Tè viola: che cos'è e che sapore ha?

Scopriamo che cosa è il tè viola e quali sono le sue proprietà

Avete mai sentito parlare di tè viola? Negli ultimi anni si sta discutendo molto nel mondo di questo tema. Secondo alcuni non si tratta di un nuovo tipo di tè ma di cultivar o di specifiche piante particolarmente ricche di antociani o antocianine, pigmenti dal colore rosso-viola e dalle proprietà antiossidanti (appartengono alla famiglia dei flavonoidi). Sono per esempio contenuti nei frutti di bosco, nelle fragole, nell’uva nera o nelle melanzane. Dal greco, antro-kyanos significa fiore blu.

Secondo altri invece siamo di fronte a qualcosa di nuovo e qualcosa che caratterizza un Paese ben preciso. Mettiamo a confronto le due teorie.

Tè viola: tè ricco di antociani

In natura è possibile trovare piante di tè ricche di questi pigmenti. Possono appartenere a varietà particolari, cultivar selvatiche o create attraverso incroci, oppure possono essere piante che hanno subito una mutazione. Inizialmente le foglie di questi alberi sono verdi, poi diventano viola. In un interessante video di Mei Leaf si dice che questa reazione può accadere in particolare se la pianta è stressata dai raggi UV. Gli antociani vengono definiti come una “protezione solare” per il mondo vegetale. In uno studio del 2008 su questi componenti (potete trovarlo qui) si sottolinea che la concentrazione dei flavonoidi dipende dall’esposizione al sole.

Sembra che le prime piante del tè dalle foglie viola siano state trovate nella provincia dello Yunnan (Cina) da ricercatori cinesi a metà degli anni ’80. Ancora oggi in commercio troviamo tè viola dello Yunnan, dalla provincia cinese dello Zhejiang, ma anche dall’India, da Taiwan e mi è capitato di assaggiare persino un Sencha giapponese realizzato con una cultivar ricca di antociani (Sunrougue). I germogli e le foglie viola di questa pianta vengono quindi raccolte e poi trattate in modo diverso per produrre tè bianco, tè verde ma persino tè fermentati.

In base alla mia esperienza, questo Sencha viola aveva le foglie più scure e con riflessi, effettivamente, tendenti al blu. In tazza il liquore si presentava scuro e il sapore era meno morbido e dolce rispetto a un Sencha. Vegetale, meno salino rispetto ad altri tè verdi giapponesi, e con una tendenza all’amaro.

Tè viola: nuovo tè dal Kenya?

C’è poi chi dice che il tè viola sia un nuovo tipo di tè. Ho partecipato a una conferenza sul tema al World Tea Expo 2017 e la discussione è interessante.

Quali sono le proprietà del tè viola?

Il Tea Research Foundation of Kenya (Trfk) ha trascorso 25 anni per ottenere la cultivar ricca di antiociani TRFK 306/1. Gli studi sono partiti da una varietà di Camellia Sinensis Assamica che naturalmente presentava delle foglie violacee. Questa cultivar è stata incrociata con centinaia di varietà prima di trovare la perfetta combinazione con la Camellia Irrawadiensis, anch’essa ricca di pigmenti viola. In questo modo si ottenuto il clone TRFK 306/1 che nel 2011 è stato dato ad alcuni piccoli agricoltori per iniziare la coltivazione.

A questo punto direte: ma perché dovrebbe essere un nuovo tipo di tè quello keniota? Due aziende private trattano le foglie di questo tè viola: Njeru Industries e Tumoi Tea. Al World Tea Expo, Boaz Katah, factory manager di quest’ultima, ha spiegato che il loro tè subisce una lavorazione diversa dalle altre categorie, creata apposta per esaltare i benefici degli antiociani. Come?

Le foglie vengono raccolte a mano (due foglie e un germoglio), selezionate per avere quelle più ricche di pigmenti. Queste subiscono un leggero appassimento che, dicono, aiuti a mantenere viva la pigmentazione. Come un tè verde, le foglie vengono poi cotte per bloccare l’ossidazione. A questo punto vengono arrotolate ed essiccate a due diverse temperature.

Ci tengono tantissimo a questo prodotto. C’è un forte legame con il territorio. Sembra quasi di sentire parlare un parmense del prosciutto di Parma. In più si tratta di un tè a foglia a lunga in un Paese leader nella produzione di tè nero destinato alle bustine e alla commercializzazione su larga scala, spesso legato a multinazionali e non a piccoli coltivatori come in questo caso.

La cultivar TRFK 306/1 è stata piantata in diverse zone del Kenya. A seconda del suolo, dell’esposizione, ecc… il tè ha caratteristiche diverse sia nella capacità di produzione sia nel colore e nel sapore del liquore. Io ho assaggiato quello di Tumoi Tea è il colore è rosato. Per avere riflessi più bluastri consigliano di aggiungere del succo di limone. Il sapore è abbastanza delicato, leggermente astringente, come un tè verde, ma meno vegetale al palato.

Come si prepara il tè viola

Nel caso si tratti di tè viola inteso come varietà e poi lavorato come un tè bianco, un tè verde o un fermentato, è necessario seguire le indicazioni di queste famiglie. Per esempio, se stiamo parlando del Sencha di cultivar Sunrougue l’infusione consigliata è quella di un classico Sencha.

Se stiamo parlando invece del tè viola dal Kenya Boaz Katah consiglia di preparare il tè a una temperatura di 80° C per 3 minuti.

Tè viola: proprietà

Forse non siamo di fronte a una nuova famiglia di tè ma secondo me sentiremo sempre più parlare di tè ricchi di antociani. La presenza di questi pigmenti renderebbe infatti questi tè particolarmente interessanti dal punti di vista degli antiossidanti, dei benefici sul colesterolo e come antinfiammatori. Del resto, da quanto tempo dicono che mangiare i mirtilli fa bene alla salute?

Uno studio del 2015 ci dice qualcosa sui benefici del tè viola keniota e del suo estratto. Lo potete leggere qui
In generale si sottolinea che, come il tè verde contiene polifenoli come Epigallocatechina gallato (EGCG) ed epicatechine gallato (ECG). A differenza di altri tè ha un ridotto contenuto di teina, elemento ricordato anche da Boaz Katah al World Tea Expo. Per conoscere altri tè a basso contenuto di teina leggete qui

 

Foto: ©Five o' clock
Non mi sono stati offerti compensi per scrivere questo articolo. Il tè viola keniota mi è stato regalato da Tumoi Tea
Fonti: my-personaltrainer.it; nicolettatul.it; thedailytea.com; myjapanesegreentea.com; worldteanews.com; tching.com; ncbi.nlm.nih.gov; purpleteaexperience.com

Condividi...

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

shares