Curiosità

Tutte le curiosità del mondo del tè le trovate sul blog Five O clock. Seppure questa bevanda appartenga a una cultura millenaria, sono tante le innovazioni, le novità, i fatti interessanti che accadono ogni giorno tra i tealovers di ogni parte del Pianeta. Cercherò tutte queste cose per voi!

Curiosità del mondo del tè

Libri, film, nuove scoperte archeologiche, musica,… le notizie più curiose e particolari del mondo del tè possono nascondersi negli ambiti più disparati per questo le raccoglierò e scriverò per voi su questo blog. Nuovi marchi, nuovi modi di bere il tè, nuove tendenze… vedrete come questa cultura è ben più dinamica di quel che si pensa. Siete pronti a farvi trasportare in questo affascinante viaggio?

L’estate e le vacanze sono il momento ideale per sfoltire il vostro elenco di libri da leggere prima o poi nella vita, quelli che non siete riusciti ad aprire durante il resto dell’anno. Da assaporare fino all’ultima pagina, magari con un rinfrescante bicchiere di tè freddo al proprio fianco. Tè e libri sono da sempre un’accoppiata vincente (vedi l’esempio di Narratè) e so che tantissimi di voi adorano entrambi.

Che cosa leggere allora in estate per unire la nostra passione con una lettura a tema? Sulla pagina Facebook  vi ho consigliato qualche libro da leggere come introduzione al mondo del tè (per rivedere il video cliccate qui). Oggi vi voglio però proporre qualcosa di più fresco e meno impegnativo, l’ideale per le vacanze! Lasciate allora da parte lo studio dei tipi di tè, dei metodi di infusione, dei paesi di provenienza, ecc… e lasciatevi trasportare in un mondo diverso, tra romanzi, avventure fantastiche, pensieri, curiosità e incontro tra culture.

Alice nel paese delle meraviglie

Partiamo con un grande classico, ispiratore di tea party e sale da tè in tutto il mondo (vedi la piccola catena Alice’s tea cup di New York). Alice nel paese delle meraviglie è un romanzo dello scrittore britannico Lewis Carroll, pubblicato nel 1865.

Immagino che in tanti conoscano la storia di Alice, la ragazzina che sogna di seguire il Bianconiglio nella sua tana e di perdersi in un mondo bizzarro… dove prende una pazza tazza di tè con il Cappellaio Matto. Tanti conoscono queste avventure grazie alle varie trasposizioni cinematrografiche, tra cui quella della Disney e di Tim Burton, ma quanti hanno letto il libro? L’estate potrebbe essere il momento giusto per (ri)scoprire questo volume dal fascino senza tempo.

Tè consigliato: Earl Grey (siamo caldo che freddo)

Tea-spiration, Inspirational Words for Tea Lovers

Lo so, parlo sempre di Tea-spiration di Lu Ann Pannunzio (trovate la recensione qui) ma secondo me è un libricino che merita davvero un’oretta delle vostre vacanze. Al momento è disponibile sono in inglese ma si legge bene, il linguaggio non è difficile, lo stile scorrevole. Arriverete alla fine del 107 pagine rigenerati, con tanti spunti di riflessione per vedere le cose in modo diverso, a partire dalla vostra tazza di tè.

Lasciatevi ispirare dalle parole di Lu Ann per iniziare un nuovo anno di lavoro con un altro spirito e, magari, approfittate della rinnovata energia per portare il tè sempre più nella vita di tutti i giorni, a partire dall’ufficio.

Tè consigliato: il vostro tè preferito, non importa se verde o nero, in foglie o in bustina

363 Days of Tea: A Visual Journal on Used Tea Bags

Dare nuova vita alle bustine di tè è una delle tendenze del momento anche in Italia. Forse vi è capitato di vedere in azione Miaolivia Art durante i suoi laboratori a Torino o seguite l’account Instagram @someteabag.

L’artista Ruby Silvious ha dedicato un libro alle sue creazioni sulle bustine di tè usate, un progetto dal titolo 363 Days of Tea, iniziato nel 2015, attivo ancora oggi sul suo account Instagram, anche con collezioni dedicate a diversi paesi (Giappone nel 2016, Francia nel 2017). Grazie a Federica per avermi suggerito questo libro (è in inglese)!

Tè consigliato: Genmaicha, magari in bustina così dopo potete provare a sbizzarirvi anche voi a dipingere la bustina usata

Libri da colorare: meditazioni sul tè

Restiamo nel mondo dell’arte. Sono anni che vedo i libri da colorare per adulti in libreria e non ne capisco il motivo. Tempo fa me ne hanno regalato uno dedicato al tè dal titolo Meditazioni sul tè ispirato a Il libro del tè di Okakura Kakuzo (di cui vi parlo sotto). Bene, ho provato e ho scoperto che effettivamente è molto rilassante.

Quest’estate circondatevi di colori e datevi all’arte in compagnia di una tazza di tè!

Tè consigliato: tè oolong a bassa ossidazione, come un Tie Guan Yin o un Qilai

Il profumo delle foglie di tè

Un romanzo ambientato in una piantagione di tè dello Sri Lanka, diventato un best seller nel Regno Unito. Il profumo delle foglie di tè (titolo originale: The Tea Planter’s Wife), scritto da Dinah Jefferies, è una storia di intrighi, emozioni e segreti che ruotano attorno alla figura della giovane Gwen. Il tutto tra le piante di tè dell’antica Ceylon. Grazie a Jurga per avermi segnalato questo libro!

Tè consigliato: tè dello Sri Lanka come un Nuwara Eliya

Il calore del tè

Questo è un titolo che ho trovato per caso in questi giorni tra vari siti. Il calore del tè è un romanzo pubblicato a maggio 2018. Allontaniamoci dai lussoreggianti giardini dell’isola di Ceylon per approdare su un’altra isola, (sembra) dimora di una delle piantagioni di tè italiane, la Sicilia. Il volume, titolo d’esordio di Cinzia Bosco, parla del dolore della seconda guerra mondiale e del ritorno in un piccolo borgo dell’entroterra siciliano…

Tè consigliato: il tè siciliano? Me lo hanno proposto in un bistrot a Milano ma non so dirvi se fosse autentico o meno. Provate con un tè aromatizzato al mandarino o ai fiori d’arancio

Il libro del tè

Siamo partiti da un classico e passiamo ora a un altro classico per gli appassionati di tè. Il libro del tè di Okakura Kakuzo è un testo molto interessante per capire meglio la cultura giapponese e la filosofia che sta dietro a una tazza di tè e alla sua cerimonia. Se poi vi è piaciuto, vi suggerisco di leggere anche lo Lo Zen e la cerimonia sempre di Kakuzo (trovate la recensione qui).

Il libro del tè è stato pubblicato nel 1906 prima in inglese (l’autore visse a lungo negli Stati Uniti) poi tradotto in varie lingue. Molte citazioni legate alla nostra bevanda preferita si trovano proprio qui come per esempio:

“Il tè è un’opera d’arte e ha bisogno della mano di un maestro per esprimere le sue più nobili qualità”

In realtà, non sono molto d’accordo con questa frase ma il volume è molto interessante per avere qualche dettaglio sulla storia di questa bevanda, sul valore che ha in un paese amatissimo come il Giappone e sul confronto tra la cultura occidentale e la cultura orientale.

Tè consigliato: Sencha giapponese

A Social History of Tea

Concludo questa breve carrellata con il libro che sto leggendo in questo momento. A Social History of Tea è uno dei testi più noti dell’esperta britannica Jane Pettigrew. Se l’ora di storia è sempre stata una delle vostre preferite o siete amanti di Downton Abbey, questo è libro per voi!

In particolare io sto leggendo l’ultima edizione, scritta insieme a Bruce Richardson. I due autori ripercorrono il percorso del tè tra Regno Unito e Stati Uniti in modo dettagliato e preciso. Il loro viaggio permette di capire come questa bevanda ha influenzato la società, l’arte, le abitudini. Un esempio fra tutti: l’Afternoon Tea. Vi scriverò presto la recensione completa.

Che io sappia l’opera è disponibile solo in inglese.

Tè consigliato: Darjeeling

Foto: ©Carlotta Mariani per Five o' clock (2018)
Non mi sono stati offerti compensi per citare i prodotti presenti in questo post
In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno per ciascun acquisto idoneo

I cocktail al tè sono sicuramente una delle tendenze del momento come abbiamo visto all’ultimo concorso nazionale ABI Professional (vedi qui) e al primo corso Dilmah in Italia (leggi qui). So che tanti di voi stanno sperimentando ricette e anche io ogni tanto provo qualche tentativo ma non sono assolutamente un’esperta.

Avevo comunque piacere di proporvi un cocktail estivo a base di tè per brindare alle vacanze e alle giornate calde e lunghe e così ho pensato di chiedere aiuto a un professionista del settore: il barman Marco Fabbri, solo 19 anni ma tantissima passione e voglia di crescere.

Marco ha creato per tutti i lettori di Five o’ clock questa ricetta perfetta per l’estate e a base di uno dei miei tè preferiti, l’Earl Grey. Ha voluto chiamarla Duchess perché, come mi ha spiegato, si è “ispirato a colei che ha creato la tradizione del the delle 5, la Duchessa di Bedford, aggiungendo un richiamo a uno dei frutti estivi più apprezzati al mondo, le ciliegie. Il drink si presenta fresco e invitante, con sentori di timo e limone, e nonostante l’amarezza data dal tè Earl Grey e dall’arancia, dall’alcolicità data dallo Star of Bombay Gin, lascia appunto un retrogusto dolce di ciliegia al palato”.

Duchess, il cocktail all’Earl Grey

4,5 cl tè Earl Grey infuso nello Star of Bombay (un Gin speciale con sentori di bergamotto)
1,5 cl sciroppo di zucchero
1 cl spremuta fresca di limone
2 cl liquore alle ciliegie
2 dash (gocce) di bitter all’arancia
2,5 cl albume d’uovo
Tecnica: Shake and double strain. In parole semplici (molto semplici) il cockatil viene shakerato e poi filtrato due volte con l’utiIizzo di un colino.
Come si infonde l’Earl Grey nel Gin? Portate a ebollizione 6 cl di gin, aggiungete due cucchiaini da caffè di tè Earl Grey e lasciate in infusione per 5 /6 minuti affinché i due ingredienti riescano ad amalgamarsi senza sovrapporsi l’un con l’altro.
Decorazione: vaporizzazione dell’essenza di timo per dare la freschezza al drink, scorza di limone e una ciliegia.

Marco Fabbri si racconta

Ho iniziato i miei studi nel 2014 presso un piccolo centro di formazione ed è stato proprio lì che ho iniziato ad appassionarmi e ad avvicinarmi al mondo della mixology. A oggi, lavorando da 2 anni come barman/apprendista presso l’hotel Golden Palace di Torino, ho scoperto quanto possa essere vasto il mondo che riguarda i cocktail, così come è incredibile notare quante nuove tendenze nascono ogni giorno.

Credo che i cocktail a base di tè possano rappresentare una tendenza in grado di affascinare barman e cliente, perché quest’ultimo è sempre alla ricerca di nuove proposte per “evadere’”, in un certo senso, dalla solita normalità, così come anche per i barman. Parlando per esperienza personale, penso che sia incredibile notare come un tè (nonostante siamo abituati a immaginarlo come il solito tè caldo) possa andare a correggere o addirittura migliorare ed esaltare la struttura del drink stesso. Parlando personalmente, preferisco utilizzare i tè freschi e profumati, magari con sentori di fiori, come un oolong al gelsomino o l’ormai classico tè verde matcha.

Nel cocktail proposto per Five o’ clock ho voluto utilizzare un Earl Grey perché anch’esso richiama la freschezza data dal bergamotto, che ho poi voluto valorizzare all’interno dell’elaborato con la presenza di questo particolare Gin, lo Star of Bombay.

Ricordiamo che Marco Fabbri si è guadagnato la medaglia di bronzo alla Tea Masters Cup Italia 2018.
Se volete seguire il percorso e gli esperimenti di Marco lo trovate qui:
Facebook: Marco Fabbri
Instagram: marco__fabbri__
 La ricetta del cocktail all'Earl Grey del barman Marco Fabbri
Foto: ©Marco Fabbri per Five o' clock (luglio 2018)
Five o' clock non ha ricevuto oggetti o compensi per citare i prodotti presenti
Post sponsorizzato

Avete mai comprato tè online? Alcuni di voi so che sono esperti del settore, altri sono ancora restii. Chi lo fa dice di farlo perché alla ricerca di qualcosa di speciale, per altri invece è una necessità perché non hanno negozi che vendono tè di qualità vicino a casa. Indipendentemente dal motivo, è sicuramente una tendenza interessante di cui sono certa sentiremo discutere sempre più spesso.

Ci sono negozi di tè che nascono per l’online e altri che, pur mantenendo una sede fisica, decidono di aprire una vetrina digitale. Tra questi, Momenti di tè, negozio di tè di Ancona, nelle Marche, specializzato nella vendita di tè in foglia, tisane e accessoristica. È stato inaugurato nel 2014 ed è il frutto della passione di una giovane coppia, Sergio e Barbara, che hanno deciso di condividere così una loro grande passione e di dare un punto di riferimento ai tealovers della zona, e non solo. Infatti da quest’anno Momenti di tè è presente anche con una vetrina su Amazon.

Esploriamo quindi con loro il mondo della vendita e dell’acquisto di tè online.

Partiamo dalle origini, come è nata la vostra passione per il tè?

Abbiamo sempre apprezzato il tè perché abbiamo avuto entrambi la fortuna di avere delle nonne che ci hanno tramandato l’abitudine di berne una tazza ogni pomeriggio, magari in una pausa dallo studio. Questo ha fatto sì che, insieme, abbiamo deciso di frequentare degli eventi dedicati al tè. Ed è proprio grazie a questi eventi, che ci hanno veramente colpito, che è nata una passione forte e decisa. Poi abbiamo assaggiato tè sempre di maggiore qualità, letto libri e frequentato corsi specifici. Con il tempo l’interesse cresceva e così il nostro entusiasmo fino a decidere di trasformare la nostra passione in una professione.

Quando avete deciso di aprire il vostro negozio di tè?

Tra il 2012 e il 2013 abbiamo iniziato a lavorare per concretizzare e costruire il nostro progetto. Non potremo mai dimenticare come, piano piano, veniva fuori quello che oggi si chiama Momenti di Tè: la scelta del nome, le bozze del logo che conserviamo ancora con cura, le degustazioni quotidiane per creare quella che oggi è la gamma scelta per i nostri clienti e così via… fino a quando, il 13 settembre 2014, abbiamo inaugurato il negozio. Anche adesso ogni giorno ci dedichiamo ad assaggi, prove, degustazioni, ricerche e approfondimenti per essere davvero gli specialisti del tè in foglia e per aiutare gli appassionati a scegliere il tè più adatto a loro, attraverso un viaggio sensoriale tra profumi e colori, tra tè puri e aromatizzati.

Momenti di tè di Ancona ora vende anche su Amazon

In questi mesi avete preso un’importante decisione: la vendita online, puntando su una piattaforma come Amazon. Perché avete deciso di proporre i vostri tè in rete?

Quando ami profondamente qualcosa l’obiettivo è quello di condividerla con quante più persone possibili e sicuramente Amazon potrebbe essere una strada per arrivare a qualcuno che non possiamo raggiungere diversamente. Ci permette poi di dare la possibilità ai clienti che già ci conoscono di fare un acquisto comodamente da casa, magari seduti sul divano bevendo una tazza di tè. In più cerchiamo sempre soluzioni nuove, ci piace metterci in gioco e sperimentare: dobbiamo e vogliamo crescere.

Come hanno accolto questa novità i vostri clienti?

Quello che abbiamo percepito da parte loro è stato assolutamente positivo. Crediamo che il fatto di proporci anche in un mercato più grande e di metterci in gioco non possa che essere la conferma che ci siamo, che lavoriamo per loro e che Momenti di Tè sta crescendo e si sta evolvendo quotidianamente.

Quali tè e tisane avete deciso di inserire nella vostra vetrina online? Come li avete scelti?

Abbiamo mosso i primi passi proponendo una selezione chiamata Green Box composta da due tè verdi e una tisana per la sera. Uno dei tè verdi è aromatizzato al melograno, assolutamente avvolgente e dissetante, mentre l’altro è miscelato con tè bianco e fragole ed è più morbido, delicato e carezzevole.
Trovate poi una seconda selezione chiamata Detox per chi ama prendersi cura di se stesso e vuole detossinare o depurare il proprio organismo. È composta da un tè verde profumatissimo al gusto lime per iniziare la giornata, un buon rooibos da prendere durante il giorno e una tisana da bere prima di andare a dormire.
Abbiamo scelto questi prodotti per la vendita online pensando alle tante persone che abitano in luoghi dove non ci sono negozi di tè specializzati e hanno voglia di acquistare un tè in foglia di qualità.

Quali sono, secondo voi, i vantaggi della vendita e dell’acquisto di tè online? Ci sono anche svantaggi?

Secondo noi i vantaggi sono legati alla possibilità di raggiungere un grandissimo numero di persone. L’online permette a chiunque di relazionarsi con un prodotto di qualità che è di solito riservato e disponibile solo nei negozi specializzati. I vantaggi per quanto riguarda l’acquisto sono invece la comodità di farlo ovunque e il fatto che si ha una grande varietà di scelta nei prodotti.
Ci sono degli svantaggi nella vendita online? In effetti sì perché, in questo modo, non possiamo far fare al cliente quel “percorso sensoriale” che invece proponiamo nel nostro negozio.

Secondo voi l’online può rappresentare il futuro del mercato del tè? Il negozio fisico pian piano scomparirà o resterà sempre come punto di riferimento?

Secondo noi, in questo settore, la vendita online potrà affiancare la vendita standard in negozio, ma senza soppiantare la rivendita specializzata, perché il cliente apprezza molto l’esperienza di acquisto che vive all’interno del negozio, come poter effettuare la scelta consigliato da un esperto del settore e poter appagare alcuni suoi sensi (vista, olfatto, tatto) prima dell’acquisto.

Momenti di tè è un negozio di tè e tisane ad Ancona, Marche

Momenti di tè di Ancona www.facebook.com/momentiditeancona

Che consiglio vi sentite di dare a chi vuole aprire un negozio come il vostro, specializzato in tè e tisane di benessere?

Il tè è la seconda bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua, in Italia però non abbiamo questa cultura, il che significa che chi apre un negozio di tè deve avere una grandissima passione e un grande amore per “comunicare” e far conoscere nella maniera migliore tutto quello che questa pianta può donarci e ci ha donato.

 

Foto di copertina: ©Freestocks

Tendenza del momento è sicuramente il tè al proprio matrimonio. Lo conferma il fatto che si parla della millenaria bevanda anche quando si commenta quello che per molti è l’evento dell’anno: il matrimonio tra il principe Harry e Meghan Markle il 19 maggio 2019 nella St. George Chapel del castello di Windsor. Ebbene sì, non solo i tabloid britannici sono impazziti a sviscerare ogni dettaglio della cerimonia e del ricevimento, ma anche le case di tè anglosassoni si sono date molto da fare per dedicare un blend ai due sposi The Cup Of Lifecome ho letto sul blog .

Harry e Meghan serviranno una di queste miscele alle proprie nozze? Difficile dirlo, ma di certo potete farlo voi per il vostro matrimonio oppure creare un blend ad hoc ispirandosi a queste ormai famose interpretazioni.

Scopriamo allora i tè dedicati a Harry e Meghan e al royal wedding dell’anno.

Fortnum & Mason: Wedding Bouquet

Poteva mancare una proposta dal brand che, secondo i pettegolezzi, è il fornitore ufficiale di tè della regina? Ecco che allora la prestigiosa Fortnum & Mason ha dedicato una limited edition elegante ai due sposi: tè al gelsomino, profumato con menta coltivata nel Regno Unito e negli Stati Uniti (le provenienze degli sposi) e decorato con petali di rosa. Consigliano di assaggiarlo anche freddo.

Posso dire una cosa? Dalla confezione sinceramente mi aspettavo di più…

Il tè Fortnum&mason dedicato al matrimonio di Harry e Meghan

Fonte: Fortnum&Mason

 

 

Assam Teas: Royal Wedding Blend

Il legame tra Harry e Meghan con l’Africa è forte. Come rivela The Mirror, è qui che hanno vissuto una delle loro prime vacanze insieme. L’anello di fidanzamento contiene un diamante proveniente dal Botswana (Africa meridionale), oltre a due pietre della collezione personale di Diana. In tanti scommettano poi che è in questo continente che la coppia trascorrerà la luna di miele.

E così l’Assam Teas ha creato un blend a base di rooibos, mela, tè nero, boccioli di rosa selvatica, gelsomino, fiordaliso e calendula.

Anche la vostra coppia ha un legame particolare con un viaggio, una città, una regione, un continente?

T By Daniel: When Harry Met Meghan

Daniel Lewis, fondatore del brand T by Daniel, è diventato famoso a giugno 2017 per aver servito il tè al principe Carlo durante la visita canadese dell’attuale padre dello sposo. Poteva non dedicare un tè al matrimonio dell’anno? Si chiama When Harry Met Meghan. È a base di tè dello Sri Lanka arricchito con pezzi di cioccolato, fragola, cartamo. Completano il tutto codette porpora, a rappresentare la famiglia reale, e confetti di zucchero argento, simbolo della festa. Un tè sicuramente anche bello da vedere!

NB. Il papillon è il tratto distintivo di Daniel.

Il tè creato per le nozze di Harry e Meghan

Fonte: T by Daniel

 

Whittard of Chelsea: Wedding Bouquet

Interessante la proposta di Whittard of Chelsea che prende ispirazione dal fiore preferito di Meghan, la peonia. Anche voi, spose in ascolto, potreste pensarci 😉

La compagnia inglese ha realizzato quindi una mug bianca con disegnate peonie e mirto, fiore tradizionale nei bouquet dei matrimoni reali. Alla tazza è associata una miscela di tè nero ai mirtilli con cuoricini di zucchero rossi. Naturalmente, è una Limited Edition.

Whittard of Chelsea ha realizzato un kit dedicato al matrimonio reale

Harney & Sons: Royal Wedding Tea

Per il matrimonio di Harry e Meghan la Harney & Sons ha pensato a una miscela di tè bianco cinese Bai Mutan con mandorle, cocco, vaniglia, petali e boccioli di rosa. Lo consigliano come tè per celebrare ogni occasione speciale: una laurea, un battesimo, una promozione,… ma del resto, ogni momento dedicato a una buona tazza di tè è un momento speciale.

Tea Palace: Royal Wedding Triple Tube Collection

Per Tea Palace di Londra non si tratta di nuovi blend ma di una confezione commemorativa in edizione limitata. I tè scelti sono: Royal London Blend (miscela di tè neri, bestseller del brand), Hyde Park Blend (tè neri indiani e cinesi con scorza d’arancia e limone, vaniglia – disponibile solo per il mese di maggio 2018) e Palace Earl Grey.

Secondo il brand, queste miscele sono in grado di rappresentare al meglio lo spirito britannico.

E il tè Twinings?

Questa non me l’aspettavo! Per il matrimonio di William e Kate Twinings aveva creato un blend in edizione limitata di cui vi avevo parlato qui e per Harry e Meghan? A me non risulta che la storica casa abbia dedicato qualcosa alla coppia dell’anno. Potrebbe però anche essere che al momento sia una esclusiva del negozio di Londra (216 Strand, davanti al palazzo di giustizzia), sede della casa di tè dal Settecento.

E il tè preferito della sposa?

Se la coppia scegliesse come tè delle nozze il preferito della sposa? In questo caso il webzine Hello! rivela che il tè (o meglio la tisana) preferito di Meghan è lo stesso Victoria Beckham: liquirizia e menta di Teapigs. L’International Business Times aggiunge tra i preferiti il tè verde Detox di Kusmi Tea. Peccato allora che la casa francese non abbia creato una miscela in occasione del matrimonio…

E voi? Se doveste scegliere un tè per le vostre nozze che cosa scegliereste?

Gli ingredienti ricorrenti sono il gelsomino e la rosa, quindi note floreali. Ammetto che anche io avevo scelto il tè al gelsomino per il matrimonio e penso ancora sia stata una valida scelta, gradita anche dagli ospiti che mi hanno chiesto informazioni sul tipo di tè.

Royal Wedding: accessori per il tè

Gli inglesi sono unici in queste cose! È già disponibile tutto il merchandising dedicato all’evento dell’anno, il royal wedding di Harry e Meghan. Naturalmente non mancano gli accessori per il tè e ciò che sembra riscuotere maggior successo sembra che sia il tea towel, il canovaccio. Come questo che potete trovare su Amazon:

Souvenir del matrimonio di Harry e Meghan

Ci sono poi le tazze e i piatti commemorativi, le mug con le foto degli sposi o semplicemente con i loro nomi, i contenitori di latta porta tè,… e chi più ne ha più ne metta!

Che poi, alla fine, potrebbero diventare idee per le bomboniere di ciascuna di noi: una tazza con i nomi degli sposi o un disegno che li rappresenti, una scatola porta tè, un piattino porta bustine, una tovaglietta, ecc.

 

Ps. Il primo incontro tra Meghan e la regina Elisabetta è stato proprio davanti a una tazza di tè e secondo l’Express la promessa sposa sarebbe andata a lezione per migliorare le proprie conoscenze nell’arte di bere il tè: come tenere correttamente la tazzina e il piattino con il mignolo sollevato, come sorseggiare il tè,… l’afternoon tea nel Regno Unito è una cosa seria 😉

 

Non mi sono stati offerti compensi per citare i prodotti presenti in questo post
Fonti: theteacupoflife.com; metro.co.uk; tbydaniel.com; fortnumandmason.com; assamteas.shop; cnn.com; mirror.co.uk; ca.hellomagazine.com; express.co.uk; harney.com; whittard.co.uk

Il è un regalo perfetto, in ogni occasione, dal Natale alla festa della mamma. Anche a voi piace regalare tè e accessori a tema? Anche la vostra mamma si sta appassionando al mondo del ed è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da assaggiare?

Pensando a lei, che ha sostenuto fin dall’inizio questa mia passione, ho raccolto qualche idea regalo per sorprenderla (spero) con qualcosa di speciale il giorno della sua festa. Ricordate che la festa della mamma 2018 è domenica 13 maggio 😉

 

Tè e tisane

Quando penso a mia mamma penso subito a fiori e profumi. Dice di non avere il pollice verde ma la casa è sempre piena di piante, vasi e fiori freschi… a volte poi, diciamo la verità, è il nostro cane Argo che le distrugge tutto. Di fronte all’irruenza di un cagnolone vivace non c’è esperta di giardinaggio che tenga.

Per la festa della mamma vedo quindi bene un tè o una tisana dai profumi floreali e dolci. Del resto siamo a maggio, nel mese delle rose e del finire della primavera. Un tè al gelsomino, alla rosa, alla violetta, alla lavanda, ai fiori di ciliegio, al mughetto… sono l’ideale. Se ama i sapori delicati preferite un tè profumato per contatto a un aromatizzato (per saperne di più approfondite qui). Potete puntare su grandi classici oppure su nuove miscele create per la primavera 2018.

1. Dammann Frères: Parfums de Saison limited edition. Comprende Divine rose (tè nero, lychee, rosa, lampone); Mon petit chocolate (tè nero, cioccolato, mandorle, biscotto, petali di fiori); Peche Verveine (tè verde, pesca, verbena); Enjoy Summer (tè verde, papaya, melone, fragoline selvatiche, menta verde); Carcadet Passion-Framboise (fiori di ibisco, lampone, petali di fiori e passion fruit).
2. Peter’s Teahouse: Sweet Roses infuso frutta – Spring Edition: uva passa, ibisco, pezzetti di mela, rosa canina, oolong, petali di rosa, mirtilli rossi (mirtilli rossi, zucchero, olio di semi di girasole), tè bianco Anji White (1%), passiflora, aroma naturale, boccioli di rosa
3. Mariage Frères: linea Sakura 2018. Nella foto tè bianco al profumo di fiori di ciliegio. La gamma comprende anche un tè verde e un tè oolong
4. Babington’s: tè 125° anniversario dedicato alle due donne che 125 anni hanno inaugurato la prima sala da tè in Italia. Ingredienti: tè nero di Ceylon e Cina, pezzettini di vaniglia, aroma naturale di miele, sambuco, petali di rosa, mirtilli, bacche di ginepro, mirto australiano
5. Palais des thes: Thé Gauguin, miscela di tè nero e tè verde profumato con note di mandorla e vaniglia
6. Tea Fortè: Hanami, medaglia d’argento 2018 al Global Tea Championship

Tazze, teiere e accessori

Un tè speciale merita degli accessori speciali. Mia mamma adora le mug floreali in stile anglosassone con il bordo sottile. Ne ha una vera collezione. E la vostra?

Vediamo qualche idea regalo adatto per la festa della mamma 2018.

1. Bitossi Home: teiera in vetro borosilicato https://amzn.to/2rhuxgp
2. Ecoffee cup: travel mug in bambù della collezione ispirata a William Morris https://amzn.to/2rgSPqQ
3. Seletti: tazza con piattino in porcellana della linea Hybrid https://amzn.to/2HOVnU2
4. Viva Scandinavia: teiera in porcellana con base e tappo in sughero https://amzn.to/2HOVnU2
5. Tea Soul: tazze in porcellana https://amzn.to/2rhVKj8
6. Brandani: infusore a forma di gufo disponibile in sei colori https://amzn.to/2FBTrwh
7. Hario: bottiglia con il filtro per le infusioni a freddo https://amzn.to/2wrZNzh
8. Derriere la porte: scatola in metallo porta bustine ispirata ad Alice nel paese delle meraviglie https://amzn.to/2KxNfJn
9. Tea Fortè: tazza termica con coperchio e infusore estraibile https://amzn.to/2HLuEvU

Tea party e afternoon tea

E se il miglior regalo fosse semplicemente trascorrere un pomeriggio insieme sorseggiando del tè? Potete organizzare un tea party preparando il suo tè preferito e qualcosa di accompagnamento come una torta al cioccolato, dei biscotti all’Earl Grey o alla lavanda, dei colorati cake pops, mono porzioni di tiramisù al matcha o ancora dei tramezzini, dei grissini al Lapsang Souchong oppure dei muffin salati. Sul fantastico sito Teatime magazine trovate poi tante altre idee per il vostro tea party dedicato alla mamma.

Il mio personale consiglio? Usate come centro tavola un fiore di tè come avevo fatto per il mio matrimonio (lo trovate qui). Mettetelo in infusione circa sei ore prima o la notte prima in acqua fredda in una teiera di vetro, in un calice da vino o, ancora meglio, in un vaso rotondo simile una vaschetta per i pesci rossi. In questo modo sboccerà lentamente e il liquido resterà chiaro.

Altrimenti, portatela a fare un afternoon tea! So che anche in Italia, nelle grandi città come Milano, Firenze e Roma ci sono hotel che propongono questa tradizione inglese. Tra questi posti, merita una menzione speciale Babington’s a Roma, la più antica sala da tè d’Italia che proprio quest’anno festeggia 125 anni.

E che ne dite di un weekend a Londra insieme? Giusto un mese fa è uscita la seconda edizione del volume London’s Afternoon Teas: A Guide to the Most Exquisite Tea Venues in London di Susan Cohen. Lo potete acquistare su Amazon.

Libri e romanzi sul tè

Mia mamma adora leggere. La vostra? Se non riesce a stare senza un libro sempre pronto sul comodino potrebbe essere carino impacchettarle un regalo a tema. Lascerei perdere quelli di introduzione al mondo del tè e punterei più su qualcosa di… lifestyle.

Ecco alcuni titoli che ho letto o che mi hanno consigliato in questi anni e che vi ripropongo volentieri. Ho inserito sia titoli in italiano che in inglese per ogni esigenza.

1. Lo zen e la cerimonia del tè di Kakuzo Okakura La mia recensione
2. Tea-spiration di Lu Ann Pannunzio. La mia recensione
3. Il profumo delle foglie di tè di Dinah Jefferies https://amzn.to/2jngC4S
4. Elsie Presenta: Ricette E Segreti Per Un Perfetto Afternoon Tea di Julie Maggi https://amzn.to/2w8ZHfJ
4. Tè, zucchero e segreti di Nancy Naigle https://amzn.to/2HMBHnW
Le regole del tè e dell’amore di Roberta Marasco https://amzn.to/2KwQd0T
5. Tea & Scones: The Ultimate Collection of Recipes for Teatime di Lorna Reeves https://amzn.to/2KsOqtP
5. Tea time di Csaba Dalla Zorza https://amzn.to/2Kwazrf

 

Non mi sono stati offerti compensi per citare i prodotti presenti in questo post

In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno per ciascun acquisto idoneo

Dove possiamo trovare piantagioni di tè nel mondo? Un’antica leggenda cinese racconta le origini del tè facendole risalire all’imperatore Shénnóng, il quale, durante le sedute di meditazione, beveva acqua di fonte ben scaldata. Un giorno, qualche foglia di Camellia Sinensis, la pianta del tè, scivolò nell’acqua calda: profumi e fragranze piacevoli esalarono improvvisamente da quell’evento imprevisto. Restando alla leggenda, fu proprio da quel momento che il prezioso infuso e la sua nobile pianta acquistarono fama e, dalla Cina, si diffusero lentamente in tutto l’estremo Oriente, dando il via a veri e propri riti, tramandati nei secoli di generazione in generazione.

Al giorno d’oggi, sono tanti i Paesi in cui si coltiva tè. Tuttavia, le piantagioni più vaste sono localizzate in Cina, India, Kenya, Sri Lanka, Turchia, Indonesia, Vietnam, Giappone. Altri paesi produttori di tè sono il Malawi (lo abbiamo scoperto al festival del tè 2018), le Mauritius, Taiwan, il Nepal… ma possiamo trovare piantagioni di tè anche in luoghi più o meno inaspettati.

(Ri)Scopriamo 10 paesi dove non ci saremmo mai aspettate di trovare il tè…

1. Il tè italiano

Un primo esempio arriva proprio dall’Italia, nella fattispecie dal territorio di Lucca, a Sant’Andrea di Compito, nel comune di Capannori. La località è molto conosciuta per essere terra di camelie. Ma l’esperimento di ricavare vero e proprio tè italiano dall’elegante arbusto è stato avviato con successo da Guido Cattolica, agronomo specializzato in camelie secolari. Discendente di Angelo Borrini, primo a impiantare camelie a Sant’Andrea nell’Ottocento, Guido Cattolica ha continuato l’antica tradizione e nel 1987 ha iniziato a coltivare Camellia Sinensis. I terreni della Lucchesia, d’altronde, ne consentivano la coltivazione grazie all’acidità della terra e all’abbondanza di acqua. Unico problema era qualche picco di basse temperature, ma Cattolica è riuscito, dopo alcuni esperimenti, a impiantare ibridazioni resistenti anche al freddo. Oggi la piantagione si estende per 1.500 metri quadrati e conta circa 2.500 piante.
Per poter assaggiare e acquistare il tè toscano dovete recarvi a Capannori, magari in occasione della Mostra Antiche Camelie della Lucchesia che coinvolge la zona con tantissime iniziative (tra cui cerimonie del tè) nei weekend di marzo.

Il tè italiano viene coltivato a Capannori, in provincia di Lucca

©pagina Facebook Il Tè di Capannori

In fase embrionale, è il tè “ossolano”. Ci troviamo a Premosello, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola. In questa località si sta sperimentando una coltivazione di tè su iniziativa di Paolo Zacchera, titolare de La Compagnia del Lago Maggiore. Lo studio del terreno di piantagione era partito già negli anni Trenta, a opera dell’università di Pavia.

2. Tè delle Azzorre

Immerse in pieno Oceano Atlantico, le Isole Azzorre, e precisamente l’isola di São Miguel, rappresentano l’unica vera roccaforte europea del tè (escludendo la Turchia)! Lungo la costa settentrionale di São Miguel, infatti, si contano numerose piantagioni della preziosa Camellia Sinensis.

Secondo alcuni nel 1820 un certo Señor Jacinto Leite iniziò alcuni esperimenti d’innesto e coltivazione di piante di tè provenienti direttamente dal Brasile. I risultati arrivarono in seguito, dopo l’arrivo, nella seconda metà dell’Ottocento, di esperti cinesi, che insegnarono le tecniche di coltura e produzione del tè. Già nei primi del Novecento, pare che la produzione di tè si attestò sulle 300 tonnellate.

Le aziende più famose sono Cha Porto Formoso, dove è possibile visitare anche un piccolo museo del tè, e Cha Gorreana, la realtà più grande e antica.

3.Tè inglese: la piantagione della Cornovaglia

Siamo in Cornovaglia, a circa otto miglia dalla costa. Jonathon Jones, giardiniere della tenuta di Tregothnan, ha intrapreso per primo la coltivazione del tè proprio nei giardini del podere. Del resto, la tenuta di proprietà della famiglia Boscawen, ospita da più 200 anni piante di camelia ornamentale.

Il primo raccolto nel 2005 aveva garantito solo 28 g di tè ma oggi la produzione è arrivata a circa 10 tonnellate all’anno. Nel frattempo Jones ha vinto una borsa di studio e ha visitato diverse piantagioni di tè, in particolare nella regione indiana del Darjeeling, che dicono avere un microclima simile alla Cornovaglia.

La Tregothnan Tea Estate oggi propone 14 tipi di prodotti tra cui l’Earl Grey. Si può visitare e partecipare a speciali masterclass.

Il tè inglese viene coltivato in Cornovaglia

©pagina Facebook Tregothnan

4. Piantagione di tè in Germania

Oggi esiste anche il tè tedesco, coltivato da una coppia a circa 20 km da Colonia. Siamo a Odenthal-Scheuren e il signor Wolfgang Bucher e la moglie Haeng ok Kim si sono lanciati nel 1999, quasi per scommessa, nella coltivazione di camellia sinensis. Così è nato il Tschanara Teegarten.

Dai nomi dei due coniugi si potrebbe pensare che il signor Bucher abbia conosciuto il tè tramite l’amore per la moglie coreana…e invece no, è accaduto l’esatto contrario! Il suo amore per il tè è nato nel 1976, quando un rappresentante ha lasciato alcuni campioni nel suo laboratorio di biologia. Da quel momento, ha iniziato a raccogliere e studiare alcune specie selvatiche di camelie. Nei primi anni Novanta, durante un viaggio in Corea ha conosciuto Haeng ed è scattata la scintilla.

La prima coltivazione di piante di tè dei signori Bucher venne istallata proprio nel giardino di casa, un po’ per gioco un po’ per caso. Ma ben presto, i coniugi si accorsero che le piante crescevano rigogliose, pertanto occorreva trapiantarle in un terreno più vasto e più adatto: Odenthal-Scheuren, in Renania.

5. Tè colombiano

A Bitaco, villaggio andino della Valle del Cauca, Agricola Himalaya SA, da oltre cinquant’anni nel settore, e Hindú ®, il più importante brand colombiano del tè, hanno creato la Bitaco Unique Colombian Tea e hanno dato il via alla storia del tè colombiano. Le piantagioni sono situate a 2000 metri di altezza e il clima tropicale, l’ambiente incontaminato e l’acqua di montagna hanno un ruolo fondamentale nella riuscita del prodotto.

Carlotta ha conosciuto l’azienda al World Tea Expo 2017 e abbiamo assaggiato alcuni tè neri. Il sapore ricorda quello di un tè indiano Assam, morbido, maltato, dolce.

Jordan G. Hardin di World of Tea ha realizzato un bel reportage su questa realtà. Lo potete leggere qui

Il tè nero colombiano ha un sapore dolce, maltato

6. Piantagione di tè in Perù

L’arrivo del tè in Perù viene fatto risalire alla fine dell’Ottocento, quando il dottor Benjamin De La Torre avanzò l’idea di coltivare piante di tè come risposta al declino dei prezzi di caffè, coca e colture da canna. La proposta fu accolta e furono introdotti i primi semi nel Paese, grazie anche al contributo del console peruviano in Giappone. Tuttavia, poco dopo che le piantagioni diedero i loro primi raccolti, nel 1917 De la Torre cadde vittima di un agguato e le coltivazioni di tè furono abbandonate.

Successivamente però il governo peruviano riprese in mano l’iniziativa e arruolò esperti in materia, provenienti direttamente dallo Sri Lanka. Nel giro di un anno, vennero create delle vere e proprie piantagioni di tè nella valle di La Convencion – Cusco.

La produzione cresceva a tal punto che, nei primi anni ’40, con più di 800.000 piante, si rese necessaria la creazione delle prime due fabbriche peruviane di tè. Una terza fabbrica nacque negli anni Ottanta grazie al sostegno finanziario dei Paesi Bassi. Tra il 1961 e il 2012, le esportazioni hanno però subito un progressivo calo, specialmente per l’inesperienza dei produttori nella gestione delle imprese. La storia del tè in Perù è stata quindi abbastanza travagliata e rallentata dalle particolari condizioni politiche ed economiche del paese, aggravate dal problema dei narcotrafficanti.

Sul tea blog Steep Stories potete trovare la descrizione di una degustazione di alcuni tè peruviani.

7. Tè a stelle e strisce: Stati Uniti

Dal Mississippi alla Columbia Britannica, dalle Hawaii fino alla Carolina del Sud. A oggi sono circa 60 le aziende statunitensi che coltivano tè. Secondo alcuni dati relativi al 2015 e forniti dalla Tea Association of the USA Inc., la produzione e il mercato del tè americano crescono del 10% l’anno: un trend sicuramente interessante.

Carlotta ha visitato la piantagione californiana Golden Feather Tea. Per saperne di più leggete qui

Il tè si coltiva anche nei Stati Uniti dalla California alla Carolina del Sud, fino alle Hawaii

8. Tè alle Seychelles

Non è una vacanza da sogno che vi propongo, ma una vacanza per scoprire anche il tè che si produce nell’isola di Mahé.

Tea Factory, questo il nome dell’azienda che dal 1962 gestisce la coltivazione e la lavorazione del tè alle Seychelles con terrazze di tè ai fianchi della montagna di Morne Blanc. Le selezioni sono particolari, con tè puri e blend ispirati alle materie prime locali come la citronella. Vengono venduti con il marchio “Seyte”.

9. Piantagione di tè in Australia

Dire Australia, nel pensiero comune, è dire canguro e koala, spiagge bianchissime e scogliere da favola. Insomma, difficilmente ci si aspetta che a questa terra sia collegato il tè. Ebbene sì, anche l’Australia è un giardino di Camellia Sinensis. Piantagioni di tè infatti sono situate in Tasmania, in Victoria e nella foresta pluviale del Queensland, proprio a ridosso della Grande Barriera Corallina.

La storia del tè australiano è recente: nel 1993 una delegazione di ricercatori giapponesi visita i territori australiani alla ricerca di nuove zone dove installare piante di tè. La regione scelta è quella del Victoria, soprattutto per ragioni climatiche. Il governo locale ha quindi inviato un gruppo di coltivatori proprio in Giappone, affinché apprendessero le tecniche di coltivazione e di produzione del tè. Nel 2001 le prime piantine di Camellia arrivano in Australia grazie all’interessamento dell’AQIS (Australian Quarantine Inspection Service) e grazie agli investimenti della società giapponese Ito En, impegnatasi a costruire una fabbrica di tè a Wangaratta, nel Nord Est del Victoria.
Nel 2004 si sono avuti i primi raccolti significativi, ma qualche problema è sorto a causa della distanza tra la zona di coltivazione e quella di lavorazione delle foglie di tè: i tempi di trasporto, infatti, causavano l’ossidazione del raccolto. La soluzione è una trovata tutta australiana: è stato realizzato infatti un apposito contenitore dove le foglie vengono mantenute a una temperatura controllata.

10. Nuova Zelanda

Restiamo in zona. Carlotta ci ha raccontato che al World Tea Expo 2017 ha incontrato Zealong, azienda di tè della Nuova Zelanda. La loro storia è iniziata nel 1996 quando il signor Tzu Chen, dopo avere sperimentato con successo la coltivazione di una singola piantina, ha deciso di importare da Taiwan 1500 esemplari di Camellia Sinensis nella regione di Waikato. In realtà solo 130 arrivarono a destinazione dopo la lunga quarantena imposta dal ministero dell’agricoltura.

La piantagione si può visitare con un tour di 60 minuti ed è stato creato un ristorante, il Camellia Tea House, dove il menu è stato creato per fare da miglior contraltare possibile ai tè Zealong, non viceversa come succede di solito.

 

Fonti
Foto: ©pixabay; ©Five o' clock; ©il tè di Capannori; ©Tregothnan
Non ci sono stati offerti compensi in cambio della citazione dei prodotti presenti

I cocktail al tè e tisane sono sicuramente una delle ultime tendenze del settore, insieme al kombucha e al cheese tea. Lo conferma la terza edizione del concorso nazionale A.B.I Professional (Associazione Barmen Italiani) che quest’anno si è svolta a Courmayeur, in Val d’Aosta.

A vincere la sfida 2018 e a diventare il miglior barman d’Italia è stato infatti Erwan Garofano che ha usato tra gli ingredienti proprio una tisana. Si chiama “Notti in Tibet” e contiene karkadè, rosa canina, zucchero marrone, scorze d’arancio, mela, cubetti di papaya, aromi, sambuco, cannella, mandorle, bastoncini. A questo dolce e profumato infuso sono stati aggiunti sciroppo di zucchero, succo di lime e il gin alpino Vergin. Così è nato Sea in the Mountain, il cocktail che ha conquistato la giuria del concorso e ha permesso a Erwan di guadagnarsi il titolo superando gli altri 20 concorrenti.

Erwan Garofano è il miglior barman d'Italia

Al secondo posto si è classificato Giuseppe Rizzo di Taranto che con Gin Bombay Sapphire, Vermouth extra dry e Saint Germain ha creato il suo Miscere Dei.

Terzo gradino del podio invece per Valerio Vitiello che molti di voi già conoscono per aver vinto la Tea Masters Cup (TMC) Italia 2017 nella categoria Tea Mixology (secondo nella finale mondiale in Cina) e per aver partecipato all’ultima edizione di In•Tè Bologna Tè Festival, il festival del tè italiano. Alla TMC Valerio aveva usato Earl Grey e rooibos, a Bologna invece un tè oolong per un cocktail analcolico.
Al concorso A.B.I. il bartender, sardo di nascita e valdostano di adozione, ha proposto un originale kombucha con un tè verde all’osmanto, un fiore tipico del Sud della Cina dai sentori dolci e avvolgenti.

Scopriamo le ricette dei due cocktail a base di tè e tisane.

Cocktail e tisana: Sea in the Mountain

Ecco gli ingredienti della proposta del vincitore Erwan Garofano:

40 ml di Vergin
50 ml di infuso “Notti in Tibet”
20 ml di sciroppo di zucchero
20 ml di succo di lime

Decorazione: agrumi disidratati, cannella, corallo di zucchero

Erwan Garofano è un giovanissimo barman ligure. Lavora al Caravaggio Cafè di Rapallo (Ge). Ma perché questa scelta? Abbiamo fatto una brevissima intervista al miglior barman d’Italia…

Come è nato Sea in the Mountain?

La mia prerogativa e quella dello staff con cui lavoro – ci ha spiegato Erwan – è la continua ricerca di prodotti naturali e di alta qualità al servizio della clientela più esigente e con i miei titolari Paolo e Mario Gastoldi abbiamo pensato che l’utilizzo di un infuso al top di gamma rielaborato all’interno di un cocktail poteva essere una scelta vincente.

Ti capita spesso di creare cocktail con tè o infusi?

Mi capita spesso di creare nuovi cocktail. L’utilizzo di un ingrediente al posto di un altro è semplicemente una scelta di gusto e originalità, ma di sicuro i tè e gli infusi stanno prendendo sempre più piede nella cultura del bere miscelato.

Cocktail e tè: Kombucha

Vediamo ora gli ingredienti della proposta di Valerio Vitiello. Questa volta non si parla di una tisana ma di un tè verde.

Il cocktail di Valerio Vitiello kombucha a base di tè verde all'osmanto

15 ml gin puro
35 ml vodka alla vaniglia
15 ml alkermes
15 ml miele
15 ml succo di limone
tè verde all’osmanto

 

Avete mai bevuto un cocktail con tè o con una tisana? Raccontateci la vostra esperienza!

Tempo fa vi avevo parlato del cocktail al tè matcha di Izu Milano. Leggete l’articolo qui

Tra l’altro, proprio ieri la tea blogger Lu Ann Pannunzio ha pubblicato il post “Tea infused Wine“, un interessante mini guida per abbinare tè e vino.

 

Non mi sono stati offerti oggetti o compensi per scrivere questo articolo

Tea: A User’s Guide è tra i finalisti per il titolo di “miglior libro” ai World Tea Awards 2018. Scopri gli altri finalisti qui

Tea: A User’s Guide è il libro scritto dal famoso tea blogger americano Tony Gebely, fondatore di World of Tea. Dopo anni di studio e un lungo periodo di lavorazione è uscito il 5 novembre 2016 ed è disponibile in inglese sia in versione cartacea che pdf o ebook. Da quando l’ho acquistato è diventato per me e per alcuni articoli di questo blog un punto di riferimento. Perché?

Perché è una guida semplice e chiara da consultare, con tante informazioni utili in uno stile leggero che rispecchia molto quello che da sempre ha caratterizzato Five o’ clock. La voce di Tony accompagna il lettore come se fosse un amico che ti racconta le ultime cose che ha visto o l’ultimo viaggio che ha fatto. Questo rende il testo (275 pagine) molto scorrevole e piacevole, facile da leggere anche per chi non è madrelingua inglese.

Tea: A User’s Guide: di che cosa parla?

Come ho accennato e come già dice il titolo, Tea: A User’s Guide di Tony Gebely è una guida, un manuale di base per iniziare a orientarsi in questo fantastico mondo. Si inizia a definire la materia: che cos’è il tè? Domanda per niente scontata se pensiamo alla confusione che da anni avvolge il rooibos

Si passa poi a parlare della coltivazione, dei tempi e delle tipologie di raccolto. Molto interessante la parte riservata alla composizione chimica delle foglie. Non si parla di salute e proprietà in questo libro (cosa che apprezzo) ma si spiega quali componenti chimici sono contenuti nelle foglie della pianta del tè e come si evolvono durante la lavorazione.

Il nostro manuale passa poi a raccontare che cosa succede alle foglie, come vengono lavorate dopo il raccolto e quali sono i tipi di tè. Questa sezione è illustrata con utili schemi sulle lavorazioni. A questo punto inizia un’altra sezione molto utile che è quella delle schede ovvero una breve descrizione di grandi protagonisti provenienti da diverse parti del mondo. Curiosa la scelta di partire dai tè verdi, suddivisi per Paese e per regione, dal Sencha giapponese al Meng Ding Gan Lu cinese (provincia del Sichuan). Si prosegue con i tè gialli, i tè bianchi (comprese alcune specialità come il Darjeeling Silver Tips o lo Sri Lanka Silver Tips) e gli oolong, con alcune informazioni specifiche sulle differenze tra Cina e Taiwan, senza dimenticare di citare la produzione thailandese. Il nostro viaggio con Tony Gebely prosegue con i tè neri di Cina, Taiwan, India, Kenya, Sri Lanka e Giappone, per finire con i tè fermentati. Anche in questo è interessante notare che non si parla solo dei ben noti puer, ma pure di qualche prezioso esempio giapponese, come il goishicha (di cui vi avevo parlato qui in occasione di Expo Milano 2015).

La carrellata di schede si conclude con la differenza tra tè aromatizzati e profumati (di cui vi avevo accennato descrivendo il tè al gelsomino) con esempi illustri come l’Earl Grey o il Genmaicha, per poi passare ai blend, al tè tostato, al tè invecchiato, al tè macinato (come il matcha) e infine deteinato.

L’ultima parte di Tea: A User’s Guide approfondisce il tema delle infusioni, dalla cinetica alla qualità dell’acqua, fino alle soluzioni per migliorare un tè troppo forte o troppo delicato. Mi piace molto il paragrafo dedicato a come sviluppare un proprio stile personale. È un tema su cui credo molto e come dico sempre: “Se uno vuole tenere un tè verde in infusione per 5 minuti perché preferisce quel tipo di sapore, chi sono io per dire di fare diversamente?”.

Tony Gebely conclude il suo racconto con consigli su come valutare e descrivere un tè con la vista, l’olfatto e il gusto e, infine, ci aiuta a capire come conservare i nostri piccoli e profumati tesori.

 

 

Foto: Five O clock
In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno per ciascun acquisto idoneo
Non mi sono stati offerti oggetti o compensi per citare il libro presente

Avete mai sentito parlare di Cheese Tea? Si tratta di un tè ricoperto di una crema al formaggio che per certi versi può ricordare il dolce americano cheesecake. Sembra che sia l’ultima tendenza in Asia per quanto riguarda il tè. Tutto è nato nel 2010 a Taiwan, patria, tra l’altro, del Bubble Tea (una bevanda a base di tè, succo di frutta e perle di tapioca di cui ho accennato qui). Da Taiwan, la pittoresca moda si è diffusa in Cina (in mandarino lo chiamano zhī shì chá), Singapore, Hong Kong, New York, Los Angeles, per poi arrivare in Europa.

Si può trovare anche in Italia?

Probabilmente questa domanda vi frulla in testa da quando avete letto il titolo dell’articolo… bene, preparatevi perché la risposta è sì. Grazie alla mia collega Chiara ho scoperto che nella zona di Chinatown a Milano il Cheese Tea c’è. Potevo non provarlo? Naturalmente no e così una mattina sono partita in esplorazione.

Ho trovato il Cheese Tea al caffè del Chateau Dufan di via Paolo Sarpi, angolo Piazzale Baiamonti. Costo: 4.50 euro. So che questo locale è famoso per il Bubble Tea ma, evidentemente, non solo… hanno due versioni di Cheese Tea, una con gli Oreo e una con i cookies. Ho scelto la seconda e, mentre me lo preparavano, ho chiesto qualche informazione per voi.

Come si prepara il Cheese Tea?

Al Chateau Dufan la base è sempre un Earl Grey, il classico tè al bergamotto che, tra l’altro, adoro. Il tè si può avere sia caldo che freddo. A questo viene aggiunto del latte liofilizzato. Il bicchiere viene riempito per 3/4 di tè e l’ultima parte è il cheese ovvero ricotta montata con la panna. Tocco finale: cookies sbriciolati per dare un po’ di croccantezza al tutto.

L’originale ricetta di Taiwan prevedeva formaggio in polvere ma sempre più spesso nel mondo ho letto che si punta a ricercare formaggi veri e propri, a volte legati a produzioni locali. Insomma, spazio alla fantasia! In Italia credo che la ricotta sia una scelta particolarmente azzeccata (anche se non è un formaggio come avevo spiegato tempo fa su Agrodolce.it). Pensate a quanti dolci a base di ricotta ci sono nella nostra tradizione…

Che sapore ha?

Qualsiasi formaggio venga usato, viene lavorato fino a renderlo schiumoso come se fosse panna montata quindi, alla fine, molti lo descrivono semplicemente come un frappè al tè, un tè freddo con panna montata o qualcosa di simile a un cheesecake.

Che cosa ne penso io? Bè, sono d’accordo con chi dice che la parte dedicata al formaggio ricorda tantissimo la panna montata. La scelta del bergamotto secondo me è ottima perché dà un po’ di freschezza e aromaticità al tutto. In più il tè in generale ha questa capacità straordinaria di pulire la bocca e quindi, tutto sommato, la ricotta con la panna va giù piacevolmente. L’unica cosa che non mi è davvero piaciuto è stato il fatto che il tè era già zuccherato e per i miei gusti era troppo troppo dolce. Panna (o qualcosa di simile sopra), super dolcezza sotto… ammetto di non essere arrivata alla fine del mio primo cheese tea.

Per il resto, un’esperienza da ripetere? Perché no. Sono sempre aperta alle novità e sarei curiosa di provare altre interpretazioni visto che ognuno nel mondo sembra che stia creando la propria ricetta di tè al formaggio. Certo una tazza di buon tè è tutto un altro film però è curioso vedere come questa bevanda millenaria venga interpretata in modo diverso in differenti momenti storici e in diversi paesi.

Foto: ©Five O' clock
Fonti: cntraveler.com; independent.co.uk; agrodolce.it; popsugar.com; marshable.com
Non mi sono stati offerti compensi in cambio della citazione dei prodotti o dei locali presenti.

L’estate sta arrivando (anche se non sembra) e si inizia a parlare di tè freddo. La settimana scorsa sono stata al lancio in Italia di FUZETEA, il brand di tè ready-to-drink di Coca-Cola, distribuito da gennaio 2018 nei canali della grande distribuzione e della Ho.Re.Ca (Hotellerie-Restaurant-Café).

Tante volte mi sono sentita dire che il tè in Italia non può funzionare, che sarà sempre una nicchia. Visto il successo delle due edizioni del festival del tè In Tè Bologna Festival e dell’interesse crescente di tante persone che seguono questo blog mi sono chiesta: sarà vero? Se anche Coca-Cola ha deciso di portare il suo prodotto in Italia qualcosa sta cambiando. Vediamo allora qualche dato riferito al tè freddo…

Il mercato del tè freddo

Partiamo da una visione più generale… secondo i dati di Euromonitor International il mercato globale del tè ready-to-drink (RTD), venduto già pronto al consumo, è aumentato più del 40% in termini di dimensioni tra il 2011 e il 2016 e le previsioni indicano un’ulteriore crescita.

Dove si consuma più tè freddo? Al primo posto c’è la Cina con oltre 15mila milioni di litri all’anno (2016). Certo, stiamo parlando di un Paese molto popolato… vediamo allora chi c’è al secondo posto: il Giappone. Ve lo sareste mai aspettato? Questa situazione mi è stata confermata dall’esperto di tè giapponese Oskar Brekell e da Mr. Suzuki della prefettura di Shizuoka durante l’ultimo festival del tè. Entrambi sottolineavano che in Giappone questo tipo di prodotti stanno migliorando in termini di qualità e che ci sono bevande interessanti oggi in commercio.

Perché tanto successo? Sicuramente c’è sempre una maggiore offerta a livello internazionale: diversi gusti, diverse gradazioni di zucchero, diversi formati. È una soluzione pratica e in più questo trend positivo di inserirebbe in una più generale tendenza dei consumatori a cercare prodotti naturali, magari biologici, attenti alla salute. Per questo la scelta allora cade sempre più spesso sul tè verde a discapito del tè nero.

A questo proposito è interessante una ricerca pubblicata a gennaio 2018 da YouGov BrandIndex e riportata da World Tea News: negli Stati Uniti i millennials (adulti tra i 18 e i 34 anni) sono alla ricerca di brand di tè freddo con un minor quantitativo di zucchero, di coloranti e di aromi artificiali.

E l’Italia? Il nostro Paese è al 10 posto della classifica dei principali consumatori di tè freddo al mondo con 453 milioni di litri all’anno (2016). In Europa, sono la Germania ne consumerebbe di più. Nel canale di vendita al dettaglio, è previsto un tasso di crescita annuo di volume e valore del 3% per questi tè ready-to-drink. Si prevede che il mercato a valore raggiungerà i 449 milioni di euro nel 2021. Un articolo de Ilsole24ore, citando Euromonitor, sottolinea che il mercato del tè in Italia (non solo del tè freddo) dovrebbe avere una crescita del 14% nei prossimi tre anni.

Se volete conoscere qualcosa sui trend del tè in Italia e nel mondo vi consiglio questi articoli:

Se invece volete provare a preparare il tè freddo in casa in modo semplice e naturale cliccate qui

 

Fonti: si ringrazia l’ufficio stampa di Fuzetea per aver condiviso alcuni dati di Zenith Global “Ready-to-drink Tea Innovation Report 2017″ e di Euromonitor International – “Tea RTD 2017”; Worldteanews.com; Ilsole24ore.com
Foto: ©Nathan Dumlao
Non mi sono stati offerti compensi in cambio della citazione dei prodotti presenti.

Come posso portare il tè in ufficio? Che cosa serve? C’è qualche trucco per rendere tutto più piacevole? Ma, soprattutto, ha senso? A queste domande ho cercato di rispondere durante uno dei miei workshop (l’altro era sul matrimonio) alla seconda edizione di In Tè Bologna Tè Festival. Visto che in tantissimi hanno seguito l’incontro sia a Bologna che live su Facebook e visto che proprio questa mattina mio marito si è portato al lavoro tutto il necessario, ho pensato di riassumere i miei consigli anche qui sul blog… è un argomento interessante visto che passiamo in ufficio o comunque al lavoro gran parte della nostra settimana.

Una tazza di tè è un buon modo per rendere la giornata più piacevole, anche e soprattutto quando le cose non sembrano andare per il verso giusto, ci sentiamo stanchi e preoccupati per le troppe cose da fare. Provate: fermatevi 5 minuti. Accendete il bollitore, prendete la tazza e il vostro tè preferito. Mettetelo in infusione, filtrate e bevete un primo sorso di quello che alcuni chiamano “saggezza liquida”. Come dice Lu Ann Pannunzio nel suo libro (la recensione è qui), fate tutto questo concentrandovi solo sui vostri movimenti. Non pensate a nient’altro se non a preparare il tè, qui e ora. Riuscirete a vedere tutto quanto da una prospettiva diversa e ad arrivare a fine giornata sarà meno pesante.

Il tè rende lucidi senza agitare. In più, da un recente studio della scuola di psicologia e scienze cognitive dell’università di Pechino, riportato da The Telegraph e da The Guardian, questa bevanda aumenta la creatività, l’attenzione e il buon umore.

Vediamo ora come rendere il tutto più pratico e piacevole possibile.

Tazza – thermos

Senza tazza non si può fare un tè. C’è chi la preferisce con il bordo sottile e chi con il bordo spesso, chi alta e chi bassa,… ognuno ha le sue abitudini quindi consiglio da portare da casa una delle vostre preferite. Magari un regalo di una persona cara o il ricordo di un viaggio… tutti elementi utili per rendere questo momento più piacevole e rilassante.

L'angolo del tè su Instagram

Si può portare il thermos o la travel mug? Certo che sì se vi trovate bene. Per me questa soluzione ha solo due difetti (ma è una considerazione personale): 1) non sempre alla mattina ho tempo di preparare tutto e rischio, nella fretta, di dimenticarmi 2) e se poi finisce la mia scorta e ho comunque voglia di qualcosa di caldo? A me piace avere la possibilità di prepararmi qualcosa anche sul momento. Thermos e travel mug li uso spesso in viaggio. Ps. Se conoscete un buon thermos che mantenga a lungo la temperatura avvisatemi!

Quale tè scegliere?

A questa domanda rispondo sempre: quello che vi piace. La pausa tè deve essere un momento quotidiano di benessere quindi dovete accompagnarlo con i vostri profumi e sapori preferiti. Quando lavoravo nelle redazioni mi tenevo sempre diverse proposte: un verde, un nero (di solito aromatizzato) e una tisana. In base all’umore e al tempo atmosferico sceglievo di volta in volta che cosa preparare.

Il matcha sicuramente è un tè interessante al lavoro perché ricco di teina e il suo rilascio è più lento e prolungato di quello del caffè.

E ora la domanda fatidica: tè in foglie o no? Bisogna ammettere che le bustine sono pratiche (pure in vacanza) e iniziano a girare prodotti di media qualità. Altrimenti potrete creare la vostra bustina con i filtri monodose e il vostro tè preferito. I sacchettini che sto usando ora li trovate qui altrimenti sono famosi e diffusi nei negozi specializzati e nelle erboristerie quelli della Finum. Ci sono poi gli infusori, le teiere con il filtro incorporato, le tisaniere… le possibilità sono tante. Provate per capire quale situazione è più adatta a voi e al vostro ufficio.

Bollitore

Per preparare una tazza di tè ci vuole un bollitore. “Non posso scaldare l’acqua nel microonde?” qualcuno si starà chiedendo. Certo, può sembrare una soluzione più semplice… alcuni uffici in Italia sono già dotati di questo strumento mentre il bollitore è una cosa strana ma ora vi spiego perché cambiare abitudine. Per prima cosa: vi è mai successo di mettere una tazza nel forno microonde e dopo solo un minuto l’esterno era ustionante e il liquido all’interno solo tiepido? In più non avete il controllo delle temperature. Avete poi notato che l’infusione è più difficile se mettete prima l’acqua e poi il tè, sia in foglia che in bustina? Per colorare il vostro liquido dovete poi strapazzare il filtro nella tazza un bel po’.

Alcune siti internet tempo fa riportavano una ricerca secondo cui il tè preparato al microonde era migliore. Bene, per chi è interessato all’argomento e vuole sapere che cosa esattamente diceva lo studio (sì, anche i giornalisti sbagliano e lo dico da giornalista) vi rimando all’articolo del blog World of Tea.

Il bollitore è quindi uno strumento necessario. Potete acquistarlo in negozi di casalinghi o specializzati in tè oppure su Amazon. Li trovate in plastica, in vetro, in acciaio inox… più o meno grandi. I prezzi partono da 9,90 euro. Per sapere quali sono i consigliati dai lettori di Five o’ clock leggete qui.

Il “kit di sopravvivenza” che ho dato a mio marito:

Che cosa serve per preparare il tè in ufficio

Non ho mai sentito che in un ufficio vietassero l’uso del bollitore per motivi di sicurezza. Se avete dei dubbi, chiedete prima consiglio al vostro referente.

In riunione

E se persino durante le riunioni si potesse bere una tazza di tè? Dura di più di un caffè, è un piacere che si gusta pian piano, man mano che vanno avanti le discussioni. Abbiamo detto prima che dona lucidità e una maggiore creatività quindi il tè potrebbe essere un ottimo alleato in queste situazioni.

Stessa cosa duranti i pranzi aziendali. Spesso l’alcol è vietato e quindi possiamo accompagnare il nostro piatto di pasta o il nostro arrosto con l’acqua o… succhi di frutta. Non ridete, succede! Nella vecchia azienda di mio marito era il menu delle bevande dei pranzi aziendali di Natale: acqua e succhi di frutta. Pensate che io li ho eliminati persino dal cocktail di benvenuto del mio matrimonio, sostituendoli con dei tè freddi (preparati con l’infusione a freddo), figuriamoci in occasioni del genere… catering in ascolto, pensateci e, in caso, scrivetemi!

Condivisione

È sicuramente uno degli elementi più importanti per portare un buon tè in ufficio! È bello preparare e sorseggiare la propria tazza da soli (a volte persino utile e necessario), ma è ancora più bello poter condividere questo momento con gli altri. Ho notato che si crea un clima più affiatato e collaborativo. Quindi ben venga il tè durante le riunioni, in una pausa tra colleghi o dopo pranzo, prima di ricominciare a lavorare.

Mentre scrivevo questo articolo mi ha chiamato mio marito. Non voleva sapere che cosa avevo preparato per cena (un classico!) ma voleva raccontarmi, tutto entusiasta, del suo primo tè con i colleghi. Aveva preparato per tutti un Sencha. Hanno commentato insieme il profumo e il sapore del liquore ed era tutto contento di come era venuto il tè (“siccome l’acqua mi sembrava troppo calda l’ho tenuto in infusione 2 minuti e mezzo ed era buono, è piaciuto!”).

Ha già promesso che la prossima volta porterà il Darjeeling, il suo tè preferito… ha iniziato a lavorare in questa azienda da poco più di un mese e una tazza di tè sta diventando la scusa ideale per conoscere chi lavora con lui

Vi ho convinto che portare il tè in ufficio è un’ottima idea? 😉

Condividete le vostro foto del tè al lavoro con l’hashtag #nonlavorosenzatè e teniamoci compagnia virtualmente in ogni momento della giornata!

 

Foto di copertina: rawpixel.com - Foto da Instagram: @langolodelte
In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno per ciascun acquisto idoneo
Non mi sono stati offerti oggetti o compensi per citare i prodotti presenti
Fonti: The Telegraph; The Guardian; Tea for me please; World of Tea

E anche la seconda edizione del festival del tè, In Tè Bologna Tè Festival, è finita. È stato bellissimo incontrare molti di voi e conoscere nuove persone… forse è la parte che mi è piaciuta di più… tea friends are the best!

Per sapere cosa è successo vi rimando al racconto di Francesca qui

Ora invece vi lascio il racconto per immagini di mio marito, alla sua prima volta al festival. Non ama scrivere ma è appassionato di fotografia e ha voluto raccontare quest’esperienza in 24 fotografie:

Quali sono stati i suoi tè preferiti? L’oolong He Haung Qilai e il matcha.

 

Foto: Andrea Montebelli per Five o' clock