci saranno poi dei brevi corsi di introduzione al mondo del tè a cura di ADeMaThè. Per i più piccoli, invece, ci sono due laboratori di pittura con il tè.

Non posso dimenticare di citare una piccola sorpresa del programma… vi svelerò tutto nel prossimo paragrafo.

Il festival del tè è stato organizzato dalle associazioni InTèADeMaThè, un gruppo di appassionati e di professionisti che vogliono contribuire a diffondere la cultura del tè in Italia e trasmettere l’idea di tè come mood e non come “medicina”.

La manifestazione ha il patrocinio del comune di Bologna e vede come partner Banca di Bologna, MondoThè, ADeMaThè, Ascom (provincia di Bologna), Nouvelle, Narratè e Librerie Coop.

L’ingresso è gratuito e gli orari di apertura sono: venerdì 7 aprile dalle ore 15 alle ore 20.30; sabato 08 aprile dalle ore 10 alle ore 20.30; domenica 09 aprile dalle ore 10 alle ore 20.00.

Five O clock al festival del tè

Ecco la sorpresa di cui vi ho accennato: anche Five O clock parteciperà con un incontro speciale al festival del tè. Parleremo di come organizzare un tea party, quali tè e ricette scegliere, quali tazze usare,… scopriremo come il tè si possa adattare benissimo a qualsiasi occasione e in qualsiasi momento dell’anno.

Quando? Sabato 8 aprile dalle 13.30 alle 15 nella “sala workshop” del festival.

L’incontro costa 10 euro, costo che comprende gli assaggi di finger food che stiamo escogitando per voi! Per prenotare potete cliccare qui

Bè, se l’8 aprile qualcuno di voi sarà al festival mi faccia un fischio 😉

Potete consultare il calendario completo degli eventi sul sito del festival: www.in-te.it

Post sponsorizzato

Pop corn al matcha. L’idea mi è venuta tempo fa, mentre scrivevo un articolo su uno dei trend del momento: i pop corn aromatizzati. Pensate che l’attrice Scarlett Johansson ha aperto un locale apposta a Parigi, YummyPop.

Ci sono al parmigiano, piccanti, con il curry, con il tartufo, al caramello, al cioccolato,… e al tè? Naturalmente in Giappone mi hanno detto che i pop corn al matcha esistono già, ma andarli a comprare dall’altra parte del mondo non è proprio comodissimo (per lo stesso motivo ho sperimentato la ricetta dei Kit Kat al matcha).

I pop corn sono facili e veloci da preparare in casa. Io li adoro: ancora caldi, sul divano, mentre si guarda un bel film. A voi piacciono?

E pensate che i primi estimatori di questa ricetta sono antichissimi perché le prime testimonianze risalgono a 1000 anni. I nativi americani e le popolazioni pre colombiane inca e maya facevano scoppiare i chicchi di mais con il calore. Li usavano poi come cibo o durante le cerimonie religiose.

Se anche voi siete fan di questo semplice snack, preparate padella e ciotola e provate la mia ricetta dei pop corn al matcha.

Pop corn al matcha

80 g di chicchi di mais

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

1 cucchiaino di matcha culinario

sale/zucchero

Per preparare il pop corn al matcha, per prima cosa attrezzatevi di una padella larga e un coperchio.

Versate l’olio, distribuitelo sul fondo della padella.

Aggiungete i chicchi di mais. Coprite e poi mettete la padella sui fornelli a fuoco medio.

Dopo un paio di minuti sentirete scoppiettare. Molto bene! Aspettate: quando i rumori inizieranno a diminuire, spegnete il fuoco sotto la padella ma non alzate ancora il coperchio.

Nel frattempo preparate una busta di carta. Sono perfette quelle che si usano per il pane. Potete anche versare i pop corn direttamente nella ciotola e poi aromatizzarli ma secondo me è più difficile distribuire gli ingredienti in modo uniforme.

Trasferite i pop corn nel sacchetto. Aggiungete il sale o lo zucchero in base ai vostri gusti, al momento della giornata o dell’occasione. Io di solito preferisco i pop corn salati ma devo dire che in questo caso mi è piaciuto come lo zucchero ha esaltato la dolcezza naturale del matcha. Distribuite poi la polvere del tè verde aiutandovi con un colino un po’ come si fa con lo zucchero a velo sulla torta. In questo modo si evitano i fastidiosi grumi.

Sbattete il sacchetto per amalgamare il tutto e servite. Potete abbinare i pop corn al matcha a una tazza di Sencha, un classico tè verde giapponese che riprende il sapore erbaceo e marino del matcha.

Controindicazioni del tè matcha

Non smetterò mai di ricordarvi che il matcha ha un altissimo contenuto di teina. Se siete sensibili, forse è meglio se evitate di gustare questo snack alla sera dopo cena.

Altro consiglio: i pop corn verdi alla incredibile Hulk possono divertire i bambini ma forse il matcha, con le sue proprietà eccitanti, non è l’ingrediente adatto a loro.

Se volete conoscere meglio questo tè cliccate qui

 

Fonti: lilimadeleine.com; focus.it; aoimatcha.com
Foto: Five O clock

Si può fare la pizza al matcha? Di solito questa preziosa polvere giapponese si trova nelle ricette dolci, ma il suo sapore, secondo me, si presta bene anche a piatti salati. Tempo fa ho preparato la piadina al matcha, mentre l’esperto di panificazione Cristian Zaghini ha sperimentato… la pizza.

Classe 1974, ha imparato il mestiere da nomi importanti nel settore, come Rolando Morandin, Ezio Marinato, Piergiorgio Giorilli ed Elena Lipetskaja. Si è specializzato prima come pizzaiolo, poi come istruttore e oggi come consulente.

La sua passione è la ricerca. Studia nuovi impasti, perfeziona tutto ciò che riguarda le farine e i lieviti. Insomma, era l’uomo giusto per tentare questo esperimento della pizza al matcha.

Siete curiosi di sapere che cosa ne è venuto fuori? Leggete allora l’intervista…

Cristian Zaghini è un esperto di pizza e consulenteCome è nata la tua passione per l’arte della pizza e della panificazione?

Tutto nasce 28 anni fa. Ancora ragazzino alle feste di paese, vidi un pizzaiolo siciliano che faceva volteggiare la pizza con una velocità assurda. Restai folgorato da tale bravura. La sera dopo ero nello stand con lui a lavorare: mi insegnò a gestire il forno e la mia prima pizza fu un calzone. Poi, grazie a una segnalazione, mi venne a cercare a casa il mio vero maestro, che mi insegnò il mestiere.

Perché non accontentarsi del solito, ma ricercare impasti, farine e lieviti diversi?

Per me la ricerca è una priorità. Sperimentare impasti, fermentazioni e bilanciamenti nuovi è una vera soddisfazione, creare sempre qualcosa di nuovo è veramente fantastico.

Secondo te, la sperimentazione e la ricerca rappresenteranno il futuro della pizza?

A prescindere dalla pizza, la ricerca rappresenta il futuro: nuovi impasti, nuovi cereali,… non faranno altro che arricchire il livello di conoscenza di ogni professionista.

Tra i vari esperimenti, hai provato anche impasti con il tè. Perché?

Si, ho sperimentato impasti con il tè matcha con ottimi risultati per una degustazione. Ho fatto una pizza margherita e un impasto in pala alla romana in cui l’impasto al matcha è diventato una focaccia farcita con crescenza e salumi affumicati.

Come l’hai integrato nell’impasto?

L’ho disciolto per poi utilizzarlo nell’impasto una volta freddo.

E come è venuta questa pizza al matcha?

Ottima. I profumi leggermente erbacei, una percezione molto pulita e leggera. Vi consiglio di farcirla solo con il pomodoro o solo con la mozzarella oppure con delle verdure.

Su quali progetti lavorerai prossimamente (non per forza legati al tè)?

Attualmente sto collaborando allo sviluppo di pizzerie in franchising, sia sull’aspetto delle attrezzature ideali che su quello degli impasti, rigorosamente con lievito madre naturale e con cereali diversi.
Inoltre seguo già pizzerie in giro per il mondo con tecniche professionali sugli impasti e nella formazione del personale.

Lo Zen e la cerimonia del tè di Kakuzo Okakura è un grande classico della letteratura dedicata al mondo del tè. Alcune delle citazioni più famose su questa straordinaria bevanda sono prese proprio da questo libro.

Di che cosa parla? È un’opera a tratti poetica, a tratti filosofica sul rapporto tra Occidente e Oriente, sul tè, su come è nata e si è sviluppata la cerimonia del tè giapponese. La tesi di base è che il tè possa spiegare o rappresentare la cultura giapponese. Un libro davvero interessante per capire qualcosa di più di questo mondo, della sua evoluzione e del suo legame con ogni aspetto della società.

Si parte da una brevissima storia del tè e di come sia nato il teismo, la filosofia del tè. Okakura poi si dedica alla scoperta del tè da parte dell’Occidente, dalla testimonianza di Marco Polo all’inizio dell’indipendenza americana.

L’autore torna a parlare di Oriente, di come si sia evoluto il modo di bere il tè dividendolo in tre fasi: “quella del tè bollito, quella del tè sbattuto, e quella del tè infuso”. Racconta di Lu Yu (per saperne di più cliccate qui) e lo definisce “il primo apostolo del tè”. Prosegue con la storia del tè, di quando “smise di essere un passatempo poetico, e divenne un mezzo per realizzare se stessi”.

Racconta di come i primi semi di Camellia Sinensis, la pianta del tè, siano arrivati in Giappone e di come si sia sviluppata la cultura di questa bevanda. “Da noi il tè, più che l’idealizzazione di una forma del bere, è divenuto una religione dell’arte del vivere”, scrive. Religione la cui massima espressione è la cerimonia del tè.

Si parla di taoismo e di zen fino ad arrivare alla descrizione della stanza del tè, di come è stata decodificata e perché. Pensate che un intero capito è dedicato ai fiori che devono adornare questa stanza: come devono essere scelti, come devono essere disposti, ecc.

L’ultimo parte del libro Lo Zen e la cerimonia del tè si sofferma sui maestri e sul ruolo che hanno avuto sulla cultura e la società giapponese. “Probabilmente la nostra ceramica non avrebbe mai raggiunto il suo alto grado di perfezione se i maestri del tè non ne fossero stati gli ispiratori”.

Perché mi è piaciuto?

Mi è piaciuto perché mi ha permesso di ripassare la storia e l’evoluzione del tè. In più ho scoperto cose nuove, come la testimonianza di Marco Polo.

È poi un libro che fa riflettere sui rapporti tra il nostro modo di vedere il mondo e quello orientale. Certo, in questo testo è più sbilanciato a favore dell’Oriente ma ci sono commenti che ci devono far riflettere. Tra l’altro questo tema è anche trattato nella canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2017, per cui è più attuale di quello che possiamo credere. E pensate che questo volume è stato scritto a inizio ‘900!

Ammetto di non amare molto la filosofia per cui alcune parti le ho trovate un po’ noiose o di non immediata comprensione ma niente da fare, se amate il tè e volete approfondire la materia vi consiglio di passare di qui.

L’autore: Kakuzo Okakura

Nato nel 1862, Kakuzo Okakura discendeva da una famiglia di samurai della provincia di Fukui. Il padre diventò poi un mercante di sete e si trasferì a Yokohama, circa 40 km da Tokyo.

È stato sovrintendente per l’arte cinese e giapponese al Museum of Fine Arts di Boston e scrisse questo libro direttamente in inglese con il titolo The Book of Tea. Questo fa capire molti commenti dell’autore sul rapporto e le differenze tra Occidente e Oriente. Nella mia edizione nella postfazione di Everett F. Bleiber si dice: “Okakura intendeva spiegare la peculiare orientalità dell’Occidente e si servì del tè come simbolo“.

Il libro, tradotto in italiano Lo Zen e la cerimonia del tè è stato scritto nel 1906, sette anni prima della sua morte.

Potete trovarlo in libreria oppure qui: Lo zen e la cerimonia del tè

Le mie citazioni preferite prese da queste libro le trovate su Twitter sotto l’hashtag #cerimoniadeltè

Foto: Five O clock
Questo articolo concorre al programma di affiliazione Amazon

Arriva la primavera e arriva marzo, mese ricco di eventi e corsi sul tè in tutta Italia, da Nord a Sud. Gli appassionati (o i semplici curiosi) potranno partecipare a degustazioni guidate, merende speciali, incontri di abbinamento tè e cibo, appuntamenti con i produttori e i protagonisti di questo entusiasmante mondo…

Siete curiosi di conoscere tutti gli eventi dedicati al tè del mese di marzo?

Cercate la vostra città o la vostra provincia in questo elenco…

Eventi a Torino

2 marzo: dalle ore 17 cucitura del Kesa, la veste tradizionale dei monaci zen, con Rita Hōkai Piana e degustazione di tè verde giapponese Shincha Yakubita da Camellia – Il tempo del tè. Costo: 10 euro. Prenotazioni: 011 7651876

12 marzo: dalle ore 10 nello spazio Camellia – Il tempo del tè Rita Hōkai Piana ci insegnerà a realizzare il cuscino da meditazione, lo zafu, sorseggiando il tè giapponese Asamushicha. Costo: 30 euro. Prenotazione consigliata: camellia@camelliate.it

Eventi a Milano e provincia, Varese e Monza

4 marzo: alle ore 15 degustazione di tè e biscotti da Tea in Italy a Varese. Costo: 10 euro. Info e prenotazioni: taeko@teainitaly.com

4 marzo: alle ore 16 si festeggia il carnevale ambrosiano con un tradizionale Afternoon Tea all’inglese alla teeria di Abbiategrasso Tête à Thè. Si consiglia abbigliamento ottocentesco. Costo: 10 euro. Info e prenotazioni: info@teeria.it

8 marzo: alle ore 20 teatime dedicato alle donne alla teeria di Abbiategrasso Tête à Thè. Si consiglia di indossare qualcosa di giallo. Costo: 10 euro. Info e prenotazioni: info@teeria.it

11 marzo: alle ore 10 degustazione comparata di tè oolong cinesi e di Taiwan da Chà Tea Atelier. Costo: 30 euro (due corsi nella stessa giornata a 50 euro). Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

11 marzo: alle 15 merenda vittoriana con tè e Victorian Sponge Cake da Tea in Italy a Varese. Costo: 10 euro. Info e prenotazioni: taeko@teainitaly.com

11 marzo: alle ore 15 corso dedicato ai dolci al matcha da Chà Tea Atelier. Costo: 30 euro (due corsi nella stessa giornata a 50 euro). Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

11 marzo: alle 17.30 corso dedicato alla preparazione dei matcha drinks da Chà Tea Atelier. Costo: 30 euro (due corsi nella stessa giornata a 50 euro). Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

12 marzo: alle ore 10 degustazione guidata di tè verdi giapponesi da Parliamo di thé a Monza.  Costo: 30 euro. Prenotazione obbligatoria previo pagamento della quota via Paypal

12 marzo: dalle ore 10 onigiri brunch con ricette tradizionali abbinate a tè giapponesi da Tea in Italy a Varese. Costo: 12 euro. Info e prenotazioni: taeko@teainitaly.com

12 marzo: alle ore 10.30 workshop dedicato al matcha con il team di Obubu Tea Farms ospitato da La Teiera Eclettica. Costo: 38 euro. Info e prenotazioni: info@teieraeclettica.it

13 marzo: alle ore 18.30 workshop dedicato all’hojicha con il team di Obubu Tea Farms ospitato da La Teiera Eclettica. Costo: 38 euro. Info e prenotazioni: info@teieraeclettica.it

18 marzo: alle ore 10 corso dedicato ai colori del tè ovvero le diverse famiglie: bianco, giallo, verde, oolong, rosso e nero. Da Chà Tea Atelier. Costo: 30 euro. Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

18 marzo: alle ore 10 inizia il laboratorio sui dolci giapponesi de La Teiera Eclettica. Costo: 45 euro a persona. Info e prenotazioni: info@teieraeclettica.it

18 marzo: alle ore 15 teatime dedicato alla festa di San Patrizio da Tea in Italy a Varese. Costo: 10 euro. Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

18 marzo: alle 16.30 un incontro dedicato alla storia e alla tradizione del tè in Russia alla teeria di Abbiategrasso Tête à Thè. Costo: 10 euro. Info e prenotazioni: info@teeria.it

20 marzo: alle 21.30 un piccolo corso dedicato all’Afternoon Tea alla teeria di Abbiategrasso Tête à Thè in cui testerete le ricette tradizionali di questo rito bevendo tè. Costo: 12 euro. Info e prenotazioni: info@teeria.it

25 marzo: alle ore 10 degustazione di tè cinesi puri o profumati, compresi gli scenografici tea bouquet. Da Chà Tea Atelier. Costo: 30 euro (due corsi nella stessa giornata a 50 euro). Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

25 marzo: alle ore 15 incontro sull’abbinamento tè e cioccolato da Chà Tea Atelier. Costo: 30 euro (due corsi nella stessa giornata a 50 euro). Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

25 marzo: alle ore 17.30 incontro sulla tea mixology: abbinamento tè-vino, infusione negli alcolici, ingrediente nei cocktail. Da Chà Tea Atelier. Costo: 30 euro (due corsi nella stessa giornata a 50 euro). Info e prenotazioni: info@chateaatelier.it

Eventi a Padova

2 marzo: alle ore 19.30 degustazione dei Doke Teas, tè indiani biologici da La finestra sul tè. Costo: 5 euro. Prenotazione obbligatoria

8 marzo: alle ore 19.30 degustazione di tè indiani biologici da La finestra sul tè. Costo: 5 euro. Prenotazione obbligatoria

Eventi in Emilia-Romagna

1 marzo: alle ore 20.30 incontro sulle spezie ombrellifere (curcuma, semi di finocchio, cumino,…) da Acqua Calda per il Tè. Info e prenotazioni: info@acquacaldaperilte.it

4 marzo: alle ore 15 degustazione comparata di tè verdi giapponesi, cinesi e coreani al Podere Stuard di Parma con la blogger Barbara Vola. Per info e prenotazioni: barbaravola@gmail.com

5 marzo: alle ore 15 primo incontro del corso introduttivo al mondo del tè con Barbara Vola nella sede dell’associazione Ghelwo di Noceto (Pr). Per info e prenotazioni: barbaravola@gmail.com

5 marzo: alle ore 21.30 You & Tea e l’Associazione Ombre d’Arte organizzano lo Steampunk Tea Party, un teatime dedicato al movimento letterario ispirato a personaggi come H. G. Wells e Jules Verne. Costo: 12 euro. Info e prenotazioni: info@youandtea.it

12 marzo: alle ore 16 Afternoon Tea guidato dalla blogger Barbara Vola all’itinere-servizi culturali di S. Ilario d’Enza (Re). Per info e prenotazioni: barbaravola@gmail.com

Eventi a Firenze

8 – 14 marzo: in occasione di Taste 2017 e di Fuori di Taste in tutti i punti vendita de La Via del Tè ci sarà una degustazione gratuita del tè Earl Grey imperiale e della pralina Venchi profumata proprio con questa miscela al bergamotto. Durante questa settimana verranno presentati anche i nuovi prodotti.

Eventi a Roma

1 marzo: alle ore 18 corso per scoprire il mondo dei tè puri, aromatizzati, miscelati e profumati con Melania Lopez Francis da Babingtons. Info e prenotazioni: chiara.b@babingtons.net

5 marzo: alle ore 15 degustazione guidata di tè cinesi verdi, bianchi e profumati da Tè e Teiere. Costo: 30 euro. Info e prenotazioni qui

19 marzo: alle ore 15 degustazione comparata degli oolong di Taiwan e Cina da Tè e Teiere. Costo: 30 euro. Info e prenotazioni qui

22 marzo: alle ore 19 degustazione di tè e ricette dolci e salate, il tutto legato al tema della seduzione da Babingtons. Info e prenotazioni: chiara.b@babingtons.net

Corsi online

31 marzo: data ultima per iscriversi alla replica del modulo TEA 101 del corso di formazione TAC TEA SOMMELIER® dell’associazione Protea in partnership con la Tea and Herbal Association of Canada. Info e prenotazioni: info@proteaacademy.org

Concorso letterario

Avete tempo fino al 29 giugno per partecipare al concorso letterario “Racconti di te… all’ora del tè” indetto da Edonè – L’Ora del Tè. Per consultare il regolamento leggete l’apposito modulo: BANDO CONCORSO

 

Mi sono persa qualche evento? Volete dare massima visibilità al vostro incontro o al vostro corso? Scrivete a info@justafiveoclocktea.com

 

Foto: ©Ornella Binni

La California è da sempre il luogo dove nascono tendenze e mode. Del resto qui, a inizio Novecento è nata l’industria cinematografica e il mito di Hollywood. Qui è nato ed è vissuto Steve Jobs.

Di esempi ce ne sono tanti e, anche per quanto riguarda il mondo del tè oggi, secondo me la California è interessante. È una zona degli Stati Uniti molto dinamica, attenta alla salute e al benessere. Elementi che sicuramente influiscono sul consumo di tè persino in uno Stato come questo, dove ci sono zone desertiche, forti problemi di siccità e, al Sud, sole e temperature piacevoli tutto l’anno (a eccezione di quest’anno, sembra). La cosa mi incuriosisce soprattutto confrontandola con la situazione italiana dove il tè per molti è una bevanda invernale (direi da novembre a febbraio) o da bere se si sta male. Ci vorrebbe un po’ di spirito californiano: il tè, la bevanda che ci fa sentire bene, sempre 😉

Dove bere tè a Los Angeles: Chado su Hollywood BlvdPensate che su Hollywood Boulevard (la famosa strada con le stelle e i nomi dei grandi del mondo dello spettacolo), di fianco al teatro cinese e alle impronte delle mani dei protagonisti del cinema internazionale c’è un centro commerciale. Lì c’è un negozio di tè con tea room che si chiama Chado. Hanno una selezione di centinaia di tè puri e aromatizzati. Puoi fermarti a bere e a fare l’Afternoon Tea oppure prendere un tè freddo da asporto scegliendo tra le proposte del giorno o dalla carta. Ho chiesto se era possibile farlo con un tè verde puro e mi hanno preparato un buon Gyokuro freddo. Per me è stata una piacevole sorpresa.

Eh sì, centro nevralgico è sicuramente Los Angeles ma anche San Francisco può offrire curiosità e affascinanti stimoli.

Ecco che cosa ho scoperto andando lì, seguendo i social e parlando con persone che vivono in California.

Tea Trends: Matcha

Come in Italia il Matcha spopola anche negli Stati Uniti. La città dei Matcha bar per eccellenza è New York ma a Los Angeles è facile trovare il famoso tè giapponese. Potete scegliere i classici Matcha Latte nei negozi di American Tea Room, Alfred, Peet’s Coffee o un semplice Starbucks. Ci sono tanti bar dove propongono centrifugati e frullati con il Matcha. E a febbraio 2017 la catena MatchaBar ha aperto la sua prima sede proprio a L.A.

Anche a San Francisco il Matcha riscuote successo e questo è il mio Matcha latte all’aeroporto di Sacramento:

Tea Trends: anche in California il tè verde matcha riscuote grande successo

Tea Trends: cristalli di tè

A San Francisco da poco è nata l’azienda Pique Tea che propone un nuovo modo di bere il tè. Le foglie di tè subiscono un processo di cristallizzazione che le rende solubili in acqua, tipo il Matcha. Un modo pratico, veloce per bere tè ovunque perché alla fine basta una bottiglietta d’acqua o una tazza con acqua calda, si apre la bustina, ne si rovescia il contenuto e il gioco è fatto.

Io ho provato i cristalli di Pique Tea e sono comodi, soprattutto in viaggio. I gusti Earl Grey, tè al gelsomino e tè al menta non sono male. Il Sencha, secondo me, lasciava desiderare.

Ho provato a chiedere un’intervista per saperne qualcosa di più ma la risposta è stata: “Are you currently based in Italy? Are most of your viewers based in Italy as well?” e poi il silenzio 🙁

Tea Trends: Kombucha

Come ci raccontava anche la tea blogger the Tea Squirrel il Kombucha va molto di moda negli Stati Uniti. Che cosa è? È una bevanda data dalla fermentazione di tè, zucchero e un ammasso di lieviti e batteri benefici chiamata Scoby (Symbiotic Colony of Bacteria and Yeast, dal libro The Tea Book di Linda Gaylard). In Italia molti parlano di un fungo perché questo composto ne ricorda la forma ma non c’entra niente con porcini e champignon.

I lieviti dello Scoby trasformano lo zucchero in alcol (ma la percentuale è bassissima) e anidride carbonica. La prima volta che ho assaggiato un Kombucha, la mattina, a colazione, come un qualsiasi tè, ci sono rimasta malissimo…

È una bevanda probiotica che favorisce la salute intestinale. Si può preparare a casa oppure trovare già pronta e in California ci sono tanti marchi che vendono il prodotto già fatto, imbottigliato e magari anche con aromi diversi.

Tea Trends: Tea Festival

La California non è poi così lontana da Las Vegas, dove da più di 10 anni si tiene il World Tea Expo, uno degli eventi più importanti del settore. Non solo. Negli ultimi tempi si stanno organizzando vari Tea Festival in varie città con stand di produttori, dimostrazioni, corsi, cooking show di abbinamento tè e cibo.

Uno dei più famosi è quello di San Francisco, SF International Tea Festival.

Tea Trends: piantagioni e ricerca

Come vi ho raccontato, la California ha la sua piantagione di tè ed è la Golden Feather Tea Plantation di Mike Fritts e sua moglie Donna. Negli Stati Uniti sono molto orgogliosi dei prodotti locali e non è un caso che i tè di Mike, senza che lui abbia fatto una operazione di marketing, abbiano subito trovato spazio nelle carte di ristoranti di lusso di San Francisco.

Visita alla piantagione di tè in California: Golden Feather Tea

E non lontano dalla città del Golden Gate Bridge, all’università della California di Davis, è stato creato il Global Tea Initiative, un progetto che vuole unire ricerche scientifiche, sociali, umanistiche, agricole e salutistiche con la cultura del tè e farlo in ambito universitario. Vengono quindi organizzati molto seminari che raccontano il tè sotto vari aspetti, dal design all’analisi sensoriale, dalla storia alla botanica.

Per gli studenti del campus ogni lunedì c’è il Global Tea Club, un’occasione per scoprire e degustare varie famiglie di tè, conoscere i metodi di infusione e la loro storia. Un bellissimo modo per far crescere la passione per il tè nei più giovani 🙂

Alcuni dei seminari, con ospiti internazionali, sono aperti al pubblico per cui la cultura del tè può essere accessibile davvero a tutti gli interessanti. Per esempio ha partecipato a uno degli incontri la nostra amica The Tea Squirrel e racconta la sua esperienza qui

 

Foto: ©FiveOclock

L’Assam per moltissimi è il tè nero per eccellenza. Proviene dall’omonima regione indiana, situata a nord -ovest del Paese. Pensate che questa è l’area in India dove si produce più tè (altra zona famosa è quella del Darjeeling) e una delle più produttive al mondo. Da qui infatti arriva circa il 13% del tè prodotto sul nostro pianeta. Non male, vero?

In più questo tè è molto sfruttato nei blend, come l’Earl Grey, l’Irish Breakfast o altre miscele pensate per la colazione, con un buon contenuto di teina e un gusto forte e deciso.

E ora scopriamo tutto quello che c’è da sapere su questo tè…

Tutto quello che c'è da sapere sul tè nero Assam

Come si prepara l’Assam

L’Assam è molto semplice da preparare e non necessità di particolari attenzioni, a meno che non abbiate acquistato un prodotto d’eccellenza, un primo raccolto, più delicato e ricco di germogli. In questo caso abbassate la temperatura a 85 – 90° C.

Quantità: 2-3 g per tazza
Temperatura dell’acqua: 95° C (l’acqua deve essere minerale naturale a basso residuo fisso)
Tempo di infusione: 3 minuti. Se vi piace il tè forte, all’inglese, potete prolungare l’infusione fino a 5 minuti.

Le note maltate di questo tè si abbinano perfettamente con il latte.

Abbinamenti con l’Assam

Il tè nero Assam si abbina bene al cioccolato fondentePotete gustare l’Assam da solo o accompagnarlo con alcune ricette e alcuni ingredienti. Provatelo per esempio con una ricca colazione a base di uova e bacon, con le carni rosse, il prosciutto, i funghi ma anche con il salmone. C’è chi lo abbina persino a un piatto di lasagne (anche se da romagnola preferisco un bicchiere di Sangiovese) o con il cibo messicano. E quando si arriva dal dolce, lasciatevi tentare dal mix Assam-cioccolato fondente, dagli abbinamenti con la crème brûlée, la torta alle carote oppure dolci a base di spezie.

Io aggiungo i Baci di dama come ho fatto in questa foto pubblicata tempo fa su Instagram.

Assam: proprietà del tè nero

Se siete interessati all’aspetto salutistico del tè, ricordate che le foglie della pianta del tè, la Camellia Sinensis, sono ricche di polifenoli (antiossidanti naturali), aminoacidi, carboidrati, sali minerali, pigmenti come clorofilla e carotenoidi. Con la lavorazione, alcuni componenti possono trasformarsi. Per esempio, i flavonoidi, che fanno parte della categoria dei “polifenoli”, con l’ossidazione si convertono in teaflavine e tearubigine, responsabili del colore e del sapore dei tè ossidati, come l’Assam.

Vi dico questo perché ho sentito anche frasi del tipo: “Non bevo il tè nero perché fa male“. Sul tema del tè e delle proprietà c’è tantissima confusione. Sull’argomento ho scritto qualcosa qui se è un’aspetto che vi appassiona o siete anche voi un po’ storditi dalla marea di informazioni (a volte discordanti) che si trovano o si sentono in giro.

Torniamo all’Assam e al tè nero in genere: quali sono le proprietà di questa famiglia di tè? In questi anni ho letto vari articoli che consigliavano il tè nero per prevenire malattie cardiovascolari e diabete e ridurre la pressione sanguigna. Avendola letta più volte su fonti diverse, anche a distanza di anni, mi viene da pensare che sia una notizia affidabile.

Lo rivela anche il rapporto 2015 del consiglio olandese per la salute, un organo consultivo indipendente: “Tre tazze di tè verde o cinque tazze di tè nero al giorno riducono la pressione sanguigna e negli studi clinici il consumo di tè è associato a un più basso rischio di ictus. Inoltre, il consumo di tè nero e di tè verde sono plausibilmente associati a un minor rischio di diabete” (Dutch Dietary Guidelines 2015).

Assam: dall’India con furore

Come abbiamo accennato all’inizio, l’Assam è un tè coltivato e lavorato nell’omonima regione dell’India. Piante selvatiche di tè in questa zona sono state scoperte nel 1823 da Robert Bruce. Purtroppo morì prima che la pianta che aveva individuato potesse essere classificata. È stato il fratello Charles a continuare le ricerche che hanno portato a un’interessante scoperta: si tratta di una varietà botanica diversa da quella cinese ovvero Camellia Sinensis varietà Assamica.

Questo fatto è stato ed è ancora oggi importantissimo perché questa varietà si adatta bene a climi e a suoli di diverse parti del mondo, dando vita, per esempio, ai famosi tè africani.

Ecco i dati della produzione diffusi dall’Indian Tea Association:

Dati sulla produzione dei tè indiani

Nella regione dell’Assam non si produce solo tè nero Assam ma anche piccole quantità di tè verde.

Che cosa significa Assam TGFOP?

Quando andate a comprare un Assam potrete trovare tipologie ed etichette diverse. Di solito di fianco al nome generico “assam” si aggiunge il nome della piantagione e una sigla. Che cosa significano quelle lettere strane?

È il grading, il metodo di classificazione delle foglie usato in alcuni Paesi tra cui l’India. Attenzione: è una valutazione estetica: ci permette di capire qual è l’aspetto delle foglie, non la qualità del tè. Vediamo per che cosa stanno le sigle:

SFTGFOP: Special Finest Tippy Golden Flowery Orange Pekoe

FTGFOP: Finest Tippy Golden Flowery Orange Pekoe

TGFOP: Tippy Golden Flowery Orange Pekoe

GFOP: Golden Flowery Orange Pekoe

FOP: Flowery Orange Pekoe

OP: Orange Pekoe

BOP: Broken Orange Pekoe

FBOP: Flowery Broken Orange Pekoe

GBOP: Golden Broken Orange Pekoe

GFBOP: Golden Flowery Broken Orange Pekoe

TGFBOP: Tippy Golden Flowery Broken Orange Pekoe

BP: Broken Pekoe

F: Fanning (pezzatura molto piccola)

D: Dust (polvere)

Dobbiamo impararli tutti? No ma sappiate che:

  • se c’è “flowery” significa che il tè ha un grande contenuto di germogli
  • se c’è “golden” si tratta di germogli dorati di qualità
  • se c’è “tippy” ci sono molte foglie con le punte più chiare
  • “pekoe” indica la seconda foglia sotto il germoglio
  • “orange pekoe” indica la prima foglie sotto il germoglio

Assam: orthodox o CTC?

Altre parole che potrete trovare di fianco all’etichetta di un Assam sono “orthodox” oppure “ortodosso” e “CTC”. Questa volta con questi termini si intendono due metodi diversi di lavorazione delle foglie.

Per semplificare il CTC è il tè lavorato per le bustine grazie a speciali macchine che frantumano, strappano e arricciano le foglie (CTC sta per crush, tear, curl). Nelle bustine non troviamo quindi tè di scarto ma un tè lavorato in modo diverso. Ho trovato questo video che mostra il procedimento:

Curiosità: cosa significa “Assam Marche”?

Mentre cercavo di capire come impostare questo lungo articolo ho fatto delle ricerche su Internet e ho notato che i motori di ricerca mettevano insieme le parole “Assam” e “Marche”. Ho iniziato a pensare che i marchigiani fossero dei grandissimi appassionati di questo tè nero indiano

Bè, sapete che cosa ho scoperto? Nella regione Marche esiste l’A.s.s.a.m., l’Agenzia Servizi Settore Agroalimentare Marche, un ente che fa da raccordo tra la ricerca e il mondo produttivo.

Scusate, non c’entra niente con il tè ma questo equivoco mi faceva troppo ridere. Sono stata parecchi minuti a pensare, a fantasticare, a costruire storie di amori impossibili che spiegassero la relazione tra il tè Assam e le Marche 🙂

 

Foto: ©FiveOclock
Fonti: The Tea Book di Linda Gaylard; Tea: A User’s Guide di Tony Gebely; Tea Sommelier di Gabriella Lombardi e Fabio Petroni; Manuale del Sommelier del Tè di Victoria Bisogno e Jane Pettigrew; Twinings.co.uk; Englishteastore.com; gezondheidsraad.nl; assamteaxchange.com